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IL GIOCO E’ DI IMPRESSIONANTE CHIAREZZA

DI GIANFRANCO LA GRASSA
conflittiestrategie.it

1. Si tratta di un gioco anti-italiano, quindi infame e da traditori (tipo quelli dell’8 settembre) che prosegue da decenni e che ha il suo perno nella Confindustria (grande impresa privata decotta) e nei suoi sicari preferiti: i rinnegati del comunismo che, proprio in quanto rinnegati e traditori, sono sempre sotto ricatto e perciò servi perfetti e docili. Il tutto comincia con il cambio di segreteria piciista nel 1972, ma atti decisivi sono il patto Lama-Agnelli sulla scala mobile – inizio della concertazione e segnale di appoggio (non ancora possibile l’entrata ufficiale) del Pci al governo (a partire da quello Andreotti nel 1976) – e un certo viaggio “culturale” negli Usa (1978) di chi passò di “corrente” in quel partito (che solo nella forma non aveva correnti), dando la maggioranza alla segreteria (mentre in precedenza la corrente maggioritaria era quella amendoliana o migliorista, cioè socialdemocratica “alla tedesca”, con tanto di ostpolitik).Come detto più volte, il tradimento e rinnegamento aperto in funzione filo-atlantica (cioè filo-Usa, i padroni della Nato) avvenne apertamente al crollo del socialismo e dell’Urss (1989-91). Esso apparve improvviso, mentre era preparato da vent’anni (con l’appoggio di fatto, forse all’inizio inconsapevole, delle frange sedicenti radicali, “ingraiane e manifestaiole”, mentre fu osteggiato solo da alcuni “sopravvissuti” comunisti appoggiati dall’“est”, che pur non volendolo favorirono l’operazione con azioni “disperate”). Il “popolo” (quello detto “moderato”) fu però preso alla sprovvista dal voltafaccia, all’apparenza subitaneo, e riversò i suoi voti su quello che abbiamo definito scherzosamente “naso di Cleopatra” (cioè un “accidente storico”): Berlusconi.

La Nato, istituita per difendere il “mondo libero” dai cattivoni comunisti, quelli della “cortina di ferro”, non si sciolse manco per niente, perché il suo vero ufficio era impedire una rinascita europea. Figuriamoci: gli Usa erano entrati nella seconda guerra mondiale soprattutto per regolare i conti con il Giappone nell’area del Pacifico. Si accorsero subito – l’appetito vien mangiando – che potevano ridurre a potenze di secondo rango Inghilterra e Francia (dopo aver distrutto la Germania) in modo da impadronirsi pure dell’area occidentale, al massimo dividendosela, ma con riguardo alla parte meno sviluppata e “appetitosa” d’Europa, con l’Urss. L’“onesto” Roosevelt – quello che si fece attaccare a Pearl Harbor, sacrificando qualche migliaio di soldati americani, altrimenti il Congresso americano sarebbe ancora lì ad opporsi all’entrata in guerra – non accettò le mene di Churchill favorevoli al cambio di alleanze per aggredire l’Urss. Intelligentemente, decise intanto di papparsi la parte preponderante d’Europa, ponendo in stato di subordinazione gli anglo-francesi; poi si sarebbe visto (e infatti si vide). Ulteriore notazione: nel 1956, ancora una volta – malgrado la canea antisovietica per l’Ungheria – gli Usa si misero con l’Urss contro Inghilterra e Francia, che tentavano di rialzare la testolina con la “coraggiosa” impresa di Suez.

Bene, facciamo un bel salto storico e arriviamo alla riedizione della “concertazione” del 1975: il documento approvato ieri da Confindustria – da Agnelli a Marcegaglia solo un progresso “estetico” – e dalle grandi banche (la GFeID insomma, l’industria decotta e la finanza fellona, al gran completo), con la firma dei tre sindacati; anche se, al momento (ma resisterà?), si è staccata la Uil. Nel frattempo, come già gli ambienti statunitensi rappresentatisi in Clinton avevano “intruogolato” con D’Alema nell’aggredire la Serbia (mossa importante per impedire che alla Germania venissero in testa “pensieri impropri”); così oggi quelli addobbatisi con il “festone” Obama intrallazzano con Napolitano. Solo adesso so che il primo chiama il secondo: “leading from behind” (è chiaro anche ai testoni?). Bisogna fare un breve détour.

2. Non è che Berlusconi fosse meno filo-americano dei suoi nemici. Semplicemente, la strategia degli ambienti opposti a quelli Clinton-Obama (la “vecchia” strategia applicata tra il 2001 e il 2006, seguita da un biennio di incertezze risoltesi nella “nuova” mediante l’elezione del “primo nero”, con opposizioni presenti anche tra i militari, al Pentagono) era centrata su operazioni militari più decise, condotte in prima persona dagli Usa, semmai “chiedendo” (nella forma, sostanzialmente ordinando) la collaborazione dei paesi “alleati”. Esempio tipico l’Afghanistan, assai più che l’Irak; azione militare nelle zone centroasiatiche, in Pakistan-Afghanistan per l’appunto, ai fini del controllo più diretto e pervasivo dell’area su cui “insistono” le potenze emergenti Russia-Cina-India.

La nuova strategia vuol lasciare quell’area al caos (e “liquidità”) del possibile – direi probabile in tempi non immediati ma nemmeno eterni – conflitto tra le tre potenze suddette. Mentre intende rinsaldare ulteriormente la tenaglia di ferro sull’Europa, ristabilire il contatto (di controllo) sulla Turchia, giocare su contraddizioni interne all’islamismo e quindi su paesi come Iran, Siria, ecc. cercando di indebolirne il possibile influsso sull’andamento del multipolarismo. La cortina (di ferro) era più rigida e delimitante, ma fragile; la tenaglia è più robusta, si sposta più facilmente nei suoi punti di presa forte (dove stringere insomma), si può allentare in dati momenti per non far apparire la subordinazione troppo evidente a quelli che vengono afferrati. La nuova strategia non deve però mettere in piena visibilità gli Usa (così com’è ora in Afghanistan), lasciando spazio ai sicari, fra l’altro facendo loro credere di poter partecipare con una certa percentuale non miserrima ai vantaggi imperiali statunitensi.

Se poi le operazioni di un certo tipo – quelle andate bene all’inizio, ma adesso soggette a qualche affanno, in Tunisia ed Egitto – non evolvono per il verso giusto come in Libia, si è in grado di addossare molte colpe ai sicari, accusati di incompetenza, di aver dato affidamento ai “ribelli di Bengasi”, autentica raccolta di brutti ceffi criminali, ecc. ecc. A questo punto, gli Usa sono in grado di trattare, senza fare troppo brutta figura, con il legittimo governo, chiedendo contropartite lucrose ed eventualmente territoriali (come in Kosovo). Se l’accordo si farà o meno dipende solo dai rapporti di forza tra i fautori della “vecchia” e quelli della “nuova” strategia, e dallo stato di avanzamento (a “sinusoide”) del multipolarismo. I sicari europei saranno di fatto estromessi dalla cointeressenza (ridotta al massimo a puro simulacro). Fra i servi, inutile dirlo, i più “sfigati” saremo noi, lo stuoino su cui pulirsi i piedi, soprattutto controllando la situazione interna tramite i rinnegati che, come già rilevato, non sono in grado di rifiutare nessun basso servizio e per di più non remunerato (resterà un credito a parole, da onorare in quel futuro destinato a non mai concretizzarsi).

 

3. Berlusconi non era uomo da potersi barcamenare troppo a lungo all’interno di queste strategie Usa, che si sono alternate e rimpallate tra i Bush e Clinton-Obama. Adesso, è totalmente in mano al “leading from behind”. Certamente fa capire che è scontento, dice alcune frasi significative affinché si comprenda il suo avere le mani legate; e che perfino corre qualche pericolo di brutta fine (preferiamo riferirci a Mattei o a Bin Laden?) se cercasse ancora contatti con “gentaccia” tipo Putin o Gheddafi, ecc. Non è però agevole trovare il suo sostituto; certamente non un vecchio di 86 anni, non una serie di personaggi “di sinistra” che gli stessi Usa, mi sembra, ritengono poco appropriati. Nemmeno sono pronti rincalzi da dentro l’attuale maggioranza, che in ogni caso dovrebbero funzionare con modalità bipartisan, con appelli alla “salvezza nazionale” (per cui ci si spaventa intanto con la prospettiva greca), e via dicendo. Rieleggere Napolitano è un azzardo; si sta cercando di portare al suo posto un suo consimile qual è Prodi (più giovane però), in modo da essere sicuri di avere le pedine al posto giusto: Draghi alla BCE, Prodi alla Presidenza (ma ancora non ce l’ha) e…..per il momento è incerto l’uomo “giusto” da sostituire al premier. Se ne sono pensati un’infinità: gli ultimi sono stati Tremonti (oppure il Monti non trino, più mediocre e scialbo e quindi meglio manovrabile), Maroni, ecc. Intanto se ne sta bruciando uno per stagione; ma qualcuno di loro potrebbe perfino essere poi ripescato, pur se in preda allora alla piena disperazione!

Le uniche cose certe al momento quali sono? Berlusconi non può più fare un passo. Il governo è imbalsamato, l’opposizione gira “in folle”, il liquame cresce di livello in modo accelerato. Purtroppo, come sempre avviene in questo paese di succubi incapaci di scelta e dignità, tutto dipende dalla riuscita o meno della “nuova” strategia Usa, di cui è portatore l’Obama (a volte) “furioso”. Per il momento, molti sono gli ostacoli, le “ciambelle non riuscite con il buco” (non parlerei finora di fallimenti plateali). Non è detto che tutto vada liscio. Mi par di capire che il Berlusca in questo speri, restando acquattato come un topolino nella tana alla vista del gatto. Brontola per il caso, non si sa mai, che tale strategia “liquida” finisca per divenire “acqua fresca”. I nostri nemici interni (paragonabili, come già sapete, ai “cotonieri” del sud degli Usa nell’800) sono comunque ormai in piena luce nel palcoscenico della storia attuale. Il documento ultimo toglie ogni residuo appiglio a chi voleva ancora evitare di riconoscere gli affossatori del paese, gli eredi degli industriali e finanzieri in pieno tradimento nel 1943 con Badoglio e i Savoia. Non ci sarebbe bisogno di una guerra civile; sufficiente una lista di pochissime migliaia di personaggi (tutti, lo ripeto, in piena visibilità, ovviamente per chi ha cervello). Basterebbe catturarli, metterli sotto chiave e buttare via la chiave; tanto sono loro ad aver creato un paese in cui i processi sono “secolari”. Nessuno però si fa vivo per stroncarli nelle loro sporche mene, da infami quali sono. Questa la sorte di un paese privo di unità nazionale, di classi dirigenti, di intellettuali con la schiena dritta. Un paese, insomma, di vigliacchi e burattini.

PS. http://notizie.virgilio.it/generated/topten/2011/07_luglio/28/ministeri-bossi-sfida-il-colle-berlusconi-ascoltare-quirinale.html

Berlusconi ormai si è totalmente appiattito su chi ha ricevuto da Obama l’investitura transitoria di “regnante” d’Italia. Ovviamente i firmatari del documento Confindustria-grandi Banche sono al seguito, cercando anche di aprire la strada al cambio del governo attuale. La Lega continua a giocare a rimpiattino, come ha fatto con il ri-finanziamento delle missioni all’estero e per la guerra di Libia. Ovviamente gli ex An tipo Alemanno si gonfiano il petto in difesa dei fiduciari degli Usa e dei “poteri forti”. Il tutto per preparare la successione a questo governo, cercando di mettersi nella migliore o meno peggiore posizione nel succhiare il sangue alla popolazione, sempre più incazzata ma anche incapace di comprendere come la stiano spaventando per farla mugugnare e, nel contempo, accettare rassegnata i presenti e i futuri salassi al fine di “evitare il peggio” (la crisi, il default, la Grecia). Tutto da ridere se non fosse un gioco così schifoso da veri ignobili e miserabili, che imperversano e devastano il paese.

Gianfranco La Grassa
Fonte: www.conflittiestrategie.it
Link: http://www.conflittiestrategie.it/2011/07/29/il-gioco-e%E2%80%99-di-impressionante-chiarezza-di-giellegi-29-lug-11/
29.07.2011

Pubblicato da Davide

  • amensa

    bella diagnosi…. ma …. la prognosi ?

  • buran

    Sarà anche di “impressionante chiarezza”, ma in molte parti mi sembra un po’ confuso, o almeno poco chiaro e non così logico come si vorrebbe. Boh…

  • wld

    In effetti, ci sono molti voli pindarici che passano dal vecchio PC degli anni settanta alla guerra del 1943 (Governo Badoglio); ma sempre legato alla nostra storia italiota di sudditi, comunque sempre proni

  • castigo

    come per molte malattie degenerative il decorso è lento e l’esito fatale……

  • wld

    La prognosi è che il paziente Italia è cronico pronto alla dipartita, nessuna speranza di ripresa si intravede all’orizzonte. D’altronde, ci sono ancora quelli che credono ad una ripresa politica perché hanno ancora una vita abbastanza comoda, ma quando avranno perso anche questi i lori punti di riferimento (che sono un lavoro sicuro e il culo ancora nel burro) allora qualcosa si muoverà a far risorgere una società vigliacca ed egoista; ma fino ad allora saremo in balia (non dell’attuale governo o quello futuro) ma di un progetto trasversale mondiale che, non tiene conto dei pupi politici delle nazioni, perché i pupari quelli che muovono le risorse sono occulti.

  • illupodeicieli

    Il punto è che manca un progetto politico alternativo sia al Pd e che al Pdl: gli altri oppositori o facenti parte del governo, si accodano quasi sempre alla compagine cui fanno riferimento. Per l’italiano medio o medio basso la cosa che conta è il lavoro e avere dei quattrini da spendere: capito questo ci sarà o c’è il ragazzo che spera di andare a fare i cassiere o il magazziniere nel nuovo centro commerciale, la ragazza che spera di fare la baby sitter, il giovane che spera di poter andare all’estero per lavorare e ,sopratutto, di non dover ritornare in patria,se non da turista. Gli altri ,quelli che hanno uno straccio di lavoro vorranna, vogliono, non perderlo: certo ci sono quelli che hanno un “buon lavoro e un buon stipendio” e sono un po’ arrabbiati perchè anche il diesel è aumentato , ma tutto sommato se ne possono (o almeno credono) fregare. Parlare di progetti politici è impossibile, forse perchè non è più di moda, ma anche perchè,come faceva notare proprio La Grassa in un suo vecchio (di qualche mese) articolo, c’è chi ha pochi soldi da investire in politica e questa costa (lui si riferiva a Gianfranco Fini e sul fatto che nessuno avrebbe puntato su di lui: lo dava perdente). Se si morirà lo si farà senza nemmeno resistere, perchè anche ciò che si sta facendo, ad esempio da sardo ho visto le manifestazioni dei pastori e della partite iva contro Equitalia, non appare abbastanza forte ed efficace. In più siamo quasi ad agosto,il che la dice tutta su come si ragiona in questo mese.

  • backtime

    Il mondo nel suo intero ha un “grande nemico” nell’America, le Popolazioni tutte lo hanno da anni recepito, sono solo i politicanti ad abbracciare l’America neanche fosse la loro mamma e fosse anche solo per questo, è anche giunta l’ora di schierarli tutti davanti a un nutrito plotone di esecuzione Popolare per ALTO TRADIMENTO.

  • Nauseato

    Ah ecco. Sarò limitato o deficiente (nel senso di mancante … : ) … io … ma tolti alcuni anche ampi passaggi, in altri faccio decisamente fatica a seguire …

  • Truman

    Il caso italiano

    L’Italia è l’erede di processi millenari di potere (prima l’impero romano, poi la Chiesa, poi i Savoia, ed infine gli USA). Da sempre siamo paese di servi sottoposti ad un potere forte. Una breve e relativa eccezione è stato il secondo dopoguerra, ma ormai è passato e l’Italia è tornata alla norma, ben descritta da Dante (serva Italia di dolore ostello… ) e da Manzoni (le grida che sostituivano le legge in modo precario, i bravi, i don Abbondio).

    Ma noi siamo anche il paese di Bruto e dei Borgia. Il potere ha avuto spesso degli imprevisti inattesi qui da noi, e tutti i potenti si devono guardare bene le spalle. Non prevedo rivoluzioni sul tipo di quella francese, ma la fatica di chi crede di avere conquistato il potere in Italia (e non solo) è spesso una fatica di Sisifo. Insomma non tutto è perduto. Nel frattempo salviamo il salvabile.

  • Allarmerosso

    c’è una buona fetta di popolazione che ragiona ancora come se il governo avesse il potere reale … coem se il problema dell’Italia fosse Berlusconi e solo lui …quabte oersibe du ogni oientamento politico ho sento dire che prefirebbero Draghi a Berlusconi … o chiunque basta che B se be vada ….

    ancora chi crede che un singolo personaggio possa aver fatto cio che ha fatto in Norvegia un singolo pazzo isolato dicono tutti i media e tutti a credere alla lezioncina come bravi scolaretti inebetiti che ” l’ha detto la televisione” ….. ed anche quando saremo nella situazione auspicabile solo perchè la gente si svegli , manon per i proprio essere , anche li sarebbe triste vedere le reazioni delle stesse genti che adosserebbero le colpe dell’eventuale tragedia alle persone sbagliate perseverando con gli stessi schemi mentali ….

  • terzaposizione

    EX-Kompagno Lagrassa, ora strenuo difensore della sovranità( ma quale’) italiana, quando D’alema decise l’attacco alla Serbia non rammento parlamentari dei F.I. contrari nel voto parlamentare,come non capisco come abbia fatto a passare il voto sulla guerra in Libia,se non con i voti del PDL.

  • gherni

    basterebbe fare come l’Islanda…