Il genocidio dei curdi iracheni da parte del MEK

Resoconto della Conferenza internazionale "Crimini contro l'umanità: il genocidio dei curdi iracheni da parte del MEK".

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La redazione di CDC riceve e pubblica da analisti e studiosi iraniani.

A cura di: Alireza Niknam

 

Al fine di indagare i vari aspetti dei crimini del gruppo terroristico dei Mujahedin-e Khalq (MEK) nel genocidio dei curdi iracheni nel 1991 e della cooperazione con Saddam nel massacro del popolo iraniano, la Fondazione Terrorspring ha organizzato l’1 e il 2 marzo 2023 una conferenza internazionale su “Crimini contro l’umanità: il genocidio dei curdi iracheni da parte del MEK”. Il primo giorno di questa conferenza internazionale sono intervenuti come relatori dall’Iran il dottor Alireza Abedini, responsabile del think tank Yassin, dall’Iraq il signor Ibrahim al-Seraj, responsabile dell’Associazione per la Difesa dei Diritti dei Giornalisti, dall’Italia il professor Lorenzo Maria Pacini, docente universitario e rappresentante dell’Università Unidolomiti e la signora Maria Morigi, scrittrice, archeologa e ricercatrice di storia delle religioni e, ancora dall’Iran, Mohammad Pouladvand, esperto di relazioni internazionali dell’Istituto Terrorspring. Nell’articolo che segue, forniremo una breve descrizione degli interventi di queste persone.

Prima giornata

L’organizzazione Mujahedin-e Khalq, fondata nel 1965, dichiarava quale proprio obiettivo la lotta contro l’imperialismo globale, in particolare contro l’America, e la lotta contro i colonialisti dei blocchi orientale e occidentale; il loro approccio era la lotta armata. Con la vittoria della rivoluzione islamica, i leader dell’organizzazione, alimentando il desiderio di ottenere e monopolizzare un potere ed un governo assoluti, si sono schierati contro il popolo e la scelta del popolo e non hanno accettato la Repubblica islamica dell’Iran né hanno votato per la costituzione. Attraverso un processo di lavaggio del cervello e il cambiamento dell’ideologia dall’estremismo islamico al marxismo, hanno reso i loro membri indiscutibilmente obbedienti ai loro ordini e hanno iniziato a compiere assassinii alla cieca, noti tra loro come operazioni di ingegneria. Questi brutali omicidi hanno preso di mira e ucciso più di 13 mila cittadini iraniani, tra cui il presidente e il primo ministro dell’Iran, Mohammad Ali Rajaee e Mohammad Bahonar, il capo della magistratura, l’ayatollah Beheshti, diversi parlamentari, ministri e studiosi religiosi che sono stati assassinati da questo gruppo terroristico. Dopo aver fallito nell’ottenere il potere e aver perso la loro base sociale in Iran e l’invasione del regime Baath iracheno, hanno cercato rifugio presso Saddam e si sono schierati contro il loro popolo e il loro Paese, servendo il nemico.

Il MEK attaccò il proprio Paese nell’operazione Forough Javidan e massacrò un gran numero di civili che, alla fine, affrontarono la resistenza delle forze armate iraniane in un’operazione chiamata Mersad e furono da queste duramente colpite, rifugiandosi poi in Iraq con molte perdite.

Dopo l’operazione Forough Javidan e durante la prima guerra del Golfo Persico, per indebolire il regime Baath di Saddam, i curdi iracheni, che tre anni prima erano stati bombardati chimicamente dall’esercito di Saddam ad Halabja e Khurmal, colsero l’opportunità di vendicare lo spargimento di sangue e presero il controllo delle regioni curde riuscendo a prendere il controllo delle città di Mosul e Sulaymaniyah ed avanzare poi verso città come Tuz, Kifri e Jalula. È stato sufficiente per i curdi attraversare l’autostrada Suleiman Bey e raggiungere la strada principale per avanzare verso Baghdad. Una settimana dopo che le forze curde avevano preso il controllo delle città settentrionali dell’Iraq, le forze del MEK entrarono a Kirkuk indossando abiti curdi e mostrando poster di Masoud Barezani e Jalal Talebani. In questa fase, il cosiddetto Esercito di Liberazione del MEK condusse le operazioni “Morvarid 1 e 2” attuando una repressione sulla popolazione, mentre i Peshmerga impedivano loro di avanzare in diverse città. Il MEK sorprese le milizie curde e i Peshmerga di Kirkuk e fece sì che il governo baathista riprendesse il controllo della città di Kirkuk, durante la quale, secondo le forze curde irachene, centinaia di residenti curdi di Kirkuk furono massacrati dai membri del MEK. Si stima che oltre 4.000 curdi abbiano perso la vita per mano del MEK nelle operazioni Morvarid 1 e 2.

Il primo oratore della conferenza – Crimini contro l’umanità: Il genocidio dei curdi iracheni da parte del MEK – è stato il dottor Alireza Abedini, capo del think-tank iraniano Yassin. Ha iniziato il suo discorso parlando dell’uccisione dei curdi iracheni nelle operazioni Morvarid 1 e 2 e ha analizzato le teorie del MEK nell’uccisione di persone innocenti in Iran e in Iraq; ha inoltre discusso i vari servizi resi dai terroristi del MEK al gruppo terroristico dell’ISIS e alla fine ha sollevato la questione che, considerando l’alto numero di uccisioni di curdi iracheni da parte dei terroristi del MEK, perché alcuni gruppi curdi continuino a collaborare con questo gruppo terroristico, e ha chiesto la risposta a questa domanda alla regione del Kurdistan iracheno.

Il secondo oratore della Conferenza è stato il dottor Ibrahim Al-Seraj, capo dell’Associazione per la difesa dei diritti dei giornalisti iracheni. Nel suo intervento ha sottolineato come il MEK abbia commesso crimini contro l’umanità sia in Iraq che nella Regione del Kurdistan. Il regime criminale di Saddam li ha assoldati per compiere queste uccisioni contro gli iracheni, sia nelle province meridionali e centrali dell’Iraq che nella regione del Kurdistan, commettendo massacri contro l’umanità e compiendo gravi aggressioni. I crimini commessi da questa organizzazione sono crimini contro l’umanità ed è stato un crimine di guerra contro i civili, fossero essi donne, bambini o anziani. Ha anche spiegato che l’Unione Europea è colpevole di aver permesso a questi criminali di risiedere in Europa. I danni di questi terroristi non sono inferiori a quelli dell’ISIS, sono anzi peggiori, quindi i funzionari e le autorità dovrebbero applicare la legge e consegnare il MEK alla giustizia.

Il terzo oratore del primo giorno è stato il professor Lorenzo Maria Pacini, docente universitario italiano e rappresentante dell’Università Unidolomiti. Nel suo intervento ha ricordato le relazioni diplomatiche tra la Repubblica islamica dell’Iran e l’Italia dal passato al presente e la lotta dei due Paesi contro gli atti terroristici. Ha parlato dell’uccisione di migliaia di iraniani, 6 americani e 4 mila curdi iracheni da parte dei terroristi del MEK e ha sottolineato le doppie relazioni tra gli Stati Uniti e questo gruppo, che a suo tempo gli Stati Uniti inserirono nella lista delle organizzazioni terroristiche a causa dell’uccisione di persone innocenti e che nel 2012 lo rimosse  senza alcun motivo o spiegazione pubblica. Ha inoltre menzionato l’organizzazione di rivoluzioni colorate in Iran da parte degli Stati Uniti, del regime sionista, dell’Inghilterra e dell’Arabia Saudita, ha discusso i rapporti degli istituti di ricerca americani ed europei sui componenti del MEK, che in questi rapporti sono stati definiti terroristi, ha spiegato che questo gruppo è una setta ed ha anche discusso le torture e le esecuzioni dei membri di questa setta da parte dei suoi leader, sottolineando che i terroristi del MEK, che hanno violato tutte le leggi sui diritti umani fino ad ora, torturano e giustiziano i loro membri e non permettono loro di sposarsi e pensare al sesso. Ora, dopo aver organizzato un incontro al Senato italiano, il MEK accusa l’Iran di violare i diritti umani e [il professor Pacini] ha sollevato la questione che un gruppo che viola tutte le leggi sui diritti umani, come può rivendicare i diritti umani?

Il quarto oratore è stata la signora Maria Morigi, scrittrice italiana, archeologa e ricercatrice di storia delle religioni. Nel suo intervento ha sottolineato che i leader del MEK si rifugiarono a Parigi dopo la Rivoluzione islamica iraniana, dove formarono il loro “ombrello politico”, il Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (NCRI), e costituirono un gruppo che in precedenza si era schierato con l’esercito iracheno durante la guerra tra Iraq e Iran (1988-1980). Nel 1986, quando il Presidente Mitterrand avviò i colloqui con l’Iran per il rilascio degli ostaggi francesi a Beirut, la Francia espulse Massoud Rajavi, che si recò in Iraq per sostenere Saddam nella repressione degli sciiti e dei curdi del Paese. Dall’invasione statunitense dell’Iraq nel 2003, il MEK, che ha avuto il sostegno dei neoconservatori statunitensi, ha ricevuto un addestramento dal Comando congiunto per le operazioni speciali (JSOC) nel deserto del Nevada (tecniche di comunicazione, crittografia, tecniche di attacco, operazioni di guerriglia, ecc.) Nel 2012, la testimonianza di due funzionari dell’amministrazione Obama rivelò l’assassinio di cinque scienziati nucleari iraniani (nel 2007) da parte del MEK con la collaborazione del Mossad e il sostegno dell’intelligence americana. Oggi il MEK rivendica i valori della laicità e della democrazia, parla di libertà delle donne, ma se si considera che i membri del gruppo non possono usare giornali, radio o televisione e che nessuno può criticare il leader di questa setta, si nota la contraddizione del loro comportamento.

Il quinto oratore è stato Mohammad Pouladvand, esperto iraniano di relazioni internazionali dell’Istituto Terrorspring. Nel suo intervento ha fatto riferimento a documenti internazionali affidabili, come il documento pubblicato dall’Istituto di ricerca RAND, che sottolinea come il MEK abbia perso la sua posizione sociale e la sua popolarità negli otto anni della guerra Iran-Iraq, a causa del suo sostegno a Saddam. Inoltre, i leader del MEK (Massoud e Maryam Rajavi) hanno abusato dei membri del MEK in vari modi con il pretesto di utilizzare un complesso sistema di lavaggio del cervello chiamato “rivoluzione ideologica”. Il rapporto RAND, pubblicato negli Stati Uniti, sottolinea che il comportamento settario del MEK nei confronti dei suoi membri comprende il controllo sessuale, il controllo emotivo, la restrizione delle amicizie, il divorzio forzato e la separazione dei figli dai genitori. Inoltre, i leader del MEK costringevano i loro membri a confessare per assicurarsi che non avessero pensieri e comportamenti sessuali cosiddetti “devianti”. Il rapporto completo di RAND mostra che i leader del MEK (Massoud e Maryam Rajavi) hanno letteralmente sfruttato i membri per anni, costringendoli a lavorare a lungo (16-17 ore al giorno) ed impedendo loro di dormire. Secondo questo rapporto, i noti terroristi del Mujahedin-e-Khalq a volte portavano i loro familiari al campo del MEK con il pretesto di visitare i loro parenti, ma alla fine impedivano agli stessi visitatori di andarsene.

Questo è il riassunto della prima giornata della Conferenza; il riassunto del secondo giorno di questa conferenza sarà riportato nel prossimo articolo. Lo scopo di questa conferenza è quello di rivelare il volto terroristico del MEK alle persone di tutto il mondo, in particolare ai politici, che dovrebbero tenere a mente che i terroristi del MEK hanno commesso molti crimini nei confronti della popolazione innocente di ogni Paese in cui si è insediato, il cui esempio concreto può essere visto in Iran e in Iraq. Ci auguriamo che con l’organizzazione di questa conferenza internazionale, saremo in grado di raccogliere prove per un tribunale internazionale per un processo equo per condannare i crimini dei terroristi del MEK, in modo che sia un balsamo per le ferite delle famiglie delle vittime di questi atti terroristici, che hanno perso i loro cari a causa di questo gruppo sanguinario, senza alcuna ragione.

 

Seconda giornata

A cura di: Alireza Niknam

La seconda giornata della conferenza internazionale – “Crimini contro l’umanità: il genocidio dei curdi iracheni da parte del MEK” -, alla presenza di élite politiche e attivisti civili accompagnati da professori e ricercatori provenienti da Italia, Canada, Francia e Iran, si è tenuta il 2 marzo 2023 presso l’Istituto TerrorSpring. Gli esperti di questa sezione hanno presentato le proprie analisi e la loro documentazione sul genocidio dei curdi iracheni nelle operazioni Morvarid 1 e 2, compiute dal gruppo terroristico MEK nel 1991, in seguito alle quali sono stati massacrati 4 mila curdi iracheni. Per visionare i materiali presentati il primo e il secondo giorno di questo incontro e per conoscere i dettagli della seconda giornata di questo incontro specializzato, è possibile visitare il sito web TerrorSpring.com.

Il primo giorno della conferenza internazionale sono intervenuti il dottor Alireza Abedini, responsabile del think tank iraniano Yassin, il dottor Ibrahim al-Seraj, responsabile dell’Associazione per la Difesa dei Diritti dei Giornalisti dell’Iraq, il professor Lorenzo Maria Pacini, docente universitario italiano e rappresentante dell’Università Unidolomiti, la signora Maria Morigi, scrittrice, archeologa e giornalista italiana e Mohammad Pouladvand, esperto di relazioni internazionali dell’Istituto TerrorSpring iraniano. Il secondo giorno, abbiamo avuto le presentazioni del Dr. Mohammad Javad Hasheminejad, Segretario Generale della Fondazione Habilian, di Yaqhoub Meraji, uno dei membri separati del gruppo terroristico del MEK e uno dei testimoni oculari del massacro terroristico dei curdi iracheni, del Sig. Daniele Perra, giornalista italiano e analista di questioni geopolitiche, del dottor Robert Fantina, giornalista e professore universitario canadese, del signor Mohammad Puladvand, esperto di relazioni internazionali dell’Istituto Terrorspring.

Il primo oratore del secondo giorno è stato il dottor Mohammad Javad Hashminejad, Segretario generale della Fondazione Habilian. Ha iniziato la sua presentazione spiegando la filosofia della presenza del terrorismo in Iraq fine a favorire la guerra e i conflitti. Come sapete, il gruppo terroristico MEK si è unito al dittatore iracheno Saddam nella guerra Iran-Iraq ed è sceso in campo contro il proprio Paese. Ha poi aggiunto che il nome del gruppo terroristico MEK ricorda l’omicidio, le uccisioni, l’inganno e il tradimento del loro Paese; sono entrati in Iraq nel 1986 e sono stati conosciuti come il braccio militare dell’esercito Baath iracheno per 3 decenni, e in questi 3 decenni, per il popolo iracheno non c’è stato altro che spargimento di sangue. D’altra parte, l’esercito Baath iracheno ha fornito sostegno finanziario a questo gruppo terroristico per ordine di Saddam e ha messo a disposizione di questo gruppo 15 basi militari con strutture complete, il diritto a una quota delle vendite di petrolio iracheno e stipendi mensili. Il MEK ha sostenuto Saddam nella repressione dei curdi e degli sciiti iracheni e ha effettuato pesanti attacchi di mortaio contro le aree curde e turkmene dell’Iraq, che hanno causato il massacro di 4.000 curdi iracheni. Al termine del suo autorevole discorso, Hashminejad ha affermato che i governi che sono stati danneggiati dal gruppo terroristico del MEK devono attivarsi e prendere provvedimenti per proteggere i diritti delle famiglie dei martiri e delle vittime del terrorismo.

Il secondo oratore del secondo giorno è stato Yaqhub Meraji, uno dei membri fuoriusciti dal MEK e uno dei testimoni oculari dell’uccisione dei curdi iracheni [provenienti] dalla Francia. All’inizio del suo discorso, ringraziando il Terror Spring Institute, ha sottolineato come sono state avviate le operazioni Pearl 1 e 2, che sono state portate avanti dai leader di questa setta ingannando i membri del gruppo terroristico. Ha poi parlato dei propri ricordi di questa operazione e della brutale uccisione di persone comuni, tra cui molte donne e bambini, che sono stati massacrati con carri armati e armi pesanti senza alcun pietà. Alla fine del suo discorso, ha menzionato la sua disponibilità a comparire nei tribunali internazionali e ha insistito sulla necessità di condannare il gruppo terroristico MEK.

Il terzo oratore è stato Daniele Perra, giornalista e analista di questioni geopolitiche italiano. Ha iniziato il suo intervento ringraziando l’Istituto Terrorspring per aver affrontato l’importante tema di questa conferenza ed ha sottolineato l’infiltrazione del gruppo del MEK in Italia attraverso il partito Fratelli d’Italia, alcuni membri del quale seguono Giulio Terzi (ex Ministro degli Affari Esteri italiano) che è uno dei sostenitori del MEK. Ha inoltre ricordato la storia della fondazione del MEK e il cambiamento ideologico di questo culto dall’Islam al marxismo che, in seguito, non essendo né islamico né marxista, ma una combinazione personalizzata dei due, ha fatto sì che odiasse la Rivoluzione islamica e si unisse al partito Baath, che era il nemico di allora, per poi realizzare nel 1988 un’operazione militare contro l’Iran chiamata Forough Javidan, che si risolse in un pesante fallimento. A questo proposito, Massoud Rajavi, con la sua nuova ideologia, ha costretto i membri a separarsi dopo la sconfitta di Forough Javidan, mentre la leader di questo culto sta ancora facendo il lavaggio del cervello e torturando i suoi membri in Albania. I leader di questo culto dicono ai loro membri che non hanno un posto dove andare, ma l’Iran ha ripetutamente annunciato che possono tornare nel loro Paese e stare al sicuro; naturalmente, questo non include i leader del MEK. Tra le caratteristiche di questo culto vi sono l’impossibilità per i membri di comunicare con le loro famiglie, il divorzio forzato, il matrimonio forzato con il leader del culto Massoud Rajavi, la separazione forzata dei bambini dalle loro famiglie, il divieto di sposarsi e di avere figli e persino il divieto di pensare a questioni matrimoniali. Dopo essere stato in Iraq, il MEK ha aiutato Saddam a sopprimere i curdi iracheni, cosa che ovviamente ora nega. Nelle operazioni Morvarid, 1 e 2, Massoud e Maryam Rajavi hanno mentito ai loro membri [dicendo] che le guardie rivoluzionarie e le forze militari iraniane indossavano abiti curdi e stavano progettando di attaccarli. Con questo inganno, hanno costretto i loro membri a uccidere i curdi iracheni. Alla fine del suo discorso, ha aggiunto che le persone in Europa e in America non hanno alcuna informazione sulle azioni di questo gruppo terroristico, nessuno sa che il MEK svolge attività di riciclaggio di denaro, che ha dato molti soldi a partiti europei come il partito Vox in Spagna e a personalità americane, per l’appoggio ed infiltrarsi in quei Paesi. Nessuno sa che il MEK è coinvolto nel traffico di droga e di esseri umani e nel riciclaggio di denaro e in molte altre azioni di cui la gente dovrebbe essere a conoscenza.

Il quarto oratore del secondo giorno è stato il dottor Robert Fantina, giornalista e professore universitario canadese. All’inizio del suo discorso, ha menzionato l’odio del popolo iraniano per il MEK, perché questo gruppo ha sostenuto Saddam ed ha tradito il proprio Paese. Ha poi discusso la doppia politica degli Stati Uniti nel trattare il MEK, che è stato sulla lista delle organizzazioni terroristiche per diversi anni, ma a causa della loro ostilità verso l’Iran, gli Stati Uniti hanno rimosso questo gruppo dalla lista delle organizzazioni terroristiche nel 2012 ed hanno attribuito il terrorismo all’Iran. Nel prosieguo del suo discorso, ha menzionato che le stragi nelle operazioni Morvarid (in cui il MEK ha ucciso 4 mila curdi iracheni) nel 1991, durante la Guerra del Golfo, e le attività terroristiche di Saddam (l’uccisione di 200.000 curdi iracheni nell’operazione Anfal) sono state nascoste agli occhi del mondo. Alla fine del suo discorso, ha citato le parole di Maryam Rajavi durante l’operazione Morvarid, che diceva: “Gettate i curdi sotto le ruote dei carri armati e risparmiate i proiettili per le guardie rivoluzionarie iraniane”.

Il quinto oratore è stato Mohammad Pouladvand, un esperto di relazioni internazionali dell’Istituto TerrorSpring, che ha parlato di documenti verificati a livello internazionale. All’inizio del suo intervento ha citato il rapporto della CIA e ha aggiunto che, secondo tale rapporto, i Mujahedin del Popolo sono stati presentati come gruppo terroristico che ha assassinato diversi “consiglieri” americani. Anche l’FBI ha pubblicato un rapporto del 2004, definendo esplicitamente il MEK “un’organizzazione terroristica”. In diverse parti di questo rapporto dell’FBI, la natura terroristica del MEK e di Massoud Rajavi è stata chiaramente affermata. È interessante notare che questo rapporto evidenzia anche l’assassinio di diversi cittadini americani da parte del MEK. Il rapporto dell’FBI afferma che il MEK ha attaccato 12 centri diplomatici iraniani all’estero e ha assassinato diverse altre persone innocenti. Se si leggono i rapporti del New York Times, del Guardian e di altre importanti agenzie di stampa americane, si capisce come Maryam Rajavi abbia privato i membri di questo gruppo dei loro diritti fondamentali. Il gruppo di propaganda ora offre ingenti somme di denaro per invitare politici al suo raduno annuale, che in gran parte ignorano il background e la vera natura del MEK, secondo alcuni rapporti.

È seriamente necessario tutelare i diritti delle vittime del MEK in Iraq, soprattutto nella regione del Kurdistan. I loro crimini non devono essere dimenticati a causa della partenza di questo gruppo terroristico dall’Iraq o per considerazioni politiche. Esistono numerosi e affidabili documenti sui crimini di questo odiato gruppo terroristico e, lavorando insieme, si possono ottenere buoni risultati a beneficio della giustizia e delle vittime.

La dichiarazione conclusiva della Conferenza “Genocidi e crimini contro l’umanità: il genocidio dei curdi iracheni da parte del MEK”.

Vorremmo ringraziare i colti professori, le élite e gli scienziati che sono venuti a difendere i diritti dei popoli oppressi e coloro che hanno descritto alcuni dei crimini più efferati della storia commessi dal gruppo terroristico anti-umano dei Mujahedin-e Khalq, nella speranza che nessuna ingiustizia venga commessa contro l’umanità in nessuna parte del mondo.

Crudeltà è la parola chiave per i curdi, le cui grida sono state soffocate dalla repressione di Saddam e dei suoi mercenari, i Mujahedin-e Khalq; i curdi, il popolo oppresso che, grazie alla loro lealtà, al loro coraggio e al loro onore, sono stati un grande esempio di eroi oppressi, la cui storia non ha precedenti di infedeltà e sulla cui oppressione sono stati scritti libri. Dalle pianure di Kifri e dalle montagne di Oramanat a Khanaqin, da Kani Manga a Tuzkhormato, è tutta una testimonianza del popolo oppresso che il mondo ha scelto di ignorare. Oggi ci siamo riuniti qui grazie agli sforzi del TerrorSpring Institute e con il sostegno di queste élite per portare all’attenzione della comunità mondiale alcune delle atrocità che questa coraggiosa nazione ha sopportato per molti anni.

Vorremmo quindi invitare le organizzazioni internazionali per i diritti umani e i forum internazionali e legali a perseguire il gruppo terroristico dei Mujahedin-e Khalq creando gruppi di indagine. Il Mujahedin-e Khalq, MEK, un gruppo con una mezza dozzina di nomi e pseudonimi sotto cui nascondersi. Quelli che per molti anni si sono protetti dal giudizio degli ambienti legali fingendo di essere gli oppressi. Siamo qui per combattere per i diritti degli oppressi che sono stati vittime dei crimini del gruppo terroristico Mujahedin-e-Khalq. I nostri sforzi per la realizzazione di questi diritti non finiranno e continueranno fino all’esecuzione della giustizia per i terroristi del Mujahedin-e Khalq.

 

Mohsen Mirjalili, responsabile dell’Istituto TerrorSpring

 

Tradotto da CptHook per ComeDonChisciotte

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