Home / ComeDonChisciotte / IL FONDAMENTALISMO CLERICALE INCALZA…

IL FONDAMENTALISMO CLERICALE INCALZA…

DI CARMELO R.VIOLA
Biologia sociale

Siamo al limite della schizofrenia politica. Uso questa parola nel senso proprio di “rottura” della mente ovvero della psiche o, se preferite, della logica, della ragione, del senso comune: una patologia da scompenso tra potere e diritto. Una forma tra le peggiori che colpiscono – mi si perdoni il tono da medico – il consorzio antropologico.

Nei termini della realtà contestuale tale schizofrenia significa fraintendimento e confusione dei ruoli istituzionali, statali e non, delle loro funzioni e dei loro limiti; significa ignoranza del significato essenziale del diritto, della legge, delle fedi religiosi e dell’etica sociale. Quest’ultima distingue nettamente fra libertà personale e diversità delle libertà altrui. E’ il marasma organico dell’attività dello Stato e della vita civile i cui attori hanno perso la cognizione dei parametri comportamentali e del valore effettivo delle categorie reali: la conseguenza di tutto questo è il blocco della crescita della specie (con buona pace di chi la confonde con la crescita del PIL), è lo sfruttamento dei soggetti inerti da parte dei dominanti sedicenti “referenti di Dio”, è la conflittualità intraspecifica. Ci proviamo a chiarire le cose:

1 – Un parlamento laico può e deve fare solo leggi laiche.

2 – Le eventuali fedi religiosi sono di esclusiva pertinenza di chi le professa e non possono per nessuna ragione essere messe nel conto delle ragioni genetiche delle leggi. I portatori di fedi religiosi sono abilitati a professarle al limite della nonviolenza e sono abilitati a protestare solo nel caso in cui delle leggi impediscano loro tale professione (purché – vale ripeterlo – contenuta nei limiti della nonviolenza).

3 – Le leggi laiche, appunto perché tali, non impediscono alcuna professione di fede nonviolenta. Per es., le leggi relative al divorzio e all’aborto non impongono a nessuno di divorziare o di abortire.

4 – La Chiesa cattolica si arroga la pretesa di rappresentare il diritto naturale ma in realtà chiama diritto naturale verità da essa stessa confezionate, talora come dogmi, che chiama “verità di Dio”, di cui essa avrebbe avuto la rivelazione diretta e che pertanto sono categoriche per non eludere l’ordine voluto dal creatore. Ma invero, si tratta solo di modalità di vita consone al potere clericale ovvero alla possibilità di un potere politico a pretesto religioso, di controllare il quotidiano, materiale ed intimo (!), dei suoi sudditi dalla nascita alla morte. La ragion d’essere di tale potere fine a sé stesso non ha niente a che vedere con la eventuale (ma per niente probabile esistenza del Dio-persona, su cui si fonda il teismo ovvero tutta la filosofia cattolica) ma affonda le radici nella biologia cioè nel bisogno di ogni vivente di assumere la vita come potere ovvero come risposta al bisogno di rassicuranza affettiva contro un mondo e la morte che fanno paura. La quale si traduce in religiosità naturale che alcuni traducono in religione positiva ovvero istituzionalizzata e ne fanno uno strumento del proprio potere. Quando la vita-potere (potere di autodifesa e di autoaffermazione) diventa violenza contro chicchessia, allora è gratuito e patologico.

5 – Tale è il potere della Chiesa, che vorrebbe essere uno Stato-chiesa o meglio una Chiesa-stato ma in questo àmbito le leggi non intendono regolamentare l’autonomia dell’individuo nel rispetto della reciprocità (essendo un diritto naturale anche l’esperienza e gli errori che l’accompagnano).Tale ideologia politica, nata dalla concezione e dall’esercizio di un potere gratuito e patologico (cioè violento in quanto contravventore del diritto naturale ovvero della naturale diversità) è il famigerato fondamentalismo, un misto di autocrazia e di assolutismo, una “dittatura di costume”, che misura con un “metro divino” ciò che è lecito e ciò che è illecito. La giustizia clericale ha una vasta illustrazione nella storia criminale della Chiesa. Quello di casa nostra non è, purtroppo, il solo fondamentalismo che pesa sulla salute della specie.

6 – Tuttavia, la Chiesa dispone, oltre che della Piazza S. Pietro, di sufficienti mezzi comunicativi, giornalistici e radiofonici, e soprattutto di una miriade di “case di culto” (altrimenti chiese) attraverso cui o dove può liberamente imbonire e gestire i propri sudditi, catechizzarli, terrorizzarli, punirli ed assolverli, farli a immagine e somiglianza di uno stereotipo dogmatico, insegnare alle prede-vittime di chiamare tutto ciò “coscienza”.

7 – Per converso, la Chiesa non ha alcun titolo giuridico per interferire nell’attività di un parlamento di non importa quale Stato, ancor meno di quello italiano, specie dopo la dichiarazione del carattere laico di questo. Non ha alcun titolo giuridico per pretendere che i vari impegni di fede, cioè paraipnotici, (sacramentali e sudditari) dei cattolici, come quello di non divorziare e quello di non convivere civilmente, meno che mai su base omosessuale, diventino obblighi legali per tutti.

8 – La Chiesa teme l’esercizio della libertà individuale, da quella del pensiero a quella della convivenza e della vita sessuo-affettiva, solo perché questo toglie al potere clericale, gratuito e patologico, la libertà del controllo sui sudditi (definiti non solo in maniera figurata come “gregge”!), mentre sostiene che la convivenza solo eterosessuale, solo procreativa, e perfino indissolubile, sarebbe la sola famiglia naturale, ma si tratta di un’invenzione perfino ridicola che fa pugni con la biologia, sessuale, ormonale e psicologica, come dimostra sempre più la realtà dei nostri giorni.

9 – Da quanto detto deriva la considerazione che l’ingerenza – peggio, invadenza – clericale nella sfera legislativa di uno Stato laico è azione politicamente sovversiva i cui responsabili dovrebbero essere richiamati e, se necessario, anche puniti dal potere giudiziario per offesa al Parlamento e per vilipendio dell’uomo. Agenti clericali in veste talare, specie se gerarchi di alto livello, dovrebbero essere respinti entro i confini dello Stato del Vaticano come cittadini indesiderati, di fatto stranieri. Costoro, infatti, non si richiamano all’art. 21 della Costituzione, che sancisce la libertà di pensiero, ma sobillano i cattolici, psicosudditi di quello Stato, a impedire la funzionalità laica di un Parlamento laico, abilitato a produrre leggi che non elevino al livello di obbligo per tutti modalità di vita che valgono solo per chi le accetta per catechizzazione.

10 – Bisogna riconoscere che l’incalzante offensiva fondamentalista-clericale è stata malauguratamente incoraggiata da un Presidente, ex-comunista, che ignora la materia e che ha invitato il Parlamento a realizzare una “sintesi” con le pretese clericali. Si tratta di una proposta più che errata, assurda, in quanto vorrebbe conciliare la ragione laica con il potere clericale mentre la civiltà può crescere solo se sa coniugare la ragione con la scienza e con la coscienza.

Per concludere. Il Parlamento è disturbato e menomato da elementi – i cattolici, appunto – che mancano dei requisiti culturali per esercitare il mandato parlamentare di uno Stato laico: a rigore, dovrebbero starsene fuori ad esercitare un altro mestiere se incapaci di fare il proprio dovere. La Chiesa cattolica, come il lupo cambia il pelo ma non il vizio. Essa vuole dominare gli uomini e, non potendolo fare con un proprio potere temporale, usa i propri fedeli come agenti infiltrati palesi, appellandosi ad una democrazia, totalmente estranea alla sua struttura e ad una coscienza, che è sé stessa solo se è esente da blocchi. Al fuoco e alla mordacchia di Giordano Bruno succedono le resistenze e le opposizioni di tali agenti, talora sinceri ma comunque plagiati. Invece della pace e dell’amore fra gli uomini la Chiesa semina la discordia e la conflittualità: è causa di quel disordine che dice di volere evitare.

L’ingerenza clericale ha raggiunto l’apice della virulenza superando ogni limite di decenza. E’ sconfortante non sentire levarsi una sola voce autorevole e coraggiosa a denunciare tutto questo senza mezzi termini, senza timori riverenziali, in difesa sì del diritto naturale, e quindi della Costituzione e della Legge, contro il sovversivismo parlamentare dei cattolici che confondono la propria coscienza con quanto ci ha messo dentro la Chiesa e l’esercizio della stessa con l’intolleranza legale del diverso.

Carmine R. Viola
Fonte: http://biologiasociale.altervista.org
Link: http://biologiasociale.altervista.org/articoli/laicit%E0.html
19.02.2007

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Tra gli argomenti dei papisti alla Giuliano Ferrara ricorre l’argomento secondo cui la religione, e per essere precisi il cattolicesimo, al quale io negherei natura di religione,avrebbe diritto ad una funzione “pubblica”. Si intende dire che la religione non dovrebbe essere relegato ad uno spazio meramente privato, dove ognuno esercita – se lo vuole – il culto che meglio crede. In quanto attività meramente privata di soggetti privati sarebbe cosa che potrebbe lecitamente interessare a taluni ed altrettanto lecitamente non interessare ad altri. E sarebbe una situazione ritengo normale che potrebbe porre al riparo dai cruenti conflitti religiosi che sono stati assai numerosi nella storia.

    Invece, si pretende un esplicito diritto al ruolo pubblico. Cosa significa? In concreto che papa, cardinal Ruini, vescovi ecc., avrebbero il pieno diritto a far sentire la loro voce, la loro dottrina, il loro incitamento e forse anche la loro istigazione in ogni luogo esterno alle chiese dove si esercita il culto.

    Ammesso e non concesso ciò, mi chiedo cosa ancora possa significare. Chi sono i destinatari di simili esternazioni? Gli stessi cattolici in quanto cattolici, o i cattolici in quanto cittadini, o perfino i cittadini per nulla cattolici? Ma poi ancora mi chiedo: E se io cittadino mi trovo mio malgrado destinatario dell’esternazione pubblica quale può essere lecitamente il mio atteggiamento? Devo restare un destinatario passivo dell’esternazione pubblica di un Ruini o di Buttiglione e simili o mi è lecito rispondere pubblicamente al mittente? Me ne sono concessi gli strumenti? Non corrò il rischio di incorrere in sanzione per il solo fatto di respingere la persuasione subliminale?

    È certo che non ho nessuna intenzione di ritornare ai tempi funesti delle guerre di religione o semplicemente alle stagioni dell’anticlericalismo. Non mi piace essere contro nessuno. Preferisco rapportarmi in positivo con il maggior numero possibile di concittadini. Ma se l’aggressione di una messaggistica sempre più invadente e fastidiosa finisce per urtare ed offendere la mia diversa sensibilità religiosa, la mia diversa moralità che non intende far proseliti, se insomma sono “provocato” cosa e chi può escludere il mio diritto ad una difesa legittima?

    Il quesito è idealmente rivolto ai tanti Pera e a quanti come me votano o hanno la tessera di Forza Italia. Nelle “radici cristiane” dell’Occidente l’evangelizzazione violoenta dei popoli è stata la norma. Vogliamo ritornare a quel passato? Non mi si obietti che allora era diversa la forma della violenza. E ci mancherebbe pure che anche oggi fosse la stessa. Ma resta violenza la reiterazione di una propaganda che non consente contradditorio alcuno. È violenza bella e buona e per giunta esercitata con finanziamento dei cittadini contribuenti. Tutto ciò non può essere e non può andare. Per chi lo vuole apro sul tema una discussione.

    Antonio Caracciolo
    Fonte: http://clubtiberino.blogspot.com/
    19.02.07

  • Affus

    ma….. questo Viola …….. chi è …… un nuovo Mosè ( intollerante ) mandato a rivelarci quale sarebbe finalmente la nuova legge naturale in italia ? Ha avuto qualche rivelazione speciale ? Chi gli è apparso Freud ? Se son più di duemila anni che ebrei e cattolici se la condividono la legge naturale , invece lui c’è già arrivato ? Sicuramente fa le sedute spiritiche !
    La legge naturale è solo e soltanto katà toutos , cioè cattolica , di tutti, e non di una parte che vuole fare il proprio comodo .
    Non è il parlamento italiano e soci che decide cos’è la legge naturale ; vedete di spiegarglielo a sto qui che pare che sia già arrivato ai limiti della sopportazione . Questo si è sostituito alla Chiesa e allo Stato nel definire il bene e il male ; cos’è religione e cosa non è ; cosa bisogna fare e cosa non bisogna fare . Fino a quando sopportare e quando smettere .
    Ma uomini più presuntuosi di così penso sia difficile trovarli , infatti con questi è una perdita di tempo pure il dialogo perchè non so su che base scientifica , loro si credono i nuovi mosè.

  • Affus

    Caro Antonio i destinatari di quelle esternazioni non possono essere cattolici in quanto tali ma l’uomo di tutte le razze , di tutte le religioni e di tutti i regimi politici.
    E sai perchè ? Perchè quella legge non riguarda chi va a messa ma ogni uomo che nasce perchè creato da Dio. Oggi in particolare ci sono uomini presuntuosi che dicono che sono indipendenti e liberi ( da Dio ) e che non sono stati creati da nessuno . Certo , loro possono credere e dire ciò che vogliono ,anche sui giornali e su internet , ma la realta è che sono stati creati e non sono affatto indipendenti .
    Ed è bene che lo sappiano questi esseri . Che se poi si ribellano e diventano intolleranti , ne subiranno le conseguenze anche su questa terra , senza aspettare il giudizio finale . Son queste le vere guerre che vanno combattute e non quelle per un pezzetto di terra .

  • remo

    Molte persone che credono di meritare il titolo di intellettuale manifestano una sindrome assai pericolosa. Quella di non capire la logica di ciò che scrivono e quella di scrivere cose delle quali non conoscono nemmeno l’abc. Prendiamo l’articolo del Viola. Egli dice che:

    Un parlamento laico può e deve fare solo leggi laiche

    E cosa vuol dire questo? Forse che il presindente della repubblica è il papa? Non è forse un comunista? Un comunista può oggi dirsi laico, ovvero scevro dai dettami della sua ideologia politica? Per un ateo la religione è ideologia. Costrutto intellettuale. Per quale motivo dunque un politico cattolico non dovrebbe proporre leggi seguendo i dettami della propria ideologia cattolica? Il comunista può farlo e il cattolico no? Il primo sarebbe laico mentre il secondo reazionario? Ovviamente si tratta di un controsenso, di un uso spregiudicato della lingua italiana per ingannare chi questa lingua la parla solo in gergo. Viviamo infatti nella civiltà dell’ignoranza, della superficialità e dei luoghi comuni, dove questi pseudo intellettuali possono spadroneggiare con le loro subdole tattiche verbali.

    Le eventuali fedi religiosi sono di esclusiva pertinenza di chi le professa e non possono per nessuna ragione essere messe nel conto delle ragioni genetiche delle leggi. I portatori di fedi religiosi sono abilitati a professarle al limite della nonviolenza e sono abilitati a protestare solo nel caso in cui delle leggi impediscano loro tale professione (purché – vale ripeterlo – contenuta nei limiti della nonviolenza).

    strana affermazione questa. Forse che l’ideologia comunista pratica la non violenza? Per quale motivo un cattolico non deve far valere pubblicamente nel dibattito politico le proprie idee, mentre un comunista, un liberalista, un progressista possono tranquillamente vantarsi di essere i difensori della laicità? Non sono forse anche loro seguaci di una religione politica che tradisce i dettami della laicità, dell’equidistanza da ogni ideologia? Qui sta il punto. La laicità laicista dei finti progressisti è in realtà il nulla, il vuoto, il trionfo del pensiero debole, dove non esiste nessuna logica poichè essa stessa è frutto del vento della maggioranza.

    – La Chiesa cattolica si arroga la pretesa di rappresentare il diritto naturale ma in realtà chiama diritto naturale verità da essa stessa confezionate, talora come dogmi, che chiama “verità di Dio”, di cui essa avrebbe avuto la rivelazione diretta e che pertanto sono categoriche per non eludere l’ordine voluto dal creatore. Ma invero, si tratta solo di modalità di vita consone al potere clericale ovvero alla possibilità di un potere politico a pretesto religioso, di controllare il quotidiano, materiale ed intimo (!), dei suoi sudditi dalla nascita alla morte. La ragion d’essere di tale potere fine a sé stesso non ha niente a che vedere con la eventuale (ma per niente probabile esistenza del Dio-persona, su cui si fonda il teismo ovvero tutta la filosofia cattolica) ma affonda le radici nella biologia cioè nel bisogno di ogni vivente di assumere la vita come potere ovvero come risposta al bisogno di rassicuranza affettiva contro un mondo e la morte che fanno paura. La quale si traduce in religiosità naturale che alcuni traducono in religione positiva ovvero istituzionalizzata e ne fanno uno strumento del proprio potere. Quando la vita-potere (potere di autodifesa e di autoaffermazione) diventa violenza contro chicchessia, allora è gratuito e patologico.

    L’autore, proprio perchè ignorante, ignora il fatto che il pensiero logico-matematico su cui si basa l’intero sapere scientifico materialistico dei nostri giorni è fondato sui postulati o assiomi, ovvero costrutti logici indimostrabili per definizione. Dogmi appunto che devono essere assolutamente accettati se si vuole proseguire con l’indagine scientifica. I dogmi sono naturali e logici poichè sono le basi sui quali si fonda ogni pensiero logico. E ovviamente anche le ideologie politiche hanno i loro dogmi peraltro molti dei quali sbugiardati dalla realtà materiale dei fatti. Quelli religiosi, così come quelli matematici, non possono invece essere negati perchè fanno riferimento ad una realtà immateriale. Della quale la laicità laicista non ha nessun mezzo per approcciare.

    Tale è il potere della Chiesa, che vorrebbe essere uno Stato-chiesa o meglio una Chiesa-stato ma in questo àmbito le leggi non intendono regolamentare l’autonomia dell’individuo nel rispetto della reciprocità (essendo un diritto naturale anche l’esperienza e gli errori che l’accompagnano).Tale ideologia politica, nata dalla concezione e dall’esercizio di un potere gratuito e patologico (cioè violento in quanto contravventore del diritto naturale ovvero della naturale diversità) è il famigerato fondamentalismo, un misto di autocrazia e di assolutismo, una “dittatura di costume”, che misura con un “metro divino” ciò che è lecito e ciò che è illecito. La giustizia clericale ha una vasta illustrazione nella storia criminale della Chiesa. Quello di casa nostra non è, purtroppo, il solo fondamentalismo che pesa sulla salute della specie.

    qui l’autore si lascia andare ad una requisitoria penosa senza presentare una sola prova delle sue mirabolanti accuse. Siamo certi tuttavia che farebbe riferimenti a quei luoghi comuni come l’inquisizione che molti storici, peraltro atei, hanno ribattezzato come la mite-inquisizione, scocciati dal fatto che si verificano ben maggiori mostruosità nei tribunali civili dei paesi occidentali odierni che in passato nei carceri dell’inquisizione.

    Tuttavia, la Chiesa dispone, oltre che della Piazza S. Pietro, di sufficienti mezzi comunicativi, giornalistici e radiofonici, e soprattutto di una miriade di “case di culto” (altrimenti chiese) attraverso cui o dove può liberamente imbonire e gestire i propri sudditi, catechizzarli, terrorizzarli, punirli ed assolverli, farli a immagine e somiglianza di uno stereotipo dogmatico, insegnare alle prede-vittime di chiamare tutto ciò “coscienza”.

    Ecco un esempio di mente schizzoide. In altri ambiti infatti si è subito pronti a sottolineare la secolarizzazione della cultura occidentale, il fatto che i fedeli non seguano gli insegnamenti della Chiesa, che le cerimonie vadano deserte ecc…per poi, quando fa comodo, gridare contro i pecoroni (ma non dovevano essere una minoranza esigua, analfabeta e retrograda?) che si farebbero indottrinare nelle chiese. Che dire allora di quegli imbecilli che vanno dietro ai vari Prodi, Bertinotti, Pecoraro Scanio, D’Alema pensando di essere di sinistra e progressisti? O a quei fanciullini che tempo fa si divertivano a fare i girotondi mano nella mano guidati da vari comici diventati improvvisamente leader nazionali? (Quando per guida ci si sceglie un comico allora è proprio finita) Questi non venivano forse indottrinati e catechizzati sul conflitto d’interessi berlusconiano mentre preparavano il conflitto plutocratico-bancario-massonico della sinistra oligarchica ora al governo? Misteri di una mente schizzoide.

    Per converso, la Chiesa non ha alcun titolo giuridico per interferire nell’attività di un parlamento di non importa quale Stato, ancor meno di quello italiano, specie dopo la dichiarazione del carattere laico di questo. Non ha alcun titolo giuridico per pretendere che i vari impegni di fede, cioè paraipnotici, (sacramentali e sudditari) dei cattolici, come quello di non divorziare e quello di non convivere civilmente, meno che mai su base omosessuale, diventino obblighi legali per tutti.

    Ecco che il Viola scopre le sue carte dimostrando di ignorare cosa sia la Chiesa. La Chiesa per chi ci crede ha il compito di salvare l’anima per la vita eterna. Chi crede in questo ovviamente segue la dottrina cattolica, insegnata dalla Chiesa. Nessuno gli punta una pistola alla tempia. lo fa per scelta così come un operaio Fiat decide di aderire al sindacato per tutelare la sua vita materiale. Entrambi questi soggetti, il cattolico e l’operaio, saranno chiamati ad ottemperare nei fatti alla loro idea di salvezza (materiale e spirituale). Evidentemente il politico cattolico, quando veramente tale, non avrà bisogno di ascoltare il cardinal Ruini dettare una linea politica poichè conoscerà in anticipo come comportarsi, grazie alla sua fede cattolica, in determinate questioni politiche. Ed è giusto che segua come parlamentare le proprie idee cattoliche promuovendo leggi che rispecchino il suo pensiero, così come fanno i politici appartenenti ad altri schieramenti ideologizzati. Perchè, è bene ricordarlo, tutto è frutto di idee. Si può credere in Dio o nell’uomo, nel diavolo o nel denaro e nel nulla, ma in qualcosa si crederà e conseguentemente si conformerà la propria azione politica alle proprie credenze. Dunque è assolutamente lecito non solo per il cardinale Ruini, in quanto cittadino italiano, di esprimere le proprie opinioni, ma anche per il parlamentare cattolico votare seguendo l’insegnamento della propria fede, così come farebbe un parlamentare comunista. Senza nessun conflitto di libertà o laicità (quella vera).

    La Chiesa teme l’esercizio della libertà individuale, da quella del pensiero a quella della convivenza e della vita sessuo-affettiva, solo perché questo toglie al potere clericale, gratuito e patologico, la libertà del controllo sui sudditi (definiti non solo in maniera figurata come “gregge”!), mentre sostiene che la convivenza solo eterosessuale, solo procreativa, e perfino indissolubile, sarebbe la sola famiglia naturale, ma si tratta di un’invenzione perfino ridicola che fa pugni con la biologia, sessuale, ormonale e psicologica, come dimostra sempre più la realtà dei nostri giorni.

    Il delirio aumenta e prosegue come tipicamente accade per gli schizzoidi. Il Viola, che ignora la filosofia classica precristiana, quella greca tanto per intenderci (che teorizzò il diritto naturale e la famiglia monogamica come espressione concreta di tale diritto), vorrebbe farci credere che l’uomo è nato non solo per trombare in libertà con chiunque gli capiti sottotiro, ma anche di giocare alla saponetta con membri dello stesso sesso. Peccato che sia proprio la biologia a dimostrare il contrario. La genetica ci insegna che l’uomo è maschio e femmina al fine di fondere i codici genetici per determinare la continuazione della specie. La psicologia ci insegna che l’uomo è carico di sentimenti che lo spingono a costruire relazioni che siano più stabili possibile al fine di ricercare calore, amore, sicurezza. La pedagogia ci insegna che la stabilità della coppia è direttamente funzionale all’educazione delle nuove generazioni le quali, per motivi biologici, hanno bisogno di un lungo periodo di cure parentali per lo sviluppo fisico-intellettuale. Viola invece si crede una scimmia, nata per trombare e mangiare noccioline. Ma in natura le scimmie lottano per il predominio della femmina cercando di assicurarsi sempre la stessa. Non ce lo vedo il Viola a comportarsi di conseguenza. La medicina inoltre ci insegna che la stabilità nella relazione sessuale migliora da un lato l’intesa sessuale nella coppia, dall’altro preserva dalle malattie infettive che colpiscono assiduamente i trombaioli alla Viola. Determinando quindi esborsi economici molto sostanziosi per la collettività che, seguendo il principio utilitaristico degli attuali pseudo-progressiti, dovrebbe costituire un delitto contro la laicità ed un attacco diretto al bilancio dello Stato (invece ci si accanisce sui panettieri, osannando il tutto come liberalizzazione). Dunque le scienze ci insegnano esattamente il contrario di quanto dice il povero Viola.

    Da quanto detto deriva la considerazione che l’ingerenza – peggio, invadenza – clericale nella sfera legislativa di uno Stato laico è azione politicamente sovversiva i cui responsabili dovrebbero essere richiamati e, se necessario, anche puniti dal potere giudiziario per offesa al Parlamento e per vilipendio dell’uomo. Agenti clericali in veste talare, specie se gerarchi di alto livello, dovrebbero essere respinti entro i confini dello Stato del Vaticano come cittadini indesiderati, di fatto stranieri. Costoro, infatti, non si richiamano all’art. 21 della Costituzione, che sancisce la libertà di pensiero, ma sobillano i cattolici, psicosudditi di quello Stato, a impedire la funzionalità laica di un Parlamento laico, abilitato a produrre leggi che non elevino al livello di obbligo per tutti modalità di vita che valgono solo per chi le accetta per catechizzazione

    E finalmente lo schizzoide si rivela per quello che è. Lui si che è un laicista moderno, un vero democratico. Il rimedio che propone è la persecuzione giudiziaria di chi non la pensa come lui, l’internamento dei responsabili sottoposti a cure lobotomizzanti per essere rieducati al mondo nuovo preannunciato da Huxley. Dove è andata a finire la non violenza? Nel cesso ovvio. Il Viola è un vero e proprio esperimento scientifico ben riuscito che dimostra come sia l’ideologia politica ad avvelenare le menti dei poveracci che gli capitano sottotiro. Da neo giacobino vedrebbe di buon gusto la cacciata degli ecclesiastici e la liberazione del suolo italico da simile piaga. Il tutto nel nome della laicità laicista e delle democrazia. Ovviamente, una volta liberato, potrà giocare alla cavallina con tutti i suoi amichetti.

    Bisogna riconoscere che l’incalzante offensiva fondamentalista-clericale è stata malauguratamente incoraggiata da un Presidente, ex-comunista, che ignora la materia e che ha invitato il Parlamento a realizzare una “sintesi” con le pretese clericali. Si tratta di una proposta più che errata, assurda, in quanto vorrebbe conciliare la ragione laica con il potere clericale mentre la civiltà può crescere solo se sa coniugare la ragione con la scienza e con la coscienza.

    Dulcis in fundo se la prende con il compagno Napolitano, troppo poco laico e comunista. Fa una lode alla ragione, alla scienza e alla coscienza senza sapere nemmeno di cosa sta parlando. Per lui la scienza è ovviamente Darwin, un vecchietto dell’800 che elaborò una pseudo teoria che ancora oggi non ha prodotto uno straccio di prova scientifica di galileiana memoria. La ragione è quella delle scimmie trombaiole mentre la coscienza ovviamente è solo la sua, quella degli altri può andare a farsi fottere.

  • marcoda

    la laicità dello Stato sembra un gran pretesto che serve agli atei per imporre a tutti la loro religione.

    è il caso di parlare di religione anche per l’ateismo, che ha pure i suoi vincoli, dogmi e tabù.

    nessuno solleva dei problemi in nazioni come la Germania, che dovrebbero essere più “moderne” dell’Italia, se dal nazismo in poi ha continuato ad esistere una religione di Stato, perchè questa tace ed evita accuratamente ingerenze politiche, forse in cambio dei benefici che ottiene dallo Stato laico.

    la religione di Stato non va solamente dove non si lascia asservire (o forse è meglio dire comprare) dal potere politico.

    ogni associazione di persone ha diritto di esprimere un’opinione che orienta i propri membri.la cosa non è un privilegio dei soli partiti.

    la Chiesa non adotta il lobbysmo o strumenti “economici” per condizionare l’esito di certe votazioni, cosa che accade in altri campi legislativi, ma una legittima via di dibattito e intervento politico.

    ed è bene dire che non è la Chiesa a prendere l’iniziativa, ma sono i cattolici laici a sollecitare una presa di posizione.

    non è la Chiesa ad attribuirsi un diritto di ingerenza politica, ma i cittadini cattolici italiani a riconoscerglielo.

    e la Chiesa è molto più democratica di certi partiti che espelgono i parlamentari membri che non seguono le loro indicazioni di voto;
    la chiesa può, ma raramente adotta la scomunica verso i cattolici in politica, che non seguono le sue indicazioni di voto.

    i partiti lasciano libertà di voto solo sulle questioni di morale;ma fra le questioni di morale, non rietrano PACS e DICO e molto altro che vi rientra per la chiesa,dimostrando che i “laici” hanno una concezione della morale e della libertà di voto molto più ristretta della Chiesa.

    a ciò si può obiettare che la Chiesa di contro allarga il campo della morale per estendere l’ambito dei suoi interventi politici.

    la chiesa afferma la libertà di coscienza non solo sulle questioni di morale, ma in ogni ambito.per il magistero chiunque decide la cosa che in coscienza ritiene giusta,anche andando contro le prescrizioni vaticane, non commette peccato.

  • marcoda

    può darefastidio che le indicazioni di voto vengono dal Vaticano, che non è parte dello Stato italiano.

    ma non sarebbe che una delle tante ingerenze che l’Italia subisce da Stati esteri.

    il fatto che un centro cattolico chieda una presa di posizione da parte del vaticano non dovrebbe stupire più di quanto facevano i comunisti quando seguivano le linee guida dell’URSS, o di una destra filoamericana.

    il problema è che il riferimento di molti partiti/movimenti/associazioni di persone è al di fuori dell’italia, per un’imposizione dall’esterno, ma anche per un’idea che non ha il suo centro in Italia.

    primachè uno Stato laico, con delle idee del genere non c’è proprio uno Stato italiano.non deve stupire se ci sono ingerenze dall’estero, quando sono gli italiani a sollecitarle.

    a vantaggio della Chiesa va detto che nè prima nè dopo le votazioni si usano strumenti di condizionamento illeciti.

  • helios

    Oggi siamo tutti serviti. Chi pensava che lo stato vaticano avesse qualcosa a che fare con la religione scopre invece che su questo tema è meglio stendere un pietoso e definitivo velo.
    I DICO (ex PACS) hanno fatto la loro comparsa con lo scopo di fornire anche all’Italia, come vari stati europei, leggi in materia.
    Probabilmente per la chiesa queste persone che gradirebbero un’unione diversa che quella canonico-religosa-papale, non sono state create anch’esse, indistintamente, da un dio che ha avuto anche la sfrontatezza di fornirle di libero arbitrio.
    Nel Vangelo si legge “non giudicare, per non essere giudicato”
    Fortunatemente lo stato italiano ha anche una costituzione.
    Sfortunatamente ha anche dei politici che si inchinano troppo nelle sagrestie e il fumo dell’incenso invece di portarli verso il divino e trovare quindi un maggiore forza morale nel guidare il paese, li annebbia. E il popolo che s’arrangi…

  • marko

    “il fatto che il pensiero logico-matematico su cui si basa l’intero sapere scientifico materialistico dei nostri giorni è fondato sui postulati o assiomi, ovvero costrutti logici indimostrabili per definizione. Dogmi appunto”

    Sarà… A me riesce molto più semplice credere che due rette si incontrano all’infinito che la Maria fosse vergine.