Il Festival delle volgarità

Il Festival delle volgarità

Di Roberto Giacomelli, centrostudiprimoarticolo.it

Purtroppo la festa della volgarità dura tutto l’anno non soltanto nei giorni canonici del Festival di Sanremo, apice della festività del brutto, con le sue punte sublimi di ipocrisia e banalità.
Di questa stucchevole kermesse si è parlato anche troppo, dando ad un brutto spettacolo un’immeritata importanza, quando sarebbe meglio ignorare la celebrazione della volgarità lasciandola cadere
nel meritato nell’oblio. La RAI a reti unificate ha martellato per settimane il lancio del Festival, senza mai menzionare il costo esorbitante a carico dei contribuenti, a cui nessuno a mai chiesto se volessero finanziare in
un momento di grave crisi economica una simile schifezza.

Il patetico carrozzone sanremese ha fruttato introiti milionari di cui nemmeno un centesimo è stato restituito ai finanziatori coatti, al popolo italiano. Quei soldi potevano migliorare la situazione economica di giovani
disoccupati o poveri pensionati, invece di finire nelle casse voraci e sempre in deficit dell’Ente parassitario per eccellenza: la RAI. Feudo delle forze progressiste nemiche dei popoli, mangiatoia per diciassettemila dipendenti e per strapagati consulenti esterni sempre organici al Partito Democratico.
I grandi ricavi sono frutto della pubblicità pagata da aziende che conoscono la visibilità per milioni di telespettatori incollati davanti allo schermo ad assistere a penose esibizioni di finti pacifisti, false femministe fuori tempo massimo, omosessuali esibizionisti veri o presunti.

I responsabili della scandalosa rapina ai danni del popolo sono i politici progressisti che hanno permesso l’immenso furto, ma anche i telespettatori con la loro partecipazione passiva. Se i dati di ascolto crollassero improvvisamente, come auspicabile, la vergognosa speculazione cesserebbe immediatamente facendo fallire la RAI e tutti i parassiti radical chic. In realtà non solo il carrozzone di Stato attenta costantemente alla salute mentale dei cittadini con i peggiori messaggi di sottocultura, ma tutta l’informazione televisiva allineata a dettami del mondialismo.
Il Sistema celebra costantemente i suoi riti officiati dai sedicenti intellettuali nelle cerimonie di massa diffuse dalla televisione, potente arma di rimbecillimento generale.
Il festival della canzone italiana divenuto la vetrina del più bieco conformismo politico è solo uno dei tanti programmi demenziali propinati dalle emittenti televisive. Decenni di spazzatura mediatica ispirata ai programmi di
intrattenimento americani hanno provocato uno stato di ipnosi collettiva che imprigiona moltitudini di ignari cittadini.

Grande Fratello, Isola dei Famosi e altri tristi programmi della stessa natura del succitato festival delle canzonette sono seguiti da milioni di persone. Il gradimento di simili spettacoli parla della condizione intellettuale del popolo che più di ogni altro ha fatto la Storia dell’Arte e dato i più grandi capolavori all’umanità.
Una propaganda sottile e martellante ha distratto molti italiani dal piacere del bello per instaurare la dittatura della volgarità, aspetto eminente della società della bruttezza.
Il capitalismo terminale ha bisogno di offuscare le menti con le droghe, i farmaci, l’isolamento affettivo e i messaggi distruttivi veicolati dai mass media per esercitare l’asfissiante controllo delle coscienze.
La sottocultura liberista si nutre delle energie e dell’acquiescenza di vittime ignare di un potente veleno che le porta ad accettare la democrazia autoritaria con le sue regole liberticide e mode triviali.
Il dato sconvolgente è l’incredibile gradimento di cui gode l’attuale programmazione televisiva, milioni di spettatori apprezzano trasmissioni nelle quali si fanno insultare da buffoni di regime che li catechizzano con le ideologie più stupide e menzognere. La crisi della Scuola, distrutta volutamente da riforme livellatrici e demagogiche frutto di una perversa visione materialista, ha generato la regressione mentale di un popolo lasciandolo in potere delle lobby mondialiste. Tutti più incolti quindi più deboli, condizione essenziale per trasformare i liberi cittadini in servi proni al potere dispotico ed invasivo del capitalismo della sorveglianza.

Rapper ignoranti come capre ed influenzatrici di ragazzine isteriche pontificano mandando messaggi più vuoti delle loro menti, icone viventi del tempo del narcisismo di massa. Ospiti strapagati che deridono ed insultano chi li paga per difendere i diritti mai violati di minoranze improbabili e dominanti. Un circo surreale di giullari in servizio permanente effettivo diffonde impunemente la narrazione ufficiale organica al Sistema.
Personaggi squallidi emblema del tempo della dissoluzione, portatori di un’infezione culturale e spirituale infestano le trasmissioni televisive infettando con il virus della confusione mentale.
Questo disturbo di massa si combatte con la cultura classica, la riscoperta della spiritualità, la passione per la lettura e gli spettacoli edificanti. L’intrattenimento deve essere divertente, irriverente, sovvertitore
delle regole ipocrite, non un’arma rivolta contro il popolo che alimenta i suoi persecutori.
La civiltà del brutto che si esprime con la volgarità imperante è uno degli aspetti degenerati della crisi delle mondo moderno. Per smantellare l’egemonia progressista si deve creare controinformazione e vera cultura, per ogni festival della volgarità una celebrazione del bello.
L’archetipo della bellezza, dalle statue della civiltà antica alle canzoni dei gruppi musicali identitari, vive nell’inconscio collettivo degli italiani. Non i mandolinisti dello stereotipo razzista, ma i portatori di civiltà
come il Fato ha voluto. La vera rivoluzione è spegnere la tv e accendere il cervello, il festival del brutto è finalmente finito, ma non l’assalto alle menti.
Lasciamo lo stile pacchiano per quello spartano.

Di Roberto Giacomelli, centrostudiprimoarticolo.it

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Fonte: https://centrostudiprimoarticolo.it/il-festival-delle-volgarita/

Commenti (35)

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    1. Arian Van Heisen 15 febbraio 2023

      Non ho vistoquesta edizione del festival come mai le precedenti , ma che lo sbandieramento quotidiano dell' alto indice di ascolto è pura Propaganda Fake perchè è stato il più basso indice mai registrato.

    1. Gino 14 febbraio 2023

      strafalcione troppo grosso, va corretto:

      a cui nessuno a mai chiesto
    1. mystes 14 febbraio 2023

      La civiltà del brutto che si esprime con la volgarità imperante Si. L´inciviltá del brutto e aggiungerei dell´osceno che fa tanto andare in visibilio adolescenti e vegliardi i primi con gli ormoni fuori controllo a seguito della programmata distruzione della famiglia e i secondi in avanzata putrefazione mentale. Guerra spirituale in corso...
      

    2. sbregaverse 14 febbraio 2023

      MA.....siamo ANCORA LIBERI di scegliere tra brutto e brutto,e, tra volgarità e volgarità, purtroppo non più tra:
      IMPERANTI e IMPERANTI(che sono sempre gli stessi).

    3. Fantine 14 febbraio 2023

      Questa sugli imperanti la prendo in prestito!!

    1. Martin 14 febbraio 2023

      L'ultima edizione di San Remo e' stata una autentica immondezza sotto quasi tutti i profili, da farci vergognare come Paese.

      Per chi non lo sapesse, la RAI e' occupata da oltre 30 anni dalla sinistra, l'80% di dirigenti e giornalisti e' di sinistra ed e' iscritta a Cgil e Uil.

      Questa situazione non si cambia piazzando un Presidente o un DG non di sinistra (come piu' volte inutilmente fatto), si cambia solo rinnovando almeno la meta' dell'intera struttura dirigenziale.

      Tale rinnovo, radicale, andrebbe fatto DI CORSA, perche' l'abuso di una parte politica che occupa per decenni la tv di Stato e' assolutamente intollerabile. Tale schifo abusivo NON si giustifica con l'esistenza delle tv di Berlusconi, perche' per quanto criticabili, quelle tv non fanno politica militante al livello becero della RAI. Come sempre, a sinistra Gramsci docet.

      Ma se - fatto che dubito accadra' con Giorgia e Guido - si cerchera' di riequilibrare la situazione della RAI con le misure resesi necessarie, la sinistra urlera' all'abuso, quando invece l'abuso e' solo nella ultradecennale occupazione da parte della sinistra della RAI.

      La situazione della RAI per inciso e' la stessa di cinema e teatro: i fondi vanno al 90% a sinistra, ed infatti sono decenni che non produciamo opere di successo internazionale.
      Per non parlare dei registucoli e attorucoli di successo in Italia, uno piu' di sinistra dell'altro: non valgono nulla perche' sono stati quasi tutti scelti per appartenenza politica, non per capacita' professionali, ed infatti all'estero non se li fila nessuno, vengono reputati patetici.

      Basta guardare i films italiani su Netflix, uno piu' pietoso e patetico dell'altro: un ritardo culturale pazzesco, buonismo e wokismo di sinistra fatti in casa, all'italiana.
      C'e' da rabbrividire ad immaginare cosa di noi penseranno le centinaia di migliaia di spettatori stranieri che li vedono doppiati nelle loro lingue.

      L'unica consolazione e' che in Francia, ove ugualmente la sinistra da decenni controlla tv, cultura, cinema e teatro, stanno piu' o meno come noi, ossia in crisi nera, anche se non sono arrivati al fondo di San Remo.

    2. emilyever 14 febbraio 2023

      Io invece boicotto Netflix, me ne son fatta un'idea dagli ottimi siti pirata che hanno i francesi, anche se adesso glieli stanno chiudendo quasi tutti, e, repetita iuvant, non gli perdonerò mai di aver comprato la serie tv spagnola La valla (la barriera in italiano), girato nel 2019, tagliando il monologo iniziale della bambina, per cui la gente non avrà capito nulla della trama: "Cominciò con un virus, e poi vennero le varianti, e poi un virus che ci dissero più grave.Poi ci fu la guerra, le restrizioni alimentari, energetiche (alle 21 tolgono l'elettricità e internet), e oggi (carri armati in strada) il governo si è trasformato in dittatura militare.
      Se uno poi vuole farsi l'idea di come lavorano gli sceneggiatori di Netflix, leggersi " Che cosa vogliono gli algoritmi" di Ed Finn

    3. mago 14 febbraio 2023

      1899.......................

    4. emilyever 14 febbraio 2023

      Scusa, non ho capito

    5. mago 14 febbraio 2023

      a proposito di serie hai visto 1899...emblematica direi.

    6. emilyever 14 febbraio 2023

      Purtroppo no, ne avevo letto qui, magari proprio da un tuo post

    7. mago 14 febbraio 2023

      si..

    8. emilyever 14 febbraio 2023

      trovata dal mio streaming francese, ma è una sola stagione?
      Più tardi comincio a guardarla

    9. mago 14 febbraio 2023

      Si a quanto pare non vogliono piu proseguire..visto il successo lo trovo molto strano..pf fammi sapere che ne pensi ci tengo...

    10. emilyever 14 febbraio 2023

      Ho visto le prime due puntate ma non ce la faccio ad andare avanti ( de la valla mi ero fermata alla terza), è troppo angosciosa la trama che sono andata a leggere su wikipedia, e devo smettere quando incomincio a fare il giochino mentale dei vari film o serie, o racconti di Lovecraft che hanno assemblato.Non capisco perchè la definisci emblematica. siamo tutti in percorsi ingannevoli già studiati da altri? magari da chi ci è vicino e dovrebbe amarci?

    11. mago 14 febbraio 2023

      Secondo me si…

    12. emilyever 14 febbraio 2023

      Non c'è salvezza allora, se non avremo già le chiavi giuste...no, non ce la posso fare. Poi netflix ha cancellato la seconda stagione, quindi un'altra serie che rimane senza conclusione, come la mia amata Manifest...

    13. LuxIgnis 15 febbraio 2023

      L'ho vista e non era male. Ma non è la prima volta che delle serie che hanno comunque un buon impatto di pubblico (si possono vedere le recensioni su IMDB, come conferma) e sono interessanti nelle tematiche portate, vengono "per qualche strano motivo" cancellate. Ad esempio il Messiah che non era niente male.
      Degli stessi autori ho visto anche la precedente, Dark. Parte bene ma poi diventa enormemente confusionaria e non si capisce più nulla. Questa prosegue però (3 stagioni per ora).
      Secondo me questo dimostra due cose. La prima è che ci sono ancora autori che hanno voglia e sono capaci di dire cose interessanti e anche scomode. La seconda è che se sono troppo scomode con una scusa o l'altra la produzione le blocca.
      Ne aggiungo anche una terza, visto gli apprezzamenti che si possono avere dagli spettatori in siti come IMDB, che c'è ancora molta gente che sa capire, che non è soggetta alle proposte indottrinanti e nazional popolari come Sanremo.

    14. mago 15 febbraio 2023

      Appunto ho sempre sostenuto e sostengo che certi film o serie vogliono lasciare un messaggio che la maggior parte non recepisce forse perche anche lampante,in certi casi mostra anche la soluzione al problema ma devi leggere fra le righe.

    15. omega 15 febbraio 2023

      La rai non va rinnovata, bensì privatizzata (farebbe subito la fine di Telecom), con la contestuale abolizione del canone in alleggerimento della bolletta elettrica.
      Quanto ai film italiani, da anni la gran parte di essi non solo non va all'estero ( spesso sono cattive fotocopie di film stranieri), ma non riescono a reggere nelle sale italiane nemmeno una settimana.

    16. LuxIgnis 15 febbraio 2023

      Nei libri di Castaneda, Don Juan dice che si può dire anche la più grande verità ma se non hai l'energia giusta per coglierla, non la vedi neppure.
      Lui usa il termine energia ma può anche essere altro. Verità e libertà sono estremamente connessi. Se sei libero hai energia e vedi la verità. Nello stesso tempo la verità se la accogli ti rende libero come disse qualcuno tento tempo fa.
      Nelle serie TV ma anche nei film, nei romanzi, nell'arte in generale, a volte capita che l'autore ponga delle verità o per lo meno delle strade verso la verità. Non è detto che lo faccia consapevolmente. Il campo della creatività è anche opera di sfere "superiori"; molti artisti hanno dichiarato che quello che scrivono viene da fonti esterne.
      Ma bisogna avere l'energia giusta per coglierle.
      Per la maggior parte della gente sono solo banalità, più o meno piacevoli.

    17. Pfefferminz 15 febbraio 2023

      Molto interessante, grazie.

    1. Tipheus 14 febbraio 2023

      Non ho visto nulla se non qualche secondo incidentalmente del monologo della Francini. Che si è capito subito, per chi voleva capirlo, che era una ode contro la filiazione e la fertilità femminile, a lode e gloria delle donne che scelgono la sterilità, ma non per un amore più grande, ma semplicemente per la loro carriera. Questa squallida operazione di regime è riuscita. Milioni e milioni di donne frustrate dal doppio ruolo mancato, stressata dal lavoro e incapaci di dare ascolto alla voce che hanno dentro, hanno trovato il bel pezzo retorico come liberatorio, consolatorio. Non ne hanno colto il valore di invidia, ma soprattutto il capovolgimento del valore della maternità, ridotto a disvalore.
      Ecco, anche questo, è merda di San Remo. E' stata tutta una immensa colata fecale mondialista. Da tutto quello che ho sentito, le canzoni, come specchietto per allodole, interrompevano ogni tanto la narrazione fecale. C'era tutto. L'isterica lotta femminista contro il patriarcato, il razzismo, l'Ucraina, la perversione, il satanismo, la sterilità come valore femminile tipico.
      Solo che le persone che hanno ascoltato stabilmente questo messaggio non arrivano a 10 milioni su 57. L'Italia sta lentamente abbandonando la TV. Unico vero neo: i ggiovani. Ce ne sono troppi di totalmente rincoglioniti che bevono questo veleno mattina e sera e se ne intossicano. Se fosse per loro in Lombardia avrebbe vinto il PD. Non che le alternative fossero votabili, beninteso, ma il PD.... Che ne sarà di questi ragazzi?

    1. IlContadino 14 febbraio 2023

      Se vi volete bene, anche solo un pochetto, fate almeno un tentativo, uno soltanto, i canonici ventuno giorni, il tempo necessario a cambiare abitudine, togliete la spina a quell'apparecchio contro evolutivo.
      Ventuno giorni, vi volete abbastanza bene per resistere ventuno giorni?!

    2. emilyever 14 febbraio 2023

      Ci mancherebbe, ventun giorni senza vedere il tennis, vuoi scherzare, magari durante uno slam? e poi, sempre fedele al motto coniato ai tempi dell'università con gli amici:- L'importante è mantenere sempre la mia posizione critica.-

    3. sbregaverse 14 febbraio 2023

      Potrebbe andar bene solo INTERVALLO con pecorine° ?
      °quelle pecorecce in camporella

    1. emilyever 13 febbraio 2023

      Qui credo che nessuno abbia visto il festival, e quindi, forse, il mio resterà l'unico commento. Mi espongo, anche se non l'ho seguito per intero in tutte le serate, e perchè mi interessano fondamentalmente solo le canzoni, elemento secondario per stampa e pubblico, e infatti, tranne due, la prima e la terza classificata, si poteva passare oltre. Però approfitto di questo spazio per soffermarmi su un aspetto che non ho visto trattato nella stampa e in tv e che in CDC viene spesso fuori contrapponendoci anche con toni aspri a cui ultimamente ho deciso di non rispondere più. Parlo dei vecchi e dei giovani,
      Parlo del modo squallido e volgare in cui è stata presentato il declino fisico e psichico di grandi interpreti e cantautori come Ornella Vanoni e Gino Paoli, "ospiti" d'onore dell'ultima serata. Gianni Morandi (che giovane non è, anche se la sua maschera di cerone vorrebbe suggerirlo) e Amadeus, che dovrebbe essere il direttore artistico, portano sul palco un Gino Paoli che continua a ridere sguaiatamente accusando la moglie di Little Tony (entrambi defunti) di essersi fatta molti uomini, così, come i dementi che non sanno ciò che dicono, e i presentatori , per farlo tacere,che lo sollecitano a cantare ritornelli delle sue canzoni, come credo facessero prima del covid gli animatori nelle festicciole delle RSA invitando gli anziani ospiti a cantare nello spettacolino della domenica. La stessa cosa con la povera Ornella Vanoni:- Cantaci l'eternità, ornella, non andare ancora via.--- Mentre lei voleva parlare con Fedez in platea e il rapper fa gesti come a dire povera idiota. Alla fine dello spettacolino da RSA, Amadeus offre alla Vanoni un mazzo di carciofi perchè lei, poveretta, glieli aveva chiesti per la colazione del mattino. Perchè i due cantanti si sono prestati ad uno spettacolo del genere? che cosa volevano dimostrare gli autori? che nessuno resiste alla vecchiaia?che diventeranno così anche gli esangui, fluidi, efebici ragazzi in gara, che si scioglievano in lacrime dicendo che "erano tanto emozionati" e si gettavano nell'abbraccio rassicurante di Amadeus?
      Magari, dico, magari ci fosse almeno sottesa una riflessione del transit gloria mundi, ma con un senso di rispetto e di comprensione per chi non riesce a staccarsi dalle luci della ribalta. Invece, anche dal festival, mi è arrivato quel senso di spaesamento che sento ogni giorno in questa realtà da almento tre anni.

    2. Pfefferminz 14 febbraio 2023

      Grazie del resoconto per chi, come me, non ha visto il festival. Che dire, siamo veramente caduti in basso. Tutto questo mi riempie di tristezza.

    3. Hospiton 14 febbraio 2023

      La tua riflessione sulle "luci della ribalta" mi ha riportato alla mente "Limelight", cantato da Gary Brooker, voce dei Procol Harum...pezzo incentrato proprio su un cantante che cerca di affrontare in maniera dignitosa l'inesorabile declino https://youtu.be/R2XNFgRIXEU lo sappiamo, gli artisti di successo sono una delle categorie che più fatica a rinunciare al palco, agli applausi, e spesso finiscono per prestarsi a spettacoli avvilenti e patetici come quello da te descritto, spettacoli di cui il tritacarne televisivo si nutre con voracità. Ho visto solo qualche spezzone dell'esibizione di Paoli e Vanoni ma ho pensato le stesse cose con la reunion dei Pooh, gruppo che ho adorato per la maestosità dei cori, le armonie, la chitarra di Dodi Battaglia, la voce stellare di Facchinetti...bello l'omaggio a Stefano D'Orazio ma sentire il grande Roby steccare in quel modo in passaggi che prima eseguiva in scioltezza è stato triste, pareva la caduta in diretta TV dell'ormai vecchio e malandato ballerino Mastroianni in "Ginger e Fred" di Fellini. Ma far a meno delle luci della ribalta a quanto pare è dura, casi come quelli di Mina e Battisti che dicono "basta così" quando sono all'apice sono rari...per quanto riguarda il festival 2023 da quel che ho notato solita propaganda, forse addirittura più che in passato, Iran, LGBT telefonatissimo (ma continua a fare danni, leggevo i commenti al video di Rosa Chemical su YouTube e sono eloquenti, purtroppo:il lavaggio del cervello prosegue), letterina di Zelensky da conati, mi son bastati pochi frammenti. Tra TV e radio ho ascoltato qualche canzone, non male Colapesce e Di Martino, senza esser blasfemo ci ho visto qualche affinità col Battisti fine anni '70, ai tempi delle collaborazioni con Geoff Westley per l'album "Una donna per amico" e dintorni. "Splash" ha terminato in decima posizione o qualcosa del genere, superata da robaccia come il secondo classificato e da Ultimo, urlatore più che cantante, insomma niente di nuovo sul fronte sanremese!

    4. emilyever 14 febbraio 2023

      Non parliamo poi di come sono stati trattati i bambini: Tipheus ha giustamente raccontato quel misero invito a non procreare per "realizzarsi" del monologo della Francini, o per "pensati libera", (cosa vorrà dire poi) scritto sullo scialle della Ferragni. Quei poveri 6 o 7 bambini sul palco, coro della canzone di Mr Rain, hanno dovuto implorare dei fiori ad Amadeus, che alla fine del pezzo aveva portato un mazzo di fiori al cantante, e lui allora ha dato un fiore ad ognuno di loro, e così per tre serate di fila.Ora, mi chiedo, i miei concittadini (perchè sono nata nella Riviera dei fiori), non avrebbero dovuto preparare un mazzolino anche per questi piccoli, che sembravano essere gli unici ad apprezzarli, poi? e i due conduttori non vedevano l'ora di sbarazzarsene, basta vedere con quale riluttanza Gianni Morandi ha seguito l'invito di uno dei coristi a " dargli il 5".Appena hanno potuto li hanno fatti addirittura sparire, perchè in questo indecente festival, l'unica legge da far rispettare era che dopo la mezzanotte i bambini non possono lavorare. Quindi l'unico bambino inquadrato dalle telecamere al festival è stato come ogni anno (l'abbiamo visto crescere) il figlio di Amadeus in prima fila. Peccato che per quelle ore non ci sia anche una legge che vieti i proclami di Ucraina vincerà, insieme per la vittoria ecc., dei presidenti lontani.

    5. sbregaverse 14 febbraio 2023

      Dissento la MIGLiORE in assoluto(testo musica voce interpretazione sbregona) è Sali di OXA ed è per questo che è arrivata tra le ultime.
      PER FAVORE( lo faccio a voi tutti sore e frati) dare un occhio alle parole.

    6. emilyever 14 febbraio 2023

      Grazie alla tua segnalazione sono andata a leggere il testo, e hai ragione, è bellissimo. Io non l'avevo colto perchè non mi prendeva la musica e cercavo un personaggio a cui avvicinare la Oxa, che personalmente mi è sempre parsa una del tipo " posso truccarmi e cambiarmi ogni volta, ma tanto non sarò mai Patty Pravo".
      Sono in fondo l'eterna ingenua, ma quel "Siamo invincibili vicini " cantato dai bimbi mi sembrava la miglior risposta ai lockdown che abbiamo passato.

    7. Hospiton 14 febbraio 2023

      Come detto ho visto solo alcuni spezzoni quindi gran parte di quel che racconti mi è sfuggito, non fatico però a immaginare come debbano aver trattato i bambini. In quanto ai proclami ucraini sono stati naturalmente pietosi, per non parlare degli applausi provenienti da una platea che sosteneva di ripudiare la guerra. È l'epoca della dissonanza cognitiva

    8. Hospiton 14 febbraio 2023

      Vero Sbrega, la voce è un po' affaticata ma grande interpretazione, bell'arrangiamento e, soprattutto, testo molto significativo. Data la propaganda da confusione "fluid" imperante non mi ha stupito il fatto che la giuria l'abbia relegata negli ultimi posti.

    9. Cleon XIII 14 febbraio 2023

      Ho visto qualche pezzo di Sanremo. Dal punto di vista musicale siamo rimasti ai tempi di Ornella, se non di Nilla Pizzi, visto che vecchi e giovani tutti lo stesso genere facevano: Tradizionale Melodia Italiana. E qui non ci sarebbe niente di male (cioè, ci sarebbe, ma lasciamo stare). Quel che proprio mi ha disgustato è stata la lettera di Zelensky, così dissonante rispetto allo schema di Sanremo, Catto-Nazional-Popolare. Nel suo deliquio il criminale di guerra non ha mai detto, nemmeno una volta, la parola "pace", mentre ne ha ripetuta istericamente un'altra: "vittoria". Ai molti che in Russia seguono Sanremo è giunta l'immagine di un popolo italiano fanaticamente schierato con l'Ucraina e pronto a sostenerla fino alla vittoria finale. Non mi è parso di scorgere nel volto di Amadeus (uomo di un'antipatia assoluta) il minimo imbarazzo. Siamo in guerra, non c'è nessun dubbio.
      Se avessi partecipato io alla gara, mi sarei vestito con calzonacci da paracadutista, maglietta militare, barbaccia incolta e naso finto infarinato.

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