Home / ComeDonChisciotte / IL FANTASMA DI TREMONTI

IL FANTASMA DI TREMONTI

A CHE COSA REALMENTE E’ APPESO IL DESTINO DI BERLUSCONI ?

DI MORENO PASQUINELLI
sollevazione.blogspot.com

La bomba ad orologeria del debito pubblico

«Il Berlusconi sa che il suo destino, e il consenso di cui va tanto fiero, già agli sgoccioli per le infinite mancate promesse, si gioca tutto su questo fronte, sul fronte della crisi economica e del debito pubblico, di ciò che riuscirà a fare per rilanciare un ciclo economico in depressione. Le cartucce dell’ottimismo sono ormai bagnate. Il suo stesso blocco sociale si attende una svolta, mentre nel paese cominciano a vedersi i lampi di un nuovo conflitto sociale.
Non ci vuole molto per comprendere che Berlusconi non riuscirà a farla franca anche stavolta e che sarà travolto, con o senza “ribaltone”, con o senza elezioni anticipate».

Che con la fiducia strappata per il rotto della cuffia il 14 dicembre scorso i “ribaltonisti” subirono una cocente sconfitta, di certo la vita del governo Berlusconi resta appesa ad un filo. Da oggi il governo ricomincerà a ballare, essendo la sua maggioranza sostenuta come un impiccato dalla corda dei 314 voti, ovvero due in meno della maggioranza relativa. Delle truppe cammellate che giungerebbero in sostegno, nel frattempo, neanche l’ombra. Pesa sul destino del Cavaliere il ricatto della Lega Nord, «o trovi questi voti in più e passa subito il federalismo, o si va dritti alle urne».
Berlusconi cadrà sotto il fuoco amico? Può darsi, ma questa sarà solo la goccia che farà traboccare il
vaso. Ben altro bolle in pentola.

«Berlusconi non ha più alibi, appunto, e Tremonti dovrebbe mettere mano al portafoglio. Cosa
improbabile, così nel Pdl crescono i malumori contro il rigorismo». [LA STAMPA, 10 gennaio] Il “rigorismo tremontiano”, ovvero la severa linea di contenimento dei conti pubblici e di riduzione della spesa, è il bubbone, il vero oggetto del contendere.

Dei dissapori tra Berlusconi e Tremonti riferiscono da giorni le gole profonde, dopo che qualche giorno fa in sede europea, Giulio Tremonti, per sostenere che siamo dentro e non fuori dalla crisi (e che non si possono allagare i cordoni della borsa come vorrebbe il Primo Ministro) ha ripetuto la sua analogia: «E’ come vivere in un videogame. Compare un mostro, lo combatti, lo vinci, ti rilassi e subito ne spunta un altro più forte del primo». [L’Unità del 7 gennaio]. Morale della favola: quasi quattro anni dopo lo scoppio della crisi, non solo non ne siamo fuori (come va blaterando Berlusconi), ma ci ritroviamo al punto di partenza, alle prese col rischio di crack ancor più devastanti. Più che “dissapori” un autentico conflitto politico. La posta in palio, addirittura, la poltrona di Primo Ministro.

«Il fantasma di Giulio è la nuova ossessione del Cavaliere. La sua paura è che il genio dei numeri diventi il capo dei congiurati per sostituirlo a Palazzo Chigi». [Massimo Giannini, La Repubblica del 8 gennaio]. Tesi dei soliti anti-berlusconiani di Repubblica? Per niente. Lo stesso concetto è ribadito da Il Sole 24 Ore del 8 gennaio e dagli stessi organi del berlusconismo d’assalto: «Il Cavaliere è oramai convinto che è arrivato il momento di dare ossigeno alle imprese e alle famiglie così da mettere maggiori risorse in circolazione e stimolare i consumi. Una ricetta che Tremonti non pare condividere, convinto che il rischio speculazione non sia affatto passato. E anche sulla riforma fiscale la pensano in modo diametralmente diverso, con Berlusconi che vorrebbe un alleggerimento del carico tributario e il Ministro dell’Economia a ripetere che “soldi non ce ne sono” e dunque neanche margini per ritoccare la pressione fiscale». [Adalberto Signore, il Giornale del 8 gennaio]

Insomma, ammesso che il governo superi “quota 316”, «… Palazzo Chigi e il Ministero dell’Economia
dovranno avere un comune punto di vista, pena lo sconquasso. Ecco che provoca le fibrillazioni tra Silvio e Giulio, convinto che la strada delle urne sia preferibile, contrario com’è ad immolare sull’altare della stabilità gli equilibri di bilancio». [Francesco Verderami, Il Corriere della Sera del 8 gennaio ]

La Lega Nord e Bossi (una sfiatata e patetica Sibilla Cumana, oramai) fanno la voce grossa sul “federalismo”, ma è sul versante della politica economica che si gioca la partita decisiva e da cui dipende la vita del governo Berlusconi. Che Tremonti sia distante dall’autore La paura e la speranza, scritto nel marzo 2008, è fatto risaputo. Solo tre anni fa vestiva ancora i panni ammiccanti del critico della globalizzazione, della “gabbia di ferro” di Maastricht, e anche dell’ideologia liberoscambista. Oggi, da Ministro, veste quelli plumbei del rigorismo fiscale e monetario. A tutti gli effetti è stato cooptato nella confraternita dei banchieri centrali, presieduta da Trichet.

Il fatto è che l’analisi di Tremonti, ovvero la sua analogia col videogame copi mostri, è assolutamente calzante. Chi scrive ha avuto recentemente modo di sostenere che siamo alle porte di un nuovo crack finanziario, che avrà questa volta come epicentro l’Europa, grazie al mix esplosivo dell’implosione dei debiti pubblici e di quelli del sistema bancario (Il sodalizio), la qual cosa metterebbe a repentaglio la sopravvivenza della moneta unica (Bye bye euro).

Il convoglio europeo sta proprio in questi giorni imboccando la via delle Montagne russe. A metà settimana il disastrato Portogallo andrà sul mercato per reperire 1,2 miliardi di euro da rimborsare a
medio-lungo termine. Il prezzo che riuscirà a spuntare dirà se la tensione sul debito lusitano diventerà panico. Già ora Lisbona paga il 7,23% di interessi sui titoli decennali, con un differenziale sui Bund tedeschi al massimo storico: il 4,4%. Nei giorni successivi batteranno cassa la Spagna e l’Italia. Insomma: i governi, gli equilibri politici, e con essi la stabilità sociale sono appesi alla corda delle aste.

Un problema solo per Portogallo, Spagna e Italia? Nient’affatto. Nell’anno del Signore 2011 (dati del
Hudson Institute di Washington) nella sola eurozona verranno collocati, ovvero messi in vendita, circa 800 miliardi di euro di titoli pubblici, compresi quindi i cosiddetti “virtuosi”, Germania e Francia in testa, che da soli emetteranno 389 miliardi. Ai titoli pubblici che attenderanno di essere acquistati vanno aggiunti i 400 attesi dalle banche. In tutto fa circa 1.200 miliardi. Una cifra già di per sé astronomica.

Ma i numeri potrebbero essere ancor più alti. Secondo l’International Financial Institute
l’ammontare dei titoli pubblici dell’eurozona (ci sono poi quelli dell’Unione che non usano la moneta
unica) che saranno messi all’asta nell’anno appena entrato, è di circa 2mila miliardi e circa mille
quelli delle banche. L’IFI aggiunge: «A questi vanno aggiunti i tremila miliardi del Tesoro americano
e i mille delle banche americane, più le emissioni del Giappone, pari a oltre la metà del suo Pil
(l’Italia sarà circa ad un quarto, gli USA al 27%». [citato da Giuliano Amato, Il Sole 24 Ore, 9 gennaio]

Il 2011 sarà dunque, sotto questo profilo, un anno terribilis per tutto l’Occidente imperialista.
Il Berlusconi sa che il suo destino, e il consenso di cui va tanto fiero, già agli sgoccioli per le infinite
mancate promesse, si gioca tutto su questo fronte, sul fronte della crisi economica, di ciò che riuscirà a fare per rilanciare un ciclo economico in depressione. Le cartucce dell’ottimismo sono ormai bagnate. Il suo stesso blocco sociale si attende una svolta, mentre nel paese cominciano a vedersi i lampi di un nuovo conflitto sociale. Non ci vuole molto per comprendere che Berlusconi non riuscirà a farla franca anche stavolta e che sarà travolto, con o senza “ribaltone”, con o senza elezioni anticipate.

Il guaio è che diventa davvero probabile che il suo successore sia proprio l’attuale Ministro dell’Economia, che oltre ad essere l’uomo dei poteri forti europei (leggi i banchieri), piace agli antiberlusconiani, ai leghisti e ora anche ai transfughi finiani. Di fatto, quello attuale, dati i poteri
esorbitanti del Ministero dell’Economia (dopo che il centro-sinistro Prodi concentrò in un unico Ministero quelli del Bilancio, del Tesoro, delle Finanze e dei Lavori pubblici), è già un governo Tremonti, dove il Cavaliere è ridotto a fare la parte della comparsa.

Da Tremonti a Tremonti quindi, e nessuna svolta, poiché, come diceva Mario Missiroli «una roba
seria non si può fare, che ci conosciamo tutti».

Moreno Pasquinelli
Fonte: http://sollevazione.blogspot.com
Link: http://sollevazione.blogspot.com/2011/01/il-fantasma-di-tremonti.html#more
10.01.2011

Pubblicato da Davide

  • Rossa_primavera

    Che Tremonti fosse destinato a guidare il centro destra del dopo
    Berlusconi non e’ un mistero per nessuno nel centro da destra da
    ormai due anni e di certo l’ipotesi di repubblica non e’ un azzardo ma
    pecca semmai di non rivelare nulla di nuovo.
    E’ anche vero che questo governo e il suo leader sono ormai cotti da
    tempo e non bisognera’ attendere molto perche’ si vada al voto anticipato,visti anche i giusti malumori dell’ultima stampella di questo
    governo che si sente promettere da 16 anni ormai quelle riforme in
    tema di federalismo fiscale dal satiro di Arcore senza che a tale promessa faccia seguito alcun fatto concreto.Dunque abbiamo queste
    due certezze,l’ultimo governo Berlusconi sta per cadere e Tremonti lo
    sostituira’ alla guida del centro destra.
    Quello su cui non concordo e’ il fatto che il prossimo sara’ un governo
    Tremonti:io credo che il centro sinistra vincera’ le prossime elezioni,non per molti voti,ma le vincera’ e con l’appoggio esterno della lega in
    cambio di un federalismo morbido su cui anche il pd concorda,si garantira’ una legislatura relativamente tranquilla senza avere stavolta
    la solita mina vagante Bertinotti sul quale gli elettori italiani hanno
    gia’ espresso il loro parere cancellandolo dal parlamento e di fatto dalla
    vita politica italiana.
    Questo e’ cio’ che credo e spero succeda.

  • Tonguessy

    Molto probabilmente invece sarà Fini a strappare lo scettro. Copre un’area politically correct che piace ai più e non scontenta nessuno (Marcegaglia in primis). Se vogliamo fare delle ipotesi è probabile che Tremonti sia declassato, causa, appunto, la sua chiusura verso Confindustria, che lamenta mancanza di sostegno economico. Pomigliano deve costruire così com’è stata abituata finora: grazie ai potenti sussidi dello Stato. Invece per questo due anni nessun incentivo e la cosa, Marpionne, non l’ha mandata giù. Pensi davvero che Marpionne sia meno potente di Tremonti?

  • illupodeicieli

    Possono anche essere cose condivisibili, compreso il commento che indica una vittoria risicata del centro sinistra invece di un governo con alla guida Tremonti: il punto è che a noi interessa non avere patemi d’animo e preoccupazioni di non arrivare alla metà del mese. Per chi è artigiano o commerciante o autonomo e non ha vitalizi ottenuti con attività in regime di monopolio, è determinante che l’economia si rimetta in moto e non che arrivino cartelle di Equitalia o chiusure di fidi bancari.

  • nettuno

    Povero Pasquinelli , ridotto a far politica sul sito. Ma lo sa Pasquinelli quello che succede in Europa e le decisioni economiche che vengono prese al di sopra degli Stati.. Che parlasse di questo e lasci in pace Tremonti che è l’unico ministro che tiene le redini della spesa , altrimenti saremmo a fondo. Dica piuttosto ci si oppone a gli Eurobond?
    La cosiddetta sinistraccia * con tanti Casini Fini dica che cosa vuole fare, che riforme, che tasse , e se gli va bene essere governati dalla Bce ? Prodi il finto sinistro è un liberista , intimo confidente delle grandi banche, e da questi portato ai vertici, altrimenti sarebbe rimasto quella nullità bolognese che è . IL Pasquinelli cita sempre informazioni made Usa, che riporti almeno notizie di giornali made in Brasile, Russia o Cina. Lasciate prdere il sito-del pasquinelli — http://sollevazionemerda.blogspot.com

  • Rossa_primavera

    Fini non sara’ mai il leader del centro destra per almeno 4 ragioni:
    1)Comunque vada la lega e il pdl non accetteranno mai di appoggiare uno schieramento che promuova fini come presidente del consiglio,la
    lega perche’ fini e’ antifederalista e centralista,il pdl perche’ comunque
    berlusconi ne restera’ “proprietario”.Guidare la coalizione di destra senza l’appoggio di queste due forze e’ impensabile anche se hai il
    sostegno di confindustria.
    2)Fini ha scelto lui stesso di cercare fortuna con un’alleanza di centro
    insieme a Rutelli e Casini ponendosi di fatto al di fuori del centro destra,
    sta cercando insomma camaleonticamente parlando di spostarsi sempre piu’ verso il centro e di creare un terzo polo che appare abbastanza
    alternativo alla destra:sta cercando in poche parole i voti dei moderati.
    3)L’elettorato di destra in italia e’ sempre stato cementato da un odio
    viscerale e un’avversione verso il comunismo.Questi elettori non
    perdoneranno mai a Fini l’aver votato con i nemici comunisti per
    detronizzare il satiro di Arcore a dicembre,Fini e’ out per sempre per
    costoro che rappresentano una buona parte dell’elettorato di destra.
    4)Comunqua la si veda Fini e’ un uomo che esce politicamente molto
    ma molto ridimensionato dalle ultime vicende:guidava un partito che
    rappresentava circa il 10 per cento degli italiani ed era il cofondatore
    del partito di maggioranza relativa,ora guida una sparuta pattuglia di
    nostalgici ex fascisti che perde pezzi di giorno in giorno e che,a mio
    avviso,non superera’ il 5 per cento necessario per entrare in parlamento.La sconfitta poi clamorosa nella votazione di dicembre dopo
    che lui stesso tre giorni prima aveva annunciato al paese che avrebbe
    abbattuto il tiranno e’ stato il colpo definitivo alla sua immagine che
    al momento,per l’elettore di destra,resta quella del traditore e del
    perdente.
    5)Fini e’ il piu’ fascista tra gli uomini politici e questo chi fa politica lo sa:
    anche se si e’ messo il doppio petto e se finge di spostarsi sempre piu’
    verso posizioni moderate resta un uomo formatosi nel msi di Almirante
    che si rifaceva esplicitamente alla Repubblica di Salo’ e ai suoi folli
    ideali razziali.Chi nasce nero muore nero,non permetteranno ad un
    fascista di guidare una repubblica fondata sull’antifascismo e nata sulle
    macerie della disfatta della seconda guerra mondiale.

  • Tonguessy

    Su molti punti posso anche essere d’accordo. Resta un fatto: il legittimamente impedito è sgradito ormai dalla finanza internazionale e dalla Confindustria. La cosiddetta sinistra (che ha preso il posto degli ex-socialisti di Craxi) è troppo divisa e inconcludente per sperare in qualche risultato elettorale. Per questo serve (ed è stato creato ad hoc) il terzo polo, per ridare forza a quella coalizione ormai moribonda (puro stile gattopardiano). La sconfitta finiana di dicembre non è in realtà neanche una vittoria dell’impedito. Ed infatti si prospetta solo una resa dei conti leggermente posticipata. Ad ogni buon conto lo scopo era quello di togliere terreno all’impedito, e l’operazione ha avuto successo. Comunque sia la situazione è decisamente traballante: la lega se si coalizza con l’impedito non è detto che riesca a formare una maggioranza. Fini molto probabilmente non riuscirà a trascinare il terzo polo verso un compromesso con Bossi, non potrà accordarsi con l’impedito e gli resterà forse l’opzione di una coalizione con il PD. Il PD resterà bloccato nei propri patemi, perdendo consensi. Alla faccia di chi sosteneva con argomenti capziosi che la maggioritaria avrebbe dato maggiore stabilità politica.

  • geopardy

    Il prossimo, probabilmente, sarà una specie di governo di unità nazionale.
    Non credo che sinistra e destra separatamente potranno dare avvio alla dura cruna che ci aspetta.
    Servono tutte le forze nello stesso calderone, altrimenti, qualcuno potrebbe approfittare politicamente di tute le tenzioni sociali che si genereranno ed in più i sindacati maggioritari saranno completamente al chiodo (più ancora di oggi).
    Un’altra cosa importante, nessuno vorrà prendersi la singola paternità delle dure “riforme” che ci attenderanno.
    Quando un paese viene “declassato” dovremmo sapere che genere di “riforme” ci possono attendere (le solite del FMI e della BCE già viste altrove), le quali generano inevitabilmente forti tenzioni sociali.
    Bisogna prendere coscienza che nessuna forza politica è più alternativa oggi in Italia, con o senza Bertinotti ( che è stato cancellato, vorrei ricordare, soltanto quando si è adeguato ai diktat del PD nell’ultimo governo Prodi).
    La frantumazione atomizzante del mondo del lavoro è ad uno stadio avanzatissimo, purtoppo, altrimenti non saremmo dove siamo ed con la forte e determinante complicità di quello che oggi chiamiamo PD.
    Se cìè Berlusconi ancora al governo è grazie, principalmente, a questa pseudo-sinistra.
    Speriamo che la sinistra ritrovi un senso politico, altrimenti che ce lo teniamo a fare un Parlamento, è diventato una spesa superflua di cui l’Italia sente sempre meno il bisogno di sostenere.
    Ciao
    Geo

  • AlbertoConti

    “Tremonti che è l’unico ministro che tiene le redini della spesa ” ?!?!?!?! E com’è allora che il debito pubblico galoppa sempre con questo fantino come con nessun altro? Taglia il welfare, questo sì, ma non la spesa pubblica a beneficio degli amici degli amici.

  • Rossa_primavera

    Proprio perche’ e’ stato creato ad hoc il terzo polo e’ una creatura
    mostruosa ed artefatta,un’orrenda Idra i cui tre leaders corrispondono
    ciascuno ad una testa:un ex fascista che non ha mai rinnegato il regime,un ex democristiano che difende i valori piu’ conservatori della
    Chiesa,un ex fondatore del pd,cioe’ il vecchio partito comunista,dunque
    un uomo di presumibile estrazione culturale marxista.Come giustifichera’ ciascuno di loro di fronte al proprio elettorato l’alleanza
    con persone che rappresentano sistemi politici e di vita del tutto
    alternativi?Forse come dici tu avranno l’appoggio e il voto di Marchionne
    e di parte della confindustria ma decisamente non basta per governare.
    Il terzo polo e’ stato mal concepito,e’ nato morto,si e’ trattato di un
    aborto piu’ che di un parto.Diverso sarebbe stato se a guidarlo fosse
    stato Montezemolo come tutti noi credevamo.

  • Rossa_primavera

    L’Italia e’ il paese delle divisioni,dei campanili,dei guelfi e dei ghibellini,
    non ci sara’ alcun governo di unita’ nazionale,non abbiamo,purtroppo,
    la stessa unita’ e coesione che hanno ad esempio i tedeschi nei momenti
    difficili,perche’,a differenza loro,non siamo un popolo e nemmeno una
    nazione.