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IL DOWNGRADE DELL’ITALIA: IL RATING DEL CREDITO ABBASSATO DA SP

FONTE: Washington’s Blog

Il downgrade dell’Italia di S&P’s

S&P ha appena abbassato il rating del credito dell’Italia.

Sto avvisando sull’Italia dal 2008.

Il problema si allargherà

perché NESSUNO dei problemi fondamentali

è stato risolto

Nessuno dei problemi economici fondamentali in Italia o in Europa o da qualsiasi altra parte è stato preso di mira, figuriamoci se è stato risolto qualcosa. E allora il problema potrà solo allargarsi.

La frode ha in larga parte causato i problemi finanziari dell’Italia, dell’Europa e del mondo intero.

E come ho indicato dal 2008, spostare i debiti fraudolenti delle banche nei fogli dei bilanci statali può solo portare alla crisi di una nazione:

La Banca dei Regolamenti Internazionali è spesso chiamata la “banca centrale delle banche centrali”, dato che coordina le transazioni tra le banche centrali.

La BRI evidenzia in un nuovo report che i pacchetti di salvataggio per le banche hanno trasferito rischi significativi nei bilanci degli stati, che vengono testimoniati dall’incremento diffuso dei credit default swaps
sovrani:

L’obbiettivo e le dimensioni dei pacchetti di salvataggio per le banche comportano il trasferimento di rischi significativi all’interno dei bilanci dei
governi. La cosa diventa palese nel mercato dei CDS riferiti ai debiti sovrani, che riguardano salvataggio di singole grandi banche o di pacchetti per il settore finanziario allargato, anche negli Stati Uniti. Mentre
questi CDS erano poco scambiati prima dell’annuncio dei pacchetti di salvataggio, gli spread sono improvvisamente aumentati a causa dell’incremento della domanda per la protezione del credito, mentre i corrispondenti spread del settore finanziario si sono assottigliati.

In altre parole, incamerando enormi porzioni del rischio dovuto al trading bancario con i derivati tossici e spendendo trilioni che non avevano, le banche centrali hanno messo i propri paesi a rischio di default.

Come scrissi a luglio:

Uno studio di 124 crisi bancarie del Fondo Monetario Internazionale ha scoperto che puntellare le banche che simulano di essere solventi fa male all’economia:

Le ricerche empiriche esistenti hanno mostrato che fornire assistenza alle banche e ai loro prestatori può essere controproducente, perché provoca un aumento delle perdite delle banche, che spesso abusano della tolleranza per prendere rischi improduttivi a spesa dei governi. L’esito tipico di questa tolleranza sono voragini ancora più profonde nella ricchezza netta delle banche, pesi fiscali insostenibili per finanziare i salvataggi bancari, una maggiore contrazione del credito e un declino economico che non sarebbe avvenuto in assenza della tolleranza.

Le analisi incrociate fino a questo momento mostrano che le misure accomodanti (come i corposi supporti di liquidità, le garanzie esplicite dei governi concesse alle passività delle istituzione finanziarie e l’indulgenza per la mancanza di prudenza) tendono a essere fiscalmente costose e queste politiche particolari non necessariamente accelerano la ripresa economica.

[…]

Troppo spesso le banche centrali privilegiano la stabilità rispetto ai costi nelle fasi di contenimento: in questi casi estendono troppo liberamente i prestiti a banche illiquide che quasi certamente si riveleranno comunque insolventi. Inoltre, la chiusura di una banca non produttiva è spesso troppo a lungo ritardata, persino quando ci sono segnali evidenti di insolvenza (Lindgren, 2003). Visto che la chiusura delle banche incontra così tanti ostacoli, c’è la tendenza ad affidarsi alle garanzie in bianco concesse dai governi che, pur essendo credibili per le posizioni politiche e fiscali dei governi stessi, possono funzionare solo a costo di caricare il fardello sul budget, contraendo di solito la fornitura successiva dei servizi pubblici necessari.

Ora Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia e molti altri paesi europei – così come Stati Uniti e Giappone, stanno affrontando serie crisi del debito. Non siamo più tanto in salute per continuare a salvare le banche spudorate.

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Fonte: Italy Downgraded: Credit Rating Lowered By S & P

20.09.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

Pubblicato da supervice

  • ral

    perdonate l’ignoranza capisco che l’evasione sia un problema sul quale mettere mano ma non è il solo o meglio non è il più critico.

    Il problema sono 5 milioni di dipendenti pubblici.

    Se paghiamo stipendio, 13ma, ferie, malattia e pensione a 5 milioni di persone per il quale lavoro ne basterebbero 2 milioni …. siamo seri, i costi della politica certo, le province certo (poi il personale non va da un’altra parte ma verrà riassorbito dalle regioni) ma il problema di una tassazione/vessazione così alta è quanto dobbiamo tirare fuori per mantenere tutta questa gente.

    E non capisco nemmeno chi difende i “lavoratori” pubblici.
    Io che lavoro in azienda privata se non rendo mi mandano a casa con il badile.

    L’anno prossimo saremo punto ed a capo.

    LA REALTA’ E’ UNA SOLA, NON POSSIAMO MANTENERE TUTTA QUESTA GENTE. PUNTO

  • icebergfinanza

    Washington’s blog è un bravo ragazzo ma sbrodola troppo quando fa di tutta un’erba un fascio. Nessuna banca italiana ha avuto bisogno di salvataggi a differenza del resto del mondo eccetto il Canada. Un’altro che ha fretta di veder saltare l’Italia!

  • alvise

    Chi te l’ha detto che le banche italiane non hanno avuto bisogno di salvataggi?I giornali? Tremonti? il sole24ore? A beh, allora hai ragione, si si.Nel decreto milleprorogre, guarda caso, scritto piccolo piccolo, hanno fatto mantenere la porcata chiamata ANATOCISMO. Che sarà mai questo ANATOCISMO, boh…..L’Anatocismo non è un salvataggio camuffato, nooooooooooo

  • lucval

    per RAL…………………..
    Sei in errore………
    I dipendenti pubblici, quelli che lavorano (e sono i più, devi soltanto togliere i sindacalisti che campano sulle spalle degli altri) aumentano comunque il PIL nazionale. Infatti devi considerare che la metà torna allo Stato sotto forma di imposte che si pagano (considera una percentuale del 50% tra IRPEF, IVA, accise eccetera). In una comunità più persone lavorano e più viene prodotto.
    Quando invece su 100 persone 50 stanno a spasso, comunque quelle 50 inoccupate devono vivere, aumentando la delinquenza e parassitismo.
    Quando l’impiegato ha una retribuzione degna, va dal parrucchiere, al ristorante, dal ferramenta…ecc…. e lavorano tutti.
    Non ci vuole uno scienziato per capire questo.
    Semmai il problema e utilizzare il pubblico impiego per impieghi utili, ma qui torniamo alla classe politica che è inetta.
    Non crediamo ai falsi profeti….ragioniamo con la nostra testa…..
    Saluti e Pace