IL DISASTRO DI UNA NAZIONE

DI GIORGIO MALABARBA
E-Polis

Non si era mai visto che un incontro decisivo tra governo e sindacati per decidere le sorti di un grande gruppo industriale, anzi di uno degli ultimi gioielli di famiglia, la Fincantieri, sia fatto saltare letteralmente all’ultimo minuto e la decisione di privatizzare la cantieristica italiana di avanguardia sia inserita nel Dpef.

E’ successo il 28 giugno: sindacalisti esclusi da Palazzo Chigi e Consiglio dei ministri che delibera la quotazione in borsa del gruppo.

E’ paradossale poi, date le condizioni di salute di un’impresa che dispone di ben 8 cantieri navali, due sedi di progettazione, un centro di ricerca, una società di sistemistica e una fabbrica di motori per un totale – tra diretti, appalti e indotto – di 25/30mila lavoratori.Parliamo di 7 anni di risultati economici positivi che hanno prodotto un’accumulazione di riserve senza precedenti, consentendo perfino nuove acquisizioni oltre a dividendi per l’azionista; nessun indebitamento con le banche; un posizionamento competitivo importante nel settore delle navi da crociera; un portafoglio di ordini di 16 miliardi di euro, mai raggiunto in precedenza: Qui non si sta parlando di Alitalia: Eppure la pervicacia con cui il Tesoro persegue la linea di svendita del patrimonio produttivo può spiegare anche perché non si è voluto rilanciare la stessa compagnia di bandiera.

Sostiene un autorevole studioso, come il professor Luciano Gallino, che lasciar scomparire quasi completamente in vent’anni tutti i principali settori industriali non è impresa da poco: occorre essere invasi dalla concezione liberista, tanto ideologica quanto falsa, che la produzione manifatturiera è solo un’appendice fastidiosa della finanza, riducendo così la settima economia del mondo a un nano industriale: Risultato: l’Italia, ad esempio, è uno dei maggiori consumatori di telefonini al mondo, ma non ne produce neanche uno !

L’amministratore delegato di Fincantieri aveva sottoposto la quotazione in borsa a Tremonti, ma è riuscito nel suo intento solo con Padoa Schioppa.
Nonostante scioperi, manifestazioni nazionali, una petizione di massa e alcune, evidentemente solo simboliche, minacce di crisi di governo da parte della “sinistra radicale”. Voto unanime al Cdm e sindacati fuori dalla porta.
E se l’avesse fatto Berlusconi ?

Giorgio Malabarba (Associazione sinistra critica)
Fonte: http://www.epolismilano.it/
04.04.2007

6 Commenti
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LATELA
LATELA
4 Luglio 2007 17:23

Ormai lo schema adottato da questi delinquenti è chiaro:
la società da svendere la trasformano dapprima in una SPA a controllo pubblico, poi la rendono inefficiente (i due punti talvolta vengono invertiti, ma il prodotto finale non cambia), ed infine, con la scusa che dell’inefficienza, la svendono ai privati a prezzi stracciati.

E stato così per tutte le grandi aziende italiane.

Lo sarà anche per Trenitalia, Alitalia, Enel Fincantieri, ecc.

E chi sono i privati? I soliti gruppi bancari, che ormai, in questa società basata sulla moneta-debito, sono gli unici che fanno utili e rastrellano beni reali in cambio di valori monetari che al momento opportuno, quando si saranno accaparrati tutto, non varrano nulla.

La gente è troppo occupata per inseguire i gossip di nani e ballerine, per accorgersi di qualcosa, e questi impuniti ormai fanno ogni genere di nefandezze alla luce del sole, tanto sono sicuri di farla franca.

qui trovi il link al DPEF – vai a pag. 101: http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/dpef_2008_2011/dpef_2008_2011.pdf

P.S. praticamente vogliono svendere tutto….qualcuno avvisi Bertinotti

lino-rossi
lino-rossi
5 Luglio 2007 6:24

vediamo cosa diceva Bettino Craxi: IL DISASTRO DI UNA NAZIONE. SACCHEGGIO DELL’ITALIA E GLOBALIZZAZIONE Antonio Venier Edizioni di Ar A proposito del “Disastro di una Nazione”* PRESENTAZIONE DI BETTINO CRAXI Il silenzio dei grandi economisti di questo paese – non solo di quelli che fanno la spola fra la cattedra e gli incarichi politici, ma anche di quelli che si dicono professori ‘puri’, cioè privi di ambizioni politiche e di aspirazioni alle consulenze del settore pubblico – su un tema di fondamentale importanza qual è quello della eliminazione del settore pubblico (e di buona parte di quello privato) dall’‘ancoraggio’ nazionale (ossia dal mantenimento di buona parte dell’economia italiana in mano italiana), sarebbe sorprendente se il veleno liberista, che tanto colpisce oggi la classe politica e quella imprenditoriale, non fosse asceso all’empireo del dogma pseudoscientifico. Quell’empireo, che vanamente i vari Adam Smith e David Ricardo cercarono di scalare nel XVIII swecolo, allo scopo di permettere all’industria inglese di dominare il mondo e di impedire l’industrializzazione tanto dell’Europa continentale quanto dei neonati Stati Uniti d’America. Creatosi, con il crollo dell’Unione Sovietica, il clima adatto, sulle basi gettate dalla ’scuola’ monetarista di Milton Friedman e da tutti i ragionieri-’economisti’ allevati nelle varie banche… Leggi tutto »

lino-rossi
lino-rossi
5 Luglio 2007 6:26

e ancora: La denuncia di Craxi Leggo su Repubblica, a proposito della svalutazione della lira del ‘92, tornata agli onori della cronaca giudiziaria e giornalistica, un articolo a firma Elena Polidori, nel quale vengono attribuite a Ciampi alcune spiegazioni dalle quali risulterebbe: 1) Che la difesa ad oltranza ed il cedimento del 14/9/92 sarebbero state decisioni del governo, con Banca d’Italia solo in un ruolo consultivo. Questa affermazione è in contrasto con ciò che si legge in un libro di Barucci (pg 52-59). Il “consigliere” Ciampi bene a conoscenza delle intenzioni tedesche (non intervento a sostegno, con il che il capitolo era chiuso), delle forze in campo e quant’altro, sarebbe stato ascoltato o no? Ciampi non dice ora della sua posizione dell’epoca, che invece risulta descritta in modo chiaro nel libro dell’ex ministro del Tesoro. 2) Le considerazioni di Ciampi sull’utilità dell’emergenza, la cultura della stabilità, etc… in relazione all’enorme spreco di risorse che fu messo in atto, valgono quanto quelle di Barucci a proposito dei vantaggi che ne avrebbero tratto le “api industriose” e cioè, nulla. Osserviamo invece che, né Ciampi, né Barucci dicono se la lira era o non era sopravvalutata in termini reali, rispetto alle principali monete… Leggi tutto »

Sven
Sven
5 Luglio 2007 7:00

Questo fatto è di una gravità sconctante ed inaudita, oltretutto è successo lo stesso poco più di 10 anni fa, eppure tutti gli apparati dello Stato sembrano non aver tratto alcuna lezione dalla svendita prodiana degli anni 90.Legittima conclusione è che siano tutti conniventi e consapevoli, pronti a ricevere la loro fetta di torta.Oltretutto Fincantieri (che se non sbaglio include anche Finmeccanica) conmprende settori industriali chiave, strategici, a livello militare ed industriale.Cedere simili settori alla mano del mercato altro non è che l’ennesima, scandalosa cessione di sovranità (ce ne fosse mai stata una).
Proprio ieri leggevo le riflessioni di Benetazzo sull’Italia e sul crollo imminente del sistema economico.Ora che lo Stato si disfa anche degli ultimi gioielli con che cosa manterrà in piedi il valore reale che deve esserci dietro ai BOT?SI dichiarerà insolvente?
Non riesco ancora a capire se devo ritirare i miei buoni postali (sui quali è scritto “garante dell’emissione Stato Italiano) prima che sia troppo tardi e diventino inesigibili oppure vi sia applicato un prelievo come quello che ci fu sui conti negli anni 90…
Tempi duri.

bstrnt
bstrnt
6 Luglio 2007 3:27

Riprendiamoci le infrastutture e le industrie nazionali!
Sono state create col sudore ed il sangue dei nostri padri, mentre una miseranda e criminale classe politica ora, in assequio alla idiozie neocon ce le sta alienando sotto gli occhi.
Questi politicanti farabutti devono essere incriminati per tradimento oltre per la classica frode di svendere i gioielli italiani.
Mandiamo a lavorare veramente, per riparare i danni che hanno prodotto sia Prodi che Berlusconi e qualla pletora di eunuchi servi d’altrui interessi che compone camera e senato, altro che stipendi e pensioni da nababbi.
Facciamolo subito prima che distruggano tutto e ci rubino anche i vestiti che abbiamo addosso!

giorgiovitali
Utente CDC
8 Luglio 2007 6:02

In questi casi i commenti, per quanto azzeccati, non tengono conto del PASSATO. Il progetto di DOMINIO globale da parte della FINANZA apolide non è stato svelato ieri. E’ vero che Craxi si è battuto per difendere il difendibile, in condizioni di sostanziale debolezza di fronte ad un sistema che poteva reclutare assassini in molti ambienti: dalla Mafia siculoamericana alla ndrangheta calabro-canadese, ai servizi segreti USA/Israel, mentre era circondato da una banda di cialtroni, gli unici che avesse potuto reclutare in un universo economico e politico dominato dai comunisti, che rubavano i soldi agli italiani ed ai russi ed ai democristiani che facevano lo stesso, ma con gli americani. Che il progetto mondialista sia stato elaborato a fine ottocento lo si sa da tanto tempo, anche attraverso libri invano demonizzati, [tanto girano lo stesso!!] e chi vuol capire CAPISCE! Il problema è ora: che fare? Che fare per liberarci di queste SANGUISUGHE ( vecchie propensioni già condannate da una Chiesa non ancora corrotta e ricattata)? Che fare per eliminare questo governo di burattini? GV.