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IL DELIRIO SADICO DEGLI OBIETTORI DI COSCIENZA

DI VERONICA
cloroalclero.com

E’ da un pezzo che non scrivo su questo blog.
Adesso però ho qualcosa da raccontarvi se avete voglia di leggere.
A settembre scorso ho scoperto di aspettare il mio secondo bambino. Che grande gioia, dopo tre anni dalla nascita di Michele, il mio primogenito. Ho iniziato ad entrare nell’ottica di una vita con due pargoli, organizzazione familiare e del lavoro…insomma niente di particolare, niente che non riguardi chiunque in situazioni similari. I mesi sono passati e, tra visite, controlli ed esami vari è arrivato il giorno della fatidica ecografia morfologica. Non ho fatto l’amniocentesi perché ho valutato che non mi avrebbe dato informazioni particolari rispetto a quelle che avevo già. E infatti cosi è stato. L’ecografia morfologica è una tappa fondamentale nell’evolversi dei controlli della gravidanza, si effettua alla 20esima settimana circa. Io ci sono andata con l’ansia fisiologica che ogni donna in attesa prova ad ogni controllo ma con la maggiore e più comprensibile tranquillità di chi è certa che tutto va bene e con la grande curiosità di sapere se era una femmina oppure un altro maschio.

Era una femmina. Al termine dell’esame il “verdetto” è stato infausto. Spina bifida esposta con mielomeningocele, malformazione di A.Chiari e conseguente idrocefalo.

Un incomprensibile ceffone in piena faccia. I medici della mia città mi hanno prospettato vita vegetale. Sono andata in un centro di Cagliari di secondo livello (si dice uno dei migliori in Italia per la diagnosi prenatale) e l’esito è stato il medesimo. La lesione causata dalla malformazione era talmente grave da non lasciare speranza alcuna per questa piccola mia bimba sfortunata. Tutti mi hanno consigliato di interrompere la gravidanza prima possibile onde evitare di incappare in limiti imposti per legge causati dal procedere della gravidanza.

La scelta è stata ovviamente sofferta. Ho sperato che qualcuno dei medici mi dicesse che avrei avuto una bimba paraplegica oppure handicappata ma che avrebbe comunque avuto una vita dignitosa. Invece no, tutti mi hanno detto che di questi bimbi non ne nascono più, che se nascono passano la vita sotto i ferri dalla nascita alla morte, che avviene, tra l’altro, nei primi anni di vita. Io non ho potuto pensare alla mia bambina intubata per tutta la sua esistenza, non ho potuto sopportare l’idea di imporle un calvario solo per mio egoismo, per non rinunciare a lei. Se la vita è un dono, io le stavo regalando un dramma di dolore infinito.

Cosi ho deciso di interrompere la gravidanza. Sono stata ricoverata il 9 dicembre scorso,l’11 è iniziata l’induzione del parto. E si, perché succede cosi. Ti fanno partorire come qualsiasi donna che partorisce un bimbo, solo che in questo caso è morto. Mi scuso per il modo crudo che ho di riportare i fatti, ma garantisco che l’esperienza umana è cosi devastante da non lasciare spazio a “pillole indorate”. Precedentemente all’induzione è passato per il mio capezzale uno psichiatra che ha certificato che l’interruzione della gravidanza era necessaria per salvaguardare la mia salute psicofisica. Non ho capito il perché fosse necessaria un’idiozia simile visto che non ero io ad avere danno dalla prosecuzione della gravidanza ma la mia bambina. Poi mi è stato detto che la legge prevede l’interruzione dopo la 16esima settimana solo se è a repentaglio la salute materna, lo stato del feto non importa. Già questa procedura mi è sembrata assurda…in ogni caso…

L’inizio dell’induzione è avvenuta l’11 dicembre, di sabato, con l’unico medico non obbiettore di tutto l’ospedale che si è volatilizzato dopo avermi attaccato un farmaco tramite flebo. Erano le 8 del mattino. Ho iniziato ad avere dolori lancinanti alle 10 del mattino. L’espulsione è avvenuta alle 23. 13 ore di travaglio indotto, 13 ore di dolore triplo rispetto ad un parto normale:

1 perché parto indotto da farmaco, notoriamente più doloroso di quello naturale;
2 perché non essendo affatto vicina la data del parto naturale l’utero resiste e trattiene all’inverosimile;
3 perché il risultato è quello di non avere nulla tra le braccia dopo tanto dolore.

Durante queste 13 ore ho supplicato e chiesto aiuto ai medici, agli infermieri, alle ostetriche ed infine all’anestesista. Tutti hanno alzato le mani, facendomi capire (senza dirlo, badate bene) che essendo obbiettori non potevano intervenire per alleviare le mie sofferenze.

Intorno alle 21 è finalmente intervenuta una dottoressa che è entrata nella mia stanza con una frase d’esordio che merita qualche riflessione: “…va bene l’elaborazione del lutto ma cosi è troppo.” Lei mi ha artificialmente rotto le acque e da quel momento il mio utero si è come rilassato, forse rassegnato a lasciar andare quella piccola. In questi casi c’è una forte componente inconscia che interviene a trattenere ciò cui non si vorrebbe rinunciare. E’ chiaro che, essendo processi inconsci, non ci si può intervenire in nessun modo. Si devono sbloccare da soli.

L’espulsione è avvenuta alle 23. Ho tenuto la mia piccola con me per un quarto d’ora circa. Il tempo sufficiente per salutarla e per vedere quale danno aveva già provocato questa maledetta patologia. Ho sentito un’immensa tenerezza verso di lei, ho capito che è stata troppo sfortunata per vivere, e io con lei.
Nei giorni successivi ho chiesto spiegazioni per questo trattamento disumano che mi è stato riservato. Il primario si è premurato di riferirmi che, avendo avuto in precedenza un taglio cesareo, c’era la possibilità di rottura dell’utero per cui sedarmi poteva essere rischioso.

Gli ho voluto credere, e gli ho risposto che aldilà della mia vicenda, la cosa fondamentale era che non si trattasse di un “trattamento” da prassi. Lui stesso ha utilizzato la parola “disumano”. Gli ho voluto credere, ma non gli credo fino in fondo.

Ho visto troppe mani alzarsi, ho visto troppi far finta di nulla. E poi “quel lutto da elaborare”…come se una donna nelle mie condizioni dovesse passare giocoforza attraverso un calvario fisico ed emotivo e, aggiungo, il tutto decretato per legge.

Chiedo scusa se ho urtato la suscettibilità di qualcuno, questo mio scritto ha il solo scopo di portare ad una riflessione sulla questione “aborto terapeutico” e, egoisticamente, vuole parlare di questa mia piccola cosi sfortunata.

Veronica
Fonte: http://www.cloroalclero.com
Link: http://www.cloroalclero.com/?p=5336#more-5336
23.12.2010

Pubblicato da Davide

  • illupodeicieli

    Ci siamo passati, anzi c’è passata mia moglie, quasi 18 anni quando dopo dieci anni dal primo figlio abbiamo pensato di metterne al mondo un altro. Dopo la brutta esperienza nel giro di due anni sono arrivate due creature, e la seconda non era in programma: sono state due gravidanze difficili sia dal punto di vista psicologico che fisico (placenta previa anteriore, inizio di gestosi, e la prima delle due bimbe non è stata allatata se non per un mese mentre la seconda, per grazia di Dio sì). Di casi come il tuo, però con gravidanza portaai a termine, so in parte cosa succede dopo, ovvero le difficoltà e il senso di colpa che si prova: da parte di mia moglie so che lei si sente in colpa o pensa di avere qualche responsabilità in merito; per chi ha invece il bimbo tutti i giorni davanti a se forse si sente in colpa per il motivo inverso, e come dici tu pensa che forse è stato un male terminare la gravidanza, che si è stati egoisti o menefreghisti. Sono situazioni che si preferirebbe evitare di sperimentare, al pari delle azioni e osservazioni dei medici che tu hai incontrato. I più sinceri auguri per il tuo futuro.

  • Tonguessy

    Anche a mia figlia era stata diagnisticata a spina bifida. Esami fatti a pagamento presso un laboratorio privato. Giorni di angoscia intensa. Il secondo esame, fatto presso una struttura pubblica, dava invece risultato negativo.
    “ah, quel laboratorio in effetti ogni tanto sbaglia” fu il serafico commento dell’addetto. Se segui il protocollo (non importa quanto sbagliato esso sia) hai licenza di far soffrire. O di uccidere. Il protocollo giustifica tutto e la sofferenza o la morte sono visti come “occasionali imprevisti” di una altrimenti sicura metodologia. In anni più recenti mia figlia si è rotta il polso e le fu ingessato il braccio. In maniera sconsiderata. Quando le fu tolto il gesso era messa peggio di quando aveva il braccio rotto. Così dicevano le radiografie. Ho tentato di modificare il maledetto protocollo. Valeva la pena per tutti gli altri bambini che avessero avuto la sciagura di incappare in sfortune simili. L’avvocato candidamente mi disse che anche lui era stato vittima di malpractice (malasanità) e se l’era dovuta mettere via: solo in caso di invalidità permanente si poteva dissanguare la struttura responsabile (cosa che non era comunque nei miei interessi). Fortunatamente per mia figlia la Natura durante la crescita ha messo a posto le cose. E noi non abbiamo seguito il consiglio criminale dei medici di romperle il braccio una seconda volta per riaggiustarlo “bene”.
    La Natura segue il suo corso mentre il medico intrattiene il paziente-B. Pascal

    I miei migliori auguri che la tua vita possa essere allietata da un’altra nascita.

  • ottavino

    Bene, ti sei evitata una vita di sofferenze. Però ora devi comprendere come mai ti stava capitando una cosa del genere….altrimenti è tutto inutile.

  • zanardi

    Veronica, hai fatto benissimo a “urtare la suscettibilità di qualcuno”. La sintesi della storia è nel penultimo paragrafo del tuo articolo ma oggi, oltre a chiedersi il perchè, bisogna iniziare ad agire urtando la suscettibilità di tanti e dicendo e scrivendo quello che si pensa a brutto muso. Un abbraccio e tanti auguri.

  • redme

    ..è intollerabile la crudeltà pavida e interessata dei medici obiettori..lavoro in un ospedale e di casi assimilabili al tuo ne sento tutti i giorni, medici obiettori in ospedale ma non in privato…sono avvelenato con loro e con tutti gli idioti cattolici che avallano e giustificano questa pratica…cloroalclero…forza e coraggio!

  • maristaurru

    Ci sono Ospedali e medici ed infermieri, sadici anche con le partorienti. Certo la obiezione di coscienza e gli interessi che sottende aiutano il trend bestiale del paese. C’è una base di insensibili , sordi e vili che opera nel Paese, poco visibile grazie al sacrificio di coloro che si adoperano, comunque la pensino, allo svolgimento onesto del proprio lavoro. Accecati dalle ideologie e dal tifo, non vediamo, questo ci indebolisce sempre più verso quella casta di mediocri scimmie

  • lucamartinelli

    ho letto con tristezza la vicenda di Veronica. Avrei qualcosa da dire non a lei ma in genere. Credo che purtroppo Veronica sia incappata fin da subito nei due piu’ brutti difetti del collettivo italiota: cialtroneria e superficialita’. E’ terribile constatarlo ancora ma siamo sempre gli stessi. Regole del tutto inumane ed imbecilli atte solo ad ossequiare il Vaticano dei preti pedofili. Se uno stato vara una legge credo che TUTTI debbano osservarla, nel pubblico come nel privato che prende soldi pubblici. Poi, mi risulta che la spina bifida sia causata dalla carenza di acido folico. Infatti dalle mie parti si usa dare folati alle donne gravide nel primo trimestre. Chissa’ se questa nozione era posseduta del medico della nostra amica, temo di no ed ecco il secondo grave esempio di superficialita’ italica. E ancora, il dramma continua al momento dell’interruzione della gravidanza. Qui sono veramente caduto dalla sedia. mi risulta che l’induzione del parto comprenda due fasi, quasi contemporanee: l’infusione intravenosa di Ossitocina e la rottura meccanica del sacco (o “delle acque”). Che il sacco le sia stato rotto dopo ore mostra solo che è capitata nelle mani di imbecilli incompetenti. la magistratura le darebbe soddisfazione. Un ultima cosa: queste tristi vicende sono capitate a settembre scorso. La legge che garantisce l’analgesia in corso di travaglio era gia’ in vigore. Perche’ quindi fare soffrire inutilmente Veronica? E’ andato tutto storto. Forse, se sara’ il caso, la prossima volta Veronica dovrebbe rivolgersi a gente seria. Anche nel nostro disgraziato paese dove siamo tutti tecnici della nazionale si trova ancora qualche professionista serio e preparato. Nel dubbio mi contatti con un messaggio privato. Mi impegno fin d’ora a garantirle la migliore delle assistenze. Buon natale a tutti.

  • lucamartinelli

    a scanso di equivoci fastidiosi per “prossima volta” intendo una eventuale nuova gravidanza con felice conclusione.

  • martiusmarcus

    cara Veronica, tua figlia è ritornata dove noi tutti – nessuno escluso – di sicuro torneremo: paradiso? caos? Dio? Nulla?… Non ne ho idea. Capisco che avresti desiderato altro. Capisco che gli esseri umani che ti sono stati “vicini” in questa dolorosa strettoia della tua vita hanno fatto di tutto per dimenticarsi della loro umanità, ma nei luoghi della “tecnica” spesso succede esattamente questo. quello che dice il primario credo che sia una verità parziale: il tipo peggiore di menzogna. un abbraccio a te e alla tua piccola sfortunata (ma sarà davvero così?).

  • pleiadicentauri

    Cio’ che ha scritto Veronica non sposta di una virgola cio’ che penso dell’aborto e cioe’ che e’ una letterale schifezza, nel senso letterale del termine ovvero che fa schifo, avete mai visto un aborto ? Fidatevi, fa schifo veramente, che cosa ne consegue? Ne consegue che questa schifezza non puo’ essere mai sbandierata come un’atto di civilta’ come vergognosamente affermato tempo fa da Walter Veltroni ma che e’ invece un atto violento che puo’ essere giustificato da serissime ragioni come nel caso di gravissima malformita’, nel caso di stupro e nel caso in cui la madre rischi la vita, solo in questi 3 casi l’aborto puo’ essere considerato una sorta di male minore ma MAI UNA CONQUISTA DI CIVILTA, UNA CONQUISTA DI CIVILTA’ Eì OGNI QUAL VOLTA UN MEDICO FA NASCERE UN BAMBINO, QUESTA E’ UNA CONQUISTA DI CIVILTA’ NON CERTO GLI ATTI VERGOGNOSI DELLA BONINO CHE PRATICAVA ABORTI CLANDESTINI DI FETI SANI TRAMITE UNA POMPA DI UNA BICICLETTA.

    MAL DEL RESTO LA SINISTRA CI HA ABITUATO AD ORRORI DEL GENERE, CHI NON RICORDA LA CLINICA DEGLI ORRORI VILLA GINA DI ROMA DOVE L’EX MEDICO COMUNISTA DI TOGLIATTI ED I SUOI FIGLI PRATICAVANO ABORTI CLANDESTINI IN SERIE ? (CLINICA DOVE UNO DEI BOSS DELLA BANDA DELLA MAGLIANA FUGGI’ DALLA FINESTRA…).

  • paolodegregorio

    grazie Veronica per averci fatto conoscere la tua esperienza.
    Sono convinto che il sadismo, e non l’amore per la vita, sia alla base di tante scelte degli obiettori e della Chiesa. Altro che cristianesimo!!
    Un abbraccio
    paolo

  • Sandokan

    Messaggio di risposta all’utente “Pleaidicentauri”:

    Premessa: se tu avessi un minimo di empatia, o magari soltanto di basilare decenza umana, prima di fare il tuo sgangherato comizio anti-aborto avresti dovuto come minimo – MA COME MINIMO – esprimere solidarietà e vicinanza nei confronti di questa donna soggetta ad un vero e proprio atto punitivo paragonabile alle torture dell’Inquisizione.

    Per il resto, c’è poco da dire: la gravidanza riguarda per l’appunto la donna oggetto di gravidanza, la quale ha quindi diritto di disporre del proprio corpo come ritiene maggiormente opportuno, e lo Stato ha (e deve avere) il dovere di fornire sempre tutta l’assistenza necessaria.
    In definitiva, l’aborto rappresenta un diritto civile inalienabile ed una conquista di civiltà, checchè ne dicano i tromboni fascisti e reazionari come te.

    P.s.= e pensa che una volta ero anche contrario a punire i medici obiettori di coscienza… poi le storie come quelle di Veronica mi hanno mostrato qual è la realtà, ed ho capito che sbagliavo a pensarla in quel modo; ciò è avvenuto perchè, com’è scritto anche nella home page di questo sito, “onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità”. Ogni tanto cerca di ricordarti questa frase, invece di straparlare riguardo a pompe per biciclette o di boss fuggiti dalle finestre.

  • torno_subito

    concordo su tutto, cambierei solo “donna SOGGETTO di gravidanza”

    a pleaidiecc.: quanto odio e violenza nelle tue parole, varrebbe la pena venire al mondo se fosse popolato solo da persone come te?

  • remox

    L’unica cosa che appare evidente da questo articolo (per chi abbia un minimo di comprendonio) è la criminosità dell’aborto. D’altronde se esistono gli obiettori è perchè l’ideologia ha prevalso sul buonsenso volendo obbligare chi giura di curare (il medico) a uccidere.
    E’ sempre la solita storia: si prendono casi pietosi per giustificare l’applicazione in massa di leggi bestiali. Ci sono riusciti (per ora) con l’aborto e ci provano con l’eutanasia, la fecondazione, la sperimentazione sugli embrioni e domani sulla clonazione.
    Tutto ciò che non è utile, che non rispetta i canoni dei benpensanti, che fa soffrire, che fa paura deve essere spazzato via. Il dolore non è ammesso così come non è ammessa la speranza. Le analisi dicono che con molta probabilità soffrirai di un male incurabile? Nessun problema, muori.
    Questa è la società che questi ideologi del male hanno progettato e costruito e che molti rincretiniti che si credono progressisti hanno appoggiato.

  • castigo

    Carissimo remox, parli senza sapere di cosa parlare. Ti scrivo con l’account di mio marito. Io ho DOVUTO subire un’interruzione di gravidanza TERAPEUTICA da pochi mesi. Era un maschio ed era il mio bambino, il mio amore. Peccato che non sarebbe sopravvissuto se non pochi mesi e tra atroci sofferenze. E una madre non lo può permettere. L’ho amato e lo amo e per questo ho rinunciato a lui. E pensa un pò l’ironia del destino: era anche frutto di una fecondazione in vitro, quindi peccatrice due volte per quelli come te. Io sono una donna e una madre, ed è mio preciso dovere decidere per il bene di mio figlio anche se ciò mi provoca dolore. Ma sono anche una figlia e una moglie ed è sempre il mio preciso dovere amare e nel caso drammatico di un male incurabile, come dici tu, soccorrere e aiutare gli amati a percorrere le scelte che faranno. Qui ci vuole cuore, però, e non ipocrisia!!

  • castigo

    Rispondo con l’account di mio marito. Carissima, ti sono vicina proprio perché ho passato esattamente quello che hai passato tu. La mia era una IVG per grave trisomia, non sarebbe sopravvissuto se non pochi mesi. Era maschio ed era il mio bambino. Dopo l’inizio del parto indotto hanno cominciato a chiudere le tapparelle per non far vedere questa ignominia, poi ad isolarmi in una stanzetta con un telo sotto le natiche. Le infermiere venivano a farmi le iniezioni ma non mi parlavano. Solo un’ostetrica mi ha aiutato e dopo 8 ore di travaglio è riuscita ad aiutarmi ad espellere il mio bimbo. Avrei voluto tenerlo, portare avanti la gravidanza, partorirei a breve, ma sarebbe stato puro egoismo. Quando l’hanno portato via avvolto nel telo verde era come se avessero spazzatura in mano. Dovrebbero mettere gli obiettori nei giorni in cui non ci sono interruzioni. Io l’ho amato e lo amo ma proprio per questo motivo l’ho liberato da sofferenze e dolori. Veronica ti abbraccio.