IL DECRETO BULGARO DI PRODI

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI CARLO BERTANI

“E lo Stato s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità.”
Fabrizio de André – Don Raffaé – Le Nuvole - 1990

Da tre a qualche milione. Ricordate il decreto “bulgaro” di Berlusconi? Quello che tappò la bocca a Biagi (Enzo), Luttazzi e Santoro? Bene, siamo passati dal chiudere la bocca a tre giornalisti scomodi a tapparla all’intero Web italiano. Ci sarebbe da ridere, se non ci si dovesse incazzare.
Mentre andava in scena la “democratica” ratatouille del Partito Democratico, solo due giorni prima - zitti zitti, il 12 ottobre del 2007 – il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge (ricevuto come “legge delega”, lo stesso strumento tanto “combattuto” quando era Berlusconi a servirsene).

La data della “delega”? Il 3 agosto del 2007: oh, oggi ci riempiono di chiacchiere, ci varano i partiti democratici, ci parlano di un Finanziaria che sarà blindata come un bunker. Perché? Poiché dal 23 Luglio (Welfare) ad Agosto inoltrato hanno legiferato su tutto quello che interessava loro. Il resto? Cavoli degli italiani! Per fortuna (o per loro sfiga), ci sono persone che scrivono anche d’estate: sarà perché – per sorreggere la (loro) ricchezza economica – tanti non sanno più cosa sono le vacanze?
Dovremmo tutti ringraziare l’avvocato Valentino Spataro, che scrive per Civile.it, ed ha scoperto l’inganno.
Con il decreto bulgaro – udite, udite – potranno chiudere qualsiasi sito o blog sul Web, quando e come vorranno. Perché?

Poiché all’articolo 2, comma 1, definiscono il prodotto editoriale:
“Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso"

Tutti controllati? No, perché se siete qui per vendere o per comprare – siore e siori – non ce ne frega un accidente. Basta che non ci rompiate i maroni.
Difatti, al comma 2:

“Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico.”

E che c’entro io, che scrivo sul mio blog su Internet? Io non faccio attività editoriale, nessuno mi paga…sono garantito dalla Costituzione che, all’art 21, garantisce la libertà di stampa…
Vendi qualcosa? No, e allora beccati il successivo articolo 5:
“Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L'esercizio dell'attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative".

No, un momento: non si afferma che sono io, proprio io, che scrivo su Internet! No? Beccati l’articolo 7

(Attività editoriale su internet)
“1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.”

Sei proprio sicuro di non essere un soggetto pubblico? Mi sa che Grillo ci rientri, così come i tanti siti della controinformazione italiana. A rigor di logica, potrebbe entrarci qualsiasi blog.
Beh…ma non c’è una via d’uscita? Un modo per scapolarla senza doverci iscrivere in massa ai domini .ru, .tk, ecc, ossia a quei domini che (questione spinosa…) non dovrebbero ricadere nella giurisdizione italiana?

Ma certo che c’è! Prima fai un bel Saluto al Romano e poi leggi l’articolo 6 comma1:
“Ai fini della tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione, di cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5, della legge 31 luglio 1997 n. 249. Sono esclusi dall’obbligo della registrazione i soggetti che operano come punti finali di vendita dei prodotti editoriali.”

Eh va bene, cosa volete che sia, sarà una delle solite carte bollate…un’iscrizione e via…
Il Registro degli Operatori di Comunicazione ha sede a Napoli, e fa parte dell’Autorità per le garanzie sulle Telecomunicazioni.
Gentilmente, hanno esposto nel loro sito il “quadro” degli adempimenti da espletare per ottemperare a questa “formalità”. Io, che non dimentico mai la gentilezza, ho pensato di fare cosa gradita nel proporvelo:

Gruppo Modelli anagrafici per l’iscrizione al ROC

Oggetto

Mod. Reg.

Soggetti

Domanda di iscrizione

1

TUTTI

Dati anagrafici

2

TUTTI

Oggetto sociale

3

- Società di capitali
- Cooperative
- Società di persone
- Associazioni
- Fondazioni

Organi amministrativi e rappresentanza legale

4

- Società di capitali
- Cooperative
- Società di persone
- Fondazioni
- Associazioni
- Enti pubblici

Assetto proprietà

5/1

- S.p.A.
- S.a.p.A.
- Coop. con azioni

Assetto proprietà

5/2

- S.r.l.
- Coop. con quote

Assetto proprietà

5/3

- S.a.s.
- S.n.c. (persone)

Intestazioni fiduciarie

5/4

- S.p.A.
- S.a.p.A.
- Coop con azioni
- S.r.l.
- Coop. con quote

Emittenti gestite

6/1

I soggetti di cui all'art. 2, comma 1, lett. a) delibera n. 236/01/CONS (TUTTI)

Testate giornalistiche delle emittenti

6/2

I soggetti di cui all'art. 2, comma 1, lett. a) delibera n. 236/01/CONS (TUTTI)

Testate/Emittenti servite

7/1

I soggetti di cui all'art. 2, comma 1, lett. b) delibera n. 236/01/CONS (TUTTI)

Rapporti di concessione

7/2

I soggetti di cui all'art. 2, comma 1, lett. b) delibera n. 236/01/CONS (TUTTI)

Contratti con imprese radiotelevisive

8
ed autocertificazione antimafia

I soggetti di cui all'art. 2, comma 1, lett. c) delibera n. 236/01/CONS (TUTTI)

Testate edite

9
ed autocertificazione antimafia

I soggetti di cui all'art. 2, comma 1, lett. d) delibera n. 236/01/CONS (TUTTI)

Agenzie di stampa

10/1
ed autocertificazione antimafia

I soggetti di cui all'art. 2, comma 1, lett. e) delibera n. 236/01/CONS (TUTTI)

Collegamenti dell'agenzia di stampa

10/2

I soggetti di cui all'art. 2, comma 1, lett. e) delibera n. 236/01/CONS (TUTTI)

Servizi telematici e di telecomunicazioni

11

I soggetti di cui all'art. 2, comma 1, lett. g) delibera n. 236/01/CONS (TUTTI)

Controllante (dichiaraz.)

12

Controllante (se sussiste)

Accordi parasociali

13

Quelli nei quali esistono accordi per l'esercizio concertato del voto o la gestione dell'impresa

Trasferimento di azioni o quote (Cedente e cessionario)

14/1

Cessionario

Sottoscrizione di azioni o quote

14/2

Sottoscrittore

Se avete ancora qualche dubbio, potrete fare un “salto” a Napoli e chiedere di persona chiarimenti. Questo è l’indirizzo:

Registro degli Operatori di comunicazione
Centro Direzionale Isola B5 - Torre Francesco
80143 NAPOLI

Se opterete per chiarimenti “diretti” in sede, farete meglio ad ottemperare prima al Decreto n° 999/99/quater, emanato dal CSC (Consiglio Superiore di Camorra) per la circolazione nelle aree campane. Il decreto fa parte di un più ampio piano, teso ad informare il cittadino sull’attività della Camorra. L’incipit del documento è: “ La Camorra vive, e lavora insieme a te”.
Per ora, il documento è reperibile solo in formato .piz (pizzino), ma presto sarà pubblicato nei comuni formati HTML e PDF, nel sito di prossima apertura www.viabilitàdicamorra.na. Ve ne forniamo uno stralcio:

…omissis…

Art 44. Se, assolutamente, vi dovete recare nelle aree sopraccitate in auto, procuratevi un’autovettura di scarso valore commerciale, giacché i nostri operatori “ritirano” spesso quelle di maggior valore e d’ampia diffusione, per avviarle al settore dei ricambi. Non servono antifurto satellitari: i nostri operatori si servono per i prelievi di speciali autocarri rivestiti di piombo, e la stessa tecnologia è applicata negli impianti di smaltimento.

Art 45. Per la viabilità motociclistica, è vivamente sconsigliato l’uso del casco in molte aree campane, poiché i nostri operatori usano il casco soltanto per precisi scopi (controllo e neutralizzazione d’eventuali concorrenti o disturbatori della pax partenopea). Si consiglia, per evitare spiacevoli inconvenienti a scambi di persona, d’informarsi in loco sulle aree dov’è prescritto il non uso del casco. I nostri operatori sono a vostra disposizione, ovunque.

Art 46. Nel comune transito pedonale, attenetevi alle normali procedure. Non portate con voi valigette appariscenti, non inforcate occhiali scuri, tenete la giacca slacciata affinché i nostri operatori, possano controllare se portate armi. Per le signore è preferibile un abbigliamento dimesso, affinché non siano scambiate con altre nostre operatrici. Non lasciate che i vostri bambini giochino con attrezzature per lavavetri.

Art 47 (morto che parla). Raccomandatevi a San Gennaro.

La Camorra S.p .A. vi augura un felice soggiorno!

Carlo Bertani [email protected] www.carlobertani.it http://carlobertani.blogspot.com/
20.10.07

Non sarebbe meglio, qualora fossero stati un po’ troppo distratti dalla nascita del PD, farglielo sapere?
Basta fare File, Invia, Pagina per posta elettronica e copiare il link sottostante. Così, lo comunicheremo ai comunicatori che ci vogliono scippare anche della parola.
[email protected]



VEDI ANCHE: IL GOVERNO PRODI ALL'ATTACCO DELLA LIBERTA' DI INTERNET ?

Commenti (4)

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    1. peppino78 21 ottobre 2007

      Le ho esperesso numerose volte in passato, anche con mail private, un sentito ringraziamento per le cose dette e scritte. I suoi articoli sono alcuni dei migliori che a tutt'oggi si possano trovare in rete su siti di informazione. Proprio per questo ho voluto contestare non il senso dell'articolo ma i fatti concretamente alencati in quegli "articoli" del fantomatico CDC. Come se la camorra non avesse nulla a che fare con i vari governi che si sono succeduti in 60 di "Repubblica". Questo non per continuare a fare del campanilismo (al quale non ci vedo nulla di male) ma solo per evidenziare una semplice cosa: la CAMORRA a napoli si sente e come ma non per gli episodi che lei ha evidenziato. Si sente per la "monnezza che mi costringe a tenere il balcone di casa chiuso con 30 gradi di temperatura nel mese di luglio; si sente per la droga che si vende come se si fosse ad un centro commeciale, con file di auto che al venerdì e al sabato raggiungono anche quote di centinaia dalla mattina a notte inoltrata; si sente per le continue lamentele di poliziotti e carabinieri miei conoscenti che non hanno mezzi, attrezzature e stipendi adeguati per combattere la malavita e che se poi una volta tanto ne baccano uno se lo ritrovano il giorno dopo a scorrazzare beato in via Caracciolo. Ma noi qua ci sbattiamo dalla mattina alla sera a lavorare sodo per arrivare al 20 di ogni mese senza un euro e parlo della stragrande maggioranza dei napoletani che indossano il casco, rispettano i semafori e non hanno voglia di sentirsi in colpa anche della camorra solo per il luogo di nascita o di residenza. E' vero, l'ufficio per le telecomunicazioni si trova al centro direzionale di Napoli, embè? Mica ce lo hanno messo li perche lo ha voluto la camorra? Mica per questo bisogna accostare la camorra alla legge-levi?
      Una ultima cosa che voglio precisare, a Napoli non si sta peggio che in altre grandi metropoli europee o comunque italiane.
      Vada a chedere cosa succede alla gente della periferia di Torino, Milano, Roma e ci metterei anche Palermo ma non per questo quando succede che un governo scrive una legge truffa che per caso riguarda uffici di queste citta si menzionano, GRATUITAMENTE, fatti incresciosi e di inciviltà vissuti in quelle stesse. Giorgio Bocca ha trovato in passato con un suo libro terra fertile per incolpare noi brava gente dei mali di Napoli per il troppo non far nulla e per il troppo lamentarsi sempre, non faccia anche lei in futuro lo stesso suo errore, cerchi semplicemte di inquadrare i mali della mia città in articoli mirati nei quali, ne sono certo, saprà dire lecose sensate e corrette che la hanno sempre contraddistinta fino ad ora. A questi futuri articoli sarò lieto di risponderle con un sentito grazie!

      Sauti

      Giuseppe

    1. alcenero 21 ottobre 2007

      Caro sig. Peppino: prima di scrivere, si prenda un bel respiro e rifletta. Il nesso fra il decreto di Prodi e Napoli c’è, solo che lei non lo ha capito, come invece hanno compreso altri che mi hanno scritto. Se una classe politica (Prodi, Berlusconi, ecc) non riesce a governare una città, come può pensare di controllare il Web? Il giorno dopo, ci sarebbe la fuga generale sui domini esteri.

      In seconda battuta, guardi che io non parlo di Napoli per ciò che leggo sui libri: io, a Napoli non ci sono “passato”, io ci ho lavorato.


      Questo, da prima del terremoto, ossia prima che la valanga di miliardi piovuti da Avellino per la ricostruzione (capisci a me…) facessero fare il “salto di qualità” alla camorra.

      Quando racconto certe cose, le dico perché le ho viste con i miei occhi o me le hanno raccontate amici partenopei che tutto sono meno che dei visionari. Ho visto personalmente tornare a casa la sera – a Casoria – il figlio di un amico e la fidanzata, bianchi come cenci. Erano stati “fermati” da un gruppo di affiliati perché credevano d’aver riconosciuto la figlia di un boss nell’auto. Avevano spalancato la portiera e s’era trovato improvvisamente due pistole puntate addosso. So che la camorra si nutre di ben altri utili (edilizia, monnezza, droga, ecc) ma le posso raccontare anche quanto e come si paga il riscatto di un’autovettura rubata. Ne avrei da raccontare a iosa di queste cose: non per “sentito dire”. Viste.

      Molte città europee stanno degradando: di alcune sono riuscito ad avvertire il “polso”: Glasgow, Liverpool, anche Barcellona.

      Napoli ha un suo modo di degradare che è un parallelo rattrappirsi e smarrire il sentiero che scende nell’antro, dimenticando comportamenti e valori che in pochi decenni sono considerati “normali”, mentre – anche a Napoli – non lo erano affatto.

      Spero che il suo sia stato solo un momento di rabbia, di “campanile ferito”, perché – se così non fosse – lei potrebbe essere solo cieco, e vivere da anni in una soffitta. Buia.

      Saluti

      Carlo Bertani

    1. peppino78 20 ottobre 2007

      Ma dico io.....il sig. Bertani ci ha sempre illuminato con i suoi articoli ben organnizzati e ben strutturati ma questa volta devo dire che ha scritto un articolo coi piedi, e dico poco.
      A parte il fatto che sono napoletano e gli articoli legati alla camorra in fondo al pezzo di Bertani mi fanno letteralmente cagare per il loro qualunquismo e la loro retorica, noterete che con la legge bavaglio della allegra compagnia Prodi, che di per se fa cagare da sola, non centra una emerita minkia.

      Caro Prof. Bertani non si abbassi anche lei a inutili "insulti" visto che:

      "Art 44. Se, assolutamente, vi dovete recare nelle aree sopraccitate in auto, procuratevi un’autovettura di scarso valore commerciale......"
      Dovreste sapere che se ne rubano piu a roma che a Napoli e la camorra, quella vera, quella dei casalesi o del'alleanza, se ne fotte dei furti di auto, pensi un po caro Professore...

      "Art 45. Per la viabilità motociclistica, è vivamente sconsigliato l’uso del casco in....."
      Dovreste sapere che anche qui la "camorra" non centra una mazza....

      "Art 46. Nel comune transito pedonale, attenetevi alle normali procedure. Non portate con voi valigette appariscenti, non inforcate....."
      inutile ripetrmi, vedi articolo 44......

      "Art 47 (morto che parla). Raccomandatevi a San Gennaro.
      La Camorra S.p .A. vi augura un felice soggiorno!"
      Qui poi siamo al party dei qualunquisti.

      Si legga il libro di Saviano e mediti sulle coionate che, aimè, ha scritto oggi solo per il fatto che la banda Prodi le sta per limitare il diritto di parola e di stampa. La camorra se ne fotte dei caschi in testa alla gente o di tossici che si fottono la mia o la tua auto. Quelli i miliardi di euro li fanno con altri mezzi, si fidi lo so per esperienza, a volte "il sistema" contrasta adirittura questi episodi perche attirano attenzione negativa....
      Aiaiaiaiaiai Bertani si è abbassato ai livelli del patron dell'Inter Moratti che ha giustificato e stigmato gli striscioni di san siro in cui si individuava come unica fogna d'italia Napoli mentre il liquame quello pestifero è in altri posti.

    1. pierrot 20 ottobre 2007

      interessante la questione del sistema di controllo della pedofilia che può essere impiegato per il controllo di qualunque sito pure in paesi stranieri.

      analisi di Spataro:

      http://s1.video.blip.tv/1010000918043/Iusondemand-ChiusuraDeiBlogItalianiERiformaEditoriaUnaGiornataStrao635.mp3

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