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IL DECRETO BULGARO DI PRODI

DI CARLO BERTANI

“E
lo Stato s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità.”

Fabrizio
de André – Don Raffaé – Le Nuvole – 1990

Da
tre a qualche milione. Ricordate il decreto “bulgaro” di Berlusconi?
Quello che tappò la bocca a Biagi (Enzo), Luttazzi e Santoro? Bene,
siamo passati dal chiudere la bocca a tre giornalisti scomodi a tapparla
all’intero Web italiano. Ci sarebbe da ridere, se non ci si dovesse
incazzare.
Mentre andava in scena la “democratica” ratatouille del Partito
Democratico, solo due giorni prima –
zitti zitti, il 12 ottobre del 2007 – il Consiglio dei Ministri ha
approvato un disegno di legge (ricevuto come “legge delega”, lo
stesso strumento tanto “combattuto” quando era Berlusconi a
servirsene).

La
data della “delega”? Il 3 agosto del 2007: oh, oggi ci riempiono di
chiacchiere, ci varano i partiti democratici, ci parlano di un
Finanziaria che sarà blindata come un bunker. Perché? Poiché dal 23
Luglio (Welfare) ad Agosto inoltrato hanno legiferato su tutto quello
che interessava loro. Il resto? Cavoli degli italiani! Per fortuna (o
per loro sfiga), ci sono persone che scrivono anche d’estate: sarà
perché – per sorreggere la (loro) ricchezza economica – tanti non
sanno più cosa sono le vacanze?
Dovremmo tutti ringraziare l’avvocato Valentino
Spataro, che
scrive per Civile.it, ed ha scoperto l’inganno.
Con il decreto bulgaro – udite, udite – potranno
chiudere qualsiasi sito o blog sul Web, quando e come vorranno. Perché?

Poiché
all’articolo 2, comma 1,
definiscono il prodotto editoriale:
“Per prodotto editoriale si intende
qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di
formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla
pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e
il mezzo con il quale esso viene diffuso”

Tutti
controllati? No, perché se siete qui per vendere o per comprare –
siore e siori – non ce ne frega un accidente. Basta che non ci
rompiate i maroni.
Difatti, al comma 2:

“Non costituiscono prodotti editoriali
quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno
sia presso il pubblico.”

E
che c’entro io, che scrivo sul mio blog su Internet? Io non faccio
attività editoriale, nessuno mi paga…sono garantito dalla
Costituzione che, all’art 21, garantisce la libertà di stampa…
Vendi qualcosa? No, e allora beccati il successivo articolo 5:
“Per attività editoriale si intende
ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti
editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio
dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non
imprenditoriale per finalità non lucrative”.

No,
un momento: non si afferma che sono io, proprio io, che scrivo su
Internet! No? Beccati l’articolo 7

(Attività editoriale su internet)

“1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei
soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai
fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai
reati a mezzo stampa.

2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici
si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la
pubblicazione delle informazioni.”

Sei
proprio sicuro di non essere un soggetto pubblico? Mi sa che Grillo ci
rientri, così come i tanti siti della controinformazione italiana. A
rigor di logica, potrebbe entrarci qualsiasi blog.
Beh…ma non c’è una via d’uscita? Un modo per scapolarla senza
doverci iscrivere in massa ai domini .ru, .tk, ecc, ossia a quei domini
che (questione spinosa…) non dovrebbero ricadere nella giurisdizione
italiana?

Ma
certo che c’è! Prima fai un bel Saluto al Romano e poi leggi
l’articolo 6 comma1:
“Ai fini della tutela della trasparenza,
della concorrenza e del pluralismo nel settore editoriale, tutti i
soggetti che esercitano l’attività editoriale sono tenuti
all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione, di cui
all’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5, della legge 31 luglio
1997 n. 249. Sono esclusi dall’obbligo della registrazione i soggetti
che operano come punti finali di vendita dei prodotti editoriali.”

Eh
va bene, cosa volete che sia, sarà una delle solite carte
bollate…un’iscrizione e via…
Il Registro degli Operatori di Comunicazione ha sede a Napoli, e fa
parte dell’Autorità per le garanzie sulle Telecomunicazioni.
Gentilmente, hanno esposto nel loro sito il “quadro” degli
adempimenti da espletare per ottemperare a questa “formalità”. Io,
che non dimentico mai la gentilezza, ho pensato di fare cosa gradita nel
proporvelo:

Gruppo
Modelli anagrafici per l’iscrizione al ROC

Oggetto

Mod.
Reg.

Soggetti

Domanda
di iscrizione

1

TUTTI

Dati
anagrafici

2

TUTTI

Oggetto
sociale

3


Società di capitali
– Cooperative
– Società di persone
– Associazioni
– Fondazioni

Organi
amministrativi e rappresentanza legale

4


Società di capitali
– Cooperative
– Società di persone
– Fondazioni
– Associazioni
– Enti pubblici

Assetto
proprietà

5/1


S.p.A.
– S.a.p.A.
– Coop. con azioni

Assetto
proprietà

5/2


S.r.l.
– Coop. con quote

Assetto
proprietà

5/3


S.a.s.
– S.n.c. (persone)

Intestazioni
fiduciarie

5/4


S.p.A.
– S.a.p.A.
– Coop con azioni
– S.r.l.
– Coop. con quote

Emittenti
gestite

6/1

I
soggetti di cui all’art. 2, comma 1, lett. a) delibera n.
236/01/CONS (TUTTI)

Testate
giornalistiche delle emittenti

6/2

I
soggetti di cui all’art. 2, comma 1, lett. a) delibera n.
236/01/CONS (TUTTI)

Testate/Emittenti
servite

7/1

I
soggetti di cui all’art. 2, comma 1, lett. b) delibera n.
236/01/CONS (TUTTI)

Rapporti
di concessione

7/2

I
soggetti di cui all’art. 2, comma 1, lett. b) delibera n.
236/01/CONS (TUTTI)

Contratti
con imprese radiotelevisive

8
ed autocertificazione antimafia

I
soggetti di cui all’art. 2, comma 1, lett. c) delibera n.
236/01/CONS (TUTTI)

Testate
edite

9
ed autocertificazione antimafia

I
soggetti di cui all’art. 2, comma 1, lett. d) delibera n.
236/01/CONS (TUTTI)

Agenzie
di stampa

10/1
ed autocertificazione antimafia

I
soggetti di cui all’art. 2, comma 1, lett. e) delibera n.
236/01/CONS (TUTTI)

Collegamenti
dell’agenzia di stampa

10/2

I
soggetti di cui all’art. 2, comma 1, lett. e) delibera n.
236/01/CONS (TUTTI)

Servizi
telematici e di telecomunicazioni

11

I
soggetti di cui all’art. 2, comma 1, lett. g) delibera n.
236/01/CONS (TUTTI)

Controllante
(dichiaraz.)

12

Controllante
(se sussiste)

Accordi
parasociali

13

Quelli
nei quali esistono accordi per l’esercizio concertato del voto o
la gestione dell’impresa

Trasferimento
di azioni o quote (Cedente e cessionario)

14/1

Cessionario

Sottoscrizione
di azioni o quote

14/2

Sottoscrittore

Se
avete ancora qualche dubbio, potrete fare un “salto” a Napoli e
chiedere di persona chiarimenti. Questo è l’indirizzo:

Registro
degli Operatori di comunicazione

Centro Direzionale Isola B5 – Torre Francesco

80143 NAPOLI

Se opterete per chiarimenti “diretti” in
sede, farete meglio ad ottemperare prima al Decreto n° 999/99/quater,
emanato dal CSC (Consiglio Superiore di Camorra) per la circolazione
nelle aree campane. Il decreto fa parte di un più ampio piano, teso ad
informare il cittadino sull’attività della Camorra. L’incipit del
documento è: “
La Camorra
vive, e lavora insieme a te”.

Per ora, il documento è reperibile solo in formato .piz (pizzino), ma
presto sarà pubblicato nei comuni formati HTML e PDF, nel sito di
prossima apertura www.viabilitàdicamorra.na. Ve ne forniamo uno
stralcio:

…omissis…

Art
44. Se, assolutamente, vi dovete recare nelle aree sopraccitate in auto,
procuratevi un’autovettura di scarso valore commerciale, giacché i
nostri operatori “ritirano” spesso quelle di maggior valore e
d’ampia diffusione, per avviarle al settore dei ricambi. Non servono
antifurto satellitari: i nostri operatori si servono per i prelievi di
speciali autocarri rivestiti di piombo, e la stessa tecnologia è
applicata negli impianti di smaltimento.

Art
45. Per la viabilità motociclistica, è vivamente sconsigliato l’uso
del casco in molte aree campane, poiché i nostri operatori usano il
casco soltanto per precisi scopi (controllo e neutralizzazione
d’eventuali concorrenti o disturbatori della pax partenopea). Si
consiglia, per evitare spiacevoli inconvenienti a scambi di persona,
d’informarsi in loco sulle aree dov’è prescritto il non uso del
casco. I nostri operatori sono a vostra disposizione, ovunque.

Art
46. Nel comune transito pedonale, attenetevi alle normali procedure. Non
portate con voi valigette appariscenti, non inforcate occhiali scuri,
tenete la giacca slacciata affinché i nostri operatori, possano
controllare se portate armi. Per le signore è preferibile un
abbigliamento dimesso, affinché non siano scambiate con altre nostre
operatrici. Non lasciate che i vostri bambini giochino con attrezzature
per lavavetri.

Art
47 (morto che parla). Raccomandatevi a San Gennaro.

La Camorra S.p
.A. vi augura un felice
soggiorno!

Carlo Bertani [email protected]
www.carlobertani.it
http://carlobertani.blogspot.com/
20.10.07

Non sarebbe meglio, qualora fossero stati un
po’ troppo distratti dalla nascita del PD, farglielo sapere?

Basta fare File, Invia, Pagina per
posta elettronica
e copiare il link sottostante. Così, lo
comunicheremo ai comunicatori che ci vogliono scippare anche della
parola.

[email protected]

VEDI ANCHE: IL GOVERNO PRODI ALL’ATTACCO DELLA LIBERTA’ DI INTERNET ?

Pubblicato da Davide

  • pierrot

    interessante la questione del sistema di controllo della pedofilia che può essere impiegato per il controllo di qualunque sito pure in paesi stranieri.

    analisi di Spataro:

    http://s1.video.blip.tv/1010000918043/Iusondemand-ChiusuraDeiBlogItalianiERiformaEditoriaUnaGiornataStrao635.mp3

  • peppino78

    Ma dico io…..il sig. Bertani ci ha sempre illuminato con i suoi articoli ben organnizzati e ben strutturati ma questa volta devo dire che ha scritto un articolo coi piedi, e dico poco.
    A parte il fatto che sono napoletano e gli articoli legati alla camorra in fondo al pezzo di Bertani mi fanno letteralmente cagare per il loro qualunquismo e la loro retorica, noterete che con la legge bavaglio della allegra compagnia Prodi, che di per se fa cagare da sola, non centra una emerita minkia.

    Caro Prof. Bertani non si abbassi anche lei a inutili “insulti” visto che:

    “Art 44. Se, assolutamente, vi dovete recare nelle aree sopraccitate in auto, procuratevi un’autovettura di scarso valore commerciale……”
    Dovreste sapere che se ne rubano piu a roma che a Napoli e la camorra, quella vera, quella dei casalesi o del’alleanza, se ne fotte dei furti di auto, pensi un po caro Professore…

    “Art 45. Per la viabilità motociclistica, è vivamente sconsigliato l’uso del casco in…..”
    Dovreste sapere che anche qui la “camorra” non centra una mazza….

    “Art 46. Nel comune transito pedonale, attenetevi alle normali procedure. Non portate con voi valigette appariscenti, non inforcate…..”
    inutile ripetrmi, vedi articolo 44……

    “Art 47 (morto che parla). Raccomandatevi a San Gennaro.
    La Camorra S.p .A. vi augura un felice soggiorno!”
    Qui poi siamo al party dei qualunquisti.

    Si legga il libro di Saviano e mediti sulle coionate che, aimè, ha scritto oggi solo per il fatto che la banda Prodi le sta per limitare il diritto di parola e di stampa. La camorra se ne fotte dei caschi in testa alla gente o di tossici che si fottono la mia o la tua auto. Quelli i miliardi di euro li fanno con altri mezzi, si fidi lo so per esperienza, a volte “il sistema” contrasta adirittura questi episodi perche attirano attenzione negativa….
    Aiaiaiaiaiai Bertani si è abbassato ai livelli del patron dell’Inter Moratti che ha giustificato e stigmato gli striscioni di san siro in cui si individuava come unica fogna d’italia Napoli mentre il liquame quello pestifero è in altri posti.

  • alcenero

    Caro sig. Peppino: prima di scrivere, si prenda un bel respiro e rifletta. Il nesso fra il decreto di Prodi e Napoli c’è, solo che lei non lo ha capito, come invece hanno compreso altri che mi hanno scritto. Se una classe politica (Prodi, Berlusconi, ecc) non riesce a governare una città, come può pensare di controllare il Web? Il giorno dopo, ci sarebbe la fuga generale sui domini esteri.

    In seconda battuta, guardi che io non parlo di Napoli per ciò che leggo sui libri: io, a Napoli non ci sono “passato”, io ci ho lavorato.

    Questo, da prima del terremoto, ossia prima che la valanga di miliardi piovuti da Avellino per la ricostruzione (capisci a me…) facessero fare il “salto di qualità” alla camorra.

    Quando racconto certe cose, le dico perché le ho viste con i miei occhi o me le hanno raccontate amici partenopei che tutto sono meno che dei visionari. Ho visto personalmente tornare a casa la sera – a Casoria – il figlio di un amico e la fidanzata, bianchi come cenci. Erano stati “fermati” da un gruppo di affiliati perché credevano d’aver riconosciuto la figlia di un boss nell’auto. Avevano spalancato la portiera e s’era trovato improvvisamente due pistole puntate addosso. So che la camorra si nutre di ben altri utili (edilizia, monnezza, droga, ecc) ma le posso raccontare anche quanto e come si paga il riscatto di un’autovettura rubata. Ne avrei da raccontare a iosa di queste cose: non per “sentito dire”. Viste.

    Molte città europee stanno degradando: di alcune sono riuscito ad avvertire il “polso”: Glasgow, Liverpool, anche Barcellona.

    Napoli ha un suo modo di degradare che è un parallelo rattrappirsi e smarrire il sentiero che scende nell’antro, dimenticando comportamenti e valori che in pochi decenni sono considerati “normali”, mentre – anche a Napoli – non lo erano affatto.

    Spero che il suo sia stato solo un momento di rabbia, di “campanile ferito”, perché – se così non fosse – lei potrebbe essere solo cieco, e vivere da anni in una soffitta. Buia.

    Saluti

    Carlo Bertani

  • peppino78

    Le ho esperesso numerose volte in passato, anche con mail private, un sentito ringraziamento per le cose dette e scritte. I suoi articoli sono alcuni dei migliori che a tutt’oggi si possano trovare in rete su siti di informazione. Proprio per questo ho voluto contestare non il senso dell’articolo ma i fatti concretamente alencati in quegli “articoli” del fantomatico CDC. Come se la camorra non avesse nulla a che fare con i vari governi che si sono succeduti in 60 di “Repubblica”. Questo non per continuare a fare del campanilismo (al quale non ci vedo nulla di male) ma solo per evidenziare una semplice cosa: la CAMORRA a napoli si sente e come ma non per gli episodi che lei ha evidenziato. Si sente per la “monnezza che mi costringe a tenere il balcone di casa chiuso con 30 gradi di temperatura nel mese di luglio; si sente per la droga che si vende come se si fosse ad un centro commeciale, con file di auto che al venerdì e al sabato raggiungono anche quote di centinaia dalla mattina a notte inoltrata; si sente per le continue lamentele di poliziotti e carabinieri miei conoscenti che non hanno mezzi, attrezzature e stipendi adeguati per combattere la malavita e che se poi una volta tanto ne baccano uno se lo ritrovano il giorno dopo a scorrazzare beato in via Caracciolo. Ma noi qua ci sbattiamo dalla mattina alla sera a lavorare sodo per arrivare al 20 di ogni mese senza un euro e parlo della stragrande maggioranza dei napoletani che indossano il casco, rispettano i semafori e non hanno voglia di sentirsi in colpa anche della camorra solo per il luogo di nascita o di residenza. E’ vero, l’ufficio per le telecomunicazioni si trova al centro direzionale di Napoli, embè? Mica ce lo hanno messo li perche lo ha voluto la camorra? Mica per questo bisogna accostare la camorra alla legge-levi?
    Una ultima cosa che voglio precisare, a Napoli non si sta peggio che in altre grandi metropoli europee o comunque italiane.
    Vada a chedere cosa succede alla gente della periferia di Torino, Milano, Roma e ci metterei anche Palermo ma non per questo quando succede che un governo scrive una legge truffa che per caso riguarda uffici di queste citta si menzionano, GRATUITAMENTE, fatti incresciosi e di inciviltà vissuti in quelle stesse. Giorgio Bocca ha trovato in passato con un suo libro terra fertile per incolpare noi brava gente dei mali di Napoli per il troppo non far nulla e per il troppo lamentarsi sempre, non faccia anche lei in futuro lo stesso suo errore, cerchi semplicemte di inquadrare i mali della mia città in articoli mirati nei quali, ne sono certo, saprà dire lecose sensate e corrette che la hanno sempre contraddistinta fino ad ora. A questi futuri articoli sarò lieto di risponderle con un sentito grazie!

    Sauti

    Giuseppe