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IL COMMA 29, L’AMMAZZA-BLOG

DI ALESSIO MANNINO
alessiomannino.blogspot.com

Infilata subdolamente nel ddl sulle intercettazioni, ecco rispuntare la norma ammazza-blog: il comma 29. Cosa prevede? In base all’obsoleta legge sulla stampa del 1948, impone a chiunque abbia un sito d’informazione l’obbligo di rettifica entro 48 ore, senza commento, pena una sanzione che può arrivare a 12.500 euro. E cosa c’è di liberticida in questo?, chiederete voi. C’è che, escluse le testate giornalistiche e le vetrine di personaggi con staff apposito, ad un comune blogger può accadere quel che ricorda il bravo Claudio Messora sul suo Byoblu: «può capitare di essere assente per qualche giorno da casa, di avere il computer rotto, di avere la connessione alla rete disattivata, di essere in vacanza, e poiché non ha una redazione, una qualsiasi richiesta di rettifica pervenuta nel momento sbagliato significa una condanna a vendere la macchina o a ipotecare la casa». Chi, se non ha i mezzi, potrà permettersi il lusso di esternare ciò che pensa col rischio di dover pagare una multa salata seduta stante?

Per punire diffamatori, calunniatori e falsificatori esistono già un codice, delle leggi e lo strumento della querela. In casi estremi la magistratura già oggi può arrivare al sequestro di un blog per impedire che il reato di lesione della reputazione altrui possa ripetersi. Insomma, con il mezzuccio di equiparare ogni piattaforma su Internet ai giornali, che hanno strutture e risorse finanziarie, si ottiene una cosa sola: tagliare le gambe alla libera circolazione delle idee e delle notizie.

Un altro colpo di piccone al residuo, presunto liberalismo di questa nostra democrazia, o sedicente tale.

Alessio Mannino
Fonte: http://alessiomannino.blogspot.com
Link: http://alessiomannino.blogspot.com/2011/09/il-comma-29-lammazza-blog.html
28.09.2011

Pubblicato da Davide

  • Quantum

    Ma è valido anche per siti con hosting all’estero?

  • Truman

    Alla lettera, le leggi si applicano anche ai siti allocati all’estero, se gestiti da italiani.

    Potrebbero esserci seri problemi però, prima di tutto a sequestrare il server se la cancellazione non viene effettuata nel termine stabilito, e poi a dimostrare in tribunale che è stato compiuto un illecito. Un’immagine salvata o un download della pagina sono prove alquanto discutibili. Sarebbe diverso se chi denuncia avesse una copia dello hard disk del server, fornita da un’autorità, ma ancora una volta ciò è molto complesso per siti web esteri.

  • lupomartino

    Credo di sì, se hai la residenza in Italia. A loro non interessa l’oscuramento ma la tua rovina economica. Insomma se risiedi in Italia ti possono rovinare. Dovresti trasferirti all’estero , a meno che che non facciano rogatoria civile è difficile che ti raggiungano. In casi estremi, se gli rompi troppo i coglioni, con un ottimo civilista, anche all’estero potresti avere sorprese (dipende dai paesi) . Ma tornando in Italia , se quelli hanno la memoria lunga, ti rintracciano.
    Sanno bene che è difficile oscurare del tutto la rete (lo si fa solo in caso di grave emergenza, oscurando i “sentieri” on line che conducono i bit in Italia, detto molto, molto semplice e pedestremente) . Molto meglio il nostro diritto civile, che come sai è il migliore e più apprezzato al mondo….

  • Giancarlo54

    Ma questa legge è costituzionale? Siamo sicuri?

  • sheridan

    Benedetti ragazzi, scommetto che adesso arriva qualcuno particolarmente rincitrullito a scrivere che e’ tutta colpa di Goldman Sachs se vi chiudono internet. Qualcun altro dira’ invece che sono gli illiminati che tramano, altri invece che sono le elites e il bidergerg. Insomma solite fesserie spaziali. Il nemico e’ ben visibile cari figliuoli solo che e’ un nemico talmente furbo (nel senso napoletano del termine) che vi ha completamente depistati facendovi abbaiare contro banche e banchieri vale a dire abbaiare alla luna mentre loro gozzovigliano indisturbati alla faccia di quelli che ragliano in modo fragoroso: “vogliamo la moneta sovrana!”

  • Onilut

    Scrivi quel che ti pare. Se ti arriva l’obbligo di rettifica e tu non intendi farlo, non farlo. Quando ti arriva la multa tu non la pagare. E’ un atto di protesta molto più concreto rispetto a scrivere qualcosa di scomodo su un blog.

  • Giancarlo54

    Come al solito non hai capito una mazza. Non chiudono internet, ti fanno solamente passare la voglia di scrivere cose scomode. Ma che te lo dico a fare? A tenente dei miei stivali, ma altro meglio da fare non hai?

  • tortnoise

    Ma c`e` veramente in giro gente cosi` scema da usare i propri veri dati anagrafici quando decide di scrivere un blog????

  • dana74

    infatti l’unico citrullo che tira in ballo argomentazioni reali a sproposito (che capisco tu non afferri) sei tu

    E chi sarebbe l’unico nemico dell’umanità? Devo leggere Repubblica per scoprirlo?

  • dirigolo

    La legge ammazza blog già esiste ed è quella per diffamazione.
    Una denuncia per diffamazione è sufficente a far oscurare un blog anche se la presenza di un illecito è ancora tutta da dimostrare.Ovviamnete dipende da chi è che sporge la denuncia!Dal suo peso…e da chi la riceve e da quante denunce è disposto a far fronte prima di abbandonare .
    Negli stati uniti ,dove la libertà di espressione è sancita dal pimo emendamento ed i cittadini sono pronti ad impugnare le armi se tale diritto venisse leso in qualunque sua forma,quest’anno su una popolazione internet di circa 400 milioni di utenti non è stato chiuso neanche un sito od un blog.In Italia con le scuse piu varie sono migliaia i siti che vengono oscurati ogni anno.