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IL COLLASSO PROSSIMO VENTURO DELL’UNITA’ D’ITALIA E DELLA DEMOCRAZIA ITALIANA


DI GIULIETTO CHIESA
megachipdue.info

Eugenio Scalfari dice che il collasso definitivo della democrazia repubblicana e costituzionale e della stessa unità del paese potrebbe prodursi per tre fattori convergenti: l’arrendevolezza del presidente della Repubblica, l’irrilevanza della sinistra, e l’indifferenza dell’opinione pubblica democratica. Poi si corregge e salva Napolitano.

Io non lo salverei, ma è quello che, ormai, conta meno. E su cui, comunque, contare non è opportuno.

E aggiungerei, dalla parte che arreca l’offesa, il micidiale patto tra Berlusconi e la Lega, l’uno che guarda le spalle all’altro. E che vogliono andare fino in fondo.

E la insulsa e miope realpolitik neocentrista di De Benedetti, che fotografa lo stato penoso della cosiddetta borghesia illuminata italiana Credo che si debba essere realistici all’estremo. Vincere questa partita mortale, con questo tipo di protagonisti, sarà oltremodo difficile.

Sono passati quattro anni dal referendum del 2006. Allora l’opinione pubblica democratica sconfisse la devolution anche senza e contro i partiti della sinistra (tutti).I

Io penso che quell’opinione ancora esista e regga. E sia la maggioranza del paese.

Cioè affermo che la narrazione berlusconiana dell’Italia è falsa.

Ma da allora il disfacimento e l’irrilevanza della sinistra si sono aggravati e approfonditi.

Si devono dunque individuare le forme della battaglia in queste condizioni. Che impongono due compiti che hanno tempi diversi. Uno è l’urgenza di costruire una trincea comune. Di costruirla a prescindere dalle diversità strategiche, tattiche e personali. Individuando nemici e amici.

Chi cede sul terreno delle cosiddette “riforme condivise” deve essere considerato l’avversario. Non per niente Berlusconi e Calderoli hanno applaudito Napolitano alla Scala.

Il PD si appresta a negoziare. Non tutto. Quelli che non negoziano sono amici. Gli altri stanno col nemico. Una parte dell’opinione pubblica democratica sta a guardare e non capisce. Bisogna aiutarla a capire.

Ciascuno faccia la sua parte, ma noi siamo fuori dal parlamento e possiamo solo muovere quelle parti dell’opinione pubblica che riusciamo a toccare.

Torno a chiedere, a tutte le componenti dell’intellettualità, del sindacato, del giornalismo e dello spettacolo, di riunirsi attorno a un tavolo per decidere se dotarsi, da subito, di uno strumento per parlare con l’opinione pubblica democratica e per mobilitarla.

“Rai per una notte” deve diventare un appuntamento per tutti i giorni. Anche fosse per un’ora al giorno.

Questo è l’unico passo politico realizzabile, possibile. Forse perfino decisivo. Non affrontarlo significa assumersi una responsabilità decisiva per le sorti dello scontro. Chiedo alla Federazione Nazionale della Stampa di chiamare a questa raccolta.

Altre convergenze non sono praticabili in questa fase. Ed è inutile, a mio avviso, proporre cartelli di vecchi partiti, fuori e dentro il parlamento. Non si formeranno e perderemo tempo.

La seconda cosa che occorre fare è renderci conto che la nostra irrilevanza complessiva deriva dalla incomprensione della crisi generale del mondo e dalla impossibilità di rimettere in moto lo sviluppo.

E’ un tempo più lungo, ma sarà tanto più lungo quanto più tardi cominceremo. Riguarda i contenuti di una alternativa di sistema. Alleanze politiche non saranno costruibili senza trovare dei contenuti comuni.

I contenuti comuni si trovano se si organizza una ricerca comune e non si definisce un preciso ordine del giorno per avviarla.

Ci sono due giornali indipendenti che coprono due aree decisive e attive dell’opinione pubblica democratica e possono, senza suscitare sospetti, farsi promotori di una raccolta di forze capaci di affrontare il primo e il secondo compito: sono «il manifesto» e «Il Fatto».

Propongo che se ne facciano carico.

Giulietto Chiesa
Fonte: www.megachipdue.info/
Link: http://www.megachipdue.info/component/content/article/42-in-evidenza/3598-il-collasso-prossimo-venturo-dellunita-ditalia-e-della-democrazia-italiana.html
27.04.2010

Pubblicato da Davide

  • glab

    ma perchè mai dovrebbe collassare?
    secondo me finchè l’unità d’Italia è funzionale alle convenienze che l’hanno generata e che sono correnti non collassa.
    può collassare solo se non serve più a chi ce l’ha in potere, (quelli che ne traggono vantaggio: economico, di potere o entrambi) ma penso che ci siano ancora molte convenienze in corso, se ne può discutere e cercare di individuarle.
    ripetendomi, secondo me l’unità d’Italia è sorta poichè c’erano delle convenienze a che sorgesse ( e qui ci sarebbe parecchio da dissertare) e continuerà ad esistere finchè reggeranno le “convenienze ad esistere”.
    se non ho cannato il ragionamento allora il motivo del “collassare” si riduce al motivo del conveniente esistere;
    forse è opportuno analizzare le convenienze in corso per visualizzare se esse sono ancora consistenti o si stanno esaurendo.

    .

  • Altrove

    “Ci sono due giornali indipendenti che coprono due aree decisive e attive dell’opinione pubblica democratica e possono, senza suscitare sospetti, farsi promotori di una raccolta di forze capaci di affrontare il primo e il secondo compito: sono «il manifesto» e «Il Fatto».” Tu credi che se ne possano fare carico davvero? E tutti i lettori che hanno deluso? Chi risponderà alla raccolta? Quei giornalisti che poi sono stati allontanati quando si trattava del “sodo” da raccontare? Quei sindacati smantellati al servizio delle imprese? Quegli intellettuali che sognano un mondo a loro immagine e somiglianza? Queste persone hanno mai parlato all’opinione pubblica? Scenderanno in strada con le persone? Insomma si sostituisce una mala-repubblica con una democrazia del moralismo e del giustizialismo? Grazie comunque Chiesa per lo spunto…

  • maumau1

    a qualcuno è sfuggito che con la devolution l ostato venderà ai comuni e regioni buona parte del demanio (fiumi,parchi,monumenti,palazzi)
    e costoro potranno darle in gestioni ai privati o venderli per risanare i conti
    ed in cambio lo stato gl imanderanno meno fondi i nquantità pari a quello che le regioni comuni e pronvice si sono venduti..

    questo farà si da una parte che i ldeficit annuale non salga e che i ldebito pubblico non salga ancora visto che siamo ad un passo dal tracollo
    e come avevo previsto ormai da mesi lo stato sta vendendo tutto quello che ha ,ha iniziato con l’acqua,per pagare i debiti con la banca centrale..
    e per no nfinire come la grecia..
    siamo di fatto falliti stiamo vendendo il patrimonio pubblico..ma nessuno vuole certificare ilfallimento…il portogallo è stato anche lui declassato ora tocca a Spagna e poi a noi..

    il fatto è ormai inevitavile si sta solo ritardando..
    infatti quando lo stato passerà le proprietà alle regioni che poi se le venderanno visto i debiti n derivati che hanno..con quelle proprietà non potrà più garantire il debito e i titoli di stato che quindi verranno deprezzati e cosi’ tutti i cittadini che posseggono bot btp cct vedranno ridotti i loro valori fino al declassamento del rating e quindi rischio di finire come la Grecia..

    la sorte è inevitabile stanno solo ritardandola invede di dichiarare il debito illegittimo ma farebbero la fine di Jorg Haider,preferiscono svendere lo stato!!

    ciao

  • maremosso

    Il Federalismo Fiscale non insidia l’unità d’Italia bensì, grazie ad un progetto di fiscalità più trasparente e semplificata, mette in pericolo il potere delle mafie economiche e non, di intercettare denaro pubblico e stanziamenti comunitari che confluiscono ora confusamente a senso unico nel calderone romano. Capisco che i boiardi di Stato se ne dolgano poichè i loro intrallazzi e privilegi, esercitati attraverso le società di fumosa intermediazione, di falsi servizi, di improbabili consulenze, di industria assistita subiranno un tracollo abbassando i costi ai cittadini, ma tutto ciò ad un intellettuale pulito come Giulietto Chiesa non dovrebbe importare. Se anche il legame Padano-Italico dovesse civilmente allentarsi con mutuo beneficio, come accaduto tra Cechia e Slovacchia, che male ci sarebbe ?

  • lucamartinelli

    l’appello di G. Chiesa significa anche che il suo tentativo di dar vita a una televisione di libera informazione, Pandora Tv, è fallito. siamo messi male. Chiesa non è uno stupido, dovrebbe sapere che la nostra è una finta democrazia. Infatti se la cosiddetta sinistra fosse onesta e vera avrebbe gia’ messo in piedi una Tv. Mi risulta che il gruppo editoriale “l’Espresso” possieda Rete A, che trasmette su scala nazionale. Quindi gia’ da anni poteva fare cio’ che Chiesa intendeva fare con Pandora Tv….a buon intenditore……

  • vic

    Da quel che dice Petacco nell’intervista sui tempi di Cavour, costui era originariamente propenso verso un’Italia federale. Poi mutate le circostanze si adeguo’ all’unita’, ma la sua era un’unita’ concepita in modo molto decentralizzato, insomma il contrario di quello che divenne poi l’Italia unita.

    Ripercorrendo la storia di quei tempi, forse conviene partire dalle rivoluzioni francese ed americana. Cosa significo’ il passaggio dei Francesi nell’Italia del nord. Anche allora la popolazione era molto confusa seppur sempre abbastanza disillusa: “Egalite’, fraternite’, lur van in carrozza e nüm nem a pe’ “. La Valtellina ad esempio aderi’ con entusiasmo alla Repubblica Cisalpina di Napoleone. Non ebbero lo stesso atteggiamento le valli italofone delle tre leghe retiche. Valli, e’ bene ricordarlo, in cui la riforma protestante aveva attecchito.

    Con la Repubblica Cisalpina si innesto’ un forte subbuglio anche nei baliaggi ticinesi che da 3 secoli sottostavano a vari cantoni svizzeri. A Lugano presero la palla al balzo. Le opinioni erano divise in tre.

    C’erano i “patriotti”. Che patriotti lo erano, ma a modo loro. Costoro credevano che valesse la pena aderire alla Repubblica Cisalpina (che oggi si chiamerebbe Semipadania, siccome un Napoleone non lo si vede, nemmeno cercandolo col lanternino).

    Poi c’era la maggioranza che avvedutamente, propose di liberarsi dal legame di sudditanza verso i cantoni, emancipando la regione in repubblica indipendente con pari diritti degli altri cantoni, affiancandosi ad essi. Nacque allora il motto dei luganesi: “Liberi e Svizzeri”.

    La terza corrente, diffusa soprattutto in certe pievi, propugnava la formazione di minuscole repubbliche a se stanti, fuori sia dal sistema dei cantoni sia dalla Cisalpina. Fu cosi’ che nacque l’effimera Repubblica di Riva San Vitale, ad esempio. Che duro’ la bellezza di 2 settimane, oibo’!

    Poi avvenne il patatrac. I patriotti Cisalpini attaccarono la citta’ di Lugano via lago con uno sbarco degno dei marines. Erano partiti dalla rinomata base navale di Campione, allora sotto la mano napoleonica o cisalpina che dir si voglia. Ci furono dei tafferugli in citta’, ci scappo’ qualche morto e ferito. Alla fine nacque il governo provvisorio del cantoni di Lugano e di Bellinzona. I tedescofoni balivi dovevano far buon viso a cattiva sorte. L’appoggio politico decisivo venne dal cantone di Basilea.

    Napoleone nel frattempo aveva capito che i popoli alpini sono molto complicati da governare. E’ tutto un minestrone di culture molto diverse, fortemente radicate nel territorio. Di imperatori questa gente non ne vuole sapere. Siccome era un personaggio di grande levatura politica e militare, cosa fece negli anni seguenti il Napoleone? Istitui’ il sistema provvisorio della Repubblica Elvetica che poi sfocio’ nel Patto di Mediazione, col quale, ergendosi ad arbitro fra i cantoni, offriva di fatto la liberta’ democratica al moderno canton Ticino, ma non solo a quello.

    Come ben si evince l’unita’ d’Italia non e’ mai esistita, anzi ci furono dei popoli che piuttosto che abbracciare il sud, preferirono allearsi con pari dignita’ al nord, di cui conoscevano per lo meno il funzionamento, privo di re, regine, papi o imperatori.

    Con la trovata liberta’ democratica fece subito un gran balzo l’istruzione. Anche il piu’ miserabile contadino ticinese era 100 volte piu’ istruito del contadino della penisola. Lo si evince in modo chiarissimo dalle lettere degli emigranti nelle Americhe. Emigravano anche loro per fame, ma sapevano leggere e scrivere in modo decente. A differenza dell’emigrante d’Italia che per lo piu’ era un assoluto analfabeta.

    Gli Italiani farebbero bene a studiarsi anche la storia dei vicini, della Francia, della Yugoslavia, dell’Austria postnazista e per finire della Confederazione Svizzera, che in quanto a democrazia non prende lezioni da nessuno, nemmeno da Obama.

    Se non l’avessimo capito, ci sono oggi forze che vogliono smembrare gli stati nazione. E’ avvenuto con la ex Yugoslavia. Cechi e Slovacchi si sono salutati. E’ di questi giorni la notizia che il governo belga e’ caduto sulla solita faccenda Valloni vs Fiamminghi.
    Il fatto che sia il Belgio a dover presiedere i prossimi 6 mesi dell’UE, forse dovrebbe far riflettere se l’UE e’ una costruzione voluta dal basso o imposta dall’alto per illuminazione, diciamo cosi’.

    Cio’ che tiene assieme una nazione e’ solitamente la buona amministrazione. Cio’ che la sfalda non e’ solo la cattiva amministrazione, ma anche i subbugli che scuotono il mondo. E tutti ci siamo dentro, volenti o no.

    Giulietto Chiesa non ti sei mai chiesto come mai il Sud Tirolo e’ la regione meglio governata d’Italia e dove la qualita’ della vita e’ fra le migliori della penisola? Un motivo dovra’ pur esserci. Forse conviene partire da li’, lasciando perdere fantomatiche destre e sinistre.

    A proposito, Mazzini, che era l’unico a credere in una Italia unita, s’era rifugiato nella Confederazione, come d’altronde il Cattaneo, convinto Italiano Federale. Le stamperie di Lugano, Capolago e Poschiavo giravano a pieno regime, sfornando scritti a quei tempi detti rivoluzionari.

    Non ti sei mai accorto che esiste un’altra radiotelevisione pubblica in lingua italiana (la chiamano RSI ultimamente), o Giulietto? Perche’ non fai nulla affinche’ le sue onde raggiungano almeno Pantelleria. Se la reciprocita’ non e’ un optional, ovviamente.

    Forse da li’ potresti mandare i tuoi proclami in modo piu’ indisturbato, come faceva il Carlo Cattaneo, senza successo, come spesso succede nella vita.

  • MATITA

    Ci hanno imbrogliato su tutto,nella fede,nella scienza,nella cultura,nella storia nella medicina……su tutto hanno creato false convinzioni e falsi miti.
    nell’epoca dellìabbondanza occidentale ci hanno fatto credere di tutto e di più.
    Mentre ci gonfiavano del nulla ci rubavano il fututo,il futuro dei nostri figli.
    ora provate a parlare con le persone,provate a vedere quanto sono ancora convinte che Berlusconi sia il messia,che Veronesi il plus ultra delle cure oncologiche e via di questo passo mille alti esempi e vi renderete conto di come la faklsa verita abbia atticchito in profondita.
    AL parlamento francese ex esponente dei servizi segreti ha avvertito di come la famosa ALQUAIDA sia stata debellata gia per certo nel 2002 e che il vero problema seccaso e l’arabia saudita….eppure quanti lo sanno,eppure a ogni telegiornale sempre e solo questa ALQUAEDA…..e tutti a crederci……………ci hanno rubato l’anima asserviti al dio denaro,pronti a creare milioni di poveri nel nome dell’unico dio in cui crediamo ….il dio denaro…….
    Provate a parlare con le persone e vi renderete conto di come il nulla è ormai nelle loro anime,di come si azzannerebbero le une con le altrer per una apparizione in tv o per un tacco all’ultima moda.

    è tutto sbagliato è tutto da rifare diceva il buon bartali

    Ma chi troveremo di tanto onesto e puro da svegliarci le anime prima che l’apocalisse si compia?
    IL MONDO DELLO SPETTACOLO,,,,,,quello alla Fazio alla gerry scotti,quello alla Costanzo?
    Quali giornalisti……quelli alla stella?
    Quali intellettuali?quelli alla eco?
    Quelli veri come Pasolini li fanno fuori..

    chi si informa veramente sono pochi ,veramente pochie anche tra loro trovo tante amene assurdità

  • redme

    ..teoricamente nessuno….a parte il fatto di consegnare il sud alla camorra con tutte le conseguenze che si possono facilmente immaginare…..

  • ventosa

    Mi spiace, ma il tempo della fiducia sulle buone intenzioni è finito.
    “Ci sono due giornali indipendenti che coprono due aree decisive e attive dell’opinione pubblica democratica e possono, senza suscitare sospetti, farsi promotori di una raccolta di forze capaci di affrontare il primo e il secondo compito: sono «il manifesto» e «Il Fatto». ” E’ pronta un’altra trappola. Francamente, un gruppo di giornalisti “indipendenti”, ma più o meno “pendenti” (per carità, anche in buona fede)per costituzione, si debbono presentare con una chiarezza di intenti ed una visione che sia chiara, non interpretabile(fanculo destra, sinistra ed affini!), che sia diretta al bene comune dell’individuo e della comunità.
    Vorrei finalmente sentire qualcuno che, in pubblica piazza, denunci le vere cause dell’ingovernabilità del nostro paese ovvero, in sintesi, migliaia di leggi promulgate per decenni, funzionali alle varie caste per fare i c…i loro e dei propri padroni, garantendosi ricchezza, l’impunità e/o la possibilità di fuga. Questo è il primo irrinunciabile passo e sarebbe già un grande atto di coraggio.
    Se si riuscisse a compattare una forza di tal genere, si potrebbe sperare di poter affrontare le reali cause di questa merda di indirizzo che ha intrapreso il genere umano, cause che qui su CdC sono state sviscerate e più o meno condivise centinaia di volte. E qui la cosa si fa veramente complicata… Altro che coraggio!!
    Non c’è altra via. A giocare con i dadi truccati, ci sarà sempre un vincitore predeterminato e, una volta sparito lui, un altro pronto a prenderne il posto.
    Saluti.

  • AlbertoConti

    “il micidiale patto tra Berlusconi e la Lega” è il sodalizio tra il gatto e la volpe, la coalizione dell’imbroglio. Il ruolo del giornalismo resistente è allora quello di far luce sull’imbroglio, far capire agli imbrogliati come, dove, quanto e perchè vengono imbrogliati, risalendo dalla base fin su, su fino ai vertici di questo auto-imbroglio collettivo, che non è più solo una questione di sostanza, ma diventa soprattutto una questione interpretativa della realtà, cioè una critica delle falsità dei modelli teorici che sostengono queste due forze sociali. Un compito arduo e sottile, proprio per l’inconsistenza di questi modelli teorici, allegramente “dimenticati” dagli stessi protagonisti che si giovano però continuamente dei loro cascami populistici. Il problema è poi quello dell’alternativa, di una non meno grave inconsistenza di modelli che possano essere organici alla realtà attuale e sufficientemente coerenti al loro interno per rappresentare un ancora credibile, una sorgente di rinnovata fiducia. Dal NO al SI il passo non è scontato, siamo ancora al giorno dopo della disfatta, all’incapacità di unificare le mille risposte particolari che spontaneamente costituiscono altrettante micro-aggregazioni propositive.
    A tanto rischio corrisponde tanto sbandamento, che si somma a quello mondiale, sistemico dell’intero pianeta, in un ginepraio di problematiche che dal locale si perde fino all’orizzonte. Ma come giustamente sottolinea Giulietto è proprio questo contesto il brodo di coltura della vera Alternativa, che non avrebbe alcun senso senza la dimensione globale a guidarne la sintesi. Da questo punto di vista l’unità d’Italia è una piccola bega di cortile che esprime lo stesso malessere dell’umanità intera, accomunata dalla necessità salvifica di anteporre il bene comune ai soliti, vecchi, grotteschi rapporti di forze tra clan.

  • Altrove

    Caro amico, fai un bel respiro, trattienilo per un po’ e poi espira. Una spiaggia è fatta di granelli di sabbia. Prendi la tua paletta e comincia a gettare palettate in mare, una dietro l’altra, con calma, pazienza e perseveranza… I nostri predecessori hanno fatto molto di più con molto meno; vogliamo fargli vedere che noi non valiamo niente? Naaah, rimboccarsi le maniche e a spalare. All’inizio si è sempre in pochi, poi arrivano anche gli altri (quando è diventato di moda). Su, a disperarsi non è mai cambiato niente… Saluti…

  • Ricky

    Stimo Giulietto Chiesa, ma credo che la sua chiamata all’azione é diretta a soggetti che non sono assolutamente in grado di raccoglierla.

    Prima cita le “componenti dell’intellettualitá, del sindacato, del giornalismo…”
    Quali intellettuali, caro Chiesa? A parte pochissimi che hanno o un’etá molto avanzata o pochissima visibilitá, vede lei oggi qualcuno, che abbia il coraggio di dire: “Io so” (come Pasolini) e prendere posizioni scomode e dure? Io vedo solo silenzio.
    Quali sindacati? Quelli corporativi che in 35 anni hanno svenduto i diritti dei lavoratori?
    Quali giornalisti? Quelli che riproducono una gestione del potere e dell’informazione uguale a quella che dicono di combattere?
    Lei sta chiamando a risolvere il problema gli stessi che lo hanno generato: faccio davvero fatica a capire come si possa chiamare a raccolta un sistema di potere chiuso e settario come la FNSI.
    Poi, é proprio sicuro che trasmissioni come ‘Rai per una notte’ siano utili? Io non vedo nel modo piú assoluto, da parte di Santoro, Travaglio e c., il desiderio di migliorare il Paese attraverso un ‘metodo’ comunicativo e una informazione diversa, quanto un desiderio di visibilitá e di occupare il potere nei media a scapito di chi lo occupa ora.
    Possibile che non si capisca che, in tema di comunicazione, replicano il berlusconismo?
    Certo, non per tutti é cosí: avendolo conosciuto, potrei mettere la mano sul fuoco per un Ruotolo, ad esempio. Il suo messaggio dovrebbe raggiungere questi giornalisti, ma per convincerli a lasciare il carrozzone a cui stanno attaccati per costruire DAVVERO qualcosa di diverso.
    Ma é una scelta molto difficile, immagino che lei ne sappia qualcosa.
    Porre poi la fiducia su il manifesto e Il Fatto perché possano guidare “l’attivazione” democratica e partecipativa dell’opinione pubblica, caro Chiesa questo da lei proprio non me l’aspettavo.
    Prima di tutto, cosa le fa credere che accettino? Poi, su quali basi dovrebbero costruire questa “attivazione” se sono fra i responsabili, a mio modo di vedere, della “disattivazione” nel nostro Paese, da parte del manifesto con il loro sistema chiuso, censorio, autoindulgente e autoreferenziale e da parte del Fatto per essere un quotidiano monotematico, di vuota denuncia e per nulla “indipendente” come lei sostiene.
    Entrambi i soggetti (come gli altri d’altronde) totalmente incapaci di raccogliere le istanze di democrazia, partecipazione e solidarietá sociale che in questo paese sono presenti, eccome, ma sono quasi del tutto inascoltate.
    Mi stupisce molto che proprio lei queste istanze non le veda e si voglia affidare a chi gestisce un sistema di potere e di relazioni del tutto simile a quello partitico.
    Con stima,
    Riccardo

  • IVANOE

    Caro Chiesa,
    non basta chiamare a raccolta le forze indecise o comunque che non si allineano con il potere.
    L’unica strada da percorrere sta alla base della piramide e la sua vera forza il lavoro.
    E’ dalle imprese grandi e piccole che bisogna rimuovere le coscienze innanzitutto rimuovere i sindacalisti domatori che hanno ben bene sistemato nella nomenclatura sindacale.
    Cos’è che interessa a milioni di italiani e che ci rende tutti uguali nel bene e nel male e non ci divide politicamente ?
    Il lavoro inteso come strumento proprio e per gli altri di benessere.
    Bisogna creare sindacati veri che comincino una vera conflittualità sui salari che devono essere di livello europeo, sulla lotta accanita contro il lavoro nero, contro l’evasione fiscale, migliorando concretamente gli ambienti di lavoro dei lavoratori preservandone concretamente la sicurezza e non facendo solo tonnellate di carta e di leggi o di c…i di colletti bianchi che girano con le manine bianche a fare corsi sulla sicurezza e intanto diventano ciechi quando su un ponteggio c’è una sicurezza da terzo mondo.
    Diamo alle maestranze ed alle classi lavoratrici un oggettivo miglioramento delle condizioni di lavoro, (ovviamente con la giusta sponda delle difese sindacali necessarie per difendersi dalla scontata reazione delle imprese, perchè invece oggi anche i cosidetti sindacati tendono a isolare il lavoratore che cerca di far valere un suo diritto per tacitarlo in tutti i modi…in modo da non farlo diventare un esempio per gli altri ) e allora vedremmo quanto regge tutta sto baraccone di bugie ipocrisie varie di finto federalismo di finta questione meridionale… allora si che sarebbe una cosa seria…
    Tutto il resto il manifesto, il fatto, la cosidetta parte dell’opinione pubblica che dovrebbe reagire fallirebbero perchè sono tutti ampiamente sazi dei loro privilegi fatti di laute rendite e tutto ciò che comporta ancora una vita spensierata, la cosidetta borghesia illuminata…e comunque spaventati della piega che potrebbe prendere un cambiamento dal basso e allora si capisce caro Chiesa perchè magari inconsapevolmente, lei cerca di far cavalcare la protesta da altri colletti bianchi.
    L’unica via di uscita è creare una base sindacale vera che democraticamente al massimo ogni sei mesi cambi i propri leader prchè il rischio delle sirene della corruzione è sempre valido per le classi di potere. Un sindacato che veramente coinvolga i lavoratori fattivamente facendo vedere obiettivi concreti ( es. 500 euro al mese di salario in più, oppure riduzione a 35 ore lavorative, esenzioni ti tutti i tipi per i redditi da lavoro, nuovo sistema fiscale che permetta al lavoratore di scaricare l’iva come fanno le imprese, garanzie sul posto di lavoro abbolendo la precarietà, istituzione di garanzie di reddito adeguato per tutti quelli che perdono il posto di lavoro, esclusione dal pagamento della rata di mutuo fino a quando non si trova un’altra occupazione, riapertura degli uffici di collocamento pubblici che devono concretamente trovare il posto di lavoro alle persone, rispolverare le qualifiche di lavoro per valorizzare il titolo di studio ( es. oggi troviamo medici che fanno gli ingegneri e ragionieri che fanno i radialogi ).
    Ecco questi sono una parte degli obiettivi concreti che bisogna portare avanti come piattaforma.
    Chi paga tutto questo ? Quelli che fino ad oggi per 60 anni si sono arricchiti alle spalle del lavoro.
    Anche qui distinguere gli amici dai nemici. Chi stà in modo vero e serio con il avoratori e amico chi non lo è nemico.
    Il resto sono tutte chiacchere..senza un’interesse, una causa un tornaconto l’uomo le masse non si muovono…lasciano fare come stà succedendo oggi…

  • A

    Su Il Fatto basta il nome di Padellaro alla direzione a garantire il Niente di Fatto, per il resto l’unica cosa di cui si può far carico Il Manifesto, è spillare un cinquantino a cranio di pollo per continuare a esplorare il Grande Nulla delle menti che ne formano la redazione. Dispiace che Chiesa prenda una cantonata del genere, ha dimostrato di essere persona lucida, uno dei pochi, vabbè poco male, può succedere a tutti…

  • AlbertoConti

    Sei riuscito a farmi ridere, il che su questo tema non è poco. Con ancora il sorriso sulle labbra aggiungo una considerazione seriosa: in politica si lavora con quel che c’è, per arrivare possibilmente a quello che non c’è ancora ma potrebbe esserci domani. Altrimenti si butta tutto nel cesso, con grande soddisfazione momentanea, e poi si cerca di ricostruire da zero. Non sempre è possibile, non è questa la regola generale, e comunque bisogna averne la forza, che oggi è tutta dall’altra parte.

  • AlbertoConti

    Sostanzialmente concordo, ma rispondo come al successivo commento di A:
    “in politica si lavora con quel che c’è, per arrivare possibilmente a quello che non c’è ancora ma potrebbe esserci domani. Altrimenti si butta tutto nel cesso, con grande soddisfazione momentanea, e poi si cerca di ricostruire da zero. Non sempre è possibile, non è questa la regola generale, e comunque bisogna averne la forza, che oggi è tutta dall’altra parte.”

  • AlbertoConti
  • kiteni

    Con tutto il non-rispetto quello che succede in Italia (politicamente parlando) é un circo affollato da pagliacci di varie dimensioni ed allusioni. Visto dall’estero poi lo spettacolo é decisamente mediocre nonché ridicolo. Ora é l’unitá d’Italia in pericolo, B&B stanno rifacendo la democrazia a loro immagine e somiglianza ovvero un fanatico handiccapato (senza offesa per nessuno..) e un’ imbroglione mafioso nuovi tiranni del secolo ventunesimo. Io non ci credo, li vedo per quello che sono: mediocri pagliacci. L’aspetto inquietante é l’assenza di critica nell’ opinione pubblica e questo cari lettori non perdona. In circostanze simili qualunque buon oratore dotato del necessario cinismo puó fare o diventare quello che vuole. Il sig. Chiesa pecca di ottimismo eccessivo cosa che comprendo ma non condivido. Mi sembra tardi per trovare soluzioni fattibili, esiste una terribile dictotomia tra l’individuo pensante e la massa istintiva. Tutti i tentativi democratici o totalitari che siano non hanno risolto niente e personalmente mi sono stancato dei fatiscenti giochi di ruolo. Scrivo per mantenere viva la mia coscenza, nient’altro. Saludos.