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IL CINISMO EUROPEO PREPARA LA GRANDE REGRESSIONE

FRANCO BERARDI BIFO
facebook.com/

Sulla Repubblica di sabato 4 settembre, Giulio Tremonti dimostra come, nonostante la nebbia fitta del delirio politico italiano, ci sia qualcuno che sa dove bisogna andare. Bisogna andare nella direzione che indica l’Europa, dice serafico il Ministro. D’altronde i giochi sono fatti. Negli ultimi sei mesi, in seguito alla drammatizzazione della crisi greca, in Europa si è creata l’unanimità basata sul terrore finanziario.

Saltando con un balzo tutte le lentezze e le contraddizioni che si erano manifestate di fronte alle proposte di revisione della Carta costituzionale europea, con il no olandese e francese del 2005, il triumvirato franco tedesco Merkel Sarkozy Trichet ha imposto una innovazione costituzionale basata su una linea di rigore monetarista e di riduzione del costo del lavoro. La politica economica che ha guidato le scelte della Banca centrale europea e ha condotto alla crisi finanziaria, viene così irrigidita, trasformata in vero e proprio pilastro costituzionale d’Europa, come spiega Tremonti, finalmente convertito a un europeismo integrale.

A seguito, ” Tremonti: 8 punti per amministrare il declino” (Pino Cabras, megachipdue.info);
L’intervistatore Massimo Giannini balbetta domande banali e alla fine incita il Ministro ad andare avanti così, anzi a procedere più speditamente. Con linguaggio da automa, Tremonti spiega quello che adesso è importante: “E’ suonato il gong sull’Europa: il passaggio rivoluzionario dal G7 al G20, drammaticamente evidenziato dalla crisi, ha segnato la fine di un’epoca, la fine della rendita coloniale europea: prima potevamo piazzare le nostre merci e i nostri titoli dove e come volevamo, adesso non possiamo più farlo. Più che di politica industriale forse si deve parlare di competitività”.

Nell’intervista tremontiana la rissa italiana è totalmente assente, e si intravvede la consapevolezza del fatto che ciò che accadrà del governo italiano non ha molta importanza, perché tanto la politica, quella che conta, quella che determina la vita quotidiana, il salario il tempo di lavoro, i livelli di sfruttamento e di miseria, il rapporto tra salario e profitto non si fa più a Roma, ma in Europa.

Il Ministro spiega che finalmente l’Europa è entrata nell’era dell’unità politica. Infatti da quest’anno le politiche finanziarie ed economiche dei diversi paesi europei verranno giudicate, approvate o respinte da un vero e proprio direttorio le cui linee direttrici sono a tutti ben note: riduzione del costo del lavoro, riduzione della spesa pubblica, subordinazione della ricerca alla competizione economica.

“Fine delle politiche National oriented.” dice Tremonti “Ogni anno da gennaio a aprile tutto ruoterà per tutti gli stati intorno alla sessione di bilancio europea. Con la sessione di bilancio prenderà forma un nuovo luogo politico. Una fondamentale devoluzione di potere.”

Che resta da fare nei diversi stati nazionali, per esempio in Italia?
“re-ingegnerizzare il paese in termini di competitività europea.” dice Tremonti.

Dietro la fascinosa re-ingegnerizzazione cosa c’è? Lo sappiamo. C’è la definitiva eliminazione di ogni possibile forma di resistenza del lavoro, la cancellazione dei diritti che la modernità ha sancito, e la totale libertà di azione dell’impresa, senza più vincoli di tipo etico, legislativo o sindacale.

L’intervistatore Giannini incalza il prode Tremonti a una revisione dell’articolo 41 della Costituzione.

E Tremonti non si tira indietro. “Lo faremo, risponde, ci stiamo lavorando a Palazzo Chigi.”

Ma naturale, se lo scopo supremo è essere competitivi con paesi in cui il salario medio è di duecento euro e l’orario di lavoro è illimitato, come possiamo difendere delle piccolezze come il diritto al riposo, alla pensione, alla libertà di organizzazione e di sciopero, insomma all’habeas corpus della società? La civiltà è finita, mettiamola così.

Il salto politico europeo di quest’anno 2010 consiste nell’imposizione dell’omogeneità di politiche che cancellano ogni autonomia del corpo sociale in nome di una perfetta aderenza allo scopo comune: aumentare la competitività dell’industria europea, cioè rendere possibile un aumento dei profitti delle corporation europee che le renda competitive con i colossi dell’economia globalizzata.

Una partita persa fin da principio, questo lo sanno tutti. L’Europa nel suo complesso non riuscirà mai a imporre un immiserimento così drastico senza provocare reazioni sanguinose (razziste, dementi, aggressive in quali forme vedremo). Forse l’area tedesca depurata dell’Europa latina potrà presto provarci. Ma nelle condizioni attuali non riusciremo a fermare il declino della potenza europea, ma perseguire questo scopo paranoico servirà per ridurre il salario reale, per deregolare completamente l’orario di lavoro, per distruggere la vita quotidiana di milioni di persone.

Lo dice del resto anche Chiamparino, in un’intervista che troviamo su La Repubblica di domenica. Marchionne ha ragione, dice colui che si candida a riformare il partito democratico per portarlo all’altezza dei tempi. I tempi sono questi, dice Chiamparino, non è più tempo di illudersi. Lo schiavismo è la sola maniera per salvare l’Europa, dice il democratico riformatore.

In Italia tutti si appassionano alla faida che potrebbe far sdrucciolare Berlusconi. Il povero vecchio appare stanco, circondato da lupi che si ribellano contro il loro addomesticatore perché non riesce più a soddisfare tutti gli appetiti. Sembra che dovremo scegliere tra la mafia, i nazi-nordisti in camicia verde, o un nuovo polo clerico-fascista.

Una nobile gara nella quale sarebbe meglio non immischiarsi (anche perché nel medio periodo potrebbe avere risvolti non proprio pacifici).

Poltiglia.

Le cose importanti sono quelle di cui parla Tremonti, perché l’attacco più distruttivo contro la società viene oggi dal gruppo dirigente europeo, dalle scelte criminali che la classe finanziaria sta imponendo a un ceto politico privo di qualsiasi autonomia. L’Europa ha smesso di sentirsi depositaria di una (sia pur sbiadita) civiltà sociale, o erede della civiltà umanistica. Basta con queste fantasie, dice con chiarezza il cinismo europeo contemporaneo, preparando la grande regressione. L’umanesimo che per cinque secoli ha guidato la civiltà europea, almeno in linea di principio, è oggi riconosciuto come un ostacolo al pieno dispiegamento dell’ipercapitalismo globale competitivo.

Il mondo è quello che è. E il compito degli schiavisti è frustare gli schiavi.

Fin che subiscono.

Franco Berardi Bifo
Fonte: www.facebook.com
6.09.2010

Pubblicato da Davide

  • Ricky

    Il mondo è quello che è. E il compito degli schiavisti è frustare gli schiavi.

    Fin che subiscono.

    Il problema é che non vedo nessun Spartaco all’orizzonte, purtroppo.

  • versus61

    >

    non fa una piega caro bifo.
    prepariamoci al peggio

  • amensa

    fino a che l’unico possibile innesco di una rivoluzione può essere la limitazione del calcio, hai ragione.
    chissà se e quando “la partita” non sarà più sufficiente a riempire anche la pancia ?
    aspettiamo e vediamo, perchè purtroppo, senza le “masse” non si combatte il capitale.

  • Tao

    TREMONTI: 8 PUNTI PER AMMINISTRARE IL DECLINIO

    DI PINO CABRAS
    megachipdue.info

    Che l’Italia debba passare anni terribili è ormai cosa certa. Vi basti l’intervista concessa dal ministro Giulio Tremonti a «la Repubblica» del 4 settembre 2010, che pure – bontà sua – si intitolava “L’emergenza è finita”. In una sorta di manifesto per la politica dei prossimi anni, uno degli esponenti più in vista delle classi dirigenti italiote riesce ad esprimere propositi che quando non sono banali e perciò inutili, sono contradditori, impossibili e perfino molto pericolosi.

    Tremonti è uno che conta molto nel governo attuale, è in pole position per il dopo-Berlusconi, ed esprime propositi che sembrano essere largamente predominanti anche nel campo devastato della complice opposizione istituzionale. Perciò leggere lui significa leggere il punto di equilibrio fra le schegge della Seconda Repubblica e i tasselli della Terza in fieri.

    Tralascio altre considerazioni, senza alambiccarmi in complessi ragionamenti politici, ora che Gianfranco Fini spariglia il quadro delle alleanze di governo e non siamo perciò a bocce ferme. Cerco invece di prestare la dovuta attenzione agli otto punti che Tremonti mette al centro dell’agenda politica per il Sistema Italia. Un sistema che vuole trasformare economicamente (anzi, lui dice «re-ingegnerizzare», io dico «dov’eri, nel frattempo in questi anni?», ma tant’è…).

    Ecco gli otto punti dello statista di Sondrio: «1) la competizione con i giganti; 2) il costo delle regole; 3) il Sud; 4) il nucleare; 5) il rapporto capitale-lavoro; 6) il fisco; 7) il federalismo fiscale; 8) il capitale umano, cioè ricerca scientifica e istruzione tecnica». Vediamoli uno per uno.

     

    1) la competizione con i giganti. Tremonti sostiene che l’Europa come blocco continentale sarà il luogo della vocazione e della decisione politica naturale in cui si giocherà il futuro dell’Italia. A prima vista una banalità che qualunque politico ripeterebbe, anche con fondate ragioni. In realtà c’è una questione più insidiosa. Tremonti rivela un’ulteriore recente trasformazione dell’Europa, avvenuta all’insaputa dei suoi cittadini. C’è una mutazione della sovranità e dei meccanismi decisionali, con più potere sottratto ai parlamenti nazionali a favore di un nuovo costrutto comunitario nel quale gli Stati giocheranno tutte le loro carte e i loro “do ut des”. Svanirà l’usuale mercato delle vacche che si estenua sulle piccinerie, ma sarà sostituito da una negoziazione che prenderà decisioni più elitarie, più strategiche e dalle conseguenze durature e rigide. La scelta nucleare, come vedremo si inquadra in questa nuova situazione.

     

    2) il costo delle regole. Ricordate il Tremonti di due anni fa, il Tremonti anti-“mercatista” (parola sua), quando agli esordi della Grande Crisi lasciava il cerino del liberismo in mano alle sinistre? Tremonti è come una carta moschicida che cattura i concetti del momento, anche i più contraddittori. Ora riesce chissà come ad abbinare la sua fase antithatcheriana e quasi no global a un rinnovato entusiasmo per un laissez-faire vecchio come il cucco, che imbelletta con slogan: «stop regulation, less regulation, better regulation».

    E così siamo a posto. Dietro al solito programma della deregolamentazione, Tremonti vellica gli appetiti del suo blocco sociale di riferimento, parassitario, speculativo, orientato a consumare il territorio. Tremonti ha in fondo catturato lo spirito del tempo. Pochi giorni dopo l’intervista veniva ucciso Angelo Vassallo ( http://www.megachipdue.info/tematiche/kill-pil/4505-caso-vassallo-perche-si-ammazza-un-nuovo-tipo-di-politico.html ) , un sindaco simbolo del buon uso delle regole, mentre la Federmeccanica disdettava il contratto ( http://www.megachipdue.info/tematiche/fondata-sul-lavoro/4508-il-diktat-di-marchionne-federmeccanica-disdetta-il-contratto.html ) nazionale dei metalmeccanici, un’altra regolamentazione insopportabile per il blocco sociale leghista-tremontiano. Il liberismo si ripresenta con la faccia delle locuste e con i salari sotto tiro. Tremonti aspira a essere il garante di questo nuovo e precario equilibrio, senza reali opposizioni all’altezza.

     

    3) Il Sud. Sulla necessità di superare il dualismo dell’Italia Tremonti inserisce il pilota automatico ed estrae un’impressionante sequela di frasi fatte, vuote come un appartamento sfitto. Idee non pervenute.

     

    4) Il nucleare. Qui Tremonti supera se stesso. Riduce la complessa questione energetica italiana ed europea all’infima porzione di energia elettrica producibile – fra molti anni e dopo immani investimenti – con le tecnologie nucleari obsolete che ci sbologneranno i francesi. Siccome non credo che Giulio Tremonti non abbia mai sentito parlare di energie rinnovabili, torno un attimo alla casella iniziale, quella del blocco europeo: è lì che l’Italia tremontiana può fare questo costosissimo favore a Parigi in cambio di chissà quale indulgenza di Sarkozy sui nostri vizi, qualora altri stati avessero qualcosa da dire. Ha buoni maestri, Giulio: il Mussolini che voleva spendere «qualche migliaio di morti per sedermi al tavolo delle trattative», o il Berlusconi che per compensare altre infedeltà sgradite a Washington è subito pronto ad aggiungere soldati per le guerre della Casa Bianca. Il nucleare tremontiano produrrà pochi megawatt, molti lucrosi appalti per cricche, soldi facili per Parigi, e dividendi di potere senza buoni effetti sull’interesse nazionale. Non parlo del rischio ambientale.

     

    5) il rapporto capitale-lavoro. Tremonti vuole la fine dei contratti nazionali. Vuole far giocare l’Italia non nel campionato dell’innovazione, ma in quello della competizione basata sui ribassi salariali. Quale territorio – sia esso una regione, o l’Italia tutta, o il blocco continentale europeo – potrebbe mai vincere su questo terreno? Quale prospettiva c’è, se il salario medio mensile di un operaio tessile cinese è 60 dollari? Forse converrebbe un’altra strada. Ma Tremonti in realtà quella strada non la sa. Non gli basta scrivere i suoi libri apodittici e anticinesi per dare una prospettiva. Va detto che lui almeno li ha scritti. Veltroni, per dire, ha scritto una cianfrusaglia di 68 pagine: “Quando cade l’acrobata, entrano i clown”. Andiamo bene.

     

    6) Il fisco. Lo stesso fabbricante degli “scudi” che hanno fatto felici i commercialisti delle mafie annuncia un «cantiere della riforma fiscale». Fa come quelli che risolvono i problemi istituendo una commissione. Lui apre “un cantiere”, fino ad essere così spudorato da proclamare il “favor” fiscale per famiglia, lavoro, ricerca, cioè esattamente le realtà più massacrate da Tremonti.

    7) Il federalismo fiscale. Tremonti ne fa una questione di efficienza differenziata, in combinazione con la fine dei contratti nazionali. È un disegno in grado di spaccare definitivamente il paese, non senza aver prima moltiplicato i centri di costo delle burocrazie centralistiche regionali. Anche questa non è vera strategia. È moneta di scambio con un puntello del suo blocco sociale e di potere, la Lega Nord, una moneta maneggiata con agghiacciante disinvoltura.

     

    8) Il capitale umano, cioè ricerca scientifica e istruzione tecnica. Anche qui, niente idee, niente di niente. Solo che nel frattempo i tagli fanno scempio di insegnanti, studenti, famiglie e ricercatori.

     

    Giulio Tremonti è dunque questo. Esprime un coacervo di attrezzi concettuali contradditori usati allo scopo di sostenere il suo ruolo di curatore fallimentare della Seconda Repubblica, forse dell’Unità d’Italia. Dietro le sue parole altisonanti c’è in realtà un obiettivo più simile a quello che perseguiva un altro Giulio, il meno funambolico Andreotti: «tirare a campare». Negli anni di Giulio Andreotti, un ventennio fa, in nome della sopravvivenza di un blocco si potere si dilapidarono in pochi anni risorse immense, confluite nel debito che abbiamo ancora in groppa. Gli anni di Giulio Tremonti sono l’amministrazione del declino dell’Italia, con l’obiettivo di sacrificare qualsiasi cosa, e con qualsiasi alleanza, purché sopravviva il blocco d’interessi – di censo e di territori – su cui fa perno. L’opposizione presente nelle istituzioni non ha un pensiero alternativo. Rovesciare quegli otto punti, i loro vuoti, le loro illusioni e le loro ingiustizie, con un programma politico radicalmente alternativo: è il primo compito di chi voglia fare politica in modo sensato, oggi in Italia.

    Pino Cabras
    Fonte: http://www.megachipdue.info
    Link: http://www.megachipdue.info/tematiche/kill-pil/4514-tremonti-8-punti-per-amministrare-il-declino.html
    10.09.2010

  • fengtofu

    Tutto arci-condiviso, tranne un dettaglio non trascurabile nella conclusione: L’umanesimo degli ultimi cinque secoli per me è la madre del sistema bancario, monetario capitalista E comunista perchè fondato sull’economicismo. La democrazia del denaro, il primato del libero commercio, il “diritto alla felicità” han portato al loro esatto contrario, come sempre il paradosso è legge ferrea.

  • Marduk1970

    Sto cercando di capire e di intravedere un ipotetico futuro in questa “Europa”. Si diceva allora: “andiamo tutti in Europa…”, e chi ci andó non tornó piú indietro. Ora diciamo: “questa “Europa” deve cambiare perché non é piú sostenibile”. Ma un idea chiara di ció che vuole l’essere umano ce l’ha mai avuta? Siamo tutti una piccola parte di qualcosa che é piú grosso, ma l’odore che esce da questo ammasso non é piacevole. La Francia sbatte fuori i Rom perché ne ha piene le tasche, l'”Europa” la condanna dichiarando che eseguono e seguono delle regole da destra fascista, e il governo francese se ne sbatte altamente, anzi dichiara che l’Europa non si deve piú permettere di entrare in problematiche interne di una nazione, che oltretutto esiste anche una legge europea che dice che se una tal parte di immigrazione é dannosa, allora é giusto sbattere fuori chi crea problemi, in questo caso i Rom. La Merkel con i suoi zerbini schifosi sempre attaccati ai piedi, leccaculo di ogni colore ed odore, invece di preoccuparsi per la manodopera che manca cosí tanto in Germania e sopratutto in Bavaria, (oltre 100.000 sarebbero i dati ufficiali), cosa fa? Aumenta gli stipendi per i nuovi lavoratori extracomunitari? Crea delle regole-aiuto per le nuove famiglie che entrano in Germania per un contratto di lavoro con imprese tedesche? NO! Lei va a dare premi a danesi teste di cazzo che rischiano di creare un conflitto interetnico con vignette di merda su Maometto etc. etc. Poi aumenta il corso di vita delle centrali nucleari, e vorrebbe allungare la vita lavorativa come in Francia. Lei che non ha ancora capito un cazzo dalla vita. Forse la nostra Merkel non lo sa che é ormai alla fine della sua tanto amata carriera politica, che in Bavaria in manifestazioni contro il governo bruciano la sua foto in strada, che ne hanno tutti pieni i coglioni di questa marchettara delle grandi Holding. E l’Italia sta li a preoccuparsi di adeguamenti europei, e guai, e dico GUAI!!!! a non intraprendere e seguire andazzi dettati da interessi altrui, vuría mai!!! Tremonti dovrebbe vergognarsi di rilasciare certe interviste, lui che i coglioni li ha nel bagnosciuga del lichtenstein, peró noi il culo lo abbiamo qua in europa cazzo. “Europa” una parola che fa tanto orrore, non esiste come continente e noi ne facciamo parte. Bene, se le cose stanno cosí io personalmente mi ritengo un “Euro-scettico”. Sono un populista e un demagogo, ma vaffanculo l’Europa schiavista, nazista, fascista, e con interessi “moooolto particolari” che sto vedendo figurarsi negli ultimi tempi. Mi ritengo un Rom, anche se non lo sono, e tutti abbiamo i nostri diritti di esseri umani che devono essere rispettati a cominciare dal salario mensile per finire alle cure mediche. E se poi qualcuno rompe i coglioni, FUORI!!!! ma non tutta una razza etnica, solo chi rompe i coglioni!!! Aufwiedersehen.

  • Barambano

    Umberto Bossi diceva le medesime cose 10 anni è più fa quando parlava di Frammassoni e Unione Sovietica europea. La sinistra gli dava del razzista ignorante. Adesso gli operai di sinistra devono competere con gli extracomunitari al ribasso per un tozzo di pane.

  • AlbertoConti

    Tremonti a braccetto con Bossi ….. ovvero la devolution down-top con la devolution top-down. Tra una merenda e l’altra dovrebbero decidersi …. o forse per uno dei due il concetto è troppo difficile? Perfino la trota nuota in su e in giù, non solo a destra e sinistra!

  • oldhunter

    Articolo esemplare che senza dilungarsi inutilmente dipinge la sciagurata realtà della situazione italica e in un solo sintetico concetto delinea l’unica rotta possibile con quel “Rovesciare quegli otto punti… con un programma politico radicalmente alternativo: è il primo compito di chi voglia fare politica in modo sensato, oggi in Italia”.
    Chiarito la meta d’approdo, resta tragicamente irrisolto – ed irrisolvibile – il problema del nocchiero e dell’equipaggio in grado di condurre la scalcagnata nave che tutti ci imbarca.

  • Pellegrino

    concordo.

  • TN

    condivido ( e come non farlo!), il c.d. “umanesimo” ed il “mercantilismo” hanno sempre viaggiato di pari passo, il primo costituendo in qualche modo l’humus culturale del secondo.
    Ora, però, l’uno è diventato una zavorra per l’altro, e tocca eliminarlo.

  • Rasna

    “Il problema é che non vedo nessun Spartaco all’orizzonte, purtroppo.”

    Spartaco era uno di quei 6000 crocifissi sulla via Appia a monito per chiunque osasse ribellarsi… non per fare il pessimista ma l’unica rivoluzione possibile non è quella di Spartaco ma quella combattuta con modernità. Basta consumi, basta denaro in banca o operazioni bancarie e forse qualcosa potrebbe anche cambiare

  • vic

    Ouff, che sudata! Finalmente una pausa. Non pensavo che salire sul Monte Bianco fosse cosi’ impegnativo, e dire che non siamo ancora in cima, dove intravvedo vagamente una sagoma a forma di sedia. Ne approfitto per intervistare uno che di monti se ne intende, avendone i suoi avi scalati almeno tre.

    V: Gradisce del te’ tiepido, o preferisce della minestra, ministro?
    Tremonti: Gvazie figliolo, ho un mio intvuglio in qvesta bovvaccia. Tvallalli’ tvallalla’
    V: Gorgheggia?
    3monti: Devo allenave l’ugola, da quando ho vevisato la scala musicale.
    V: Perbacco, racconti.
    3monti: Vedi, le sette note sono stonate.
    V: Ma e’ sicuro, signor ministro. Le abbiamo sempre usate.
    3monti: Potenza, mancano di potenza.
    V: Mio nonno suonava il bombardino e la potenza c’era tutta.
    3monti: 7, cos’e’ 7?
    V: Ho il mazzo nel sacco, facciamo un tresette?
    3monti: Dopo. Adesso sono tutto sudato. Anche lei d’altronde.
    V: Non c’e’ di che. 7 e’ primo! Azzeccato?
    3monti: Non ha potenza.
    V: Allora, che si fa’?
    3monti: Si estende la scala alle otto note di base.
    V: Ministro, se permette, guardi che sono 7.
    3monti: Legga questo mio esposto musicale. S’accovgeva’ che le note di base sono 8.
    V: Urca la peppa, questa poi. 2 alla potenza di 3.
    3monti: Ci vuole piu’ potenza, la vuole capire.
    V: Non capisco ma mi adeguo. Faro’ un altro buco nel flauto.
    3monti: Fovza, dobbiamo vimettevci in mavcia.
    V: Verso la vetta, ce la faremo.
    3monti: Io ce la favo’, quella sedia lassu’ e’ pev me.
    V: Che vista d’aquila ministro!
    3monti: Modestamente, noi montanavi siamo aquile.

    Intanto un volatile bavbuto dalla gvande apevtuva alare ci ossevva volteggiando tvanquillo in tondo. E’ Geppetto, il gipeto bavbuto. Givo givo tondo…

  • guru2012

    Ottimo, come sempre, il post di Bifo.
    Una sola cosa non mi quadra: non credo che l’attacco ai “diritti dei lavoratori” sia mirato al raggiungimento della competitività sul mercato globale, cosa peraltro al di fuori della nostra portata.
    Credo sia finalizzato alla realizzazione di un nuovo modello sociale.

  • cavalea

    Sì, un nuovo modello sociale, fondato sulla miseria collettiva.

  • gelsomino

    Se dobbiamo abbassarci ad essere pagati come i salariati del terzo mondo lasciamo ai massoni, banchieri, industriali e mafiosi vari il “primo” (mondo) e noi traslochiamo in massa in Africa, Asia o America latina.

  • cavalea

    Sì, è una idea, ma credo che quelli non ti abbandoneranno, nemmeno se traslochi su un’altra galassia.

  • Barambano

    Secondo me il concetto di NWO è troppo difficile anche per te!

  • gelsomino

    Se si avverasse la tua previsione non resterebbe altro da fare che combattere fino alla morte, loro o mia.

  • stendec555

    in africa ci sono le malattie e fa un caldo della madonna, in asia ti devi fare il culo e anche lì voglio proprio vedere se ti capita un malanno che fine fai, l’america latina è quasi ovunque molto pericolosa e nessuno regala nulla, anzi generalmente sono portati a rifilarti la fregatura se ti va bene o a sgozzarti per fotterti i soldi….ovvio che se uno ha qualche centinaia di migliaia di euro da parte invece che soffrire in italia ci può pure provare…ma tra il dire e il fare…nonostante i disastri presenti e futuri, in italia si sta ancora troppo bene. e poi chissà quanti avrebbero realmente capacità di adattamento..minimo bisogna conoscere bene inglese e/o spagnolo e avere spirito d’avventura….l’italiano medio mammone e fancazzista non è tagliato per queste cose.

  • wiki

    io dico che l’organo maggior responsabile della politica europea e il Consiglio della Comunità Europea che da altro non è formato se non dai componenti del governo dei Paesi europei ( in alcuni casi potrebbe parteciparci anche Tremonti…) con poteri legislativi…parlare genericamente d’ Europa a livello politico è a mio avviso poco sensato, perche l’europa burocraticamente è formata dai suoi Organi Istituzionali…se i componenti di governo dei Paesi della Comunità Europea sono quelli che hanno maggior peso nel determinare le politiche a livello europeo uno ne dovrebbe trarre le conseguenze…

  • AlbertoConti

    Ma l’hai vista la foto di quei due qua sopra? Secondo me tu non hai il minimo senso dell’humor. E forse neanche della storia.

  • Morire

    Benissimo, tutto giusto, peccato però per un piccolissimo particolare: il verso di questo vettore che indica il flusso del potere in questione. Ossia, va dagli stati verso il CCE, per un effettiva politica comune etc etc etc oppure, al contrario, l’input influenza a suo uso le politiche nazionali? Quindi, il nostro sangue, va ad arricchirsi andando verso il centro o viene invece impoverito di ritorno? Io, ahinoi, mi vedo costretto a propendere tristemente per le seconde ipotesi…

  • wiki

    CONDIVIDO !!!

  • wiki

    CONDIVIDO…

  • wiki

    CHE SAPPIA IO LA CE È NATA PER TUTELARE LA LIBERA CONCORRENZA ED IL LIBERO SCAMBIO, CHE DOVREBBERO SVILUPPARE BENESSERE…MA TREMONTI SEMBRA PARLARE SOLO DI SACRIFICI IMPOSTI DALL’EUROPA…fosse mai che i sacrifici ce li vuole imporre lui ? …o forse viste le due finanziarie con lacune da lui varate in periodo di crisi economica, adesso CE LI DEVE IMPORRE I SACRIFICI PER COMPENSARE LE MANCANZE DELLE PRECEDENTI FINANZIARIE ?

  • gelsomino

    Il mondo è pieno d’italiani che quando sono partiti sapevano sì e no la loro lingua e non avevano nemmeno gli occhi per piangere, non scordiamocelo. Questo per dire che non bisogna scambiare la pazienza e la tolleranza per rammollimento , quando si è messi troppo alle corde anche le pecore si ribellano e ruggiscono.

  • stendec555

    erano altri italiani, era gente abituata alla vita dura e che non aveva nulla da perdere. non sono paragonabili agli italiani dei nostri giorni. poi allora lasciare l’italia voleva dire andare in località dove era richiesta essenzialmente manovalanza e il lavoro era pressochè sicuro. il lavoro era duro ma c’era ed era alla portata degli italiani che allora erano in prevalenza contadini, gente forte e abituata a vivere con poco. adesso son cazzi, la fuga in luoghi di sogno e liberi dai problemi che si vivono in italia non esistono, è tutto una battaglia all’ultimo sangue (se sei un poveraccio, intendo). ti parlo per esperienza, visto che vivo lontano dall’europa da un pò e conosco altri che hanno fatto queste esperienze….una cosa è la vacanzina col portafoglio pieno e i le tshirt stirate dalla mamma, un’altra cosa è viverci e superare le barriere culturali…comunque se sei veramente convinto e motivato, prima lo fai meglio è, quantomeno puoi toglierti lo sfizio e poi fare gli opportuni confronti.

  • antsr

    Ma, quest’ultima questione presa dall’alto con maggiore sfruttamento etc. non proviene dal trattato di Lisbona? Non sono state già pensate e discusse da tempo fra loro? Qual’è la meraviglia? Vi chiedo, allora, se ciò che scrivo è vero oppure non ho capito nulla.

  • gelsomino

    Ok, ti ringrazio comunque per il consiglio.

  • illupodeicieli

    Un punto è che i governi “locali”, ormai dobbiamo credo chiamarli così, sono di fatto esautorati o si sta cercando di agire in tale direzione: chi sta cercando di farlo sono i grandi gruppi internazionali, vuoi per ottenere un maggiore controllo del mercato e per imporsi del tutto, per il controllo delle risorse e dei flussi di denaro. La conseguenza di ciò è che norme o direttive o imposizioni varie arrivano sulla testa dei piccoli artigiani, dei commercianti e di tutti i soggetti più deboli: del resto Tremonti quando parla di imprese non credo si riferisca ai bottegai o agli agenti di commercio, anche se questi danno lavoro e generano ,a modo loro, ricchezza e danno buste paga. Ecco che sorge spontanea la domanda: si può fare qualcosa o la questione è troppo grande e non c’è più niente da fare? Se pensiamo come Barnard o altri orientati come lui che reputano (se non ho capito male) il problema di livello mondiale, mi pare ci sia poco da fare e occorre prepararsi a ricevere ufficiali giudiziari e forze dell’ordine e fare carte false per non farsi sfrattare o portare via oggetti pignorati. Ma se come nella canzone della freccia nera “il destino rovescia il suo gioco” allora c’è speranza e la voglia di lottare e di vincere, di portare giustizia e ben-essere (per dirla con Fromm) c’è ,ritengo, nella maggior parte di noi. Chi è incerto sul da farsi e gira la faccia altrove per non vedere è colui che “sta ancora bene” , ha un buon stipendio, ha la sua Bmw o Mercedes, non si priva di niente anche se non è obbligatorio che sia “scemo e distratto nelle sue spese”, anzi spesso è oculato: tuttavia la cosa ancora non lo tocca direttamente e quindi è poco propenso anche solo a valutare la situazione. Non auguro disgrazie o sventure a nessuno, dico solo di ascoltare e valutare: ad altri cervelloni chiedo di dare una mano concreta per sapere se e come agire. Non tutti possono prendere baracca e burattini e trasferirsi all’estero dove, invece di una pensione (come accade,secondo alcuni, ad extracomunitari che hanno diritto alla pensione) ricevono magari avvisi di pagamento di tasse arretrate, non tutti conoscono lingue straniere o possiedono competenze richieste : perciò chiedo a chi può di spremersi le meningi e ,se lo ritiene utile , di offrire suggerimenti. Chi mastica diritto ed economia, penso siano le persone più indicate. Grazie in anticipo.

  • Ricky

    Se fosse cosí semplice avrei giá iniziato. Dove vivo (spagna), senza un conto in banca non ti allacciano neanche il telefono.

  • wiki

    la risposta sarebbe semplice…se i governi partecipano alle decisioni e alla formazione delle leggi europee altro non si dovrebbe fare che premere sui governi…prova a vederti gli organi politico legislativi della CE, che nonostante la formazione della UE nel 1992 rimane in pilatro centrale della UE stessa, il pilastro politico legislativo economico prova a vedere come interagiscono il Consiglio della CE, la Commissione dell CE ed in fine il Parlamento della CE…li ci stanno gran parte dei componenti, a vario livello dei governi dei Paesi europei…tranne nel parlamento che ovviamente è un’ organo elettivo, ma quest’ultimo non è certo un’organo che prevale sugli altri due .
    Nel complesso questi 3 organi sono quelli che detengono il potere politico legislativo sostanziale ( anche e soprattutto in economia…) !!

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    Ecco la mia risposta a “Illupodeicieli” nel suo commento qui sotto nel suo commento ad “antrs”

    la risposta sarebbe semplice…se i governi partecipano alle decisioni e alla formazione delle leggi europee altro non si dovrebbe fare che premere sui governi…prova a vederti gli organi politico legislativi della CE, che nonostante la formazione della UE nel 1992 rimane in pilatro centrale della UE stessa, il pilastro politico legislativo economico prova a vedere come interagiscono il Consiglio della CE, la Commissione dell CE ed in fine il Parlamento della CE…li ci stanno gran parte dei componenti, a vario livello dei governi dei Paesi europei…tranne nel parlamento che ovviamente è un’ organo elettivo, ma quest’ultimo non è certo un’organo che prevale sugli altri due . Nel complesso questi 3 organi sono quelli che detengono il potere politico legislativo sostanziale ( anche e soprattutto in economia…) !!

    AGGIUNGO CHE IL PARLAMENTO È COMPOSTO DA PARLAMENTARI RAPPRESENTANTI LE VARIE NAZIONI…BISOGNEREBBE VEDERE QUANTO PESO HANNO ( e quindi capacità di determinare le delibere del parlamento della CE ) I PARTITI ITALIANI NEL PARLAMENTO EUROPEO, NORMALMENTE PERÒ I PARTITI PIÙ VOTATI IN PATRIA SONO ANCHE QUELLI CHE HANNO RELATIVAMENTE PIÙ SEGGI AL PARLAMENTO DELLA CE !

  • wiki

    RICORDO PERÒ DAL MIO COMMENTO QUI SOTTO CHE GORSSA PARTE DELLA POLITICA ECONOMICA DEL PAESE È ATTUATA DAI GOVERNI DEI PAESI !
    LA CE E DA SOLO DELLE RACCOMANDAZIONI O PONE DELLE SPECIFICHE LEGGI PER L’OBBIETTIVO DA RAGGIUNGERE…IL COME RAGGIUNGERLO MOLTO SPESSO È DETERMINATO DAL GOVERNO, COSÌ CHÉ SE UN GOVERNO ADOTTA UNO STRUMENTO GIURIDICO ECONOMICO INADATTO AD ATTUARE DETTI OBBIETTIVI DELLA CE PER COME LA VEDO IO NON SI PUÒ ATTRIBUIRE ALLA CE COME FANNO TALUNI CIARLATANI O MILLANTATORI LA RESPONSABILITÀ ALLA CE.. .per fare un’esempio terra terra è come se un titolare di un’ impresa edile, fidandosi di un suo manovale muratore ( in teoria specializzato ) ponesse a detto manovale l’obbiettivo di costruire una mura di cinta ; il manovale si mette al lavoro e costruisce un muro in mattoni , ma lo costruisce storto e lega i mattoni fra di loro con un legante composto al 90% di sabbia…risultato dopo pochi giorni dalla sua costruzione il muro cade…io non direi allora che la responsabilità è del titolare dell’impresa edile…ciò detto in generale…poi non è da escludere che in certi casi dalla CE ARRIVINO DEI PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI ASSURDI COME PERALTRO ARRIVANO SPESSO DAL PARLAMENTO ITALIANO…

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    SE COSÌ FOSSE È PERCHE IN TIALIA CI SONO DEI POLITICI INCAPACI…NON DIREI TANTO PER COME È STRUTTURATA LA CE DI PER SE STESSA…

  • wiki

    RICORDO PER INCISO CHE TUTTI I PARLAMENTARI RAPPRESENTANTI DELL’ITALIA PRESSO IL PARLAMENTO EUROPEO O I COMPONENTI DEL GOVERNO ITALIANO CHE SONO MEMBRI RISPETTIVAMENTE: DEL CONSIGLIO DELLA UE , DEL CONSIGLIO DELLA CE E DELLA COMMISSIONE DELLA CE…SONO DA QUEI PARAGGI PER TUTELARE IL BENESSERE DEI CITTADINI ITALIANI E NON PER SCALDARE LE LORO COMODE POLTRONE…

  • wiki

    aggiungo dal commento sotto:
    oi non è da escludere che in certi casi dalla CE ARRIVINO DEI PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI ASSURDI COME PERALTRO ARRIVANO SPESSO DAL PARLAMENTO ITALIANO…E DAL GOVERNO…

  • wiki

    daltronde ad un governo che ha esordito facendo propria la bandiera della MERITOCRAZIA ( alla quale non si capisce bene quale significato preciso dare…), QUALI MERITI DOVREMMO RICONOSCEREE VISTO CHE LA MEDESIMA( O QUASI) MAGGIORANZA HA GOVERNATO PER 8 ANNI L’ITALIA NEGLI ULTIMI 10 ?

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    NEL SENSO DEI MIEI COMMENTI QUI SOTTO RIPORTATI DIREI CHE IL TITOLO DI QUESTO POST E UN PO’ MISTIFICATORIO…

  • wiki

    MA ANCHE PARTE DEL CONTENUTO DELL’ARTICOLO RISULTA UN PO’ MISTIFICATORIO..

  • wiki

    quando Tremonti parla di decisioni dell’Europa…sta parlando di decisioni che l’ Europa prende in accordo ed in collaborazione con il governo dei Paesi europei e poche altre volte indirettamente con i parlamenti dei Paesi, dove peraltro ci stanno le maggioranze politiche che appoggiano i governi…ora si può tranquillamente dire che è colpa dell’europa…ma si può altrettanto tranquillamente dire che in gran parte l’Europa sono il nostro governo ed indirettamente il nostro parlamento, per ciò che attiene all’Italia…in tutti gli Organi europei più importanti ci sono dei rappresentanti dell’ Italia…soprattutto di governo direi

  • Barambano

    Mi sembra un po un articolo campato per aria. I problemi dell’Italia sono causati dal fatto che i meridionali non hanno mai accettato l’unificazione. Questo è il succo della ‘mafia’. Il sud è un’immensa macchina che ruba soldi alo stato altrimenti farebbero la secessione. Il nucleare è un’arma di distrazione di massa. Noi non abbiamo i soldi per le centrali nucleari enemmeno cobustivile.

  • Earth

    “ma si può altrettanto tranquillamente dire che in gran parte l’Europa sono il nostro governo ed indirettamente il nostro parlamento, per ciò che attiene all’Italia…in tutti gli Organi europei più importanti ci sono dei rappresentanti dell’ Italia…soprattutto di governo direi”

    Esattamente. E’ stato fatto proprio per questo motivo, cosi’ i politici di qualsiasi paese si possono parare dietro lo scudo Europa, eh ma non e’ una nostra decisione, sono le DIRETTIVE EUROPEE. Altrimenti i cittadini dei paesi protestano, sono riusciti a rendere molto difficile anche la protesta, quando gia’ prima erano poche quelle che passavano, ora ancora di meno.

  • wiki

    ribadisco che in sede del Consiglio della CE, organo legislativo per eccellenza sono presenti componenti del governo italiano…e le fonti del diritto europeo sono le DIRETTIVE ED I REGOLAMENTI.
    LE DIRETTIVE PONGONO DEI PRINCIPI LEGISLATIVI AI QUALI DEVONO ADEGUARSI I PAESI…MA SE LE DIRETTIVE SONO DETERMINATE DAI COMPONENTI DEI GOVERNI DEI PAESI ALLORA i governi non ci vengano a raccontare che è l’Europa come ente astratto ad imporre le direttive, ma è il collegio dl Consiglio della CE che decide ( dove sono presenti anche i nostri governanti…), assieme al Parlamento Europeo ( dove sono presenti anche i parlamentari eletti in italia…) il quale ha potere di veto sospensivo nella procedura di approvazione degli atti normativi vincolanti europei…

    Chi anche fra i commentatori ci racconta che è colpa dell’europa e dell’ euro per come la vedo io o lo fa con intenzioni mistificatorie o lo fa per ignoranza…se l’Italia non è d’accordo con delle direttive potrà attuare una serie di procedure per tentare di bloccare le direttive…CHI POI VANEGGIA DI SOVRANITÀ MONETARIA CRITICANDO A PRESCINDERE L’EURO DOVREBBE ALMENO VEDERSI QUESTO ELEMENTARE FILMATO :

    http://www.youtube.com/watch?v=rvx1YrKDjo4&feature=channel

  • wiki

    “La politica economica che ha guidato le scelte della Banca centrale europea e ha condotto alla crisi finanziaria,”

    A ME QUESTA FRASE SEMBRA UN PO’ UNA BUFALA…

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    Toh non vedo più commenti…

  • wiki

    LEGGENDOLA COSÌ FORSE SAREBBE ORA CHE TREMONTI SE NE TORNASSE NI SUOI LUOGHI NATALI A MEDITARE PER IL PROPRIO PENSIONAMENTO…

  • wiki

    CHE IL SUD ABBIA PESATO E PESI ANCHE ATTUALMENTE IN MODO ECCESSIVO SUL NORD LO PENSO ANCH’IO…

  • wiki

    Quando Tremonti parla di abolire, addirittura con una legge costituzionale la normativa che dovrebbe tutelare ( in relazione a quanto il governo o le regioni assicurano organico e risorse oltre a dare un preciso indirizzo politico agli enti preposti a combattere l’illegalità criminale che spesso porta alla morte dei lavoratori,se non a malattie professionali ed infortuni invalidanti) la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro ( ed in fin dei conti la vita dei lavoratori…), non sembra considerare le imposizioni della CE che tutelando la libera concorrenza, combatte il Dumping sociale nel lavoro, e di conseguenza impone a tutti gli stati della CE di tutelare la salute e la sicurezza del consumatore e del lavoratore di conseguenza .
    Stranamente sembra aver avuto un sussulto di determinazione e di indipendenza dall’ Europa stavolta, per una causa meritoria, tipo quella di eliminare la normativa sicurezza e la tutela della salute sul luogo di lavoro da effettuarsi addirittura con legge costituzionale…forse potrebbe essere che stavolta non subisce più le imposizioni dell’ Europa ma di un’ organismo di livello superiore chessò il WTO o qualche multinazionale ad esempio… ma se fosse così significherebbe che è sempre o particolarmente al comando di qualche potere sovra nazionale e ciò non dovrebbe essere possibile…

  • dana74

    ottimo articolo, chiaro, onesto e senza tanti giri di parola non tralascia niente.

  • dana74

    quello di Bifo, a parte le etichette politiche finali che non dicono nulla