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IL CASO MEREDITH E LA PREPOTENZA DEGLI AMERICANI

DI CARLO GAMBESCIA
carlogambesciametapolitics.blogspot.com/

Per gentile concessione dell’autore

E’ singolare come, nonostante tutte le chiacchiere sulla globalizzazione culturale, basti un processo come quello di Perugia, dove la principale imputata è di nazionalità statunitense, perché riemergano, nella stampa Usa, tutti i più vieti stereotipi contro gli italiani.
Probabilmente negli Usa la globalizzazione è intesa come inarrestabile e trionfale americanizzazione mondiale dei costumi, e al minimo contrasto si grida al complotto. E di conseguenza, i media statunitensi (qui da noi di solito coccolati…) si avventano subito, come per contratto, contro chiunque osi ostacolare la benefica avanzata in tutti i campi (dal diritto all’economia) della modernità made in Usa. Infatti la principale accusa al sistema giudiziario italiano, che avrebbe osato condannare “una civile cittadina americana” è di essere feudale, arretrato, arcaico.
Un’accusa inconcepibile per la patria di Beccaria e del Diritto Romano.

Nella foto: Amanda Knox

A seguito, “Perugia in America” (Claudio Giusti);Inoltre, sembra che Hillary Clinton, attuale Segretario di Stato, sia d’accordo con la stampa statunitense. Ci permettiamo sommessamente di ricordare che negli Stati Uniti per un omicidio, come quello commesso da Amanda Knox, si finisce sulla sedia elettrica. Certo, non in tutti gli stati, ma comunque, a buon intenditor…

Qui in Italia, se la condanna verrà confermata, Amanda al massimo rischia di farsi dieci/dodici anni di carcere. Per poi essere ammessa al regime di semilibertà.
Ricordiamo che questa misura consiste nella concessione al condannato e all’internato di trascorrere parte del giorno fuori dell’istituto per partecipare ad attività lavorative, istruttive o comunque utili al reinserimento sociale.
E il nostro sistema sarebbe arcaico? Ma che gli americani, a cominciare da Hillary Clinton, si vergognino. E puliscano prima in casa loro. Invece di comportarsi da prepotenti.
Viva l’Italia. L’Italia di Beccaria.

Carlo Gambescia
Fonte: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com
Link: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2009/12/il-caso-meredith-e-la-prepotenza-degli.html
7.12.2009

Pubblicato da Davide

  • stefanodandrea

    Bravo Carlo Gambescia

  • alverman

    Scritto da adnkronos
    Lunedì 07 Dicembre 2009 12:05

    Dagli Usa pressioni perché Amanda sarebbe stata condannata per anti-americanismo. E la Caritas inzuppa il pane anche qui

    La senatrice democratica dello stato di Washington, Maria Cantwell, si è appellata al segretario di Stato, Hillary Clinton, perché esamini il caso di Amanda Knox, la giovane originaria di Seattle condannata in Italia a 26 anni di carcere per l’omicidio di Meredith Kercher.
    In una intervista al programma domenicale della rete televisiva Abc, ‘This Week’, Clinton ha spiegato di non aver ancora esaminato il caso, perché troppo impegnata con il dossier afghano, ma di essere disposta a incontrare chiunque abbia dei timori riguardo al modo in cui è stato gestito il processo.
    ”Onestamente, non ho avuto tempo neanche di esaminare il caso – ha spiegato la Clinton -. Sono stata immersa in quello che stiamo facendo in Afghanistan. Certamente ascolterò il senatore Cantwell, o chiunque altro che ha preoccupazioni, ma non posso offrire alcuna opinione a questo riguardo”.
    Cantwell ha preannunciato la sua intenzione di presentare alla Clinton i suoi timori, fra cui quello che il processo sia stato macchiato di ”antiamericanismo”. Da parte sua il segretario di Stato ha precisato di non aver espresso al momento alcuna preoccupazione al governo italiano.
    Intanto, potrebbe essere di Amanda Knox il racconto vincitore del concorso indetto nel carcere di Capanne a Perugia e organizzato dalla Caritas. Il testo-lettera racconta di un festino a base di droga durante il quale viene ferita una ragazza ed è firmato Marie Pace.
    A sostenere l’ipotesi che l’autrice sia proprio Amanda è il ‘Corriere dell’Umbria’ che ha pubblicato il testo del racconto che si intitola ‘Amore mio’. Gli scritti sono anonimi ma il quotidiano fa notare che Marie è il secondo nome di Amanda.
    ”Forse questa lettera – si legge nella lettera-racconto – è soltanto una scusa, non sono sicuro perché la sto scrivendo, forse è perché è un giorno in cui se tutto questo caos non fosse mai successo, saremmo stati insieme”.

  • maristaurru

    Stanotte a Radio Radicale si accennava a 58 ore ininterrotte di interrogatorio nel caso di Amanda, e si faceva notare che un simile trattamento è inumano. Non so chi a Pannella avrebbe dato questa informazione, ma comunque Amanda a parte, ( che se fosse vero, lo capisce chiunque, si arriva ad ammettere pure di aver accoppato gesù bambinoin fasce) , ascoltare radio radicale è estremamente illuminante.

    Per caso sono incappata in una trasmissione, mi pare: radio carcere. I carcerati fanno delle denunce impressionanti, non so se è tutto oro colato, ma una occhiata attenta all’universo carcerario , specie dopo il caso Cucchi evidenziatore di certe “sensibilità”, la pretenderei .

  • anonimomatremendo

    Viva l Italia.L italia dei Gambescia.

    E’ singolare come, nonostante tutte le chiacchiere anticapitaliste e antiborghesi , basti un processo come quello di Perugia, dove la principale imputata è di nazionalità statunitense, perché riemergano, nei blogger italiani, tutti i più vieti stereotipi nazionalisti.

    “…e il nostro sistema sarebbe arcaico?”
    Se A é piú cretino di B non vuol dire che B sia piú intelligente di A.Significa solo che é meno cretino, ma sempre cretino resta.Perché allora gridare”viva i cretini?”.Mistero che solo ai sociologhi é dato conoscere.

    Dai Gambescia ,mi pari un po´ moscio,Ripigliati!

  • Longoni

    Io direi di lasciare il tempo che trovano alle farneticazioni anti italiane o alle nostre rivendicazioni patriottiche perché entrambe fuorvianti. Gl’americani sono quelli che sono, una nazione giovane e prepotente sulla via del declino, quindi queste discussioni servono solo a creare un diversivo di sfogo. La Clinton ha detto che verificherà e fin quì niente da obbiettare: rientra nel suo ruolo farlo, dopo le proteste finte cattoliche o finte patriottiche di certi politici americani in cerca di pubblicità e voti facili soffiando al popolo-gregge.

  • aderfol

    Sull’ arcaicità, forse è la parola non esatta, ma condannare 3 persone solo su indizi è veramente da manicomio cirminale. Solo e puri indizi. DNA sparso qua e là, guardacaso su oggetti di uso quotidiano che qualsiasi abitante di un appartamento usa, e nessuna, ripeto nessuna prova tangibile per condannare 2 incensurati a 25 e 26 anni di reclusione. E’ da pazzi. Nessuna PROVA inconfutabile, solo indizi. E’ una giustizia da terzo mondo. In Italia, danno gli arresti domiciliari così facilmente come in nessuna parte del mondo. Neanche nelle repubbliche delle banane. I Gip accolgono condanne preventive di custodie cautelari senza prove dei PM ma soltanto su indizi. E’ da terzo mondo. Sfido chiunque a contrabbattere se non ha cause pendendi e/o abbia mai scontato il carcere o abbia avuto mai a che fare con la giustizia italiana, e non mi riferisco ai giudici di pace per la multa in doppia fila.

  • fabiodellalazio

    La Kercher è stata assassinata la sera del 1° novembre 2007. Dal primo esame dell’autopsia, il patologo che si è occupato del caso ha stabilito che la sua morte è avvenuta tra le 22:00 e la mezzanotte di quel giorno.

    La mattina seguente un’anziana signora, residente nelle vicinanze dell’abitazione di via della Pergola in cui è stato ritrovato il cadavere di Meredith, chiama la polizia, insospettita dal ritrovamento di due cellulari abbandonati all’interno della sua proprietà.
    Le informazioni ricavate da uno dei due cellulari indirizzano gli agenti, della Polizia Postale di Perugia, verso la casa di Meredith Kercher. Al loro arrivo i poliziotti trovano Amanda Knox, coinquilina di Meredith Kercher, ed il suo fidanzato italiano Raffaele Sollecito fuori di casa. I due giovani dichiarano di essere in attesa dell’arrivo dei Carabinieri, da loro chiamati perché, avendo trovato il vetro di una finestra rotta (con un sasso però scagliato dall’interno verso l’esterno, come mostrano i frammenti di vetro sparsi in giardino), e la porta di casa aperta, avevano sospettato di un furto. Successivamente queste affermazioni sono state smentite dall’investigazione, che data l’arrivo della Polizia Postale alla casa di via della Pergola alle ore 12:35 e la telefonata di Sollecito ai Carabinieri solo tra le 12:51 e le 12:54.

    Entrando nell’appartamento i poliziotti trovano la stanza da letto di Meredith Kercher chiusa a chiave e decidono di sfondare la porta. Al loro ingresso trovano numerose macchie di sangue sparse per la camera, lasciata in disordine, ed intravedono un piede parzialmente coperto fuoriuscire da sotto il piumino che copriva il letto. La polizia ha asserito che la Kercher è stata assassinata con un coltello sul quale manico vengono rilevate le impronte della Knox e sulla cui lama (stranamente pulita con varechina) sono state trovate tracce biologiche riconducibili a Meredith.

    I tre sospetti sono:
    – Raffaele Sollecito, nato a Giovinazzo (BA), studente universitario di 23 anni all’epoca dell’omicidio.
    – Amanda Knox, studentessa statunitense originaria di Seattle, 21 anni e fidanzata con Sollecito al momento del delitto.
    – Rudy Hermann Guédé, originario della Costa d’Avorio, arrestato in Germania il 20 novembre ed estradato in Italia il 6 dicembre 2007.

    Nel caso è stato erroneamente coinvolto anche Patrick Lumumba, proprietario del locale dove lavorava Amanda Knox; secondo la falsa testimonianza di quest’ultima, infatti, egli si sarebbe trovato nel luogo del delitto la sera dell’omicidio. Le accuse si sono successivamente rivelate infondate ed è emersa l’inattendibilità della Knox come teste. La ragazza era difatti in forte stato confusionale dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti. A coinvolgere il congolese è stata anche l’errata traduzione di un sms in inglese inviatogli dalla Knox («see you later», il quale invece che come un generico «ci vediamo», è stato tradotto in modo letterale come «ci vediamo dopo», facendo così credere che i due avessero un appuntamento per la sera del delitto).
    Patrick Lumumba è stato quindi rilasciato e ogni accusa contro di lui è decaduta. In seguito all’ingiusta detenzione della durata di 14 giorni, Lumumba è stato risarcito con la somma di 8000 euro, ritenuti però insufficienti dal suo legale che ha promesso ricorso.

    Un altro nero, un ivoriano che all’epoca aveva 21 anni, privo di istruzione e lavoro e dall’infanzia traumatica, venne tirato in ballo e accusato prima di aver partecipato al delitto e poi di averlo commesso in prima persona, insieme alla violenza sessuale: Rudy Guédé.
    Rudy Guedé aveva raccontato di aver flirtato con Meredith per tutta una serata e che lei si era interessata a lui (cosa smentita dalle amiche di Meredith), e aveva spiegato la sua fuga in Germania subito dopo l’omicidio con la paura di venire accusato.

    Guedé ha raccontato che lui e Meredith la sera del 1° novembre si erano visti a casa della ragazza e che si erano scambiati effusioni, ma che non avevano fatto sesso per via della mancanza di preservativi. Guedé disse di essere andato in bagno a un certo punto per via del suo mal di pancia (causato da un kebab), e che mentre era in bagno qualcuno suonò alla porta. Meredith aprì e cominciò a litigare in inglese con il nuovo arrivato (che secondo Guedé era Amanda dato che erano spariti soldi e che Meredith aveva accusato Amanda per quello). A un certo punto Guedé udì delle urla e dei rumori, uscì di corsa dal bagno inciampando nei propri pantaloni calati e vide un uomo sconosciuto con in mano un coltello e Meredith per terra che sanguinava. Guedé disse di aver lanciato una sedia contro lo sconosciuto, che sarebbe scappato dicendo “negro trovato, colpevole trovato” ad un’altra persona appena fuori della casa.

    Guedé afferma di aver riconosciuto la sagoma femminile di Amanda Knox attraverso una finestra. Questa storia è però stata ritenuta inverosimile e contraddittoria per via delle testimonianze delle amiche di Meredith (che non conoscevano Guedé e non sapevano nulla dell’interesse di Meredith verso di lui), del fatto poi smentito che Sollecito e Guedé affermavano di non conoscersi, e della testimonianza di un ragazzo albanese che conosceva Guedé e che il giorno prima del delitto (o addirittura il giorno stesso) ha testimoniato di aver visto Amanda, Raffaele e Guedé appostati tutti insieme davanti alla casa di Meredith che la tenevano d’occhio con atteggiamento febbrile e nervoso.
    Secondo questa testimonianza Amanda ha minacciato l’uomo con un lungo coltello di ucciderlo se non se ne andava, e Sollecito avrebbe poi cercato di prenderlo alle spalle, armato di un coltello a serramanico, e finendo con l’inseguirlo per un tratto di strada.

    Inoltre non combacia il fatto che Guedé affermi di aver lasciato Meredith morta sul pavimento vestita, mentre la ragazza è stata invece ritrovata svestita (il reggiseno, tolto durante l’omicidio, riporta poi tracce biologiche di Sollecito e di Guedé, e dal referto medico la ragazza sembra essere stata violentata; i jeans invece sarebbero stati tolti dopo la morte).

    Si sono avanzati come possibili moventi il denaro (Amanda fumava molto hashish, Sollecito anche, e Guedé addirittura sembrava essere conosciuto come un “barone” della droga, a Perugia), un’orgia finita male (anche se dalla testimonianza dell’albanese, la cosa sembra premeditata), oppure un rito esoterico (dato che il delitto è avvenuto proprio la notte di Halloween). Ma il vero movente rimane sconosciuto.

    Il 28/10/2008 il GUP di Perugia ha condannato Rudy Hermann Guédé a 30 anni di carcere dopo il processo con rito abbreviato, e rinviato a giudizio Sollecito e la Knox.
    Ora Sollecito è stato condannato a 25 anni e la Knox a 26.

    Arcaici noi?
    Ricordate Sacco e Vanzetti?

  • radisol

    Per carità, gli Usa non hanno storicamente da insegnarci niente in tema di giustizia …. solo pochi giorni fa hanno giustiziato un minore chiaramente incapace di intendere e di volere …. e sono sempre poveracci come quello a finire nelle “celle della morte” … ci fosse mai finito un boss della mafia che pure in America non scherza ….

    Ma che il processo in cui era imputata Amanda, come del resto molti altri in Italia, si sia di fatto concluso con una condanna basata esclusivamente su indizi, molti dei quali anche assai discutibili, mi sembra – per quel poco che ho seguito il dibattimento – un dato oggettivo …

    Qui il discorso si farebbe sicuramente assai lungo e complicato … ma io continuo a pensare che, nel dubbio, è sempre meglio un colpevole in libertà che un innocente in galera ….

    Tanto più in casi come questo dove è assai difficile ipotizzare il rischio di una reiterazione del reato ….

    Ma mi rendo conto di essere fuori moda in un’epoca in cui i “forcaioli” imperano anche a sinistra ….

    K.
    ………………….. da bellaciao.org.it

  • Mara79

    Gli americani si facciano gli affari loro, in fin dei conti quando un italiano delinque da loro l’estradizione non la vede neanche in cartolina.
    Però eviterei di esaltare il nostro pachidermico sistema giudiziario italiano, è una vergogna in blocco.
    E poi mi scusi signor Gambescia, ma il fatto che da noi un assassino se ne esca dopo dieci anni di galera le sembra un motivo di vanto?

  • tixgo

    E’ singolare come basti che uno difenda questo paese dalla prepotenza evidente da parte degli USA che qualcuno si erga sopra tutti gli altri e dica “Sei nazionalista!”.

    Comunque, io voto per il meno cretino! Le differenze contano.
    Nessuno qui ha gridato “W i cretini!”, ma ha cercato di far ricordare ai “più democratici dell’universo conosciuto” che chi si considera democratico e liberale dovrebbe darne prova ogni giorno…
    E soprattutto non basta dire “W l’Italia” per essere nazionalisti.

  • tixgo

    BRAVO! condivido in piena

  • tixgo

    …E stiamo ancora aspettando giustizia per Cermis!!! Continuiamo a leccarli il culo…

  • Mari

    … io ricordo ancora i 43anni dati alla Baraldini … eppure non aveva ucciso nessuno http://it.wikipedia.org/wiki/Silvia_Baraldini

  • lucamartinelli

    quoto al cento.

  • lucamartinelli

    durante una delle innumerevoli trasmissioni sul fatto, ho sentito una dichiarazione dagli States che mi ha allietato la giornata, perchè mi ha fatto ridere per mezz’ora: Amanda doveva essere processata negli USA, in quanto cittadina americana. credono ancora evidentemente di essere i padroni del mondo. ridicolo. e a proposito della loro giustizia chissa’ quando si renderanno conto che una giustizia di classe non è giustizia. dalle loro parti se sei alto, biondo, protestante e ricco ti stendono i tappeti rossi. se sei negro, ispanico o oriundo italiano la pena di morte non te la leva nessuno. yankee go home. saluti

  • LonanHista

    gli americani hanno ragione…..è normale che non si fidino della giustizia italiana….come si fa a credere nella nostra magistratura specie dopo che per esempio 3 gradi di giudizio hanno stabilito i colpevoli della strage di via d’amelio….MA OGGI ARRIVA UN PENTITO, UNA PERSONA CHE SI AUTOACCUSA DI 50 OMICIDI DI STRAGI DI AVER SCIOLTO UN BAMBINO NELL’ACIDO..ebbene invece di massacrare e gettare alle iene il corpo di questo infame ..i giudici nn solo lo ascoltano ma imbastiscono un teatrino tale da riaprire anche il processo per la strage di via d’amelio……COME FIDARSI DELLA GIUSTIZIA ITALIANA?……che si fida dei criminali, piuttosto che delle persone comuni?……………..FANNO BENE GLI AMERICANI A NON FIDARSI PERCHé LA MAGISTRATURA ITALIANA è CORROTTA INETTA….hanno imbastito per anni teatrini sulle stragi anni 70…hanno fatto e rifatto processi per avere come risultato NIENTE…………………….gli americani fanno bene a non fidarsi della magistratura Italiana….loro la conoscono bene…..dato che in molti..troppi casi le procure dipendono proprio da loro(domandare ad andreotti e sul processo politico subito dopo mani pulite…)…oggi lo stesso sta accadendo con berlusconi….gli americani che controllano dall’alto la cosca delle toghe(IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA DIPENDE DAGLI INPUT AMERICANI) dopo mani pulite hanno deciso di far fuori quello che è diventato un alleato scomodo e allora imbastiscono il teatrino spatuzza……E LO SANNO BENE GLI AMERICANI COME FUNZIONA LA MAGISTRATURA IN ITALIA DATO CHE SONO LORO A GUIDARLA….per cui sul processo di perugia si aspettavano di vedere assolta la loro cittadina………..ps.domandarsi perché boss come badalamenti e buscetta hanno preferito affidarsi agli americani…….domandarsi perché un ex pm che si da alla politica e fonda un partito DEVE PER FORZA AVERE L’AVALLO AMERICANO……domandarsi perché nonostante i tanti processi berlusconi è ancora lì….nonostante i reati commessi..E OGGI INVECE RISCHIA DI FINIRE AL GABBIO SOLO PER LE PAROLE DI UN INFAME…CHE SE FOSSE UN UOMO DOVREBBE AMMAZZaRSI….perché proprio oggi?perché adesso? (dipendesse da southstream.gheddafi)……………………..E APPUNTO GLI AMERICANI LA CONOSCONO A FONDO LA NOSTRA MAGISTRATURA(dipende da loro…)………..per cui si aspettavano l’assoluzione di amanda….
    e a leggere DA MESI queste cose come si fa a non parlare di complotto? http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/berlusconi-varie-3/financial-times/financial-times.html

  • Tao

    PERUGIA IN AMERICA

    7 dicembre 2009
    7 dicembre 1982 In Texas la prima esecuzione con l’iniezione letale: Charlie Brooks

    DI CLAUDIO GIUSTI

    Mi è stato chiesto come avrebbero trattato gli americani il delitto di Perugia.
    Provo a rispondere facendo alcune ipotesi e inizio togliendo subito di mezzo la polemica sulla polizia scientifica e i forensic labs: ribadendo che gli americani farebbero meglio a guardare in casa loro, dove una quantità di laboratori di polizia sono stati investiti da furiose polemiche e inchieste di cui sarebbe troppo lungo parlare. Mi limito a ricordare che il laboratorio dello Houston Police Department è stato chiuso d’autorità. Fra le molte ragioni quella che ci pioveva dentro, come del resto pioveva in quello di Dallas. In quelle due contee hanno avuto fatto più del 10% delle esecuzioni americane e lo stato della loro scienza forense (vedi il caso di Cameron Todd Willingham) è così penoso da avere indotto persino il Parlamento Texano a istituire una commissione d’inchiesta.

    Tornando a Perugia iniziamo notando che il sistema giudiziario americano è completamente diverso dal nostro (come lo è dai sistemi di common law) ed è basato sull’assoluta libertà d’azione di cui dispone il District Attorney. E’ il Procuratore che decide se incriminare, chi incriminare e per quali reati, ed è sempre il DA che decide se patteggiare e in che termini. Questa incondizionata autonomia consente una enorme pressione sugli accusati e produce una totale arbitrarietà nell’imposizione sia della pena capitale che delle altre pene.

     

    La Procura ha il completo controllo della situazione e decide se chiedere o meno la pena di morte (magari dopo essersi consultata con la famiglia della vittima), se patteggiare o andare al processo con un’imputazione minore, o se utilizzare la minaccia dell’esecuzione per ottenere un patteggiamento.
    In Europa lo chiamiamo torturare la gente, ma in America accade spesso che le cose vadano così:
    ”Sei in prigione da due anni in attesa del processo quando si presenta un tizio che dice  – Se ti dichiari colpevole questa è la condanna e fra due anni sei fuori, ma, se ti ostini a proclamarti innocente, fra un anno c’è il processo e se vinciamo noi ti ammazziamo –  Voi cosa fareste?” 

    (Birmingham News “A Death Penalty Conversion”, 06/11/2005 e articoli seguenti)

     

    Questo potere assoluto consente di ottenere con il patteggiamento il 70% delle condanne per omicidio e il 96% di quelle per i felonies (crimini che prevedono una pensa superiore all’anno).

    Il processo americano è una specie in via d’estinzione.

     

    Nei casi di omicidio con più complici la funzione del DA è stata paragonata a quella di un regista che assegna le parti in una recita teatrale. Paragone calzante; non tanto perché è lui che decide tutto, quanto perché gli americani spezzettano il processo in tanti procedimenti quanti sono gli imputati, ognuno dei quali avrà il “suo” dibattimento. In ognuno di questi la Procura si sente libera di presentare alla giuria una versione dei fatti completamente diversa dalle altre e di costringere un imputato, in cambio del patteggiamento, a fornire la testimonianza adatta alla sua parte. (I casi paradigmatici sono quelli di Jesse DeWayne Jacobs e di Napoleon Beazley)

    La recita di cui parliamo è allestita a beneficio di un pubblico esiguo ma scelto: i dodici giurati e le loro fobie e pregiudizi: con il vantaggio che il loro gradimento non deve essere motivato, perché non devono spiegare le ragioni per cui accettano le tesi di una parte e non quelle dell’altra. I giurati decidono all’unanimità se l’imputato è colpevole o non colpevole del reato ascrittogli, ma non spiegano il ragionamento che li porta a tale conclusione.

    Nel processo americano (in cui non c’è la parte civile) vince chi inizia con gli opening statements più facilmente comprensibili e conclude con le arringhe (closing arguments) che raccontano una storia semplice da capire e ricordare. Quello che convince una giuria non è la solidità delle prove, ma la coerenza del racconto del Procuratore. Se la storia che le viene esposta funziona sotto l’aspetto narrativo è difficile che la giuria vada poi a vedere se ci sono prove sufficienti della colpevolezza dell’imputato. Solo così si spiegano tante condanne a morte e tantissime condanne alla prigione: alla giuria è piaciuto di più il racconto che le ha fatto l’Accusa rispetto a quello della Difesa. 

    Più che un processo un premio letterario.

    In America, i tre di Perugia, sarebbero passibili di pena capitale, ma ben difficilmente questa sarebbe chiesta per tutti e gli scenari possibili erano almeno due.

    Nella prima sceneggiatura, che chiameremo “Impicca il negro”, la parte principale è assegnata all’imputato di colore per il quale si chiede la pena di morte. Al ragazzo bianco sarà invece data la parte del complice pentito che, in cambio di una condanna all’ergastolo, dà alla giuria una versione concordata con l’Accusa. La ragazza bianca, in questa versione della recita, se la caverebbe con poco o nulla; l’importante è che si presenti in aula in veste di vittima delle circostanze.

    La seconda sceneggiatura è ben più intrigante e originale della prima e ha per titolo “A morte la strega”. In essa la parte principale è assegnata alla ragazza (che i tabloid inglesi chiamano Foxy Knoxy), mentre i due maschi reciteranno quella dei poveri coglioni irretiti dalla dark lady. La bionda dallo sguardo di ghiaccio sarà dipinta come una perversa mangiatrice di uomini che, nel suo delirio di onnipotenza, non si ferma davanti a nulla. Una sadica pervertita che merita la morte.

    Queste sono ovviamente le mie fantasie di studioso, ma occorre tenere presente che la realtà la fantasia la supera sempre. Non per nulla a Washington (lo Stato di Amanda Knox) un serial killer ha patteggiato 48 omicidi.

    Dott. Claudio Giusti
    Fonte: http://www.osservatoriosullalegalita.org/special/penam.htm
    7.12.2009

  • lucamartinelli

    grazie TAO.

  • castigo

    pure io, per gentile concessione, mi pregio di commentarLa:

    Qui in Italia, se la condanna verrà confermata, Amanda al massimo rischia di farsi dieci/dodici anni di carcere. Per poi essere ammessa al regime di semilibertà.

    notevole forma di “giustizia” liberare un ASSASSINO dopo 10/12 anni di galera…. quando va bene.
    notevole il valore che viene dato alla vita umana.

    Ricordiamo che questa misura consiste nella concessione al condannato e all’internato di trascorrere parte del giorno fuori dell’istituto per partecipare ad attività lavorative, istruttive o comunque utili al reinserimento sociale.

    e sono sempre servite a molto, si si….
    soprattutto a far capire ai parenti delle vittime la bontà del nostro sistema giudiziario e dell’impianto legislativo che lo sostiene.

    E il nostro sistema sarebbe arcaico? Ma che gli americani, a cominciare da Hillary Clinton, si vergognino. E puliscano prima in casa loro. Invece di comportarsi da prepotenti.
    Viva l’Italia. L’Italia di Beccaria.

    a prescindere dal fatto che gli usa non sono certamente nelle condizioni di impartire lezioni di giustizia a chicchessia, il nostro sistema giudiziario sta al beccaria come un mortaretto sta alla bomba H.
    sveglia, figliuolo, ci stanno ancora a prendere per il culo…..

  • castigo

    ottima questa impietosa analisi della “giustizia” made in usa!

  • TizianoS

    Il mio impulso iniziale è stato quello di dar ragione a Carlo Gambescia. Poi, leggendo l’articolo di Claudio Giusti, ho pensato che forse gli americani qualche ragione ce l’hanno. Il fatto è che America e Italia sono lontano anni luce una dall’altra e non solo in materia di processi.

    Vorrei aggiungere che i ricorsi in appello in Italia sono praticamente automatici, in America no. Questo comporta una enorme differenza tra i due impianti processuali, in Italia si devono attendere tre gradi di giudizio prima di avere una sentenza definitiva. Se in America si punta sulla “certezza della pena”, in Italia vige il principio della “certezza della riduzione della pena” e si punta su errori formali per annullare una sentenza, o si punta su regimi di semilibertà, ecc.

    Comunque ogni sistema giuridico risente del proprio input culturale, in America se sei WASP (White Anglo-Saxon Protestant) piuttosto che negro hai minori probabilità di essere condannato. In Italia, checché ne dicano gli americani, non c’è pregiudizio razziale, si fa solo una inevitabile discriminazione nel senso che non tutti possono permettersi buoni avvocati.

    Comunque anche il diritto cambia nei secoli. All’epoca dell’Inquisizione era necessaria la confessione, senza di essa nessuno poteva essere condannato, da qui il ricorso alla tortura. Famoso fu il caso di Tommaso Campanella (1568-1639) che si salvò dal rogo prima resistendo alle torture e poi fingendosi pazzo.

  • stefanodandrea

    Si può essere nazionalisti nel senso di “sono orgoglioso della mia patria, della mia terra, delle mie istituzioni”; questo orgoglio è quasi sempre se non sempre una malattia psicologica.
    Si può essere nazionalisti nel senso di “io appartengo a questa nazione, a questa tradizione, a questoo stato e questo è un dato di fatto. Io posso analizzare, contestare, guardare fuori del mio stato, e criticare la mia nazione, il popolo al quale appartengo. Questo possono falo anche gli stranieri. Ciò che gli stanieri non possono fare, mentre invece io si, è pretendere che la mia nazione il mio popolo il mio stato siano o diventino in un determinato modo”. L’assenza di questa convinzione è quasi sempre una malattia, una forma di infantilismo (è molto probabile che chi non abbia questa convinzione sia una persona infantile). Negli altri casi, quando non è infantilismo, è deviazione mentale, dovuta ad un dogma contrario: l’internazionalismo. Ma oggi che internazionalismo non significa nulla o pressoché nulla, essere antinazionalisti, anche nel secondo dei sensi precisati, significa essere nichilisti; non credere in nulla.
    I nichilisti migliori sono menefreghisti; i nichilisti peggiori, i presuntuosi, sono ipercritici, ma spesso sono sanno nemmeno loro in nome di cosa parlano (non sanno di essere nichilista).
    Visto che tu non se nazionalista nemmeno nella accezione positiva, sei internazionalista. E quale sarebbe il soggetto, l’organo o la collettività di cui ti senti parte? La fantomatica e inesistente moltitudine (una forma di nichilismo inconsapevole)? Il mitico proletariato?
    O forse sei nichilista? E in tal caso della migliore o della peggiore specie?
    Riflettici, se non si è internazionalisti si deve essere nazionalisti, nel miglior senso possiblile, altrimenti si è nichilisti.

  • Earth

    Eccetto holliwood, gli usa sono da spazzare via

  • radisol

    Spatuzza ha dimostrato di essere il colpevole della strage di Via D’Amelio raccontando particolari che solo chi l’aveva organizzata poteva sapere … era il precedente pentito, Scarantino, ad essere “manovrato” ed inaffidabile … eppure in tre gradi di giudizio ci si era fidati di lui e della sua tesi che voleva che in Via D’Amelio avesse agito non Cosa Nostra vera e propria ma la cosiddetta “stiddra”, cioè la mafietta minore di Caltanissetta …. questo per coprire non solo certe responsabilità degli esecutori ma tutta la trama “di stato” che c’era dietro l’ attentato a Borsellino, la “trattativa” tra carabinieri dei Ros e Cosa Nostra e tutto quello che ne segue …. ci avevano pure raccontato per anni che a sciogliere nell’acido il corpo del bambino era stato sicuramente Brusca ed invece Spatuzza si è preso pure questa responsabilità …. quindi certo che la giustizia italiana spesso fa ridere …. ma non nel senso che dici tu …. che poi tutta sta sceneggiata che fai è al chiarissimo scopo di difendere il Berluska ….. e, a scanso di equivoci, pure io penso che Spatuzza non basta, come sarebbe dovuto valere pure per Scarantino, a condannare nessuno …. ma da questo a “demonizzarlo” come testimone e condiderarlo certamente non credibile, per chiari evidenti scopi, ce ne vuole …. chi cazzo glielo avrebbe fatto fare ad accollarsi una strage ed un delitto inverecondo per i quali nessuno l’aveva mai nemmeno indagato ?

  • cris79

    questo articolo non è coretto,non è hillary Clinton a mettere in dubbio la sentenza,ma la senatrice democratica Maria Cantwel….dalla richiesta la Clinton si è limitata a dire che si informerà sulla vicenda e che non aveva letto approfondito niente riguardo al caso.
    quelle parole di dubbio venivano dalla senatrice…quindi un pò è stata una sparata questa affermazione.

  • LonanHista

    no, sbagli non difendo papi…voglio dire che è tutta una buffonata….PAPI IN PASSATO SI è COMPRATO I GIUDICI…CHE ANCHE SENZA VENDERSI SONO STATI DALLA SUA PARTE.. oggi invece basta un giudice civile per cavargli 750 milioni di euro o addirittura un essere spregevole qualunque per farlo cadere?..OPPURE TUTTA UNA CAMPAGNA ORCHESTRATA DA MESI E NON SOLO DA REPUBBLICA?…radisol, ti leggo spesso….apri il tuo cervello un momento:SECONDO TE LA MAGISTRATURA IN ITALIA è VERAMENTE IMPARZIALE?…..e da chi dipende?,,,,,……………….riflettici…a cominciare dai processi “politici” degli anni 70…e poi con la cassazione che assolveva i mafiosi..e dopo mani pulite sembra arrivata una nuova stagione… SENSO UNICO……..non voglio dire che tutti i magistrati siano corrotti…però che esiste nellìapplicazione della giustizia uno strano viatico….questo è chiaro… E SICCOME GLI AMERICANI SANNO COME FUNZIONA IN ITALIA(sono loro a manovrare-leggiti uno informato come HS)SI ASPETTAVANO CHE LA LORO CITTADINA AMANDA…FOSSE STATA ASSOLTA..(poi che fosse innocente o colpevole o che addirittura magari per colmo avesse girato un video snuff questo è relativo…del resto il pilota della strage del cermis girò il video della sua bravata fatta per scommessa….QUALCUNO LO HA FORSE CONDANNATO?………..)

  • radisol

    Amanda non è un militare in servizio come quelli del Cermis … e comunque il caso già sembrerebbe chiuso … ieri un organismo giudiziario Usa ha già decretato – alla velocità della luce ! – che il processo italiano è regolare …. Quanto a noi, lungi da me ogni fiducia scontata ed illimitata nella magistratura …. e non parlo solo dello scontato ed abusato caso Tortora ma ho ben presente il processo 7 Aprile e tanti casi simili …… la stessa vicenda di Cesare Battisti di cui tanto si parla a vanvera in questo periodo …. ma da questo a difendere i corrotti ( pressochè tutti reoconfessi) di Tangentopoli o personaggi come Berluskoni e Dell’Utri ce ne corre parecchio ….

  • mat612000

    siamo uno stato a sovranità limitata, gli USA ogni tanto ce lo ricordano…attendo grosse sorprese per l’appello…

  • kikof76

    Consiglio a tutti i giornali e televisioni americane e la senatrice che tanto critica il nostro sistema giudiziario che prendano in esame il caso del povero Enrico (per tutti chico) Forti e del povero Carlo Parlanti rinchiusi in carceri di massima sicurezza americani, uno in california e l’altro in florida per crimini che non hanno commesso e dove non vi nessuna prova materiale ma solo supposizioni e dove la difesa vanta prove contrastanti mai prese in considerazione…
    chico forti e stato condannato al’ergastolo,cioè uscira solo da morto e vive quotidianamente in una cella di 5 metri quadrati.
    se non altro ad amanda nox andra meglio tra una storia e l’latra dopo dieci anni se filerà e sicuramente il trattamento a lei riservato sara non dello stesso livello di quello riservato ai nostri poveri connazzionali in america….

  • anonimomatremendo

    le classi ,gli stati le nazioni,gli eserciti,la polizia,i tribunali,le banche,le merci ,il denaro,i salari ,iprofitti ecc ecc hanno ragion d essere soltanto in questa societá infame.se ti ci trovi bene buon per te.quelli come me,si inseriscono come possono nel movimento reale che abolisce lo stato di cose presente cercando di anticipare i caratteri della societá futura e negando quelli attuali nelle cui pieghe si adagiano comodamente quelli che pretendono che la loro nazione,il loro popolo,il loro Stato siano o diventino in un determinato modo.che fanno tutto fuorché indagare le condizioni storiche materiali che hanno portato alla comparsa di queste presunte categorie eterne ( stato popolo,nazione…) e vedere se per caso ,anche solo per curiositá, queste condizioni siano ancora valide,se cioé la produzione e riproduzione della specie umana debba necessariamente passare per la cruna dell ago di queste categorie,come fu un tempo,quando la produzione era ancora individule e parcellare e necessitava quindi di tali mediazioni”esterne”.

    la fisionomia del corpo sociale e´gia adulta é il capitalismo che lo tiene inchiodato a vecchi abiti che ormai gli vanno troppo stretti.infantile é colui che nonostante sia adulto si comporta ancora come quando era bambino ossia assume una forma di condotta che non corrisponde piú alla sua reale fisionomia.eattamente come il capitalismo e le sue categorie che non corrispondono piu´alle reali potenzialita´ del corpo unitario produttivo planetario per cui questo sará obbligato a disfarsene.la specie umana ha giá di meglio che frammnetarsi tra nazioni,classi sociali,e interessi conflittuali,perché la sua fisionomia e´gia matura per il grande salto,le uniche barriere sono costuite dai vecchi parrucconi inchiodati ancora alle vecchie gloriose categorie della passata rivoluzione :quella borghese,la quale ha giá dato tutto quello che poteva dare,ossia ha creato le condizioni storiche e materiali(industria globale integrata,sistemi automatici e scienza dei sistemi complessi)per il proprio superamento verso una societá senza classi e nazioni,libera e padrona dei propri mezzi.

  • anonimomatremendo

    forse ti tevo ricordare che chi difende questo paese,o uno qualsiasi,in realtá non difende altro che la classe sociale che di questo paese e´l´ spressione:la borghesia.ancora non l avete capito che gli stati,le nazioni ,i governi ecc ecc sono armi che la classe dominante usa per perpetuare il proprio dominio a spese dell intera umanitá?ma siete orbi o cosa?

    chi difende il “proprio” Paese ,se é appartenente alla classe dominante di quel paese allora per forza e´nazionalista,se invece e´solo un comune “cittadino” é semplicemente un fesso con attitudini nazionaliste.i cretini sono quegli intellettuali che si sentono appartenere a qualcosa che appartiene solo alla classe dominante e cercano di far passare gli interessi di questa classe per generali e universali.

    nazionalista é colui che da alla Nazione un certo valore,per cui si puó essere piu´o meno nazionalisti.Nel caso del Gambescia abbiamo un nazionalismo di tipo blando e moscio un po come per tutto il resto delle sue pubblicazioni.

  • bluerik3

    Brava, hai ragione

  • Cagliostr0

    amanda potremmo addirittura vederla al grande fratello 20!!!!!….

  • stefanodandrea

    La terra è la casa del popolo. Lo Stato è la organizzazione che esso si dà. La nazione sono, almeno, la lingua, le creazioni artistiche e letterarie espresse in quella lingua, le narrazioni relative ai fondatori e quindi i miti del coraggio e così via. Molto di tutto ciò, con altri nomi, c’è sempre stato, anche prima del capitalismo. Qualsiasi comunità stanziata su un territorio ha in germe quei caratteri. Sono fatti, che non si possono volere o non volere, ma all’interno dei quali si può e deve agire.

  • anonimomatremendo

    La rivendicazione di una lingua nazionale è caratteristica rivoluzionaria di ogni rivoluzione capitalistica antifeudale; strumento indispensabile allo sviluppo di un mercato nazionale per la libera circolazione di proletari e merci al suo interno, condizione basilare per lo sviluppo della valorizzazione del capitale. La lingua nazionale dunque ‘ingloba’ (o mette in secondo piano, in quanto, nella lotta fra dialetti, uno solo alla fine risulterà vincitore) tutti i dialetti locali che non corrispondono più alle generali necessità della nuova situazione storica.

    E la cultura? Una cosa è la cultura e altra cosa è la lingua.

    Per Marx e Lenin, la cultura è sempre cultura di classe, anche se per la borghesia questa è sempre cultura nazionale di un dato popolo e quindi la sopravvalutazione ed ‘eternizzazione’ della lingua nazionale le serve da impedimento al formarsi di una cultura, meglio di una teoria di classe, proletaria e rivoluzionaria.

    Che la lingua nazionale sia strumento indispensabile per la formazione e sviluppo di un mercato nazionale, non significa che essa sia ‘lingua di tutto il popolo’: essa rimane sempre lingua di classe.

    La lingua parlata nel dato periodo storico è dunque la lingua del modo di produzione vigente e della classe che ne detiene il potere. Prima dell’Ottobre 1917, in Russia gli aristocratici parlavano francese, i socialisti tedesco ed i contadini una dozzina di lingue e dialetti. Se il movimento rivoluzionario del primo dopoguerra fosse giunto alla vittoria in tutto il mondo, avrebbe avuto sicuramente una lingua propria: si parlocchiava allora una specie di ‘francese internazionale’.

    Non possiamo anticipare una qualche forma della futura lingua internazionale, ma una cosa è certa: con la scomparsa del capitalismo, scompare il mercantilismo e la divisione della società in classi. Con questi spariranno le nazioni e le rispettive lingue nazionali.

  • terzaposizione

    Stavo anchio cercando notizie su Forti e Parlanti, a gente come Arcaico consiglierei di informarsi sul destino dei ns. connazionali in carcere negli USA,paese che detiene la maggior popolazione carceraria.
    Inoltre a quelel anime belle che sputano sulla ns.Giustizia domando: ma O.J.Simpson era innocente?

  • fightwithyourmind

    gli americani,sino ad ora,hanno ottenuto tutto con la prepotenza,proprio come fanno i bulli di strada…sono dei giudici nati che sanno solamente puntare il dito nei confronti del deficiente di turno,a cominciare da quell’idiota fanatico di bush che si è ritrovato sul “trono”non sa nemmeno lui perchè…i giornali italiani dovrebbero un po’ più tener testa a questi americani del cazzo e cacciare qualche scheletro dall’armadio,che è pieno,a cominciar5e dal genocidio in vietnam(solo così si può chiamare)…mi fanno ridere!