Home / ComeDonChisciotte / IL CASO IRAN

IL CASO IRAN

DI FRANCO CARDINI
diorama.it/

Qualcosa di molto grave si sta profilando in Occidente: qualcosa che forse minaccia il mondo. E’ uno scenario che purtroppo abbiamo già visto. Tra 2002 e 2003 i governi statunitense e britannico inscenarono una pietosa e vergognosa commedia cercando di far credere al mondo che l’Iraq di Saddam Hussein fosse in possesso di pericolose armi segrete di distruzione di massa. Era incredibile: e infatti chi aveva capacità di comprendere e di assumere informazioni precise si rese subito conto che si trattava di una colossale e infame menzogna. Ma i mass media insistevano, i politici – anche italiani – erano già decisi a seguire il sentiero tracciato del sinistro signor Bush: il risultato fu la guerra e un’occupazione che perdura e dalla quale gli stessi italiani non sanno come far a uscire.[1]

Sette anni dopo, siamo alle solite: analogo scenario, analoghe sfrontate bugie. La vittima designata, ora, è l’Iran. Auguriamoci che le dissennate dichiarazioni dei politici e dei mass media non preludano a qualcosa di simile al pasticcio irakeno: stavolta sarebbe molto più grave. La Repubblica Islamica dell’Iran è una società molto complessa,[2] che non è certo retta da un regime totalitario, bensì da un sistema assembleare per certi versi paragonabile a una repubblica protosovietica controllata da un “senato” di teologi-giuristi. Nata da uno strappo violento che ha sottratto trent’anni fa agli USA il suo più sicuro e fedele alleato-subordinato e che ha fatto tabula rasa d’importanti interessi petroliferi occidentali, è strutturalmente avversaria della superpotenza americana: dal momento che essa individua in Israele il principale supporto della politica statunitense nel Vicino Oriente, essa avversa radicalmente anche quest’ultimo. Non c’è dubbio che il governo iraniano attuale abusi dei suoi poteri, a cominciare da quello che gli consente di comminare pene capitali, e che non rispetti alcuni diritti della persona umana. Non è l’unico a far certe cose (tali diritti non sono rispettati nemmeno nell’illegale campo di detenzione di Guantanamo, tenuto aperto dalla Prima Democrazia del mondo): ma le fa, e ciò dev’essere denunziato con deciso rigore.

Ciò non toglie che sull’Iran il mondo occidentale in genere, italiano in particolare, sia malissimo informato. Esaminiamo sinteticamente i quattro fondamentali capi d’accusa che vengono ormai rivolti abitualmente al governo di Ahmadinejad: si sarebbe reso responsabile di gravi brogli elettorali durante le ultime elezioni e di una pesante repressione delle proteste da parte dell’opposizione; minaccerebbe e programmerebbe un attacco contro Israele, con intenzione di distruggerlo; starebbe fabbricandosi un potenziale nucleare militare; sarebbe candidato a cedere in quanto isolato internazionalmente.

Si tratta sostanzialmente di quattro calunnie, per quanto ciascuna di essi riposi su un qualche elemento di verità. Vediamole in ordine.
Prima. In una recente intervista consultabile nella versione telematica di “Panorama” del 30.12.2010 una delle maggiori esperte di cose iraniane, Farian Sabahi,[3] non ha escluso che vi siano stati brogli elettorali, ma ha sottolineato che essi non possono aver falsato sostanzialmente il responso delle urne che è stato comunque con certezza largamente favorevole ad Ahmadinejad in quanto egli, a differenza dei suoi elettori, ha saputo guadagnarsi la fiducia della maggioranza degli iraniani non grazie alle sue tracotanti minacce contro Israele, bensì con una politica sociale che ha costantemente messo a disposizione dei ceti più deboli una massa ingente di pubbliche risorse, ha consentito a 22 milioni d’iraniani di accedere a efficaci cure mediche gratuite, ha aumentato molti stipendi (p.es. del 30% quello degli insegnanti), ha aumentato del 50% l‘entità delle pensioni. Al contrario i suoi avversari, pur abilissimi a mobilitarsi su Twitter e forti nei ceti medi specie della capitale, hanno fatto ben poca breccia nei centri minori e praticamente nessuna nelle campagne. I nostri mass media insistono sui deliri oratori hitleriani di Ahmadinejad (che peraltro riassumono sistematicamente, senza darci modo di capire che cosa effettivamente egli dica, e a chi, e in quali contesti), ma non c’informano per nulla della sua politica sociale, impedendoci di farci un’idea di che cosa realmente sia l’Iran di oggi.[4]

Seconda. Quanto all’atteggiamento di Ahmadinejad contro Israele, è indubbiamente una maldestra e odiosa misura propagandistica da parte sua la contestazione della shoah; ma, quanto alle minacce, chi non si limita al materiale scaricato da Twitter si è reso facilmente conto che il presidente iraniano non ha mai affermato che Israele vada distrutta (cioè che gli israeliani siano eliminati o cacciati), bensì che la pretesa di uno stato ebraico che si presenti come etnocratico e confessionale ma che nello stesso tempo pretenda di essere un modello di democrazia all’occidentale è evidentemente insostenibile in quanto costituisce una contraddizione in termini. Da ciò Ahmadinejad non deduce che lo stato d’Israele vada distrutto dall’esterno, ma che esso non potrà mai mantenersi sulla base dei principi proclamati. Oltretutto, nell’ormai radicato immaginario occidentale Ahmadinejad starebbe minacciando di distruzione nucleare Israele: ora, si domanda come può il leader di uno stato che non è ancora arrivato nemmeno al nucleare civile minacciare di distruzione nucleare un paese che invece dispone sul serio di un nucleare militare. Tutto ciò è assurdo. E non è difatti mai accaduto. Ahmadinejad si limita a dire che la convivenza di ebrei e di palestinesi dovrà essere rifondata su basi diverse da quelle dell’attuale stato d’Israele se vorrà avere qualche probabilità di sopravvivere.

Terza, la questione nucleare. Qui siamo al ridicolo e all’infamia al tempo stesso. L’11 febbraio scorso, trentennale della rivoluzione khomeinista, l’ambasciatore iraniano presso la Santa Sede Alì Akbar Naseri indiceva una conferenza stampa. Visto il momento “caldissimo” nell’opinione pubblica, si potrebbe supporre ch’essa è stata presa d’assalto dai media. Macché. Né un TG importante, né una testata di rilievo: è così che da noi si fa informazione. Tuttavia, le pacate dichiarazioni del diplomatico hanno richiamato un’ennesima volta a una verità obiettiva che ormai conosciamo. Il 4 febbraio scorso, il governo iraniano ha formulato alla authority internazionale nucleare, l’AIEA, una proposta molto flessibile e ragionevole: accettazione della prassi elaborata dal gruppo dei 5+1 (USA, Russia, Cina, Francia, Germania) nell’ottobre scorso, sulla base della quale l’Iran consegnerà delle partite di uranio arricchito al 3,5% alla Russia, che lo porterà al 20% e lo passerà alla Francia incaricato di restituirlo all’Iran. Date però le circostanze e il macchinoso sistema elaborato, il governo dell’Iran – temendo evidentemente che l’uranio gli venga sottratto – chiede semplicemente che lo scambio avvenga in territorio iraniano e che ad ogni cessione di partita di uranio al 3,5% l’Iran venga risarcito con la consegna di una pari quantità arricchita al 20%. Non si capisce perché il governo statunitense abbia rifiutato come “non interessante” una proposta del genere e si ostini a pretendere dall’Iran la pura e semplice cessione del minerale, senza contropartite né garanzie. Ciò corrisponde solo a un vecchio e abusato trucco diplomatico: formulare pretese assurde e irricevibili per poi accusare l’avversario, reo di non averle accettate. Bisogna al riguardo tener presente due cose: primo, per avviare la costruzione del nucleare militare è necessario un arricchimento dell’uranio all’80%, mentre l’Iran non è ancora in grado nemmeno di arricchirlo al 20%, limite indispensabile per gli usi civili. E di sviluppare un nucleare civile l’Iran ha diritto, in quanto paese firmatario del trattato di non-proliferazione (gli unici tre stati che non hanno firmato sono Israele, India, Pakistan). Il punto è che sembra proprio che i soggetti occidentali più importanti (quindi il governo statunitense e la NATO, che da esso è largamente controllata) siano ben decisi a procedere su una strada pregiudizialmente tracciata. In un’intervista concessa a Luigi Offeddu del “Il Corriere della Sera”, e pubblicata il 29.2.2010, Adres Fogh Rasmussen, segretario generale della NATO dall’agosto 2009, ha proferito affermazioni allucinanti nella sostanza non meno che nel tono: “Al momento dovuto, noi prenderemo le decisioni necessarie per difendere i paesi della NATO”, ha dichiarato.[5] Ha parlato di un sistema missilistico difensivo, risultato di una triplice collaborazione tra USA, NATO e Russia, fingendo di non sapere che in realtà la Russia è preoccupata delle installazioni missilistiche USA-NATO in Romania e in Polonia, non è soddisfatta dei chiarimenti fornitile (secondo i quali esse sarebbero dirette contro la minaccia iraniana) e la sua richiesta di “collaborazione a tale sistema è, in realtà, una richiesta di controllo. Rassmunsen, ignorando del tutto le proposte iraniane, continua a proporre un diktat: l’Iran consegni tutto il suo uranio che verrà arricchito all’estero, senza alcuna possibilità di controllarne il destino, senza alcun controimpegno e senza alcuna contropartita. C’è da chiedersi chi mai potrebbe accettare imposizioni del genere.

Quarto. Si continua acriticamente a ripetere, da noi, che ormai l’ONU sarebbe pronta a inasprire l’embargo all’Iran e che lo stesso consiglio di Sicurezza sarebbe d’accordo: si tratterebbe solo di convincere la Cina a non usare il suo diritto di veto e a studiare sanzioni che colpiscano il governo iraniano, ma non la popolazione. Quest’ultimo proposito è manifestamente ipocrita: le sanzioni colpiscono sempre le popolazioni, e in genere rinsaldano la loro solidarietà con i loro governi (a parte l’ipocrisia del governo italiano, che sostiene di preoccuparsi per ragioni umanitarie mentre in realtà è in ansia per il grosso business iraniano dell’ENI, che potrebb’essere compromesso dalle sanzioni con un forte danno agli interessi italiani). Ad ogni modo, le sanzioni contro l’Iran non funzioneranno, perché il governo iraniano è a vari livelli in contatto positivo con molti paesi e ha stipulato o sta stipulando accordi non solo con Cina e Russia, ma anche con la Siria, col Venezuela e con la Turchia. E’ del 19.2., stando a due “lanci” AGI, la dichiarazione del viceministro degli Affari Esteri Serghiey Ryabkov, secondo la quale non solo la Russia è contraria a un inasprimento delle sanzioni contro l’Iran e indisponibile ad appoggiarle, ma si conferma intenzionata a fornire all’Iran i sistemi antiaerei S-300, come si era impegnata a fare.

Insomma, il regime iraniano può non piacere: ma non ha la possibilità e forse nemmeno l’intenzione di costruire armi nucleari e non si trova affatto in una posizione di assoluto isolamento diplomatico.
Ma allora perché gli USA sembrano preoccuparsi dell’Iran di Ahmadinejad al punto di arrivare alle esplicite minacce? L’atomica, i diritti umani e le minacce a Israele non c’entrano. C’entra invece il modesto isolotto di Kish sul Golfo Persico, che gli iraniani hanno scelto a sede di una futura rete di scambi petroliferi mirante alla costituzione di un “cartello” che si fonderebbe sull’unità monetaria non più del dollaro, bensì dell’euro. Questa è la bomba nucleare iraniana che davvero gli americani temono.

E allora, immaginiamoci un possibile e purtroppo piuttosto probabile futuro. La guerra, lo sanno tutti, è un gran ricco business: vi sono cointeressate potentissime lobbies industriali e finanziarie internazionali; è rimasta l’unica attività produttiva statunitense che davvero “tiri”; le commesse vanno rinnovate e gli arsenali debbono essere vuotati se si vogliono riempire di nuovo; poi ci sono i generali (non solo i generaloni del Pentagono, quelli che ostentano nomi da conquistatore romano, tipo Petreus; ma anche i generalucci della NATO e i generalicchi italiani, per tacer degli strateghi-geopolitici da TV…); inoltre c’è il sacrosanto spiegamento dei fondamentalisti cristiani, ebrei e musulmano-sunniti che non vedono l’ora di saltar addosso al demonio sciita; infine ci sono i poveri cristi che aspettano di venir ingaggiati come in Afghanistan e in Iraq, la folla dei portoricani in caccia della magica green card che fa di loro dei quali cittadini statunitensi, i sottoproletari che sognano di ascendere al rango di contractors. Tutte insieme, queste forze sono – non illudiamoci – potentissime.

Se non ci salva il duplice “veto” russo-cinese al Consiglio di Sicurezza dell’ONU (ma anche quello non sarà sufficiente: basterà la NATO, come in Afghanistan nel 2001: poi, l’ONU sarà costretta ad avallare…), oppure, meglio ancora, un deciso “no” degli israeliani che – a differenza del loro governo – non hanno perduto il ben dell’intelletto e la voce dei quali potrebbe contare moltissimo dinanzi all’opinione pubblica mondiale , l’aggressione all’Iran probabilmente si farà. E’ molto più facile di quella all’Iraq del 2003: il sunnita e “laico-progressista” Saddam poteva contare su molti amici negli USA, in Europa e nel mondo musulmano, l’Iran fondamentalista e sciita non ne dispone. Poi, tra qualche anno, qualcuno in gramaglie verrà a dirci che no, ci eravamo sbagliati, la bomba nucleare proprio l’Iran non ce l’aveva e nemmeno i terribili missili puntati contro l’Occidente; qualcun altro sgamerà, altri ancora si rifugeranno nell’amnesia. Frattanto, nella migliore dell’ipotesi, ci saremo infilati in un pantano sanguinoso e costoso, peggiore di quelli afghano e irakeno messi insieme: un pantano nel quale sguazzeranno allegramente solo le anatre e le rane tipo gli imprenditori, i militarastri e i sottoproletari del “finché-c’è-guerra-c’è-speranza”, che ciascuno al suo livello ci guadagneranno (“produzione e consumo” in alto, patacche e promozioni a mezza tacca, “posti di lavoro” in basso), o tipo La Russa, che già ora s’inorgoglisce dei suoi picchetti d’onore e delle sue finte uniformi militari. Se non altro, tutto ciò darà una nota comica alla vicenda. Ma non illudiamoci: quella sarà soltanto la migliore fra le ipotesi.

Franco Cardini
Fonte: www.diorama.it/
Link: http://www.diorama.it/index.php?option=com_content&task=view&id=178&Itemid=1
22.02.2010

NOTE

[1] I media ci hanno poi informati che le armi di distruzione di massa non c’erano: ma nessun governante, nessun politico di quelli che a suo tempo avevano stragiurato sulla loro esistenza, nessun intellettuale o pubblicista di quelli che immaginavano scenari festosi (tipo i liberatori che arrivano a Baghdad in mezzo ai fiori e alle bandiere del popolo irakeno liberato…), nessun mezzobusto televisivo-opinion maker ha fatto ammenda dell’errore in cui aveva tentato d’indurci, o meglio della menzogna proferita. Anzi, a dimostrazione della longevità dei falsi miti, Tony Blair, nel corso della sua pietosa autocritica che sigilla il fallimento della sua carriera di politico (dopo i danni che ha fatto, e che purtroppo paghiamo e pagheremo noi) è tornato sulle armi di distruzione saddamiste come se fossero davvero esistite, “dimenticando” la figuraccia sua e di altri.
[2] Cfr. L’iran e il tempo. Una società complessa, a cura di A. Cancian, Roma, Jouvence 2008; A.Negri, Il turbante e la corona. Iran trent’anni dopo, Milano, Tropea, 2010.
[3] Di cui cfr. F.Sabahi, Storia dell’Iran 1890-2008, Milano, Bruno Mondadori, s.d.
[4] Cfr. il lucido commento di M.Tarchi, La lezione iraniana, “Diorama letterario”, 296, ott.-dic. 2009, pp. 1-3.
[5] L.Offeddu, “L’iran si fermi sul nucleare o la NATO dovrà difendersi”, “Corriere della Sera”, 20.2.2

Pubblicato da Davide

  • nautilus55

    Condivido l’analisi di Cardini, ma non le conclusioni: il cosiddetto “Occidente” è oramai troppo povero per tentare una simile carta. Sarebbe Armagheddon: troppo pericoloso, anche per Wall Street.

  • TizianoS

    E’ chiaro che dal punto di vista militare l’Iran non sarebbe in grado di opporsi ad una “spedizione punitiva” contro i propri impianti nucleari. Ed essendo stata rinviata “sine die” la consegna dei già promessi missili antiaerei SS-300 russi, attualmente l’inferiorità iraniana è palese. Ma la Russia è combattuta tra il desiderio di non voler modificare con la consegna dei missili SS-300 l’attuale “status quo” e il desiderio di non passare per un paese che non tiene fede ai propri impegni.

    A mio modesto parere tutto dipende da questa consegna, e un attacco israelo-americano avverrà nel caso questa si verificasse, naturalmente prima che il sistema missilistico venga installato.

    L’analisi di Franco Cardini è comunque realistica e condivisibile, e fatta da persona seria ed esperta.

  • eresiarca

    Senz’altro da leggere, più la Sabahi… è il dossario sulle elezioni iraniane e i cosiddetti “brogli”, di D. Scalea: Elezioni iraniane: la tesi dei brogli al vaglio, http://www.eurasia-rivista.org/1276/elezioni-iraniane-la-tesi-dei-brogli-al-vaglio.
    ***
    C’è anche quest’articolo, sempre di D. Scalea, che merita senz’altro di essere letto: Iran: un’interpretazione di quanto sta accadendo, http://www.eurasia-rivista.org/3037/iran-uninterpretazione-di-quanto-sta-accadendo.

  • mikaela

    Preparing for the Worst

    The United States won’t bomb Iran, but another country might.

    By Anne Applebaum

    Let’s be serious for a moment. President Barack Obama will not bomb Iran. This is not because he is a liberal, or because he is a peacenik, or because he doesn’t have the guts to try and “save” his presidency in this time-honored manner, as Sarah Palin said she would like him to do.

    The president will not bomb Iran’s nuclear installations for precisely the same reasons that George W. Bush did not bomb Iran’s nuclear installations: because we don’t know exactly where they all are, because we don’t know whether such a raid could stop the Iranian nuclear program for more than a few months, and because Iran’s threatened response—against Israelis and U.S. troops, via Iran’s allies in Iraq, Afghanistan, Palestine, and Lebanon—isn’t one we want to cope with at this precise moment. ………………………………

    http://www.slate.com/id/2245619/?GT1=38001

  • vic

    Sentite un po’ la spifferata di un massone della City londinese, il piano dell’Elite sarebbe stato …, beh leggetevi l’articolo:

    http://projectcamelot.org/anglo_saxon_mission.html

    Sara’ vero? Sara’ semivero? Sara’ la trama di un thriller buttata via dall’autore in crisi in un pub londinese?

  • fengtofu

    @vic: il tuo link non funzia, sarà segnale che è il thriller cestinato, o che è pura verità? mi piacrebbe leggerlo

  • Eli

    Insisti fengtofu. A me il link ha funzionato, ed è inquietante e molto interessante.

  • Erwin

    …”è indubbiamente una maldestra e odiosa misura propagandistica da parte sua la contestazione della shoah”…

    …e continua a scrivere certe frasi!
    Mi piacerebbe sapere perchè sarebbe “odiosa” la “contestazione della $hoah”!

    Cosa c’è di odioso nel negare validità ad un FALSO STORICO?

    Possibile non abbia mai letto un testo revisionista?
    Possibile che alla sua età creda ancora alle favole?
    Sicuramente si!
    Da buon cattolico crede ai DOGMI!
    Quindi anche al semita dogma dell’o£ocau$to!

  • Nellibus1985

    La descrizione dell’attuale stato di cose è impeccabile, così come lo smascheramento delle menzogne a cui molti occidentali si ostinano a credere. Non credo però che una guerra all’Iran sia più “facile” di quanto lo fu quella all’Iraq. Non lo credo perchè l’Iran è una potenza notevole, a differenza dei vari stati-colabrodo, corrotti fino al midollo (Afghanistan talebano a parte, guarda caso), che lo circondano, inoltre non credo che gli americani, assieme ai loro cagnolini israeliani e britannici, possano spingersi a tanto; una azione del genere sancirebbe l’ufficializzazione delle ostilità, già esistenti ma ufficiose, nei confronti di Cina e Russia, che si irrigidiranno ulteriormente sulle loro posizioni. Spero che l’Europa si svegli e si schieri apertamente con queste ultime due potenze, così da isolare l’arrogante e delirante mostro anglosassone.

  • AlbertoConti

    Sono tristemente d’accordo con te. Tristemente perchè la posta del braccio di ferro è il prezzo del petrolio che sta per finire, e questo fatto non ce lo schioda nessuno.

  • antizog

    Solo un sano e consapevole ANTISIONISMO potrà salvarci da questa eventualità.
    Il cerchiobbottismo di Cardini,che paradossalmente rappresenta una delle piu avanzate forme di dissenso alla politica sionista, è lo spazio culturale necessario e sufficente affinche queste evenienze terrificanti si verifichino.Intimidire i mezzi di informazione,compresi i siti internet, con accuse di vario genere,dall’antisemitismo,al favoreggiamento del terrorismo etc..è sufficente a creare il clima sufficente a giustificare una guerra come lo sono state quelle in irak etc.
    Non è un mistero che la maggior parte della censura avviene su argometi come israele,lobby ebraica sioismo etc…e gli stessi gestori di siti ed utenti che spavaldamente ssi dichiarano contro questo sistema in realtà sono profondamente a livello incoscio intimiditi dalla propaganda ,il cui significato è dallo zingarelli-attività volta alla diffusione di idee…al fine di condizionare il comportamento e la psicologia di un vasto pubblico”Il terrore di essere accusati di antisemitismo ed istigare lo sterminio degli ebrei è a livello inconscio una accusa devastante,che impone agli individui una reazione altrettanto inconscia x rimuovere questa eventualità.
    Non biasimo Cardini che come tutti …tiene famiglia ma forse è il caso di cominciare consoderare il silenzio come un valido strumento per combattere il cinquettio,twitter propagandistico continuo e assordante dei media,compreso internet!Si sà,è noto soprattutto dalla scienza della comunicazione che quando a parlare sono milioni di persone che esprimono la loro personale ed inviolabile altissima opinione la unica voce che conta,che si impone sulle altre,che detta gli ordini, è quella che si esprime usando un singolo,univoco,IDIOMA.
    Chi è disposto a rinunciare ad esprimere la propia idiozia ?

  • AlbertoConti

    Non so se sei sposato/a, ma tu al tuo coniuge diresti sempre tutta la verità? Sì? E in quali forme? Metafore a parte, di coglionate il personaggio poteva risparmiarsene molte, con risultati certamente più positivi per il suo paese. Come sempre il popolo ha ragione, e comincia pure a ragionare!

  • antizog

    il paragone tra ahmadjnejad ed hitler non è casuale! il male assoluto puo essere solo distrutto,solo la guerra puo essere opposta al male assoluto.
    consioderare hitler come il male assoluto è la gisutificazione all’attacco all’iran.
    La propaganda antinazista è parallela a quella antiiran.
    Ogni volta che in tv si parla e si condanna il nazismo in realtà a livello incoscio si manipola la opinione pubblica per favorire la guerra prima all’iraq ed ora all’iran.

  • buran

    Condivido sostanzialmente il contenuto di questo articolo. Inoltre, avendo avuto modo di verificare personalmente i pregi del popolo iraniano in termini di ospitalità, gentilezza, onestà, livello culturale etc., mi rimane ancora più ripugnante l’idea che qualcuno li possa bombardare o possa anche solo pensare di avere qualcosa da insegnare loro. Di sicuro un paese marcio con un sistema marcio come l’Italia (ma tanto meno gli USA) non ha alcun titolo morale.

  • duca

    Trovo invece intelligente quello che tu chiami cerchiobottismo di Cardini.
    Troppo facile vedere uno scritto del genere liquidato banalmente con la solita storia dell’antisemitismo.
    D’altra parte guarda come è stato liquidato il tema del regionalismo in Italia: basta adombrare la possibilità di parlare di autonomie locali che si viene tacciati di leghisti con la bava alla bocca e si liquida il tema.
    Il succo del discorso di Cardini è altro e dirompente per i canoni dei media mainstream, ma messo in questi termini avrebbe quasi dignità di pubblicazione su di essi e sarebbe un a crepa non indifferente nella diga.

  • duca

    Giova peraltro ricordare che dai tempi di Alessandro Magno nessuno mai è riuscito a conquistare militarmente la Persia, e quando è stata sottomessa politicamente, si è liberata del giogo in tempi brevissimi, dal punto di vista storico.

  • AlbertoConti

    Sì, ma c’è una differenza col mondo globalizzato fondato sul petrolio e le armi tecnologicamente avanzate di distruzione di massa.

  • AmirAhmadi

    Sì, nel complesso bene Cardini, anche se a mio avviso il tutto sembra assemblato in maniera un pò frettolosa e con alcune imprecisioni.
    Che io sappia, ad esempio, la borsa di Kish è già una realtà, non una prospettiva: http://en.wikipedia.org/wiki/Iranian_oil_bourse#Opening

  • AlbertoConti

    Va bene tutto, cioè va male tutto, non ci resta che pregare. Una cosa però non riesco a digerire, a venirne a capo, ed è la distinzione tra i popoli e i loro governi. Detto da un italiano si può obiettare: senti chi parla! Ma alla fin fine, pur con tutti i brogli e imbrogli da mettere in conto, sono stati votati, continuano ad esserlo, e la storia si ripete, sembrerebbe all’infinito! Fosse per me non ne salverei uno dei leader sparsi oggi per il mondo. E che sono, un genio o un pirla? Voglio dire che questo del sionismo è un caso limite, al limite del paranormale, ma anche gli altri non scherzano quanto a fuori di testa, chi più e chi peggio ancora, sembrano le olimpiadi della demenza, primo premio l’estinzione democratica! La realtà è molto più banale, l’esistenza è dura e tutti antepongono la convenienza immediata e particolare all’armonia complessiva, il riferimento egocentrico al senso d’appartenenza in senso lato. Così ci s’infila nella trappola del tutto o niente, tutto oggi e niente domani. Ma vivi e lascia vivere, e accontentati di essere un uomo!

  • ilnatta

    Infatti… e tu come risponderesti all’affermazione che è l’unica soluzione? che senza la guerra anche l’europa sarebbe ancora sotto il giogo nazista?

  • duca

    Sicuramente, intendevo solo dire che comunque sia l’intervento militare iniziale non sarebbe la “passeggiata” dell’Iraq o dell’Afghanistan: di sicuro ci sarebbe solo il pantano successivo all’azione militare iniziale, ma di qualche ordine di grandezza superiore a quelli che vediamo in Iraq e Afghanistan.

  • buran

    Resta da vedere eventualmente il tipo di intervento. Sono convinto che gli USA non abbiano la capacità di occupare e tenere il paese, che è parecchio grande, considerato anche che molte risorse militari in uomini e mezzi sono impegnate su vari fronti. Resta l’opzione vile e terroristica del solito bombardamento aereo massiccio, ma allora c’è da mettere in conto, in Iraq, un passaggio degli sciiti dal semifiancheggiamento all’ aperta ostilità , e poi, siamo sicuri che la Russia accetti senza colpo ferire un intervento USA praticamente ai confini del suo territorio? Se teniamo conto dell’esperienza georgiana direi di no.

  • Erwin

    Non ho capito nulla.

  • duca

    Il che sarebbe peraltro coerente con quanto affermato in project camelot (link più sopra), ma forse ci stiamo spingendo troppo oltre, o forse no?

  • Truman

    (Traduzione rapida)

    Cerchiamo di essere seri un attimo. Il presidente Barack Obama non bombarderà l’Iran. Questo non perchè egli sia un liberale, o perchè sia un pacifista, o perchè non abbia lo stomaco per tentare di salvare la sua presidenza in questa maniera onorata, come piacerebbe a Sarah Palin che egli facesse. Il presidente non bombarderà le installazioni nucleari dell’Iran esattamente per gli stessi motivi per cui non l’ha fatto Bush: perchè non sappiamo esattamente se un tale raid riuscirebbe a fermare il programma nucleare iraniano per più di pochi mesi, e perchè la minacciosa risposta dell’Iran – contro le truppe di Israele e quelle degli USA, tramite gli alleati dell’Iran in Iraq, Afghanistan, Palestina e Libano – è qualcosa con cui non vogliamo avere a che fare in questo preciso momento.

  • antizog

    direi che secondo me tu ciai un taglietto da quelle parti basse…

  • ilnatta

    toppato! hai c’entrato il punto col tuo primo commento ma vedo che anche tu (come me) non hai valide argomentazioni…resto in attesa.

    ps: fidati non sono ebreo per niente!
    io penso solamente che le cose sono un tantino complesse…ad ogni modo neanche io credo alla propaganda sionista che l’iran voglia distruggere israele… la bomba atomica se la farebbe solo come garanzia di non essere attaccato… come tutti del resto…
    il mio dubbio è: mettiamo per assurdo che l’iran voglia intraprendere una strada come quella di hitler….. cazzo ci toccherebbe ancora schierarci con gli usa perchè indubbiamente il male minore… c’è poco da fare… no?

  • antizog

    il mio era un commento che intyendeva esprimere lo stato di esasperazione della situazione politca che è ben evidenziato da cardini.

  • nirax

    Analisi condivisibile, e soprattutto obiettiva, considerato il livello della stampa italiana ormai ridotta a gazzettino filo-atlantico.
    L’unico punto sul quale nutro qualche perplessità è la conclusione finale, ossia l’intervento armato da parte di israele e eventualmente della NATO.
    Non credo che ci siano i presupposti pratici ed economici per affrontare un conflitto geograficamente multidirezionale, dove gli “attori” non saranno rappresentati solo dalla repubblica iraniana, ma anche da hezbollah in Libano e Cisgiordania e dalle milizie Siriane di Assad. Senza poi contare che la Turchia di Erdogan si opporrà al sorvolo del suo spazio aereo creando non pochi problemi.
    Se il tanto decantato shin bet ha subito recentemente un KO dai miliziani hezbollah libanesi, che faranno sotto il tiro di più fuochi incrociati? Come ben ricorderete a nulla sono servite la tecnologia, i droni, i satelliti, i radar e gli strateghi militari di israele, se non a massacrare civili inermi e indifesi.
    Lo stesso possiamo dire della macchina bellica USA, in cui non si riesce a trovare un solo successo strategico negli ultimi 10 anni, ma solo leggende di “chiacchiere e distintivo” buone, forse, ad alimentare l’industria cinematografica.
    Nessuno ha la palla magica per prevedere i risultati, ma è certo che se sarà guerra questa cambierà definitivamente l’assetto geopolitico del nostro pianeta.

  • maumau1

    altro che atomiche…
    la vera super arma che gli USA non hanno e non avranno mai a causa della loro netta inferiorità su certi armamenti che nessuno osa pronunciare

    sono gli s300 e gli s400
    capaci da soli di annichilire qualsiasi tipo di missile ed aereo..
    tale da coprire come uno scudo invisibile qualsiasi città e postazione..
    sono loro a decidere se gli USA-Israele attaccheranno o meno
    in anticipo..
    la nave scomparsa e poi ritrovata (artic sea)portava gli s300 segno che Israele non è ancora pronta e cmq fa di tutto perchè non si installino quei missili!Tale fu la mistificazione che i giornali controllati tutti dai sionisti
    dissero e fecero dire ai giornalisti prezzolati che evidentemente c’erano dei pirati del nord (e narcos)…a forza di ripeterlo qualcuno iniziò pure a crederci..
    sebbene nessuno ne avesse mai sentito parlare lo si diede per buono
    ecco cosa diceva la stampa
    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200908articoli/46497girata.asp

    Un missile in grado anche di annientare i vettori atomici Jericho3 ..
    Gli USA sono fermi ancorai ai ridicoli patriot..
    Senza contare i Sunburn missile antinave inintercettabili che renderennero nessun porto attraccabile..

    La Russia vuole dotare l’Iran di questi missili perchè cosi’ è come se se ne lavasse le mani ..e non è costretta ad intervenire..

    ma gli USA lo sanno e faranno di tutto per accelerare le operazioni nel caso la Russia riesca a fonirli..o cmq di impedire che arrivino in Iran.
    anche perchè per proteggere molti siti ce ne vogliono parecchi..con 1-2
    nci abbatti appunto due aerei o due missili..
    ma in genere gli attacchi con missili o aerei possono essere anche di centianaia..ecco quindi che dovrebbero essere per stare al sicuro qualche centinaio..ma la cosa non è affatto facile.. logisticamente.

    quindi non è che c’è fretta per l’atomica,c’è fretta per gli s300..
    quando dicono fra poco avranno l’atomica in realtà vogliono dire fra poco avranno gli s300 e saranno inespugnabili!!

    ciao

  • myone

    Gli usa o israele ci metterebbero 1 solo giorno a farla finita, bombardando 3 o4 punti fatali, sia politici che di produzione di nucleare.
    Non avrebbero paura di sommosse mondiali, perche’ non esiste un sistema capillare perche’ sia.
    Gli iraniani, se perverranno all’ atomica, tireranno su la causa palestinese, isalmica, ecc ecc, e minaceranno.
    Fare una giornata di guerra preventiva e risolvere il caso, significherebbe fara fare ugualmente qualche bomba atomica o comperarla, da parte dell’ iran, e buttarla su israele, di sicuro.
    Nel mentre gli usa hanno da fare.
    Lasceranno che l’ arma se la procurino, e nel caso di minaccia, l’ iran dara’ il via alla fase di risoluzione mondiale finale, e sara’ abbassata atomicamente.