IL CASO GRILLO-FARAGE, OVVERO: BASTONA IL CANE FINCHE' NON AFFOGA

DI PINO CABRAS

megachip.globalist.it

Anche ai più smaliziati arriva solo la notizia che Farage sarebbe sessista, omofobo e razzista, un vero fascista albionico. Tutto falso, ecco perché

La Repubblica e il resto del coro del giornalismo in mano agli oligarchi italiani – ringalluzziti dalla recente vittoria elettorale del loro cavallo di razza, Matteo Renzi – continuano la loro campagna contro Beppe Grillo su un nuovo fronte, nato dai recenti colloqui del leader dei cinquestelle con Nigel Farage, capo del partito britannico UKIP. La campagna si concentra ora su questo partito, del quale i giornali non raccontano l’evoluzione né la storia, bensì riportano le frasi orribili pronunciate da suoi ex membri che sono stati espulsi proprio per quelle frasi.

Altre frasi inserite nella galleria degli orrori da esecrare sono invece ascrivibili direttamente a Farage. Il problema è che le sue dichiarazioni sono state tolte brutalmente dal loro contesto (di cui i media non forniscono alcuna chiave) e reinserite in un contesto nuovo che le contamina, una volta che sono associate alle frasi di coloro che Farage aveva espulso. L’effetto è distruttivo e non risparmia nemmeno i più smaliziati lettori, ai quali arriva solo la notizia che Farage sarebbe sessista, omofobo e razzista, mentre l’UKIP sarebbe una specie di partito fascista albionico. Gli stessi giornali, in questi stessi giorni, continuano a ignorare che il governo ucraino e i suoi nuovi apparati di sicurezza hanno forti componenti di partiti fascisti, gente che fa il passo dell’oca. Questi media: dove c’è fascismo, non lo vedono, e dove non c’è, lo vedono.

Sessismo nell’UKIP? Eppure, su 24 europarlamentari UKIP eletti nel 2014, si contano 7 donne, il 30 per cento, in parte candidate come capolista nelle circoscrizioni britanniche, e tutte con funzioni dirigenti di primo piano. È una media superiore a quella di molti partiti italiani di sinistra nella loro storia. La leader del movimento giovanile, Alexandra Swann, è un’oratrice efficace portata in palmo di mano nel partito. Qualcuno comincia a fare le pulci su come sono state tradotte le frasi di Farage, e scopre gravi manipolazioni, persino nella presunta frase più famosa: «Le donne valgono meno, è giusto guadagnino meno, vanno in maternità». Non era una sua dichiarazione, bensì il titolo di un articolo che riferiva un discorso molto più articolato di Farage in merito alle attitudini che hanno avuto nel corso del tempo i datori di lavoro nel settore della finanza, dove lui stesso ha a lungo lavorato prima della carriera politica. I giornali italiani questo non lo hanno voluto sapere, e così non lo sanno nemmeno i loro lettori.
Andando a fondo della questione, se ne scoprono delle belle, ad esempio alla voce omofobia: mentre i militanti omofobi elencati nelle litanie di Repubblica e del Fatto sono stati espulsi, il primo europarlamentare UKIP eletto in Scozia nella storia, David Coburn, è un gay dichiarato che si accompagna in pubblico con l’uomo della sua vita, e che non si è certo sognato di promettere castità come fece Rosario Crocetta quando si candidò alla presidenza della Regione Sicilia. L’UKIP ha un suo coordinamento LBGT che prende posizione regolarmente in materia di omofobia. I giornali italiani questo non lo hanno voluto sapere, e così non lo sanno nemmeno i loro lettori.
Quanto al razzismo e alla xenofobia, uno degli eurodeputati eletti è il responsabile della politica economica dell’UKIP, Steven Woolfe, un brillante avvocato che è stato capolista alle elezioni dell’Autorità della Grande Londra, ed è un autentico arcobaleno di etnie di origine afroamericana, ebraica e irlandese. Un altro neoeletto è il responsabile delle politiche sulla piccola e media impresa del partito, Amjad Bashir, un signore musulmano nato in Pakistan. Eppure, un disinformatissimo Marco Travaglio scrive nel suo editoriale sul Fatto Quotidiano che l’UKIP «vuole cacciare dal Regno Unito tutti i cittadini nati altrove (Italia compresa)». Semplicemente falso.
Certo, uno dei punti su cui l’UKIP fa più battaglia è una campagna anti-immigrazione. Chi scrive ha una sensibilità radicalmente opposta, in materia. Nondimeno, per amore della verità, bisogna smontare e respingere le bugie raccontate in proposito. Se posso fare un paragone, la politica proposta dall’UKIP è in tutto simile alle politiche sull’immigrazione praticate dall’Australia, mai scardinate dalla sinistra australiana, che pure ha a lungo governato, e che le ha a lungo persino rivendicate. Non è una politica su base etnica o razziale: nasce da una visione protezionistica del mercato del lavoro nazionale, del suo welfare, e dei modi di gestione della sicurezza nei quartieri rispetto alla pressione migratoria. Ho udito propositi più drastici in materia pronunciati dal primo ministro francese, il socialista Manuel Valls. Nessuno si è stracciato le vesti, fra gli improvvisati scopritori di un “caso Farage”.
Invece degli articoli studiati per atterrire anziché informare, molte redazioni avrebbero fatto meglio a offrire un lavoro critico e giornalisticamente corretto che spiegasse perché l’UKIP non sia un fungo che inspiegabilmente cresce in una notte, bensì un partito che negli ultimi cinque anni nel Parlamento europeo ha pronunciato i discorsi più efficaci contro l’austerity europea e contro le guerre, gli stessi anni in cui quasi tutti i partiti si mettevano l’elmetto in appoggio alla troika e ai conflitti sanguinosi accesi dalla NATO.
Eppure Travaglio e altri insistono con Grillo: non allearti con Farage, perché ha punti programmatici incompatibili con il tuo programma, perciò unisciti ai Verdi. Tuttavia il presidente dei Verdi europei, l’eurodeputato franco-tedesco Daniel Cohn-Bendit, ha appoggiato tutte le guerre NATO, mentre Farage è stato un fermissimo oppositore di questi interventi militari.
Poi Travaglio e altri sottolineano: occhio, questi sono nuclearisti, non potete accordarvi con loro. Allora dovrebbe essere impossibile fare accordi con quei nuclearisti impenitenti dei comunisti francesi.
Basterebbero questi semplici fatti a obbligare tutti a fermare la macchina della “hitlerizzazione” di Farage (in realtà di Grillo), per capire meglio che la politica continentale europea è un groviglio di contraddizioni che non si presta minimamente alle verticali semplificazioni di oggi.
Possiamo discutere e perfino combattere la posizione politica assunta da Beppe Grillo. Possiamo mettere in secondo piano il fatto che voglia evitare che il M5S rimanga paralizzato dalla “non appartenenza” tecnica a un gruppo parlamentare. Possiamo anche volergli far pagare il prezzo di qualsiasi decisione politica, fa parte del gioco. Quel che non dobbiamo assecondare è il disegno di chi manipola le informazioni per buttare tutto nel calderone del “sono fascisti”.
Il problema del funzionamento dei gruppi parlamentari europei è semplice e micidiale: se gli eurodeputati non hanno i numeri per far parte di un gruppo, scatta una tagliola che porta via gli strumenti per intervenire in aula, riduce immensamente i tempi assegnati, priva i rappresentanti di risorse. Funziona in maniera assai più drastica che per i parlamenti nazionali. Per una volta, Grillo è stato molto pacato e lo ha spiegato molto bene in un articolo sul suo sito. L’eventuale accordo del M5S con UKIP sarebbe in parte politico (aumentare la massa d’urto contro la Commissione europea), in parte meramente tecnico (avere le indispensabili risorse giuridiche per intervenire). Sul resto non vigerebbe una disciplina di gruppo: i signori e le signore di UKIP, che hanno un’ideologia anarco-capitalista e anti-ecologista agli antipodi da Grillo, continuerebbero le loro battaglie pro-nucleare, mentre i cinquestelle proporrebbero piani europei per le energie rinnovabili, e così via. Mentre quando ci sarà da votare contro il TTIP o contro l’appoggio a qualche guerra, i parlamentari potrebbero votare insieme con grande efficacia. Contro quelle mostruosità non saranno certo le “larghe intese europee” a far battaglia.
Avrei preferito che il M5S puntasse a un accordo politico con Tsipras, ma nondimeno riconosco che sarebbe stato più complicato inserirsi in un gruppo molto strutturato dove funziona di più la disciplina di voto, mentre questo aspetto non interessa Farage e i suoi. Certo, con più lungimiranza di tutti, sarebbe un’altra storia. Ma intanto è così.
Il problema è che è scattata la vecchia regola del “bastona il cane finché non affoga”: dopo la sconfitta elettorale del 25 maggio, la campagna contro Grillo è più intensa, e penetra a fondo su ogni spiraglio. Di questo parliamo, quando vediamo come vengono manipolate le notizie, e nulla è davvero come lo raccontano i grandi organi di informazione.
Pino Cabras
Fonte: http://megachip.globalist.it
Link: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=104468&typeb=0&Il-caso-Grillo-Farage-ovvero-bastona-il-cane-finche-non-affoga
31.05.2014
28 Commenti
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falkenberg1
falkenberg1
31 Maggio 2014 14:47

Senonchè, a volte, il cane sdegnato per le vili bastonature, salta alla gola e ti fà a brandelli!!!!!W il cane!!!!!

robotcoppola
robotcoppola
31 Maggio 2014 16:50

Ottimo articolo.
Non so se avete notato l’esercito di trolls/fans del partito unico che stanno saturando tutta la rete con il mantra "farage è un fascista e grillo pure" ?
Una parte di loro è completamente agganciato dalla disinformazione/propaganda dei media, il resto probabilmente sono a libro paga di qualcuno.
Il FQ è da giorni saturato da questa marmaglia, non oso pensare cosa ci sia negli altri "giornali" a cominciare da "la repubblica".

radisol
radisol
31 Maggio 2014 17:06

Sono persino riusciti a dire che Grillo e Farage hanno in comune la pratica dell’ "espulsione facile" …

Senza però dire che gli espulsi da Farage sono gli stessi che avevano pronunciato le esternazioni xenofobe e sessiste citate qualche riga sopra negli stessi articoli …
E fortuna che la campagna elettorale è finita …
Comunque, la mia simpatia per Grillo aumenta … e sta nascendo anche una mia simpatia per Farage …
Per essere così falsi ed infami, vuol dire che continuano ad avere una paura del diavolo …
Nonostante il 40% ( che è un 22 % effettivo, l’astensione di massa l’hanno già rimossa) di Renzi …
Emanuele_C
Emanuele_C
31 Maggio 2014 17:36

Purtroppo si, ho notato anche io un fuoco di fila difficilmente giustificabile che coinvolge numerose testate italiane, dalla carta stampata alla TV passando per il web. E’ esattamente come il titolo dell’ottimo articolo di Cabras recita: debbono massacrarli, finirli, batterli finché tutto il sangue non sarà uscito approfittando del momento di debolezza. Mi ricordano quelli che a pugni e calci in faccia finiscono coloro che son caduti a terra, senza alcuna pietà. L’attacco è di una violenza inaudita.

A
A
31 Maggio 2014 17:43

galvanizzati dal risultato delle elezioni sono ormai idrofobi. il titolo riassume il tutto in modo eccellente, c’è poco altro da dire salvo che non si capisce perchè mai grillo dovrebbe dare la prioprità ad un alleanza con la lista Sfigas. non si capisce perchè, a questo punto, dovrebbe dare la precedenza per un eventuale alleanza a chi ha creato –  o si è prestato – una sotto-specie di lista civetta del PD delocalizzata in grecia, che ha immediatamente brindato, senza vergogna, alla sconfitta dei 5 stelle con spinnelli e maltesi. 

Fernesto
Fernesto
31 Maggio 2014 18:30

sta nascendo anche una mia simpatia per Farage

:-)) non ne
dubitavo… questa volta però ( se puoi ) evita di scrivere post
dove si legge che la sinistra antagonista sosterrebbe il compagno Farage
… sarebbe troppo , e soprattutto faresti un danno al "simpatico"
Farage..  

sitataf
sitataf
31 Maggio 2014 20:37

Mi sono permesso di rigirarlo a quattromani. Ottimo articolo. Bravo!

grillone
grillone
31 Maggio 2014 21:54

a me questa cosa non convince proprio! okay, farage non è razzista, e questa è una buona notizia; ma non mi torna il fatto che il M5S, dopo aver fatto battaglie per la scuola pubblica, la sanità pubblica, l’acqua pubblica, ecc ecc, adesso si allei con gli ultraconservatori, vale a dire la tacher al cubo

francescosantoianni
francescosantoianni
1 Giugno 2014 0:25

Ok. Sicuramente Farage à una brava persona. Ma chi ha deciso
che il Gruppo Cinque Stelle debba per forza allearsi con lui al Parlamento
europeo? La “Rete”? I parlamentari italiani? Quelli neoeletti a Strasburgo? Non
mi risulta. Come attivista Cinque Stelle se fossi stato consultato avrei
proposto Tsipras, come avevo già scritto qui: http://www.francescosantoianni.it/wordpress/2014/02/09/lista-tsipras-un-appello-grillo-2/ [www.francescosantoianni.it]
ma nessuno si è degnato di farlo.

Oggi, comunque la cosa positiva è che la personalissima presa di
posizione di Grillo sta scatenando un salutare dibattito in tutto il Movimento
Cinque Stelle (addirittura l’uscita pubblica di un parlamentare campano, Luigi Gallo) che ora
comincia a pretendere una collegialità nelle decisioni.

Speriamo che da questo nasca un vero Movimento che soppianti
l’attuale Chiesa officiata esclusivamente da Grillo&Casaleggio.

E sono molti gli attivisti Cinque Stelle su Facebook presi
dal panico per questo sommovimento. Ad essi una piccola frase zen: “Ciò che per
il bruco è una catastrofe, per la Natura è una farfalla”.

Ercole
Ercole
1 Giugno 2014 0:31

Evviva la sincerità di Grillo ,finalmente anche i pecoroni forse  hanno capito da che parte sta svegliatevi siete ancora in tempo non lasciatevi abbindolare dal fenomeno da baraccone  .Noi internazionalisti abbiamo sempre denunciato le pratiche dei cani da guardia del capitale 

Petrus
Petrus
1 Giugno 2014 3:54

…che poi, tutti girati a vedere cosa fa Grillo per non vedere che i voti dei piddini, in europa, si fondono con quelli di Berlusconi in quanto partito popolare europeo e partito socialista europeo sono in coalizione.

E la gente si lascia modellare la testa. E’ veramente un popolo che merita l’estinzione che gli stanno cagionando!
madelmo
madelmo
1 Giugno 2014 4:51

Qualunque scelta sarebbe stata criticata . Personalmente penso. Che un alleanza di scopo sia positiva . Ma dalla feccia socialmedica non mi asppettavo nient altro che fango senza senso 

ComeDonkeyKong
ComeDonkeyKong
1 Giugno 2014 9:10

Che lo squallore mediatico italiano si abbatta su Farage e Grillo non è una novità, né lo è che faccia le cose in modo così sfacciato e raffazzonato. E si espongono a farlo molto spesso anche quelli che solitamente sono considerati professionisti di alto livello (cioè i più raffinati degli sparapalle).
Ciò però non significa automaticamente che Farage sia un rivoluzionario o un soccorritore dei popoli europei.
Da quello che ho capito, lo UKIP è un partito ultraliberista che porta avanti proposte di stampo tatcheriano oltranzista. Sinceramente mi basta questo per non comprendere l’entusiasmo relativo di Cabras e di molti commentatori di qui, e non mi serve sapere ciò che quelli di UKIP pensano di gay, donne e immigrati. Se la politica di base che va a genio allo UKIP è quella della distruzione di ogni forma di stato sociale e della tendenza alla schiavizzazione dei lavoratori, in questo sono abbastanza allineati, sul piano ideologico, a PD, Hollande-Sarkozy, Merkel, Commissione Europea etc. Solo che vogliono togliere il comando delle operazioni a Bruxelles e agli altri scagnozzi dell’UE, o almeno dicono di volere questo.
Se qualcuno ha notizie più approfondite di quelle che ho io, per favore si esprima.

mozart2006
mozart2006
1 Giugno 2014 9:20

Allora vediamo un po’… Farage non ha mai speso una parola a favore della democrazia diretta, ha sempre ritenuto Berlusconi una vittima incolpevole di un complotto europeista per farlo cadere, è favorevole all’ aumento dei fondi per gli armamenti militari, è contrario alle energie rinnovabili, è favorevole all’ uso esclusivo del carbone come combustibile, è un nuclearista convinto, è un ultraliberista, è favorevole alla limitazione dell’ ingresso dei cittadini europei in UK e al rimpatrio di una gran parte di essi (ricordo che ci sono 400.000 italiani solo nei pressi di Londra, il cui -eventuale quanto improbabile- rimpatrio farebbe decollare la disoccupazione giovanile nel nostro paese, cosicchè Grillo potrebbe dire ”ecco guardate che disgrazia sta succedendo, colpa dell’ Europa (?)"… col cazzo!), è favorevole alle privatizzazioni di tutti i beni e i servizi di prima necessità (acqua, luce, gas, musei, spazi verdi), oltre vabbè alle affermazioni che lo rendono palesemente sessista e xenofobo, ma ora NON MI INTERESSA parlarne più di tanto; dal punto di vista programmatico, hanno più cose in comune il programma della Lega con quello della Merkel (PPE), rispetto a quante ne hanno in comune il M5S e l’ UKIP. Il resto è menzogna. Poi lo sapete… Leggi tutto »

Giaurro
Giaurro
1 Giugno 2014 12:22

La cosa grave è che la stampa, per
scandalizzare il pubblico italiano ed alienargli anche solo la
possibilità di nutrire simpatia per Farage, operi inventando o
oltremodo evidenziando caratteri (sessista, omofobo, razzista) da
attribuirgli opportunamente allo scopo. Ciò è grave perché, per
rifiutare il profilo politico di Farage, basterebbe fare il semplice
appello ai veri cattivi caratteri che rendono deleterio e del tutto
sistematico il suo profilo politico (iper-liberismo,
anti-ecologismo). In altre parole, per la stampa gli italiani (e
soprattutto i sostenitoti M5S) dovrebbero rifiutare Farage in virtù
di caratteri che, sostanzialmente, non ha (o ha fino a un certo
punto), piuttosto che rifiutarlo per i suoi veri caratteri, che ha
senza dubbio e che sono, in prospettiva, assai più gravi di quelli
presunti o completamente assenti che vorrebbero vederci.

DaniB
DaniB
1 Giugno 2014 13:25

Questo è il vero punto del discorso, e per chi ha orecchie per intendere, è un esplicito segnale di quelle che in questa epoca sono le vere leve emotive della propaganda: uguaglianza, solidarietà, ecc… values for dummies, principi anche giusti svenduti all’idiozia e alla superficialità: il populismo a gratisse degli anti-populisti

DaniB
DaniB
1 Giugno 2014 13:27

ok Mozart, Farage può anche essere politicamente impresentabile, ma allora perchè usano le leve del razzismo e dell’omofobia?

radisol
radisol
1 Giugno 2014 14:20

Non ho motivo di sostenere Farage … anche se lui si è opposto a tutte le guerre imperialiste … mentre Cohn Bendit, incontrastato leader finora dei Verdi europei, le ha invece sostenute tutte …

Ed anche se innegabilmente mi domando che titolo abbiano i Verdi italiani, che non sono arrivati all’1% … a decidere se il M5s debba o meno entrare nel loro gruppo al parlamento europeo … e quindi capisco benissimo la volontà di Grillo di cercare strade alternative …

In più ricordo anche che Pino Cabras, l’autore di questo articolo, è un comunista doc …persino troppo "tradizionalista" in questo senso per il sottoscritto … ed il fatto che queste due banali verità nel merito della questione le dica lui mi sembra molto significativo …
radisol
radisol
1 Giugno 2014 14:25

Intanto, grazie al successo di Farage, si apre la prima seria contraddizione all’interno della governance europea.

Ed anche qua a scriverne – e rallegrarsene – è un comunista doc, uno della Rete dei Comunisti …
Georgios
Georgios
1 Giugno 2014 15:18

C’è una certa insistenza in alcuni commenti riguardo il carattere "ultra liberista", "anti ecologista" etc dell’UKIP. Vorrei chiedere, dato che Farage e’ stata quasi l’unica voce a denunciare la distruzione delle costituzioni nazionali e dello stato sociale in Europa da parte di una banda di non eletti i quali li ha indicati chiamandoli per nome, quanto importante e’ per me il suo programma politico per l’Inghilterra?E poi che significa "liberista"? Perché l’attuale politica europea che cos’è? Socialista? Comunista? Anti-capitalista?  Siccome però con "liberismo" si intendono un sacco di cose, molte volte in contrasto tra loro, sono andato a vedere alcune delle posizioni UKIP.Sull’economia http://en.wikipedia.org/wiki/UKIP#Taxation_and_economy OK, se fossi inglese, qui, avrei delle riserve. Ma mi domando: questi di Bruxelles cosa fanno di diverso? Se gli inglesi vogliono abbassare le tasse alle corporazioni liberissimi di farlo IN CASA LORO. Non in tutta l’euro-zona.Sull’immigrazione http://en.wikipedia.org/wiki/UKIP#Immigration Non c’è niente di estremo o di razzista. Sull’ambiente http://en.wikipedia.org/wiki/UKIP#Energy.2C_environment_and_climate_change Non credo il non adottare a occhi chiusi la teoria del mutamento climatico dovuto all’uomo ed essere scettici circa i parchi eolici significhi essere contro l’ambiente. Magari significa andare contro ad interessi che con l’ambiente ci guadagnano (coi soldi pubblici).Sulla difesa http://en.wikipedia.org/wiki/UKIP#Defence Noi in Grecia per decenni siamo… Leggi tutto »

Petrus
Petrus
1 Giugno 2014 16:09

Ma dove hai trovato le info sull’Ukip? Leggi Repubblica?

Vocenellanotte
Vocenellanotte
1 Giugno 2014 22:10

L’autore si domanda come mai Travaglio fa delle affermazioni così false? Il FQ è un giornale intrinsecamente fascista, e si articola su rubriche sostenute da movimenti sociali puri (Donne di Fatto, LGTB, Ambientalisti, Ebrei, Scuola di Chicago, ecc) mentre la politica  nell’accezione più alta è l’esatto contrario della disputa muscolare propugnata dai movimenti sociali.

È corretta la scelta di Grillo a dimostrazione che non è fascista (per chi vuole e sa intendere)
Lestaat
Lestaat
1 Giugno 2014 22:42

Perchè se usano gli altri argomenti, specialmente in italia con gli italiani, rischia di diventare ancora più popolare proprio grazie alle sue posizioni, diciamo, di destra, che agli itaDioti piacciono così tanto.

ComeDonkeyKong
ComeDonkeyKong
2 Giugno 2014 12:22

Se hai qualche notizia e non sei analfabeta, riesci a dire qualcosa evitando queste battute inutili? Secondo te a chi mi riferisco quando parlo di squallore della stampa etc.?
Le info su UKIP le ho prese da wikipedia inglese e da una serie di siti internet inglesi che ho trovato attraverso google, tipo:
http://www.standard.co.uk/news/politics/a-young-margaret-thatcher-would-join-ukip-says-nigel-farage-8585063.html
http://www.telegraph.co.uk/news/politics/margaret-thatcher/10717336/Baroness-Thatcher-would-be-secretly-cheering-on-Nigel-Farage-and-Ukip-if-she-were-alive.html
http://www.pinknews.co.uk/2013/05/09/ukips-nigel-farage-lady-thatchers-open-mindedness-is-responsible-for-gay-tolerance-in-britain/
http://www.euractiv.com/uk-europe/farage-ukip-claims-thatcher-inhe-news-519317
http://www.thetimes.co.uk/tto/news/politics/article3739329.ece
e diversi altri del genere
Non è un metodo che uso normalmente per informarmi, ma ho molto da fare, e sinceramente non ho un grande interesse a capire i partiti politici, a meno che non siano veramente rivoluzionari e contro il sistema del capitale. Mi pare di aver raccolto abbastanza indizi per capire che UKIP non lo è, ma se hai fonti più attendibili che dimostrano il contrario, magari le puoi citare, se sei in grado di farlo.

Giaurro
Giaurro
2 Giugno 2014 12:35

Io individuo almeno due piani del discorso politico. Uno strettamente sociale, l’altro più ampio. Sul piano sociale, se poniamo (nella migliore ipotesi scolastica), una politica europea a guida Farage (nel senso non contraddittorio di una politica europea che lasci ampi spazi di margine alla sovranità degli stati membri), essa probabilmente porrebbe un certo sollievo alle condizioni economiche di determinate fasce sociali (verosimilmente la nostra, quella del lavoro e della piccola e media impresa), a verosimile detrimento di altre (migranti e migrati vari, anche di provenienza europea). Esiste però un piano del discorso politico ben più ampio e, secondo me, in questo preciso momento storico, ben più rilevante del primo, ed è quello che riguarda la valutazione del rapporto generale che l’Uomo, preso come totalità della specie, ha con l’ambiente che lo circonda, ed in sostanza col concetto di Limite. Da questo punto di vista Farage non offre alcuna proposta utile, ma, al contrario, o non si esprime a riguardo, o lo fa nella direzione di negare il problema. L’iper-liberismo è grave in questo senso, ma grave altrettanto lo sarebbe, poniamo, un iper-keynesianesimo, perché sono entrambe dottrine economiche strutturalmente collegate ad una serie di processi storici che non conoscono (o disconoscono)… Leggi tutto »

Georgejefferson
Utente CDC
2 Giugno 2014 12:55

Giaurro,non hai mai letto nulla,ne di Bagnai,ne di Keynes,ne Mmt,che pure

io critico a modo mio,ma tu non hai mai letto nulla e ragioni per pregiudizi.

Facili equazioni tipo keynes/stampa soldi/para il culo ai ricchi.Poi parli in modo scolastico,sei furtunato che

non c’e’ il tempo,i tuoi papiri sono smontabili facilmente,ma giocando sulla lunghezza

dei testi,ti auto compiaci dell’ultima parola a conferma dei tuoi giudizi a priori.

Giaurro
Giaurro
2 Giugno 2014 13:08

Georgejefferson, la tua ostilità inizia a stancarmi, soprattutto se posta di fronte aquello che è un atteggiamento, – il mio – del tutto pacato. Quindi, se desideri "smontarmi" facilmente, prego, sono tutto tuo. Ti auguro di non ricevere l’umiliazione che meriti.

Georgios
Georgios
2 Giugno 2014 17:47

Sul "piano sociale" nessuna politica europea a guida Farage. La politica europea, semmai ci sarà, la determineranno i popoli europei sovrani e indipendenti. Lo strumento si chiama internazionalismo ed e’ la rivendicazione di oltre un secolo e mezzo di lotte. Cosi non ci saranno danni per quelle "fasce" che citi perché quelli vengono portati in Europa con la forza brutta della guerra in casa propria, che alimentano proprio i cosmopoliti del capitale dell’UE.Sul "piano ampio" o del "Limite" e’ tutto questione di coscienza. Coscienza intesa come prodotto sociale in termini di contraddizione, cioè di conflitto, tra forze produttive e rapporti di produzione. Con la divisione del lavoro tra manuale e mentale, la "coscienza" si separa dalle condizioni materiali e se ne va per conto suo a seconda di come fa comodo a chi domina la società come classe. Ecco dunque che la coscienza prende la forma di ideologia della classe dominante, la quale ha tutto l’interesse di presentarsi come portatrice di valori "universali", di presentare se stessa come classe universale. Ogni suo assioma, postulato o proposizione e’ tanto indiscutibile quanto inconsapevole della propria condizione materiale e storica.Per cui condizione necessaria affinché l’Uomo si regoli con l’ambiente e acquisisca il senso… Leggi tutto »