IL CASO GRILLO-FARAGE, OVVERO: BASTONA IL CANE FINCHE' NON AFFOGA

IL CASO GRILLO-FARAGE, OVVERO: BASTONA IL CANE FINCHE' NON AFFOGA

DI PINO CABRAS

megachip.globalist.it

Anche ai più smaliziati arriva solo la notizia che Farage sarebbe sessista, omofobo e razzista, un vero fascista albionico. Tutto falso, ecco perché

La Repubblica e il resto del coro del giornalismo in mano agli oligarchi italiani - ringalluzziti dalla recente vittoria elettorale del loro cavallo di razza, Matteo Renzi - continuano la loro campagna contro Beppe Grillo su un nuovo fronte, nato dai recenti colloqui del leader dei cinquestelle con Nigel Farage, capo del partito britannico UKIP. La campagna si concentra ora su questo partito, del quale i giornali non raccontano l'evoluzione né la storia, bensì riportano le frasi orribili pronunciate da suoi ex membri che sono stati espulsi proprio per quelle frasi.

Altre frasi inserite nella galleria degli orrori da esecrare sono invece ascrivibili direttamente a Farage. Il problema è che le sue dichiarazioni sono state tolte brutalmente dal loro contesto (di cui i media non forniscono alcuna chiave) e reinserite in un contesto nuovo che le contamina, una volta che sono associate alle frasi di coloro che Farage aveva espulso. L'effetto è distruttivo e non risparmia nemmeno i più smaliziati lettori, ai quali arriva solo la notizia che Farage sarebbe sessista, omofobo e razzista, mentre l'UKIP sarebbe una specie di partito fascista albionico. Gli stessi giornali, in questi stessi giorni, continuano a ignorare che il governo ucraino e i suoi nuovi apparati di sicurezza hanno forti componenti di partiti fascisti, gente che fa il passo dell'oca. Questi media: dove c'è fascismo, non lo vedono, e dove non c'è, lo vedono.

Sessismo nell'UKIP? Eppure, su 24 europarlamentari UKIP eletti nel 2014, si contano 7 donne, il 30 per cento, in parte candidate come capolista nelle circoscrizioni britanniche, e tutte con funzioni dirigenti di primo piano. È una media superiore a quella di molti partiti italiani di sinistra nella loro storia. La leader del movimento giovanile, Alexandra Swann, è un'oratrice efficace portata in palmo di mano nel partito. Qualcuno comincia a fare le pulci su come sono state tradotte le frasi di Farage, e scopre gravi manipolazioni, persino nella presunta frase più famosa: «Le donne valgono meno, è giusto guadagnino meno, vanno in maternità». Non era una sua dichiarazione, bensì il titolo di un articolo che riferiva un discorso molto più articolato di Farage in merito alle attitudini che hanno avuto nel corso del tempo i datori di lavoro nel settore della finanza, dove lui stesso ha a lungo lavorato prima della carriera politica. I giornali italiani questo non lo hanno voluto sapere, e così non lo sanno nemmeno i loro lettori.
Andando a fondo della questione, se ne scoprono delle belle, ad esempio alla voce omofobia: mentre i militanti omofobi elencati nelle litanie di Repubblica e del Fatto sono stati espulsi, il primo europarlamentare UKIP eletto in Scozia nella storia, David Coburn, è un gay dichiarato che si accompagna in pubblico con l'uomo della sua vita, e che non si è certo sognato di promettere castità come fece Rosario Crocetta quando si candidò alla presidenza della Regione Sicilia. L'UKIP ha un suo coordinamento LBGT che prende posizione regolarmente in materia di omofobia. I giornali italiani questo non lo hanno voluto sapere, e così non lo sanno nemmeno i loro lettori.
Quanto al razzismo e alla xenofobia, uno degli eurodeputati eletti è il responsabile della politica economica dell'UKIP, Steven Woolfe, un brillante avvocato che è stato capolista alle elezioni dell'Autorità della Grande Londra, ed è un autentico arcobaleno di etnie di origine afroamericana, ebraica e irlandese. Un altro neoeletto è il responsabile delle politiche sulla piccola e media impresa del partito, Amjad Bashir, un signore musulmano nato in Pakistan. Eppure, un disinformatissimo Marco Travaglio scrive nel suo editoriale sul Fatto Quotidiano che l'UKIP «vuole cacciare dal Regno Unito tutti i cittadini nati altrove (Italia compresa)». Semplicemente falso.
Certo, uno dei punti su cui l'UKIP fa più battaglia è una campagna anti-immigrazione. Chi scrive ha una sensibilità radicalmente opposta, in materia. Nondimeno, per amore della verità, bisogna smontare e respingere le bugie raccontate in proposito. Se posso fare un paragone, la politica proposta dall'UKIP è in tutto simile alle politiche sull'immigrazione praticate dall'Australia, mai scardinate dalla sinistra australiana, che pure ha a lungo governato, e che le ha a lungo persino rivendicate. Non è una politica su base etnica o razziale: nasce da una visione protezionistica del mercato del lavoro nazionale, del suo welfare, e dei modi di gestione della sicurezza nei quartieri rispetto alla pressione migratoria. Ho udito propositi più drastici in materia pronunciati dal primo ministro francese, il socialista Manuel Valls. Nessuno si è stracciato le vesti, fra gli improvvisati scopritori di un "caso Farage".
Invece degli articoli studiati per atterrire anziché informare, molte redazioni avrebbero fatto meglio a offrire un lavoro critico e giornalisticamente corretto che spiegasse perché l'UKIP non sia un fungo che inspiegabilmente cresce in una notte, bensì un partito che negli ultimi cinque anni nel Parlamento europeo ha pronunciato i discorsi più efficaci contro l'austerity europea e contro le guerre, gli stessi anni in cui quasi tutti i partiti si mettevano l'elmetto in appoggio alla troika e ai conflitti sanguinosi accesi dalla NATO.
Eppure Travaglio e altri insistono con Grillo: non allearti con Farage, perché ha punti programmatici incompatibili con il tuo programma, perciò unisciti ai Verdi. Tuttavia il presidente dei Verdi europei, l'eurodeputato franco-tedesco Daniel Cohn-Bendit, ha appoggiato tutte le guerre NATO, mentre Farage è stato un fermissimo oppositore di questi interventi militari.
Poi Travaglio e altri sottolineano: occhio, questi sono nuclearisti, non potete accordarvi con loro. Allora dovrebbe essere impossibile fare accordi con quei nuclearisti impenitenti dei comunisti francesi.
Basterebbero questi semplici fatti a obbligare tutti a fermare la macchina della "hitlerizzazione" di Farage (in realtà di Grillo), per capire meglio che la politica continentale europea è un groviglio di contraddizioni che non si presta minimamente alle verticali semplificazioni di oggi.
Possiamo discutere e perfino combattere la posizione politica assunta da Beppe Grillo. Possiamo mettere in secondo piano il fatto che voglia evitare che il M5S rimanga paralizzato dalla "non appartenenza" tecnica a un gruppo parlamentare. Possiamo anche volergli far pagare il prezzo di qualsiasi decisione politica, fa parte del gioco. Quel che non dobbiamo assecondare è il disegno di chi manipola le informazioni per buttare tutto nel calderone del "sono fascisti".
Il problema del funzionamento dei gruppi parlamentari europei è semplice e micidiale: se gli eurodeputati non hanno i numeri per far parte di un gruppo, scatta una tagliola che porta via gli strumenti per intervenire in aula, riduce immensamente i tempi assegnati, priva i rappresentanti di risorse. Funziona in maniera assai più drastica che per i parlamenti nazionali. Per una volta, Grillo è stato molto pacato e lo ha spiegato molto bene in un articolo sul suo sito. L'eventuale accordo del M5S con UKIP sarebbe in parte politico (aumentare la massa d'urto contro la Commissione europea), in parte meramente tecnico (avere le indispensabili risorse giuridiche per intervenire). Sul resto non vigerebbe una disciplina di gruppo: i signori e le signore di UKIP, che hanno un'ideologia anarco-capitalista e anti-ecologista agli antipodi da Grillo, continuerebbero le loro battaglie pro-nucleare, mentre i cinquestelle proporrebbero piani europei per le energie rinnovabili, e così via. Mentre quando ci sarà da votare contro il TTIP o contro l'appoggio a qualche guerra, i parlamentari potrebbero votare insieme con grande efficacia. Contro quelle mostruosità non saranno certo le "larghe intese europee" a far battaglia.
Avrei preferito che il M5S puntasse a un accordo politico con Tsipras, ma nondimeno riconosco che sarebbe stato più complicato inserirsi in un gruppo molto strutturato dove funziona di più la disciplina di voto, mentre questo aspetto non interessa Farage e i suoi. Certo, con più lungimiranza di tutti, sarebbe un'altra storia. Ma intanto è così.
Il problema è che è scattata la vecchia regola del "bastona il cane finché non affoga": dopo la sconfitta elettorale del 25 maggio, la campagna contro Grillo è più intensa, e penetra a fondo su ogni spiraglio. Di questo parliamo, quando vediamo come vengono manipolate le notizie, e nulla è davvero come lo raccontano i grandi organi di informazione.
Pino Cabras
Fonte: http://megachip.globalist.it
Link: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=104468&typeb=0&Il-caso-Grillo-Farage-ovvero-bastona-il-cane-finche-non-affoga
31.05.2014

Commenti (28)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Georgios 2 giugno 2014

      Sul "piano sociale" nessuna politica europea a guida Farage. La politica europea, semmai ci sarà, la determineranno i popoli europei sovrani e indipendenti. Lo strumento si chiama internazionalismo ed e' la rivendicazione di oltre un secolo e mezzo di lotte. Cosi non ci saranno danni per quelle "fasce" che citi perché quelli vengono portati in Europa con la forza brutta della guerra in casa propria, che alimentano proprio i cosmopoliti del capitale dell'UE.
      Sul "piano ampio" o del "Limite" e' tutto questione di coscienza. Coscienza intesa come prodotto sociale in termini di contraddizione, cioè di conflitto, tra forze produttive e rapporti di produzione. Con la divisione del lavoro tra manuale e mentale, la "coscienza" si separa dalle condizioni materiali e se ne va per conto suo a seconda di come fa comodo a chi domina la società come classe.
      Ecco dunque che la coscienza prende la forma di ideologia della classe dominante, la quale ha tutto l'interesse di presentarsi come portatrice di valori "universali", di presentare se stessa come classe universale. Ogni suo assioma, postulato o proposizione e' tanto indiscutibile quanto inconsapevole della propria condizione materiale e storica.
      Per cui condizione necessaria affinché l'Uomo si regoli con l'ambiente e acquisisca il senso salvatore del Limite, e' che riscopra il vero senso di coscienza, quello della natura dalla quale proviene: il senso materiale e storico.
      Speriamo che sia anche sufficiente.

    1. Giaurro 2 giugno 2014

      Georgejefferson, la tua ostilità inizia a stancarmi, soprattutto se posta di fronte aquello che è un atteggiamento, - il mio - del tutto pacato. Quindi, se desideri "smontarmi" facilmente, prego, sono tutto tuo. Ti auguro di non ricevere l'umiliazione che meriti.

    1. Georgejefferson 2 giugno 2014

      Giaurro,non hai mai letto nulla,ne di Bagnai,ne di Keynes,ne Mmt,che pure

      io critico a modo mio,ma tu non hai mai letto nulla e ragioni per pregiudizi.

      Facili equazioni tipo keynes/stampa soldi/para il culo ai ricchi.Poi parli in modo scolastico,sei furtunato che

      non c'e' il tempo,i tuoi papiri sono smontabili facilmente,ma giocando sulla lunghezza

      dei testi,ti auto compiaci dell'ultima parola a conferma dei tuoi giudizi a priori.

    1. Giaurro 2 giugno 2014

      Io individuo almeno due piani del discorso politico. Uno strettamente sociale, l'altro più ampio.

      Sul piano sociale, se poniamo (nella migliore ipotesi scolastica), una politica europea a guida Farage (nel senso non contraddittorio di una politica europea che lasci ampi spazi di margine alla sovranità degli stati membri), essa probabilmente porrebbe un certo sollievo alle condizioni economiche di determinate fasce sociali (verosimilmente la nostra, quella del lavoro e della piccola e media impresa), a verosimile detrimento di altre (migranti e migrati vari, anche di provenienza europea).

      Esiste però un piano del discorso politico ben più ampio e, secondo me, in questo preciso momento storico, ben più rilevante del primo, ed è quello che riguarda la valutazione del rapporto generale che l'Uomo, preso come totalità della specie, ha con l'ambiente che lo circonda, ed in sostanza col concetto di Limite. Da questo punto di vista Farage non offre alcuna proposta utile, ma, al contrario, o non si esprime a riguardo, o lo fa nella direzione di negare il problema. L'iper-liberismo è grave in questo senso, ma grave altrettanto lo sarebbe, poniamo, un iper-keynesianesimo, perché sono entrambe dottrine economiche strutturalmente collegate ad una serie di processi storici che non conoscono (o disconoscono) le radici del problema summenzionato. In questo senso, oltre ad essere insufficiente l'iper-liberismo sovranista a là Farage, sarebbe egualmente insufficiente un certo keynesismo (che sia nel senso dell'esportazione competitiva, a là Bagnai&co, o nell'immaginifico senso di un'Italia importatrice netta a là MMT). Anzi, più che insufficienti, esse dottrine sarebbero controproducenti, ed in sostanza dannose. Naturalmente, per scorgerne la dannosità, si tratta di dismettere i panni della propria limitata condizione sociale e geografica per aprire lo sguardo, almeno sul piano teorico, ai problemi di carattere planetario che, volenti o nolenti, abbiamo evocato tutti corresponsabilmente ed ora dobbiamo saper osservare. Un timido accenno, in questo senso, Grillo e il M5S l'hanno sempre fatto, pur con grossi limiti. Per questo motivo reputo il M5S superiore, almeno potenzialmente, per quanto riguarda i contenuti proposti, a tutte le forze d'opposizione europee, che rappresentano in realtà un'opposizione soltanto sul piano sociale-microscopico, ma non su quello ampio-macroscopico, che reputo molto più rilevante. E per lo stesso motivo reputerei deleteria l'influenza sull'M5S di un pensiero politico a là Farage (o, se vogliamo, a là Borghi-Salvini o a là Barnard).


    1. ComeDonkeyKong 2 giugno 2014

      Se hai qualche notizia e non sei analfabeta, riesci a dire qualcosa evitando queste battute inutili? Secondo te a chi mi riferisco quando parlo di squallore della stampa etc.?
      Le info su UKIP le ho prese da wikipedia inglese e da una serie di siti internet inglesi che ho trovato attraverso google, tipo:
      http://www.standard.co.uk/news/politics/a-young-margaret-thatcher-would-join-ukip-says-nigel-farage-8585063.html
      http://www.telegraph.co.uk/news/politics/margaret-thatcher/10717336/Baroness-Thatcher-would-be-secretly-cheering-on-Nigel-Farage-and-Ukip-if-she-were-alive.html
      http://www.pinknews.co.uk/2013/05/09/ukips-nigel-farage-lady-thatchers-open-mindedness-is-responsible-for-gay-tolerance-in-britain/
      http://www.euractiv.com/uk-europe/farage-ukip-claims-thatcher-inhe-news-519317
      http://www.thetimes.co.uk/tto/news/politics/article3739329.ece
      e diversi altri del genere
      Non è un metodo che uso normalmente per informarmi, ma ho molto da fare, e sinceramente non ho un grande interesse a capire i partiti politici, a meno che non siano veramente rivoluzionari e contro il sistema del capitale. Mi pare di aver raccolto abbastanza indizi per capire che UKIP non lo è, ma se hai fonti più attendibili che dimostrano il contrario, magari le puoi citare, se sei in grado di farlo.

    1. Lestaat 1 giugno 2014

      Perchè se usano gli altri argomenti, specialmente in italia con gli italiani, rischia di diventare ancora più popolare proprio grazie alle sue posizioni, diciamo, di destra, che agli itaDioti piacciono così tanto.

    1. Vocenellanotte 1 giugno 2014

      L'autore si domanda come mai Travaglio fa delle affermazioni così false? Il FQ è un giornale intrinsecamente fascista, e si articola su rubriche sostenute da movimenti sociali puri (Donne di Fatto, LGTB, Ambientalisti, Ebrei, Scuola di Chicago, ecc) mentre la politica nell'accezione più alta è l'esatto contrario della disputa muscolare propugnata dai movimenti sociali.

      È corretta la scelta di Grillo a dimostrazione che non è fascista (per chi vuole e sa intendere)
    1. Petrus 1 giugno 2014

      Ma dove hai trovato le info sull'Ukip? Leggi Repubblica?

    1. Georgios 1 giugno 2014

      C'è una certa insistenza in alcuni commenti riguardo il carattere "ultra liberista", "anti ecologista" etc dell'UKIP. Vorrei chiedere, dato che Farage e' stata quasi l'unica voce a denunciare la distruzione delle costituzioni nazionali e dello stato sociale in Europa da parte di una banda di non eletti i quali li ha indicati chiamandoli per nome, quanto importante e' per me il suo programma politico per l'Inghilterra?
      E poi che significa "liberista"? Perché l'attuale politica europea che cos'è? Socialista? Comunista? Anti-capitalista?
      Siccome però con "liberismo" si intendono un sacco di cose, molte volte in contrasto tra loro, sono andato a vedere alcune delle posizioni UKIP.
      Sull'economia

      http://en.wikipedia.org/wiki/UKIP#Taxation_and_economy

      OK, se fossi inglese, qui, avrei delle riserve. Ma mi domando: questi di Bruxelles cosa fanno di diverso? Se gli inglesi vogliono abbassare le tasse alle corporazioni liberissimi di farlo IN CASA LORO. Non in tutta l'euro-zona.
      Sull'immigrazione

      http://en.wikipedia.org/wiki/UKIP#Immigration

      Non c'è niente di estremo o di razzista.
      Sull'ambiente

      http://en.wikipedia.org/wiki/UKIP#Energy.2C_environment_and_climate_change

      Non credo il non adottare a occhi chiusi la teoria del mutamento climatico dovuto all'uomo ed essere scettici circa i parchi eolici significhi essere contro l'ambiente. Magari significa andare contro ad interessi che con l'ambiente ci guadagnano (coi soldi pubblici).
      Sulla difesa

      http://en.wikipedia.org/wiki/UKIP#Defence

      Noi in Grecia per decenni siamo stati obbligati a comprare (pagando pure le mazzette) degli armamenti o tatticamente inutili (fregate di alto mare) o letteralmente inutili (carri armati senza munizioni). Se Farage, aumentando il badget militare, voglia armare l'Inghilterra avrà le sue ragioni, però si oppone a qualsiasi intervento o aiuto militare all'estero.

      La verità e' che questa prospettiva di azione comune nell'europarlamento tra M5S e UKIP brucia. Ecco quindi spiegato il veleno e l'allarme estremistico. Se fosse qualcosa da niente nessuno ne parlerebbe.
      A proposito e' penoso quanto sia caduto in basso RaiNews24 specialmente se paragonato con i tempi di Roberto Morrione.

    1. radisol 1 giugno 2014

      Intanto, grazie al successo di Farage, si apre la prima seria contraddizione all'interno della governance europea.


      Ed anche qua a scriverne - e rallegrarsene - è un comunista doc, uno della Rete dei Comunisti ...

    1. radisol 1 giugno 2014

      Non ho motivo di sostenere Farage ... anche se lui si è opposto a tutte le guerre imperialiste ... mentre Cohn Bendit, incontrastato leader finora dei Verdi europei, le ha invece sostenute tutte ...


      Ed anche se innegabilmente mi domando che titolo abbiano i Verdi italiani, che non sono arrivati all'1% ... a decidere se il M5s debba o meno entrare nel loro gruppo al parlamento europeo ... e quindi capisco benissimo la volontà di Grillo di cercare strade alternative ...

      In più ricordo anche che Pino Cabras, l'autore di questo articolo, è un comunista doc ...persino troppo "tradizionalista" in questo senso per il sottoscritto ... ed il fatto che queste due banali verità nel merito della questione le dica lui mi sembra molto significativo ...


    1. DaniB 1 giugno 2014

      ok Mozart, Farage può anche essere politicamente impresentabile, ma allora perchè usano le leve del razzismo e dell'omofobia?

    1. DaniB 1 giugno 2014

      Questo è il vero punto del discorso, e per chi ha orecchie per intendere, è un esplicito segnale di quelle che in questa epoca sono le vere leve emotive della propaganda: uguaglianza, solidarietà, ecc... values for dummies, principi anche giusti svenduti all'idiozia e alla superficialità: il populismo a gratisse degli anti-populisti

    1. Giaurro 1 giugno 2014

      La cosa grave è che la stampa, per scandalizzare il pubblico italiano ed alienargli anche solo la possibilità di nutrire simpatia per Farage, operi inventando o oltremodo evidenziando caratteri (sessista, omofobo, razzista) da attribuirgli opportunamente allo scopo. Ciò è grave perché, per rifiutare il profilo politico di Farage, basterebbe fare il semplice appello ai veri cattivi caratteri che rendono deleterio e del tutto sistematico il suo profilo politico (iper-liberismo, anti-ecologismo). In altre parole, per la stampa gli italiani (e soprattutto i sostenitoti M5S) dovrebbero rifiutare Farage in virtù di caratteri che, sostanzialmente, non ha (o ha fino a un certo punto), piuttosto che rifiutarlo per i suoi veri caratteri, che ha senza dubbio e che sono, in prospettiva, assai più gravi di quelli presunti o completamente assenti che vorrebbero vederci.

    1. mozart2006 1 giugno 2014

      Allora vediamo un po'... Farage non ha mai speso una parola a favore
      della democrazia diretta, ha sempre ritenuto Berlusconi una vittima
      incolpevole di un complotto europeista per farlo cadere, è favorevole
      all' aumento dei fondi per gli armamenti militari, è contrario alle
      energie rinnovabili, è favorevole all' uso esclusivo del carbone come
      combustibile, è un nuclearista convinto, è un ultraliberista, è
      favorevole alla limitazione dell' ingresso dei cittadini europei in UK e
      al rimpatrio di una gran parte di essi (ricordo che ci sono 400.000
      italiani solo nei pressi di Londra, il cui -eventuale quanto
      improbabile- rimpatrio farebbe decollare la disoccupazione giovanile nel
      nostro paese, cosicchè Grillo potrebbe dire ''ecco guardate che
      disgrazia sta succedendo, colpa dell' Europa (?)"... col cazzo!), è
      favorevole alle privatizzazioni di tutti
      i beni e i servizi di prima necessità (acqua, luce, gas, musei, spazi
      verdi), oltre vabbè alle affermazioni che lo rendono palesemente
      sessista e xenofobo, ma ora NON MI INTERESSA parlarne più di tanto; dal
      punto di vista programmatico, hanno più cose in comune il programma
      della Lega con quello della Merkel (PPE), rispetto a quante ne hanno in
      comune il M5S e l' UKIP. Il resto è menzogna.
      Poi lo sapete che
      Farage era un broker finanziario? Cioè, come fa un ex broker finanziario
      ad essere contro la finanza? Hauauhauhaaaa...
      Il broker
      finanziario, voi me lo insegnate, è grosso modo uno che contatta 'o'
      delle banche (se lavora a livello istituzionale) 'o' dei privati (se è
      un promotore finanziario) per cercare di vendere strumenti finanziari.

      I 'veri' broker operano nelle grandi istituzioni finanziarie fuori
      dall' Italia (Londra o New York) e vendono prevalentemente azioni e
      obbligazioni. Chiaro? Ora FINGIAMO PER UN ATTIMO che non sia xenofobo nè
      razzista, vi piace lo stesso come personaggio?

    1. ComeDonkeyKong 1 giugno 2014

      Che lo squallore mediatico italiano si abbatta su Farage e Grillo non è una novità, né lo è che faccia le cose in modo così sfacciato e raffazzonato. E si espongono a farlo molto spesso anche quelli che solitamente sono considerati professionisti di alto livello (cioè i più raffinati degli sparapalle).
      Ciò però non significa automaticamente che Farage sia un rivoluzionario o un soccorritore dei popoli europei.
      Da quello che ho capito, lo UKIP è un partito ultraliberista che porta avanti proposte di stampo tatcheriano oltranzista. Sinceramente mi basta questo per non comprendere l'entusiasmo relativo di Cabras e di molti commentatori di qui, e non mi serve sapere ciò che quelli di UKIP pensano di gay, donne e immigrati. Se la politica di base che va a genio allo UKIP è quella della distruzione di ogni forma di stato sociale e della tendenza alla schiavizzazione dei lavoratori, in questo sono abbastanza allineati, sul piano ideologico, a PD, Hollande-Sarkozy, Merkel, Commissione Europea etc. Solo che vogliono togliere il comando delle operazioni a Bruxelles e agli altri scagnozzi dell'UE, o almeno dicono di volere questo.
      Se qualcuno ha notizie più approfondite di quelle che ho io, per favore si esprima.

    1. madelmo 1 giugno 2014

      Qualunque scelta sarebbe stata criticata . Personalmente penso. Che un alleanza di scopo sia positiva . Ma dalla feccia socialmedica non mi asppettavo nient altro che fango senza senso

    1. Petrus 1 giugno 2014

      ...che poi, tutti girati a vedere cosa fa Grillo per non vedere che i voti dei piddini, in europa, si fondono con quelli di Berlusconi in quanto partito popolare europeo e partito socialista europeo sono in coalizione.

      E la gente si lascia modellare la testa. E' veramente un popolo che merita l'estinzione che gli stanno cagionando!
    1. Ercole 1 giugno 2014

      Evviva la sincerità di Grillo ,finalmente anche i pecoroni forse hanno capito da che parte sta svegliatevi siete ancora in tempo non lasciatevi abbindolare dal fenomeno da baraccone .Noi internazionalisti abbiamo sempre denunciato le pratiche dei cani da guardia del capitale

    1. francescosantoianni 1 giugno 2014

      Ok. Sicuramente Farage à una brava persona. Ma chi ha deciso che il Gruppo Cinque Stelle debba per forza allearsi con lui al Parlamento europeo? La “Rete”? I parlamentari italiani? Quelli neoeletti a Strasburgo? Non mi risulta. Come attivista Cinque Stelle se fossi stato consultato avrei proposto Tsipras, come avevo già scritto qui: http://www.francescosantoianni.it/wordpress/2014/02/09/lista-tsipras-un-appello-grillo-2/ [www.francescosantoianni.it] ma nessuno si è degnato di farlo.

      Oggi, comunque la cosa positiva è che la personalissima presa di posizione di Grillo sta scatenando un salutare dibattito in tutto il Movimento Cinque Stelle (addirittura l’uscita pubblica di un parlamentare campano, Luigi Gallo) che ora comincia a pretendere una collegialità nelle decisioni.

      Speriamo che da questo nasca un vero Movimento che soppianti l’attuale Chiesa officiata esclusivamente da Grillo&Casaleggio.

      E sono molti gli attivisti Cinque Stelle su Facebook presi dal panico per questo sommovimento. Ad essi una piccola frase zen: “Ciò che per il bruco è una catastrofe, per la Natura è una farfalla”.

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