IL 25 APRILE E IL SANTINO DELLA RESISTENZA

IL 25 APRILE E IL SANTINO DELLA RESISTENZA

FONTE: CLOROALCLERO (BLOG)

Oramai chi mi legge mi conosce: non ho grossi tabù e non mi piacciono le religioni di nessun tipo.
Domani è il 25 aprile e uno spazio facebook partigiano ha pubblicato quest’atroce foto di un assassinio nazifascista

La prima cosa che m’è venuta in mente, vedendola, sono gli impiccati di oggi, le suicide e i suicidi ad "opera di quella gentaglia che non vale il volume che occupa in parlamento. Certo, oggi non ci sono “i nazifascisti” in divisa, le ss che portavano quelli che risparmiavano a Buchenwald.Oggi gli “eseguiti” sno tali ad opera di potenti arroganti la cui arma non è il fucile, ma la “baionetta” equitalia generante disperazione. Oppure sono uccisi dalla violenza della disoccupazione artatamente indotta, o dalla depressione di dover subire la perdita della casa. E l’orrore, nello scoprirli, da parte dei loro cari, credo generi una rabbia sempre uguale nonostante i decenni. Come la violenza, che pure assume forme diverse, anche la disperazione ha un che di eternamente appartenente alla natura umana e chi la induce è responsabile del suo esito.

Ma non era di questo che volevo parlare, in realtà. Volevo celebrare a mio modo il 25 aprile, questa festona antifascista della liberazione e dell’accoglienza degli americani nel nostro territorio. Nonostante io ami sopra ogni cosa la libertà, infatti, non riesco a gioirne completamente. Conosco e so che significa prendere il coraggio a quattro mani e rischiare la vita e l’orrore per mettersi di traverso rispetto ad un potere politico iniquo ed immensamente più grande di noi.

Per cui ho rispetto sommo e ammirazione per i partigiani, anche se io, di famiglia, provengo da un sottufficiale dell’esercito italiano che ha fatto guerra ad El Alamein, che è stato preso prigioniero e che, da perdente, è stato portato al campo di concentramento americano di Hereford tornandone a guerra finita.

Sarà per questa deformazione familiare, oltre che per l’informazione che possiedo sulla ehm… politica estera di oggi, da parte degli Stati Uniti, che il mio modo di sentire il 25 aprile è un po’ diverso da quello comunemente condiviso tra le fila degli estimatori della storia monumentale della resistenza.

Non posso dimenticare che la costituzione, bellissima e poetica, che è stata espressa in seguito alla lotta partigiana ci è costata l’invasione statunitense. Non posso dimenticare le oltre 90 bombe atomiche USA che stanziano sul nostro territorio oggi e non posso dimenticare che la guerra non è solo alle nostre spalle, ma è contemporanea alla nostra vita: in Siria, in Iraq, in Afghanistan e non solo.

Poi, qualche spazio facebook di sapore filofascista posta questo video che è poi un video propagandistico de “la destra” penso di storace.



Si tratta di una ragazzina di 18 anni, che, non avendo aderito alla resistenza, ma senza mai esser stata collaborazionista dei fascisti, è stata portata in un campo di concentramento dei partigiani e violentata e uccisa da essi. Alcuni filofascisti di Savona hanno chiesto all’ANPI di commemorare questa ragazzina e l’ANPI non ha voluto neppure incontrare queste persone. Le motivazioni, risibili, si possono sentire nel video da parte non di un vecchietto che ha vissuto quelle vicissitudini, ma di un ragazzotto imbarazzato che non sapeva nemmeno di cosa si stava parlando.

La storia “monumentale” della resistenza ha i suoi dogmi: 1)nessun dialogo con i fascisti 2)nessuna commemorazione di chi è stato ucciso dai partigiani 3)chi è in disaccordo con il punto 1) e/o col punto 2) è sicuramente un fascista.

Poco importa che poi escano libri come quello di Gianpaolo Pansa (il sangue dei vinti) che producono moltissime vendite, segno che la voglia del grande pubblico consumista di sapere quanto i partigiani siano stati meritevoli di monumenti c’è.

Non ha neppure importanza se in qualche parte d’Italia (Affile) viene eretto un sacrario in onore di Rodolfo Graziani benedetto dalle istituzioni vigenti di ogni colore politico.

Non ha neppure importanza se il nobile prodotto della parte politica che nel 1945 stava dalla parte della Resistenza -la Costituzione- oggi sia stato stravolto, sfregiato, calpestato e contraddetto da una classe dirigente indegna che si macchia di ogni misfatto: dalla partecipazione alle missioni umanitarie (o “di pace”) alla privazione di ogni diritto e di ogni tutela per le donne, per i bambini, per i lavoratori, per i disoccupati, per gli immigrati, per chi rimane senza niente, per chi è disperato, per chi ha studiato e non quaglia nulla, per chi è sbattuto da una vita dura e s’è visto portar via senza fiatare cio’ in cui consisteva la sua pensione.

Ciò che è importante è la visione cristallizata del “santino” della Resistenza. I partigiani non si toccano, non si discutono e non si revisionano. Non è possibile nessuna “sintesi” tra le conoscenze storiche del passato e le esperienze collettive di oggi. Ciò che è stato dev’essere solo onorato così come è stato confezionato decenni fa. Così è. Muti e zitti e “chi non salta, fascista è”

La divisione tra partigiani-fasci, oggi puramente teorica, deve rimanere invariata e deve stare lì immobile, senza dare alcun afflato per la modificazione del presente che certo non vede gli italiani beneficiati dalla “libertà” come concretizzazione dell’ideale che aveva animato i guerrieri resistenti. La resistenza, nei messaggi “monumentali” è e dev’essere sempre foriera di quell’odio antico che non si deve toccare, come un tessuto dell’epoca assiro-babilonese, che se lo toccate si trasforma in polvere. Una guerra civile che sempre potrebbe riscoppiare, questo è il messaggio ideologico di gente come i componenti dell’Anpi di quel video. Con il risultato che la povera Giuseppina Ghersi, di 18 anni, assassinata innocente, è morta per nulla, anzi è morta per far sì che un gruppo come “la destra” possa farsi pubblicità e che l’ANPI possa a sua volta farsi pubblicità, perchè a nessuno deve venire in mente che questa Giuseppina, come la donna anonima appesa in quella foto più sopra, sono entrambe vittime di una guerra. Che è finita senza che sia stato possibile impedire di cominciarne altre, esplicite o meno.

Il fascismo non è passato, come schema. Sono cambiate le etichette, le facce e le generazioni, ma esso si presenta e si ripresenta in mille momenti della nostra attualità. Da Napoletano a vita, all’Anpi che bandisce le bandiere palestinesi, da Franceschini che vuole espellere dal PD chi non voterà la fiducia al governo, agli accordi per fissare sugli F35 difettosi che il governo monti ha acquistato degli ordigni nucleari. Da profumo che vuol negare ai ragazzi un anno di istruzione per risparmiare, a monti che rende pignorabili pensioni e salari e decurta i risarcimenti per incidenti e infortuni, in strada e sul lavoro.

Chiudo, chiedendo scusa se qualcuno s’è sentito offeso leggendo questo post, è che non mi piacciono i santini, non mi piacciono le preghiere nè i segni della croce. E non intendo con queste simbologie solo ciò che è religioso, ma tutto quello che, a discapito di un’utilità collettiva e concreta da far valere nel presente, rimanda a ciò che un immenso filosofo definiva “mondo dietro al mondo”.

Fonte: www.cloroalclero.com

Link: http://www.cloroalclero.com/?p=10857

24.04.2013

Commenti (57)

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    1. BIGIGO 27 aprile 2013

      ed oggi siamo anche l'unico paese dove la "sinistra" ed anche il caro Renzi, fanno l'Amore con Berlusconi.... dopo averne dette di tutti i colori e dopo aver detto che mai avrebbero fatto un governo con Berlusconi...... ma si sa, in questo paese ora è possibile tutto e fra un minuto il contrario di tutto....

    1. cardisem 26 aprile 2013

      Nel 1994 lo storico Ernst Nolte scrisse un articolo dal titolo “Auschwitz e la libertà di pensiero”. Da quell’anno sono stati stimati in 200.000 nella sola Germania le incriminazioni penali per reato di opinione. Sempre in Germania si scontato fino a dodici di carcere per aver scritto libri su determinati argomenti. Proprio ieri, a Porta San Paolo, ha chiesto che venga estesa la legge Mancino a qualsiasi apprezzamento o valutazione positiva di ogni singola cosa fatta dal fascismo. La legislazione tedesca, francese, austriaca, svizzera sta per essere introdotta in Italia...

      Come deve esprimermi per riuscire più chiaro?

      Ho pensato di poter dire che la conoscenza scientifica è di fatto preclusa per legge. O meglio, se conoscenza scientifica è possibile attingere, questa non può essere resa pubblica, ma deve restare in ambito privato e segreto. Ma anche qui non si può stare tranquilli, perché le cronache danno di perquisizioni in abitazioni private dove vengono sequestrati come “corpi di reati” di libri come quello di Ariel Toaff su “Pasque di sangue”... Figuriamoci libri eterodossi sul fascismo!

    1. cardisem 26 aprile 2013

      Mi sposto in Germania, così forse ci capiamo meglio. Due esempi mi vengono in mente: a) una conduttrice televisiva si è permessa di dire che dura il nazismo vi era stata una buona politica del governo: licenziata in tronco. b) Perfino un ministro tedesco della giustizia è stato fatto dimissionare per aver detto che Bush con la sua guerra “preventiva” in nulla si è reso diverso da Hitler.

      Non ho inteso dire che NON esistano studi scientifici sul fascismo. Ho inteso dire che non si più andare contro una interpretazione ufficiale e consolidata del fascismo, a meno che non si voglia andare incontro a rischi, anche giudiziari e carcerari.

      Evidentemente, non sono riuscito ad esprimermi, ma potrei continuare a fare esempi, ad esempio sull’origine delle leggi razziali. Se si esce fuori da canone, si va incontro a dei guai seri...

    1. Tonguessy 26 aprile 2013

      A me pare che si scontrino due visioni inconciliabili tu credi che i partigiani ci abbiano salvato dal pericolo nazifascista e che questo sia un paese sostanzialmente autonomo
      Ecco di nuovo l'incomprensione. La prima parte della frase non ha come conseguenza la seconda. Io sono sicuro che questo Paese è una colonia, l'ho detto a più riprese. Che ci siamo salvati dal pericolo nazifascista è una cosa, che siamo diventati una colonia del'impero USA è un'altra. Per cortesia non mischiare le due cose: eravamo colonia tedesca, ce ne siamo liberati e siamo diventati una colonia americana. Più chiaro di così... il 25 aprile si celebra la liberazione dalla prima colonia, e dio voglia che ci possa essere un'altra data altrettanto significatica che indichi la liberazione dal giogo USA. Per la prima liberazione i partigiani hanno fatto la loro parte, per la seconda non si capisce ancora chi siano i partigiani, si capisce solo chi sono gli invasori (quelli del Cermis, per chiarezza).

    1. Marshall 26 aprile 2013

      Intanto consiglio un po' di calma. Non ho offeso nè ho usato toni accesi, mi pare.

      Non mi pare di avere detto che hai offeso qualcuno anzi ho detto che l'accusa era derivata da un altro utente. Il mio tono è questo se lo ritieni acceso me ne scuso ma non vuol esserlo offendere non mi pare è chiaro che se continuo a dire una cosa e si fa finta che non l'abbia detta cosa dovrei fare. Dimmi te. Ho detto all'infinito che il centro del mio discorso non riguarda i partigiani ma poi ci vengo sempre ritirato dentro con la storia che non è colpa loro ma chi l'ha mai detto io no. A me fra l'altro dell'esecuzione temporale dei fatti non interessa, interessano i dati oggettivi di cosa ha determinato la fine della Seconda Guerra Mondiale, ovvero l'invasione americana in Italia e in Europa. I partigiani non ci sono, la festa non per colpa loro è tutt'al più di occupazione.

      Cos'è successo dopo? Che l'alleato (uno degli alleati) si è comportato da nazione colonialista, e ha usato la liberazione come pretesto per imporre il proprio diktat, per quanto di aspetto benevolo come il piano Marshall. Ora dimmi un po': i partigiani all'epoca dovevano imbracciare ancora il fucile per combattere l'esercito USA? Non ti sembra l'uso del senno del poi, questa pretesa? Mica sapevano che si andava a finire colonia USA. Credo che non lo sapesse proprio nessuno: ogni parte ha giocato le proprie carte e alla fine del gioco ci siamo ritrovati dove siamo. Ma questo in seguito alla liberazione dal giogo nazifascista. Ripeto: si tratta di non confondere il prima con il dopo.

      Ripeto o facciamo a non capirci oppure abbiamo letto due storie diverse probabilmente.

      L'ho ripetuto più volte a me dei partigiani non interessa parlare non li accuso di niente e non chiedo che dovessero puntare le armi contro nessuno. La loro storia è insignificante ai fini degli eventi della Seconda Guerra Mondiale. Perchè non rispondi alle mie domande ma tu ritieni che siano stati i partigiani a liberare l'Italia dal nazifascismo o gli angloamericani se mi dici i primi allora mi dispiace ma siamo su pianeti inconciliabili ed è inutile proseguire. La vittoria contro il nazifascimo non è stata nemmeno decisa in Italia ma in Germania con i bombardamenti a tappeto delle città tedesche e in Giappone con le bombe nucleari. L'Italia dell'asse è sempre stato un cacherozzolo insignificante che non ha mai contato niente pensare che le sorti della guerra nazifascista si siano svolte qui fa sorridere. La guerra l'hanno vinta gli angloamericani non hanno imposto diktat ci hanno invaso sai cosa significa sconfiggere una nazione nemica ed invaderla, cosa singifica resa e armistizio. Non hanno chiesto permesso posso entrare hanno occupato il paese. Se i partigiani giravano le armi contro di loro il giorno dopo erano morti e sepolti, loro non dovevano fare nulla.

      1. Ora dimmi un po': i partigiani all'epoca dovevano imbracciare ancora il fucile per combattere l'esercito USA? Non ti sembra l'uso del senno del poi, questa pretesa? Mica sapevano che si andava a finire colonia USA.

      Ma chi ha mai detto che dovevano girare il fucile contro gli Usa, non l'ho mai scritto ma continui a ripetere partigiani partigiani ho capito che ti piacciono ma ti ripeto che parlo di invasione americana del suolo italico e non sto accusando nessuno di questo evento perchè ripeto gli americani hanno vinto la guerra contro l'Italia sono entrati da conquistatori. L'Italia non sedeva al tavolo dei vincitori ma a quello degli sconfitti. Però col senno di poi si sapeva bene che una nazione sottomessa da una nazione che l'ha invasa è una colonia. L'armistizio con resa incondizionata di Badoglio firmato con gli anlgoamericani e non con i partigiani significa che l'Italia non è più libera è diventa de facto una colonia. "Di aspetto benevolo" nessuno sa cosa sia stato firmato nell'armistizio. Benevolo sarebbe aver permesso la presenza di cento basi militari ancora presenti dopo 60 anni e questo è solo l'evidente non nascondibile perchè appunto non sappiamo niente di cosa è stato firmato nell'armistizio con formula di resa incondizionata nemmeno i nazisti sono arrivati a tale debacle. Chiamalo benevolo. A me pare che si scontrino due visioni inconciliabili tu credi che i partigiani ci abbiano salvato dal pericolo nazifascista e che questo sia un paese sostanzialmente autonomo che decide per se della sua esistenza benevolmente invaso, io al contrario credo che il nazifascismo sia stato sconfitto dagli angloamericani e che questa sia una colonia totalmente succube. Libero di continuare a credere quello che preferisci spero di esserlo anche io senza sentirmi dare da qualcuno che non sei te sia chiaro non fosse chiaro, poi non so nemmeno perchè visto che nel mio discorso non c'è alcun sostegno al nazifascismo, del fascista.

    1. Tonguessy 26 aprile 2013

      Intanto consiglio un po' di calma. Non ho offeso nè ho usato toni accesi, mi pare. Se non ci capiamo forse qualche ragione c'è. Eccola:

      quello che dici sugli americani mi trova daccordo ed è quello che ho sostenuto fin'ora. Non capisco perchè se uno dice che i partigiani non hanno liberato nulla perchè nei fatti siamo una colonia americana ci deve essere qualcuno che lo contesta è un dato oggettivo ed è quello che ho detto e ripetuto.

      Si tratta di annodare temporalmente i fatti, senza mettere indebite sovrapposizioni. Fino al '45 eravamo una colonia tedesca. Fin qui mi pare non ci sia molto da obbiettare. Non sto qui a fare il calcolo su chi abbia liberato, ma su cosa: l'Italia. Ad un certo punto la sconfitta militare dei tedeschi ha portato ad un cambiamento di cose: non eravamo più colonia nazista. Questo mi pare sia difficile da negare. I partigiani erano impegnati nella liberazione dal giogo nazista, punto.

      Cos'è successo dopo? Che l'alleato (uno degli alleati) si è comportato da nazione colonialista, e ha usato la liberazione come pretesto per imporre il proprio diktat, per quanto di aspetto benevolo come il piano Marshall. Ora dimmi un po': i partigiani all'epoca dovevano imbracciare ancora il fucile per combattere l'esercito USA? Non ti sembra l'uso del senno del poi, questa pretesa? Mica sapevano che si andava a finire colonia USA. Credo che non lo sapesse proprio nessuno: ogni parte ha giocato le proprie carte e alla fine del gioco ci siamo ritrovati dove siamo. Ma questo in seguito alla liberazione dal giogo nazifascista. Ripeto: si tratta di non confondere il prima con il dopo.

    1. Marshall 26 aprile 2013

      Sicuramente non ti appioppato alcuna etichetta

      Sei l'utente Gracco mi riferivo a Gracco.



      A me pare che facciamo a non capirci. Dico una cosa e voi rispondete con un'altra. Allora ripeto l'ennesima volta non mi interessa nè fascismo nè resistenza sto parlando di occupazione americana del suolo italiano? Ma voi negate che con lo sbarco angloamericano in Sicilia sia iniziata la sistematica occupazione americana in questo paese? Cosa sono per voi cento basi militari americane un festino, un segno di liberazione? Cos'è la resa incondizionata firmata da Badoglio? La guerra contro il nazifascismo volete sotenere che l'hanno vinta i partigiani? Quale liberazione festeggiate se l'Italia è da 60 anni colonia americana? Dire ciò per voi significa accusare i partigiani di qualcosa? Riportare i fatti per voi è male? Se è così sappiate che a differenza di molti che ragionano per indottrinamento io non metterò mai la verità davanti all'ideologia qualunque essa sia anche fosse la mia ideologia e anche andasse contro il mio interesse. Credo fermamente nella ricerca della verità che ritengo unica, forse non consociuta e per questo val la pena continuare a "studiare e ricercare", non difenderò mai nemmeno una mia ipotetica parte a scapito della verità. Se la verità risultasse che il mostro x accusato del male universale ha però fatto anche un lume di bene allora lo dirò questo non significa sostenere il mostro x o sollevarlo dalle colpe ma sostenere la verità fino in fondo. Non so se esiste una corrente di pensiero che antepone a tutto questa idea ovvero che prima di tutto si deve ricerca la verità ma comunque sia io seguo questa linea. La verità ribadisco potrebbe portare vantaggio anche ad un mio nemico non mi intressa la sosterrò, chi non capisce ciò allora torni ai suoi indottrinamenti fascisti, siberiani, fondamentalisti o altro poco cambia. Chiaro che non mi ritengo detentore della verità ma la ricerco e se qualcuno confuta con ragionamento logico i miei discorsi come ho già detto sono disponibile a ribaltare qualiasi mia idea. Quello che dico non è volto al sostegno di una ideologia ma al confronto per trovare ciò che è realmente accaduto.


      Ho detto più di una volta che i partigiani non hanno consegnato nulla (non gli ho fatto una colpa di un bel niente) e giù a ripetere. Mi sembra un dialogo fra sordi voi non volete sentire quello che vi dico e continuate a rispondere su cose che non ho detto se vi piace far così andate pure avati contenti voi. Fra l'altro quello che dici sugli americani mi trova daccordo ed è quello che ho sostenuto fin'ora. Non capisco perchè se uno dice che i partigiani non hanno liberato nulla perchè nei fatti siamo una colonia americana ci deve essere qualcuno che lo contesta è un dato oggettivo ed è quello che ho detto e ripetuto. Ma a quanto pare deve essere un concetto difficile da comprendere. Segue che se è così c'è ben poco da festeggiare (è perchè vi levo la festa che ve la prendete, scusate non volevo togliervi tè e pasticcini riunitevi pure) almeno che qualcuno non si senta felice di essere un paese occupato ci mancherebbe altro che gli impedisca di festeggiare solo abbia la decenza di chiamarla Festa dell'occupazione e non della liberazione.



      Il colmo è che condivido anche quello che dici ma sto parlando della stessa cosa da un altro punto di vista. A quanto pare non riesco proprio a spiegarmi.

    1. MrStewie 26 aprile 2013

      La tua tesi è verosimile, ma il contesto storico non la supporta. Gli Usa di inizio Novecento non sono gli Usa di oggi, come potere militare ed influenza politica. E l'Iraq, l'Afghanistan, la Siria etc di oggi non sono affatto la Germania di ieri. Dove hai letto che gli americani hanno sostenuto l'ascesa di Hitler economicamente o strategicamente ? Avere delle fonti su questo punto sarebbe davvero interessante.

    1. Tonguessy 26 aprile 2013

      periodo storico compreso fra il 1922 ed il 1945. Dico che questo periodo storico è precluso per ragioni ideologiche alla conoscenza scientifica

      E questo chi l'ha deciso? Dove sta scritto? Le montagne di scritti su quel periodo, quindi, sono solo cazzate pseudoscientifiche?? Ma cristo!

    1. Tonguessy 26 aprile 2013

      Sicuramente non ti appioppato alcuna etichetta, e mi prendo la libertà di dissentire su quanto hai espresso. Esiste una precisa linea di demarcazione tra l'azione intrapresa dai partigiani e quella degli USA. Quella linea fu tracciata a Portella della Ginestra, quando gli USA da dietro il paravento del bandito Giuliano usarono armi belliche per sterminare il movimento popolare che, quello sì, chiedeva del socialsmo (redistribuzione delle terre, nello specifico). Fu la fine, e l'inizio del voto di scambio, della mafia e via dicendo. Giuliano quando si rese conto di essere stato manovrato dagli USA e cominciò a mostrare segni di irrequietezza venne fatto fuori. Questo è uno dei motivi per cui non furono i partigiani a consegnare agli USA il Paese. Ci fu un movimento nato negli USA e sostenuto da forze all'interno che lo fece. Per quanto male se ne voglia parlare, mentre il duce mise in angolo la mafia, furono proprio gli USA a mettere a eleggere dei mafiosi com sindaci, con l'intento di controllare il territorio secondo i loro programmi. I partigiani si limitarono a combattere contro gli invasori, non avevano altri scopi e questo è provato dall'eterogeneità delle formazioni partigiane che comprendevano persone di diversissime aree politiche e culturali. Non a caso finita la guerra iniziò la fase di differenziazione politica. Invece gli USA avevano già predisposto tutto, ed il loro piano, con il complice avvallo di specifiche componenti politiche italiane, potè prendere piede. Se sei contro il potere ultraliberista queste cose le dovresti sapere.

    1. Santos-Dumont 26 aprile 2013

      Senz'ombra di dubbio. Ma continuo a preferire imperialisti, per prenderli tutti in un "fascio" ;-)

    1. Ercole 26 aprile 2013

      NELL'APRILE DEL 1944 ci fu la svolta di Salerno di Togliatti e (Stalin )è li che si decise da che parte doveva schierarsi il capitalismo italiano ancora prima del 1947 è questa la vera chiave di lettura .

    1. Marshall 26 aprile 2013

      Mai sostenuto il contrario caso mai è qualcun altro in altri lidi che vuole mettermi in bocca cose che non penso. Se le ho dette/scritte mi si dica dove e mi correggerò. Posso sbagliarmi nell'enfasi dello scrivere. Non contesto l'antifascismo (casomai per onestà intelletuale contesterei che tutto ciò che il fascismo ha fatto sia da gettare altrimenti dovrei gettare a mare metà dello stato sociale che ancora ci rimane per poco) contesto che si dica che i partigiani hanno liberato l'Italia perchè non è vero. In italiano, in logica e in strategia militare liberare ha un significato ben preciso (e non è quello che i partigiani hanno fatto non per colpa loro solo che non avevano i mezzi e la forza per poterlo fare) l'Italia sia che si creda alla storia ufficiale allora è stata liberata dagli alleati in particolare dagli americani sia che non ci si creda (come la penso io) allora è stata liberata/occupata dagli angloamericani. Notare la sottilissima, più di una sottiletta kraft, differenza fra liberare e liberare/occupare. Non ho detto che non bisogna essere antifascisti, sono contro tutte le dittature, ho detto che non vedo cosa ci sia da festeggiare visto che non c'è stata alcuna liberazione e l'Italia è occupata da 60 anni a questa parte. Semplice no. Se poi mi si dimostra che sto sbagliando tanto meglio. Qualcuno abbia la compiacenza, fra le altre cose, di dimostrarmi che cento basi militari attive "Nuke power inside" e dalle quali sono partite molte delle ultime guerre imperiali sia in europa che in medio oriente di un paese straniero sul nostro suolo sono solo stazioni balneari/turistiche altrimenti non comprenderei il senso di liberazione che si vuol far passare.

    1. Marshall 26 aprile 2013

      Solo un paio di cose poi la finiamo perchè se si ragiona e si argomenta alle affermazioni altrui bene se si va di etichetta e diffamazione male:


      1- Non ho detto quello di cui mi accusa se non legge non è colpa mia mi sono limitato a dire che i partigiani (e ciò non implica una loro colpa) non hanno liberato un bel niente perchè sono gli americani ad aver liberato o dipende dai punti di vista occupato questo paese. Nessuno ha spalancato le porte italiane, l'Italia ha subito un'invasione. Quindi non vedo cosa ci sia da festeggiare. Se non le è chiaro lo ripeto con altre parole, se legge cosa ho scritto forse capirà.


      2- Mussolini sarà amato suo. Veda di evitare di ergersi a etichettatore mascherato è un consiglio di buona convivenza ed educazione lei non sa la mia storia e non ha il permesso di affibbiarmi alcunchè. Per inciso in casa mia non ci sono mai stati fascisti nemmeno sotto Mussolini quando era d'obbligo avere la tessera. I miei non l'avevano e furono perseguitati, per fortuna non le donne ma gli uomini si, alcuni incarcerati altri picchiati a morte. Quindi faccia il piacere di pensare prima a se e dispensare meno etichette a chi non conosce. Il diritto di emettere sentenze su cosa è una persona lei non ce l'ha questo può star certo.




      Spero non valga per qualcuno qui, non lo voglio credere, ma i fascisti quelli veri, non quelli folkloristici da stadio con la croce celtica e il braccio alzato che tutt'al più fanno ridere, si riconoscono dal metodo ieri come oggi non accettano il dissenso stanno dalla parte del vincitore s'imbellettano con le parolone di quanto sono belli e bravi e quanto sono brutti, sporchi e cattivi gli altri (stesso metodo degli inquisitori dei tempi teocratici o con loro o al rogo. Se vuoi riconoscere il potere devi seguire l'odore del senso di superiorità chi se ne ammanta chi si ellegge superiore agli altri a priori, chi sa cosa è il bene per gli altri come i nostri governanti, perchè si mette da solo nella categoria dei buoni, quello è il potere fascista) e vorrebbero zittire chi non la pensa come loro con le scuse e accuse più infondate, ridicole e false. Attenzione a cadere in questa categoria. A me interessa solo attaccare il potere massonico ultraliberista che ci governa non mostrare quanto sono bello, figo e superiore ad un mio pari, non perdo tempo a dispensare etichette (ci sono mi pare troppe persone prese più a marchiare il discorso degli altri che a confutarlo se lo ritengono sbagliato portando le proprie idee a prova o assentendo) ma ragiono argomento e porto tesi se sono sbagliate mi aspetto che vengano corrette non derise o etichettate altrimenti spero in conferme. Chi invece abbaia contro ai suoi pari accusandoli, marchiandoli con il marchio dell'infamia e della peste, con l'unzione della caccia alle streghe allora puzza, puzza di accolitismo col regime fascista e col potere attuale. Un infiltrato che tenta di screditare chi cerca la verità, chi cerca di trovare la strada per abbattere il potere dominante.

    1. maristaurru 26 aprile 2013

      Si ebbe cura di non farci capire che eravamo dei vinti, probabilmente si pensò che sarebbe stato meglio farci credere di esserci liberati... ed infatti siamo andati avanti con questa finzione assai a lungo, i vinti potrebbero accarezzare idee di rivalsa.. invece fare passare la vulgata di essersi liberati anche grazie a eroi del nostro stesso Paese, che ci furono anche se il loro peso fu gonfiato ed essendo ahimè spesso infiltrati da individui spinti da interessi del tutto "personali" di vendette, rivalse e.. diciamolo a volte di ruberie.. ( non tutti hanno parlato e raccontato, purtroppo, resta tanta paura), ci avrebbe fatto accettare 60 anni e passa di obbligo a restare un passo indietro.. storditi e distratti da una guerra civile protratta per oltre 60 anni....una guera fra due tipi di fascisti.. roba da chiodi! Insomma la Repubblica si basa su di una grande bugia e prima si farà chiarezza e meglio sarà.. credo che il momento della verità e della maturità non possa più aspettare.

    1. maristaurru 25 aprile 2013

      Grande Flaiano!

    1. maristaurru 25 aprile 2013

      antifascista = antiimperialista? Ed allora i nostri cari piddiini che omaggiano l'Europa unita delle Banche, armonica al progetto imperialista del nuovo ordine mercantilista e globalista , proni ai burokrati europei.. sono fascisti! Che sorpresona!!!!!

    1. cardisem 25 aprile 2013

      Oggi, 2013, credo che dare addosso al “fascismo” sia come correre dietro ad un coniglio di pezza, come fanno i cani nel cinodromo: pensano che sia un coniglio vero, ma è solo un coniglio di pezza.

      Se poi è la storia che ci interessa, perché dicono che sia maestra di vita, allora la Storia incomincia assai prima del Fascismo, e continua dopo il Fascismo, e se il periodo precedente il 1945 ci è stato disegnato come il tempo del Male Assoluto, ebbene dopo il 1945 fino ad oggi quel Male “assoluto” non si è affatto affievolito, ed oggi il Male è più grande che mai e mai come oggi ha regnato in modo così incontrastato e subdolo, sovvertendo perfino il significato delle parole e mettendo al posto del nero il significato del bianco e viceversa.

    1. Santos-Dumont 25 aprile 2013

      Non vedo la contraddizione. Si può essere antifascisti/nazisti, antistatunitensi, antieuropei, antisionisti, etc. tutto allo stesso tempo. Riassumendo in una parola: antimperialisti.

    1. cardisem 25 aprile 2013

      Post Scriptum. – Aggiungo che questo «antifascismo fascista» è qualcosa di alquanto più spregevole ed odioso di quel fascismo il cui significato si ricava dalla stessa espressione di “Antifascismo fascista”. Una manifestazione della sua sconfinata ipocrisia, l’abbiamo tutti vista dagli applausi sado-masochisti seguiti alla romanzina inflitta in Parlamento dall’Antifascista Napolitano ai suoi “antifascisti fascisti” di destra, di centro e di sinistra: PDL, PD e Montiani.

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