DI LORETTA NAPOLEONI
lanapoleoni.ilcannocchiale.it
La visita del Presidente Obama in Cina ha confermato che ormai Pechino sa e puo’ dire di no a Washington. Per nascondere l’imbarazzo, l’amministrazione americana e la stampa internazionale hanno ripreso a recitare il mantra dell’inquinamento: la Cina ignora le esortazioni degli scienziati e dei paesi industrializzati affinche’ riduca il suo consumo energetico.
“Nulla di piu’ falso,” afferma un analista della City di Londra. “Si tratta dell’ennesima leggenda metropolitana dura a morire”. Che pero’ a ridosso dell’incontro di Copenhagen molti continuano a credere veritiera.
Pechino ha una sua strategia per sostituire nel breve periodo la produzione energetica degli idrocarburi con fonti rinnovabili e si chiama delocalizzazione.Non si puo’ certamente dire altrettanto dell’amministrazione Obama che invece mantiene un atteggiamento di profonda ambiguita’ rispetto a queste tematiche.
Da qualche tempo il partito comunista incoraggia provincie e regioni a riconvertire l’energia al punto che ormai i progetti ecologici vengono visti come tappe essenziali nello sviluppo economico. E’ cosi’ iniziata una gara tra le autorita’ locali a chi protegge e preserva meglio l’ambiente. In testa al momento c’e’ Ordos, una regione che comprende gran parte del deserto della Mongolia.

E’ chiaro che all’origine di questa competitivita’ c’e’ la certezza che il fabbisogno energetico cinese e’ potenzialmente tanto elevato che deve necessariamente essere soddisfatto con fonti rinnovabile, se se ne vogliono contenere i costi. Ed e’ questa la filosofia che da qualche anno la regione Ordos persegue. Qui l’americana First Solar sta costruendo la piu’ grande centrale fotovoltaica al mondo. Del complesso fara’ parte anche una centrale eolica dieci volte piu’ potente di quella texana, la Roscoe Wind Complex, che al momento e’ la piu’ grande al mondo ed una centrale a biomassa.
Il governatore di Ordos, Mr.Du, ha da diversi anni in cantiere un progetto che presto trasformera’ parte del deserto mongolo in una sterminata foresta di pini. Dal 2000 a oggi la percentuale di verde nella regione e’ salita dal 20 all’81%.
La campagna contro l’inquinamento e’ dunque iniziata e quello che fino a qualche anno fa’ era un paese dove non esistevano controlli nelle fabbriche oggi ne chiude a centinaia per salvare l’ambiente. Anche la legislazione energetica rispecchia questo nuovo atteggiamento e fissa come obbiettivo il ricorso alle rinnovabili per soddisfare il 15% della produzione nazionale entro il 2020. Ci riusciranno? Si accettano scommesse.
Loretta Napoleoni
Fonte: http://lanapoleoni.ilcannocchiale.it
Link: http://lanapoleoni.ilcannocchiale.it/2009/11/24/il_15_percento.html
24.11.2009
ericvonmaan 27 novembre 2009
Sarei molto più possibilista sul potenziale delle fonti rinnovabili. Ci sono fior di studi che dimostrano che con il termosolare e l'eolico si potrebbe tranquillamente soddisfare tutto il fabbisogno immaginabile, e parliamo di tecnologie tutto sommato semplici.
Conosco diverse persone che hanno investito 10-15.000 euro in impiantini da 3-5 kw a casa propria e non solo non spendono più un soldo ma addirittura ci guadagnano. Insomma, la tecnologia funziona. Immaginiamo grandi parchi eolici al largo in mare aperto e impianti termosolari in zone adatte, con le nuove tecnolgie è possibile farli funzionare fino a 15-16 ore anche senza sole. Insomma, le esperienze dimostrano che funzionano alla grande.
Paesi più civili come Danimarca e Germania producono già ora oltre il 20% del loro fabbisogno con l'eolico, e siamo solo all'inizio.
Il VERO problema è che su petrolio gas e carbone ci mangiano sopra (e molto bene) ancora in troppi per sperare che ci possano essere grandi investimenti sulle rinnovabili.
Stiamo a vedere cosa farà la Cina. Da parte loro hanno tutto l'interesse a svincolarsi dal petrolio (che non hanno), e di dollari in cassaforte per pagarsi gli investimenti ne hanno in quantità.
Prima di fare le solite cassandre aspettiamo, se lo vogliono fare non ci metteranno molto, i Cinesi ci hanno abituato a tempi molto rapidi quando si tratta di prendere decisioni anche grandi ed agire.