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IL 15 PERCENTO

DI LORETTA NAPOLEONI
lanapoleoni.ilcannocchiale.it

La visita del Presidente Obama in Cina ha confermato che ormai Pechino sa e puo’ dire di no a Washington. Per nascondere l’imbarazzo, l’amministrazione americana e la stampa internazionale hanno ripreso a recitare il mantra dell’inquinamento: la Cina ignora le esortazioni degli scienziati e dei paesi industrializzati affinche’ riduca il suo consumo energetico.
“Nulla di piu’ falso,” afferma un analista della City di Londra. “Si tratta dell’ennesima leggenda metropolitana dura a morire”. Che pero’ a ridosso dell’incontro di Copenhagen molti continuano a credere veritiera.

Pechino ha una sua strategia per sostituire nel breve periodo la produzione energetica degli idrocarburi con fonti rinnovabili e si chiama delocalizzazione.Non si puo’ certamente dire altrettanto dell’amministrazione Obama che invece mantiene un atteggiamento di profonda ambiguita’ rispetto a queste tematiche.
Da qualche tempo il partito comunista incoraggia provincie e regioni a riconvertire l’energia al punto che ormai i progetti ecologici vengono visti come tappe essenziali nello sviluppo economico. E’ cosi’ iniziata una gara tra le autorita’ locali a chi protegge e preserva meglio l’ambiente. In testa al momento c’e’ Ordos, una regione che comprende gran parte del deserto della Mongolia. 

E’ chiaro che all’origine di questa competitivita’ c’e’ la certezza che il fabbisogno energetico cinese e’ potenzialmente tanto elevato che deve necessariamente essere soddisfatto con fonti rinnovabile, se se ne vogliono contenere i costi. Ed e’ questa la filosofia che da qualche anno la regione Ordos persegue.  Qui l’americana First Solar sta costruendo la piu’ grande centrale fotovoltaica al mondo. Del complesso fara’ parte anche una centrale eolica dieci volte piu’ potente di quella texana, la Roscoe Wind Complex, che al momento e’ la piu’ grande al mondo ed una centrale a biomassa.

Il governatore di Ordos, Mr.Du, ha da diversi anni in cantiere un progetto che presto trasformera’ parte del deserto mongolo in una sterminata foresta di pini. Dal 2000 a oggi la percentuale di verde nella regione e’ salita dal 20 all’81%.

La campagna contro l’inquinamento e’ dunque iniziata e quello che fino a qualche anno fa’ era un paese dove non esistevano controlli nelle fabbriche oggi ne chiude a centinaia per salvare l’ambiente. Anche la legislazione energetica rispecchia questo nuovo atteggiamento e fissa come obbiettivo il ricorso alle rinnovabili per soddisfare il 15% della produzione nazionale entro il 2020. Ci riusciranno? Si accettano scommesse.   

Loretta Napoleoni
Fonte: http://lanapoleoni.ilcannocchiale.it
Link: http://lanapoleoni.ilcannocchiale.it/2009/11/24/il_15_percento.html
24.11.2009

Pubblicato da Davide

  • Cagliostr0

    ottima notizia, speriamo che molti altri paesi prendano esempio dalla cina sulle tematiche ambientali perchè se ci può riuscire un paese con una popolazione cosi grande e condensata, non vedo dove sia il problema…intrallazzi economici a parte (e dici poco mi direte voi..)
    convivere col nostro ecosistema che ha funzionato per milioni di anni è l’unico modo per garantirci un futuro invece che corrompere, distruggere e far marcire una cosa cosi meravigliosa come il pianeta che egoisticamente infestiamo allo stesso modo di come fanno virus e batteri con i nostri organismi, ma almeno loro non rompono un equilibrio naturale.
    non ci meritiamo quello che abbiamo.

    p.s. scusate se ho scritto di fretta ma sono in ritardo 🙂

  • rosacroce

    NO !NON VI RIUSCIRANNO tutte fandonie.

  • pablobras

    per favore puoi spiegare perchè….?

  • Boero

    Gioverà osservare la città di Ordos per saggiare la bontà del progetto… http://www.youtube.com/watch?v=0h7V3Twb-Qk&feature=player_embedded non è che per caso cercano semplicemente di utilizzare un pò di manodopera per tamponare la disoccupazione crescente e alzare il valore nominale del pil.
    Alla fine sono d’accordo che la Cina ha la fonte energetica del futuro:il carbone,essa può anche permettersi il ”lusso” di sacrificare migliaia di vite umane per estrarlo,e state tranquilli,niente fine delle risorse ce n’è per i prossimi 200 anni.

  • castigo

    inquinamento?
    sì, ma delle notizie che lo riguardano:
    http://www.meteogiornale.it/notizia/16675-1-climate-gate-allhadley-centre

  • rosacroce

    i veri esperti di energia fosiile e rinnovabile ,
    i cosidetti TECNICI DEL SETTORE ,stiimano l’attuale apporto dell’energia rinnovabile ai fabbisogni mondiali complessivi .sia inferiore all’1% ,e anche incrementandola enormenmente non riuscirà MAI A SOSTITUIRE ll’attuale consumo di energia di derivazione fossile che sta per finire.
    il modello cinese è un modello energivoro ,che per funzionare in siffatta maniera aumenta ogni anno ilo fabbisogno di energia ,essendo la disponibilità della stassa in calo ogni anno che passa.
    PER CUI IL MODELLO CINESE E OCCIDENTALE DELLO SPRECO DI ENERGIA FIMIRà PRESTO ,per mancanza di energia,
    le rinnovabili non possono sostituire l’energia fossile accumulata in milioni di anni,anche perchè esse stesse richiedono petrolio per essere costruite.
    e hanno una durata limitata.
    questo che racconta la napoleoni son tutte illusioni.
    in realtà la cina sta per finire le riserve di acqua fossili contenute nel sottosuolo,i fiumi sono avvelenati, i pesci scomparsi,il deserto avanza ,l’energia presto mancherà,e i veleni insieme alla distruzione del territorio avanzano a grandi passsi.

  • rosacroce

    in quanto poi a sostituire NEL BREVE PERIODO LE FONTI DI ENERGIA FOSSILE CON LE RINNOVABILI siamo alla presa per i fondelli.nel mondo di alice.

  • rosacroce

    la produzione di energia rinnovabili nel mondo è oggi trascurabile ,e tale rimarrà .
    chi crede di spostare le navi container,o gli autoarticolati o di far funzionare gli altiforni con le rinnovabili ,SI FA PRENDERE IN GIRO.
    IN REALTà L’UNICA POSSIBILITà è cambiare modello ,e realizzARE UN MODELLO DEL VIVERE COMPLETAMENTE DIVERSO,che funzioni a bassissimo consumo energetico.
    di fronte a questo CAMBIAMENTO ,NATURALMENTE TUTTI SI OPPONGONO.
    IL SOGNO DI QUESTA SOCIETà
    “DI SFATICATI CONSUMATORI INDEBITATI” E INEBETITTI è girare in macchina nelle strade intasate in continuazione e consumare il più possibile di tutto.
    ma presto finirà,,,,,,,,,,,,,,,,,per mancanza di energia.
    la realtà sta arrivando ,il petrolio buono è finito,quello che resta sono gli scarti e sono molto costosi.

  • rosacroce

    l’antracite ,il miglior carbone è finito.
    quello che resta è scadente e molto in profondità ,è molto costoso estarlo.alcuni esperti parlano ci sia molto meno carbone di quel che si pensa 40 anni 50 ?.
    senza petrolio il suo consumo aumenterà e il costo sarà altissimo-
    la domanda di energia cresce al 2, 4 % annuo l’offerta scende ,al 2020 l’offerta di petrolio sarà metà di adesso ,la domanda il doppio di adesso.
    le rinnovabili trascurabili.
    l’energia nucleare abbisogna di quantità enormi di acqua,che ci sarà sempre meno,e non è in grado di sostituire neanche un quarto del petrolio.

  • pablobras

    …grazie rosacroce. Penso che sei tu più vicino alla realtà di quella fattucchiera.

  • tersite

    prima dovremmo ridurre i consumi (e si può) di parecchio, poi si discute delle fonti di energia da sfruttare. Calcolate che molto di quanto viene prodotto industrialmente è inutile oltre che dannoso.

  • Boero

    Io sapevo che comunque era la riserva di energia più durevole come combustibile fossile che attualmente sia a disposizione dell’umanità
    … Riserve mondiali di carbone [modifica]

    Miniera di carbone a cielo aperto (Wyoming)
    1908: ragazzi minatori e muli in un galleria di miniera di carboneNel 1996 è stato stimato che le riserve mondiali di carbone economicamente accessibile con le tecniche minerarie conosciute oggi ammontino a circa 15 bilioni di tonnellate, la metà delle quali di antracite. L’energia contenuta nel carbone di tutto il mondo supera ampiamente i 100.000 biliardi di Btu (100 zettajoules). Le riserve probabilmente dureranno meno di 300 anni.

    Il Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti stima le riserve nazionali in 1.081.279 milioni di tonnellate, corrispondenti a circa 4.786 BBOE (barili di petrolio equivalenti).[4] La quantità di carbone bruciata nel corso del 2001 ammonta a 2,337 GTOE (gigatonnellate equivalenti di petrolio), corrispondenti a 46 MBOED (milioni di barili di petrolio equivalenti giornalieri). Con questo andamento, le riserve dureranno 285 anni. In confronto, nel corso del 2001, il gas naturale fornì 51 MBOED, e il petrolio 76 MBD (milioni di barili al giorno).

  • Boero

    Oltretutto a un certo punto il petrolio verrà conveniente estrarlo dal carbone:Liquefazione [modifica]
    Il carbone può essere convertito anche in combustibili liquidi come benzina o gasolio, attraverso svariati procedimenti. Il processo Fischer-Tropsch di sintesi indiretta di idrocarburi liquidi fu usato nella Germania nazista, e per svariati anni in Sudafrica; in entrambi i casi la motivazione fu che questi regimi furono isolati politicamente, e quindi impossibilitati ad acquistare petrolio greggio sui mercati internazionali. Il carbone veniva gassificato in modo da produrre syngas (una mistura purificata e bilanciata di CO e H2), che veniva poi fatto condensare utilizzando un catalizzatore Fischer-Tropsch per produrre idrocarburi leggeri, poi trasformati in benzina e gasolio. Il Syngas può essere inoltre convertito in metanolo, un ulteriore carburante o additivo a carburanti, che può essere ulteriormente riconvertito in benzina tramite il processo M-gas della Mobil.

    Esiste anche un processo di liquefazione diretta processo Bergius (liquefazione attraverso idrogenazione), mai usato al di fuori della Germania, che lo sfruttò durante la Prima e la Seconda guerra mondiale. In Sud Africa fece qualche esperimento in questa direzione la compagnia SASOL.

    Un ulteriore procedimento per ottenere idrocarburi liquidi dal carbone è la low temperature carbonization (LTC), o carbonizzazione a bassa temperatura. Il carbone viene trasformato in coke a temperature fra i 450 e i 700°C, invece degli 800-1000° del coke utilizzato in metallurgia. Questa temperatura facilita la produzione di catrami più ricchi di idrocarburi leggeri dei catrami normali. Il catrame viene poi trasformato in carburante. Questo processo fu sviluppato da Lewis Kerrick, un tecnico specializzato in argilliti petrolifere, all’ufficio minerario degli Stati Uniti negli anni 1920.

    Tutti questi metodi di produzione di carburante liquido rilasciano CO2 (anidride carbonica). L’isolamento della CO2 è auspicabile, per evitare di rilasciare questo gas nell’atmosfera e contribuire all’effetto serra. Visto che la produzione di CO2 è uno dei flussi principali del processo, la sua separazione è più facile di quanto non sia possibile partendo dai gas prodotti dalla combustione del carbone con l’aria, nei quali la CO2 è miscelata con azoto e altri gas.

    La liquefazione del carbone è una delle tecnologie che limita la crescita del prezzo del petrolio. Le stime del costo della produzione di carburanti liquidi partendo dal carbone suggeriscono che essa diventi competitiva quando il prezzo del petrolio superi una certa soglia.[1] Avendo tecnologie commercialmente mature, il vantaggio economico della liquefazione indiretta del carbone, rispetto a quella diretta, fu reso noto da William e Larson, nel 2003.

  • jogger83

    Il futuro è la fusione fredda che nessuno prende in considerazione reputandola un mero miraggio.

    In verità sono numerosi gli studi sull’argomento e in Italia eravamo all’avanguardia in questo campo prima di svendere le nostre conoscenze agli inglesi.

  • jogger83

    Il futuro è la fusione fredda che nessuno prende in considerazione reputandola un mero miraggio. In verità sono numerosi gli studi sull’argomento e in Italia eravamo all’avanguardia in questo campo prima di svendere le nostre conoscenze agli inglesi.

  • rosacroce

    in ogni caso ,il prezzo della energia crescerà ,e tante attività non si potranno più fare,comunque ,ci sono analisti che dubitano molto delle stime ufficiali sulle riserve di carbone,e comunque bisogna estrarlo sempre più in profondità.e quindi sempre più costoso e richiede sempre + energia.

  • gamma5

    Scusate ma come si può credere a simili baggianate? Solo due dati: a ottobre le importazioni di petrolio cinese hanno avuto l’ennesimo incremento a doppia cifra (20%) e non c’è ragione di prevedere che calino visto che (eccolo il secondo dato) nel 2009 la cina è diventato il primo mercato mondiale di autoveicoli con l’incredibile cifra di 13.500.000 fra auto e veicoli commerciali, e per il prossimo anno già si prevede tale cifra in espansione di un buon 35%…e nei serbatoi delle auto cosa ci si mette? La Cina inquina ed inquinerà sempre di + ma è nel suo diritto, e noi occidentali poco potremmo rimproverarle visto che i nostri livelli di inquinamento a livello sprocapite sono nettamente superiori!!!….insomma noi abbiamo già dato ora tocca a loro.

  • ericvonmaan

    Sarei molto più possibilista sul potenziale delle fonti rinnovabili. Ci sono fior di studi che dimostrano che con il termosolare e l’eolico si potrebbe tranquillamente soddisfare tutto il fabbisogno immaginabile, e parliamo di tecnologie tutto sommato semplici.
    Conosco diverse persone che hanno investito 10-15.000 euro in impiantini da 3-5 kw a casa propria e non solo non spendono più un soldo ma addirittura ci guadagnano. Insomma, la tecnologia funziona. Immaginiamo grandi parchi eolici al largo in mare aperto e impianti termosolari in zone adatte, con le nuove tecnolgie è possibile farli funzionare fino a 15-16 ore anche senza sole. Insomma, le esperienze dimostrano che funzionano alla grande.
    Paesi più civili come Danimarca e Germania producono già ora oltre il 20% del loro fabbisogno con l’eolico, e siamo solo all’inizio.
    Il VERO problema è che su petrolio gas e carbone ci mangiano sopra (e molto bene) ancora in troppi per sperare che ci possano essere grandi investimenti sulle rinnovabili.
    Stiamo a vedere cosa farà la Cina. Da parte loro hanno tutto l’interesse a svincolarsi dal petrolio (che non hanno), e di dollari in cassaforte per pagarsi gli investimenti ne hanno in quantità.
    Prima di fare le solite cassandre aspettiamo, se lo vogliono fare non ci metteranno molto, i Cinesi ci hanno abituato a tempi molto rapidi quando si tratta di prendere decisioni anche grandi ed agire.