I TRE EQUIVOCI DEI CINQUE STELLE

I TRE EQUIVOCI DEI CINQUE STELLE

DI ALESSIO MANNINO

alessiomannino.blogspot.it

Più passa il tempo, più il Movimento 5 Stelle si incarta e si avvita su equivoci irrisolti. Magagne di fondo, non occasionali. Non parliamo di scivoloni o gaffes, che in una forza in costruzione, piena di energie nuove e perciò alla lettera dilettantesche, si possono comprendere (ma non giustificare). Stiamo parlando di ambiguità concettuali e vuoti di visione, nel pensiero e nell’organizzazione. Problemi strutturali, che se non verranno affrontati ne mineranno la tenuta e la linea col rischio dell’implosione. Grillo-grillini

Nel mio piccolo, lo scrivo da tempi non sospetti: un conto è Grillo (e dietro di lui Casaleggio), un altro la base, eletti compresi. Il mattatore ha il carattere e la vis polemica del tribuno rivoluzionario, che non fa sconti e non usa riguardi (neppure al simulacro della democrazia rappresentativa, il parlamento). Il tandem con Casaleggio funziona come un rullo compressore macinando nemici e bersagli con una foga di distruzione palingenetica, soprattutto nel linguaggio - più che nei contenuti. Ma funziona, nell’ottica di dare al movimento un’identità chiara di unico soggetto alternativo ai partiti dell’arco costituzionale. Gli attivisti, i consiglieri nei Comuni e nelle Regioni, i parlamentari sono mediamente una truppa spaurita di chierichetti che seguono fiduciosi la parola del loro mentore, ma senza capirne tutte le implicazioni e senza riuscire a far propria la sistematica operazione di abbattimento di feticci, luoghi comuni e manichini che anche a loro ballano ancora in testa. Provenendo in gran parte da sinistra - ma con quelli che vengono da destra non va certo meglio - i grillini sono bloccati da tabù, idee fisse e ingenuità che li rendono politicamente molte spanne al di sotto di Grillo. Il difetto è umano e ideologico: non hanno, o non si sono ancora formati una fibra abbastanza forte, una mentalità abbastanza dura e una cultura di fondo abbastanza alternativa per stargli al passo (basta vedere l’ultimo caso, la senatrice dissidente che incolpa Grillo invece di constatare l’ovvio, e cioè che il movimento sul territorio è etereo, evanescente, disastrosamente web-dipendente). Lui alza i toni, loro li abbassano. Lui serra i ranghi, qualcuno sguscia via trasferendosi nel gruppo misto, o mugugna sentendosi a disagio. O Grillo si ficca in testa che deve formare e selezionare i suoi ufficiali, o assisterà a rovinose cadute nel suo brancaleonesco esercito.


Pensiero forte-pensiero debole

La cacca pestata sui prestiti Bce di cui ha parlato su questo giornale online Federico Zamboni dà l’idea che grande è la confusione sotto il cielo del blog. Confusione non più accettabile. Grillo non può più permettersi sfondoni che oggettivamente lo rendono complice della frode ideologica che ci costringe alla catena dell’Eurocrazia (corretto termine usato pure dall’opinionista principe del blog, Paolo Becchi). Come minimo, si è scordato quanto ha scritto per lungo tempo su Mes, Bce e dintorni uno degli spin doctor assoldati per educare ai media i suoi parlamentari, ovvero Claudio Messora. È l’ultimo e più grave episodio dell’inconsistenza teorica e analitica di un movimento che, se da una parte ha ben congegnato e condotto una strategia politica e di marketing elettorale, dall’altra mostra i segni di una castrante inadeguatezza di pensiero. Finora Grillo e Casaleggio sono andati a braccio sui fondamentali. Non è più possibile né ammissibile. O si dotano di una visione coerente coi loro stessi presupposti di cambiamento radicale, o bisogna trarne la conclusione che il loro radicalismo finisce con l’auspicio di una gestione puritana dell’esistente. Il calvinismo culturale lasciamolo agli anglossassoni, a noi interessa ripensare tutto a partire dalla Costituzione, dall’Europa, dall’economia. Ma per ripensare occorre pensare, e qui siamo al pensiero debole. Troppo debole, ormai. E la debolezza strutturale (mancano proprio le basi, a tanti “cittadini-portavoce”) si rovescia in una sindrome da fortino assediato (i media tutti cattivi) resa ancor più odiosa da un atteggiamento di superiorità (noi unici depositari dell’onestà e della verità) che paralizza il senso critico e autocritico. Brutta china.


Partiti-politica

Non è raro sentire il grillino medio sostenere che lui non è un politico, perché estraneo e allergico ai partiti. Facciamo presente al nostro cittadino consapevole che non è consapevole di un fatto molto semplice ed elementare: chi si occupa della cosa pubblica in qualsiasi forma, fa politica. Essere un politico, nell’accezione corrente e screditata del termine, non va confuso con fare politica, che è diritto e dovere di ciascun membro della comunità. Prendere le distanze financo antropologicamente dall’uomo di partito in quest’epoca senza qualità, quello un po’ pecorone e credulone, va benissimo, ma la politica è cosa nobile e seria. L’eletto grillino usa questo argomento fallace per dire no a qualsivoglia rapporto con le altre forze. Orbene: una volta che si è dentro il gioco, è necessario giocare. Con spregiudicatezza. In questa fase, con le schiere raffazzonate e nel pallone, che si limitano a sputar fuori proposte di legge anche giuste e interessanti ma con l’animo di chi fa il suo bravo compitino, senza capire un’acca del compito del movimento che è – dovrebbe essere - la distruzione creatrice, Grillo sta facendo opera di compattamento trincerando i suoi in un massimalismo obbiettivamente indispensabile. Ma un domani, proprio con lo scopo di scompaginare le file altrui e muoversi da guastatori del sistema, nulla vieta di illudere gli avversari facendo loro credere di essere istituzionalizzabili, cercando una sponda ora qua ora là. Per l’azzardo e la guerra di corsa, tuttavia, servono uomini capaci e disposti a combattere battendo bandiera pirata. Poi uno vede Vito Crimi e Roberta Lombardi annegare negli autogol, e gli vien voglia di buttare una scialuppa di salvataggio.
Altro che pirati.
Altro che rivoluzione.


Alessio Mannino

Fonte: http://alessiomannino.blogspot.it/

Link: http://alessiomannino.blogspot.it/2013/06/i-tre-equivoci-dei-5-stelle.html

13.06.2013


Pubbblicato su "ilribelle.com"

12.06.2013

Commenti (31)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. makkia 18 giugno 2013

      "Avete" bisogno!? Ma, poi, di chi?

      Di quelli molto esperti e col senso della politica!? Tipo - chessò - quelli che ci hanno portato all'attuale momento?

      Tipo gli Andreatta e gli Andreotti che astutamente pensavano che deindustrializzare l'Italia avrebbe sottratto massa monetaria alla corruzione e ci avrebbe consegnati a istanze "superiori" di sovranità, facendoci così diventare virtuosi e scandinavi?

      Sì, insomma, avremmo bisogno di pensatori di altissimo livello che facciano piani di ampio respiro senza tenere conto delle brute masse.

      Che poi i piani siano fallimentari quanto quelli del pensionato imbecille che "pianifica" le puntate al lotto con le quali "sicuramente", "alla fine", farà il colpaccio non importa molto: purché sia un Ubermensch a fare le cazzate galattiche!

      Dal dare consigli a Grillo di dotarsi di tecniche rivoluzionarie di guerriglia proto-armata al chiedere il trionfo della "classe politica" con esperienza di lungo corso...

      Il tuo problema è che dei "decerebrati" votano 5* perché ne hanno le palle piene dei politici di lungo corso, mentre altri "decerebrati" votano le casacche di sempre come fossero tifosi di una squadra di calcio.

      E nessun "decerebrato" si caga te e la tua superiore comprensione del mondo e della politica (tranne un microscopico manipolo - di esseri dall'elevatissimo QI, ça va sans dire).

      Purtroppo per il tuo profondo senso della politica, in democrazia sono i "decerebrati" a mandar gente in parlamento. Che sfiga non nascere nel medio evo, eh?

    1. massi 17 giugno 2013

      alvise mi spiegheresti dove sarebbe la contraddizione? Se da cittadino mi auguro di poter dare il mio voto a politici con idee e programmi chiari e che non sparano cazzate vuol dire che sono per i "vecchi politici"? Quindi siccome i politici che si sono susseguiti fino ad ora e avevano programmi e idee chiare ci hanno fottuto secondo il tuo ragionamento sarebbe auspicabile che d'ora in poi i politici abbiano idee e programmi vaghi e indecifrabili e sparino un sacco di cazzate? Boh... non capisco.

    1. karson 17 giugno 2013

      scusami alvise sono partito in "quarta"... senza leggere tutto il post perché pensavo fosse massi che si riferiva a me, ciao

    1. karson 17 giugno 2013

      hai ragione massi, scusami

    1. massi 17 giugno 2013

      Mi sa che hai confuso tu karson. Il commento era di alvise e si riferiva a me (massi).

    1. karson 17 giugno 2013

      Caro massi dall'alto dei tuoi 72 anni ( te ne auguro altri 100 io) puoi sicuramente insegnare molte cose a tanti di noi qui, ma credo che tu questa volta hai confuso quel che io ho scritto con quello che ha scritto qualcun altro da qualche altra parte

    1. alvise 17 giugno 2013

      Dici che "non implica necessariamente essere per i vecchi politici", e subito dopo ti contraddici dicendo "sono per i politici con idee e programmi chiari e soprattutto che non sparano cazzate".Ma bravo, con teste come la tua il 5 stelle non potrà mai avere plebiscito.Sono proprio quelli che hanno idee e programmi chiari, cioè retaggio dei "vecchi politici", che ci hanno fottuto, ma tu come molti, continuate a pensare che il nuovo è tutto fuorchè un movimento come il M5S.Da quando ho l'uso della ragione, e sono molti gli anni purtroppo, ne ho visti programmi e idee nuove, non è MAI cambiato nulla, non è una frase comune, è la semplice verità.Il nuovo governo impossibile sta usando o tenta di usare, molte delle proposte di Grillo, se queste le consideri idee e programmi chiari, ti ringrazio, involontariamente stai dicendo che Grillo in fondo non spara cazzate.Ovviamente non so quanti anni hai, io 72, quindi ai ragazzini perdono la ovvia inesperienza

    1. cucchiluca 17 giugno 2013

      Come diceva quel tale, le opinioni sono come le palle, a ognuno le sue

    1. karson 16 giugno 2013

      No no... anzi mi piacerebbe conoscerne. Guarda che io nn sono"grillino"... io sono x chi ha (secondo me) buone idee, tutto qui

    1. massi 16 giugno 2013

      Sai non essere grillino non implica necessariamente essere per i vecchi politici, so che è un concetto un po' difficile per la vostra mente binaria ma magari sforzandosi uno fa un passino avanti. Beh hai capito benissimo, sono per i politici con idee e programmi chiari e soprattutto che non sparano cazzate, allucinante vero?

    1. karson 16 giugno 2013

      Ho capito, tu sei per i politici vecchia maniera... quelli che nn urlavano mai rispettosi di tutto e di tutti, con idee e programmi chiari e che soprattutto che nn sparano cazzate... quindi se il m5s sta perdendo consensi nn è x le idee e x il programma del movimento che nn piace più.. o perché hanno cambiato rotta rispetto a quello che dicevano prima... ma è colpa di Grillo che spara cazzate e nn è riuscito ancora ad aprire il parlamento come una scatola di tonno... o a far scappare i politici in elicottero... è un'ipotesi sulla quale bisogna riflettere...

    1. massi 16 giugno 2013

      "Se pensavate che Grillo avesse la bacchetta magica..."

      Tranquillo, nessuno l'ha mai pensato.
      Ti ricordo che era proprio lui che in campagna elettorale prometteva la rivoluzione, di aprire il parlamento come una scatola di tonno, urlava ai politici di arrendersi e prefigurava che sarebbero fuggiti in elicottero.
      Poteva sparare meno cazzate.

    1. Fedeledellacroce 16 giugno 2013

      Che bifolco!
      Che stupidaggini!
      Ma poi spiegami, quale sarebbe il tuo di mestiere, oltre ad insultare la gente?

    1. karson 16 giugno 2013

      Io voglio chiedere a tutti quelli che ora (qui e altrove ) attaccano Grillo e il m5s: ma dove cavolo vivete voi? pensavate veramente che Grillo e gli eletti nel m5s dopo averli mandati in parlamento sarebbero diventati una cosa sola, un corpo e un'anima? Signori io ho votato x il m5s nn per la gente che veniva proposta... ma x le idee! le idee che ha nella testa Grillo e che vuole trasferire (per ora con grande fatica bisogna ammetterlo) negli eletti nel 5s in primis e poi negli Italiani... Se pensavate che Grillo avesse la bacchetta magica o fosse perfetto come Gesù Cristo quando spiegava le cose ai suoi discepoli... siete fuori strada! Chi come me ha votato per le idee e nn per l'involucro... nn cambia pensiero quando si trova di fronte alle salite.. e nemmeno quando pensi di aver votato qualche deficiente a rappresentare le idee che hai votato e che lui stesso magari nn ha capito...
      la verità è che qui tutti vogliamo tutto e subito!
      cmq molte critiche sono giuste e anche salutari... l'importante è nn perdere di vista l'obiettivo. E a me sembra che nn ci siano molte alternative a Grillo se vogliamo veramente cambiare le cose

    1. robotcoppola 16 giugno 2013

      Ah per i PARANOICI come te di sicuro :)

    1. robotcoppola 16 giugno 2013

      Purtroppo devo dire che da mesi osservo una strategia abbastanza in linea con l'articolo da te citato.



      Il numero di articoli contro il M5S è di gran lunga superiore di quelli a favore. Non può essere un caso.



      Questo è un dato di fatto!



      L'aspetto più triste è vedere il tentativo di distruzione dell'unica arma che abbiamo per unirci e combattere contro i banchieri internazionali e le loro politiche basate su tagli dell'welfare, applicate dai loro solerti SERVI installatisi in tutti i governi occidentali. In modo particolare qui da noi!



      Il masochismo e/o la paranoia di parecchi personaggi, che si fanno passare da "autorevoli critici" ha superato largamente i limiti del DELIRIO psichico.

    1. karson 16 giugno 2013

      sono d'accordo

    1. totalrec 16 giugno 2013

      Per cambiare le cose non bastano certo pochi mesi o un anno, ma neanche una legislatura


      Sì, e allora perché non vi levate di culo, tu e i tuoi amici grillini? Abbiamo poco tempo e abbiamo bisogno di gente che abbia il senso di ciò che è la politica, nonché lunga esperienza nel campo. Non c'è il tempo di aspettare che un branco di minorati mentali impari l'ABC del mestiere.

      (GF)

    1. Fedeledellacroce 16 giugno 2013

      Per cambiare le cose non bastano certo pochi mesi o un anno, ma neanche una legislatura, soprattutto con gli squali che si avvinghiano alle poltrone del parlamento.
      Ma se vedi gli interventi dei parlamentari 5S, beh, mi sembra proprio che parlate a vanvera, cosí tanto per sputare merda (per rimanere in tono con te Gran Fratello)!
      http://www.youtube.com/watch?v=kxFbcopXNQU
      http://www.youtube.com/watch?v=Gvad1FJgbI8

    1. alvise 16 giugno 2013

      Articolo secondo me fazioso, non se voluto o inconscio perchè parte di un pensiero, forse onesto ma errato.Per capire devo usare blocchi del testo, il che renderà un po lungo il mio post, però non posso farne a meno.E' fazioso perchè a parte certi passi, tutto l'articolo non parla di Grillo come un suggeritore di posizioni politiche da prendere in parlamento, ma critica la persona, come?Beh che c'emtra questo passo, politicamente parlando?E' politica questo:

      "Confusione non più accettabile. Grillo non può più permettersi sfondoni che oggettivamente lo rendono complice della frode ideologica che ci costringe alla catena dell’Eurocrazia (corretto termine usato pure dall’opinionista principe del blog, Paolo Becchi). Come minimo, si è scordato quanto ha scritto per lungo tempo su Mes, Bce e dintorni uno degli spin doctor assoldati per educare ai media i suoi parlamentari, ovvero Claudio Messora"

      Quì c'è solo una critica sulla strategia da tenere, direi una politically correct, ma niente a che vedere per esempio, con una critica di una legge firmata o non firmata dal movimento, allora si che sarebbe corretta una critica politica, poi se si enunciano frasi idiote come "già al mattino quando ti alzi fai politica", allora ok, Mannino ha ragione, ma passiamo oltre e leggiamo questo passaggio:

      "Finora Grillo e Casaleggio sono andati a braccio sui fondamentali. Non è più possibile né ammissibile. O si dotano di una visione coerente coi loro stessi presupposti di cambiamento radicale, o bisogna trarne la conclusione che il loro radicalismo finisce con l’auspicio di una gestione puritana dell’esistente"Dov'è quì una critica all'operato politico?Anche quì Mannino dà una lettura personale di comportamenti da tenere, verso i due G C, ma di critica puramente operativa politicamente parlando, non vedo proprio nulla, anche perchè i senatori del movimento finora non hanno sbagliato niente.Continua:

      "Ma per ripensare occorre pensare, e qui siamo al pensiero debole. Troppo debole, ormai. E la debolezza strutturale (mancano proprio le basi, a tanti “cittadini-portavoce”) si rovescia in una sindrome da fortino assediato (i media tutti cattivi) resa ancor più odiosa da un atteggiamento di superiorità (noi unici depositari dell’onestà e della verità) che paralizza il senso critico e autocritico. Brutta china"

      Quì c'è forse una critica di una qualsisi scelta politica in parlamento?E' o non è un un giudizio personale, sulle persone e non su un atto politico?Potrei anche ammettere che è un punto di vista giusto, ma cosa c'entra con le scelte politiche giuste o sbagliate?Non sta mica dando, in questo passaggio, un giudizio in tal senso, anche perchè non ci sono gli estremi.Cito ancora un passaggio ma ce ne sarebbero altri, e il concetto su quello che sostengo spero sia capito:

      "Non è raro sentire il grillino medio sostenere che lui non è un politico, perché estraneo e allergico ai partiti. Facciamo presente al nostro cittadino consapevole che non è consapevole di un fatto molto semplice ed elementare: chi si occupa della cosa pubblica in qualsiasi forma, fa politica. Essere un politico, nell’accezione corrente e screditata del termine, non va confuso con fare politica, che è diritto e dovere di ciascun membro della comunità"

      Quì poi è il massimo della faziosità, che cavolaccio c'entra col lavoro che stanno facendo i senatori in parlamento?D'accordo, le critiche ci debbono sempre essere, ma rimanendo in ambito della pura politica, non sui comportamenti della persona, come sta enfatizzando in questo articolo.Quindi per riassumere, vedo in questo articolo una sorta di tentativo di creare un'aurea di fastidio, di malessere nei confronti di Grillo e del movimento, fastidio che potrebbe portare, come un messaggio subliminale, a non votare più per il movimento, perchè lo ripeto, sono critiche che potrebbero anche essere giuste, ma non mirate alla critica della ragion pura-politica. Come Kant si proponeva di sottoporre a giudizio la ragione umana, io mi permetto di sottoporre a mio giudizio personale i punti di vista di Mannino, che secondo me sono quelli specificati, che da elettore del 5 stelle mi danno un po fastidio proprio perchè articolo mirato alla persona e non sull'operato squisitamente politico

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