I social media ed il “dirottamento del cervello”

Da un “addetto ai lavori”: I metodi di "dirottamento del cervello" delle piattaforme di social media sono dannosi per gli utenti, soprattutto per i bambini.

 

Isabel Van Brugen e Joshua Philipp – The Epoch Times – 21 dicembre 2021

 

I metodi di “dirottamento del cervello”, che creano dipendenza, utilizzati dai giganti dei social media per mantenere gli utenti sulle loro piattaforme hanno effetti dannosi, in particolare sui bambini, secondo l’insider dell’industria Rex Lee, che dice che le aziende potrebbero violare le leggi sulla protezione dei bambini e dei consumatori utilizzando tali tecniche.
Lee, che ha oltre 35 anni di esperienza nell’industria tecnologica e delle telecomunicazioni, ha recentemente testimoniato davanti al Congresso, parlando ai membri di alcune delle pratiche ingannevoli utilizzate dai social network – in particolare, il “brain hijacking” (dirottamento dei cervelli).
La prima volta che ho sentito parlare di dirottamento del cervello, pensavo fosse qualcosa di un film di fantascienza“, ha detto recentemente al programma Crossroads di EpochTV.
Ha detto che le applicazioni dei social media, comprese quelle sviluppate da Google, Meta e Bytedance, sono intenzionalmente sviluppate per creare dipendenza.
Parte di ciò che consente a queste piattaforme di creare dipendenza è associato alle tecnologie di dirottamento del cervello, che coinvolgono la pubblicità suggestiva e manipolativa, ha spiegato.
Lee, che lavora nel settore tecnologico per uno sviluppatore di app e piattaforme aziendali, ha detto che è rimasto scioccato dopo essersi imbattuto in un’ammissione di Sean Parker, il primo presidente di Facebook, in un’intervista di Axios del 2017.
Nell’intervista, Parker aveva detto che Facebook era stato intenzionalmente sviluppato utilizzando tecnologie che creavano dipendenza associate a qualcosa che aveva descritto come un “ciclo di feedback di convalida sociale“.
Questo di per sé è ciò che è al centro del dirottamento del cervello“, ha detto Lee. “E ciò che fa è rassicurare l’utente finale che ciò che sta pubblicando sulla piattaforma è accettato da un sacco di gente. In altre parole, un ciclo di feedback di convalida sociale sarebbe associato con un pollice in su, o coriandoli o emoji, e quel genere di cose dopo che inseriscono un post”.
Lee ha detto che sono queste qualità che innescano dipendenza, che gli sviluppatori inseriscono nei loro progetti di app e piattaforme, che alla fine finiscono per danneggiare l’utente.
Sean Parker lo aveva effettivamente ammesso durante l’intervista con Axios quando aveva detto: ‘Dio solo sa cosa sta facendo al cervello dei nostri figli'”, ha proseguito Lee. “Ma non è solo il cervello dei bambini, è il cervello dell’utente finale, che sia un adulto, un adolescente, un bambino, o un’azienda ed un utente.”

“Questo è il motivo per cui la gente controlla il proprio smartphone fino a 150 volte al giorno”.

Lee ha aggiunto che Parker aveva espressamente detto ad Axios che il ciclo di feedback era “esattamente il tipo di cosa che un hacker come me avrebbe escogitato, perché stai sfruttando la vulnerabilità della psicologia umana“.
Lee ha fornito sia alle commissioni del Congresso che ai senatori e ai membri della Camera, informazioni privilegiate su come queste piattaforme vengono sviluppate.
Il consigliere per la cybersicurezza e la privacy ha anche evidenziato gli effetti dannosi che queste piattaforme di social media hanno sugli adolescenti e sui giovani, descrivendo le piattaforme come “non diverse dai produttori di tabacco che fanno sigarette al gusto di gomma da masticare da vendere ai bambini“.
Questi cicli di feedback di convalida sociale, che sono al centro dell’applicazione, sono il motivo per cui gli adolescenti che utilizzano questa tecnologia possono essere danneggiati da essa – diventano dipendenti da essa, non possono mai trovare appagamento in essa“, ha aggiunto Lee.
In ultimo, finiscono per deprimersi e finiscono per dover sempre cercare costantemente quella convalida, non solo dalla tecnologia, ma dagli altri utenti finali della piattaforma”.
“Questo è pericoloso anche perché contribuisce al cyberbullismo“, ha detto Lee, spiegando che i cyberbulli stessi possono diventare dipendenti dal bullismo online.
Loro [i cyberbulli] ottengono qualche pollice su da quel post in cui stanno maltrattando qualcuno e poi arrivano altri pollici su. E poi quella persona, il bullo, diventa dipendente dal danneggiare effettivamente le persone, così come il destinatario inizia ad essere danneggiato“, ha spiegato. “E sappiamo tutti cosa porta all’ansia, all’autolesionismo e ai suicidi. E tutti questi sono in aumento tra gli utenti adolescenti e giovani adulti, soprattutto le ragazze che utilizzano la piattaforma“.
I bambini vengono sfruttati“, ha affermato, notando che i giganti dei social media potrebbero violare una legge sulla protezione online dei bambini: il Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA) della Federal Trade Commission (FTC), emanato nel 1998.

È effettivamente illegale per un bambino sotto i 13 anni utilizzare qualsiasi tipo di tecnologia che è supportata da applicazioni predatorie che sono sviluppate per sfruttare l’utente per il guadagno finanziario attraverso metodi come il data mining e la sorveglianza“, ha detto Lee parlando di questa legge.

Lee ha detto di aver analizzato il linguaggio legale su uno smartphone Samsung Galaxy Note su cui erano pre-installate oltre 175 applicazioni create o sviluppate da 18 aziende, tra cui la società tecnologica cinese Baidu.
Ha spiegato che ciò che è spesso nascosto all’utente all’interno dei dispositivi stessi è “la parte più importante dei termini d’uso“.
Questo include le dichiarazioni di autorizzazione dell’applicazione e le avvertenze sul prodotto applicazione “che descrivono in grande dettaglio quanta sorveglianza e data mining che le aziende tecnologiche possono condurre su di voi“.
Ma non lo vogliono online. Lo nascondono all’interno dei dispositivi, e alcune di quelle dichiarazioni di autorizzazione delle applicazioni in realtà contengono avvertenze sul prodotto”, ha detto Lee.
Così di nuovo, un’altra analogia con le sigarette sarebbe, sarebbe come se l’avvertimento per le sigarette fosse stampato all’interno del pacchetto“, ha spiegato. “In modo che dopo aver consumato il prodotto, si capisce poi che si implica che può causare il cancro, è la stessa cosa“.
Ha aggiunto: “eStanno nascondendo le avvertenze sul prodotto all’interno delle dichiarazioni di autorizzazione dell’applicazione, a cui si può accedere solo dall’interno del dispositivo e non online.”

Lee ha detto che la FTC dovrebbe agire per indagare su queste aziende per i danni correlati segnalati dai loro consumatori, e far rispettare le leggi esistenti sui clienti, soprattutto perché ex dirigenti, come Parker, hanno ammesso di aver sviluppato queste tecnologie per creare dipendenza, “anche a scapito della sicurezza dell’utente finale.”
Non solo abbiamo avuto queste piattaforme armate contro l’utente finale per sfruttarle per il guadagno finanziario attraverso tecnologie dannose, come le app che creano dipendenza, ma ora le stanno usando per opprimere le persone e diffondere la disinformazione, la censura, schiacciare la libertà di stampa ed altre cose“, ha aggiunto Lee. “È incredibile“.

The Epoch Times ha contattato Meta, ByteDance e Google per un commento.

 

Link: https://www.theepochtimes.com/mkt_morningbrief/addictive-brain-hijacking-methods-of-social-media-platforms-harmful-to-users-especially-children-insider_4168937.html?utm_source=morningbriefnoe&utm_medium=email&utm_campaign=mb-2021-12-23&mktids=ad69ba619c9efe82724cf9ee3d49f32f&est=AIkL%2BK2hOghMTUT1YudhR0EJrNFp3O6jQnqmph%2FaBP%2FJ5oAxlsKjIUpRXJQTbLNtW0QdYQ%3D%3D

 

Scelto e tradotto da Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte

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