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I SICARI DELL'ECONOMIA GLOBALE

DI BRUNO AMOROSO
ilmanifesto.it

Nel suo editoriale su La Repubblica del 19.12.2010 Eugenio Scalfari ci informa sull’esistenza di una Cupola finanziaria che gestisce le principali speculazioni mondiali. La sua fonte è il New York Times, che conferma quanto aveva già letto in Marx tempo prima. Da qui alcune sue deduzioni – di Eugenio Scalfari s’intende – sulle quali è bene soffermarsi. La prima, sulla quale concordo, è che le speculazioni non riguardano solo singoli faccendieri e neanche gli Hedge Fund, ma un sistema organizzato il cui cervello è costituito dalle maggiori nove banche mondiali. È vero, come sostiene, che è contro queste ultime che si è appuntata la critica della sinistra per decenni sfociata nella richiesta della nota Tobin Tax. Una visione miope che evade l’ampiezza del problema e che purtroppo resta comune sia agli amici che agli sciocchi.

Che la finanzia mondiale costituisca oggi un sistema di potere globale è stato ampiamente descritto negli ultimi 10 anni da numerosi studi e autori. Basti ricordare il bel testo di J. Perkins – Confessioni di un sicario dell’economia – che illustra come la rete di esperti e di centri di studio internazionali falsifichino i dati economici dei singoli paesi per spingerli ad indebitarsi e poi provocarne una crisi che mette i governi e l’economia nelle loro mani.Processi che hanno modificato i rapporti di potere nei paesi capitalistici. Ne dà conto per gli Stati Uniti James K. Galbraith (The Predator State, 2008), che spiega molto bene come il governo di Bush fu costituito da ministri ed esperti proprietari o rappresentanti delle principali industrie energetiche e dell’industria militare sostenuti dai centri finanziari come la Goldman Sachs, e simili. Una struttura di potere che continua intatta con la nuova presidenza Obama. Siamo, quindi, non in presenza di speculatori ma della trasformazione dell’economia capitalistica da una economia di produzione in un sistema basato sulla rendita e lo sfruttamento delle altrui risorse. Una scissione definitiva tra capitalismo e mercato che per gestire questo potere rioccupa lo spazio della politica.

La seconda osservazione di Scalfari è che la Cupola italiana esiste ma è piccola e provinciale. Concordo ma per ragioni diverse dalle sue. Il «provincialismo» è dato dal fatto che la finanza e il potere dei grandi gruppi globali non è ancora riuscito a penetrare fortemente nel tessuto economico del nostro e di alcuni altri paesi dell’Europa del Sud. Cioè mentre Stati Uniti e i paesi dell’Europa occidentale sono dentro il sistema della «Triade» (la vera Cupola di cui parla Scalfari) l’Italia riesce ancora a difendersi sia con parte della sua economia per nostra fortuna non globalizzata sia per una maggiore autonomia del sistema politico. Ma la pressione è certamente forte. I ricorrenti conflitti tra governo e Banca d’Italia, questa sì occupata dai poteri della «Triade», sono noti. I tentativi di mettere il paese in riga con il sistema della globalizzazione sono sempre stati attuati insediando «governi tecnici» per neutralizzare la politica ed espropriando i cittadini oltre che della loro sovranità dei loro redditi. Un tentativo oggi di nuovo in atto e credo che Scalfari farebbe bene a difendere l’Italia dai «governi tecnici» che si cerca di creare con l’aiuto di Fini, Amato e i noti personaggi dell’antipolitica invece che prendersela con Moffa o la Chiesa Romana.

La terza osservazione riguarda l’Euro, minacciato secondo Scalfari, dai poteri della Cupola. È vero il contrario. L’euro fu introdotto con il sostegno dei centri finanziari della Triade spiegando ai governi ed agli scettici che doveva costituire l’ombrello a difesa della diversità dei sistemi produttivi e sociali europei. Non tutti hanno creduto alla favola, ovviamente. Come dimostrano gli ultimi atti della Commissione a proposito del Piano di stabilità, chdi fronte alla speculazione finanziaria e alla grave crisi sociale e economica da questa prodotta non si interviene con misure di controllo sui centri finanziari ma ponendo vincoli ai governi nazionali ed ai bilanci pubblici, impedendo iniziative rivolte a limitare i danni della speculazione finanziaria sui sistemi produttivi locali, sull’occupazione e sui sistemi di welfare europeo. Questo accompagnato da misure della Bce che fanno di questa lo strumento di equilibrio a favore dell’economia tedesca e delle speculazioni finanziarie dei centri finanziari di Londra e Francoforte. La Germania sta facendo passare come una politica di suoi aiuti ed impegno ai paesi colpiti dalla crisi quello che in realtà è un modo di far pagare agli europei ed ai cittadini di Grecia e Irlanda le speculazioni finanziarie delle banche tedesche verso questi paesi, e le misure di rigidità di bilancio e di tagli ai settori sociali con il mantenimento del livello delle spese militari di questi paesi per garntire forniture dalle industrie tedesche.

Bruno Amoroso – Crisi economica o truffa finanziaria? (intervista)

Ultima considerazione: le cose non stanno come sostiene Scalfari; non è la Cupola che vuole dividere l’euro, ma il contrario. L’euro, dall’essere l’ombrello protettivo dei paesi europei, si è trasformato nella sua camicia di forza saldamente protetta, anche in questo caso, dal ricorso all’autonomia della Bce. Autonomia dai governi e dai cittadini e non dai centri finanziari che ne occupano le posizioni di potere. I paesi che sono restati fuori dell’euro proteggono la loro autonomia di intervento politico sia rispetto alle proprie Banche centrali che da quella europea. Parlo della Danimarca, della Svezia e della Gran Bretagna. Se l’euro è divenuto la moneta tedesca e dei centri finanziari globali è ovvio che altri paesi europei, a difesa dei propri sistemi produttivi e delle loro scelte di società, si diano una propria moneta a questi corrispondente. D’altronde lo stesso Scalfari esprime tutto il suo pessimismo nella possibilità di trasformare l’Euro e l’Ue in qualcosa di diverso.

La ripresa economica e produttiva da tutti richiesta è possibile solo se si restituisce ai governi ed ai cittadini la sovranità sulle politiche economiche e si riporti il sistema monetario dentro queste scelte. Non si può pensare che ogni stato esca oggi singolarmente dall’euro ma l’unico modo per evitarlo è che l’Europa ritrovi una sua dimensione confederale a livello istituzionale e monetario. L”istituzione di una moneta sud-Europea (Francia, Italia, Spagna, Grecia, Portogallo) è l’unica via di uscita positiva dalla crisi attuale se si vuole impedire la frammentazione totale dell’Ue.

Bruno Amoroso
Fonte: www.ilmanifesto.it
28.12.2010

via www.dirittiglobali.it

Pubblicato da Davide

  • Pellegrino

    è il classico metodo che si deve usare se proprio si vuole leggere il peggior giornale d’Italia. Se Scalfari, dopo aver sempre sdegnosamente rigettato ogni “complottismo”, dice “la Cupola vuole dividere l’euro”, vuol dire che Scalfari, che di quella Cupola è emissario, vuole difendere l’euro facendo credere che i “cattivacci” lo vogliono affossare, dando così a credere (almeno) 3 falsita:
    1) che Repubblica denunci i Poteri Marci
    2) che i Poteri Marci sono contro l’Euro
    3) ergo.. che l’Euro è “cosa buona” perchè ci difende dai “cattivoni”.

  • victorserge

    il professor amoroso dice cose giuste.
    però mi permetto di fare un appunto.
    egli sostiene, riassumo in modo generale, che l’autorità dello stato dovrebbe intervenire presso gli istituti della finanza e decretarne lo scioglimento.
    ergo, questa azione dovrebbe essere disposta dalla classe politica.
    e allora mi chiedo: se la politica ha permesso che ciò avvenisse, pensiamo che la stessa possa porre riemedio?
    io sono scettico su questo punto.
    dal mio punto di vista sarebbe necessario invece che il popolo si liberi dalla classe politica e inizi la nuova stagione dell’autogestione politica all’infuori dalla classe politica stessa.
    si,forse è utopia; ma non c’è altro modo che l’utopia per mettere rimedio a una situazione disastrosa come quella attuale.

  • vic

    Ci vuole un governo tecnico, non nel senso tradizionale del termine, ma nel senso che dovrebbe essere costituito da gente che capisce la tecnica della finnza globalista, dei bankster, BCE, FMI insomma. Solo conoscendone la tecnica operativa si e’ in grado di contrastarli.

    In questo senso era tecnico anche il governo argentino di Kirchner, in quanto riconobbe i nodi scorsoi che mettevano in ginocchio l’Argentina e seppe reagire tecnicamente oltre che politicamente, rompendo il legame mortale con il FMI, di cui fino ad allora l’Argentina era un allievo modello.

    Capisco che il prof. Amoroso non voglia citare la Svizzera. Infatti la politica di stare alla larga da questa UE e’ portata avanti non di certo dalla sinistra, il cui partito socialista nel suo programma decennale indica chiaramente l’adesione all’UE come obiettivo da perseguire. La maggioranza dei votanti la pensano e la pensavano fortunatamente esattamente in modo opposto. Se la logica non e’ un’opinione, della cupola dovrebbe far parte anche il partito socialista svizzero.

    Le presunte cupole finanziarie hanno il potere che hanno perche’ i governi le lasciano fare, anzi le incoraggiano, le proteggono e le salvano quando stanno annaspando nell’azzardo delle loro speculazioni. Mi sa’ che le lasciano fare perche’ c’e’ troppo poca gente nei governi che capisca veramente i meccanismi ed i sotterfugi, nonche’ i lobbismi dei bankster.
    Servono tecnici di governo, non governo di tecnici. Alla Kirchner per intenderci. Che non era ne’ un Draghi ne’ un Berlusconi ne’ un Prodi. Aveva capito ed agito di conseguenza, facendosi capire dai suoi elettori. L’Argentina stava molto peggio dell’Italia di oggi, eppure trovo’ la forza, dopo diversi tentativi, di tirarsi fuori dall’abbraccio mortale dei tecnici del FMI.

    Un conto e’ prendere atto che ci sia la globalizzazione, un altro e’ buttarsi ai suoi piedi, svendendole tutto, solo perche’ si ignorano ( o si fa finta di ignorare) i sui modi di procedere. C’e’ modo anche di tener testa commercialmente alla Cina senza adottare politiche industriali alla Marchionne. Switzerland docet, prof. Amoroso!

    Studiatevelo il modello Svizzero, e’ tecnica politica anche quella. E forse un giorno vi verra’ in mente che potrebbe funzionare a livello Europeo. Sarebbe un’europa molto ma molto diversa dalla UE attuale. Ma ci vuole la mentalita’ sottostante, che non e’ una mentalita’ da bankster, benche’ due bankster stiano divorando lentamente anche Berna. I parassiti prosperano sempre dove c’e’ vitalita’ da carpire. Se l’UE e’ la manifestazione del lobbismo bancario, che muoia l’UE. Anche gli USA sono nella stessa situazione, si stanno facendo divorare dall’interno dagli stessi bankster, ben annidatisi proprio a Washington, gomito a gomito con Obama. Lo vediamo noi da qui e lo vedono benissimo loro da la’.

    In Italia ci vuole un governo che capisca la tecnica di non leccare troppo Washington ne’ la globalizzazione alla Marchionne. Nessuno all’orizzonte? Anche un po’ di decenza non farebbe male. Un governo decente, e’ chiedere troppo, tecnicamente parlando?

  • Johnny_Cloaca

    “La ripresa economica e produttiva da tutti richiesta è possibile solo se si restituisce ai governi ed ai cittadini la sovranità sulle politiche economiche e si riporti il sistema monetario dentro queste scelte.”

    Come no. Un governo “imparziale” ed “efficiente” anche, ho indovinato? Come diceva anche quell’altro imbecille di Gesell (siamo in buone mani, allora).

  • nettuno

    “La crisi finanziaria internazionale è stata ampiamente voluta dalla lobby ebraica”
    Giorgio Vitali nell’intervista rilasciata a Giovanna Canzano presso la Federazione Nazionale Stampa Italiana, il 22 luglio 2010—-
    http://www.youtube.com/watch?v=6mJrrWonw88
    Inotre , secondo De Gucht anche il Parlamento statunitense subirebbe le sue influenze.”La lobby ebraica al Parlamento americano non deve essere sottostimata”. Con queste parole il Commissario europeo al commercio estero, il belga Karel De Gucht, ha scatenato una piccola crisi diplomatica mettendo in imbarazzo la Commissione Europea. Per il politico “la lobby ebraica è il gruppo di pressione meglio organizzato”, una influenza esercitata nei negoziati di pace in corso a Washington. De Gucht ha poi continuato dicendo che un elemento di difficoltà è la “credenza” degli ebrei di “essere nel giusto”. “E la credenza è qualcosa di difficile da confutare con argomenti razionali.” L’uomo ha poi concluso l’intervista ad una radio fiamminga dicendo che “non è facile per gli ebrei, anche per quelli moderati, parlare di quello che succede in Medio Oriente. E’ una questione molto emotiva.” Ritornando al massonico EURO, che si sappia che è una moneta privata, gestita dalla Banca centrale, una moneta per la rapina dei paesi più deboli..detti salami Pigg. Il manifesto che è il classico giornale che rincorre i fatti e non li anticipa riporta Scalfari che lavora per la lobby..___ Pellegrino ha perfettamente ragione quando scrive:è il classico metodo che si deve usare se proprio si vuole leggere il peggior giornale d’Italia. Se Scalfari, dopo aver sempre sdegnosamente rigettato ogni “complottismo”, dice “la Cupola vuole dividere l’euro”, vuol dire che Scalfari, che di quella Cupola è emissario, vuole difendere l’euro facendo credere che i “cattivacci” lo vogliono affossare, dando così a credere (almeno) 3 falsita: 1) che Repubblica denunci i Poteri Marci 2) che i Poteri Marci sono contro l’Euro 3) ergo.. che l’Euro è “cosa buona” perchè ci difende dai “cattivoni”.

  • ramoncastro

    Q uesta e’ pari pari la tesi di Paolo Barnard esposta nel suo “Il piu’ grande crimine”.Esistono ancora alcuni giornalisti “onesti” dunque…non sono tutti come Travaglio…sempre appresso a Berlusconi (che certamente e’ ladro,farabutto ecc. ma non e’ un emanazione del “vero potere” come certi personaggi del centro-sinistra).Come uscirne?Intanto parliamone,divulghiamo queste “verita'”…certo e’ dura,la gente e’ inconsapevole,guarda ai politici e non ai poteri forti che li controllano…uscire dall’euro potrebbe essere un modo,finanziare l’economia interna a debito,tornare alla moneta sovrana,cioe’ la lira oppure ad un euro 2 con altri paesi nelle stesse condizioni…e’ dura!Con le privatizzazioni di Amato e Dini,D’Alema …questi hanno venduto l’Italia agli squali della finanza mondiale.E’ una strategia,non sono “sbagli” e’ una strategia contro il popolo,per affamare il popolo,ridurlo alla fame e costringerlo a pagare tutto privatizzandogli anche l’acqua da bere!Perche’ se anche guadagni 1000 euro al mese non puoi fare a meno di acqua,energia elettrica,gas…poi ci sono letasse…regionali e statali…siamo in trappola se non ci opporremo all’euro.Buona fortuna a tutti!