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I RISPARMIATORI VITTIME DEL MERCATO DEL DENARO


DI MASSIMO FINI
Il gazzettino

Pubblico integralmente questa lettera perché contiene molti motivi di riflessione.

“Caro Fini, sono un uomo di 66 anni. Sono andato in pensione l’anno scorso. Avrei potuto farlo molto prima perché ho quasi quarant’anni di lavoro alle spalle, ma ho preferito uscire il più tardi possibile dal mondo del lavoro per non sentirmi un ferrovecchio. Ciò nonostante la mia pensione è modesta. Mi consente appena di sopravvivere. Anzi, dopo i recenti aumenti di tutti i generi di prima necessità, sarei al gancio se non fossi stato una formichina che, in tutta la sua vita, concedendosi pochissimo, ha accumulato risparmi per garantirsi almeno una vecchiaia serena. Questi risparmi li ho messi in banca. Non ho comprato azioni, obbligazioni, partecipazioni in Fondi e tantomeno prodotti “derivati” – non ho un’animo speculativo – li ho semplicemente depositati su un conto corrente.

I miei risparmi, che costituiscono, dopo tanti anni, un gruzzolo piuttosto consistente (almeno per me), sono depositati in una grande banca di prestigio nazionale e internazionale. Per la verità, all’inizio, li avevo messi in una piccola banca regionale (abito in provincia), ma in seguito alle varie fusioni mi sono trovato depositario in questo grande Istituto di credito. Pensavo di essere al sicuro. Non si dice sempre che il modo più sicuro, anche se poco remunerativo, è mettere in soldi in banca (è quasi un modo di dire)? Sono soldi miei che io ho semplicemente affidato a una banca perché li custodisse. Purtroppo questo grande, prestigiosissimo istituto, a causa del crack dei mutui americani, vacilla, è sull’orlo del fallimento. La cosa non mi dovrebbe riguardare, io non ho fatto investimenti a rischio ho solo affidato i miei soldi alla banca perché li custodisse. Purtroppo non è così. Se questo grande, prestigiosissimo Istituto di credito crolla, a causa di speculazioni sbagliate cui, per quanto riguarda i semplici correntisti come me, nulla lo autorizzava, svaniscono anche i miei risparmi. Svaniscono quindi, in un amen, i quarant’anni di lavoro, ogni garanzia per la mia vecchiaia. Questo dramma, che certamente non riguarda solo me, ma decine, forse centinaia di migliaia di risparmiatori italiani, si consuma in mezzo a “Isole dei famosi” i cui protagonisti vengono pagati con cifre superiori a quanto io ho messo da parte in una vita. Briatori trionfanti, Venture strillanti, sempiterne diatribe fra Berlusconi e Veltroni, dichiarazioni quotidiane dei vari Gasparri, Bocchino, Cicchitto, Finocchiaro, D’Alema e Fini, che mi ammoniscono a rimboccarmi ancora una volta le maniche mentre loro, a quanto ne so, non hanno fatto un solo giorno di lavoro nella loro vita. Io non posso, a 66 anni, rimboccarmi ancora le maniche, sono stanco, sono sfinito, sono esaurito. Mi aspetta una vita sotto i ponti, senza che io riesca a riconoscermi alcuna responsabilità, perché ho lavorato, ho pagato le tasse, non ho speculato e i miei poveri quattrini li ho messi in un luogo, la Banca, che tutti, economisti, politici, commentatori, mi dicevano essere il più sicuro del mondo: la Banca. Le chiedo: a chi devo dir grazie? Per lei mi firmo, ma mi permetta, per il pubblico, l’anonimato”.

Le responsabilità sono di tutti e di nessuno, come sempre. il discorso è troppo lungo e complesso per poterlo fare in qeusta sede. Si legga, se vuole consolarsi o incavolarsi ulteriormente, il mio «Il denaro “Sterco del demonio”» del 1998.
I risparmiatori sono le vittime istituzionali del sistema del denaro. Perché sono dei poveri che, attraverso l’intermediazione delle banche, prestano soldi ai ricchi perché diventino sempre più ricchi. Se costoro, poi, sbagliano, le conseguenze non ricadono sulla loro testa ma su quelle dei risparmiatori (è da quel dì che l’imprenditore ha smesso di rischiare denari suoi). Inoltre il risparmiatore, il lavoratore, è lo “schiavo salariato”, la bestia da soma che deve tenere in piedi tutto l’ambaradan per trovarsi, come Lei, alla fine della vita con un pugno di mosche. Ma lei, come tutti quelli della sua generazione e di quelle immediatamente successive, è ormai troppo vecchio per avere le energie e per ribellarsi. E i giovani sono troppo giovani per poter capire che faranno la sua stessa brutta fine. Da quando il sistema del denaro, non più utilizzato come mezzo per evitare le triangolazioni del baratto si è trasformato in merce, questa storia si è ripetuta infinite volte. E lei non è solo una vittima, ma un complice perché non si è mai ribellato. Nemmeno quando era giovane, pieno di energie, e poteva farlo.

Massimo Fini
Fonte: www.massimofini.it
Uscito su “Il gazzettino” il 03/10/2008

Pubblicato da Davide

  • ghigo

    “E lei non è solo una vittima, ma un complice perché non si è mai ribellato. Nemmeno quando era giovane, pieno di energie, e poteva farlo. ”

    ma vattene fini, che razza di risposta.

  • pierrot

    ghigo, volevo segnalarti che la lettera l’ha chiaramente scritta fini; trattasi di espediente retorico per spiegare la situazione ponendo un caso esemplare; per questo motivo una risposta così dura, una risposta “teorica” a una generazione di complici.

  • Bazu

    Ritengo il richiamo di Fini fatto a tutti coloro che lo leggono. Ha ragione. Dovremmo ribellarci, giovani o vecchi, ognuno secondo le proprie capacità e possibilità. Smettiamola di lagnarci, cominciamo ad agire.

  • zufus

    «Il denaro “Sterco del demonio”» è un libro illuminante, che prevedeva l’inevitabile catastrofe cui sarebbe andata incontro la civiltà del denaro.
    Ed in tempi non sospetti, quando l’informazione mainstream magnificava le sorti meravigliose e progressive del “mercato”.
    Chi voleva sapere e conoscere ha potuto farlo per tempo.
    Gli altri, prigionieri dell’illusione monetaria, sono oggettivamente complici dei propri becchini.

  • korn

    Se ci si vuole ribellare ad un sistema basato su un preciso concetto del denaro, bisogna cambiare la natura stessa del denaro, il suo significato (nonnecessariamente l’utilizzo)

    Magari questo è un buon modo per iniziare:

    http://www.arcipelagotoscana.org/

    http://www.arcipelagoscec.org/

  • paolapisi

    Io non so se la lettera è autentica, perchè mi pare impossibile che esista un tizio così fesso. Se uno ha un conto su una banca che teme fallisca, solitamente non scrive a Massimo Fini per lagnarsi ma lo sposta su un’altra.

    Comunque, Unicredit (perchè è ovvio che è questa la banca di cui si parla) NON è sull’orlo del fallimento, almeno non per ora, e soprattutto in Italia tutti i conti al limite di di 103.291,38 euro sono garantiti contro un eventuale fallimento della banca di riferimento. Se il signore ha più soldi, li può diversificare su più banche e non rischia niente. E sarei pronta a scommettere che Fini lo sa perfettamente, e la lettera l’ha scritta lui. E se non lo sa, cambi mestiere

    E mi piacerebbe sapere che senso e che scopo ha spargere panico a vacca. E aggiungo che secondo me questa mega crisi è in gran parte pilotata, e c’è chi ha tutto l’interesse a terrorizzare oltre misura la gente. Non sto dicendo che la crisi finanziaria non ci sia, c’è eccome, e gravissima, ma si sta anche assistendo al solito terrorismo psicologico, per lo più, come in questo caso, basato su fatti falsi. Stanno facendo credere ai vecchietti e alle massaie che i loro risparmi finiranno presto in fumo anche se sono su un libretto postale. A chi giova?

  • bstrnt

    Non è proprio così. Siamo giunti sull’orizzonte degli eventi, oltre c’è il buco nero del collasso.
    La crisi economica è solo una delle quattro concomitanti crisi che ci stanno piombando addosso, crisi che purtroppo non sono congiunturali, bensì strutturali.
    Le altre, se possibile, sono ancora peggiori!
    La crisi di moralità che ci rende ciechi a quanto sta accadendo; la crisi ambientale: il Polo Nord si può circumnavigare, in compenso migliaia di tonnellate di metano si espandono nell’atmosfera dal permafrost siberiano e dai mari artici (metano = gas serra 23 volte peggiore dell’anidrite carbonica), 90 miliardi di api uccise da pesticidi Bayer e scie chimiche ….
    Infine le crisi energetica, il picco del petrolio oramai superato, occorre pensare a una ristrutturazione totale del settore energia, inutile uscire con cretinate come il nucleare per fissione, bisogna lavorare su energia solare, eolica, biomasse (con i dovuti limiti) e magari investire sulla fusione fredda, visto che c’è, funziona, deve solo essere ingegnerizzata a dovere.
    Ovvio tutto deve cambiare, ma l’alternativa è il collasso ben descritto nei suoi cinque stadi da Elizabeth Kübler-Ross ed è dove noi siamo diretti.
    E adesso trovatemi un economista, uno di quei signori che predicano la crescita infinita, che ci hanno condotto al punto in cui siamo dove consumiamo le risorse del pianeta una volta e mezzo più velocemente di quanto le stesse possano rinnovarsi, dove stiamo cambiando l’ambiente a una velocità centinaia di volte superiore a quella nostra di adattarsi, che risolva questo piccolo problema.

  • ghigo

    ah pierrot, forse non l’hai capito, mi riferivo a proprio a quello.

  • paolapisi

    Mi sono spiegata male. Non contestavo l’esistenza della crisi economico-finanziaria, nè delle altre di cui parli (con l’eccezione del picco petrolifero, perchè leggo sia articoli che dicono che è verissimo sia altri che lo negano assolutamente, e non essendo certo un’esperta in materia non so a chi credere: non ci capisco niente e sospendo il giudizio sull’argomento. Comunque, anche se non si fosse raggiunto il picco oggi, lo si raggiungerà domani, quindi non cambia molto). Sono perfettemente d’accordo con te. Mi limitavo a dire che Fini ha scritto una cazzata allarmistica presumibilmente sapendo che era tale. I depositi bancari fino a 103.000 sono totalmente garantiti, e chi ne ha di più li può diversificare in più istituti di credito. I libretti di risparmio dei pensionati non sono a rischio, e dirlo è fare terrorismo psicologico, per di più per spaventare una fascia debole della popolazione (chi di soldi ne ha tanti, queste cose le sa). E dire che chi mette in soldi in banca e non sotto il materasso è un servo del sistema è un’idiozia apocalittica.

    Quando parlavo di crisi “pilotata”, intendevo dire che si sta utilizzando una reale catastrofe finanziaria per raggiungere scopi precisi, come ad esempio una spaventosa concentrazione bancaria. E ci sono alcuni fatti strani: per esempio il fallimento della Lehman brothers: la si è lasciata andare in bancarotta perchè la Fed e Paulson si sono drasticamente rifiutati di dare garanzie ai possiibli acquirenti con soldi pubblici: sarebbe stato immorale, ha tuonato quel galantuomo di Paulson, utilizzare i soldi delle tasse degli americani. Pochi giorni dopo ha annunciato il bailout, con cui utilizzava qualcosina come 700 miliardi delle tasse USA per ripararea parte delle malefatte di altre banche. Lo stesso giorno del fallimento della Lehman brothers, Bank of America ha acquisito Merril Lynch pagandola il 65% in più della quotazione borsistica (con forti sospetti di un aiutino della fed). O I fratelli Lehmans avevano avuto tutti una storia di sesso con la signora paulson, e lui si è vendicato, o c’è qualcos’altro sotto.

    Ora, fra il fallimento Lehman e le acquisizioni, sono rimaste due sole banche di affari USA: Goldman Sachs e Morgan Stanley. E Goldman sta aprendo sportelli, cioè sta aprendo anche un ramo come isitituto di credito. E questo è solo un esmpio.

    E c’è qualcuno che mi sa spiegare come sia possibile che l’Europa boccheggi per una spaventosa mancanza di liquidità con i tassi fossilizzati al 4% (negli USA sono al 2%)? I signori della banca centrale europea sono pazzi, criminali, sadici o che che cosa? preferirebbero tagliarsi le mani che i tassi.

    Aggiungo che in generale non mi piace tutto questo gaudio che vedo in giro, specie nei siti alternativi USA, per il possibile collasso del sistema finanziario. Cosa credono, che sarebbe la fine del capitalismo e l’inizio di un modo libero e bello? Dal sistema capitalistico si esce, come si diceva quando ero giovane, “facendo la rivoluzione”, mica aspettando come degli avvoltoi che le banche falliscano. Se non trovano il modo per uscire dalla attuale congiuntura econnomica, sarebbe solo fame e miseria per ipiù poveri, in tutto il mondo. E non sarebbe neppure la fine degli USA, visto che l’America sta male, ma l’Europa e altri paesi stanno assai peggio (guarda cosa sta succendendo in Russia). E sono d’accordissimo con te quando parli della crisi ambientale e soprattutto di quella morale, assai peggiori di quella finanziaria. Dalla attuale crisi finanziaria magari se ne esce, e fra due anni ce la siamo dimenticata, dalle altre no.

  • sultano96

    Bazu che significa “iniziamo ad agire”?

  • sultano96

    korn come mai non ha indicato l’antropocrazia?

  • V267

    Berlusconi sta rassicurando i risparmiatori italiani che nessuno gli torcerà nemmeno un centesimo.

    Dopo i bound argentini, il crac Cirio, il crac Parmalat, adesso i conti correnti a rischio….

    Io non gli credo….

    A quanti, una volta bruciati i risparmi di una vita, se così va a finire ( speriamo di no), verrà la tentazione di comprare una pistola e fare quello che fece Gaetano Bresci a Monza: ammazzare il tiranno?

    Poichè saranno davvero in tanti, se succede, emergerà sicuramente questo “vendicatore solitario”, magari un arzillo vecchietto ultrasettantenne che gli scaricherà addosso il caricatore, eludendo guardie del corpo e forze di polizia….

  • castigo

    paolapisi:

    Comunque, Unicredit (perchè è ovvio che è questa la banca di cui si parla) NON è sull’orlo del fallimento, almeno non per ora, e soprattutto in Italia tutti i conti al limite di di 103.291,38 euro sono garantiti contro un eventuale fallimento della banca di riferimento. Se il signore ha più soldi, li può diversificare su più banche e non rischia niente. E sarei pronta a scommettere che Fini lo sa perfettamente, e la lettera l’ha scritta lui. E se non lo sa, cambi mestiere

    personalmente non sarei così categorico nel dare dell’ignorante a fini.

    perchè come ben spiegato qui:
    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5095&mode=&order=0&thold=0
    al massimo si può sperare di recuperare 20.000 € in tempi cosiddetti ragionevoli, cioè quelli dei curatori fallimentari, cioè ANNI…. a meno che un giudice pietoso non imponga il pagamento di provisionali ai più bisognosi.

    se poi aggiungiamo che probabilmente quello NON sarà l’unico fallimento e che il fondo di garanzia al quale fa riferimento NON è infinito…..
    beh, a casa mia 2 + 2 = 4…..

    E mi piacerebbe sapere che senso e che scopo ha spargere panico a vacca.

    non so se sia proprio a vacca.
    la germania (che ha scelto di garantire integralmente i depositi dei correntisti – con quali soldi poi….) si appresta a modificare la costituzione (http://ap.google.com/article/ALeqM5jHlrJ3QdZG_ojqGm_x3pE2_U3kPQD93L1HJO0) per permettere lo spiegamento dell’esercito all’interno dei propri confini…. contro il terrorismo, ovviamente 😀

    strana questa coincidenza temporale tra crisi finanziaria e lotta al terrorismo in germania, perché non mi risultano attentati commessi o sventati di tale gravità da giustificare una simile misura…. ma certamente non risulteranno a me, gli stati lavorano per il nostro bene 😀

  • castigo

    il problema è che il nano non è il solo che dovrebbe essere destinatario di un congruo quantitativo di piombo caldo.

    ma, come dico sempre, a ciascuno il suo politico…. tra locali e nazionali ce ne sono abbastanza per tutti!!

  • ario

    Non è strano che anche in Italia vengano dispiegati i paracadutisti nelle strade? …a già, quelli servono per la camorra e per aiutare le vecchiette ad attraversare le strade.

  • castigo

    LOL…. ovvio che sì.

    e quanto servano lo si è potuto vedere proprio il giorno dopo il dispiegamento: un omicidio a pochi metri da un posto di controllo 😀

  • albertgast

    “…E mi piacerebbe sapere che senso e che scopo ha spargere panico a vacca….”

    Ahhh, adesso sì che mi sento più tranquilla! Niente panico…niente panico…. Però…..i miei 5000 euro che erano garantiti da Lehman dove vado a riprenderli? Proprio oggi è arrivata la lettera che mi dice che in pratica NON li rivedrò mai più (e non è che ne abbia da cacciar via, purtroppo) quindi? Chi me li ridà? Sig.ra Paolapisi me li ridà lei? Oppure vado direttamente ad Arcore??? Perchè, vede, io sarò anche pirla, ma a suo tempo me l’avevano garantito come AAA, ed io ci ho creduto.
    Peccato che invece erano HA HA HA :(…. cmq coraggio, niente panico …niente panico…..

  • albertgast

    Vorrei porre all’attenzione di chi legge che, qui in Italia il fondo di garanzia dei depositi E’ UN FONDO INTERBANCARIO, e non statale. Sono le stesse banche che garantiscono per le altre banche che dovessero trovarsi in difficoltà. Al momento lo stato italiano NON GARANTISCE UN BEL NULLA. Inoltre NON TUTTE le banche fanno parte del consorzio, se volete vedere se la vostra banca ne fa parte cliccate qui: http://www.fitd.it/banche_cons/banche_consorziate/consorziate_elenco.pdf. In caso di gravi difficoltà, difficilmente le banche riuscirebbero a restare in piedi. Aspettiamo di vedere se il nostro governo, oltre a darci notizie distorte, seguirà quello che stanno facendo gli altri paesi europei o continuerà a suonare come l’orchestrina del Titanic.

  • paolapisi

    Non ho detto “niente panico”, ho detto “niente panico a vacca”: e sui conti correnti c’è una garanzia assoluta fino a 103.000 euro. Sulle obbligazioni, NO. nessuno può garantire che una banca non fallisca, e se la banca che fallisce ha emesso obbligazioni queste diventano carta straccia. La tripla A è solo una valutazione. Invece, i conti correnti sono tutelati, ed è una legge dello stato.
    Certo, se falliscono TUTTE le banche, anche i conti correnti se ne vanno: ma se può consolare, se falliscono tutte le banche vuol dire che davvero è cascato il mondo, si ritorna al baratto con perline colorate e conchiglie, e i soldi non servirebbero a niente.

  • eresiarca

    Infatti, occhio a non cadere nel solito antiberlusconismo.
    Anche quello è messo in conto, in questo frangente.
    Qua il problema è la mancanza di una classe dirigente che governi un paese libero, sovrano e indipendente.

  • eresiarca

    I militari nelle strade servono per quando si scatenerà il panico.

  • paolapisi

    20.000 euro vengono rimborsati entro tre mesi, e gli altri a partire dall’inizio della liquidazione della banca. Da oggi c’è un’ulteriore tutela della unione europea per depositi fino a 50.000 euro (se uno ne ha di più, li può mettere su diverse banche). I conti correnti postali sono garantiti dallo stato come i BOT (ne esistono anche a 3 mesi). Se tutte le banche falliscono, e fallisce lo stato e l’intera unione europea, i soldi non li rimborsa nessuno: poco male, in tal caso, perchè comunque i soldi non varrebbero niente, e uno al massimo ci potrebbe fare gli origami.

    la crisi bancaria è enorme, ma li crisi di panico che stanno scatenando è peggio. Mi pare di assistere al bis dell’11 settembre. gli attentati erano veri (qui prescindo da chi li ha fatti), ma sono riusciti a terrorizzare la gente, che credeva che ci sarebbe stato un attentato ogni 5 minuti. Adesso, tutti sono convinti che le tutte le banche falliranno entro tre giorni, e che perderanno i risparmi di una vita e moriranno di fame. Abbiamo visto come hanno utilizzato la paura del terrorismo alimentata ad arte dopo l’11 settembre, vedremo cosa faranno adesso.

  • albertgast

    Mi scusi, potrebbe indicarmi la legge che tutela i conti correnti? Gradirei dare un’occhiata, grazie.

  • paolapisi

    si tratta del D.L. del 4 Dic 1996 n° 659. può trovare informazioni sul sito del fondo interbancario (a cui le banche italiane, a differenza di quello che qualcuno sta scrivendo, DEVONO aderire per legge, con eccezione dei crediti agricoli che hanno un proprio fondo): http://www.fitd.it/index.asp

    In particolare: http://www.fitd.it/garanzia_depositanti/garanzia_dep.htm
    e http://www.fitd.it/faq.htm

    Da oggi c’è un ulteriore tutela Ecofin (UE) per i conti fino a 50.000 euro:
    http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200810071327313782&chkAgenzie=TMFI&sez=news

    Ovviamente chi ha depositi più alti e teme che le banche falliscano, può dividere i depositi su più banche e quindi avere una tutela totale sul proprio capitale.

  • albertgast

    Dunque è quello che avevo letto, cioè non è cambiato nulla da come lo conoscevo. Vorrei rimarcare che c’è differenza fra essere garantiti da un fondo interbancario oppure essere garantiti dallo stato. Il fondo interbancario garantisce fino all’esaurimento dello stesso, poi stop.
    Dovessero fallire più banche contemporaneamente il fondo non potrebbe coprire tutte le perdite e i risparmiatori delle banche fallite perderebbero tutto. L’ulteriore tutela UE a noi non interessa, perchè già come Italia avevamo fissato la cifra in centomila euro e passa, quindi superiore ai 50 mila euro.
    Il nostro governo, almeno fino ad ora, NON ha garantito i depositi, come hanno fatto in Austria, Germania e Danimarca.

  • paolapisi

    La tutela UE aggiunge, eccome, perchè se non avesse i soldi il fondo interbancario ce li metterebbe l’ecofin. Se falliscono Unicredit, Intesa S.Paolo e possibilmente qualcun’altro non ci sarebbero i soldi da ridare ai correntisti, nè da parte del fondo interbancario (al quale, ripeto, devono aderire per legge tutte le banche, non è affatto opzionale: sono esclusi i crediti agricoli perchè ne hanno un altro), nè da parte dello stato. E probabilmente neppure da parte della UE, perchè vorrebbe dire che è collassato tutto il sistema bancario mondiale. E, ripeto, in tal caso non riavere i soldi non sarebbe un gran danno, perchè non servirebbero a niente, visto che il collasso del sistema bancario si trascinerebbe quello dell’industria e torneremmo alla caccia e raccolta

    Se fallisce UNA banca, i conti sono tutelati, eccome, fino alla cifra indicata. Comunque, faccio presente che negli USA, dove i depositi sono tutelati fino a 100.000 dollari, nessuno ha perso un dollaro dei propri c/c, perchè le banche “fallite” sono state di fatto nazionalizzate (tranne la Lehman brothers, che non era un istituto di credito bensì una banca d’affari). E in Europa sono state nazionalizzate Fortis e Bradford & Bryngley . Cioè, lo stato diventa proprietario delle banche, e i correntisti sono pure contenti, perchè non perdono niente (non li sto criticando, lo sarei anch’io nei loro panni).

  • castigo

    sia gentile, si legga questo:

    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5100&mode=&order=0&thold=0

    che poi ne riparliamo, a mente fredda e, soprattutto PIU’ INFORMATI.

    buona lettura.

  • castigo

    ma no, cosa dici mai….. servono contro la camorra ed i terroristi…. 😉
    peccato però che ci siano più morti per lavoro in un mese che morti per terrorismo in un anno…. eppure il terrorismo è la priorità assoluta per la nostra sicurezza….. che mistero misterioso….

  • castigo

    eresiarca:

    Infatti, occhio a non cadere nel solito antiberlusconismo. Anche quello è messo in conto, in questo frangente. Qua il problema è la mancanza di una classe dirigente che governi un paese libero, sovrano e indipendente.

    hemmmmm….. classe dirigente???
    ma tu hai bisogno di una classe dirigente per sapere quel che è meglio per te???
    tu hai bisogno di qualcuno (per fare un esempio tra i tanti) che ti scippi il TFR per comprare degli aerei per difenderti….. DA CHI?????
    tu hai bisogno di qualcuno che ti indichi il terrorismo quale pericolo assoluto mentre i morti di lavoro fanno pensare ad un bollettino di guerra???

    fintanto che sentirai il bisogno di qualcuno che decida per te non sarai mai libero……

  • paolapisi

    L’ho già letto: dice esattamente quello che ho detto io, ma in termini catastrofistici. 20.000 euro in tre mesi ,e il resto all’inizio della liquidazione della banca (per la quale non ci vogliono anni). Se falliscono banche a catena, finiscono anche i soldi (omette di dire che finisce anche globalmente il sitema). Ed è stato scritto prima dell’ulteriore garanzia eurofit.

    E poi aggiunge una bella stupidaggine, tanto per spaventare un po’ di più la gente già terrorizzata: Il resto, con calma, se tutto va bene ed in percentuali tutte da definirsi presumibilmente, esempi storici alla mano, non alte.Quali esempi storici, di grazia, se dopo che è stato stabilito il fondo interbancario non è fallita alcuna banca in Italia?

  • castigo

    paolapisi:

    L’ho già letto: dice esattamente quello che ho detto io, ma in termini catastrofistici. 20.000 euro in tre mesi ,e il resto all’inizio della liquidazione della banca (per la quale non ci vogliono anni). Se falliscono banche a catena, finiscono anche i soldi (omette di dire che finisce anche globalmente il sitema). Ed è stato scritto prima dell’ulteriore garanzia eurofit.

    appunto.
    e dato che di istituti in sofferenza non ce n’è soltanto uno, come si fa a dire: mantenete la calma, siete tutti garantiti???

    E poi aggiunge una bella stupidaggine, tanto per spaventare un po’ di più la gente già terrorizzata: Il resto, con calma, se tutto va bene ed in percentuali tutte da definirsi presumibilmente, esempi storici alla mano, non alte.Quali esempi storici, di grazia, se dopo che è stato stabilito il fondo interbancario non è fallita alcuna banca in Italia?

    come si vede che non è mai stata coinvolta in una causa di fallimento….
    tempi biblici e percentuali minime rispetto ai crediti vantati nei confronti del fallito……. oltre ovviamente a curatele incapaci e rapaci…..

    e a proposito di gente terrorizzata…. com’è che il governo della gran bretagna ha deciso di nazionalizzare parzialmente un certo numero di istituti di credito se non c’è da preoccuparsi???

  • albertgast

    Le cose NON stanno assolutamente così, purtroppo. La UE ha dato le direttive per aumentere la copertura dei risparmiatori da un minimo di 20 mila euro ad un minimo di 50 mila. Il massimo è lasciato a discrezione dei vari paesi, infatti noi siamo sopra i 100.000. Questo significa che tutti i paesi aderenti alla UE debbono farsi un fondo per conto loro atto a garantire i risparmiatori fino alla cifra suddetta. La UE NON darà nulla a chi dovesse restare scoperto. Sarebbe stato possibile l’intervento diretto europeo se fosse passata la proposta di berlusconi e tremonti di costituire un fondo comune, ma la Germania l’ha bocciato. Vengono così stabilite solo alcune regole che, oltre alla suddetta, prevedono di consentire interventi statali a garanzia dei cittadini, in deroga a ciò che era stato stabilito precedentemente. Se si vuol garantire effettivamente chi ha depositi e conti correnti è LO STATO che deve farsi avanti, offrendosi come garante, ma questo in Italia NON è ancora successo. Staremo a vedere dopo la riunione di stasera. Non è detto che se dovesero fallire alcune banche italiane (cosa possibilissima) tutti gli altri stati europei sarebbero agli stracci. Al momento c’è molta poca chiarezza sul’esposizione vera delle varie banche. Infine per chi ancora sostiene che le banche in Italia non possono fallire, indico di andare sul sito “Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi” e leggersi le note al punto: “Modalità di rimborso in caso di liquidazione”.

  • paolapisi

    Il rimborso dei conti correnti non c’entra niente con la causa di fallimento. In caso fallimento della banca il rimborso è automatico da parte del fondo interbancario (20% entro 3 mesi, il resto a partire dall’inzio della liquidazione della banca). Nella causa di fallimento entrano l’eccedenza rispetto ai 103.000 euro e gli altri creditori. Se falliscono banche a catena, non c’è trippa per nessuno, ma, ripeto in tale improbabile caso fallirebbero anche tutte le industrie (con che soldi lavorano?) e i soldi non varrebbero più niente.

    C’è da preoccuparsi, e molto, ma non anche per i libretti postali, come ormai qualcuno vuol credere. Della nazionalizzazione delle banche parlavo qualche post sopra: perchè è evidente che si sta aprofittando di una crisi reale per rendere lo stato banchiere e fare mostruosi accorpamenti bancari. E nessuno fa una piega davanti a quello che stanno facendo, perchè tutti sono terrorizzati perfino per i Bot a 3 mesi, e pensano solo a quello.

    C’è una crisi vera e c’è un panico indotto anche per quello su cui non c’è da preoccuparsi. Se qualcuno ha azioni o obbligazioni unicredit fa bene a preoccuparsi, non perchè io pensi che unicredit fallisca, ma perchè rivedrà i suoi soldi fra 10 anni, se va bene. Se uno ha un conto corrente di 30.000 euro, no.