DI GILAD ATZMON
gilad.co.uk
Ieri la Germania ha attaccato la Gran Bretagna per la crisi dei migranti. La Germania prevede di accogliere 800.000 richiedenti asilo entro la fine dell’anno. Anche la Gran Bretagna si sta preparando per affrontare il crescente problema dei rifugiati – ha chiuso le proprie frontiere. Devo ammettere che il richiamo da parte della Germania è sensato. Dopotutto sono stati Tony Blair e il suo governo Labourista ad incominciare la guerra criminale che ha portato a questa crisi umanitaria globale. Blair non era solo. Era semplicemente un Sabbos Goy [Le persone non ebree che il sabato sono incaricate di portare a termine i compiti che la religione ebraica non permette di fare, NdT].
Quando Blair ha condotto la Gran Bretagna in Iraq il suo maggior finanziatore era Lord Bancomat Levy degli Amici Labouristi di Israele. David Aaranovitch e Nick Cohen, scrittori di Jewish Chronicle, sono stati i primi difensori delle immorali guerre interventiste nei media britannici ed oltre. Da allora, abbiamo potuto vedere la lobby ebraica spingere per ulteriori guerre (Siria, Iran, Libia, ecc.). In Francia c’erano il CRIF e Bernard Henry Levy a spingere per l’intervento in Libia che ha reso il Mar Mediterraneo una trappola mortale.
Non ho idea di quanti profughi Lord Levy, Bernard Henry Levy e David Aaranovitch possano ospitare nelle loro stanze libere. Ma credo che la comunità ebraica dovrebbe immediatamente mettersi in prima fila di qualsiasi sforzo umanitario in favore dei rifugiati. In primis perchè gli ebrei sostengono di sapere più di qualsiasi altro popolo cosa voglia dire sofferenza, ma principalmente perchè è stata la loro politica aggressiva e il lobbismo globale di stampo sionista che ha scatenato questa enorme crisi dei profughi.
Gilad Atzmon
FONTE: http://www.gilad.co.uk/
LINK: http://www.gilad.co.uk/writings/2015/9/2/refugees-should-seek-refuge-in-synagogues
2.09.2015
Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l'autore della traduzione FA RANCO
cardisem 5 settembre 2015
SENZA COMMENTO: confido sul fatto che ognuno sappia trarre le sue conlusioni in relazione al Topic dell’articolo. Il testo è ripreso da una rassegna "cristiano sionista” che ogni giorno legge e vede il mondo con occhi e occhiali sui generis.
-----
ALLEGATO
«Ebrei tornate in Israele. L'Iran è una minaccia»
Discorso del presidente Rivlin nella sinagoga della Comunità di Roma: «Segnali allarmanti per il mondo intero».
di Francesca Musacchio
«L'invito a venire a vivere in Israele non è una questione politica, il nostro richiamo non mette in discussione il diritto degli ebrei di vivere come uguali in qualunque altro Paese» ma «siamo felici per ogni ebreo che decide di prendere parte attiva e fare parte dello Stato ebraico che è ebraico e democratico insieme». Le parole del presidente israeliano Reuven Rivlin, che giovedì sera ha fatto visita alla comunità ebraica di Roma, hanno riempito la Sinagoga. All'interno del Tempio Maggiore della Capitale, infatti, è arrivato l'invito a "ritornare" anche se, ha aggiunto Rivlin, Israele «non desidera intromettersi nelle faccende interne, ma portare avanti un dialogo: mi auguro che questo dialogo possa continuare per una solidarietà indispensabile in un momento di sfide importanti per gli ebrei e Israele».
Un dialogo che tra la comunità romana e Israele sembra già esserci. Nel suo discorso di saluto la presidente della comunità ebraica romana, Ruth Dureghello, ha spiegato che «noi siamo dalla parte d'Israele a prescindere da chi lo governa, non ci interessa il nome del primo ministro e il partito di provenienza. Siamo con Israele contro chi ignora il pericolo di un Iran nucleare e sponsor del terrorismo. Siamo per Israele perché sentiamo Israele come una parte di noi stessi».
Fondamentale la questione dell'Iran anche per Rivlin che ha parlato dell'accordo come «un segnale d'allarme». Aggiungendo che «l'Iran è una minaccia non solo per Israele ma per tutto il mondo».
(Il Tempo, 5 settembre 2015)