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I RAPPORTI ITALIA–RUSSIA, L’AMBASCIATA USA E IL DECLINO DI BERLUSCONI

DI DANIELE SCALEA
eurasia.org

Tra i documenti recentemente diffusi da “Wikileaks” c’è anche il seguente: cablegate.wikileaks.org/cable

La stampa italiana ne ha citato alcuni passaggi, spesso però omettendone altri parimenti o addirittura più rilevanti. L’invito ai lettori è di consultarlo autonomamente, ma a vantaggio dei più pigri o di quanti non conoscono bene l’inglese, produciamo di seguito un riassunto dei punti salienti, con nostri occasionali commenti.

Innanzi tutto, diciamo di cosa si tratta. È un cablogramma classificato “SECRET//NOFORN”: “secret” è il livello intermedio tra “confidential” e “top secret“, mentre “noforn” indica che il documento non dev’essere condiviso con cittadini stranieri (si tratta dunque d’un divieto più stringente rispetto a “restricted“, che ammette talune eccezioni).

Nella foto: L’ex ambasciatore americano Ronald P. Spogli assieme a Gianfranco FiniIl mittente è l’Ambasciata statunitense a Roma, e la firma è quella di Ronald P. Spogli, l’ambasciatore dal 10 agosto 2005 al 6 febbraio 2009. Il documento è del 26 gennaio 2009: quindi Spogli lo trasmette pochi giorni prima di concludere il suo mandato. Destinataria è la Segreteria di Stato a Washington. L’argomento è il rapporto tra l’Italia e la Russia.

Dopo una poco convincente introduzione sulle radici della «russofilia» italiana, il documento entra nel vivo quando si afferma che le attenzioni dedicate da Putin al rapporto con Roma inciderebbero maggiormente sulla nostra politica estera di quanto facciano i partiti nostrani, il Ministero degli Affari Esteri e l’ENI. Berlusconi nutrirebbe infatti la convinzione che Putin sia, tra tutti gli statisti europei, quello che lo stima di più; e comunque si riconosce nello stile maschio, deciso ed autoritario dello statista russo. Secondo gl’informatori dell’Ambasciatore – che nel documento cita contatti nei partiti di governo così come dell’opposizione, nel Ministero degli Affari Esteri e nel Governo italiano stesso – Berlusconi e la sua cerchia ricaverebbero un tornaconto personale dagli affari con la Russia. Si cita l’onorevole Valentino Valentini come «uomo chiave» di Berlusconi per i rapporti con la Russia.

La politica italiana verso la Russia è determinata personalmente da Berlusconi, che non cerca né accetta consigli in proposito. Il ministro Frattini, incontrando nel settembre 2008 Dick Cheney, allora vice-presidente degli USA, avrebbe ammesso di non avere voce in capitolo sui rapporti con la Russia. Pare di capire che Frattini si sarebbe confidato con Cheney, ammettendo di non condividere le opinioni di Berlusconi sulla crisi georgiana, allora in corso. Meriterebbe una riflessione il fatto che il Ministro degli Esteri italiano abbia criticato la posizione del propro capo di Governo in un colloquio riservato con un alto funzionario straniero.

Ma Berlusconi non è l’unico in Italia a remare verso una salda amicizia con la Russia. L’ENI ha un «immenso potere politico», e secondo politici informatori di Spogli sarebbe il principale finanziatore dei pensatoi italiani di politica estera e manterrebbe sul proprio libro paga diversi giornalisti. L’ENI è descritto come il servizio diplomatico “ufficioso” ma effettivo dell’Italia verso la Russia. E di sicuro l’ENI è anche l’interlocutore italiano che parla più schiettamente agli Statunitensi. Racconta Spogli che, in occasione d’un incontro nel marzo 2008, i rappresentanti dell’ENI gli avrebbero apertamente spiegato che, secondo loro, la minaccia alla sicurezza energetica dell’Europa non è la Russia ma l’Ucraìna, e che per affrontarla bisogna costruire più oledotti e gasdotti che colleghino direttamente la Russia ai paesi dell’Europa Occidentale. L’esatto contrario, insomma, dalla strategia propugnata dagli USA. Oltre al ben noto impegno dell’ENI nel Nord Stream e nel South Stream (i due gasdotti in costruzione che scavalcheranno l’Europa Centro-Orientale), la società, assieme all’Edison e coll’aiuto del ministro Scajola vorrebbe anteporre la costruzione d’un modesto gasdotto Turchia-Grecia-Italia al più grandioso progetto Nabucco, sponsorizzato dagli USA, e ciò per non urtare la suscettibilità russa.

A causa di Berlusconi e dell’ENI, la Russia – lamenta Spogli – può oggi contare in Europa su un paese che appoggia sistematicamente la sua causa. Tanto più adesso che, essendo venuto meno il rapporto personale che legava Berlusconi al precedente presidente degli USA, Bush jr., il Capo del Governo italiano pare destinato ad avvicinarsi sempre più a Mosca.

Ma gli USA non sono certo intenzionati a guardare senz’agire. La parte più interessante del documento è proprio quello dove si descrivono le contromisure che Spogli sta mettendo in atto – ma stranamente è anche la porzione di testo meno citata dalla stampa italiana. L’Ambasciata afferma d’essersi impegnata in colloqui con esponenti politici interni ed esterni al Governo, col fine esplicito di creare, soprattutto all’interno del suo partito, una corrente ostile alla russofilia di Berlusconi. Inoltre, non meglio precisati “pensatoi” sono stati ingaggiati per costruire una corrente d’opinione pubblica ostile alla Russia e, si compiace Spogli, «lo sforzo sembra che stia pagando». L’opposizione si è subito regolata, impegnandosi nella critica del rapporto di Berlusconi con Putin, e taluni membri del PDL si sono rivolti privatamente ad un’ambasciata straniera – ovviamente quella degli USA – «per contrastare l’infatuazione di Berlusconi per la Russia».

Invitiamo i lettori a ponderare bene queste ultime affermazioni di Spogli, ed a confrontarle con quanto accaduto nella stampa, nella società civile e soprattutto nella politica interna italiana dal gennaio 2009 ad oggi.

Daniele Scalea, redattore di “Eurasia”, è autore de La sfida totale (Fuoco, Roma 2010)
Fonte:/www.eurasia-rivista.org
Linlk: http://www.eurasia-rivista.org/7194/i-rapporti-italia-russia-lambasciata-usa-ed-il-declino-di-berlusconi
2.12.2010

Pubblicato da Davide

  • Fabriizio

    il documento è talmente chiaro che ogni commento è superfluo.

  • stefanodandrea

    Gran parte degli Italiani sono stati talmente stupiditi che anche se emergesse che Fini ha preso soldi dagli Usa per far cadere Berlusconi, voterebbero Bersani e Vendola anche se questi non chiedessero l’immediato allontanamento dell’ambasciatore degli Stati Uniti. Quegli italiani si sono convinti che la priorità sia di allontanare Berlusconi, mentre la priorità è di allontanare gli usa e i loro telefilm, di non riconoscere i loro brevetti e i loro diritti d’autore e di recedere da tutti i trattati stipulati con essi, di mandare via i soldati stranieri dall’italia e di uscire dalla Nato. Insomma, se Berlusconi (che ovviamente non lo farà mai) si presentasse alle prossime elezioni proponendo di uscire dalla Nato, di allontanare l’ambasciatore americano, di mettere le quote ai film americani (il 3%) proiettati nelle nostre sale cinematografiche, di cacciare le basi straniere presenti sul nostro territorio, di ritirarci dall’afghanistan, e Vendola e Bersani fossero contrari alle proposte di Berlusconi, taluni itaiani “antagonisti” non lo voterebbero perché “la priorità è cacciare Berlusconi”! Convenite che esistono italiani di tal fatta? Convenite che essi dovrebbero essere inviati alcuni anni in campi di rieducazione?

  • cardisem

    Anche ieri sera, nel filmato televisivo dove abbiamo assistito alla divertentissima rissa fra Giulietto Chiesa e il Guzzanti, non è difficile fare una lista degli antirussi e dei filoamericani sfegatati… Non è necessario – e può essere pericoloso – chiamare per nome le persone. Basta osservare ciò che dicono, come lo dicono e quali sono pe loro posizioni.

  • vic

    “se .. si presentasse alle prossime elezioni proponendo di uscire dalla Nato, di allontanare l’ambasciatore americano, di mettere le quote ai film americani (il 3%) proiettati nelle nostre sale cinematografiche, di cacciare le basi straniere presenti sul nostro territorio, di ritirarci dall’afghanistan”

    Il bello e’ che uno/a con simili proposte non si intravvede proprio! Sarebbe il/la Ron Paul italiano/a. L’ambasciatore, si puo’ lasciare, in fondo fa il suo mestiere.

    Il problema della crisi del cinema italiano non si risolve con le quote, bensi’ con i talenti .. e con i soldi dei produttori che credono a questi talenti. Perche’ la produzione di cartoni animati italiana e’ cosi’ bassa? Non certo per mancanza di autori. Come mai pochi si azzardano nella fantascienza, chesso’ stile Solaris di Tarkowski/Stanislav Lem? E poi ammettiamolo, oggi ci sono quasi piu’ spunti sociali dei tempi del neorealismo. Eppure i film-panettoni imperversano.

    C’e’ una malattia diffusa che attraversa tutta la societa’, dagli alti piani politici e manageriali giu’ fino ai bassi piani dell’artigianato e del giornalismo: chi ha talento viene in un modo o in un altro per lo piu’ escluso dal giro, in favore di chi e’ semplicemente mediocre.

    Tutta qua. Becchiamoci il risultato. Come consolazione, mezzo occidente e’ nella stessa situazione.

    Questi documenti di WikiLeaks hanno un loro interesse, pero’ non credo che posssano essere di grande aiuto agli storici, i quali sono sempre in attesa di documenti interni relativi alla “destituzione” di Mossadeq in Iran. In oltre mezzo secolo, e’ mai possibile che non ci sia modo di venirne a conoscenza, anche senza WikiLeaks? Ovvio che dopo le “carte Mossadeq” ci aspetteremmo di vedere le “carte JFK” dette anche “carte Hoover”.

    Nel frattempo ci accontentiamo dello spifferatore Khazirov che spiega con dovizia di particolari come mai le torri gemelle di New York si polverizzarono lasciando nelle fondamenta per mesi e mesi una massa di metallo incandescente. Fu una demolizione controllata atomica. La spiegazione in fondo e’ quasi banale, non essendocene altre che possano spiegare realisticamente la tecnica dell’accaduto. Eppure tutti parlano di WikiLeaks!

  • lucamartinelli

    C’è una cosa che reputo allucinante: troppa gente, e quasi tutti i politici, non si rendono conto che i rapporti con gli Usa sono di sudditanza. Altro che paese sovrano!!!! e questi traditori danno a credere che sia normale. Ho una voglia matta di votare per Berlusconi qualora si tornasse alle urne… Stasera ho sentito quella fogna di Rutelli ad Annozero: da non credere. e questo bastardo sarebbe l’alternativa al centro-destra? ho un mal di pancia terribile. Buona notte a tutti.

  • nettuno

    Condivido !!

  • stefanodandrea

    Ciò che dici è tremendamente vero. Anche se dovremmo non solo riuscire a trovare e valorizzare i talenti ma anche a roteggerli con le quote, contro il capitale statunitense investito nel cinema, l’involgarimento pregresso che ha instuppidito la gente, e così via.
    Il problema è che le possibili soluzioni al problema che afflige mezzo occidente non convengono a nessuno e sono pensabili solo se imposte. A tuo avviso, è migliore I) un sistema di concorsi universitari nazionali con commissione di cinque membri eletta dall’accademia e che prevedeva una terna di vincitori (ordinari) ogni anno (è il nostro antico sistema); II) un sistema di concorsi universitari nazionali con commissione di nove mebri eletta dall’accademia, banditi ogni cinque anni e che prevedeva venti vincitori; III) un sistema di dieci concorsi locali, che si sono tenuti in massa fino ad esaurimento soldi, con due vincitori per ogni concorso, dove i membri eletti sono complessivamente cinquanta e non cinque come nel primo caso (il baronato democratizzato e diffuso, dove anche i valvassini hanno il loro potere e se sono cattivi e ambiziosi hanno più potere dei vecchi baroni onesti o comunque seri) e i vincitori sono venti e non tre – è il sistema Berlinguer; o IV) un sistema che, stremato dalla mancanza di soldi e da innumerevoli posti riempiti da docenti mediocrissimi a causa del sistema Berlinguer prevede concorsi locali che si tengono ogni cinque anni con commissioni sorteggiate (il baronato democratizzato e occasionale della prima Gelmini – non lo sapeva che il sorteggio dà potere a chi non lo avrebbe mai, il quale quindi approfitta e giunge a compiere qualunque azione?); V) la lista di idoneità nazionale che verrà data a quasi tutti, salvo a coloro che si sono fatti troppi nemici, con chiamata da parte del consiglio di facoltà, che agevolerà coloro che fanno i lecchini dei presidi e dei rettori, accettano di stare in concorsi per amministrativi seguendo le direttive impartite dal rettore e amano far parte delle commissioni burocratiche – che è il sistema che la Gelmini voleva introdurre; o VI) l’ope legis, per cui ottenuto un titolo da ricercatore a tempo determinato per sei anni dopo sei automaticamente (questa è la verità) professore associato – è il sistema che vogliono i ricercatori in lotta?
    E’ evidente che man mano che cambiava la legge il sistema peggiorava e che il sistema che la Gelmini intende introdurre è inferore soltanto a quello perorato dai ricercatori in rivolta. Chi è favore al sistema n.I, nettamente il migliore? Nessuno. Non conviene a nessuno. Il bene non conviene mai a nessuno. Ed è per questo che può solo essere imposto dall’alto. “Strano” a dirsi, ma è così.

  • oldhunter

    Assolutamente d’accordo!

  • Kevin

    Hai centrato il problema, Stefano.

  • rocks

    Ragazzi non facciamoci coinvolgere con il mal di pancia. Sapete chi sono quelli che vogliono uscire dalla Nato, che protestavano contro nuove basi, che non volevano andare in Afghanistan, in Iraq, in Serbia, etc.? Sono i Comunisti e magari la destra di Casa Pound. Gli avete votati per queste ragioni? No. E allora volete votare Pirlusconi solo perché fa accordi con la Russia? Ma date di matto? Votate comunista, votate casa Pound, Agnoletto, andate in un centro sociale (sono le uniche entità chiaramente avverse agli USA). Oppure non votate affatto. Gli accordi con la Russia, i rapporti dell’ambasciatore parlano chiaro, sono decisi dall’ENI che porta avanti una politica industriale di lungo termine e di conseguenza anche di politica estera. Poi Berlusconi ne approfitta per la propria immagine, i propri affari e il proprio desiderio di apparire come Capo e Duce contro le plutocrazie occidentali (sotto sotto, secondo me ci pensa).
    Tornate sulla terra e cercate di ragionare con la vostra testa e non con i piloti che vi guidano dall’alto.

  • luigiza

    Cito: L’Ambasciata afferma d’essersi impegnata in colloqui con esponenti politici interni ed esterni al Governo, col fine esplicito di creare, soprattutto all’interno del suo partito, una corrente ostile alla russofilia di Berlusconi.

    Ma dove sta la novità? La cosa era stata annunciata dal Guzzanti in più occasioni (per esempio nella trasmissione ‘La Zanzara’ su Rdio24) già verso la fine del 2009.
    Direi che sono in ritardo sulla tabella di marcia visto che il Berlusconi doveva cadate già questa primavera.
    Dov’è lo scandalo?
    Forse qualcuno pensava che il Fini si muovesse senza avere le spalle coperte o per fini altruistici?

  • rocks

    E’ vero. Ma stiamo attenti, non per questo Berlusconi diventa buono e tutti gli altri cattivi. La politica era, è e rimarrà gestione del potere.

  • intrepid

    Come puoi far capire alla gente di rieleggere Berlusconi se il “bias di conferma” aumentato da questo Wikileaks ingigantisce l’opionione comune, orchestrata da tutti i media, sul nostro primo ministro? Ormai s’è creata una caccia all’uomo talmente tanto diffusa che nessuno lo può più vedere ne sentire. Eppure poi scopriamo che invece ha fatto cose pregevoli per la nazione prendendo le distanze dal nemico che si finge amico. Non vorrei che le sue parole (riferite a Mattei) siano relistiche e che un giorno (festini o leggi ad personam che siano) lo rimpiangeremo amaramente quando saremo in mano ai soliti politici veramente incapaci di fronte al grande (ex) alleato.

  • rocks

    Secondo me straparlate. Berlusconi non è un buon statista. Le cose buone fatte per l’approvigionamento energetico le è fatte l’ENI. Berlusconi fa amicizia per stringere rapporti d’affari, ma con chiunque, da Bush (ricordate che erano amiconi?) a Putin. Ma questo è il giochetto della politica internazionale che si porta dietro sempre un po’ di affarismo personale dei vari premier. Riampiangere Berlusconi? Ma per che cosa? Per lo sprofondamento culturale e di livello comunicativo? Per la demagogia e il populsimo spinto? Cosa vi piace di lui? La politica industriale? Le politiche sociali? Davvero non si capisce.

  • Bellerofon

    Gli USA? Mai stati un nostro alleato, bensì il più grande schiavista in cui sia incappata l’Italia nella sua storia millenaria.
    Credo che tutti si sia d’accordo su un punto fondamentale: l’era dell’invadenza anglosassone (specie nei suoi aspetti più deteriori, legati alla finanza, ai poteri occulti che manipolano la Storia delle Nazioni, allo sfruttamento del più debole, alla presunta superiorità morale, razziale e culturale) nella nostra cultura deve finire per sempre. Riappropriamoci delle nostre radici mediterranee, e di tutto il corollario positivo che ne consegue. Primo fra tutti, la nostra storica capacità di far dialogare culture differenti per il reciproco arricchimento. Una politica che è sempre stata una delle più grandi e positive tipicità italiane, e che gli Stati Uniti hanno sempre disgustosamente avversato.

    BASTA USA/UK!

  • A

    certo, ma forse si “capisce” anche, non che sia condivisibile ma capibile forse sì….. il problema viene dal fatto che picchiano sul Nano per le cose sbagliate e con pretesti, in assoluta malafede, e che non c’è nessuna volontà reale di cambiare alcunchè, che sia Il Fatto, Repubblica e via sciorinando tra gli alternativi al Nano Style. Mesi di martellamento basati su pretesti, informazioni indotte e sballate. ma MAI viene messo in discussione il SISTEMA nel suo complesso di cui il Nano concorderai, non è che un pedone, uno dei tanti, sostituibile, con un pò di fatica ma sostituibile. Oltre tutto la farsa, ne ha fatte di tutti i colori ma cascherà col plauso generale per futili motivi (sesso) e per aver fatto l’unica cosa “giusta” in geopolitica, levarsi dalle mani dell’Ucraina (vedi USA) per il GAS. certo la testa è l’ENI, lui comunque il braccio, e gli va dato atto di averlo fatto, di provarci (non certo per altruismo, per egocentrismo magari), c’è del comico che vira al grottesco nella cosa. Beninteso la soluzione non è certo passare dalle mani degli amerlocchi a quelle dei russi, ma iniziare a lavorare su energie proprie e alternative, iniziare a pensare indipendente o collaborativi l’un l’altro nel senso nobile del termine, rivoluzionarsi (ma qua stiamo su un altro pianeta). c’è un ipocrisia di fondo in chi lo attacca, che davvero magari a qualcuno (chi crede nel voto) non mette voglia di votare il Nano ma di sicuro gli leva la voglia di votare gli altri e che rende chiaro che il più pulito c’ha la rogna, in quel senso questa ipocrisia di fondo a seconda di come gira potrebbe anche giocare a favore del Nano se non si hanno tutti gli elementi da far girare in testa… ma prima ancora se il Nano stesso non fosse fondamentalmente, un idiota.

  • stefanodandrea

    Voglio dirti BRAVO!

  • Miky

    Giusto!
    Il detto “il mondo è bello perchè è vario” voglio che rimanga tale…

  • rocks

    Siamo tutti d’accordo. L’Italia ha una tradizione di dialogo con i paesi dell’est sul piano energetico ed industriale. Dalla Russia, giù fino all’Iran. Questa è stata una costante che non è sostanzialmente cambiata ne con la destra ne la con sinistra. L’ENI ha abbastanza potere e adesso indipendenza per decidere con una certa indpendenza dai padroni anglosassoni (non chiedetemi da dove viene, ma potrebbero solo essere strategie industriali basate sul profitto vero e non su quello sporcato da coefficienti politici). In Germania si nota qualcosa di simile, tant’è che loro c’hanno il Northstream e pure loro sono in affari con l’Iran. Tutto ciò è sempre stato trattato conun certo understatement. Poiché ovviamente ufficialmente siamo molto amici con gli americani (come ha fatto notare la Clinton). A livello politico quindi siamo molto amici, a livello industriale siamo poco amici. E d’altronde solo recentemente ci siamo quasi completamente aperti al saccheggio privatizzante. Attenzione però storicamente colui che si è opposto alle plutodemocrazie occidentali è stato Mussolini. E Silvio lo sa. Sa che può agitare questa cosa per accentrare più potere, diciamo più sul modello russo che non su quello fascista. Non credo che ciò debba per forza essere un bene.
    E’ vero, in tanti hanno approfittato di questa situazione per dare contro a Berlusconi, a cominciare da Repubblica. Ma credo che fra le fazioni anti-Berlusconiane e gli USA ci sia solo una relazione spuria. Tant’è che molto spesso si sente dire “ci basta che Berlusconi cada”. Ma non per questo poi le politiche energetiche italiane cambieranno. E’ molto più probabile che continuino, e per questo le relazioni con gli USA sarano sempre duali. Berlusconi ha accentrato troppo i poteri e adesso ha molti nemici. La democrazia qui significa la gestione del potere e dei soldi da parte di gruppi di potere. Berlusconi è andato contro a questo meccanismo “democratico” e tutti gli si sono rivoltati contro approfittando della situazione. Un buon imperatore sa come mischiarsi con i colleghi. Invece la mia impressione è che Berlusconi abbia preteso di dominare. Per questo andrà giù. Per questo lo vogliono destituire in Italia e le pressioni USA sono solo un pretesto ben spendibile mediaticamente (senza dilungarsi troppo in particolari difficilmente spiegabili), insieme ai festini e alle perversioni sessuali del premier (analizzati invece nel minimo dettaglio, proprio perché privi di conseguenze importanti e durature).

  • mystes

    Berlusconi ha una sola risposta alle rivelazioni attuali e alla crisi politica in atto: arrestare il giuda iscariota e mandare a casa l’ambasciatore americano. Se continuerà a prestarsi al giochetto parlamentare ed a rinviare sine dia la camarilla messa in piedi dagli yanqee, non avrà scampo, sarà fatto fuori, l’Eni sarà privatizzata e svenduta e…buona notte all’Italia per altri cinquanta anni!

  • venezia63jr

    @ rocks: tu hai capito bene quale e’ il trucco,purtroppo qui gli ormoni fanno faville,nessuno pensa che tutte le reazioni sono state pensate,hanno dimenticato che tutti gli attori di questo teatrino hanno un pensatoio o meglio think-tank. Ci facciamo manipolare oppure vogliamo solo menare le mani?(a cui hanno gia’ pensato!).

  • lucamartinelli

    un attimo di calma, caro Rocks. La sinistra cui ti riferisci, in cui militavo 40 anni fa, non ha nessuna chance. La sinistra che è stata al governo non è sinistra ma solo l’altra faccia del potere e l’ha dimostrato. Allora che si fa? Tra un traditore come Prodi e in massone come Berlusconi, non potendo avere una terza opzione, scelgo chi dopo tutto fa gli interessi strategici dell’Italia. E’ una questione di convenienza. Spero di essermi spiegato. saluti

  • costantino

    se fossimo un un paese serio spogli sarebbe in un pilone di cemento della salerno-reggio calabria.

  • costantino

    e ovviamente abbracciato a fininstein visto che vanno d’amore e d’accordo.

  • Galileo

    I am Agree…ops.questi americanismi che ci rimangono appiccicati come Chewing gum.

  • consulfin

    Era evidente fin da allora che la linea di politica estera adottata in occasione della crisi dell’Ossezia non poteva essere farina del sacco di Frattini, troppo impegnato a fare in terra italica gli interessi di quegli stessi israeliani che si spendevano con generosità nella formazione dell’esercito georgiano.
    Qual è la morale della favola? Che Berlusconi, a proposito dei segreti di Pulcinella tirati fuori da Wikileaks, ha ragione quando grida al complotto contro di lui e il nostro paese? Dare ragione a Berlusconi è una cosa che mi provoca sempre meno l’orticaria: oggi Blob ha proposto diverse immagini del Nostro che si addormenta nelle occasioni pubbliche e questo me lo rende decisamente simpatico. Lui almeno si fa cogliere dal sonno, io, quando sono costretto a partecipare a riunioni e conferenze non faccio che pensare al tempo che sto perdendo.