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I PIACERI DELLA CARNE


Se ti preoccupa la fame nel mondo, mangia meno carne

DI GEORGE MONBIOT
Rebelion

Dimentica la crisi economica. Concentrati per un momento in una minaccia più
urgente: la grande recessione degli alimenti che flagella il mondo più in
fretta della crisi creditizia.

Forse avrai già visto le cifre: il prezzo del riso è aumentato di ¾
nell’arco del 2007, il frumento del 130%(1). Esiste una crisi alimentaria in
37 paesi. Secondo la Banca Mondiale cento milioni di persone potrebbero
diventare più povere causa l’aumento dei prezzi (2). Scommetto quello che
vuoi che non ti sei accorto della più rivelatrice delle statistiche. I
raccolti di cereali hanno raggiunto la cifra record di 2.100.000.000 di
tonnellate, la cifra più lauta mai registrata (3). Hanno superato il totale
del 2007 di un 5%. La crisi, per cosí dire, è iniziata prima che il cambio
climatico intaccasse le riserve alimentari. Se la fame si fa sentire adesso,
cosa succederà quando i raccolti inizieranno a diminuire?
Esiste cibo a sufficienza. Succede che non arriva agli stomaci delle
persone. Dei 2.100.000.000 di tonnellate che quest’anno saranno consumate,
solo la metà, secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per
l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) saranno destinate per l’alimentazione
umana. (4)

Tutto ciò mi tenta a scrivere un altro articolo sui biocombustibili. Da
questa mattina tutti i distributori di combustibile per il trasporto del
Regno Unito sono obbligati a mescolarlo con etanolo o biocombustibili
ottenuti con prodotti agricoli. La banca mondiale sottolinea che la quantità
necessaria per poter riempire il serbatoio di un’auto sportiva con etanolo,
potrebbe alimentare una persona per un intero anno (5). Nel corso del
2007, le riserve di cereali si assestarono sui 53 milioni di tonnellate (6).
Questo ti darà una idea della gravità della fame. La produzione di
biocombustibile quest’anno utilizzerà 100 milioni di tonnellate di cereali
(7), fatto che da solo dà la misura di quanto questo tipo di produzione sia
responsabile dell’attuale crisi. Nell’edizione del The Guardian di ieri, la
segretaria di stato per il trasportok, Ruth Kelly, ha promesso che “se alla
luce della nuova situazione si dovrà modificare l’attuale politica, lo
faremo”(8). Quali altre evidenze le servono? Agli inizi di una crisi
umanitaria globale, siamo obbligati ad usare alimenti come combustibili. É
un crimine contro l’umanità nel quali tutti i conducenti sono obbligati a
partecipare.

Ripeto le stesse cose da quattro anni ormai e sinceramente comincio ad
annoiarmi. Ovviamente dobbiamo esigere ai nostri governi che annullino le
regole che convertono gli alimenti nel mangiare più veloce di tutti.
Tuttavia esiste una motivazione più importante nel problema della fame, alla
quale le si attribuisce un’importanza minore per il solo fatto che persiste
da più tempo. Mentre 100 milioni di tonnellate di cibo verranno utilizzate
per alimentare le automobili, altre 760 milioni vengono utilizzate per
alimentare animali (9). Solo con quest’ultima cifra si potrebbe coprire il
deficit 14 volte. Se hai a cuore la fame, mangia meno carne.

Attualmente il consumo di carne in Asia e America Latina é in aumento,
mentre nel Regno Unito non é variato da quando il governo stila questi dati
dal 1974 ,con una media di 1 Kg pro-capite alla settimana (10), che
rappresenta un 40% superiore alla media globale (11) e la metà rispetto agli
USA (12). Mangiamo meno carni rosse e più pollo rispetto a 30 anni fa, il
che significa un impatto minore. Il bestiame da carni rosse consuma 8 Kg
ogni Kg di carne che produce, un Kg di carne di pollo consuma 2,5 Kg di
alimento. Anche in questo caso il nostro livello di consumo non é
sostenibile.

Simon Fairlie scrive sulla sua rivista, The Land, le cifre attualizzate del
libro che 30 anni fa scrisse Kenneth Mellanby (Can Britain feed itself?, può la
Gran Bretagna alimentarsi sola?). Una delle sue scoperte dimostrò come una
dieta vegetariana con un tipo di agricoltura convenzionale necessitava solo di
3 milioni di ettari di terra arabile (più o meno il totale attuale) (13).
Anche se riducessimo il nostro consumo di carne alla metà, un sistema
agricolo misto avrebbe bisogno di 4,4 milioni di ettari arabili e 6,4 milioni
di ettari dedicati al pascolo. Una Gran Bretagna vegetariana darebbe un
forte contributo alle riserve globali di alimenti.

Però non posso parlare a favore di una dieta che sarei incapace di seguire.
Ci ho provato per 18 mesi, perdetti 13 Kg, la mia pelle diventò bianca come
le ossa e avevo la netta sensazione che stavo perdendo la testa. Conosco
varie persone vegetariane con una buona salute e le ammiro profondamente.
Non posso però non accorgermi del colore delle loro pelli, che nella maggior
parte dei casi é diventato di un grigio perla.

Quale sarebbe allora un livello sostenibile mangiando carne? Un modo di
rispondere é che una qualsiasi diminuzione sarebbe necessaria visto la crescita della popolazione mondiale. L’ONU pronostica che nel 2050 la popolazione sarà di 9 miliardi. Allora questo numero extra di persone avrà bisogno di 325 milioni di tonnellate di cereali (14). Ammettiamo, in forma
generosa, che i politici come Nelly siano in grado di cambiare la rotta
della politica alla luce delle nuove evidenze, e che cessi la conversione
degli alimenti in combustibili. Supponiamo che l’alimentazione da piante
possa mantenere gli attuali ritmi di produzione con le perdite derivate dal
cambio climatico. Dovremmo trovare 225 milioni di tonnellate di cereali.
Tutto ciò ci lascia con 531 milioni di tonnellate per l’allevamento, il che
significa un consumo sostenibile di carne e latte di un 30% inferiore.
Questo vuol dire 420 gr di carne pro-capite alla settimana o un 40% della
media britannica.

Questo calcolo é complicato da diversi fattori. Se mangiamo meno carne,
dobbiamo mangiare più proteine vegetali, il che si traduce in meno terra per
gli animali. Però alcuni animali sono allevati in pascoli e con ciò non
costituiscono un fattore di aumento del deficit dei prodotti agricoli. Simon
Fairlie calcola che se gli animali stessero in terreni non utilizzabili
dall’agricoltura e fossero alimentati con resti e scarti della produzione
alimentare, il mondo potrebbe generare tra 1 e 2/3 della attuale produzione
di carne e latte (15). Però questo sistema si contrappone ad un altro
problema.

L’Organizzazione per l’Agricoltura e la Alimentazione calcola che
l’allevamento di animali é responsabile del 18% del GEI. L’impatto
ambientale é particolarmente grave in quelle regioni dove il bestiame si
alimenta liberamente (16). L’unica risposta alla domanda di quanta carne
dovremmo mangiare é la meno possibile. Riserviamola, come già visto fino a
poco tempo fa, per le grandi occasioni.

Per motivi ambientali e umanitari la carne rossa é da scartare. Il maiale e
il pollo si alimentano più facilmente, salvo nei casi di allevamento
intensivo nel quale l’animale é rinchiuso e questa é un’altra ragione etica:
le condizioni mostruose nelle quali spesso si trovano i suddetti animali.
Mi piacerebbe invogliare la gente a mangiare Tilapia al posto della carne. É
un pesce di acqua dolce che può essere allevato completamente a base
vegetale e possiede il miglior rapporto di conversione, 1,6 Kg per ogni Kg
di carne, rispetto a qualsiasi altra specie animale destinata
all’alimentazione umana (17). Fino a quando la carne rossa non potrà essere
prodotta in vitro, questa é la miglior forma di mangiare carni rosse in
maniera sostenibile.

Nel rileggere questo articolo mi sono reso conto che c’é qualcosa di
veramente surrealista. Mentre la metà della popolazione mondiale si sta
chiedendo se potrà mangiare qualcosa, io sto scrivendo quali possono essere
le nostre interminabili opzioni. Qui il prezzo degli alimenti quasi non
conta. I nostri negozi offrono una varietà di prodotti più diversificata che
mai. Noi percepiamo la crisi alimentaria globale leggermente, se la
percepiamo. É difficile comprendere come queste due differenti economie degli
alimenti possano far parte dello stesso pianeta, fino al momento nel quale
ti rendi conto che una alimenta l’altra.

George Monbiot
Fonte: www.rebelion.org
Link: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=66362
22.04.08

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di TIZIANO CAMATTA
Versione originale:

Fonte: www.monbiot.com
Link: http://www.monbiot.com/archives/2008/04/15/the-pleasures-of-the-flesh/
15.04.08

Note

1. Eg http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/7284196.stm
2. World Bank, 14th April 2008.
Food Price Crisis Imperils 100 Million in Poor Countries, Zoellick Says.
Press release.
3. Food and Agriculture Organisation, April 2008. Crop Prospects and Food
Situation.
http://www.fao.org/docrep/010/ai465e/ai465e01.htm
4. ibid.
5. World Bank, 2008. Biofuels: The Promise and the Risks.
6. Gerrit Buntrock, 6th December 2007. Cheap no more. The Economist.
7. Food and Agriculture Organisation, April 2008, ibid.
8. Ruth Kelly, 14th April 2008. Biofuels: a blueprint for the future? The
Guardian.
9. Food and Agriculture Organisation, April 2008, ibid.
10. The British government gives a total meat purchase figure of
1042g/person/week for 2006.
http://statistics.defra.gov.uk/esg/publications/efs/datasets/UKHHcons.xls
11. There’s a discussion of global average figures here:
http://envirostats.info/2007/09/18/0406/
12. See Food and Agriculture Organisation, 2006. Livestock’s Long Shadow.
Figure 1.4, p9
ftp://ftp.fao.org/docrep/fao/010/a0701e/a0701e.pdf
13. Simon Fairlie, Winter 2007-8. Can Britain Feed Itself? The Land.
14. Based on the current population of 6.8bn consuming 1006mt of grain.
15. Simon Fairlie, forthcoming. Default livestock farming. The Land, Summer
2008.
16. Food and Agriculture Organisation, 2006. Livestock’s Long Shadow.
ftp://ftp.fao.org/docrep/fao/010/a0701e/a0701e.pdf
17. The FAO (ibid) gives 1.6-1.8. On April 12th, I spoke to Francis Murray
of the Institute of Aquaculture, University of Stirling, who suggested 1.5

Pubblicato da Davide

  • sfrucu

    Citazione” Però non posso parlare a favore di una dieta che sarei incapace di seguire. Ci ho provato per 18 mesi, perdetti 13 Kg, la mia pelle diventò bianca come le ossa e avevo la netta sensazione che stavo perdendo la testa. Conosco varie persone vegetariane con una buona salute e le ammiro profondamente. Non posso però non accorgermi del colore delle loro pelli, che nella maggior parte dei casi é diventato di un grigio perla”.

    L’autore non conosce la corretta alimentazione vegetariana, che non consiste certo nel mangiare solo pane e pizza.
    L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha – ormai da tempo – riconosciuto come ottimale per la salute una CORRETTA alimentazione. Ne è prova il tesserino di donatori di sangue che molti vegetariani possono mostrare.

    Per imparare una corretta alimentazione vegetariana consiglio il sito scientifico, gestito da medici e nutrizionisti:
    http://www.scienzavegetariana.it

    Per informazioni e ricette gustose (vegan):
    http://www.vegan3000.info

    oltre ai canonici siti dell’AVI (http://www.vegetariani.it) e dell’AVA (http://www.vegetariani-roma.it)

    Per un’idea di quale orrore ci sia dietro al cibo carneo, il sito (veritiero ma per stomaci forti):
    http://www.saicosamangi.info

    Buona scelta a tutti

  • magnesia

    Perché non si parla mai di metabolismo? Io sono stato costretto ad eliminare cereali e farina dalla mia dieta per circa un anno e mezzo, pena il completo collasso del sistema digerente, dallo stomaco all’intestino crasso. Dopo la disintossicazione (sì, certi alimenti si comportano come vere e proprie tossine) ho potuto ricominciare a mangiare pane, pasta e affini con estrema moderazione: ma mi permetto qualche sgarro solo un paio di volte al mese, e mai senza lievi conseguenze. Si continua a parlare di una dieta vegan perfetta o migliore che stranamente non riescono a riproporre neanche nei centri macrobiotici più qualificati dove in molti si stanno semplicemente facendo del male. Il cambiamento della colorazione della pelle non è uno scherzo. Il colore bruno perlaceo indica gravi disfunzioni renali che di solito vediamo in faccia ai nefritici. Un colore giallastro indica che il fegato è occluso da tossine. A seconda del metabolismo che cambia da persona a persona alcuni cibi costituiscono dei veri e propri veleni per l’organismo senza distinzione per frutta, verdura, cereali e fino alla carne. Alcuni individui, me compreso e me ne dispiace tanto per mucche e pesci, non tollerano cereali e farinacei, anzi mostrano dopo pochi giorni i segni di gravi allergie alimentari, di intossicazione, con o senza glutine e monte della qualità di grano o riso, sia raffinato che integrale. Siate tolleranti e attenti quello che mangiate. Al contempo mi fa veramente orrore il modo con cui vengono trattati gli animali e la maggior parte degli impianti di macellazione sono veri e propri campi di tortura, ma dall’abuso degli animali ad un trattamento più etico di questi ce ne corre prima di iniziare a parlare di diete vegan per presa di posizione, visto che anche queste possono uccidere.

    http://www.dadamo.com/

    http://www.genotypediet.com/publicsite/funnel/index.aspx

    In sostanza parliamo pure della macellazione degli animali e di quanto sia brutale, ma separiamola per un momento dal problema dell’alimentazione in generale.

  • sfrucu

    Cara Magnesia, il problema delle intolleranze alimentari è ormai molto diffuso in ragione probabilmente dei veleni che mangiamo e respiriamo. Ma non c’entra nulla con la possibilità di seguire una corretta dieta vegetariana, poiché riguarda tutti gli alimenti, anche quelli carnei. Per il tuo problema mi permetto di consigliarti il Prof. Corrado Bornoroni, un grande medico e scienziato che utilizza la biotipologia ed altre teorie scientifiche (naturali) d’avanguardia (www.aicto.it). A prescindere dai singoli casi (riguardanti anche i carnivori) da trattare con una medicina illuminata e non ottusamente protocollistica (ma neppure col cialtronismo degli improvvisati) resta il fatto che una corretta dieta vegetariana eviterebbe atrocità e problemi ambientali. Mi sentirei perciò umilmente di consigliarla a chi è disposto a recepirla, dato che le evidenze scientifiche sulla sua salubrità sono state dichiarate pure dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre che da illustri medici (www.scienzavegetariana.it).