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I PARTITI SI CAMBIANO SOLO COSI’

DI MASSIMO FINI
ilribelle.com

Lasciamo perdere, per un momento, la questione Berlusconi e le inaudite pressioni, intimidazioni, minacce che il presidente del Consiglio ha esercitato su un commissario dell’Authority per le Comunicazioni, Giancarlo Innocenzi, perché si desse da fare per chiudere Annozero, zittire Floris e la Dandini, impedire che vengano ospitati personaggi sgraditi al Cavaliere, come Ezio Mauro, Eugenio Scalfari, o, dio guardi, Antonio Di Pietro. «Se lei avesse un minimo di dignità dovrebbe dimettersi» ha sibilato Berlusconi a Innocenzi. Mentre è vero esattamente il contrario: se costui avesse avuto «un minimo di dignità» avrebbe dovuto mandare all’inferno l’energumeno ed eventualmente denunciarlo alla magistratura. Ma come avrebbe potuto il poveraccio? È un uomo di Berlusconi, è stato sottosegretario alle Comunicazioni in un suo governo e un suo dipendente quale Direttore dei servizi giornalistici Fininvest-Mediaset. Ci sarebbe voluto non un coniglio, ma un samurai disposto al kharakiri per contrastare la violenza dell’energumeno e reggere una situazione talmente anomala, grottesca e pazzesca che non ha paragoni in alcun altro Stato al mondo, democratico o non democratico, tanto da far dire persino al Direttore generale della Rai, Masi, che «cose simili non si vedono nemmeno nello Zimbawe».

Ma lasciamo perdere la questione Berlusconi-Innocenzi-Minzolini non solo perché Il Fatto Quotidiano, oltre ad essere stato il primo a darne notizia la sta trattando con l’ampiezza che merita, ma perché ne presuppone un’altra.

Al di là dell’atteggiamento particolarmente spudorato e violento dell’energumeno, la domanda è: quale indipendenza può mai avere la Rai-Tv, Ente di Stato, e quindi di tutti i cittadini, quando il Consiglio di amministrazione è nominato dai partiti, il presidente pure, la Commissione di Vigilanza anche, l’Autority per le Comunicazioni e ogni altra Autority idem, quando non c’è dirigente, funzionario, conduttore di programmi, giornalista, usciere il cui posto di lavoro non dipenda dall’appartenenza a una qualche formazione politica, da un rapporto di fedeltà e sudditanza, più o meno mascherato, diretto o indiretto, a qualche partito o fazione di partito?
E la questione della Rai-Tv è solo la più emblematica e evidente dell’occupazione sistematica, arbitraria, illegittima che i partiti, queste associazioni private, hanno fatto di tutti gli apparati dello Stato, del parastato, dell’amministrazione pubblica, che poi ricade a pioggia anche sull’intera società (facciamo un esempio semplice semplice, tanto per capirci: a Firenze se sei architetto e non sei infeudato a sinistra non lavori).

Si parla tanto, di questi tempi, di riforme: istituzionali, costituzionali, della giustizia, eccetera. Ma la riforma più urgente, e principale, è quella dei partiti, nel senso di un loro drastico ridimensionamento, della loro cacciata da posizioni che occupano abusivamente, arbitrariamente, illegittimamente. Ma in democrazia solo i partiti possono riformare i partiti. E non lo faranno mai perché questo vorrebbe dire perdere il potere con cui condizionano l’intera società italiana, abusandola, stuprandola, ricattandola, richiedendo ai cittadini i più umilianti infeudamenti per ottenere, come favore, ciò che spetta loro di diritto.

Come se ne esce? Agli inizi degli anni Ottanta, quando l’abuso e il sopruso partitocratico era ancora, nonostante tutto,ben lontano da quello di oggi, Guglielmo Zucconi, direttore del Giorno, quotidiano appaltato alla Dc e al Psi, mi permise di scrivere nella mia rubrica, Calcio di Rigore, un articolo in cui invocavo provocatoriamente, per l’Italia, la soluzione che il generale Evren aveva adottato per la Turchia dove l’occupazione, la corruzione, il clientelismo dei partiti aveva raggiunto vertici intollerabili, ma comunque ancora lontani da quelli dell’Italia di oggi. Il generale Evren prese il potere, spazzò via tutta la nomenklatura partitocratica, e promise che, fatta una pulizia che in altro modo era impossibile, avrebbe restituito, entro cinque anni, il potere alle legittime istituzioni democratiche. Promessa che puntualmente mantenne. E oggi la Turchia, pur in mezzo alle mille contraddizioni di un Paese la cui realtà è resa difficile dalla presenza di una fortissima minoranza curda, è un Paese “normale” con una maggioranza, un’opposizione, un premier che rispetta le leggi e la magistratura, e partiti che stanno al loro posto e nel loro ruolo, che è quello di coagulare il consenso, e non esondano in tutta la società civile. Non è la Turchia che non ha i requisiti democratici per entrare in Europa. È l’Italia che non li ha più per restarci.

Massimo Fini (www.ilribelle.com)
Fonte: www.massimofini.it/

Da Il Fatto Quotidiano dell’ 17 marzo 2010

Pubblicato da Davide

  • Loris

    Non c’è speranza, perchè la gente è ignorante, ottusa e senza speranza.
    Dove si è mai visto che un popolo delega il dittatore per far valere i suoi diritti?

  • grilmi

    Sta forse dicendo che ci vuole un golpe militare in Italia e che questo golpe sarebbe “volontà del cittadino”?

  • cesare52

    Per una volta tanto dissento totalmente da Fini di cui sono uno sfegatato estimatore. Io invece credo che il problema sia diametralmente opposto. E’ proprio perchè non ci sono i Partiti degni di tal nome, quelli che aprono le sezioni in periferia dove la gente va per parlae, litigare, dire la sua, magari in maniera strampalata ma non importa è molto importante invece che invece faccia sentire il suo umore, che siamo a questo punto. I partiti non ci sono ci sono i comitati elettorali ecco perchè siamo a questo punto.

  • vic

    Una piccola piccola precisazione:
    esiste un paese in cui cose del genere accaddono, si chiama Libia. Non per niente l”italia ci va a braccetto.

    C’est tout.

  • stefanodandrea

    Articolo che sarebbe profondissimo e condivisibile se l’Italia avesse soltanto il problema della legalità costituzionale.
    Ma i problemi maggiori, per quanto possa sembrare assurdo, non attengono al tema della legalità.
    I politici italiani negli ultimi venticinque anni: 1) hanno mutato il sistema elettorale, con il grave danno di aver introdotto, con lo sbarramento, un enorme ostacolo all’affermazione di nuovi possibili partiti e quindi all’entrata nel dibattito politico, di nuove idee; 2) hanno mutato la distribuzione dei poteri tra Stato e Regioni, senz alcun beneficio, bensì con gravi danni dovuti alla illogicità della ripartizione di competenze; alla disfunzionalità dell’attività della Corte Costituzionale, impegnata, negli ultimi anni, sempre più a risolvere conflitti di competenze tra Stato e Regioni; al fatto che le regioni sono il regno della corruzione e al fatto che l’Italia, con la sua breve e specifica storia, non era pronta al decentramento dei poteri ligislativi; 3) hanno modificato il diritto del lavoro, mercificando la vita dei cittadini italiani. Dei lavoratori subordinati, sempre più precari, con bassi sariali e con misere pensioni. Dei lavoratori autonomi, non più protetti dai minimi tariffari, da severi (o comunque seri) esami di stato, dal sacro principio del carattere personalissimo della prestazione prpfessionale, sempre più sacrificato a vantaggio dei grandi studi, angloamericani o costituiti sul modello angloamericano, dove il grosso del svrappiù (perché di sovrappiù si tratta) va a favore di chi mette nell’impresa il capitale (si tratta sovente di immobili acquistati per decine di milioni), la notorietà e le pubbliche relazioni e dove il principio della personalità della prestazione (e quindi il lavoro) è calpestato. E dei commercianti, colpiti, tra l’altro, dalla liberalizzazione delle licenze e dalla valorizzazione dei marchi, in particolare dalla assenza di una norma che rendesse esplicita l’invalidità dei contratti di franchising; 4) hanno abrogato l’equo canone, così consentendo una lievitazione del valore degli immobili (anche di quelli costruiti cento o cinquanta o trenta anni fa) che sovente si è raddoppiato. La conseguenza è stata che i lavoratori, autonomi o subordinati, hanno dovuto contrarre mutui che non avrebbero contratto o che avrebbero contratto per un minor ammontare (sovente per la metà dell’ammontare, se pensiamo che si era giunti a prestare il 100% del valore dell’immobile), così impoverendosi al punto che sarebbe stato preferibile che gli immobili mantenessero il valore che avevano, salvo il recupero dell’inflazione e che ogni lavoratore guadagnasse duecento euro in meno al mese; 5) hanno concesso l’autonomia alle Università, le quali ne hanno approfittato per moltiplicare i corsi di laurea; per moltiplicare le materie (che sempre più spesso non coincidono con discipline scientifiche; ma sono soltanto un insieme di nozioni e al quale è estraneo ogni problema metodologico); per moltiplicare le sedi, dando così luogo alla sacrilega esistenza di Università senza biblioteche; 6) hanno sottratto ai piccoli creditori il potere di far fallire gli imprenditori insolventi, lasciandolo esclusivamente ai grandi e medi creditori, quindi essenzialmente alle banche; 6) hanno spinto i cittadini a indebitarsi e hanno lasciato (e in realtà fatto sì) che le società finanziarie, specializzate nel “quinto dello stipendio”, nel leasing, nel finanziamento al consumo, finalizzato e no, nelle carte di credito revolving, divenissero presenze costanti in ogni quartiere delle nostre città; 7) hanno triplicato le giocate del lotto settimanali, consentito la diffusione delle “slot”, introdotto e moltiplicato i gratta e vinci, introdotto e moltiplicato le licenze delle scommesse sportive; 8) hanno introdotto la televisione privata nazionale (una contraddizione in termini, che i partiti dell’arco costituzionale avevano a lungo ostacolato e impedito); 9) non si sono opposti all’interesse dei nostri bambini a non essere trasformati in clienti e questa è una colpa che meriterebbe una pena gravissima.
    E si potrebbe continuare all’infinito.
    Consegue che se un generale Evren, tra cinque anni, ci restituisse un Italia come quella ipotizzata dall’ottimo Massimo Fini, e tutto il resto restasse immutato, avremmo perduto cinque anni della nostra storia.
    Perciò i partiti si cambiano, nel senso che si sconfiggono, creando un Fonte Popolare Italiano, come abbiamo proposto nel nostro sito, Fronte del quale dovrebbe far parte anche Massimo Fini. Poi magari servirebbe che il Fronte fosse in grado di sostenere per cinque anni un generale Evren. Insomma serve certamente il Fronte Popolare e forse anche un generale Evren. Senza il primo, il secondo non può venir fuori e se anche emergesse, non saprebbe a chi appoggiarsi. A quel punto servirebbe un Chavez, ossia uno che costituisse il Fronte Popolare.
    Ma allora perché non imegnarci noi a costruire il Fronte? Perché attendere che altri ci doni ciò che siamo chiamati a costruire? E se, costituito Fronte Popolare, un generale Evren non fosse indispensabile?

  • Eli

    Fini dovrebbe cambiare pusher. Il dittatore che fa il bene del popolo dove l’ha preso? Da Cappuccetto Rosso o da Alice nel Paese delle meraviglie?Questi frustrati, complessati, con alle spalle un pessimo rapporto con la figura paterna, sognano sempre l’uomo forte, l’Uomo della Provvidenza. Sono antichi, obsoleti, un po’ mummificati In America Latina ci sono movimenti campesinos molto più vitali. Il mondo nuovo verrà dal basso, dalla condivisione di ideali illuminati, dalle lotte dei senza terra, dei contadini indiani assassinati dall’avidità spasmodica delle multinazionali, dai movimenti per l’Acqua Bene Comune, dalla rivoluzione Verde.

  • Eli

    Fini dovrebbe cambiare pusher. Il dittatore che fa il bene del popolo dove l’ha preso? Da Cappuccetto Rosso o da Alice nel Paese delle meraviglie?Questi frustrati, complessati, con alle spalle un pessimo rapporto con la figura paterna, sognano sempre l’uomo forte, l’Uomo della Provvidenza. Sono antichi, obsoleti, un po’ mummificati In America Latina ci sono movimenti campesinos molto più vitali. Il mondo nuovo verrà dal basso, dalla condivisione di ideali illuminati, dalle lotte dei senza terra, dei contadini indiani assassinati dall’avidità spasmodica delle multinazionali, dai movimenti per l’Acqua Bene Comune, dalla rivoluzione Verde.

  • stefanodandrea

    Sono daccordo con te. Ma non confondiamo l’uomo forte con l’esigenza di un capo o, meglio, con l’esigenza di più capi. Cononosci qualche importante mutamento storico, positivo o negativo (secondo il tuo punto di vista) che sia avvenuto senza il ruolo decisivo di uno o più capi? Mica tutti abbiamo la medesima lungimiranza? Mica tutti siamo dei campioni nel mescolare adeguatamente tattica e strategia? Mica tutti abbiamo la capacità di saper scegliere gli uomini giusti da mettera ai punti giusti, anche nelle materie dove non capiamo niente? Mica abbiamo tutti il medesimo coraggio, la medesima tenacia, perseveranza, pazienza? Un movimento popolare non ha bisogno di uomini forti che emergaqno dall’esterno per dirigerlo. Ha necessità di trovare la forza e la capacità di esprimere uomini superiori. I capi sono revocabili dal movimento popolare; daccordo. Ma i capi ci devono essewre. E non devono essere leader, segretari o presidenti. Ma capi, come Lenine, o comandanti, come il Che, o guide, come Mazzini.

  • stefanodandrea

    condivido pienamente e mi permetto di rinviare al mio commento pubhblicato sotto. Ciao

  • TizianoS

    Mi sembra che abbiamo già avuto “Movimenti popolari” o pseudo tali in Italia negli ultimi anni. Ricordo:

    I “Girotondi” ispirati da Francesco Saverio Borrelli, il quale affermò che “ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività “resistere, resistere, resistere” come su una irrinunciabile linea del Piave”. [da Wikipedia]

    Il “V-Day” (abbreviazione di Vaffanculo-Day), iniziativa politica italiana patrocinata dal comico Beppe Grillo, finalizzata a presentare una legge di iniziativa popolare che di fatto eredita e prosegue le intenzioni dell’iniziativa “Parlamento pulito” dello stesso comico genovese. [da Wikipedia]

    Il “Popolo Viola”, movimento di cittadini costituitosi il 5 dicembre 2009 a Roma in occasione del “No Berlusconi Day”, manifestazione politica di massa autoconvocata in Italia tramite il social network Facebook. Dopo quell’evento si sono formati oltre 150 gruppi locali, sempre su Facebook, intenti a portare avanti le istanze del movimento. [da Wikipedia]

    E’ possibile che tali movimenti non abbiano avuto il successo sperato perché mancava un “generale Evren” ? E da dove dovrebbe spuntare fuori tale generale ?

  • wld

    Abbiamo la memoria corta, oppure ci siamo dimenticati quello che i nostri eletti hanno firmato…delle leggi vergogna come come gli articoli 241-283-289, “Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione” (ma non sono reati di opinione) relegando il tutto solo a reati di violenza, pertanto possono fare quello che vogliono, abusare del loro potere pubblico violando la costituzione senza più rischiare assolutamente nulla, questo ha privato la nostra Repubblica di qualsiasi difesa, ma sembra che non importi niente a nessuno, con il trattato di “MAASTRICHT” il 95% delle banche è in mano ai privati, pertanto i nostri amati e cari politici hanno ceduto il potere sovrano del popolo ai privati e con l’occulto trattato di Lisbona, hanno evitato di far votare la popolazione, naturalmente hanno incasinato tutto il testo per non farlo rendere leggibile, lo hanno chiamato trattato, proprio per non renderlo referendario al popolo sovrano, abbiamo ceduto la nostra sovranità in materia legislativa, economica, monetaria, salute e difesa ad organi che non verranno più eletti dai cittadini, è palese che i nostri politi abbiano violato la costituzione (che gliene fotte a loro? Tanto non sanno nemmeno quello che hanno firmato) come l’articolo 1 e l’articolo 11
    E noi siamo qui a pensare se astenersi dal voto o votare il meno peggio, godiamoci ancora questo carosello di finta democrazia … la ricreazione sta per finire; speriamo solo che si possa ancora manifestare in piazza in maniera civile e pacifica, avverso potrebbero tacciarci per terroristi, senza darci spiegazioni, nascondendo il tutto dietro il segreto di Stato.

  • stefanodandrea

    Caro Tiziano,
    quelli che citi forse erano “movimenti popolri”. Non erano fronti popolari.
    I girrotondi e il popolo viola non erano nemmeno movimenti popolari. Erano radicalchic e non populisti. Grillo ha dato vita ad un movimento populista, che ha tanti e tali limiti che nel fronte dovrebbe avere una posizione del tutto secondaria. In ogni caso ciò a cui penso è totalmente diverso da girotondini e popolo viola e molto diverso dal movimento a cinque stelle. Le differenze riguardano il tempo (la lega nasce da un libro di Miglio e altri quattro professori, scritto in segreto, nel 1985 e ha il primo vero successo nel 1994), le parole d’ordine, gli slogan, la cultura, le peronalità autorevoli (ci vorrei da Massimo Fini e Cardini, d un lato a Giulietto Chiesa e Canfora dall’altro), l’uscita fuori dal web dopo la costtuzione, violenza delle proposte (che non vedo in Grillo), disciplina dei militanti, punizione (corporale) dei traditori (gli eletti che cambiano paritito, per esempio: so che la clausola sarebbe nulla ma la inserirei lo stesso nello statuto), antiamericanismo (Grillo stima Obama), antieuropismo (Grillo non è antieuropeista), enormi proposte di limitazione del capitale a tutela di uno o altro interesse (in Grillo ve ne sono poche), ecc. ecc.

  • buran

    Esatto, questi non sono partiti, sono potentati, lobbies, curatori di interessi economici, logge, comitati elettorali di tizio e caio, taxi presi per far carriera etc, tutto tranne che “partiti”.

  • TizianoS

    Sulle tue idee, espresse qui e nel lungo commento precedente, sono d’accordo.

    Purtroppo non vedo ancora la persona o le persone in grado di attuarle. Ciao.

  • Loris

    Sto dicendo, che il golpe in Italia c’è già stato, abbiamo l’esercito nelle strade e un bravo dittatore che “pensa per noi e per i nostri diritti” ….quando la gente lo capisce le cose potranno cambiare, ma finchè il popolo è un gregge di pecore resteremo sotto assedio!

  • Kerkyreo

    Mi permetto di dividere il tuo articolo per sottolineare tutte le inesattezze(o cazzate) che dici.
    Nella prima parte si riesce ad intravedere la campagna elettorale che fai con il tuo bel articolo.Merde sono quelli al governo MA merde sono anche le alternative che ci sono.
    E’ questo per farti capire che la societa’ sporca che abbiamo non ha colori politici e la gente che si vende l’anima per due spiccioli non si fa nessun problema a cambiare fede politica!
    Secondo errore! Forse qualcuno non ti ha detto che la Rai e’ un SERVIZIO pubblico quindi e’ normailissimo che i vertici vengano nominati dai partiti visto che in teoria i partiti sono votati dal POPOLO.
    Quindi non ti scandalizzare perche’ il sistema e’ giusto MA sono le persone luride che non ci devono entrare.
    L’unico modo che abbiamo per governare e’ quello di avere dei rappresentanti! non credi?
    Terzo! Parli di riforma dei partiti! Sbagliato! l’unica riforma che bisogna fare e’ quella delle coscenze di tutti questi animali bastardi! Che senso ha riformare i partiti quando poi al vertice ci andranno comunque i pagliacci!
    Quarto e chiudo!
    Basta col dire che queste cose succedono solo in Italia!!! Che palle basta!
    Se tu avessi vissuto un po’ all’estero sapresti che le cose funzionano cosi ovunque! (esperienza personale)
    Quindi basta col dire che noi siamo i peggiori, che la merda Vera esiste solo in Italia e cosi’ via…
    Tu vorresti prendere esempio dalla Turchia? hahaha
    Ma per favore!
    La Merda vera esiste dentro le persone che si vendono, che fanno i compromessi e che per i soldi farebbero ogni cosa!
    Guarda che anche a livello comunale i vari assessori e consiglieri vanno a puttane all’estero con i soldi dei contribuenti.
    Quello che avviene a livello nazionale e solo una prospettiva di cio’ che avviene a livello comunale. Svegliaaa!!!
    Se la gente non cambia dentro, questo sistema non potra’ mai cambiare!

  • Ricky

    In Inghilterra, Francia e Spagna (non conosco il caso Germania) i dirigenti delle tv pubbliche o degli organi di controllo delle tv pubbliche sono nominati direttamente dai governi o dai presidenti, presupponendo un controllo politico da parte della maggioranza di governo e dei partiti anche maggiore che in Italia.
    Ma allora perché la BBC, FRANCE2 o TVE non hanno i problemi della RAI? (almeno, non cosí grossi..)
    Sará che, semplicemente, sono inglesi, francesi o spagnoli, cioé hanno un senso dell’etica diverso?

  • Ricky

    Nessuna delle decisioni che elenchi le hanno prese i vari governi italiani autonomamente. I governi dei paesi del mondo hanno pedissequamente attuato il grande disegno del capitalismo liberale. Inutile prendersela con Ciampi, Prodi o Berlusconi.
    Inutile anche vaneggiare su una riedizione dell’idea comunista che il Partito guiderá le masse lavoratrici alla liberazione del proletariato.
    Se il cambiamento ci sará verrá senza la guida di un Fronte Popolare o di un Partito.

  • Ricky

    Sono d’accordissimo ma lasciati dire da uno che lavora nella cooperazione in america latina che il 90% dei campesinos e delle persone ‘assassinati dall’avidità spasmodica delle multinazionali’ non sognano altro che di fotterci e di arricchirsi con gli stessi metodi del capitalismo individualista violento e imperialistico che gli abbiamo propinato nei secoli. Sono poche le comunitá che hanno una visione diversa di sviluppo e sono quelle con una coscienza collettiva molto forte.

  • Albertino

    tu dici una cosa estremamente giusta. “se la gente non cambia, questo sistema non potrà mai cambiare”. io sono d’accordo con te, il sistema siamo noi, le persone. (e così il “lavoro”, la “sanità”, la “scuola”, ecc.).
    se non cambiano le teste e le coscienze, niente potrà mai migliorare.

  • albertgast

    Caro Fini, in fatto è che qui in Italia non abbiamo neanche qualcuno che possa anche lontanamente assomigliare al generale Evren. Di questo passo non ne usciremo proprio, tireremo a campare come abbiamo fatto negli ultimi decenni.

  • stefanodandrea

    Allora il cambiamento non ci sarà

  • stefanodandrea

    Le teste si terrorizzano, eventualmente si educano o si tagliano non si (auto)cambiano!

  • Eli

    Ricky, davvero è come dici? Comunque il marcio c’è dovunque, per questo è opportuno discriminare. Saluti.

  • Albertino

    io non credo sia vero per tutti.il cambiamento può sempre partire da noi, basta volerlo.ognuno di noi può cambiare sè stesso.non sempre è necessario essere educati da qualcun altro.saluti.

  • stefanodandrea

    Certo che ognuno di noi piuò cambiare sé stesso. Ma questo non è unevento politico; non riguarda la generalità. la maggioranza o una grande collettività. Ciao