I paradigmi del “nuovo” colonialismo totalizzante

I paradigmi del “nuovo” colonialismo totalizzante

Di Maria Micaela Bartolucci, frontiere.me

Non alla fine della Seconda guerra mondiale, l’Italia è diventata una colonia, non è stato lo sbarco degli “alleati”, non sono tutte le basi NATO che “ospitiamo” a fare di noi una colonia.

Noi siamo una sorta di laboratorio, siamo cavie da esperimento e chi usa i vecchi paradigmi interpretativi novecenteschi, per analizzare questo inoppugnabile dato di fatto, è totalmente fuori pista: quei paradigmi sono obsoleti, perché parte del retaggio ideologico stantio ed inutile che li ha prodotti.

Il colonialismo prebellico è stato un colonialismo soprattutto di rapina di risorse territoriali, non serve ora fare una disamina storica che chiunque può effettuare andandosi a studiare uno qualsiasi tra le centinaia dei libri dedicati all’argomento, al contrario, il colonialismo a cui siamo sottoposti è di ben altra natura, è un colonialismo inverso, noi siamo una colonia di tipo diverso, lo siamo in modo più profondo ed, in parte, ormai radicato.

A spiegarlo diventano inutili e fuorvianti anche le farneticanti elucubrazioni pseudostoriche sull’origine del nostro essere colonia; la nostra colonizzazione è iniziata ben prima di essere una nazione, uno stato sovrano che, forse, non siamo mai stati totalmente: pedine, come altri, in uno scacchiere internazionale, a geometria molto variabile, a cui giocatori occulti, hanno suggerito e guidato mosse che si sono trasformate in storia. La storia dei perdenti, fatta di vicende tutt’ora semi-occultate, perché nel momento stesso in cui si cerca di parlarne e di far luce su certi accadimenti, si abbatte su colui che lo fa la scure del complotto che tutto fa tacere se non fosse che, come ricorda Il Pedante, il complotto è, oggi, la più lucida delle letture della realtà…

Ma andiamo con ordine.

C’era tutto l’interesse affinché si creasse un mondo bipolare, il bipolarismo è da sempre il marchio di fabbrica del sistema politico statunitense: due blocchi, democratici e conservatori, che recitano, a soggetto, giocando ad opporsi l’un l’altro, senza esclusione di colpi, sul palco di una finzione democratica da esportare. Il sommo divide et impera, da cui discendono, come in un diagramma ad albero, tutti gli altri. Due blocchi dunque, reali o figurati, la cui perpetua guerra, altrettanto reale o figurata, ha funto e funge da stabilizzatore, in un perpetuo equilibrio normalizzante che recide alla base qualsiasi spinta portatrice di un qualsivoglia cambiamento. Tutto deve e può cambiare affinché tutto resti uguale, purché nulla cambi.

Gli Stati Uniti, ma potremmo parlare in linea di massima e senza banalizzare, di anglosfera, esportano “democrazia”, o meglio esportano il loro modello ideologico, il loro modello politico, sociale e culturale: il vero dominio mondiale è questo. Non hanno colonie, nel senso novecentesco del termine, perché hanno colonizzato il mondo.

Interi continenti invasi e conquistati da quello stesso modello, laddove ci sono vere sacche di resistenza, laddove ci si oppone all’invasione, allora la guerra reale scende in campo, perché la mondializzazione non ammette nemmeno la più piccola eccezione.

The WinnerTakes It All non è un simpatico motivetto musicale da fischiettare sotto la doccia o da canticchiare in macchina, è lo spirito del nostro tempo, lo Zeitgeist che tutto avviluppa in un allegorico, ma anche reale, abbraccio distruttivo che lascia dietro di sé le macerie fumanti di civiltà distrutte, rase al suolo.

Lo spirito dei vincitori che devono mostrare che tutto è fallace, che l’ideologia non esiste perché, là dove è stata applicata essa ha fallito: ha fallito il socialismo reale, ha fallito il nazional socialismo…ammesso e non concesso che questi siano mai stati realizzati. Ancora una volta non mi impelagherò in una, al momento, inutile analisi storico-teorica dell’argomento, perché andrei fuori tema ed il lettore si focalizzerebbe su un falso obiettivo, distraendosi. Questo fomenterebbe un’altra inutile divisione.

I vincitori scrivono e riscrivono, come in 1984, la storia, piegandola tanto alla loro volontà, quanto alle loro necessità e, per farlo usano qualsiasi mezzo: producono documenti, occultano, falsificano… la realtà deve diventare illusoria, fumosa, ambigua e dalle nebbie deve emergere solo ciò che Pier Paolo Dal Monte definisce il mondoide.

Vicende reali, create a tavolino o spontanee, non importa, diventano funzionali allo scopo, se ne falsificano i fini, se ne crea una narrativa ad hoc, dato il monopolio dei mezzi di comunicazione, se ne celano le origini o gli sviluppi… Tutto purché quel che è, sembri quel che deve necessariamente essere.

Uno spettro si aggirava per l’Europa, bene nel momento in cui questo spettro cerca di incarnarsi, si farà in modo di agire così che si dimostri a tutto il mondo che è inadeguato, non tanto economicamente, l’economia è un epifenomeno sopravvalutato, ma culturalmente, socialmente, politicamente…

Nessuno gioisca, perché la stessa identica sorte, tramite modalità diverse, è toccata anche al nazionalismo, bestia altrettanto pericolosa per chi vuol distruggere ogni brandello di sovranità ed indipendenza….

La fine della storia è questa. La fine della storia avrebbe dovuto coincidere con la vittoria totale del modello liberale, il modello statunitense…

No, signori, il giorno della fine non ci servirà l’economia.

Il giorno della fine sarà necessaria la civiltà, quella civiltà che, almeno nel nostro occidente, vanta più di duemila anni di storia, quella civiltà che deve disintossicarsi da tutte le scorie e le contaminazioni colonizzanti che lo hanno reso terra di nessuno, dove il nulla regna, dove la spiritualità è morta per lasciare il posto ad indefinite ricette di finta felicità immanente e precarizzante.

Un occidente ucciso da un cieco consumismo impoverente che ci obbliga a girare in un SUV, pagato a rate, anche tra le minuscole strade di città medioevali. Un misero stile di vita che ci chiede di mangiare, possibilmente in macchina o in piedi, della merda purissima che ha la forma di un cibo reale, noi che siamo i depositari di una delle culture culinarie tra le più elevate al mondo ci siamo prostrati all’immondizia, al cibo spazzatura.

Un colonialismo che vuole che la nostra lingua si impoverisca sempre di più affinché il nostro stesso pensiero si impoverisca ed allora scompare il congiuntivo, il modo dell’espressione dell’interiorità, compaiono gli anglicismi semplificanti e soppiantano la complessità linguistica, scompare il futuro, sostituito sempre più frequentemente dal presente…nulla accade per caso: il linguaggio origina il pensiero, tanto più è povero, misero, semplicistico, tanto più lo sarà il nostro pensiero.

La società statunitense è disgregata, apolide, meticcia, senza radici comuni, priva di storia, come scrisse Oscar Wilde «L’America è l’unico paese che è passato dalla barbarie alla decadenza senza aver mai conosciuto la civiltà».

Ci sono voluti anni ma, finalmente, anche noi siamo sulla retta via!

Disgregati in monadi, singoli individui al massimo accompagnati nelle nostre vite da qualche animale domestico e pieni di psicopatologie, reali o presunte, apolidi perché il tessuto sociale è stato polverizzato grazie anche ad una demolizione calcolata del tessuto economico su cui si basava il nostro paese, meticciati forzosamente dagli anni novanta, e non solo a causa degli sbarchi, fenomeno massiccio recente, ma da assurdi programmi pseudo-culturali legati alla cloaca sinistrata universitaria e scolastica in generale…restavano le radici culturali, la nostra storia: questa operazione è stata più lenta, ha richiesto più tempo per essere portata avanti.

Cancellare i nativi americani è una cosa, cancellare la culla della civiltà occidentale è ben più arduo compito. Non bastano certo quattro gomme del Ponte, qualche sigaretta o una manciata di telefonini e computer con la mela!

Questa è la conquista delle conquiste, la madre di tutte le distruzioni: rendere inutile il passato, sradicare la storia dalla nostra esistenza, sostituire la realtà reale con quella fantasma, addestrarci, formarci e conformarci ad essa, ubbidienti, mansueti e spaventati ma entusiasti, è stata una lunga marcia, progettata in ogni singolo passo e portata avanti con assoluta attenzione, quasi maniacale, anche ai più insignificanti dettagli. La trasformazione di una civiltà richiede tempo e metodo.

Politicamente è bastato trasformare le istituzioni in contenitori privi di ogni valenza e vincolarli ad una sovrastruttura fantoccio, poi distruggere qualsiasi retaggio di opposizione, fosse anche apparente, e la relativa classe politica che la incarnava, mani pulite docet, in seguito si doveva iniziare a toccare i diritti per cui ci eravamo battuti, credendoci fermamente: per mille diritti fondamentali abrogati, tolti, soppressi, ne hanno creati altrettanti falsi ma tanto simili al vero da farli apparire come conquiste inestimabili.

Creare una falsa opposizione bipolare, su modello statunitense, ridurre il numero dei parlamentari, svuotare le elezioni di qualsiasi possibilità di reale rappresentanza, grazie a l’opera maestra del nostro meraviglioso sistema di voto, sono solo la conseguenza di questo percorso che, per essere attuato doveva passare per un Parlamento riempito di utili, insignificanti idioti presentati come progresso della politica, voce diretta del popolo.

Tutte le altre emergenze che si sono avvicendate sono solo servite a distrarre, dividere, impoverire, controllare, rassegnare, impaurire, demotivare, fragilizzare, addestrare, abituare, umiliare…

La massa ha seguito ed eseguito.

La colonizzazione della culla della civiltà occidentale è quasi compiuta, restano solo opere di consolidamento e rifinitura.

Ma cosa accade in uno dei momenti più gravi della nostra storia? Si prende coscienza e si inizia un’opera di sensibilizzazione che possa, seguendo un lungo cammino disseminato di ostacoli, portare ad una lenta ricostruzione di ogni ambito della Civiltà? No, si distrugge, invece a suon di puristi vagiti pseudo intellettuali, pseudo politici, pseudo culturali. Da alleati si diventa avversari, anzi, nemici e così facendo si divide ancora di più, si opera una sorta di molecolarizzazione, utile solo al sistema che, sentitamente, ringrazia per questo aiuto insperato.

Occorre fare attenzione, a tal proposito, alla differenza che c’è tra collaborare, allearsi ed unirsi, perché, evidentemente, non sono la stessa cosa, ed è esattamente in questa differenza fondamentale che dobbiamo trovare una risposta alla drammatica situazione attuale.

Destristi e sinistrati impantanati ancora in inutili diatribe, lì ad osservarsi il pene per stabilire chi ce lo abbia più lungo, persi in onanistiche disquisizioni sul sesso degli angeli, pronti a sputare su chiunque si muova…

Intanto, il nuovo colonialismo procede, inarrestato, il proprio cammino distruttivo.

È il momento di prendere coscienza della realtà e rimboccarsi le maniche, collaborando con chi condivida la nostra stessa visione del mondo e possieda degli strumenti per interpretare la complessità del reale.

Non guru, imbonitori da fiera o sfavillanti personaggetti da talk show, ma uomini e donne che abbiano visione politica, cognizione di causa e idee…

C’è molta strada da fare e molto da ricostruire perché, malgrado tutto, esistono ancora barlumi di civiltà da cui partire.

Di Maria Micaela Bartolucci, frontiere.me

link fonte: https://frontiere.me/i-paradigmi-del-nuovo-colonialismo-totalizzante/

06.10.2022

Commenti (43)

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    1. emilyever 25 ottobre 2022

      Da quando su google e internet è stata cambiata la frase qui attribuita a Oscar Wilde? Sul libro di Jean Baudrillard America infatti io l'ho sempre letta così: L'unico Paese passato dalle barbarie alla Storia senza passare per la civiltà. E non attribuita a Wilde, ma a bernard Shaw.Poi fu introdotta anche la derivazione da Clemenceau.

    1. Martin 25 ottobre 2022

      Questi sfoghi depressivi in cui si spara su tutto e tutti servono a molto poco, specie quando ci si guarda bene dal proporre una sistema di valori alternativo traducibile in un messaggio politico.

      Magari si potrebbero approfondire certi aspetti della nostra "storia recente", che e' stata pero' trasformata in una favola regressiva modello Tolkien.

      Fascismo prima (dal 1927) e Nazismo dopo (dal 1933) hanno con enorme successo introdotto politiche economiche di finanziamento in deficit di enormi programmi di lavori pubblici e di cooperazione pubblico-privato (vedasi l'IRI, fondato nel 1933) che sono rimaste veri e propri modelli rispetto alla teoria economica liberale, che sacrificava il proletariato industriale e agricolo alle oscillazioni ed allo "spontaneo" riequilibrio di domanda e offerta.
      Modelli copiati di sana pianta anche da Roosevelt nel New Deal, come attestato dai documenti ufficiali americani tuttora esistenti.

      Ad inoppugnabile, schiacciante prova di come la storia degli Anglo Sassoni e dei marxisti e' una gigantesca presa in giro, queste politiche vengono presentate ancora oggi come "keynesiane".

      Ma che peccato che l'opera madre di Keynes, la Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta, e' stata pubblicata in inglese nel 1936, e tradotta in altre lingue qualche anno dopo.

      Tanto varrebbe che sui libri di favole Anglo Sassoni e marxisti scrivessero che Fascisti e Nazisti erano dotati della Sfera di Cristallo, con la quale hanno anticipato il pensiero di Keynes e l'interventismo pubblico nell'economia capitalistica - per poi trasformarsi negli Orchetti di Tolkien. Ma alla fine il Bene ha prevalso.

      I pupi vanno a dormire contenti dopo la favoletta della mammina.

    1. Ultor 25 ottobre 2022

      ennesima esortazione che non centra il focus: questa è una battaglia cruenta della guerra millenaria che Satana ha portato alla chiesa di Cristo, il cui svolgimento è fuori e dentro di noi. Se non si alimenta il risveglio con questa consapevolezza, tutte le parole e i propositi sono inutili

    1. Eugiorso 25 ottobre 2022

      Temo che l'autrice abbia ragione, anzi, ne sono praticamente sicuro.
      Quello che emerge, leggendo, è la finta contrapposizione destra/ sinistra, che forse aveva qualche senso a fine ottocento e nel novecento, ma oggi è tenuta in viata per imbrogliare il popolo bue, costretto ai riti demokrat.
      Il che ci consente di inquadrare meglio anche la merdoni ... pardon, meloni.

      Cari saluti

    2. Rnamessaggero 25 ottobre 2022

      C'è del vero in quanto dici, personalmente sono convinto che vi sia solo una destra che cerca di convincere le masse di aver fatto la stessa fine che hanno fatto fare alla sinistra intesa come la rappresentanza dei diritti della maggioranza.
      Il non avere una rappresentanza nelle istituzioni non significa essere spariti.

    1. Rnamessaggero 25 ottobre 2022

      L' articolo è come mia moglie quando mi dice di smurare il lavandino, ha ragione, i suoi termini sono corretti, anche se un lavandino pieno che non sgorga, parla da solo.

    1. Rnamessaggero 25 ottobre 2022

      La vedo comunque dura terminare la nostra civiltà, non abbiamo una unica identità nazionale, siamo allergici, questa è la nostra identità. Se guardo un film americano, non vedo un modello, vedo solo il cosa cercano di farmi credere. I giovani è inutile etichettarli, s'o ragazzi.

    2. Rnamessaggero 25 ottobre 2022

      Capisco. Riguardo alla storia sono pragmatico come chi deve intraprendere o proseguire un lungo viaggio, ci si carica in spalla poco più dell' indispensabile, fra l' altro, all' anima che non pesa, poco interessa la storia quanto più l' essere presenti. Sono i fatti nuovi visti col filtro storico che possono deviare il nostro percorso, a volte si, è la storia che si ripete, conoscerla è utile, ma non sempre.
      Esagero, ma per me la terra promessa, è un atteggiamento interiore collettivo, di certo non è la Russia da conquistare, tanto sono tutti comunisti, per le sue ricchezze.

    1. natascia 25 ottobre 2022

      Il centro è questo, unirsi nel
      nome della nostra civiltà millenaria, nel nome della nostra lingua, per i nostri figli. Si vedono le macerie e con le pietre di Costantinopoli Venezia nacque e più volte risorse. Il poker non ci interessa, e lo dimostra il continuo lavoro certosino che gli italiani hanno sempre saputo fare nei territori, aspri, ostili, diversi, rendendoli unici e sublimi. Dai territori, nostre culle, viene l’unione. Unione dialettica , talvolta bellicosa, che si è sempre concretizzata nella coscienza della nostra posizione geografica strategica. Ricordare, tutto questo, togliere gli strati di banalità e distrazione trasfusi massivamente prima con il cinema e la televisione, poi con i nuovi dispositivi è un primo passo. La liberazione da progetti di ingegneria depotenzianti e la disinfestazione da basi militari straniere sarà il successivo.

    2. Rnamessaggero 25 ottobre 2022

      Ma no che dici, l' autrice non è preoccupata per le atomiche e l' esercito occupante più bellicoso al mondo, siamo noi il problema, perché usiamo i termini cech ap anziché "controllo generale della salute".

    1. absitiniuriaverbis 25 ottobre 2022

      Ok.
      Però tutta, questa sequenza di 'ci hanno fatto' 'ci hanno imposto', ci hanno ci hanno... come se fossimo povere innocenti vittime sacrificali impotenti.
      Se lo fossimo ce lo meriteremmo fino in fondo. Punto.
      Altrimenti, che lo dimostrassimo a fatti. Punto.

      Forse mi ripeto, ma, quando nelle aziende la domanda è :
      - chi è favorevole al cambiamento? Selve di mani in alto.
      Quindi segue la, domanda:
      - chi vuole cominciare a cambiare? Pochissime o nessuna.
      Allora viene il dubbio, più che lecito, che la risposta alla prima domanda con 'le mani in alto' non significasse accettazione ma piuttosto arrendevolezza.
      Chi diceva 'fermate il mondo, voglio scendere'?

    1. Fedeledellacroce 25 ottobre 2022

      Quoto
      "il linguaggio origina il pensiero, tanto più è povero, misero, semplicistico, tanto più lo sarà il nostro pensiero."
      A me questa storia che chi parla forbito, o con una grammatica articolata, sia piú sveglio e "intelligente" di chi non si esprime con la stessa sofisticatezza, mi fa girare un po' le palle.
      E non perché non sappia esprimermi, ma perché só pensare.
      Vorrei dire che é il pensiero che origina il linguaggio. Posso? :-)

    2. absitiniuriaverbis 25 ottobre 2022

      Il linguaggio è da intendere, ritengo, come la disponibilità di parole per poter pensare ed 'eventualmente' esprimersi.
      Non credo che la frase vada intesa necessariamente nel senso di 'parlar forbito' ma piuttosto di 'pensar forbito'.
      Cogito ergo sum, con tutti i suoi pregi e difetti, resta un punto di riferimento indipendentemente da quanto chiaramente e profondamente si possa 'cogitare'.
      Diceva un amico '... e allora carpelo questo diem! 😜

    3. Fedeledellacroce 25 ottobre 2022

      Certo, é questione di punti di vista.
      Ma ribadisco che per generare il pensiero "cogli il momento", non c'é bisogno di conoscere il latino.
      Anzi, secondo me per generare un pensiero di spessore non serve neanche il linguaggio. Come dicono in Sicilia, terra di geni, "mezza parola, aaah...."

    4. absitiniuriaverbis 25 ottobre 2022

      La 'mezza parola, aaah... ' è pur sempre parlata. 😜
      Intendersi al volo, a buon intenditore poche parole.

      Talvolta immagino se, per comunicare, si disponesse della telepatia.

    5. Rnamessaggero 25 ottobre 2022

      Quoto. Il problema che hanno le persone del tipo che anche io contesto, è che odiano le parole semplici e di sintesi perché sono le uniche in grado di mettere chi le legge, nella stessa posizione di chi pensando, le ha meditate per anni, in pratica suonano come i proverbi o acqua santa in faccia agli indemoniati...spero la capiscano che questa ultima è metaforica.

    6. Rnamessaggero 25 ottobre 2022

      Si può affermare che la telepatia esiste, non è possibile convertirla in parole perché la telepatia non trasmette verbalità. Non è un caso se più una persona tace più aumenta la possibilità di capirla.

    7. absitiniuriaverbis 25 ottobre 2022

      Non mi era simpatico W.Churchill ma diceva: l'uomo che usa 3 parole quando ne bastano due, è capace delle peggiori nefandezze.

      Non saprei cosa dire a proposito della tua ultima frase. Certo, se conosco la persona e tace, posso immaginare o telepaticamente ' sapere' cosa pensi. Ma se non la conosco sono io che divento sordo e non la capisco se non parla.
      Poi posso sicuramente non capirla anche se parla, ma questo è un altro discorso.

    8. Rnamessaggero 25 ottobre 2022

      Ovvio che in questi contesti, se uno non parla, manco lo vedi. Nella vita reale, una persona che tace quando sarebbe opportuno parlare, di fatto parla. Il linguaggio del corpo è molto prolisso ma di certo non è telepatia. Hai ragione, solo se conosci molto bene una persona puoi credere che la connessione con questa, ti apra la possibilità di percepirla anche senza vederla, ma siamo su un terreno estremamente soggettivo, anche se la scienza sostiene la teoria provata, delle particelle che restano connesse indipendentemente dalla distanza.

    9. absitiniuriaverbis 25 ottobre 2022

      "Per gli esseri umani, identificare dove un individuo si ferma e un altro inizia non è qualcosa a cui generalmente pensiamo. Di solito è dato per scontato, almeno all'interno delle moderne società industriali, che iniziamo dove iniziano i nostri corpi e ci fermiamo dove finiscono i nostri corpi. Gli sviluppi della medicina moderna, come i trapianti di organi, preoccupano queste distinzioni; gli sviluppi delle scienze microbiche li scuotono dalle fondamenta. Siamo ecosistemi, composti da - e decomposti da - un'ecologia di microbi, il cui significato sta venendo alla luce solo ora. I quarantamila miliardi di microbi che vivono dentro e sui nostri corpi ci permettono di digerire il cibo e produrre minerali chiave che ci nutrono. Come i funghi che vivono all'interno delle piante, ci proteggono dalle malattie. Guidano lo sviluppo del nostro corpo e del nostro sistema immunitario e influenzano il nostro comportamento. Se non tenuti sotto controllo, possono causare malattie e persino ucciderci. Non siamo un caso speciale. Anche i batteri hanno dei virus al loro interno (un nanobioma?). Anche i virus possono contenere virus più piccoli (un picobioma?). La simbiosi è una caratteristica onnipresente della vita."

      —Merlin Sheldrake, Entangled Life: How Fungi Make Our Worlds, Change Our Minds & Shape Our Futures

      Per ora la quantistica funziona sperimentalmente su particelle: vedremo gli sviluppi su atomi... molecole... umani.
      Promettente, come scrivi e condivido.

    10. LuxIgnis 25 ottobre 2022

      Aggiungiamo che i mitocondri, organelli presenti in massa nella cellula (una sorta di strumenti cellulari) sono di origine batterica e hanno un DNA diverso da quello che si trova nel nucleo. Il DNA mitocondriale appunto. Poi, per complicarci di più la vita, secondo alcuni ricercatori una percentuale tra il 5 e il 10% del DNA è di origine virale.
      E visto che si è accennato alla fisica quantica e la non località, potremmo farci girare decisamente la testa con il concetto dell'epigenetica (l'influenza dell'ambiente sul DNA) che è ereditabile e per finire i campi morfogenetici, una sorta di struttura non locale in grado d'influenzare profondamente i processi biologici. Teoria approfondita nei libri di Rupert Sheldrake.
      Ah, dimenticavo, anche la coscienza è non locale. Non sta da nessuna parte. Od ovunque a seconda di come la si vuol vedere. Si teorizza anche una coscienza cellulare. E le cellule rispondono a distanza, se appartengono allo stesso essere, come le particelle della fisica. Ci sono stati esperimenti su questo.

      Quindi ci sono seri indizi se non prove che la quantistica agisce anche sulle cellule.

    1. BrunoWald 25 ottobre 2022

      Bisogna riconoscere che si sono fatti un autoritratto perfetto: "bastardi senza gloria", tutto un mondo in tre parole.

    1. BrunoWald 25 ottobre 2022

      Il nazionalsocialismo non ha fallito affatto: funzionava anche troppo bene, da fare invidia a quelli della MMT, e rischiava pure di diventare un modello di successo da replicare in altri paesi.
      Per questo gli hanno rovesciato addosso una guerra mondiale: per seppellirlo prima sotto le bombe, e poi sotto il peso di ottant'anni di propaganda asfissiante.
      Alla faccia di coloro che lo accusano di essere stato il burattino di questi o di quelli, il fatto è che fu il nazionalsocialismo a eliminare la moneta debito, a sfidare i padroni del mondo e a combattere la Guerra del Sangue contro l'Oro, contro quegli stessi che oggi, chiunque possieda un barlume di lucidità, riconosce come una minaccia esistenziale per la sopravvivenza della specie umana.
      Poi le critiche sono legittime e salutari, nessun sistema ne è esente; ma non si può fingere di ignorare fatti inoppugnabili.

      L'Autrice ha ragione, il nemico avanza, spianando tutto sul suo cammino, e le sterili polemiche non sono di aiuto. Ma non avremo mai un futuro finché non supereremo il passato.

    2. Rnamessaggero 25 ottobre 2022

      Povero Hitler gli hanno rovesciato addosso una guerra mondiale. Ma ti leggi ? O le spari perché la pace non ti appartiene ?

    3. IlContadino 25 ottobre 2022

      A me hanno insegnato che Hitler era cattivo, anzi era Il Male impersonificato, così sono cresciuto, e così la penso tutt'ora, se mi guardo dentro è ciò che vedo. Poi leggo i commenti di Bruno, che reputo essere persona intelligente, che la vede in maniera diversa da me, e allora ne approfitto per mettere in discussione il mio modo di vedere le cose, che non significa ribaltare la mia visione o accettare per intero quella altrui, ma semplicemente mettersi in discussione, osservare quanto ciò che siamo è figlio dei condizionamenti e quanto invece è roba nostra, originale.
      Apprezzo chi mi stimola le frizioni insomma.
      Spero di essermi spiegato, perché mi sa che son finito nella fantomatica spiritualità, quella cosa che c'è ma non si vede; ma se non si vede vuol dire che non c'è; diobono c'è, c'è, maccheccaz...
      Ciao Rna, buonoggi!

    4. Ultor 25 ottobre 2022

      il Male attinge da entrambi gli schieramenti, anzi molto spesso li crea per nutrirsi delle loro azioni

    5. Rnamessaggero 25 ottobre 2022

      Nella vita reale il tuo presente avviso è saggezza, qui, con tutti gli articoli che passano, mi aspetto qualche passo avanti quando si parla di nazionalsocialismo, si valutano gli uomini non le ideologie, se guardo gli uomini della democrazia non mi passa neanche per l' anticamera del cervello di dare un giudizio positivo, anche se democrazia è una bella parola o intento. Comunque pur di non correre troppo, accetto volentieri il tuo consiglio. Buona giornata anche a te.

    6. Rnamessaggero 25 ottobre 2022

      Il solito problema legato alla difesa verso chi attacca, se chi si difende vince, è il violento, il male vuole che tutti finiscano in croce, santo intento se non fosse che chi ci è finito ha prima detto: date la vita per i vostri fratelli e se cercate di essere come me, vi aspetta solo la croce. In teoria ora dovrebbe bastare fare uno più uno, ma ammetto che comunque non è così semplice.

    7. Martin 25 ottobre 2022

      Fascismo prima (dal 1927) e Nazismo dopo (dal 1933) hanno con enorme successo introdotto politiche economiche di finanziamento in deficit di enormi programmi di lavori pubblici e di cooperazione pubblico-privato (vedasi l'IRI, fondato nel 1933) che sono rimaste veri e propri modelli rispetto alla teoria economica liberale, che sacrificava il proletariato industriale e agricolo alle oscillazioni ed allo "spontaneo" riequilibrio di domanda e offerta.
      Modelli copiati da Roosevelt nel New Deal, come attestato dai documenti ufficiali americani tuttora esistenti.

      Ad inoppugnabile, schiacciante prova di come la storia degli Anglo Sassoni e' una gigantesca presa in giro, queste politiche vengono presentate ancora oggi come "keynesiane".

      Che peccato che l'opera madre di Keynes, la Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta, e' stata pubblicata in inglese nel 1936, e tradotta in altre lingue qualche anno dopo.

      Tanto varrebbe che sui libri di favole Anglo Sassoni e marxisti scrivessero che Fascisti e Nazisti erano dotati della Sfera di Cristallo, con la quale hanno anticipato il pensiero di Keynes e l'interventismo pubblico nell'economia capitalistica - per poi trasformarsi negli Orchetti di Tolkien. Ma alla fine il Bene ha prevalso.

      I pupi vanno a dormire contenti dopo la favoletta della mammina.

    8. Cachafaz 25 ottobre 2022

      Dall'altra parte c'e' anche da rivalutare il sistema urss, io ho delle lampade industrial fatte in urss e sono di ferro vero, non lamierina come quella occidentale, roba solida. Gran parte della nomea negativa di italia germania urss e' frutto di propaganda del vincitore, e' ovvio. Ora poi che hanno deciso di sterminarci solo un tonno non lo capisce.

    9. BrunoWald 25 ottobre 2022

      Purtroppo i tonni girano in banchi piuttosto grandi.

    10. BrunoWald 25 ottobre 2022

      Rispetto la visione religiosa da cui si origina il tuo commento. La mia è più vicina ad Eraclito, dunque pagana si potrebbe dire... Ciò che chiamiamo bene e male si trova ovunque, molto spesso nel cuore di una stessa persona.
      Nel caso degli eventi storici, bisogna considerare la propaganda, la menzogna fuzionale a interessi concreti, ma anche le passioni che spesso ci accecano. Ma nondimeno esiste un significato, un senso profondo di tali eventi, il quale si riflette in fatti concreti, come quelli cui alludevo nel mio intervento.
      Poi la Storia rimane comunque un fiume di sangue e sofferenza, e nessuno ci può fare nulla.

    1. ignorans 24 ottobre 2022

      Le civiltà non esistono. Sono solo belle parole usate dai sociologi per descrivere il nulla fatto fenomeno. Bisogna guardare alle società come si guarda lo zoo

    1. Rama 24 ottobre 2022

      Io pure sono da solo, parlo con le persone una volta o due alla settimana 5-10 minuti. Non mi riferisco a tranne mia moglie sono un solitario e non per la mia scelta!

    2. maghi 25 ottobre 2022

      e come fai a parlare cogli altri, quando il livello delle frasi è: "Se uno nel suo lavoro, non fa i soldi, è un fallito."? Con queste persone che sono il 95% del popolo è inutile parlare. Poi c'è un altro 4,8 o 4,9% di ideologi che, usano i soldi per portare avanti la loro ideologia, come i preti con la loro accoglienza, che è l'inverso della religione, coi quali parlare è deleterio e controproducente. Almeno la moglie, per amore, ci ascolta, ma, da donne coi piedi per terra, che si rendono conto che andare contro la società consumistica, è andare contro i mulini a vento, come appunto Don Chisciotte, anche loro seguono gli ordini del padrone. E come potrebbero non farlo, visto che, avendo un cervello pratico, non si ribellano certo ai condizionamenti subliminali al diritto/dovere imposto dal consumismo. D'altra parte se uno vuol vivere in questa società, si deve adeguare o al limite, cercare di andare a vivere in una comunità agricola, come fece Donella Meadows del club di Roma, credendo che partecipare a questa società distruttiva era ingiusto ed amorale. Ma quanti hanno la possibilità, o la voglia, di cambiare vita e paradigma? Io sono quasi vecchio ed è tanto che sono sulla difensiva, vedendo e sentendo calare le mie capacità fisiche e, a parte rifiutare di consumare in modo compulsivo, selezionando il più possibile ( con successo, direi, considerando la quantità di rifiuti, che lascio alla raccolta differenziata, fuori della porta rispetto alla media delle altre famiglie) di più non mi sento di fare. Stanotte ho sognato che ero a comprare uno scooterone, ma mi sono tirato indietro anche in sogno dall'acquisto, tanto la mia macchina a gpl di 7 anni, mi basta pure per i prossimi 7. E poi tra 7 anni, se non mi ammazzano, vorrò vedere in che stato sarà la mobilità. I limiti fisici e termodinamici prima o poi dovranno imporsi al consumismo, anche se per ora hanno solo un pò calato il traffico aereo e l'altezza degli acquisti nei carrelli al supermercato.

    3. Rama 25 ottobre 2022

      Io pure comincio ad essere vecchio, per fortuna mia moglie la pensa come me e mi segue su tutto. Stavo dicendo che sto parlando quanto necessario al lavoro, al negozio ... del resto nu puoi parlare con le persone col musso, arrabbiate, non sorridono mai,che se provi a dire qualcosa che non dicono in TV ti bollano subito ... questa non e vita ragazzi. Mi ricordo che nei altri tempi potevi parlare liberamente, anche sotto dittatura. Adesso ...

    4. CptHook 25 ottobre 2022

      tranne mia moglie sono un solitario e non per la mia scelta!

      Meglio soli che male accompagnati...

    5. maghi 26 ottobre 2022

      gaslighting, mio caro. Ottenebramento, antipatia e dispatia indotte.

    1. Nestor Halak 24 ottobre 2022

      L'attuale dominio del modello americano, è una versione dell'occidente,non qualcosa di estraneo ad esso.
      Secondo me i richiami di principio ai grandi valori tradizionali o addirittura ad una fantomatica "spiritualità" mai precisata non sono ciò che ci serve.
      Ciò che occorre sono scelte, molto più banali e più terra terra, ma che escludono una cosa e ne vogliono un'altra: sì a questo, no a quello.
      Per essere vincenti occorre unirsi attorno ad una serie di scelte importanti che formino il nucleo di una posizione politica e lottare per quelle.
      Avversando l'opposto.
      Scelte politiche, non spirituali.

    2. sbregaverse 24 ottobre 2022

      Mio caro Nestorione.
      Scelte politiche per salvare(forse) il mondo.
      AMORE per salvare(di sicuro) noi stessi.

    3. Rama 24 ottobre 2022

      Deve succedere qualcosa di brutto per farci unire, dove vivo io la gente non parla, ubbidisce solo!

    4. BrunoWald 25 ottobre 2022

      Bandire i McDonalds e conservare i centri storici è una scelta politica resa possibile dall'esistenza di una dimensione spirituale, senza la quale al massimo puoi amministrare un condominio. Idem dicasi dell'insegnamento del latino e della storia, e di mille altre cose.
      Considerare "fantomatica" la spiritualità significa porsi sullo stesso piano degli americani. E su quel terreno là vincono loro.

    5. alessandroparenti 25 ottobre 2022

      Scelte politiche, d'accordo. Cosa può fare un individuo? Non vado da Mc, chiaro, sempre che sia scelta politica. Ma un'esempio? Cosa intendevi?

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