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I NUMERI TRUCCATI SUI TEMPI E IL CONDONO PER I SOLITI NOTI


DI BRUNO TINTI
antefatto.ilcannocchiale.it


Durata massima: ma se si trattasse di un’operazione chirurgica, farebbero morire il paziente?

Ieri 20 gennaio il Senato ha approvato il “processo breve”; adesso dovrà passare alla Camera e poi diventerà legge dello Stato.
Magari “legge dello Stato” è troppo, visto che è una legge che serve solo per evitare a Berlusconi di essere condannato per corruzione in atti giudiziari e di essere l’unico (credo) premier del mondo occidentale ufficialmente dichiarato delinquente.

Ma è questo che capita quando si manda uno che commette reati a fare il presidente del Consiglio dei ministri. Ciò detto, non so da dove cominciare per parlar male di questa legge. Forse la cosa migliore è partire dalla relazione che l’accompagna. Il “processo breve” sarebbe imposto dall’art.111 della Costituzione (un’altra ignominia fabbricata dal “dialogo costruttivo” di maggioranza e opposizione) secondo il quale la legge deve assicurare la ragionevole durata del processo che non deve attardarsi “più del dovuto nell’affermazione della verità giudiziale”.Insomma, se ce la facciamo entro i termini previsti, bene; se no, al diavolo l’accertamento del reato, della responsabilità dell’imputato, del diritto al risarcimento delle parti offese, dell’interesse dello Stato alla punizione dei colpevoli; processo ammazzato e via: così dice la Costituzione.

E naturalmente non è vero: la Corte costituzionale ha sempre precisato che ogni intervento legislativo deve tener conto del corretto bilanciamento tra tutti gli interessi costituzionalmente garantiti; e ciò in particolare nel processo penale, dove il principio della ragionevole durata del processo deve essere contemperato con quello dell’accertamento della verità e della tutela delle parti offese; sicché privilegiare il rispetto della rapidità formale senza curarsi di accertare la verità dei fatti è non solo privo di senso ma anche non costituzionale.

E quindi è ragionevole pensare che anche questo nuovo parto della fantasia dei think tank berlusconiani farà la fine dei precedenti: una sentenza della Corte lo spazzerà via. Ma poi quali sono i termini previsti? Variano, da 6 anni e mezzo per i processi che riguardano reati puniti con pena massima inferiore a 10 anni fino a 7 anni e mezzo per quelli puniti con più di 10 anni; per i soliti reati di mafia, terrorismo ecc. i termini massimi sono 10 anni.
Sembrerebbero termini ragionevoli: può un processo penale durare di più? Bè, no, non dovrebbe, anzi non deve. Quindi bisogna darsi da fare per evitare che duri tanto; il che non significa che la soluzione sia: se dura troppo non lo facciamo.

Cominciamo con il buttare a mare l’attuale Codice di procedura penale, compriamo una copia di un qualsiasi Codice di procedura europeo e adottiamolo (con una legge che preveda l’assoluto divieto di modificarne anche solo una virgola). Poi abroghiamo qualche centinaio di reati ridicoli che fanno perdere un mucchio di tempo (omessa esposizione della tabella dei giochi leciti, omesso versamento di ritenute fiscali e Inps, parcheggio utilizzando voucher contraffatti, guida senza patente, soggiorno illegale nel territorio dello Stato – pena prevista 10.000 euro – e altre amenità del genere); spendiamo un po’ di soldi per personale di cancelleria e segreteria e qualche computer; recuperiamo questi soldi abolendo un centinaio di tribunali piccoli e piccolissimi e del tutto inutili.

Dopodiché stabiliamo che il processo penale deve durare al massimo 6 anni e mezzo; anzi a questo punto anche 4 o 5 solamente: con qualche modifica che gente che sa come funziona un processo penale può elaborare in un mesetto (ma deve trattarsi di gente che non ha interessi personali o di categoria da difendere), la cosa è possibilissima. Ma se, lasciamo tutto così com’è, facciamo come se in ospedale ci fosse un tempo massimo per ogni operazione chirurgica: entro due ore deve essere conclusa; se no, si richiude la pancia del paziente e vada a morire da qualche parte. Vi pare ragionevole?

Ma poi, quali pazienti mandiamo a morire da qualche parte; voglio dire, quali processi rinunciamo a fare? Qui sta il bello. Come tutti sanno la durata media del processo penale italiano, con le leggi, l’organizzazione giudiziaria e le risorse che abbiamo, è di 8 anni.

Lo ha detto anche Alfano nella sua relazione al Parlamento sullo stato della giustizia in Italia. Durata media vuol dire risultante della durata di tutti i processi, dalla guida senza patente all’omicidio, dal furto al supermercato al traffico di droga, dall’oltraggio al vigile urbano fino alla frode fiscale.

Ed è evidente che un processo per guida senza patente si fa in un quarto d’ora e che quello per traffico di droga o frode fiscale richiede moltissimo tempo. Così durata media del processo significa che alcuni si concludono in poco tempo e altri in moltissimo. E quindi un gran numero di processi in effetti potranno essere conclusi prima della tagliola del “processo breve”: tutti quelli che durano poco o niente. Mentre quelli più complicati, quelli che durano anni e anni (sono quelli che fanno salire la media) non si faranno mai.

Insomma, per continuare con la metafora dell’ospedale, si cureranno presto e bene quelli che hanno l’influenza e il raffreddore; per cancro e infarto, dopo due ore, via, che muoiano pure.
Adesso la domanda è: quali sono i processi più complicati? E, tra questi, quali sono quelli per reati puniti con una pena inferiore a 10 anni per cui si debbono obbligatoriamente concludere in 6 anni e mezzo? Nessuno si stupirà scoprendo che si tratta sempre dei soliti: sono i processi per corruzione, concussione, peculato, falsa testimonianza, falso in bilancio, frode fiscale ecc. ecc; insomma tutti quelli tanto cari alla classe dirigente del paese.

Proprio quei reati che sono puniti poco (pensate: il falso in bilancio di una società quotata in Borsa ha una pena massima di 4 anni; e parcheggiare la macchina utilizzando un tagliando di parcheggio contraffatto di 5) ma che richiedono processi lunghi e complicati. Sicché il risultato del “processo breve” sarà questo: tutti i processi per i reati da quattro soldi si faranno regolarmente; e quelli per i reati veramente gravi per l’economia nazionale, per l’entità del danno cagionato alle parti offese, per la qualità degli imputati che proprio grazie a questi reati occupano cariche pubbliche rilevanti, si estingueranno per “prescrizione processuale”, l’ultima salvaguardia di una classe dirigente inguaribilmente dedita al malaffare.

Ultima perla: gran parte della relazione che illustra il “processo breve” racconta di progetti di legge molto simili, elaborati negli anni passati da vari governi di sinistra (?). Come dire: “Trattasi di riforma condivisa; tanto è cosa buona e giusta che anche gli altri…”. E poi si stupiscono se uno dice che questa opposizione ti fa incazzare.

Bruno Tinti
Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it
Link: http://antefatto.ilcannocchiale.it/2010/01/21/i_numeri_truccati_sui_tempi_e.html
21.01.2010

Da Il Fatto Quotidiano del 21 gennaio

Pubblicato da Davide

  • AlbaKan

    Ci sono delle inesattezze in questo articolo:

    • errata corrige:
    • “processo breve”
    • “prescrizione breve”
  • AlbaKan

    C’E’ DAVVERO PIU’ DEMOCRAZIA IN ITALIA CHE IN VENEZUELA?

    • Si può avere l’idea che si vuole sul modo in cui si governa in Venezuela o in Italia ma ci sono cose che sono ben chiare.
    • Il presidente del paese latino americano non ha il potere politico che ha quello italiano come conseguenza della sua fortuna e del suo impero mediatico.
    • Hugo Chavez non si è visto coinvolto in processi, come quelli che colpiscono Berlusconi, per corruzione, menzogne, tangenti ed altri reati simili.
    • E, certamente, non ha mai osato proporre delle leggi per evitare di essere processato.
    • Cosa direbbero se Chavez facesse in Venezuela la decima parte di quello che Berlusconi fa in Italia.
    • Venti bombe atomiche sarebbero già state lanciate su Caracas. Come minimo.

    Emigrare in Venezuela please…

  • Kiddo

    Per vedere che aria tira basterà vedere se napolitano lo firmera’. Secondo me, si. Oramai firma tutto……

  • Santos-Dumont

    Ma è questo che capita quando si manda uno che commette reati a fare il presidente del Consiglio dei ministri.

    Pane al pane e vino al vino: è questo quello che capita quando esiste una maggioranza di italiani esattamente uguali al premier che hanno eletto, solo in scala minore.

  • Sokratico

    finalmente proposte! basta un po’ di buonsenso informato…ma di questi tempi sembra che scarseggi! bell’articolo!

  • nautilus55

    Terribile sentenza, la tua. Ahimè, vera.

  • karmelo

    Esatto!

    Una volta si diceva che l’Italia era un paese di santi, poeti e navigatori, adesso è semplicemente (e tristemente) un paese di ladri e/o aspiranti tali.

    Karmelo

  • antsr

    Debbo dire che qui si parla poco di ciò che avverrà e che sarà tremendo per noi lavoratori che stiamo subendo già tanto, perchè il processo Thyssen salterà, come quello sull’amianto, sui rifiuti industriali… ne subiremo grosse conseguenze il lavoratori. Ed allora diciamo che è anche una legge per salvare i manager, speculatori, tutta gente che hanno ed ancora tramano alle spalle di noi lavoratori. Non posso che affermare ciò che diamo qui in fabbrica: siamo oramai in presenza di nuovo ventennio…

  • Eli

    Oramai il Parlamento viene usato solo per leggi “ad personas”…

  • maumau1

    il fatto che Napolitano firmi di tutto ,ma proprio tutto anche quello a cui la sinistra fa finta di opporsi (per non perdere totalmente consenso!)
    ma poi fa mancare i parlamentari (come nel caso della legge per il rientro dei capitali evasi che passa per 20voti mentre 22parlamentari del PD non erano in parlamento dove quindi l’avrebbero potuta far cadere se volevano,ma evidententemente molti imprenditori e finanzieri che votano e sorreggono il PD erano interessati a che passasse!) oppure Napolitano che cmq è del PD
    firma a primo colpo..
    e poi ferma la gente per strada e gli fa cazziate dicendo che sono balle che il presidente deve firmare per forza ,diffamando la costituzione..che il presidente cmq dovrebbe poi firmare la seconda volta cmq e quindi tanto vale firmi la prima..mai sentito nulla del genere..
    quindi secondo Napoliano anche se non condivide una legge (per motivi di diritto)questa va firmata lo stesso perchè tanto poi la seconda volta passerrebbe lo stesso…
    questo ha dell’incredibile e dell’eversivo perchè se cosi’ fosse (e non è!)
    perchè al presidente viene data la possibilità di non firmare e rimandare alle camere per le modifiche?
    Allora se questro è inutile che aspettano ad abrogarlo?
    O meglio lo ha abrogato Napolitano senza nessuna modifica costituzionale ha deciso che non ha senso non firmare qualsiasi schifezza giuridica gli presentino..

    Questo solo per nascondere che il PD ed il PDL rispondo alle stesse lobbie agli stessi banchieri agli stessi finanzieri ed gruppi di potere..solo che la gente(che però ormai non ci casca più e dovendo votare il PD vota il PDL)
    ci casca sempre di meno… ne abbiamo avuto la prova nell’indulto di cui nessuno fece parola nella campagna elettorale ed a soli 20giorni dalle elezioni Prodi stabiliì che era prioritario ed inderogabile proprio perchè importanti processi di colletti bianchi della politica ed imprenditori importanti stavano per andare in scadenza..
    ed ovviamente buona parte dell’attuale PDL votò a favore..(quelli che votarono contro lo fecero per salvarsi la faccia tanto sapevano che la legge sarebbe passata anche senza il loro voto!)
    ora ci risiamo col processo breve…
    Napolitano firmerà subito senza rimandare alle camere,la Finocchiaro strepiterà (un pò!)Bersani ha già detto che dopo questo le riforme condivise(ossia gli inciuci)sono in salita,ma si è ben visto da rompere del tutto col PDL(come dovrebbe fare se fosse veramente contrario a questa legge!) e questa è la prova del secondo indulto/aministia…
    visto che il processo breve riguarda anche i processi in corso…

    chi pensa che questo riguardi solo Berlusconi è un illuso..riguarda gruppi di potere anche più imporanti da Impregilo a Geronzi e un pò tutti i banchieri e finanzieri italiani hanno processi in corso e siccome molti reati sono stati compiuti dopo il 2006 non rietrano nell’indulto…ecco quindi che ci serviva un altro indulto mascherato perchè non è che dal 2006 i politici i lobbisti i gruppi industriali i colletti bianchi abbiano smesso di delinquere e quindi creano sempre un folto gruppo di indagati e quindi di cause …..

    il fatto che Napolitano firmerà come ha fatto fino ad oggi,quatto quatto,è la prova che c’è completo accordo sostanziale tra PD e PDL
    per aministiare tutti i furbi e saccheggiatori dell’Italia.

    ciao

  • federasta

    …magari firma anche la pagella del mio cuginetto!