I nonni che verranno

I nonni che verranno

Di Raniero Mercuri per ComeDonChisciotte.org

Non invecchieranno mai. Nuovi eroi del fanatismo digitale. Memorie virtuali di vite mai vissute, figli cristallizzati di un totalitarismo transumano di cui oggi vediamo solo i primi abominevoli bagliori.

Paladini dell’orrore artificiale fatto abitudine, da ottimi nativi digitali diverranno quel che altri vorranno, dopo decenni di incessante nichilismo spacciato per progresso: tecnologicamente avanzato, umanamente corrotto e non più comprensibile, perché non dubitabile.

Ma non sarà un problema perché non ci sarà più vincolo di necessità.

La tristezza di un distacco umano non esisterà, perché inglobata e soffocata dal nesso virtuale. L’onniscienza online sarà piena vitalità antitetica di quel che appare ma non è.

Quelle che oggi chiamiamo nuove forme di socialità, saranno condanna finale di quella vissuta, partecipata, dibattuta e, soprattutto, non controllabile.

I nonni che verranno non avranno memoria del più grande inganno subìto da giovani, quando, intrappolati in gabbie dorate interconnesse, credevano ciecamente ai propri occhi oppressi dai monitor, corrotti dai “social” e crocefissi dal nuovo capitale tecnologico. Quando credevano ingenuamente di poter scegliere e decidere che fare e con chi, fermamente convinti che quel che li abbagliava fosse l’ideale supporto al progresso umano. Quando hanno accettato, chini e devoti, che ogni piccolo sacrificio di sovranità dell’anima valesse davvero un futuro già svenduto.

Ignari che la vita è sempre adesso, che un attimo non torna più e che il compagno di viaggio digitale li avrebbe mano a mano inghiottiti e debilitati completamente.

Non denunceranno nulla di tutto questo. Non lo faranno perché non ne avranno avuto coscienza. E quindi, appunto, memoria.

Saranno felici i nonni che verranno. Di una felicità nuova e reale, proprio perché i pilastri secolari della vita prettamente umana saranno già stati ribaltati definitivamente.

Forse camperanno tranquillamente più di cent’anni. Ma senza invecchiare, perché mai stati veramente giovani, se non d’età anagrafica.

Quanto avranno vissuto davvero di quella vita scandita dal vecchio schema sociale avverso al transumanesimo?

Sì, quella vita toccata con mano, abbracciata, respinta, odiata e baciata; dei lunghi pianti e delle infinite risa, dei faccia a faccia, degli studi seri su libri cartacei, delle opinioni diverse, delle folle pacifiche e violente, governabili e non. Sudati, trafelati, stanchi morti. Vivi più che mai, come gli innamorati di un sorriso e i rissosi per un niente.

Nulla. I nuovi nonni non avranno vissuto nulla di questo e molto altro. E, di certo, non potranno raccontarlo.

In “videocall” con i nipotini, già battezzati digitali, narreranno delle loro prime esperienze con l’intelligenza artificiale, demone supremo vestito a festa. Di come comunicare senza incontrare. Insomma, della loro “beata” gioventù.

I centri anziani, simbolo di eterna socialità che non sfiorisce, non esisteranno più. Niente carte, ovvio. E niente balli.

Già, i nonni che verranno non balleranno insieme.

Neanche uno di quei balli antichi. Che nessuno sa fare più.

Di Raniero Mercuri per ComeDonChisciotte.org

Raniero Mercuri. Docente di scuola secondaria di secondo grado e giornalista.

Commenti (4)

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Mostra commenti 4 caricati
    1. mago 30 marzo 2025

      Nipote di un nonno con 4 figlie alla separazione traumatica per quegli anni di mia madre ci accolse in casa,mi vide come il figlio che aveva sempre voluto e il destino volle che quando i miei coetanei erano in vacanza scolastica io lavoravo e aiutavo sempre mio nonno in tutti i lavori che faceva,allora vivevo malamente la situazione ma se oggi sono quello che sono lo devo a lui che mi ha insegnato a soffrire e a combattere,io pur trasmettendo ai miei figli in modo edulcorato il film della mia vita lo vorrei poter trasmettere un domani ai nipoti,i nonni ti segnano la vita nel bene e nel male questo tanto non lo sanno o non lo capiscono.

    1. Giudice Holden 30 marzo 2025

      I nonni che verranno avranno i soliti problemi dei nonni dei tempi andati: si alzeranno la notte per la prostata sempre più gonfia, avranno le giornate funestate dall'artrosi, vivranno una solitudine esistenziale propedeutica a quel viaggio imminente che ognuno di loro dovrà intraprendere da solo.
      Il resto son solo cazzate passeggere, la vecchiaia nella sostanza non cambia.

    1. Teomondo Scrofalo 30 marzo 2025

      qualche considerazione:

      1) i "nonni che verranno" non saranno nonni perché non avranno fatto figli;
      2) non saranno neanche zii o zie perché figli unici
      3) non saranno neppure vecchi perché i più opteranno volontariamente e gioiosamente per l'eutanasia di stato, ammesso che sopravvivano all'ennesima dose di richiamo di qualche terapia mRna.

      curiosamente, noto che all'inverno demografico bipede si stia contrapponendo un boom demografico quadrupede; mai visti tanti barboncini come negli ultimi tempi.

    1. uomospeciale 29 marzo 2025

      Splendida fotografia.... Alcune di queste mummie incartapecorite capita di vederle in giro già adesso.
      È un grave errore pensare che con l'età si raggiunga sempre la saggezza.... In realtà se uno non si sveglia alla fine dell'adolescenza, rimane un ç0gli0ne per tutta la vita...😄

      PS:

      A proposito di intelligenza artificiale, lo sapete che è già possibile oggi ricreare un parente virtuale morto con tanto di voce e modo di parlare identica a quella del caro estinto che ci parla dal monitor chiedendoci come è andata la giornata?...
      Come faranno in futuro a elaborare il lutto...? Resteranno per sempre legati ai fantasmi digitali dei loro congiunti animati dall AI?

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