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I GENERALI DELLA GUERRA DEL GAS SI PREPARANO ALLA BATTAGLIA PIU' DURA

DI GIULIETTO CHIESA
megachipdue.info

Improvvisamente, quando il “Nord Stream” si trova ormai sulla soglia del superamento degli ultimi ostacoli burocratici e tecnici, ecco riaffiorare, in Europa e negli Stati Uniti, le polemiche, o meglio espliciti tentativi, di fermarne l’esecuzione.

Il “Nord Stream”, per i non specialisti, è la grande operazione che Mosca ha intrapreso per aggirare – piazzando i tubi sul fondo del Mar Baltico, da Vyborg a Greifswald – l’ostacolo frapposto dall’Ucraina all’afflusso del suo gas agli utilizzatori occidentali. Che si tratti di un ostacolo Mosca l’ha sperimentato negli inverni scorsi, ultimi due inclusi, con due “guerre del gas” alle quali è stata costretta dalle mosse del presidente Viktor Jushenko. “Costretta, dice Putin, molto arrabbiato, perché «noi vogliamo solo vendere il nostro gas, ma Kiev ce lo impedisce».

Non si sa quanto sia costato a Gazprom, fino ad ora, tutto questo contenzioso. Il potente CEO di Gazprom, Aleksei Miller, non lo ha rivelato. Ma qualcuno a Mosca ha fatto i conti: il tappo ucraino ha fatto perdere alle casse russe, nei diciotto anni dalla fine dell’URSS, qualche cosa come 50 miliardi di dollari tra gas trafugato lungo il tragitto, gas non pagato, gas ottenuto a prezzi di gran lunga al di sotto di quelli di mercato.

Il tutto va preso, come si suol dire, con le pinze, perché l’Ucraina fornisce dati del tutto diversi. Ma resta il fatto che Mosca non aveva alternative: i gasdotti e gli oleodotti costruiti durante l’era sovietica passavano su territorio sovietico, e su quello dei paesi amici del Patto di Varsavia. Una volta crollato il sistema chi ricevette in dono dal destino la rendita di posizione costituita da quelle tubature ha potuto giocare le sue carte: o paghi di più o non passi. Ovvero: o mi dai una parte del prodotto a prezzo ridotto o non passi. In ogni caso mi prendo qualche cosa dai tubi. E se protesti io chiudo i rubinetti e ti accuso, di fronte all’Europa, di volerci ricattare per ragioni politiche, di volerci mettere tutti a secco, al freddo e in crisi industriale, di voler imporre la tua sfera d’influenza perduta con la sconfitta nella guerra fredda.

Finché si trattava di paesi amici, controllati o controllabili, Mosca ha abbozzato, improvvisando accordi che reggevano malamente, ma reggevano. Comunque passando di crisi in crisi: circa un centinaio in quindici anni, di varia entità e gravità, variamente ridipinte dalle parti con colori politici, ma con un unico denominatore comune: pagare meno.

Con la Bielorussia di Lukashenko, per esempio , salvo qualche momento difficile, ha funzionato. Anche perchè Lukashenko ha avuto pessimi rapporti con l’Occidente e all’orizzonte resta l’ipotesi di una riunificazione Russia-Bielorussia..

Ma con l’Ucraina di Jushenko (la Julia Timoshenko ha cambiato alleanze e ora pare che stia con Mosca) il discorso è divenuto insostenibile. La “rivoluzione arancione” ha messo Kiev sotto la protezione di Washington e di Bruxelles e in rotta di adesione all’Unione Europea e di ingresso nella Nato. Cioè in rotta di collisione con Mosca. Che senso avrebbe avuto, per Mosca, continuare a fare regali per accattivarsene un’amicizia ormai impossibile?

E anche in Europa non tutti erano e sono disposti a subire il ricatto ucraino. Troppo esplicito e anche pericoloso. Perché Mosca non intende essere perdente. Quindi, se il gas non passa attraverso l’Ucraina , allora i rubinetti li chiude la Russia alla fonte. Con il risultato che non solo Kiev non riceve niente e rimane sola con il suo ricatto, ma anche l’Europa non riceve niente. La Russia ci perde, in termini di minori introiti, ma l’Europa intera rimane senza un quarto dell’energia che le serve. E domani sarà ancora peggio, secondo tutte le previsioni.

Con la prospettiva molto realistica che Mosca trovi – anzi l’ha già trovato – un compratore assetato di energia, e in grado di assorbire tutto il flusso che adesso va a ovest. Si tratta della Cina. E già altri tubi si spingono a est. Ci vorrà qualche anno, ma a questo si giungerà inesorabilmente. La sete cinese è immensa.

Così Putin ha trovato orecchie e tasche sensibili, visto che il “Nord Stream” costa oltre 10 miliardi di euro. In Germania prima di tutto. L’ex cancelliere Gerhard Schroeder in testa, divenuto il CEO del progetto. Ma anche la Merkel ha abbozzato, con dietro le industrie tedesche. E adesso Sarkozy si accoda veloce.

Se poi ci metti il “South Stream”, in alternativa al “Nabucco”, per portare il gas, sotto il Mar Nero, in Bulgaria, nei Balcani, in Grecia, in Italia (e qui Putin ha trovato l’entusiastico appoggio di Berlusconi, cioè dell’Eni, e di nuovo, di Sarkozy, ecco che si delinea una situazione in cui Mosca può fornire il suo gas (e quello che contratterà con le ex repubbliche sorelle dell’Asia Centrale) agli Europei, senza sottostare ad alcun filtro.

Ovvio che questo significherà una vera e propria rivoluzione nei rapporti tra Russia e Europa.

Ma questo non piace a Washington. Ecco perché si è alzata la voce del vecchio Zbignew Brzezinski, ex consigliere per la Sicurezza nazionale di Jimmy Carter: attenzione che Mosca vuole «isolare l’Europa dell’est dall’Europa Occidentale». Segue il coro delle proteste di tutti gli “sventurati” che restano a bocca asciutta.

Urmas Paet, ministro degli esteri estone, lamenta che i paesi baltici saranno “ignorati”. In aprile 23 ex capi di stato e di governo, capeggiati da Vaclav Havel e Lech Walesa, denunciano il tentativo di Mosca di voler ««ristabilire sfere d’influenza». La tesi è una sola: l’operazione è una minaccia rivolta contro l’Europa orientale, che diventerebbe “ricattabile” e resterebbe priva di energia.

Ma è poi vero che Bruxelles non potrebbe redistribuire, secondo criteri di mercato, il gas che comunque arriverà in abbondanza da Mosca? Non si vede come la Russia potrebbe condizionare la distribuzione europea del suo gas, una volta che esso sia giunto nei terminali del “Nord Stream” e del “South Stream”.

Il ministro degli esteri polacco, Radosław Sikorski paragona il “Nord Stream” addirittura al patto Molotov – Ribbentrop.

Questi gasdotti non s’hanno da fare. Al loro posto Washington e il coro dei suoi alleati europei preferiscono il “Nabucco”, che ha il vantaggio di bypassare completamente Mosca per andare a trovare i venditori in Turkmenistan, Kazakhstan, passando ovviamente per la Georgia e la Turchia. Operazione perfetta, se non fosse che Putin e Medvedev hanno già messo a segno la loro contromossa, e hanno alleati molto potenti, per non dire decisivi, in Europa.

Succederà di sicuro qualche cosa di grosso, nei prossimi mesi. Se Putin, Berlusconi e Gerhard Schröder hanno deciso di vedersi en privé a San Pietroburgo, proprio adesso, è perché si preparano a sostenere un’offensiva potente.

Giulietto Chiesa
Fonte: www.megachipdue.info
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22.10.2009

Pubblicato da Davide

  • myone

    I sistemi e le politiche, hanno e fanno sempre conto sui danari della gente, ma ora, finiti o esauriti i margini d’ azione, i conti se li fanno faccia a faccia. E’ qui, che inizia la parte piu’ brutta della faccenda, quando bisogna togliere di mezzo il propietario, per la propieta’. I tempi sono pi’ che maturi, e basti che inizia una diversa maniera di condurre le cose, quando, saranno disposti a tutto, che vedremo il vero volto di dove si potra’ arrivare. Eh si, perche’ gli altri e i piu’, ci sono gia’ arrivati, noi, ce ne siamo dimenticati, e quando ci arriveremo, ci penstiremo amaramente, di non averli spaccati prima, questi modi e queste persone.
    Tutto tace, tutto e’ sottomesso, e nessuno si fa’ avanti, che non abbia la stessa testa o linguaggio o visione, del tutto di sempre.

  • Tao

    ITALIA; RUSSIA E COMPAGNI DI LETTO

    DI DEBORA BILLI
    petrolio.blogosfere.it/

    Nel giorno del chiacchieratissimo incontro al vertice tra Berlusconi e Putin, ho proprio voglio di bacchettare (da brava prof acida) tanti amici di cui leggo in giro i commenti. Non riesco a spiegarmi, infatti, come mai persone intelligenti ed informate possano uscirsene con frasi tipo queste: “Berlusconi va da Putin a farsi dare i dossier del KGB”, “Tra dittatori ci si intende”, “Siamo schiavi di quel comunista”. Finché è il TG1 a spacciarci il rigassificatore di Rovigo ( http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2009/10/19/visualizza_new.html_988720261.html ) come la battaglia del grano per svincolarci dalla mortale presa russa, passi, ma che anche gente che dovrebbe saperla lunga si beva queste fesserie davvero mi sorprende.

    Premesso che a me non piace che premier e Presidenti se ne vadano in giro a fare i piazzisti delle multinazionali, ruolo al quale sempre più spesso sono ridotti, i nostri rapporti con i russi sono più che eccellenti. E non mi pare esattamente una schiavitù il fatto che, ad esempio, Finmeccanica abbia vinto la commessa per i tram leggeri di San Pietroburgo, o che la Fiat produrrà macchine agricole.

    La vera questione è quella del gas. North Stream e South Stream stanno sul gozzo a molti (come spiega benissimo questo articolo ( http://www.megachipdue.info/component/content/article/42-in-evidenza/982-i-generali-della-guerra-del-gas-si-preparano-alla-battaglia-piu-dura.html ) di Megachip che vi invito a leggere). E la concorrenza non è solo tra le compagnie che sponsorizzano i gasdotti, ma anche e soprattutto tra i Paesi in cui tali gasdotti passano. Il controllo politico di quei Paesi è fondamentale per controllare le forniture di energia di tutta Europa, e non illudiamoci che altri “controllanti” siano tanto più buoni dei russi.

    Senza dubbio mi sorprende l’ostinazione con cui Berlusconi persegue questa strada, che gli sta portando innumerevoli guai in casa e fuori. Che l’uomo sia il tipo che quando è convinto di aver ragione nessuno riesca a fargli cambiare idea è ormai chiaro (purtroppo), ma che insista nello scavarsi la fossa con tanta pervicacia lascia perplessi. Da più parti, in Rete, si comincia infatti ad ipotizzare che la vasta campagna stampa internazionale contro l’utilizzatore finale sia motivata non dall’eccessivo uso di veline e dal conflitto di interessi sulle festicciole, bensì da altri e ben più consistenti motivi a noi celati. 

    Insomma, che il centro della querelle sia il lettone di Putin non c’è alcun dubbio. Bisogna vedere, però, quali sono i compagni di letto che destano davvero rabbia e indignazione… e sospetto che non siano quelli con le autoreggenti a preoccupare tanto certa stampa estera

    Debora Billi

    Fonte: http://petrolio.blogosfere.it/
    Link: http://petrolio.blogosfere.it/2009/10/italia-russia-e-compagni-di-letto.html
    22.10.2009

  • Kiddo

    Ovvio che le preoccupazioni del berlusca per la sua incolumità non provengano da Facebook, lui lo sa da chi si deve guardare le spalle, intanto pero’ gli fa comodo farci credere di essere sotto tiro di qualche famigerato gruppo di ulta comunisti ortodossi che usano la rete per uccidere l’odiato tiranno Ha HA HA!!! E i vari tiggì tutti ad abbaiare alle “pericolose istigazioni” BLEAH!!!

  • vic

    Stavolta siamo in un posto che non posso dire per questioni di segreto commerciale. Comunque e’ un posto del continente Euroasiatico. Siamo in una fabbrica di cupole gigantesche, quasi inimmaginabili come dimensioni.

    V: Buongiorno signor Jan Agnellignev. Grazie di averci permesso di dare un’occhiatina ai suoi enormi impianti. Fortuna vuole che ho con me un cannocchiale, altrimenti non ce la facevo proprio a scorgere i confini delle sue cupole. Ci racconti, come mai sono cosi’ estese?
    JA: Anzitutto buongiorno a tutti. Le nostre sono le cupole piu’ estese mai costruite da mente umana. Siamo in grado di fabbricare cupole continentali come vede, anzi perfino oltre.
    V: Caspita! Chissa’ quanti problemi di statica avrete dovuto risolvere.
    JA: Infatti. Ma i nostri ingegneri hanno trovato delle scorciatoie tattiche, devo complimentarmi con loro.
    V: Prosegua, prego.
    JA: Sicccome la gravita’, il vento e la neve sono i problemi principali nella statica delle grandi cupole, abbiamo trovato lo stratagemma ideale per testare i primi prototipi.
    V: Vale a dire?
    JA: Abbiamo eretto i prototipi sulla luna. Ringraziamo per questo sia il governo USA che quello Russo per la collaborazione a risolvere la questione del trasporto.
    V: Acciderba che spirito pionieristico! Deduco che sia andato tutto bene.
    JA: Proprio cosi’. Sulla luna abbiamo anche fatto dei test di tenuta, riempiendo alcune megacupole di una miscela respirabile, altre esclusivamente di CO2 e altre ancora con un gas consigliatoci dal nostro guru del markenting Leo Goebbels Jr.
    V: Tornando sulla terra, dove sara’ sistemata questa cupola continentale?
    JA (sorride soddisfatto): Da voi in Europa occidentale, coprira’ l’intera UE.
    V: Mizzica! E quelle condotte gigantesche cosa sono?
    JA: Servono a gonfiare la cupola di gas, abbiamo previsto cinque condotte, 4 laterali e una dal basso. Le laterali le abbiamo chiamate Nordstream, Sudstream..
    V: ..Eaststream e Weststream, indovinato?
    JA: Buona deduzione, complimenti. La quinta condotta dal basso invece si chiamava Nabuco ma poi i nostri amici italiani ci hanno suggerito di aggiungere una ‘c’, quindi ora e’ ufficialmente Nabucco.
    V: Un’impresa ingegneristica colossale, altro che quel miserello ponte di Messina!
    JA (sorride): Non mi esprimo sui colleghi che fabbricano ponti, abbiamo gia’ i nostri problemi con le megacupole, anche se degli aspetti in comune, confesso che esistono. Ho sentito dire che anche loro intendono usare l’approccio cupolare.
    V: Torniamo alla sua cupola Europea multistream. Come si potrebbe riassumere in uno slogan il suo benemerito scopo?
    JA: Mi sono affidato al nostro geniale esperto del marketing.
    V: Leo Goebbels Jr.
    JA: Lo conosce, ne sono felice. E’ lui che ci ha suggerito lo slogan per la cupola multistream: gas per l’Europa, gas per tutti gli Europei.

    Con questo promettente slogan, vi saluto.
    Sniff sniff, meglio che indossi precauzionalmente la maschera antigas.

  • myone

    Vedete? Amici e compari, ma basta che qualcuno metta i puntini sulle i, e cambi parole, dimostrando fatti e la legittimita’ di concretizzarli, che amici diventano nemici, e nemici diventano amici, secondo dei casi e dei bisogni o degli interessi. Voui vedere, che alla fine, si tornera’ a passi indietro con la storia? E che pure qui c’e’ un libano, delgi usurpatori, dei carnefici, moderni fiscali imprenditori e legalizzati? La guerra, non si fa’ solo con le armi, e le guerre, non sono l’ unica risorsa per far valere cose. La guerra arcaica, si combatte in palestina e afganista e irak, c’e’ sempre un’ altra guerra, piu’ fine e commerciale, di potere e di alleanze, che e’ la medesima guerra a tavolino, e non meno pericolosa di quella tradizionale, perche’ queste guerre a come siamo messi, stringo i conti e le possibilita’, e le ragioni o i torti, gli intenti di sempre, gli arrivismi e le competizioni, l’ appropiazione del piu’ per sopravvivenza e possibilita’ d’ esistere, si fanno con guerre moderne, a tavolino, con alleanze e contratti, che danno le medesime possibilita’ di vivere, a secondo di con chi e come le si fa’. Anche queste questioni, sono sempre state il principio, per le vere guerre, quelle che portano l’ etichetta di “mondiali”, e oggi, se sara’, il convenzionale e’ atomico, d’ obbligo.
    Ma prima di arrivare a questo, vedremmo il mondo diviso sempre in due o tre, totali, padroni del tutto, e delle possiblita’, che sei giocheranno il rimanente, a suon di commerci, alleanze, e acquisizione di potere totale. Quando arriveranno ai ferri corti, perche’ pure nell’ abbondanza, il vizio non guarda in faccia nessuno, saremmo gia’ in tempi maturi, poiche’ abbiamo fatto scorrere troppo tempo statistico, fra una guerra e l’ altra, a coinvolgimento mondiale. Quelle secondarie, non fanno testo, ma sono le avvisaglie di come quando sta’ arrivando la scossa devastante, o l’ esplosione di un vulvano. Avvisalgie e tutto li, anche se, per afgani e irakeni, e 1 miliardo di persone, non la pensano cosi, + altri due miliardi non la pensan cosi, piu’ quasi altri due miliardi non la pensano cosi, e piu’ un prossimo altri due miliardi che verranno, non la pensano cosi, o meglio, non vorrebero pensarla che sia, ma sara’ cosi.
    [[[ irakeni e afgani patiscono la guerra/ 1ML patisce la fame/ 2 ML sono al limite/2 ML sopravvivono/ 2 ML non vorrebbero mai passare da li, ma prima o poi ci passeranno, per forza.]]] ( non la pensano cosi, che siano avvisalgie, perche’ nella miseria e nel baratro ci sono gia’ o ci vivono nel linite)( gli ultimi 2 ML, stanno a guardare, pensando che non sara’ mai, ma sara’ sara’. === vi rendete conto, che a forza di guardare tv e notizie, ed essere distaccati e arresi nell’ impossibilita’ e nella impassiblita’, se scoppiasse un’ atomica dietro casa, nemmeno ci turberebbe piu’?

  • lucamartinelli

    meno male che ogni tanto compare qualcuno che scrive come stanno le cose. capisco che per un popolo che è per il 50% semianalfabeta o analfabeta di ritorno e che per il 75% non legge nemmeno un libro all’anno occorrono barzellette e gossip sulle mutande frequentate da Berlusconi. come vediamo la realta’ è molto diversa. sono coloro che l’hanno messo al potere che non lo vogliono piu’. non sta eseguendo gli ordini. se si dovesse rivotare a breve sosterro’ Berlusconi. paradossalmente sta facendo gli interessi dell’Italia. incredibile.

  • glomer

    e come la mettiamo con la “guerra” tra tremonti e berlusconi??
    Forse e’ tremonti quello che vogliono far fuori…