I FIGLI E LA FELICITA' NON SONO UN DIRITTO

I FIGLI E LA FELICITA' NON SONO UN DIRITTO

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it

Sono favorevole alla step-child adoption, non alla adozione tout court da parte delle coppie omosessuali.

Perché si tratta di due situazioni diverse.

Nella prima esistono già un genitore naturale e un figlio naturale ed è quindi ragionevole che anche l’altro esponente della coppia omosessuale assuma i diritti e i doveri del genitore.

Nella seconda la coppia non ha figli e il solo modo per procurarsene uno è l’adozione (a meno che non si tratti di lesbiche, una delle quali ricorra alla fecondazione eterologa, cioè all’inseminazione artificiale da parte di un terzo soggetto, maschio, ipotesi che però è espressamente esclusa dalla legge Cirinnà in questi giorni in discussione).

Premesso che ognuno di noi è libero di agire la propria sessualità come vuole, con partner di altro genere, dello stesso genere, con transgender, con “travesta”, perché si tratta di libere scelte fra individui adulti, nel caso di coppie omosessuali entrano in gioco i diritti di un terzo, il bambino adottando. Il quale ha diritto, non per legge divina come afferma papa Bergoglio, ma per legge di natura, antropologica, ad avere, almeno sulla linea di partenza, un padre e una madre.

So benissimo che in una coppia omosessuale uno dei due assume la figura paterna e l’altro quella materna (“pistillo” e “corolla” nel gergo degli omosessuali maschi) ma un padre e una madre non figurativi, bensì in carne e ossa, sono un’altra cosa. E il matrimonio viene inibito agli omosessuali proprio perché se lo si dovesse istituire ne avrebbe tutte le automatiche conseguenze, compresa la possibilità di adottare dei figli. La stessa adozione, etero od omo, è un istituto assai ambiguo. Perché parte dal presupposto che avere figli sia un diritto. Sono i diritti impossibili portati alla luce – è il caso di dirlo – dall’Illuminismo. Come il diritto alla felicità o alla salute. Nessuno, foss’anche Domineiddio, può garantirli. Esiste in rari momenti della vita di un uomo, un rapido lampo, un attimo fuggente e sempre rimpianto, che chiamiamo felicità, non un suo diritto. Esiste la salute, quando c’è, non un suo diritto. Se una coppia, etero od omo, non può avere figli qualche ragione ci sarà.

La Natura difficilmente sbaglia (e tanti aborti naturali rispondono a questa legge, senza ricorrere, come facevano gli Spartani, alla Rupe Tarpea). Inoltre l’adozione, in cui spesso la coppia vive il figlio come status symbol, come possesso, è uno strumento dei ricchi sterili per strappare i figli alle famiglie povere soprattutto del Terzo mondo. Recentemente il governo del Congo ha dovuto porre uno stop a questi ambigui benefattori che gli stavano portando via, a suon di dollari, i suoi bambini. Per finire sono assolutamente contrario a equiparare i diritti e i doveri delle coppie di fatto eterosessuali a quelli del matrimonio. Innanzitutto, anche se in margine, dico che è molto difficile definire una “coppia di fatto”. È necessaria la convivenza? Ma io posso vivere a Milano e lei a Firenze, non conviviamo fisicamente ma sostanzialmente e sentimentalmente possiamo essere una coppia di fatto. O dovrà essere il Tribunale a stabilire quante volte al mese ci vediamo, a Milano o a Firenze o in qualche città intermedia come Modena (“Ci incontreremo a Modena…” recitava una canzone di molti anni fa)?

Sono stato almeno due volte nella mia vita una coppia di fatto. Se non ci siamo sposati è proprio perché volevamo rimanere liberi, senza i vincoli del matrimonio. Se invece due eterosessuali vogliono avere tutti i diritti e i doveri del matrimonio, cosa impossibile per le coppie omosessuali, in Italia hanno a disposizione un istituto previsto dal Codice civile che si chiama, appunto, matrimonio. E quindi si sposino e la finiscano di rompere i coglioni.

Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

3.02.2016

Commenti (51)

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    1. Taser 7 febbraio 2016

      La filosofia gender è la catena di montaggio dei consumatori asessuati  Come sempre, partendo da premesse imprecise si può raggiungere qualsiasi conclusione. Le fondamenta più solide per un ragionamento male impostato sono le domande incorrette. Ci sarebbe poi da discutere sul fatto che esistano o no domande incorrette, in questo caso, per schiarire temporaneamente l'orizzonte dalle nuvole dei dubbi ragionevoli, possiamo affermare che esistono due tipi di domande non corrette: le domande che non rispettano il codice linguistico (la grammatica, il vocabolario etc..) e le domande poste nel momento sbagliato, domande cioè che sarebbero pertinenti, ma risultano sbagliate nel il momento che si è scelto per porle. La famiglia non mi ha mai interessato troppo, non sono un grande fan né di quella, né della prigionia di coppia cattolico borghese anche chiamata matrimonio. Appurato questo, è innegabile che la natura preveda due generi* per la specie umana: il maschio e la femmina, oltre a quanti tra i più svariati orientamenti sessuali, la creatività e la fantasia suggeriscano loro. Da questi due generi sessualmente etero-orientati si forma La Famiglia e qualsiasi cosa di diverso, deve avere il coraggio di portare un nome diverso, cercando di non mescolarsi in mezzo alla borghesia con l'intento, neanche troppo nascosto, di acquisirne i diritti miseri mediante la mimesi. Premettendo che l'aspetto più bello di tutto ciò che è originale, è per me la particolarità di ciò che lo caratterizza, il quesito che mi sono posto è questo: come mai il mondo gay sta cercando a tutti i costi di assomigliare a quello etero? La mia ipotesi è che l'allucinazione capitalistica abbia catturato anche loro. Le persone con orientamenti sessuali diversi dalla tristissima norma, dovrebbero accettarsi e promuoversi per come sono, continuando a pretendere diritti per quello che sono, proprio come hanno fatto finora. Chi si traveste o opera trasformazioni chirurgiche sul proprio corpo, per assomigliare di più a quello che non è fisicamente ma nell'anima, non fa altro che assecondare l'estetica modaiola e capitalistica secondo la quale per gli altri sei quello che sembri e purtroppo, nella maggior parte dei casi, ottiene un corpo disfunzionale e risultati estetici disastrosi. Il delirio liberal-capitalistico secondo il quale si è arrivati ad azzerare l'individuo, fino al punto di farlo crescere in una famiglia composta da due genitori delle stesso sesso, per poi ad un certo punto fargli scegliere la propria identità sessuale come se si trovasse al supermercato davanti ai giocattoli, nasconde solo ulteriori e mostruose possibilità commerciali, già pronte nei cantieri della globalizzazione. Il progetto per il futuro che si cela dietro a tutto questo, non punta a fornire la massima libertà di scelta agli individui, ma vuole creare individui asessuati, manichini sui quali il mercato della chirurgia estetica potrà agire più facilmente, questo tipo di "scelta", che una volta era ad appannaggio di pochi, potrebbe diventare presto prerogativa del mercato di massa. La cosa peggiore che ci può succedere è di diventare tutti uguali, sono stupito che proprio il movimento gay stia promuovendo una tale aberrazione culturale. Qualcuno potrà obbiettare che esigere gli stessi diritti non significa cercare di assomigliarsi, allora perché travestirsi da sposi cattolici? O giocare a fare la coppia etero e borghese con prole? Mi verrebbe da supporre che mimetizzarsi è per alcuni, un tentativo maldestro di farsi accettare, la mia opinione in tal senso è che questa strategia zoppica, perché l'esperienza ci suggerisce che comunque la si costringa, la natura particolare delle cose vive fiorirà sempre, sopravviverà e sarà utile al tutto, principalmente grazie alle sue particolarità...è questo in fondo la vita. La filosofia gender è la catena di montaggio dei consumatori asessuati, i quali dovranno necessariamente acquistare i componenti della propria nuova identità sessuale, cambiandola ogni qual volta si sentiranno confusi o in dubbio rispetto a questa. In quest'ottica di mimetizzazione forzata tra gruppi, ho delle riserve anche sul discorso delle adozioni. Credere che un bambino possa crescere in una famiglia gay senza subire influenze rispetto al proprio orientamento sessuale, è incredibilmente ingenuo o ingegnosamente malizioso. Sentirsi diversi implica lo sforzo di immaginarsi paesaggi diversi, pretendere spazi liberi per crearli è più che necessario, è giusto, ma occupare quelli altrui e fingere di essere gli altri, è ridicolo e pericoloso. *Esistono anche generi particolarissimi come l'ermafroditismo, ma questi non possono essere presi ad esempio statistico, proprio per la loro rarità.

    1. Gtx1965 5 febbraio 2016

      Certamente!

    1. Gtx1965 5 febbraio 2016

      Come ben dice pamiglianitti: certamente, ma non solo...

    1. MarioG 5 febbraio 2016

      Certo, finche' e' "inter eos", niente da dire.

    1. Gtx1965 5 febbraio 2016

      Ma che palle, una attenzione mediatica così da distrarre sapientemente da temi ben che più importanti e prioritari... Ma che si inculino...

    1. yago 5 febbraio 2016

      La domanda è molto semplice: preferiresti un figlio etero o omosessuale? Credo che nessuno risponderebbe che la cosa sarebbe indifferente. In teoria quindi tutti progressisti, in pratica meglio esserlo con il cul degli altri.


    1. olmo 5 febbraio 2016

      Da quanto leggo noto che malgrado ci si sia scornati parecchio in queste settimane su questo tema le posizioni restano sostanzialmente le stesse.
      Aveva ragione da vendere Ungaretti quando, in una splendida intervista, sosteneva che alla fine la parola è impotente, troppo il sottostante da portar via tutto il resto. La scienza non ci viene in aiuto ( quando mai le scienze umane ci sono veramente riuscite!), pediatri e psicologi si rimpallo studi che dicono tutto e il suo contrario! ( il che se non altro depone a favore di chi pensa sia quantomeno un azzardo concedere le adozioni visto l' assenza di " prove scientifiche")
      Propongo a perte il già richiesto responso popolare ( avversato da laici-liberal quanto dalle gerarchie eclesiastiche per lo stesso motivo cioè la "pancia del popolo" è infida che è come dire che il popolo è inferiore rispetto alle loro altezze) una "duello" come la Disfida di Barletta:
      50 - 100 persone di entrambi gli schieramenti che se le danno a mani nude di santa ragione! Chi vince porta a casa il risultato!
      Chissà, potrebbe funzionare!

    1. FlavioBosio 5 febbraio 2016

      «quello che recita la costituzione vale solo in certe occasioni e non per altre»


      E questa da dove l'ha ricavata?

      Ricordiamoci il principio di legalità, "è permesso tutto ciò che non è vietato dalla legge".

      Se avessero voluto applicare l'art.3 "solo in certe occasioni e non per altre" avrebbero dovuto scriverlo esplicitamente, non mi risulta che vi siano emendamenti all'art.3
      per ora...
    1. FlavioBosio 5 febbraio 2016

      In natura gli esseri viventi si muovono con le proprie forze, l'uomo al contrario si muove anche in automobile, treno, aereo, nave ecc...


      In natura gli esseri viventi non possono lasciare la superficie della Terra o le profondità dei mari ma l'uomo è arrivato nello spazio..
    1. FlavioBosio 5 febbraio 2016

      Si sono sempre affrontati in altri Stati militarmente..


      Ma la sfida era principalmente sul piano economico per l'egemonia del Dollaro americano.
    1. magpie 5 febbraio 2016

      Hanno diritto a crescere in una famiglia composta da uomo-donna.
      Per me affidarli a 2 genitori omosessuali equivale a porli in mano di una famiglia di drogati o alcolizzati.
      Altrimenti meglio l'orfanotrofio

    1. andriun 5 febbraio 2016

      Quando leggo di gente(per lo più donne, ma anche effeminati) che per opportunismo non vuole ammettere la realtà dei fatti, ovvero che l'uomo e la donna sono complementari e non uguali quindi è del tutto inutile perseguire l'idea di uguaglianza oltre che controproducente, non mi stupisco nemmeno più di tanto che poi arriviamo ad avere le adozioni gay.


      Si chieda piuttosto come è che la Bibbia, quanto le religioni indu, quanto le popolazioni orientali considerano proprio la donna "inferiore" al maschio(donna in rappresentanza della materialità l'UOMO della intellettualità), che altrimenti non avrebbe senso di esistere. Si, certo noi siamo moderni e più evoluti di loro e poi erano altri tempi vero? E' sbagliato insegnare che esiste una gerarchia vero? siamo tutti uguali e tutti sullo stesso piano. Non esiste una fandonia più fandonia di questa(che ovviamente viene sostenuta per ragioni prettamente di mercato e di consumo, ma con effetti devastanti sotto gli altri aspetti non ultimo proprio quello sociale), e lei vorrebbe insegnarla ai suoi figli reali o potenziali. Lo faccia tanto questo non eviterà le contraddizioni che queste false premesse contengono. Infatti se oggi ci troviamo a subire le ingiustizie e' proprio per mancanza di un ordine costituito, derivato da una gerarchia "sana" a partire dalla famiglia che della società ne sarebbe una rappresentanza in scala minore.

      Si chieda anche se, le anomalie tipiche italiane e/o del mondo occidentale vedi femminicidio, assegni divorzili, quote rosa, siano "prodotti" di menti superiori(donne/effeminati), a quanto fatto in altri Paesi(vedi Russia, ma non solo), dove queste agevolazioni non ci sono e la donna è effettivamente considerata in funzione del maschio e non viceversa(e a ben vedere non sembra curarsene più di tanto). Questo non certo per capriccio, ma piuttosto per garantire proprio quell'ordine sociale, in mancanza del quale l'alternativa è solo il caos.

      Caos, dove le donne emancipate ed intrise di falsi concetti in quanto facilmente influenzabili(e la loro natura esserlo), ma che si amano definire anche moderne si sentono perfettamente a proprio agio.
    1. andriun 5 febbraio 2016

      Quando leggo di gente(per lo più donne, ma anche effeminati) che per opportunismo non vuole ammettere la realtà dei fatti, ovvero che l'uomo e la donna sono complementari e non uguali quindi è del tutto inutile perseguire l'idea di uguaglianza oltre che controproducente, non mi stupisco nemmeno più di tanto che poi arriviamo ad avere le adozioni gay.


      Si chieda piuttosto come è che la Bibbia, quanto le religioni indu, quanto le popolazioni orientali considerano proprio la donna "inferiore" al maschio(donna in rappresentanza della materialità l'UOMO della intellettualità), che altrimenti non avrebbe senso di esistere. Si, certo noi siamo moderni e più evoluti di loro e poi erano altri tempi vero? E' sbagliato insegnare che esiste una gerarchia vero? siamo tutti uguali e tutti sullo stesso piano. Non esiste una fandonia più fandonia di questa(che ovviamente viene sostenuta per ragioni prettamente di mercato e di consumo, ma con effetti devastanti sotto gli altri aspetti non ultimo proprio quello sociale), e lei vorrebbe insegnarla ai suoi figli reali o potenziali. Lo faccia tanto questo non eviterà le contraddizioni che queste false premesse contengono. Infatti se oggi ci troviamo a subire le ingiustizie e' proprio per mancanza di un ordine costituito, derivato da una gerarchia "sana" a partire dalla famiglia che della società ne sarebbe una rappresentanza in scala minore.

      Si chieda anche se, le anomalie tipiche italiane e/o del mondo occidentale vedi femminicidio, assegni divorzili, quote rosa, siano "prodotti" di menti superiori(donne/effeminati), a quanto fatto in altri Paesi(vedi Russia, ma non solo), dove queste agevolazioni non ci sono e la donna è effettivamente considerata in funzione del maschio e non viceversa(e a ben vedere non sembra curarsene più di tanto). Questo non certo per capriccio, ma piuttosto per garantire proprio quell'ordine sociale, in mancanza del quale l'alternativa è solo il caos.

      Caos, dove le donne emancipate ed intrise di falsi concetti in quanto facilmente influenzabili(e la loro natura esserlo), ma che si amano definire anche moderne si sentono perfettamente a proprio agio.
    1. temuchindallaCina 5 febbraio 2016

      grazie MarioG che hai risposto per me ;-)


    1. MarioG 5 febbraio 2016

      NON e' un diritto adottarli; questo e' di tutta evidenza.

      Tant'e', che omosessualita' a parte, le adozioni sono soggette a tutta una serie di valutazioni.
      Altrimenti, tutti (a parita' di fedina penale, come in un concorso pubblico, per dire) singoli, non singoli o a branchi avrebbero parita' di possibilita' di adottare. Magari a sorteggio.
      Quindi proprio non si puo' parlare di "diritto all'adozione". Per lo meno non senza una lunga lista di specifiche, ciascuna delle quali sarebbe discutibile.
      Come si valutano le possibilita' economiche senza gridare alla discriminazione, allo stesso modo si puo' (e si deve) valutare la natura della "coppia".
      L'ultima frase

      E' permesso impedire ad una coppia di adottare figli?

      e' evidentemente paradossale. O meglio non ha nulla a che fare con la precedente domanda:

      O per caso è permesso impedire ad una coppia di provare a mettere al mondo figli?

      Fra persone dotate di un residuo di buon senso, non e' necessario spiegare la differenza che passa tra le due cose.

      (Ma gia' che ci sono, do un indizio: in un caso il "concessionario" e' uno stato o un sistema legale; nell'altro il concessionario e' Dio, la Natura, il Caso... ognuno decide secondo credenza)



    1. MarioG 5 febbraio 2016

      Non c'e' bisogno di attaccarsi troppo alla frase sulla rupe tarpea.

      (anch'io sono solo parzialmente d'accordo su questo articolo)

      Dopotutto la frase ammette un'interpretazione che la rende salvabile:

      La Natura difficilmente sbaglia (e tanti aborti naturali rispondono a questa legge, senza ricorrere, come facevano gli Spartani, alla Rupe Tarpea)

      La rupe Tarpea non sarebbe il posto, ma la pratica. Togliendo per un attimo gli spartani:

      "(e tanti aborti naturali rispondono a questa legge, senza ricorrere alla Rupe Tarpea)"

      In tal caso e' evidente che "Rupe Tarpea" e', per noi, necessariamente una determinata pratica, non un luogo geografico.
    1. MarioG 5 febbraio 2016

      ... come se la parola "civili" fosse un passpartout.

      Solito fraseggiare vuoto: conquiste civili, diritti civili...
      Mi sembra che ci sia una carica notevole di stereotipi da imbecilli, altro che 'essenzialismo aristotelico'.
      Prima di tutto, l'adozione non e' un diritto per nessuno, neanche per le coppie eterosessuali (figuriamoci per le altre).
      In secondo luogo neppure l'essere adottato e' dopotutto un diritto (opinione personale).
      In ogni caso, i criteri di adottabilita' non devono (a priori) rispettare diritti diversi che nonsiano quelli dell'adottando.
      Si puo' anche discutere se questi diritti dell'adottando non contemplino necessariamente una coppia etero (e non lo penso), ma e' assolutamente una cretinata parlare di discriminazioni civili se per caso si decide di escludere le "coppie" gay (cosi' come si escludono moltre altre "tipologie").
      Ma e' cosi': pensano alla nefasta menzogna dell'essenzialismo aristotelico, e poi fanno figure sulle cose terra terra...


    1. rocks 5 febbraio 2016

      Qualcuno sotto citava la ex-suocera:
      I figli non sono proprietà di nessuno....
      Non hai nessuna possibilità di sapere se tuo figlio sarà o no omosessuale, non farne, non mi sembri maturo.
      Quale sarebbe il problema di avere un figlio omosessuale? Meglio omosessuale convinto che non con problemi dovuti ad una sessualità incerta, non accettata dalla società. Il problema sei tu non accetti gli omosessuali, non è un problema lui per te.
      E' naturale che... é una citazione da Darwin?
    1. rocks 5 febbraio 2016

      E' un diritto adottarli se possibile, non la possibilità di averli.
      Lieve ma importante differenza, tua suocera aveva ragione e riguarda i figli di tutti.
      E' un diritto mettere al mondo figli, se possibile. O per caso è permesso impedire ad una coppia di provare a mettere al mondo figli?
      E' permesso impedire ad una coppia di adottare figli?
    1. bert53 5 febbraio 2016

      In natura gli esseri viventi si riproducono per mezzo di una parte femminile e
      una parte maschile, perciò io penso che se non ti piace il c...zo non ti
      riproduci e se non ti piace la f...a non ti riproduci, se sei una coppia sterile
      mi dispiace ma no ti riproduci; in questo caso ben venga l'adozione ma più
      snella di adesso e soprattutto meno costosa.

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