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cardisem
cardisem
18 Novembre 2014 , 19:50 19:50

Non si creda che queste evidenze sortiscano effetto alcuno. Ve ne offro un esempio, che si legge oggi su "Il Foglio" a proposito del “Muro”:«…Nella mostra sono raffigurate in un video a flusso continuo le principali capitali occidentali, da Parigi a Londra, con sullo sfondo "il muro" d’Israele in Cisgiordania. L’Arco di Trionfo è messo in ombra dal segmento di fence israeliano in cemento (in realtà solo una piccola parte di quella barriera è in cemento, il resto è reticolato e sensori). Ma c’è anche il parlamento di Ottawa, in Canada. La mostra non dice che il fence è stato costruito per fermare l’ondata di attentati dei kamikaze palestinesi nelle città israeliane. Si spiega, invece, che "il muro danneggia gli ecosistemi, interrompe la continuità territoriale e la coesione sociale, distrugge l’economia, separa tra loro le famiglie e la comunità…».In realtà non solo il Muro è un Muro, ma è anche di più:in qualche anfratt della mia biblioteca deve trovarsi un libro francese, il cui autore spiegava che il "muro” aveva anche un significato religioso-razzista nel senso che fungeva da barriera di "separazione” fra "puri” e "impuri”: non devo qui spiegare chi sarebbero i "puri” e gli "impuri”. Ma questo esempio… Leggi tutto »

Cataldo
Cataldo
19 Novembre 2014 , 12:05 12:05

Purtroppo il vero problema non è tanto il muro, ma lo squilibrio strategico ontologico rappresentato dall’arsenale nucleare Israeliano.
La matrice primaria della non possibile risoluzione del "conflitto" è tutta qui.
Tutto il resto è secondario, per questo si parla solo del resto senza mai illuminare la fonte dei problemi. Questo squilibrio endemico nel mediterraneo non ha soluzioni all’orizzonte, e sta man mano generando una metastasi politica, che dal medio oriente sta sempre più allargando il suo cerchio di morte.

FBF
FBF
27 Novembre 2014 , 0:55 0:55

Il titolo è errato perchè i muri sono stati molti. Troppi clandestini dalla Turchia: la Grecia costruisce un Muro-fossato. Il «muro della vergogna» greco, il muro Blu di Belfast, il muro di Berlino o l’Israeli West Bank barrier (Cisgiordania), la barriera di separazione tra Stati Uniti e Messico chiamato anche dai messicani «il Muro della vergogna», sono stati tutti costruiti in un modo o nell’altro per unire come fu per il il Vallo di Adriano, dove i contadini andavano a vendere i prodotti all’esercito romano. L’Articolo ‘Il muro del Mediterraneo’ di Enrico Fierro pubblicato sull’Unità nel 2004 diceva: ‘(…) L’avviso ai naviganti ora è chiaro. Addirittura lampante: nessun disperato del mondo che fugge da guerre, carestie, violenze e malattie si azzardi a valicare gli italici confini. (…) Il muro che con la legge Bossi-Fini è stato alzato nel centro del Mediterraneo è più alto che mai. Quel mare non è più aperto, l’Italia non è più il paese dell’accoglienza. (…)" La tattica è costruire un "muro" che costituisce la materializzazione di un’ideologia. Nel momento dell’abbattimento si abbatte anche l’ideologia. Rileggiamo William Shakespeare in Romeo e Giulietta. – Giulietta: Come sei potuto venir qui, dimmi, e perché? I muri del giardino… Leggi tutto »