DI FRANCO BERARDI "BIFO"
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La dichiarazione rilasciata da Mario Draghi la mattina del 15 Ottobre è segno di sarcastica arroganza della classe finanziaria. Mario Draghi, prossimo Presidente della Banca Centrale Europea, che ha dichiarato di essere dalla parte degli “indignati”. “Anche noi siamo arrabbiati contro la crisi figuriamoci i ventenni che non trovano lavoro.”
Ciò significa che non appena prenderà il suo posto di presidente della Banca, Mario Draghi tasserà le transazioni finanziarie nella stessa misura in cui tassa il mio stipendio? Che la BCE erogherà finalmente un reddito di cittadinanza per tutti i disoccupati europei? Chiederà ai governi europei di investire nuovamente i soldi tagliati alla scuola, e di riassumere i dipendenti pubblici e privati licenziati per effetto delle misure deflazioniste e privatistiche della passata gestione della BCE?
Ne dubito.Chi è Draghi? Allievo del compianto Federico Caffè ed ex direttore esecutivo della Banca Mondiale, Draghi è stato dal 2002 al 2005 vicepresidente e membro del Management Committee Worldwide della Goldman Sachs, la banca d’affari che si può considerare responsabile principale della speculazione globale che sta portando al collasso le democrazie e alla miseria le popolazioni. Per quanto presentato come persona di specchiata moralità, Mario Draghi non è un gentiluomo. Non è al soldo della mafia come la maggior parte dei ministri del governo Berlusconi, ma è portatore di quegli interessi finanziari che sono un pericolo mortale per la vita quotidiana della popolazione europea.
Draghi viene avanti per far fuori le mafie secondarie, come quella di Berlusconi, e imporre gli interessi della mafia dominante, quella della Banca Centrale europea, cuore nero dell’imposizione dogmatica di criteri economici che confliggono con il benessere, la pace, e la civiltà sociale.
Ma forse Draghi non ha capito bene: il movimento non è arrabbiato contro la crisi come crede lui e come suggerisce uno slogan sbagliato che circola nel movimento.
Senza polemizzare con i compagni di Global Project, e della FIOM per i quali nutro affetto solidarietà e rispetto, vorrei suggerirgli di cambiare nome alla loro iniziativa unitaria.
Il movimento non è contro la crisi (che non significa niente). E’ contro il capitalismo, contro lo sfruttamento, la competizione, il dogma del profitto e della crescita.
La crisi non è che uno degli effetti della follia del capitalismo finanziario, e può essere l’occasione per consegnare il capitalismo alla storia. Non è l’emergenza della crisi a distruggere la nostra vita, ma la normalità del capitalismo che sfrutta, uccide, inquina. La crisi non è che il momento più violento della normalità capitalista, ed è anche il momento nel quale la società può rompere la catena politica, sociale e culturale che la incatena.
Franco Berardi "Bifo"
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16.10.2011
athos 17 ottobre 2011
non sono costituzionalista e neanche laureato in giurisprudenza. avrei delle riflessioni però. allora, in ambito socio-politico rispetto alla prima domanda, il bipolarismo non è solo una strategia di controllo e di diminuzione della rappresentatività, ma anche un percorso legislativo oramai entrato a far parte di tutti i paesi occidentali. da un punto di vista invece più sociologico, direi che i cittadini non vengono presi per il culo,semplicementi ai cittadini non si permette di prendere coscienza di certe problematiche, tramite una serie di sistemi di socializzazione, che vanno dall'educativo al lavorativo e che ostacolano la partecipazione alla cosa pubblica. per cui i cittadini sono si da un lato povere vittime ma anche in parte impotenti. detto ciò sono per prenderci le nostre responsabilità e facendo parte del sistema si è anche in grado di influenzarlo.
per quanto riguarda invece un discorso più o meno giuridico, l'italia è entrata da oramai un trentennio, non solo col diritto italiano costituzionale ma anche nei vari diritti amministrativi e regionali, in un processo di costituzionalizzazione delle relazioni internazionali.la sovranità nazionale(monetaria economica) perciò scompare e si inserisce non solo nel processo di costituzionalizzazione della UE,che dopo il trattato di lisbona limita concretamente le sovranità nazionali, ma questo avviene direi ad un livello ancora più internazionale, globale. Infatti, il processo di globalizzazione ha creato organismi come FMI WTO ecc che sono la sostituzione girudico economica dei nostri parlamenti. in pratica, metaforicamente, i governi sono diventati dei dirigenti comunali che al massimo possono emanare qualche bando, ma è l'assessore e la giunta e quindi la giunta regione che fa la politica.