I docenti precari umiliati dalla “clausola Covid”: licenziamento senza indennizzo se la scuola chiude

Violetto Gorrasi

Today.it

Sei precario e ti assegnano una cattedra temporanea a scuola? Se l’istituto chiude e le attività didattiche in presenza sono sospese causa coronavirus, il contratto di lavoro a tempo determinato si interrompe, il docente precario a cui era stata assegnata la supplenza viene licenziato “per giusta causa” e senza diritto ad alcun indennizzo. Con le scuole riaperte dopo la chiusura forzata per l’emergenza coronavirus, si fa un gran parlare di cattedre vuote da riempire, ma la realtà della scuola pubblica è anche questa. Si chiama “clausola Covid” e sta facendo indignare i precari della scuola.

La scuola chiude per coronavirus? Tanti saluti al docente precario

“Il Covid non sta portando via solo le vite dei nostri amati nonni, che ci aiutano ad arrivare a fine mese, ma ci sta portando via ogni diritto e prospettiva”. E’ amaro il commento di Damiano La Rocca, musicista laureato al conservatorio, con una figlia di tre anni e insegnante precario della scuola pubblica dal 2017. “Come tanti miei colleghi ho passato l’estate a studiare e a prendere costosissime certificazioni informatiche e linguistiche, spendendo più di 800 euro – ci racconta al telefono -. Ho rinunciato a portare la mia famiglia in vacanza ma la speranza di racimolare qualche punto in più nelle nascenti graduatorie su base provinciale (le cosiddette GPS) sembrava legittimare questo sacrificio”.

Queste graduatorie, spiega Damiano, “sarebbero state gestite di lì a poco direttamente dal provveditorato e, solo in un secondo momento, le singole scuole avrebbero potuto chiamare gli aspiranti insegnanti attingendo dalle proprie graduatorie, frutto dei punteggi delle GPS e delle preferenze espresse dal singolo candidato al momento dell’iscrizione (20 scuole per ciascuna classe di concorso). Ad oggi le convocazioni dall’organizzazione centrale, oltre ad essere in notevole ritardo rispetto al calendario scolastico, hanno riguardato di fatto solo una ristretta minoranza di tutti i precari in attesa di riempire le cattedre vuote di cui si fa un gran parlare in tutti i telegiornali”.

La “beffa e l’assurdità di questo sistema” si sono palesate in una delle ultime convocazioni che Damiano, docente precario, ha ricevuto ieri per una supplenza temporanea di musica da una scuola di Roma, con la seguente dicitura: “Tali posti vengono attribuiti ai sensi dell’art. 3 dell’OM 83/2020 e  della nota M.I. n. 26841 del 05/09/2020 e saranno risolti per giusta causa senza diritto ad alcun indennizzo in caso di sospensione l’attività didattica in presenza”.

mail scuola_censored-2

Tradotto: se la scuola chiude, tanti saluti (senza alcuna indennità) al docente precario che ha coperto quella cattedra vacante. Con buona pace anche degli impegni presi rinunciando ad altro: nel caso di Damiano, per esempio, le lezioni di musica a distanza.

Il riferimento normativo è a questa ordinanza ministeriale che contiene le “misure per la ripresa dell’attività didattica in presenza nell’anno scolastico 2020/2021 nel rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”. E a questa nota del ministero dell’Istruzione – datata 5 settembre 2020 – che fornisce le indicazioni operative sulle supplenze, aggiungendo che “in caso di cessazione della sospensione, alla ripresa dell’attività didattica in presenza, i predetti contratti sono riassegnati ai precedenti titolari, ove ancora disponibili, ai fini della continuità didattica e dell’economicità dell’azione amministrativa”. Una sorta di contentino.

scuola docenti precari-2

Il ricatto della clausola Covid

“Con la clausola Covid si crea un ricatto – denuncia il prof precario -. Una mancata risposta all’email di convocazione della scuola per loro è una rinuncia. Se non rispondo dando la mia disponibilità finisco in coda a quella graduatoria di quell’istituto…”. Damiano prosegue il suo sfogo: “Per me che ho insegnato in quartieri disagiati e degradati come Ostia (all’epoca dei processi Spada) dando il massimo in ogni situazione, in presenza e a distanza, con ragazzi che arrivano alle medie senza sapere la tabellina del due o il verbo essere, con ragazzi italiani di seconda generazione assolutamente non integrati, rischiando più di una volta per la mia stessa incolumità pur di portare avanti il lavoro in cui credo, la ricezione di questo messaggio è stata la dimostrazione che il problema della scuola e delle cattedre vacanti non sia una priorità”.

I docenti precari umiliati dalla “clausola Covid”: nessun indennizzo se la scuola chiude
„E conclude: “Le chat dei precari della scuola sono piene di lamentele in tal senso… Non capisco come sia possibile che lo Stato possa riservare ad un lavoratore precario (e di per sé già penalizzato da questa stessa condizione) un trattamento così privo di equità e di dignità. Direi che questa convocazione rappresenti in un solo colpo la negazione del diritto allo studio e del diritto al lavoro, che dovrebbero invece essere valori fondanti del nostro paese”. Già, dovrebbero.“

———

Fonte: https://www.today.it/attualita/docenti-precari-scuola-clausola-covid.html

Pubblicato il 22 Settembre 2020