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I DIVORATORI DEL PIANETA

REAZIONE A CATENA, BUCHI NERI, CAMBIAMENTI CLIMATICI E LA FILOSOFIA ESISTENZIALISTICA.

DI ANDREW GLIKSON & EMILY SPENCE
Countercurrents

Caro Cesare
Continua a bruciare, devastare, uccidere
Ma per favore, per favore
Risparmiaci la tua oscena poesia
E l’orribile musica

Dall’ultima lettera di Seneca a Nerone

Prologo

Secondo Albert Speer, i fisici tedeschi, nell’informare Hitler sul
possibile sviluppo di una bomba atomica nella primavera del 1942, notarono
un dubbio da parte di Werner Heisenberg riguardo ad una potenziale
conflagrazione dell’atmosfera: “Hitler era chiaramente non felice del
fatto che il pianeta sotto il suo controllo potesse trasformarsi in una stella
luminosa
“. Questa incredibile possibilità, ovvero la fusione dell’azoto atmosferico e dell’idrogeno oceanico, in grado di trasformare la terra in una bomba a reazione a catena, fu riconsiderata alcuni mesi dopo da Edward Teller, Robert Oppenheimer, Arthur Compton, Hans Bethe ed altri fisici. Nuovi calcoli indicarono che una conflagrazione atmosferica era improbabile. Il test nucleare di Trinity nel deserto del New Mexico andò avanti.

Un parametro critico nell’equazione di Drake, che cerca di stimare il numero di pianeti che ospitano civiltà nella galassia della Via Lattea, e’ L – ovvero la longevità di società tecnologiche misurate dal tempo in cui furono inventati radiotelescopi nel tentativo di comunicare con altri pianeti.
Le stime di L sono comprese tra un minimo di 70 ad un massimo di 10.000 anni,
ma anche per il più ottimistico scenario di longevità, al momento nella galassia esisterebbero solo 2,31 di questi pianeti. Ed e’ una domanda del tipo se esistono specie intelligenti in questa, o in
qualsiasi altra galassia, che ha causato l’estinzione di molte specie,
risalendo dal periodo iniziato con l’Homo sapiens fino alla metà del
1700.

La storia della Terra include cinque maggiori estinzioni di massa che definiscono la fine di numerosi periodi, includendo l’Ordoviciano,
Devoniano, Permiano, Jurassico e Cretaceo. Ognuno di questi eventi e’ stato
innescato da impatti extraterrestri, massive eruzioni vulcaniche, rilascio di
metano nell’atmosfera con il relativo effetto serra. Tuttavia, con
l’eccezione del ruolo dei batteri metanogenici in relazione alle eruzioni
metaniche del passato, la Sesta estinzione di massa e’ concettualmente
nuova: Per la prima volta nella storia, la biosfera e’ in crisi per via
della pressione biologica di una forma di vita avanzata, ovvero per
l’attività di una specie tecnologica che emette carbonio.

La marcata oscillazione glaciale-interglaciale del Pleistocene (da 1,8 milioni
a 10.000 anni fa ) ed il suo rapido incremento delle temperature globali di 5
gradi Celsius manifestatosi in un breve periodo di secoli, se non in pochi anni
in qualche caso (cf. Steffensen et al., Science Express, 19 June, 2008), e’
culminato nell’estrema adattabilità della specie Homo. Di tutte le
forme viventi sulla terra, solo questo genio ha imparato perfettamente l’uso
del fuoco, proseguendo nella manipolazione dello spettro elettromagnetico,
scindendo l’atomo e viaggiando verso altri pianeti – il cambiamento culturale
ha sorpassato il cambiamento biologico.

Posseduto da una consapevole paura della morte, bramando l’onniscienza e
l’immortalità divina, l’Homo ha sviluppato l’assurda facoltà di creare e distruggere simultaneamente, culminante con la morte delle condizioni atmosferiche che inizialmente ne hanno consentito lo sviluppo.

Quali siano i fattori biologici basilari che caratterizzano la trasformazione da
guerrieri tribali in automi capaci, con la semplice pressione di un bottone, di
causare riscaldamento globale o un inverno nucleare, rimane inspiegabile
Inerentemente a questo enigma, esistono poco compresi meccanismi gerarchici,
esplorati tra gli altri da George Ellis, che afferma: “sebbene le leggi della
fisica spieghino molto del mondo intorno a noi, ancora non abbiamo delle
spiegazioni realistiche sul ruolo della casualità nelle strutture gerarchiche profondamente complesse
“. (Physics, complexity and causality, Nature, 435: 743, June 2005)

Sessantacinque milioni di anni fa, enormi asteroidi colpirono la terra,
estinguendo i dinosauri, creando con la loro assenza, le condizioni ideali per
lo sviluppo dei mammiferi. Cinquantacinque milioni di anni fa, nella scia
dell’innalzamento dei livelli di CO2 atmosferica di quasi 1000 parti per
milione, fecero la sua comparsa le scimmie.Trentaquattro milioni di anni fa le condizioni atmosferiche causate dal sollevamento delle catene montuose dell’Himalaya e delle Alpi, hanno catturato enormi quantità di CO2, la Terra ha cominciato a raffreddarsi, si sono formati ghiacciai e le condizioni terrestri sono diventate idonee per grandi mammiferi a sangue caldo.

Tre milioni di anni fa, nel medio Pliocene, quando le temperature salirono di
2-3 C° ed i mari di 12-25 metri, l’accentuazione delle oscillazioni climatiche fu seguito dalla comparsa dell’Homo erectus. La perizia nel creare il fuoco e, successivamente, la stabilizzazione del clima avvenuta circa 8.000-10.000 anni fa, videro il Neolitico e la civilizzazione prendere piede. I processi succedutisi in questo periodo, battezzarono il periodo Antropocene, caratterizzato da massiccia deforestazione e la morte stimata tra i 20.000 e due
milioni di specie durante il Ventesimo secolo, aggravamento dell’inquinamento da fonti fossili, acidificazione dell’idrosfera e contaminazione radioattiva.

Agendo come i polmoni della biosfera, l’atmosfera Terrestre ha sviluppato una composizione ricca in ossigeno e contenuta in carbonio durante un processo durato milioni di anni, permettendo l’insorgenza di animali respiranti. Il
“pianeticidio” e’ il risultato delle emissioni antropiche nell’atmosfera, stimate ad oggi in più di 300 Gigatoni di carbonio (1 Gigatone=1.000.000.000 tonnellate. ndt), ovvero l’intero prodotto delle antiche biosfere immagazzinato da piante ed animali, minacciando il ritorno della Terra alle condizioni che precedettero l’apparizione dei grandi mammiferi sulla terra.

Il “Pianeticidio” e’ emerso nella notte dei tempi, dai fuochi da campo preistorici, dalle profondità della mente, dall’immaginazione e dalle angosce di individui impegnati a sopravvivere alle avversità. La paura atavica della morte ha generato la bramosia per l’immortalità divina. Nel momento in cui il clima dell’Olocene si stabilizzò e cibo abbondante venne prodotto, la paura e l’aggressività andarono fuori controllo, generando piramidi dedicate all’idea dell’immoralità infinita, diffondendo orgie mortali, chiamate “guerre”, destinate a propagare morte ed acquietare gli Dei.

La guerra e’ un sinonimo per il sacrificio rituale dei giovani.
Dall’infanticidio per mano dei guerrieri rivali, ai sacrifici rituali di
bambini sugli altari Atzechi fino al sacrificio generazionale della prima guerra
mondiale, i giovani seguono i leaders ciecamente fino alla morte, le donne
condannano i gladiatori sconfitti, i preti fondamentalisti promuovono
l’ignoranza, la miseria e le crociate, preparando il terreno per i credenti.
Raggirando l’immagine di Cristo, un messaggero di giustizia e pace, essi
promuovono un Armageddon di autosoddisfazione: “Hallelujah, la distruzione
sta arrivando”, mentre altri vedono il proprio futuro su navi spaziali e
pianeti sterili.

Stimando di avere riserve di carbonio per oltre 5000 Gigatoni, ulteriori
emissioni potrebbero portare l’atmosfera alle condizioni del periodo serra
Mesozoico, un periodo in cui larga parte dei continenti erano ricoperti dai
mari. E’ probabile che in questo tipo di condizioni i candidati alla
sopravvivenza potrebbero essere arbusti, insetti ed uccelli, discendenti degli
svaniti dinosauri. Un nuovo ciclo evolutivo ricomincerebbe. L’Homo sapiens
tuttavia sopravviverà. La sua resistenza agli sconvolgimenti climatici del
periodo glaciale-interglaciale ha dotato gli umani a resistere anche nelle
condizioni più proibitive.

La Sesta estinzione di massa non e’ dovuta solamente al riscaldamento
globale, ma può essere causata anche, separatamente o in combinazione, per
progetto o per errore, dalla probabilità di un cataclisma di una guerra
nucleare globale. Più il tempo passa, la possibilità diventa una probabilità, che diventa una certezza, un pianeta in riscaldamento minacciato dalla guerra. Ricordando la tragedia per gli abitanti di due città Giapponesi, la spada di Damocle della strategia della distruzione reciproca assicurata, può solo fallire. Agli sventurati abitanti del pianeta Terra non vengono date scelte tra il progressivo riscaldamento globale ed il colpo di grazia di un inverno nucleare.

Ulteriori esperimenti con il destino della Terra sono in corso. Nel momento in
cui “l’Hadron collider” (asteroide in rotta di collisione, ndt [1]) e’ stato giudicato non pericoloso, vi sono ulteriori esperimenti pseudo scientifici in stile cinematografico sognati da scienziati senza etica. La Terra può non diventare un buco nero. Sfortunatamente però pochi dubbi esistono sulle conseguenze del reiterato uso dell’atmosfera terrestre quale fogna per i gas di carbonio.
Come osservato dal rinomato oceanografo Wallace Broecker nel 1986, “Gli
abitanti della Terra stanno tranquillamente conducendo un esperimento
gigantesco. Giochiamo alla roulette Russa con il clima e nessuno sa cosa c’e’ esattamente nel caricatore
“. Se i nazisti hanno costruito camere a gas per milioni di vittime, gli attuali cambiamenti climatici minacciano di trasformare l’intero pianeta in un forno aperto di impronta Faustiana.

Dai Romani al terzo Reich, la barbarie degli imperi sorpassa quella di qualsiasi tribù dedita al saccheggio. Nel nome della “libertà” non hanno mai smesso di bombardare inermi popolazioni pacifiche. Ed e’ solo tra i miserabili della Terra che la vera carità è comune, dove l’empatia viene imparata attraverso la propria sofferenza.

Il “Pianeticidio” sfida ogni destino, ideale e sistema sociale che
gli umani hanno posseduto. Gli individui sono schiacciati, come nel libro di
H.G. Wells la Guerra dei Mondi, dove le cellule si ribellano alla follia di una
società Marziana assassina, che viene distrutta dal proprio organismo.

Il “Pianeticidio” e’ figlio della Neolingua Orwelliana (dal romanzo 1984 di G. Orwell. Fine specifico della neolingua non è solo quello di fornire, a beneficio degli adepti del potere costituito, un mezzo espressivo che sostituisse la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma di
rendere impossibile ogni altra forma di pensiero – Wikipedia. ndt) dove le
società moderne, incentrate su spaccio di droga, contrabbando di armi e agenzie di spionaggio, avvelenano le menti dei propri giovani con bugie commerciali e politiche, una macchina di propaganda che Joshep Goebbels invidierebbe.

La Natura e’ piena di esempi di parassiti, virus che distruggono l’organismo ospite, anemoni di mare che seducono le prede, ma l’Homo sapiens ha perfezionato la menzogna in una forma di arte sublime. Definendo il metodo scientifico ed il sistema di revisione paritetica, i cosiddetti “scettici”, allettati dalla fama e dal denaro, servono da portavoce delle lobbies che avvelenano l’aria, le quali hanno già ritardato il disperato tentativo dell’umanità di mitigare il rapido deterioramento dell’atmosfera, per più di vent’anni.

Avendo perso il senso di reverenza nei confronti della Terra, comune agli umani
preistorici, non vi e’ evidenza che la civilizzazione sia vicina all’adozione del sentimento di Carl Sagan: “Noi siamo l’incarnazione terrena di un’auto consapevolezza Cosmica. Abbiamo incominciato a contemplare le nostre origini: materia stellare che medita le stelle : assemblamento di miliardi e miliardi di atomi che considera l’evoluzione dell’atomo; percorrendo il lungo viaggio per il quale la consapevolezza e’ sorta. Dobbiamo la nostra lealtà nei confronti di
tutte le specie e di tutti i pianeti. Noi parliamo per madre Terra. Il nostro
obbligo di sopravvivere non e’ dovuto solo a noi stessi, ma anche verso il
Cosmo, antico ed immenso, dal quale tutti noi originiamo
“.(Carl Sagan,
Cosmos, 1980)

Gli Umani vivono in un reame di percezioni, sogni, miti e leggende, nella critica e nella negazione dei fatti (Janus: A summing up, Arthur Koestler, 1978). Si risvegliano solo per un breve momento dal sonno universale per
osservare un mondo tanto crudele quanto bello, una biosfera dominata dalla
catena alimentare. Una relazione inversa potrebbe esistere tra il livello di
consapevolezza ottenuto da una specie e la sua longevità, nel momento in
cui crea macchine e processi non più controllabili. Se guardare intensamente il sole può portare alla cecità, cosi, in accordo alla poco compresa legge dell’entropia, le profonde conoscenze che gli umani hanno raggiunto potrebbero causare terribili conseguenze.

La filosofia esistenzialista dà una visione in prospettiva, ed un modo di
superare tutto quello che sfida la contemplazione razionale. I presupposti etici
e culturali della libertà raramente governano il comportamento di società o nazioni, figurarsi quello di intere specie.

E sebbene il pianeta potrebbe non versare una lacrima per la morte della
civiltà tecnologica, la speranza, su scala individuale, e’ ancora
possibile nel senso della filosofia esistenzialista. Attraversando gli oscuri
recessi delle loro anime, i membri della specie potrebbero essere ricompensati
dalla nascita di una dignità priva di illusioni, grata del privilegio di
poter contemplare l’immensità dell’universo nel fugace momento che
caratterizza la propria esistenza.

Avendo spinto il macigno su per la montagna tutto il giorno, girandosi
verso il sole calante, dobbiamo considerare Sisifo felice
“.
(Albert Camus, The Myth of Sisyphus, 1942)

Andrew Glikson, Earth and paleo-climate scientist, Australian National
University.
Emily Spence, environmental and social policy writer, Massachusetts, U.S.A.

Andrew Glikson & Emily Spence
Fonte: countercurrents.org
Link: http://www.countercurrents.org/spence201008.htm
20.10.08

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di WARLOCK

[1] L’Hadron Collider non è un asteroide, ma un acceleratore di particelle già ben piazzato sulla Terra, a Ginevra [grazie a NerOscuro per la selezione, NdR].

Pubblicato da Truman

  • maremosso

    Articolo catastrofista. Se vogliamo arrivare alle estreme conseguenze risulta evidente come prima o poi la civiltà umana sulla terra terminerà non fosse altro che per esaurimento del sole, ma diamoci un pò di tempo! Vero che l’incremento di CO2 in atmosfera teoricamente provoca l’aumento generalizzato della temperatura e i concatenati risvolti climatici negativi. Si profilano comunque a breve termine promettenti innovazioni nel settore della produzione elettrica attraverso il fotovoltaico low cost e l’eolico, e più avanti nel tempo la messa a punto dei reattori autofertilizzanti a neutroni veloci unitamente allo sviluppo dell’ingegnerizzazione di sistemi che possano sfruttare energeticamente i fenomeni di reazione acustico-idronucleare a freddo (evidenze di laboratorio ormai brevettate da anni dai maggiori istituti di ricerca mondiali tra i quali anche il ns CNR). Sono poi già state varate modifiche progettuali nel settore edile per avvicinarsi alla realizzazioni di case a bassissima perdita energetica (100 lt./anno di combustibile) e dulcis in fundo esistono già a livello sperimentale sistemi di accumulazione elettrica (condensatori al titanato di bario non batterie ) che consentiranno la diffusione di auto elettriche con prestazioni ottime. Tutte applicazioni che ragionevolmente entro un ventennio determineranno una drastica diminuzione del livello di immissione di anidride carbonica nell’aria. Ma il vero problema che vanificherà tutti questi sforzi di razionalizzazione tecnologica è il rifiuto di intervenire sull’esplosività demografica di certi paesi. I cattolici non vogliono, i musulmani neppure, gli americani del nord no, quelli del sud no, e via dicendo. Da noi tutte le sere appare un nuovo spot pubblicitario di una nuova onlus (ma quante saranno?) che sensibilizza sulla necessità di salvare i bambini africani con i programmi di alimentazioni. Bene, sulla carta iniziativa encomiabile. Ma considerando ad esempio un paese affamato come l’Etiopia che in cinquantanni ha quadruplicato la sua popolazione, io mi domando : 1) ma se mangiavano quanti diventavano 2) adesso che mangiano quanti diventeranno 3) e tutti quanti chi li manterrà, appurato che il loro territorio non garantisce l’autosufficienza. Possibile che non ci sia qualche organismo internazionale che si fa carico di questo problema primario obbligando le varie nazioni a stabilire un limite di 2,2 figli a coppia come ha intelligentemente fatto la Cina ?
    Ovviamente se il Vaticano suggerisce che la Terra può benissimo ospitare 36.000.000.000 di abitanti non si va da nessuna parte.

  • RobertoG

    Oltre a una chiara visione d’insieme l’autore denota una vasta cultura.

    Proprio quella che manca ai nostri political-mentecatti i quali ci promettono centrali nucleari a tecnologia obsoleta, inceneritori e cementificazione a go go, mentre persone come Rubbia sono costrette a lavorare all’estero.

  • warlock

    Caro maremosso.
    Concordo col 90% del tuo commento ed anch’io ho dei dubbi su il cosi’ definito riscaldamento globale e grande fiducia nell’evoluzioni tecnologiche, che appena libere dalle pastoie del potere oligarchico del petrolio, potranno effettivamente migliorare di molto il modo di come l’energia e’ gestita.
    Non concordo sulla parte del sovrapopolamento. Da numerose analisi risulta che l’incremento demografico e inversamente proporzionale alle condizioni di vita. Ovvero, piu’ la situazione e’ misera, piu c’e’ ignoranza e mancanza di mezzi, piu’ l’uomo si riproduce. i figli sono visti come risorse da utilizzarsi per provvedere all’espletamento di mansioni gravose (zappare la terra, pascolare le bestie, portare 50 litri d’acqua dal pozzo alla capanna, ecc ecc).
    tant’e’ vero che nei paesi cosiddetti civilizzati, la natalita’ cala drasticamente, fino ad andare sotto zero per paesi come il nostro. Credo che la strada da percorrere sia quella di migliorare le condizioni di vita di quei paesi che sono tenuti artificiosamente al limite ( per pratiche ragioni di sfuttamento di manodopera, risorse sopra e sotto la terra). Nel momento in cui si riuscisse a creare una vera empatia globalizzata (questa globalizzazione si’ che la vedrei bene, altro che lo scempio finanziario attuale ), sono ragionevolmente certo che i fenomeni di esplosione demografica e di emigrazione incontrollata, si regolerebbero da soli.

  • NerOscuro

    C’è da fare una correzione, dovuta probabilmente ad un errore del traduttore: L’Hadron Collider (LHC) non è un asteroide, ma un acceleratore di particelle già ben piazzato sulla Terra, a Ginevra.
    L’articolo ripercorre velocemente le tappe dei cambiamenti e dell’evoluzione che ci sono stati nella biosfera da quando la vita è iniziata. Anche se vista così di fretta, l’idea che ci dovrebbe venire è che l’attuale stato di cose con l’uomo che ha sviluppato una civiltà tecnologica è frutto del caso. Altrettanto per caso o per coincidenza di fattori causali e casuali potremmo presto scomparire. I dubbi su che cosa ci sta effettivamente capitando sono tanti perché gli stessi dati possono essere letti in diversi modi, quando qualcuno non li falsifica per opportunismo e crea ancora più confusione. Il riscaldamento globale sembra un fatto assodato, ma visto nella prospettiva del sistema solare, sembra comune ad altri pianeti dove difficilmente c’è azione antropica. Se il riscaldamento di per sé minaccia la nostra esistenza, che sia o no dovuto al Sole, dovremmo magari prendere provvedimenti. Se diminuire le emissioni di gas serra che sono state comprovate come concausa può giovare, allora la diminuzione drastica di emissioni dovrebbe essere una strada. Se però il tempo che abbiamo a disposizione è poco o lo sforzo del tutto inutile, l’eventuale regresso o rallentamento tecnologico potrebbe essere esiziale. Al di là delle ragioni climatiche, cambiare il modo con cui viene prodotta e consumata l’energia è essenziale per un uso più intelligente e duraturo della stessa, per liberarci dalle fatiche, dalla scarsità e dalle guerre. Il problema energetico e delle risorse è sempre stato alla base dei maggiori conflitti, non certo la propensione a sacrifici umani collettivi (anche se ammetto che nella testa di alcuni qualche rimasuglio di tale atavismo possa essere rimasto).
    Le fonti energetiche rinnovabili sono la soluzione migliore al problema e l’unica soluzione ormai davanti a noi se consideriamo l’esaurimento dei combustibili fossili. Con a disposizione la giusta quantità di energia non c’è cosa che non si può fare, fosse anche creare cibo da colture di lievito o depurare l’acqua dai metalli pesanti. Non sarà la terra dell’abbondanza, ma almeno si potrà sopravvivere.