A questo numero però bisogna aggiungere i dipendenti di camera e senato, i precari, i dipendenti delle controllate e altri, per cui il totale reale è di circa 4 milioni.
Un terzo della popolazione italiana, pertanto, è finanziata direttamente dallo Stato.

Il guaio non sono questi numeri, dato che sono abbastanza in linea con i dati europei, ma sono gli occupati che sono pochi, anche considerando che circa mezzo milione di questi sono pensionati che lavorano..
Dal grafico è chiaro che gli occupati in Italia sono poco più di un terzo della popolazione, se togliamo i dipendenti pubblici, che comunque generano PIL, noteremo che i pensionati sono ormai quasi pari al numero dei dipendenti privati, e siamo vicini al pareggio....
Anche il tasso di disoccupazione stimato al 12 per cento è assolutamente di fantasia, i dati reali sono ben più alti.
Negli altri paesi è così?
In entrambi i paesi, malgrado in proporzione gli occupati (e i versamenti pensionistici) siano mediamente il 50% superiori rispetto all'Italia (una volta e mezzo, per chi non lo avesse capito), la politica sta discutendo seriamente di una "rivisitazione" della spesa pensionistica e assistenziale, perché non "più sostenibile".
In Italia la spesa pensionistica è ormai fuori controllo, anche per via del fatto che i tanti precari neoassunti, oltre ad avere una paga miserabile, pagano pochissimi contributi.
L'età media sta salendo e i "vecchietti" si ostinano a vivere sempre di più, anche grazie a costosissime cure mediche.
Il debito pubblico è fuori controllo.
Il governo si balocca con cazzate come la tutela dei lavoratori, come se allentare le maglie e permettere di licenziare risolvesse tutti i problemi.
Altri pensano che la soluzione possa essere un taglio netto del numero degli statali e delle pensioni, per "rilanciare l'economia".
Ovviamente i soldi risparmiati serviranno per pagare il debito pubblico, mentre la perdita di potere di acquisto di milioni di persone precipiterebbe l'economia italiana nel baratro.
I numeri sono impietosi, e , a meno di un miracolo, una vera e propria apocalisse aspetta il bel paese, e quello che è successo in Grecia sembrerà una passeggiata.
Ma tanto Renzi il "nientologo", salverà tutti, giusto?
yago 10 ottobre 2014
Pubblici dipendenti e pensionati percepiscono un reddito che alimentano il privato in quanto sono costretti a consumare. Gran parte del loro reddito inoltre ritorna allo stato con la tassazione indiretta. I dipendenti privati inoltre pagano tasse con che permettono di chiudere il cerchio. Se i privati vengono licenziati o diventano precari e sottopagati è ovvio che pagheranno meno tasse. Allora lo stato sarà costretto a ridurre stipendi pubblici e pensioni che genereranno meno consumi e quindi ulteriori licenziamenti e cosi via. E' in sintesi n cane che si morde la coda. Per invertire il ciclo si dovrebbe tornare a crescere e molti invocano per questo un aumento della spesa pubblica e quindi un aumento del debito pubblico che a sua volta provocherebbe un aumento degli interessi da pagare ed il rischio di un aumento dello spread. I consumi inoltre rischiano di favorire aziende estere in quanto le nostre sono quasi tutte distrutte e quelle rimaste non sono competitive. Siamo quindi destinati a fallire e purtroppo non vedo spiragli di alternative. Se pensano che l'articolo 18 possa risolvere qualcosa precarizzando il lavoro per ridare competitività alle aziende è follia pura, meno stipendi e più licenziati equivalgono a meno entrate per lo stato e non fanno altro che alimentare la spirale recessiva. In tutto questo caos regna un silenzio assordante schiere di intellettuali, economisti, giornalisti e politici che se non capiscono sono dei perfetti imbecilli e se fingono di non capire sono complici e quindi artefici di un disastro annunciato.