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I BANCHIERI ATTACCANO BUSH E SPINGONO PER LA GUERRA MONDIALE

DI HENRY MAKOW, Ph.D.
The Truth Seeker

Il demente assalto di Israele contro il Libano
potrebbe essere spiegato dalla frustrazione dei
banchieri “Illuminati”, di base a Londra, causata
dall’aver mancato l’ America di attaccare l’Iran.
Essi sperano ora che la guerra in Libano si
allarghera’ alla Siria ed all’Iran, risucchiando alla
fine la Cina e gli Usa nella 3.a guerra mondiale.

I leccapiedi dei banchieri non nascondono questo
obiettivo. Sulla CNN Glenn Beck ha dichiarato
mercoledi’ scorso: “La 3.a guerra mondiale e’
cominciata” e andava chiedendosi quando
avremmo avuto il “momento del Duca Ferdinando”.
Si riferisce allo assassinio dell’ Arciduca Ferdinando,
una operazione false flag, che dette l’avvio alla 1.a guerra mondiale.
Secondo “L’Orchestra Rossa” Leon Trotsky,
agente Rothschild, fu il suo ideatore.Newt Gingrich ha echeggiato a l’insana retorica di
Beck. Ha affermato: “I recenti eventi potrebbero
essere precisamente descritti come una 3.a guerra
mondiale … L’ala ideologica dell’Islam non puo’
conciliarsi con la moderna civilta’… Il mondo libero
dovrebbe contrastare la barbarie oppure essere
sconfitto da essa … In questa crisi di civilta’….
e’ possibile conseguire una prima decisiva vittoria.”

Attraverso i loro agenti i banchieri stanno spingendo
per una “guerra di civilta’ ” tra Cristianita’ ed Islam,
ed alla fine tra Cina, che si erge dietro l’Iran
(via Corea del Nord) e gli Usa, che sostengono Israele.
Lo scopo ultimo è un pianeta spopolato, governato
da una dittatura mondiale.

I banchieri Illuminati hanno bisogno di tramutare
il loro monopolio sul credito delle maggiori nazioni
mondiali in un monopolio politico e sociale, quali
erano (loro precedenti arruolamenti) Comunismo
e Fascismo. (Significativamente le banche centrali
di Corea del Nord ed Iran sono tra le pochissime 5-10
che essi non controllano.)

La Guerra è lo strumento più potente tramite cui
il cartello bancario degrada, demoralizza e schiavizza
l’umanità. Piu’ precisamente i banchieri vogliono
distruggere le nostre sorgenti di identità e di forza,
cioè nazione, razza, religione e famiglia.

Hanno usato lo stesso manuale d’uso, ormai spiegazzato,
che servì ad iniziare la 1.a guerra mondiale e la 2.a,
sicche’ ricapitoliamo la loro strategia. I banchieri
non possono distruggerci facendo loro stessi il lavoro;
essi fanno in modo che i loro nemici si distruggano
l’un l’altro. Lo hanno fatto per secoli. Albert Pike,
il Supremo Comandante della Frammassoneria
Americana, predisse la 3.a guerra mondiale
“tra Sionismo politico ed Islam” piu’ di 100 anni fa.
Affermò che i loro agenti di ambo le parti
trascineranno le loro nazioni nell’ abisso.

“La guerra deve essere condotta in modo tale che
Islam e Sionismo politico reciprocamente distruggano
l’un l’altro” scrisse Pike nel 1871.

IMPEDIMENTI ALLA GUERRA MONDIALE

Il problema è che alcuni personaggi nel governo
e nell’esercito Usa stanno cominciando a riconoscere
il piano degli Illuminati. Essi avvertono che sulla
agenda che riguarda gli Usa rimangono da scrivere
poche tappe.

In apparenza la Corea del Nord ha inteso le recenti
prove missilistiche come un avvertimento.
Hanno missili capaci di raggiungere il Giappone e
forse la costa occidentale Usa. Oggi abbiamo
appreso che osservatori Iraniani erano presenti
a queste prove di lancio.

L’Iran vende alla Corea del Nord petrolio per miliardi
di dollari. Faccio delle congetture sul modo in cui
la Corea del Nord, una nazione impoverita, abbia pagato.
L’ Iran probabilmente già possiede testate nucleari
ed i missili per recapitarle. In quale altro modo
potrebbe minacciare di infliggere gravissimi danni
se esso o la Siria fossero attaccati ?

Di fronte a questa minaccia George W. Bush e Condie
Rice stanno operando con dei vincoli. Credetemi,
non sono un loro sostenitore. Ma ci dovremmo
insospettire del cambiamento di tono e della frequenza
di critiche contro il presidente sui mass media
controllati dai banchieri centrali.

L’establishment conservatore di politica estera e’
“fuori di se’ dall’ira contro il governo”, secondo un
articolo sul “The Washington Post” di mercoledi’.
“L’ ultima goccia” e’ stata la decisione Usa di offrire
colloqui diretti e potenziali benefici all’ Iran, per
indurlo a tagliare il suo programma nucleare.

Bill Kristol e colleghi hanno guadagnato credito per
aver iniziato la guerra in Iraq, ma si lamentano che
non si proceda più aggressivamente. Sulla FOX Tv
martedi’ Kristol ha affermato: “Dobbiamo essere
pronti ad usare la forza militare contro l’Iran.”

Ma il presidente ha i suoi sostenitori tra alcuni politici
ed opinionisti. Secondo “The Washington Post”:

“Parlamentari Repubblicani, nel frattempo, appaiono
allinearsi strettamente con il presidente sulla politica
estera. Non ha aiutato la fazione neo conservatrice,
c’e’ da presumere, la circostanza che l’occupazione
dell’ Iraq non sia andata liscia come alcuni avevano
previsto.

Alcuni importanti conservatori, tra cui William
F. Buckley Jr. e George Will, si sono dichiarati scettici
in merito alla missione in Iraq e, nel caso di Will,
molto scettico in merito alla capacita’ degli Usa di
costruire la democrazia all’estero. Nella sua colonna
pubblicata su vari giornali ieri, Will si e’ riferito alle
lagnanze dei neo conservatori, per osservare come
il Governo stia “improvvisamente ricevendo un
certo numero di critiche tanto avulse dalla realta’
da sfidare la caricatura.”

ISRAELE

Israele dovrebbe considerare a fondo che l’ Iran già
possiede armi nucleari. (Forse gli Israeliani lo sanno
e la disputa sul nucleare è solo una scusa per la
guerra.) Alcuni osservatori ritengono che il piano
degli Illuminati sia quello di sacrificare Haifa e
Tel Aviv al loro dio Satanico in un secondo “olocausto”.
Gli Illuminati hanno creato Israele e si arrogano il
diritto di distruggerlo.

Non aiuta il fatto che Israele abbia sperperato il
suo capitale morale con questo oltraggio e che i
bambini Israeliani vengano fotografati a scrivere
saluti ai bambini Libanesi sulle bombe. La verita’
è che chiunque appoggi questa carneficina non ha
alcuna protezione morale contro il rischio di ricevere
lo stesso trattamento. Non sottovalutate questo fatto.
Abbiamo a che fare con occultisti, che vogliono
degradarci ad un livello tale che il massacro di noi
possa essere giustificato davanti a Dio.

Questo è un disastro nelle pubbliche relazioni per
Israele ed i suoi sostenitori. Uno tsunami di oltraggio
del mondo intero colpirà Israele, superando la
protezione fornita dalla forza dei Media e tutte le
altre censure.

La distruzione di una nazione solo a causa della
cattura di due prigionieri da parte di una milizia di
cittadini e’ indifendibile. Naturalmente lo scopo reale
di tale abuso e’ quello di creare una atmosfera di
agitazione, disperazione e panico, che fara’ scattare
una serie di eventi, un “momento alla Duca
Ferdinando”, che porti ad una conflagrazione
regionale o globale.

Gli Israeliani dovrebbero arrivare a comprendere
meglio che stanno entrando in una palude. Essi
sono ostaggi in un gioco mortale, e gli ostaggi
vengono sacrificati. I Giudei sembrano non aver
imparato nulla dalla Seconda Guerra Mondiale.

CONCLUSIONI

Gli Usa si comportano come il tacchino che legga
il menu’ del giorno del Ringraziamento ed esclami:
“Aspettate un minuto.”

Appoggiamo George Bush e Condoleezza Rice nel
loro rifiuto di attaccare l’Iran, e sfoghiamo
la nostra collera e disprezzo sui vari Glenn
Becks, William Kristols e Newt Gingrich del
mondo, che vogliono spingerci nel forno nucleare.
Sono solo farabutti, impostori e traditori.

In questi giorni sto vivendo un deja vu. Sto
sperimentando qualcosa di simile a quanto
presumilmente successo prima delle due guerre
mondiali, quando la medesima losca squadra di
caratteri guidava la marcia degli Americani
dentro inferni costosi ed inutili.

Non possiamo essere compiacenti. Essi tuttora
non hanno mai smesso di manipolarci.

Siamo troppo ingenui per riuscire a riconoscere
che la storia moderna è niente altro che il
processo tramite cui gli Illuminati trasferiscono
il potere globale dalla aristocrazia feudale a
sè stessi, usando la democrazia liberale come
passaggio di transizione ?

Per quanto incredibile e bizzarra tale tesi suoni,
sarà l’umanita’ capace di riconoscere, prima
che sia troppo tardi, di essere nella morsa di
una ben organizzata cospirazione Satanica di
lunga data ?

Henry Makow. Ph.D.
Fonte: http://www.thetruthseeker.co.uk/
Link: http://www.thetruthseeker.co.uk/article.asp?ID=4839
21.07.06

Traduzione a cura di FRANCESCO CASELLI
http://francescocaselli.blogspot.com/

Pubblicato da Davide

  • remo

    Posto questo artiocolo affinchè ci siano alcuni elementi provati e più ragionevoli su un dibattito che altrimenti, come al solito, rischierebbe di diventare troppo superstizionista.

    Guerra all’Islam: durerà cinque anni
    Maurizio Blondet

    25/07/2006

    Il generale Wesley Clark“La campagna durerà cinque anni e coinvolgerà un totale di sette Paesi: a cominciare dall’Iraq, poi Siria, Libano, Libia, Iran, Somalia e Sudan”.

    Questa frase si trova in un libro del generale Wesley Clark, che fu il comandante supremo della NATO in Kossovo.
    Intitolato “Winning modern wars” (1), il saggio del generale riporta a pagina 130 che il Pentagono stava già studiando i piani per la guerra in Libano nel 2001.
    “Quando tornai al Pentagono nel novembre 2001”, scrive Clark, “uno degli ufficiali superiori dello staff ebbe il tempo per una chiacchierata. Sì, mi disse, siamo ancora sulle direttrice per andare contro l’Iraq, ma c’è di più. Questo [l’Iraq] era allo studio come parte di un piano di operazioni di cinque anni, per un totale di sette Paesi: dall’Iraq e poi Siria, Libano, Libia, Iran, Somalia e Sudan. Me lo disse in tono di rimprovero, quasi d’incredulità per la vastità del piano. Io cambiai argomento, perché non erano cose che volevo sentire, e nemmeno veder avanzare… quel pomeriggio uscii dal Pentagono profondamente preoccupato”.

    Sul San Francisco Chronicle (2) Matthew Kalman, il capo dei servizi esteri, fa un’altra rivelazione simile: “Oltre un anno fa un ufficiale israeliano d’alto grado cominciò a fare presentazioni con Power Point a diplomatici americani e stranieri, giornalisti e think tanks, per illustrare il piano delle operazioni attualmente in corso [in Libano] con particolari rivelatori. In base alle regole dell’informativa, il nome dell’ufficiale non era dato.
    Nella sua conferenza, l’ufficiale descrisse una campagna di tre settimane. La prima centrata nel distruggere i più grossi missili a lungo raggio Hezbollah, bombardare i centri di comando-controllo e interrompere le vie di trasporto e comunicazione. La seconda settimana, dedicata ad attaccare singoli siti o lanciarazzi o depositi di armi. Nella terza settimana, forze di terra in gran numero sarebbero penetrate, ma solo per eliminare i bersagli localizzati durante le missioni di ricognizione nel corso dello svolgimento della campagna. Non c’era alcun piano, secondo tale scenario, per rioccupare il Libano meridionale a lungo termine”.
    I presenti si sono impegnati a non riportare nulla di quanto sentito.

    Presentazioni col PowerPoint e proiezioni di diapositive, con un anno di anticipo, di una campagna militare che i media ci fanno credere dovuta ad una provocazione degli Hezbollah del tutto imprevista.
    Il che non stupisce: alla conferenza del non identificato ufficiale di Sion, erano presenti “giornalisti” oltre che “diplomatici USA e americani” e analisti strategici di vari think-tank.
    Non giornalisti, ma complici deliberati, o volontari auto-arruolati della campagna bellica.
    Altri cannoneggiano, loro sparano menzogne deliberate.
    Il tutto, apprendiamo dal generale Clark, è parte di un progetto più vasto già allo studio nel novembre 2001.
    Due mesi dopo l’11 settembre, prima ancora di aver cominciato l’aggressione all’Iraq, già al Pentagono si stilavano piani per estendere la guerra al Libano.
    Poi toccherà a Siria, Libia e Sudan, Somalia e Iran.
    Il piano è solo rallentato dalla palese incapacità americana di commisurare i mezzi militari ai fini; ma l’affanno della sua macchina bellica non interrompe il piano, semplicemente lo renderà più lungo e crudele.
    Del resto, dice Kalman, notevoli “perdite fra i civili” erano messe in conto anche nella presentazione al PowerPoint.
    E c’è una previsione anche più antica.

    Tutto in fondo era già scritto nello studio intitolato “Rebuilding american defense” pubblicato dal think tank ebraico-americano Project for a new American Century (PNAC) nel 2000.
    In questo testo – una specie di Mein Kampf del nuovo Reich – si auspicava “un fatto traumatico e catalizzatore, una nuova Pearl Harbor”, per giustificare davanti all’opinione pubblica il lancio del grande piano.
    La nuova Pearl Harbor auspicata venne l’11 settembre 2001: la prima “sorpresa” chiaramente per volontà dei firmatari di quel documento.
    Thomas Donnelly, un capo della Lockheed Martin, era l’autore generale dello studio; tra i firmatari brillavano Paul Wolfowitz e Dov Zakheim il rabbino, che sarebbero stati entrambi vice-ministri al Pentagono l’11 settembre; Donal, Fred e Robert Kagan, la famiglia più neocon dell’America; ed Eliot Cohen (John Hopkins University), David Epstein, Steve Rosen, Lewis Libby, tutti notissimi neoconservatori appartenenti a un piccolo popolo che ha tanto sofferto.
    Ecco cosa significa la frase della Rice, per cui le devastazioni del Libano non sono che “le doglie del parto di un nuovo Medio Oriente”.
    Ecco spiegato ciò che dice Newt Gingrich, “è cominciata la terza guerra mondiale”.
    Ecco perché i giornalisti con l’elmetto, grotteschi volontari della guerra delle balle, continuano a ripetere – con George Bush – che gli Hezbollah sono manovrati da Siria ed Iran.

    Loro sanno chi sono i prossimi bersagli, qualcuno di loro era alla presentazione con proiezioni, e gli altri non vogliono sembrare di essere meno informati.
    Abilissimi nel nascondere altre informazioni che non vengono dalle fonti giuste, quelle che fanno far carriera. (3)
    Questo è solo un pro-memoria, in vista del vertice di Roma per il Medio Oriente, di cui D’Alema – pettoruto come un tacchino che fa la ruota – crede di essere il protagonista.
    Il copione è già scritto, anche di quello, da chissà quanto tempo.
    Solo, D’Alema non era stato invitato alle conferenze col PowerPoint.
    O forse sì?

    Maurizio Blondet

    ——————————————————————————–
    Note
    1) Editore Perseus Books Group, 2003.
    2) Matthew Kalman, “Israel set war plan more than a year ago”, San Francisco Chronicle, 21 luglio 2006. “More than a year ago, a senior Israeli army officer began giving PowerPoint presentations, on an off-the-record basis, to U.S. and other diplomats, journalists and think tanks, setting out the plan for the current operation in revealing detail. Under the ground rules of the briefings, the officer could not be identified”.
    3) Vale la pena di riportare un’altra rivelazione, che dobbiamo all’Eir Strategic Alert: “Una dichiarazione dell’esercito libanese del 13 giugno afferma: “L’esercito ha arrestato una cellula terroristica che operava per il Mossad israeliano” e gli arrestati hanno ammesso di aver preso parte agli assassinii sopra elencati. Il 22 giugno il quotidiano libanese “Al Safir” riferiva che lo spionaggio militare ha individuato un’altra cellula di spie israeliane, persino più sofisticata della precedente. Questa disponeva di un sistema di comunicazione capace di segnalare ai caccia israeliani gli obiettivi di Hezbollah a sud di Beirut. “L’ambasciatore USA Jeffrey Feltman avrebbe minacciato il governo libanese ‘di interrompere la love story degli USA con il Libano’, e la sospensione di aiuti finanziari e militari, se Siniora avesse portato fino in fondo l’iniziativa di denuncia. Secondo quanto riferito da ‘Junge Welt’, l’11 luglio il ministero degli Esteri libanese ha confermato queste pressioni. Feltman avrebbe anche detto ai libanesi di non allargare l’ambito dell’indagine, in teoria per proteggere dei politici libanesi che potrebbero risultare coinvolti. Il ministero degli Esteri libanese però ha sottolineato che ‘Beirut insisterà affinché ci sia una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU’. Secondo fonti libanesi il ministro degli Esteri Fawzi Salloukh è deciso a proseguire l’indagine. E’ importante che il presidente Lahoud intenda presentare i risultati dell’indagine al funzionario dell’ONU Serge Brammertz, responsabile dell’indagine sull’assassinio dell’ex primo ministro Hariri. Alla fine potrebbe risultare che dietro quell’assassinio vi siano elementi del Mossad impegnati a rimuovere gli ostacoli alla destabilizzazione del Paese”.

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  • Zret

    Attenzione: la retroguardia invisibile si chiama City, si chiama Urbe. Nei romanzi d’investigazione il meno sospettato è il colpevole. Io punterei l’attenzione su Roma (B 16) e su Londra per capire veramente qual è il fulcro delle operazioni occulte.