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I 68 MILIARDI PRENDIAMOLI QUI

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

Disciplinare e tassare la prostituzione, con tutti gli opportuni presidi sanitari, che adesso mancano. Disciplinare e statalizzare la vendita delle droghe, con tutti gli opportuni presidi sanitari, che adesso mancano. Tassare le attività imprenditoriali delle chiese, i loro immobili adibiti ad uso imprenditoriale, la loro manomorta sugli immobili non di culto. Tali misure frutterebbero i 68 miliardi per la legge di bilancio, perché genererebbero ogni anno entrate di diverse decine di miliardi, strutturali, cioè permamentemente, non una tantum.E risparmi di spese carcerarie, sanitarie, giudiziarie, e di danni criminali. E toglierebbero profitti e potere al crimine organizzato nazionale e internazionale. E migliorerebbero l’ordine pubblico. E limiterebbero contagi e altri danni alla salute di decine di migliaia di cittadini.

Se la Chiesa Cattolica si opporrà, le si ricorderà che è nel suo interesse pagare le tasse, per rifarsi l’immagine compromessa da troppa pedofilia, e da troppo nascondimento della pedofilia (vedi gli archivi segreti che il card. Ratzinger fece istituire dai vescovi per tenervi le denunce di abusi sessuali), e troppi abusi bancari coperti sotto il neo-beato (vedasi Calvi, Marcinkus, Banco Ambrosiano e Ior). E le si ricorderà che l’alternativa sarebbe tagliare la spesa sociale e per l’occupazione: è per caso ciò che vogliono o preferiscono in Vaticano? Lo dicano. Agli oppositori laici si ricorderà che lo stato già vende i tabacchi e tassa le vendite di alcolici, che tra tutti e due fanno circa 190.000 morti l’anno (Fini, ad es., fuma in pubblico), e un numero molto maggiore di invalidi, mentre ora di droghe muoiono circa 3.000 l’anno, perlopiù uccisi dalle sostanze di taglio, e che ne morirebbero molti meno se le droghe fossero prodotte e vendute dallo stato, senza veleni e con controllo medico.

Come farebbe qualsiasi altra maggioranza, l’attuale maggioranza governativa si va a spaccare sullo scoglio dei vincoli di bilancio e risanamento da una parte, e le esigenze di investimenti e di alleggerimento fiscale. Perché se si taglia la spesa pubblica (welfare e investimenti), si hanno sia danni e conflitti sociali, sia calo del pil, e questo calo restringe le risorse (il reddito) per pagare gli interessi sul debito pubblico, e ancor più toglie quelle per ridurlo. Il paese diviene ingovernabile.

Per fare uscire l’economia dalla fase bassa e pessimista, occorrono forti e continui investimenti pubblici infrastrutturali, che creino prospettive e sicurezze di medio-lungo termine per gli investitori privati. Senza di queste, i privati non ritornano a investire, ma stanno alla finestra. Tanto più se intanto monta la tensione sociale per effetto dei tagli. E il ciclo espansivo non riparte di certo. E allora dove trovare le risorse per gli investimenti infrastrutturali? Giusto colpire fiscalmente le speculazioni finanziarie – solo che queste si spostano facilmente all’estero. Giusto colpire i grandi patrimoni – solo che anche questi sono o vanno all’estero. Giusto colpire i colpevoli delle maxi-frodi finanziarie, dei derivati-truffa, delle obbligazioni-fregatura etc.: ma bisognerebbe nazionalizzare grosse quote di banche (inclusa Bankitalia) e commissariare qualche fondazione bancaria di peso, prima che si auto-danneggi troppo con manovre incredibili e si faccia dirigere, che so, da una Goldman-Sachs. Questo però è troppo per qualsiasi maggioranza. E allora? Colpibili realmente e strutturalmente sono solo i medi e medio-piccoli patrimoni e redditi incapaci di riparare all’estero. Purtroppo però si tratta delle persone più attive nell’economia reale, che verrebbe ancor più affossata; o di pensionati con patrimonio ma oramai inattivi – che secondo il governo dovrebbero vedere le loro pensioni indicizzate al pil; o di piccoli risparmiatori che Tremonti sta aggredendo con la sua trovata di aumentare la tassa sui depositi di titoli.

Certo, ancora meglio sarebbe fare una riforma monetaria, per eliminare la moneta-debito, cioè sostituire l’attuale insieme di money supply generato tutto mediante operazioni di indebitamento, con mezzi monetari generati senza indebitamento, come si fa con le monete metalliche, e come sporadicamente si è fatto anche con le banconote in periodi recenti e remoti. Ma una simile riforma non è fattibile perché incompatibile con gli attuali assetti di potere effettivo e coi loro interessi. Bisogna quindi pensare a riforme compatibili con questi.

In conclusione, non resta che far emergere (regolamentandole nel miglior interesse collettivo) le attività economiche oggi ancora illogicamente sommerse, come la prostituzione e il commercio di droghe (oppure una logica c’è: cointeressenza tra istituzioni e traffici ufficialmente illeciti). (La legalizzazione comprenderà controlli periodici con spese a carico dei tossicodipendenti e obbligo di comunicazione dello stato di dipendenza ai rispettivi datori di lavoro). E tassare i redditi e gli immobili imprenditoriali anche degli enti ecclesiastici, mentre oggi, in violazione della Costituzione e del principio di eguaglianza e leale concorrenza, sono esentati al fine di avere il sostegno politico del Vaticano. E colpire fiscalmente la manomorta immobiliare, ossia quel processo per cui gli enti definiti religiosi continuano ad accumulare, per lasciti ereditari, donazioni, compravendite, immobili su immobili, fino a costituire patrimoni esentasse smisurati, conferenti alla Chiesa un corrispondente peso economico e politico, che soggetti realmente religiosi non dovrebbero avere né aspirare ad avere, come diceva anche l’abate-filosofo Rosmini.
Sul fronte dei risparmi, occorre invece fare i conti, innanzitutto, con la previdenza e l’assistenza.

La previdenza non regge finanziariamente perché la popolazione invecchia, quindi si allunga il periodo in cui si percepisce la pensione mentre ci sono meno giovani occupati per pagare la pensione ai pensionati, i quali per giunta vivono più a lungo. Inoltre i giovani di oggi hanno sovente impieghi remunerati poco e irregolarmente, quindi versano meno di contributi. Si aggiunge il problema dell’onere aggiuntivo delle pensioni di reversibilità per mogli extracomunitarie sposate da italiani maturi o anziani al fine di procurare loro il diritto alla reversibilità. Questo insieme di problemi richiede misure decise: gradualmente, la soppressione della reversibilità per il coniuge superstite, che deve avere un reddito proprio; subito, l’innalzamento dell’età pensionabile, un tetto quantitativo alla reversibilità quale che fosse il reddito del coniuge defunto; un tetto alla cumulabilità con altri redditi; esclusione (con meccanismi da elaborare) della reversibilità di comodo per la moglie straniera.

Se per l’assistenza, la spesa sanitaria, le risorse sono insufficienti, bisogna che si cessi di erogare risorse in favore dei non-cittadini. Se le risorse scarseggiano per i cittadini, è illogico e illegittimo destinarle a beneficio di non-cittadini, soprattutto se non legittimamente residenti. Oggi stiamo pagando noi sanità e welfare di centinaia di migliaia di stranieri, con tasse e contributi più elevati, con servizi peggiori, con tagli ad investimenti e ricerca, con crescente indebitamento nazionale. L’Italia è in gravissime difficoltà: non può permettersi di regalare costose cure agli stranieri che non versano. Occorre innanzitutto quantificare il costo che attualmente il paese sta sostenendo per l’assistenza sanitaria e non sanitaria in favore degli stranieri che non pagano contributi e tasse, e porre fine a questa uscita di denaro. Come? Lo straniero che non paga tasse e contribuiti e non si sottopone a controlli anti-infettivi non può avere assistenza sanitaria a spese dei contribuenti italiani. Punto. Se non si dota di adeguata assicurazione privata, viene espulso: quanto così risparmiato viene destinato a sanare il deficit della sanità. Secondo punto. Noti settori industriali e agricoli traggono vantaggio dai lavoratori immigrati pagandoli poco o in nero, e scaricando i costi sociosanitari sulla collettività (esternalizzazione del costo); ma ciò è contrario agli interessi del paese: se gli stranieri costituiscono un costo netto, questo costo va finanziato mediante un’imposta collegata al loro soggiorno in Italia. Terzo punto.

Ma lo scenario di fondo è un altro, è più ampio. E’ che siamo non in una crisi di ciclo, bensì di sistema. Di un sistema che sta per esplodere. Questo governo che sceglie di far quadrare il bilancio con una manovra di 68 miliardi scaricati però quasi interamente sul 2013 e sul 2014, e un’opposizione che sostanzialmente la accetta, e una UE e BCE che non insorgono, nonostante lo scarico differito sia palesemente una furbata irrealistica, perché nessun governo riuscirebbe a reggere un paese sottoposto a quei tagli – tutti questi fattori significano una cosa molto chiara: governo, opposizione, sindacati, UE, BCE, prevedono che di qui al 2013 la situazione cambierà tanto radicalmente, che quegli irrealistici impegni saranno semplicemente superati, che non si dovrà rispettarli. che quindi non serve nemmeno trovare idonee fonti per pagare il debito pubblico – cosa che si sa impossibile, e non solo per l’Italia. Per ora, per l’anno corrente e il prossimo, si tratta soltanto di far quadrare formalmente i bilanci, per mantenere una certa calma e governabilità, in attesa dello sconquasso che porrà fine a tutte le finzioni.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=562
7.07.2011

Pubblicato da Davide

  • borat

    banalità in ordine sparso…grazie lo stesso

  • AlbertoConti

    “Ma una simile riforma non è fattibile perché incompatibile con gli attuali assetti di potere effettivo e coi loro interessi.” come dire: il problema vero non abbiamo la forza di affrontarlo, quindi caliamo le braghe. Meglio se non sono le nostre, ma quelle di drogati, puttanieri, clerico-banchieri. Che a loro volta sono meglio di quelle della povera gente onesta. Io credo invece che lo “sconquasso” prossimo venturo già da ora meriti una moralità di ben più alto livello. Il gran fascista benito mentre dichiarava guerra agli USA si preparava una via di fuga con soldi (tolti dalle tasche degli italiani) trasferiti negli USA. Per questi livelli morali non c’è più spazio, come non ce n’è per i pessimisti cronici.

  • ottavino

    Avendo, nelle ultime decine di anni, negato il valore dell’autorità, ci ritroviamo in mezzo al mare in balia dei venti.
    Ottima situazione per imparare a navigare.

  • ericvonmaan

    Senza fare proposte astruse, basterebbe riservare alla Chiesa lo stesso trattamento di tutti gli altri cittadini: pagare l’ICI su tutti gli immobili di sua proprietà (il 25% del patrimonio immobiliare italiano) forse basterebbe. Per non parlare dei patti tra Stato e Chiesa: privilegi riservati a una stato dentro allo stato che non hanno riscontro in nessun altro paese europeo.
    Ma poi: per cosa? Per darli ai banchieri? A quelli che posseggono e gestiscono la moneta e ce la vendono a strozzo? Allora dovendo scegliere preferisco che se li tenga il Papa.

  • Affus

    Se la Chiesa Cattolica si opporrà, le si ricorderà che è nel suo interesse pagare le tasse, per rifarsi l’immagine compromessa da troppa pedofilia, e da troppo nascondimento della pedofilia (vedi gli archivi segreti che il card. Ratzinger fece istituire dai vescovi per tenervi le denunce di abusi sessuali), e troppi abusi bancari coperti sotto il neo-beato (vedasi Calvi, Marcinkus, Banco Ambrosiano e Ior). E le si ricorderà che l’alternativa sarebbe tagliare la spesa sociale e per l’occupazione: è per caso ciò che vogliono o preferiscono in Vaticano?

    OK !
    Concedere allora subito ad ogni parroco uno stipendio doppio o triplo come direttori di musei, come sorveglianti alle antichità , come operatori sociali in ogni città , come assistenti sociali e culturali del turismo …
    bay , bay !!

  • amensa

    bravo Marco, per fare buona parte di ciò che proponi sarebbe sufficiente meno ipocrisia, e subalternità alla chiesa, perchè ad esempio non chiedere al santo padre di trasferirsi, almeno per qualche secolo ad avignone ? c’è già stato e non è morto nessuno, ma almeno ci libererebbe per un po’ di una presenza molto ingombrante.
    per il discorso monetario invece, sai cosa sarebbe sufficiente ? che lo stato fosse in attivo anzicchè indebitato, allora automaticamente la moneta circolante sarebbe la sua, come in alcune isole felici come il nord Dakota.
    uno stato NON indebitato, che faccia bilanci in nero, automaticamente emette moneta…. non ci avevi pensato ?

  • brontomauro

    Hanno deciso di radere al suolo l’assetto socio-economico esistente e lo faranno. Hanno un karma che non posso invidiar loro.

  • nettuno

    Maco della Luna, persona colta, in questa occasione ha preso un po di caldo. Tassare la Chiesa e le puttane, in Italia è cosa impossibile, per come è costituita. Ma si accetta la provocazione dei suggerimenti tesi sanare il debito pubblico di cui nessuno conosce l’origine. Ricodare al popolo idiota che ma moneta privata euro attraverso il signoraggio ci indebita ulteriormente e cosa giusta. Ma chi è che ascolta questo suggerimento, quasi nessuno.. e come reagisce l’idiota taliano in cabina elettorale ?

  • Iwona

    “Se tutti gli immigrati smettessero di lavorare, l’economia italiana crollerebbe”-OIE (Organizzazione internazionale per l’emigrazione)

    Nel 2007 i lavoratori stranieri iscritti all’Inps risultavano 2.173.545, dei quali 1.788.561 dipendenti, 270.964 autonomi e 114.020 parasubordinati, pari al 7 % delle forze di lavoro complessive.
    I contributi versati a carico del lavoratore e a carico dell’impresa e le tre diverse aliquote contributive:
    6,4 miliardi tra i lavoratori dipendenti
    -aliquota contributiva del 30%, suddivisa tra 9,19 % …………………………………a carico del lavoratore = 2 miliardi;

    -aliquota contributiva del 20,81 % a carico dei datori di …………………………………lavoro = 4,4 miliardi);
    317 milioni tra gli autonomi
    -aliquota contributiva del 20%;
    242 milioni di per i parasubordinati
    – aliquota contributiva del 24 %;
    6,959 quasi 7 miliardi di euro, dei quali oltre 2,5 miliardi provenienti direttamente dai lavoratori, 4% di tutti contributi versati in Italia nel 2007.
    Redditi da lavoro -11.922euro pro capite degli stranieri è di 40 inferiore al reddito medio dell’italiani.
    Irpef-1,336 miliardi + 209 milioni di addizionali regionali + 60 milioni di addizionali comunali.
    Consumi- un aliquota media-6,15 %
    Il reddito guadagnato sia interamente consumato, tranne che per il 10 per cento, destinato a rimesse verso i paesi d’origine. Si ottiene così un valore di oltre 1 miliardo di euro di imposte sui consumi(Istat).
    Per il lavoro autonomo, la normativa prevede l’applicazione del “regime sostitutivo per nuove iniziative”, con una tassazione dei redditi prodotti nella misura del 10 % a titolo di imposta sostitutiva per i primi tre anni di attività. Con un reddito medio annuo di 15mila euro, il gettito a tale titolo – 204 milioni.
    I dati relativi alle unità immobiliari acquistate dagli immigrati nel 2007 si stima i valori relativi a imposte ipotecarie, catastali e di registro per un valore di oltre 211 milioni di € (Scenari Immobiliari).
    Emerge un gettito fiscale di oltre 3 miliardi e 106 milioni di euro. È un risultato parziale, non tiene conto di altre imposte come Ires, Irap, oli minerali e lotterie.
    Dalle prestazioni previdenziali e i servizi socio-sanitari per gli anziani gli immigrati beneficiano oggi in minima parte perché la normativa in vigore permette loro il pensionamento al compimento dei sessantacinque anni. L’età media degli immigrati in Italia è oggi di 31 anni, mentre quella degli italiani è di 45. Il sistema pensionistico italiano regge grazie anche ai contributi versati da lavoratori stranieri. Gli italiani che percepiscono la pensione sono il 32,7% a fronte degli 8,4% immigrati.

  • primulagialla

    Mettere sullo stesso piano (è quello che l’articolo suggerisce) puttane, trafficanti di droga (e perché non mafiosi?) e preti è una similitudine molto forte, che non può essere condivisibile in alcun modo, non dico per un cattolico – e sarebbe opportuno ricordare che in Italia e nel mondo ce ne sono decine di milioni, e quindi ogni ragionamento dovrebbe tenere conto di queste sensibilità – ma anche solo per considerazioni di ordine storico e sociale (la cultura della solidarietà è di matrice cristiana) e del fatto che le comunità cristiane spesso svolgono un ruolo di servizio e di sussidiarietà a titolo gratuito nel territorio. Il ricorso al tema della pedofilia è un tipico argomento anticlericale, perché tutti sanno che il fenomeno si annida principalmente nei rapporti familiari e di vicinato. Anche l’argomento bancario (IOR e affini) è degno dell’anticlericalismo più trito. L’articolista pur riconoscendo che le vere miniere di diamanti stanno altrove, (signoraggio bancario, enormi guadagni del sistema finanziario e speculativo legale e sommerso, paradisi fiscali, introiti del sistema militare industriale che supera di molto il bilancio di interi stati, ecc) stranamente subito si arrende, sostenendo che attingere almeno un poco da queste miniere non è fattibile. Certo perché andrebbe ad intaccare l’attuale sistema, proprio quello che ci ha condotti fino a questo punto e che continuerà fino a ridurci alla povertà generalizzata e progressiva, eccetto quel 5-10% della popolazione che si arricchirà sempre più a nostre spese. Perciò via ai provvedimenti tampone. E’ come se, in una stanza chiusa con sempre meno ossigeno, anziché spalancare le finestre, decidessimo di eliminare via via quelli che respirano.

  • istwine

    se lo stato è in attivo si deve indebitare il privato, a meno che non abbia il culo sopra il petrolio come la norvegia. questa è una semplice questione contabile andrea, devi vedere i tre settori dell’economia non puoi dire a priori questa cosa. capisci?