I 5 STELLE E LE BANCHE

C.M.
il-main-stream.blogspot.it

Una settimana fa Mario Draghi ha chiarito ciò che già Emiliano Brancaccio ci aveva spiegato: e cioè che l’Unione Bancaria porterà alla chiusura delle banche deboli, cioè quelle del Sud Europa. La centralizzazione in capo alla BCE dei poteri di vigilanza e controllo ora nelle mani delle BC nazionali favorirà un processo di centralizzazione dei capitali, portando così al completo predominio delle grandi banche del nord.

Dato che la classe dirigente italiana queste cose le sa, ed ha a disposizione “ingegneri contabili” di grande livello, a Roma hanno pensato immediatamente alla contromisura: la rivalutazione delle quote di partecipazione in Bankitalia.

Questa mossa dimostra come il ceto politico (e tecnocratico) italiano non abbia alcuna intenzione di “subire” il grande gioco europeo: esso anzi vede l’Unione Europea come un terreno di espansione del proprio dominio e del proprio prestigio. Non può dunque rinunciare alla prospettiva del “piùeuropa”, compresa l’Unione Bancaria, ma non può nemmeno accettare di farsi espropriare del tutto dai capitali del nord. E quindi ricorre ai trucchi contabili, per il cui approfondimento sono caldamente consigliate queste letture

Non sappiamo se questo disegno avrà successo; di sicuro rischia di non partire nemmeno, grazie alla feroce opposizione del Movimento 5 Stelle.

La linea del contrasto alla “regalia” alle banche non è sbagliata, ma rischia di risultare un po’ miope. Andrebbe ricollegata ad un giudizio sulle strategie del capitale italiano per sopravvivere e ritagliarsi la leadership europea, nonché alla possibilità concreta che, impedendo che la rivalutazione abbia luogo, le banche italiane si ritrovino in una posizione di debolezza tale da favorire la loro fagocitazione da parte degli istituti del Nord Europa.

Non si tratta di rinunciare alla lotta, né tantomeno di cedere alle lusinghe di Matteo Renzi. Si tratta di porre in primo piano l’opzione della nazionalizzazione degli istituti di credito, l’unico modo che permetta di impedire la colonizzazione finanziaria del nostro paese senza regalare nulla a nessun banchiere. Anzi.

C.M.

Fonte: http://il-main-stream.blogspot.it/2014/01/i-5-stelle-e-le-banche.html

Link: http://il-main-stream.blogspot.it/2014/01/i-5-stelle-e-le-banche.html

29.01.2014

24 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Servus
Servus
30 Gennaio 2014 9:35

Questo è come dire che per salvare le nostre "povere" banche italiane dobbiamo regalare loro tutto quello che abbiamo, anche l’oro della banca d’Italia. Poi ci chiederanno di regalare loro i nostri risparmi, infine anche le nostre case (già indebitate grazie ai loro esosi mutui).

Grazie, forse è meglio che crollino o siano comprate da una banca straniera, tanto non ci guadagniamo altro che interessi solo di poco inferiori allo strozzinaggio.
AlbertoConti
AlbertoConti
30 Gennaio 2014 10:03
@Servus: il ragionamento è un altro. Dato che le banche sono ladre,
statalizzandole i proventi del latrocinio andranno allo Stato, che potrà
così alleggerire la pressione fiscale.

Ben più importante invece è
l’indipendenza dai giochini speculativi del grande circo mondiale finanziario,
col suo subimpero europeo, con sedi alla city, Francoforte e Parigi.

Il
più grosso "vaffanculo" lo riserverei però a Goldman Sachs, Bank of America, JP
Morgan, Citigroup’s, Morgan Stanley.

Come fare? Semplice, con la
riconquistata sovranità monetaria-finanziaria, precondizione per legiferare una
serie di firewall a tutela della nostra moneta e finanza dalle aggressioni
speculative del suddetto baraccone finanziario.

Idem per WTO e compagnia
cantante.

pasquale50
pasquale50
30 Gennaio 2014 10:12

Le Banche Italiane non sono deboli..anzi, non diciamo castronerie; ho capito controinformazione ma questo è disinformazione!
Unicredit e Intesa San Paolo se fuse insieme potrebbero diventare la banca più grande d’Europa..sì, più di DBK che è solo un’enorme voragine.

Purtroppo a sparire potrebbero invece essere le piccole banche del territorio e quelle cooperative; proprio perchè poco tutelate dallo Stato Italiano..a differenza di quello tedesco.

Ciò che è successo ieri è un regalo alle Banche facenti parte di Bankitalia per accrescere il loro capitale e suddividere la quota di Utile all’interno della stessa banca e non agli azionisti..
All’Unicredit e San Paolo andranno complessivamente 3,5 Mld di Euro..ora ditemi come  C.M pensa che tutto ciò sia nazionalizzare le banche?…

CHE PAESE DI MERDA!!!

AlbertoConti
AlbertoConti
30 Gennaio 2014 10:12

La cosa più allucinante, sul piano teoretico-ideologico-pratico, è che con
questo aumento di capitale ottenuto con un golpe istituzionale (insulto al
parlamento), si stabilisce irreversibilmente il folle principio che ogni banca,
compresa quella centrale, diventi una S.p.A.

Questo significa che ogni
banca è una società privata a scopo di lucro, che può rubare o fallire, come
ogni altra impresa premiata dal delinquere come linea-guida per il successo in
questo mondo di ladri.

Inquinate, rubate, schiavizzate, evadete le tasse.
Questo è il "verbo" del "prenditore" di successo. E tra i banchieri troviamo i
più grandi campioni di questa categoria.

Montezemolo: la banca come
impresa per le imprese. Ottima "vision" per un mondo dove girare in Ferrari tra
la merda!

Zengan
Zengan
30 Gennaio 2014 10:35

Aggiungerei anche che a queste merde (tranne i 5 stelle) della popolazione non interessa proprio un fico secco …

Hamelin
Hamelin
30 Gennaio 2014 13:50

Chi ha scritto l’articolo non sa molto proababilmente cosa dice in pieno il decreto .
Nel decreto viene riportato che le quote possono essere detenute anche da ENTI EUROPEI.
Tutta la tesi di questo scalcinato articolo viene  quindi meno…
Visto che le Banche Europee se vogliono possono tranquillamente comprarsi Bankitalia…
Pochi sanno cosa questo atto criminale realemente comporta.
Questa è la Campana a Morto dello Stato Italiano.
Pochi sanno che le famigerate riserve auree dello Stato Italiano in realtà sono di Bankitalia…
Vendendo le quote di Bankitalia all’estero hanno de facto ceduto l’oro Italiano Gratis.
Infatti a fronte di una rivalutazione a 7.5 Mld il valore dell’oro detenuto è circa tra 70-85 Mld ( dipende dallo Spot dell’Oro ) .
L’Italia ora puo’ essere tranquillamente annientata visto che non ha piu’ nulla a garanzia dello Stato.
Consiglio a tutti gli uomini di buon cuore di preparasi mentalmente e fisicamente alle battaglie prossime venture che non tarderanno ad arrivare .

tania
tania
30 Gennaio 2014 14:50

Immagino che questo mio commento sembrerà antipatico , ma purtroppo da parte dei 5Stelle non vedo alcuna coerenza , alcun ideale , alcuna visione della società : solo spettacolo , rumore , demagogia , show . Insomma , sono appena andata sul sito dei 5Stelle , che è la sede del loro partito  ( in realtà non è esattamente “loro” , ma proprietà privata di un privato cittadino ) e , più che in un luogo politico , ho avuto la sensazione di entrare in un esercizio commerciale : “Nuova Leon Sport Coupé” … “Alessandro DiBattista : Sicari a Cinque Euro” … “Un impianto fotovoltaico” ..”Rimozioni Amianto , preventivi.it” eccetera : tempo fa mi ricordo di essermi trovata di fronte “Sony” , “Ikea” , “Casinò online” , un libro di Casaleggio ,  uno di Travaglio ,“Mercedes” “Sky calcio” eccetera . Per farla breve : purtroppo esiste anche un “mercato dell’indignazione” , che qualche manager esperto dei nuovi media può far valorizzare . Vorrei precisare che non si tratta di buoni e cattivi , di Casaleggio che sarebbe un cattivone che strumentalizzerebbe un personaggio famoso un pò gretto eccetera . E’ una questione sociale : è banalmente l’accumulazione di capitale che necessita ,… Leggi tutto »

pasquale50
pasquale50
30 Gennaio 2014 17:23

Avere un sito costa, pagare i server costa, pagare i giornalisti costa, pagare l’elettricità costa, pagare gli avvocati costa, pagare la campagna politica costa…….tutto costa.
Utilizzare il blog per racimolare denaro è una cosa normale, lo fanno tutti a partire da FI al PD..senza dimenticarsi tutti i giornali on line e tutti i servizi internet, televisi e radiofonici.

La pubbllicità in qualunque forma sono soldi..buoni.

tania
tania
30 Gennaio 2014 17:57
Quanto potrà costare l’ccupazione di uno spazio virtuale ? 50 €
all’anno ( non ne ho idea) ? In ogni caso nessun altro partito fa pubblicità
commerciali . Nemmeno quelli extraparlamentari che non ricevono alcun
finanziamento pubblico ( al quale , per altro , sono favorevole ) : http://anticapitalista.org/ [anticapitalista.org]eccetera .

vetusordoseclorum
vetusordoseclorum
30 Gennaio 2014 18:16

Certo, che bisogno c’è di finanziare la “sede” del proprio partito con pubblicità, banners e link a siti sponsorizzati se c’è un altro strumento così comodo e immediato:
FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI

Ah già, i 5Stelle vi hanno rinunciato o hanno fatto microcredito alle piccole imprese. Che imbecilli!

cardisem
cardisem
30 Gennaio 2014 18:35

Che imbecilli? Interpreto questa conclusione come ironica. E comunque non trovo apprezzabili le argomentazioni di Tania, direi alquanto fragili. Se qualcuno paga uno stipendio che Tania giudica elevato, il giudizio se pagarlo o no non vedo come non possa appartenere tutto a chi quello stipendio paga… Se qualcuno viene a fare lavori di idraulica a casa mia, e io decidessi di pagarlo il doppio di quel che lui stesso mi chiede, sarei un pazzo, ma non dovrei rendere conto a nessuno, se il denaro è mio e ho il diritto di spenderlo come meglio credo. Questa mattina ho apprezzato il giudizio di un vecchio marpione della politica, il Vito delle 100.000 preferenza. A un diffamatore di Libero, un “giornalista” che si arroga il giudizio di enunciare giudizi non in conto proprio, ma in nome della “gente”, a questo tizio che rimproveva al Movimento Cinque Stelle di essere stato superiore alle tentazioni del cane di Lafontaine, che messo a far guardia all’arrosto del padrone, vendendo tutti gli altri cani che si erano avventati sul desco padronale, disse infine: e io che ci faccio da solo? E quindi si avventò anche lui a mangiare nel piatto che doveva custodire… Il Movimento Cinque… Leggi tutto »

vetusordoseclorum
vetusordoseclorum
30 Gennaio 2014 18:39

>Interpreto questa conclusione come ironica

Vedi tu…

tania
tania
30 Gennaio 2014 19:15
Molti movimenti politici non ricevono alcun finanziamento pubblico ,
eppure nessuno fa pubblicità commerciale .

Poi , anche il PD e Forza Italia , a loro modo , fanno girare
l’economia con i soldi dei rimborsi elettorali..Il fatto poi che il M5Stelle
investa quel denaro in un fondo a sostegno delle PMI , in realtà non fa che
confermare quello che ho scritto sopra : la distinzione tra economia cosiddetta
“finaziaria” ed economia cosiddetta “reale” è demagogica .

PS : aggiungo che la Storia Repubblicana è piena di deputati che si
trattenevano solo uno stipendio da operaio e il resto lo impegnavano in attività
sociali no profit ( altro che PMI )

Black_Jack
Black_Jack
30 Gennaio 2014 19:20

E meno male che arrivano le battaglie…

cardisem
cardisem
30 Gennaio 2014 19:50

Tania, non sei seria, ma non voglio polemizzare con te e con nessuno. L’esperienza di navigatore mi insegna che solo del tutto inutili e controproducenti la polemiche che magari sfociano in insulti ed altre penose conseguenze. Prendo commiato da te e ti faccio i migliori auguri.

yiliek
yiliek
30 Gennaio 2014 20:13

prendo in prestito il tuo commento grazie

Primadellesabbie
Primadellesabbie
31 Gennaio 2014 1:50

“In ogni caso mi sembra evidente che non ci troviamo di fronte certo ad un movimento anticapitalismo.”

E se fosse proprio questo che ha permesso loro la visibilità che hanno?

Con il clima che c’é, é già difficilissimo ristabilire i termini e i modi di un minimo di opposizione. Perché vorresti invischiarli in mezzo a spocchiosi anticapitalisti di lungo corso, presuntuosi ideatori di volantini d’assalto, che dimostrano da decenni come si possa perdere ogni battaglia, e al contempo, sentirsi sicuri di essere sul punto di vincere. Falliti evidenti che ancora esigono l’esclusiva del mestiere.

Dovesse accadere, di poter contribuire a far accettare un sistema di vita in cui il denaro abbia il ruolo che gli spetta, e la ricchezza in umanità di ciascuno valga per i rapporti umani, mi auguro mi sia dato di non mancare l’occasione.

Per il momento mi rallegro che questi “pivelli sprovveduti”, che abbiamo contribuito a mandare allo sbaraglio, si comportino come stanno facendo.

istwine
istwine
31 Gennaio 2014 9:44

Questo è il punto Hamelin. 

tania
tania
31 Gennaio 2014 10:15
No , mi sono spiegata male : non voglio “invischiare in mezzo a spocchiosi anticapitalisti
falliti”
nessuno . Tranne me stessa . Comunque si , certamente
la demagogia produce un facile consenso .

Primadellesabbie
Primadellesabbie
31 Gennaio 2014 11:43

Mi pare di capire, tania, che in politica sia impossibile evitare una componente demagogica. E, su questa, si può fare qualche considerazione del tipo: costituisce un punto di arrivo? O un mezzo obbligato?<br><br> Oppure:gli elettori ("il popolo") sono ricettivi a qualcosa che non sia la demagogia? É sempre stato come oggi? Chi li ha ridotti a questo stato letargico? Perché?<br><br> Oppure: Avere reso autolesionista, incomprensibile ed inutilizzabile persino la propria dimensione demagogica é, per la sinistra, un destino obbligato?<br><br>A meno di sospettare che i 5* facciano, diabolicamente, dell’ingenuità un uso demagogico, e questo preluda ad un ancora più diabolico voltafaccia generale, non vedo l’opportunità di costringerli a mostrare anticipatamente cosa portano negli zainetti, o li vogliamo alla mercé dei cialtroni che diciamo di voler scacciare?<br><br>Abbiamo eliminato i giochi del circo ma certe suggestioni continuano a circolare surrettiziamente nelle nostre menti.

tania
tania
31 Gennaio 2014 16:10

In realtà penso che la demagogia sia l’antidoto più efficace contro la politica , perché passivizza la persona . Il tutto premettendo che esiste politica solo quando il soggetto è attivo , quando il soggetto pensa autonomamente , quando non esiste alcun artificio che si impianti nelle menti con recinti a-umani ed escludenti ( Mercato , Tradizione , Razza , Nazione , Ordine eccetera ) . In questo senso la demagogia ha a che fare con le ideologie di destra ( anche quando chi si ne serve si dichiara di sinistra ) e con il potere in generale : e sempre contro la politica . Ovviamente non esiste sempre la politca e il pensiero politico : solo nei momenti di crisi sociale ( e penso che sia anche sensato ) e , mi ripeto , quando il soggetto è attivo . Su questi temi , mi permetto di suggerire “Vita Activa” di Hannah Arendt http://www.ibs.it/code/9788845246289/arendt-hannah/vita-activa.html [www.ibs.it] Penso che fenomeni come Grillo , oppure Renzi e Berlusconi , siano il prodotto dell’estrema spettacolarizzazione e personalizzazione della politica ( cioè la torsione viziosa verso il “governo degli uomini” anziché quello “delle leggi” , per dirla con Aristotele ) , della tendenziale identificazione… Leggi tutto »

Primadellesabbie
Primadellesabbie
1 Febbraio 2014 12:39

demagogìa s. f. [dal gr. δημαγωγία; v. demagogo]. – In origine, genericam., arte di guidare il popolo; in seguito (già presso gli antichi Greci), la pratica politica tendente a ottenere il consenso delle masse lusingando le loro aspirazioni, spec. economiche, con promesse difficilmente realizzabili: fare della d.; discorsi che sono pura d.; rifuggire da ogni forma di demagogia. Anche, il regime politico basato su tale metodo, che rappresenta la forma corrotta della democrazia o una simulazione di questa (Vocabolario Treccani).<br><br> Voglio riferirmi al primo significato del termine, che non ha una valenza sistematicamente negativa.<br><br> Le persone, anche se auspicano la stessa organizzazione sociale, sono naturalmente diverse, hanno fonti di ispirazione, esperienze, strade da percorrere, persino origini diverse.<br><br> Qualsiasi discorso corre il rischio di essere interpretato in modi contraddittori, a meno di non contenere precisazioni e spiegazioni impossibili nella comunicazione ordinaria (infatti tu fai largo uso di opere di riferimento, cosa improponibile nella comunicazione di un partito o movimento politico).<br><br> Un discorso coerente capace di raggiungere tutti coloro che sono accomunati dalla stessa tendenza politica non può che essere anche parzialmente demagogico. Che non significa promesse fasulle e false indicazioni accattivanti. Il guaio nasce quando, in politica, il discorso e l’azione sono esclusivamente demagogici, costruiti fraudolentemente sulla… Leggi tutto »

tania
tania
1 Febbraio 2014 15:58
“Un discorso coerente capace di raggiungere tutti coloro che sono
accomunati dalla stessa tendenza politica non può che essere anche parzialmente
demagogico”

La questione che sollevavo sopra è che in realtà non esiste alcuna comune
tendenza politica tra gli iscritti al M5S : in mezzo alla maggioranza che credo
non si sia mai interessata di politica , c’è l’esegeta del “libero mercato ma
giusto” vicino al ragazzo con la maglietta di Che Guevara ; il decrescista
accanto al neokeynesiano ; il legalitario ex IDV vicino al simpatizzante NoTAV
; l’ex della Sinistra radicale accanto all’ex di CasaPound o LegaNord  , e
così via …
L’unico collante per “tenere insieme” questo magma
incoerente mi sembra sia , appunto , il semplificante ( per usare un eufemismo
) NoiOnestiBuoni/LoroDisonestiCattivi .
Non è solo la delusione che si
prova osservando la “mercificazione dell’indignazione” e il gretto marketing in
un luogo ( il blog di Grillo ) ( che si spaccia come ) politico . C’è anche la
delusione nell’assistere a migliaia di potenziali attivisti non solo spenti sul
nascere , ma divenuti portatori inconsapevoli di razionalità infantili e per
questo irresponsabili .  

Primadellesabbie
Primadellesabbie
2 Febbraio 2014 10:45

"…non esiste alcuna comune tendenza politica tra gli iscritti al M5S…"


Si tratta di una constatazione che bisogna valutare. La stessa cosa si può osservare, senza sforzo, negli altri maggiori partiti (meno ingenui ed addestrati ad occultarla), se si vuol vedere.

Segno dei tempi? O mancanza di operai specializzati?