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HOLOMODOR: L'OLOCAUSTO CONTADINO DIMENTICATO

DI MICHELE CORTI
Ecologist.it

Holodomor in ucraino Голодомор significa “lenta morte per fame”.
Nel 1932-33 venne perpetrato dai sovietici uno dei peggiori genocidi ed etnocidi della storia dell’umanità. Milioni di contadini
vennero fatti morire di stenti sequestrando loro le scorte di cibo,
gli attrezzi, gli animali. Chi cercava il cibo era colpevole e condannato. È stata una carestia terroristica pianificata scientificamente
per imporre nel “granaio d’Europa” la collettivizzazione forzata
e distruggere la nazione ucraina nella sua consistenza politica, sociale e culturale.

Per decenni la propaganda comunista, che tanta influenza ha
avuto in Italia (e quanti strascichi ancor oggi …), ha descritto questa tragedia come un episodio di “lotta di classe”. Quelli che venivano colpiti erano i “nemici del popolo”: ma per essere “nemici del
popolo” bastava possedere una mucca e gli strumenti di lavoro di
ogni contadino del mondo. Erano i famosi “mezzi di produzione”
marxiani che dovevano essere socializzati. Le “paroline magiche”
giustificazioniste erano due: “kulako” e “reazionario”. Sono paroline che nella prassi comunista (le bR non sono archeologia!) equivalgono a una condanna a morte; il “reazionario” perde identità

e diritti umani, è una cosa, ogni violenza contro di lui è legittima.
L’indottrinamento sessantottino è riuscito a suscitare l’odio per
i “famigerati” kulaki ancora negli anni ’70 (lo affermo per esperienza personale). Tanta violenza non è certo frutto del delirio di
un uomo solo al comando e nemmeno di una “degenerazione” di
un comunismo che non-era-così-cattivo-come-Stalin-lo-ha-fatto-
diventare (il Gulag, con tutti i suoi orrori, l’ha creato Lenin). Da
un punto di vista ruralista ci interessa, però, osservare che la posizione anticontadina è insita nel marxismo, che ha preconizzato
la totale industrializzazione dell’agricoltura (una profezia che si è
avverata, dopo il crollo del comunismo, per opera del capitalismo
“liberale”).

Il disprezzo per i contadini “autonomi” emerge in moltissime
pagine dei “padri fondatori” del marxismo (Marx ed Engels); in
loro l’odio per i contadini assume connotati apertamante razzistici.
Senza queste premesse ideologiche non si capisce l’Holodomor.

La borghesia ha assogettato la campagna al dominio della città. Ha
creato città enormi, ha accresciuto su larga scala la cifra della popolazione urbana in confronto a quella rurale, strappando in tal modo
una parte notevole della popolazione all’idiotismo della vita rurale.
(Marx, Il Capitale. Vol. i)

Marx ha parlato dei contadini come di un amorfo “sacco di patate”, esseri incapaci di pensare con la loro testa, schiavi delle
consuetudini. Esseri sub-umani, non solo “idioti” (che si potrebbe tollerare), ma, peggio, “reazionari” (e questo non si può tollerare).

“Gli ordini medi, il piccolo industriale, il piccolo commerciante, l’artigiano, il contadino combattono tutti con la borghesia, per premunire dalla scomparsa la propria esistenza come ordini medi. Quindi
non sono rivoluzionari ma conservatori. Anzi sono reazionari, poiché cercano di far girare indietro la ruota della storia”. (ivi)

Engels, anch’egli padre – sia pure meno “nobile” – dell’internazionalismo proletario, era un becero sciovinista e razzista che disprezzava gli slavi ma anche gli italiani in quanto …contadini.

Gli italiani devono fare ancora un po’ di scuola, di esperienza, per
imparare che un popolo di contadini arretrati come loro, non fa che
rendersi ridicolo quando vuol insegnare ai lavoratori dei grandi paesi
industriali come devono contenersi per giungere all’emancipazione.
(Engels a Cuno, Londra, 22 aprile 1872)

La stessa socialdemocrazia tedesca (odiata da Lenin in quanto
“revisionista” perchè aveva abbandonato l’idea della presa del
potere violenta) attraverso il suo leader più prestigioso, Karl
Kautzy, espresse concetti analoghi:


La socialdemocrazia rimarrà sempre nella sua essenza un partito urbano, proletario, rimarrà sempre un partito del progresso economico; con il contadino conservatore, avverso al modo di vita cittadino e
attaccato alla famiglia patriarcale (…) essa si troverà sempre a lottare
contro pregiudizi profondamente radicati (…).

E così Gramsci:


La rivoluzione comunista sarà attuata dalla classe operaia, dal proletariato, inteso nel senso marxista di strato sociale costituito dagli
operai urbani unificati e plasmati dalla fabbrica e dal sistema industriale capitalistico. La città, organismo industriale e di vita civile,
come è stata lo strumento delle potenza economica capitalista e
della dittatura borghese, sarà lo strumento della potenza economica comunista e della dittatura proletaria.

Marx e i marxisti sono stati i più grandi ammiratori del capitalismo, i propugnatori di un’ideologia industralista e scientista, per
loro uno dei meriti del capitalismo consisteva nel distruggere il
contadino, nella industrializzazione dell’agricoltura.

Nella sfera dell’agricoltura l’effetto più rivoluzionario della grande industria sta nell’abbattere il baluardo della vecchia società, il
“contadino” e nell’inserire al suo posto l’operaio salariato. I bisogni sociali di rivolgimento e gli antagonismi sociali della campagna
vengono in tal modo resi uguali a quelli della città. Al posto della
conduzione più pigramente ligia alla consuetudine e più irrazionale
subentra la applicazione cosciente, tecnologica, della scienza. (Marx,
Il Capitale, Vol. I)

I comunisti sovietici ritenevano che, date le condizioni “arretrate”
della Russia e delle altre provincie dell’impero comunista/grande
russo (altro che “internazionalismo proletario”!), fosse compito
dello stato, del partito, sostituirsi alla grande borghesia industriale per fare di meglio e, soprattutto più in fretta, il suo “mestiere”.
Unire la forza del capitalismo a quella di un sistema di potere
“asiatico”. Prometeico!
L’industrializzazione agricola è stata oggetto di deliranti teorizzazioni (imperniate sulla meccanizzazione spinta e la coltivazione
a grande scala sulla base di un’organizzazione ultracentralizzata
di tipo militare con una terminologia mutuata dall’armata) e, putroppo, anche di tragiche messe in pratica, costate le vita a mi-
lioni di esseri umani e danni ambientali colossali. Il comunismo
ha voluto l’Ucraina, che era il “granaio d’Europa”, per produrre
derrate alimentari a basso costo per il mercato interno e l’esportazione al fine di sostenere l’industrializzazione a tappe forzate. Il
risultato è che essa è diventata oggi un paese che importa grano
tanto è stata compromessa la fertilità dei terreni.
Il comunismo sovietico voleva “bruciare” le tappe anticipando un’industrializzazione agricola che con le tecnologie di allora
(solo meccaniche e chimiche) era impossibile. Solo con gli OGM
la “guerra alla natura” e la “guerra al contadino” può arrivare ad
una “soluzione finale”.

Il capitalismo “liberal-democratico” attua il suo Holomodor
in modo strisciante. Ma la desertificazione, gli “aiuti alimentari” in dumping, l’imposizione delle coltivazioni bioenergetiche,
la violenta “apertura al mercato” imposta ai governi dei “paesi
emergenti”, la dipendenza dalle multinazionali del commercio
granario e delle sementi, sottendono prassi e ideologie altrettanto
Violente.

MICHELE CORTI
Fonte: www.ecologist.it
Link: http://www.ecologist.it/pdf/09_02.pdf
gennaio 2007

Pubblicato da Davide

  • virgo_sine_macula

    Finalmente un articolo obiettivo:scommetto che ora diranno che e’ un nazisionista al soldo dell’imperialismo reazionario e fascista.

  • Mangudai

    Michele Corti é libero di dire ciò che vuole…anche di farneticare, come l’articolo dimostra.Personalissima e alquanto immaginaria e dietrologica descrizione di un pezzo di storia.Tantissime fartneticanti inesattezze forzatamente rimescolate per dare una parvenza di credibilità, la sua.
    Un consiglio al Corti, per descrivere la storia…..prima, bisogna conoscerla.

  • Stopgun

    Quale errore storico avrebbe commesso Michele Corti?

    A mio avviso il quadro è esatto: i morti nell’ Holodomor sono stati 6 milioni.

    Ma per caso, non è che nel corso del tempo questa cifra è stata impropriamente riutilizzata per altre contabilità?

  • Bazu

    Le mie conoscenze, ahimè scarse, non mi permettono comunque di essere d’accordo completamente con Corti. Tu sembri esperto dell’argomento, perché non articoli approfonditamente il contraddittorio?

  • myone

    I cambiamenti dovrebbero essere un innesto equilibrato e un equilibrio per ottenere una migliore condizione di vita. Lo squilibrio solito di ogni sistema, e’ che impone, stratifica il cambiamento, sopprime una gia’ esistente realta’ anziche’ incrementarla, e il tutto senza tener conto della vita, dove il principio per applicarlo, e in forma sbagliata e totalitaria, necessita’ del presupposto dell’ eliminazione radicale e in ogni modo, senza sconti, del patrimonio vero gia’ esistente, e con esso, uomini, regioni e stati, sono solo una spazzatura da gettare.

    In un modo sottile, si arriva alla totalizzazione in agricoltura degli ogm. Buona pianificazione globale per il solito sistema multinazionale che ne deterra’ una specie di monopolio diviso da pochi. Ma un rastrellamento a questo modo comporta una vera e propia sterilizzazione del sistema stesso, che non e’ riutilizzabile come sono riutilizzabili le generazioni che si riformeranno. Gli ogm, non solo sono ibridi, ma ibridano tutto il contesto naturale del mondo vegetale, rendendo sterili e danneggiando, forme di vita vegetali che non sono considerate per una produzione alimentare, e che destabilizzano e rovinano un intero ecosistema.

    Dicono che la moria delle api nel mondo, nelgi usa e pure qui da noi, sia dovuto per sostanze chimiche che gli ogm hanno nei loro trattamenti e struttura linfatica. Nel mais ad esempio, le goccioline di rugiada che fuoriesce dalla pianta e bevuta dalle api considerata come dissetante -acqua-, ne provoca la morte istantanea.
    Senza impollinazione delle api e degli insetti, e con sterilizzazione da contaminazione ogm, non si produrranno ne frutti ne altro, se non solo per via ogm. Culture che ancora non si sa che effetti producano nel breve o lungo periodo. Una cosa e’ certa, che viene meno una salutare e genuina propieta’ dell’ alimento, e uno squilibrio per la vita di cui siamo fatti. Non so se e come i nostri corpi si adatteranno o no, o saranno penalizzati da carenze o insorgenze di anomalie, come l’ ambiente stesso in cui viene immessa la cultura ogm.

  • RobertoG

    Me lo ricordo bene l’uso che facevano del termine “reazionario”. Era esattamente quello che utilizzano oggi con l’aggettivo “terrorista”.

  • Mangudai

    @ Bazu.
    Sto scrivendo con serenità, e senza alcuna polemica nei confronti di nessuno.
    Il Corti, ahimé, lo ricordo ai tempi del Berchet, ed anche nella sua militanza leghista, dedica la sua occupazione ai formaggi autoctoni ed alle settentrionali vallate rupestri.
    Come ripeto é libero di scrivere ciò che secondo lui ritiene corretto, però se scrive delle fesserie é inevitabile il conflitto,digitale.
    L’interpretazione data […]Il disprezzo per i contadini “autonomi” emerge in moltissime pagine dei “padri fondatori” del marxismo (Marx ed Engels)[…] e molte altre citazioni non esistono in nessuno degli autori da lui citati, ed in alcune, l’interpretazione é completamente opposta.
    Per quanto riguarda[…]È stata una carestia terroristica pianificata scientificamente per imporre nel “granaio d’Europa” la collettivizzazione forzata e distruggere la nazione ucraina nella sua consistenza politica, sociale e culturale[…], non tanto a me dovresti chiederlo, ma al rupestre Corti di approfondire.
    Ciao.

  • snypex

    Questa pagina di storia intrisa di sangue mi fa pensare che forse gli stessi motivi hanno spinto alla distruzione della cultura contadina del Regno delle Due Sicilie nel 1860 con conseguenze di catastrofe: non bisogna dimenticare i milioni di emigranti italiani spinti per fame ad abbandonare le terre che coltivavano ed andare oltremare per avere un marginale futuro in cui sperare.

    Ma questa e’ storia, oggi invece sta avvenendo la distruzione di competenze tecniche che la scuola pubblica creava attraverso tutti i tipi di istituti tecnici e professionali attrezzati con laboratori in cui alla teoria seguiva la pratica di vedere ed apprendere come costruire cio’ che si progettava.

    Chi ”abita” nelle scuole tecniche sa cosa sto dicendo: da diversi anni a questa parte, ogni governo che si avvicenda al potere, mira alla distruzione delle competenze tecniche (che permettono di creare tecnici in grado di autogestire la propria sopravvivenza attraverso attivita’ di manutenzione e riparazione).

    La distruzione di cui parlo, ha la sua evidenza nello smantellamento sistematico dei laboratori piu’ importanti degli istituti tecnici (si dice che lo studente deve vedere come si fa, ma non puo’ operare direttamente… allora bastano le figurine dei libri di testo!), sostituendoli con sale da ”’internet-café”’ dove cio’ che prima si toccava con mano oggi e’ tutto virtuale (quando anche mangiare diventera’ una virtualita’ allora saremo al culmine, la fame non esistera’ piu’).

    Lo scopo, evidentemente, e’ la trasformazione dell’ ”ingegno umano-autosufficienza” di potenziali ”tecnici-contadini”, in una macchina digestiva che non pensa formata da milioni di individui con uno ”stampino” scolastico, che sono solo intenti ad essere ”competitivi” e ”consumo-digestivi” altrimenti l’economia-cacca in cui viviamo ne potrebbe risultare danneggiata.

    L’ebreo K.Marx ha manipolato milioni di individui: quelli poveri con la forza e la violenza.

    Gli intellettuali li ha plagiati con la politica: anche loro sono funzionali alle mostruosita’ a cui ci costringono ad assistere ancora oggi.

  • Mangudai

    […]A mio avviso il quadro è esatto: i morti nell’ Holodomor sono stati 6 milioni[…]prima o poi qualcuno mi dirà le fonti di questo dato numerico. Ciò che contesto al Corti non é un numero (anche se la logica imporrebbe maggior rigore),ma la pretesa e alquanto bizzarra conclusione […]Il comunismo sovietico voleva “bruciare” le tappe anticipando un’industrializzazione agricola che con le tecnologie di allora (solo meccaniche e chimiche) era impossibile[…]
    Dov’é la logica in questo assunto?

  • myone

    Esatto. Questo e’ un modo che riflette anche il tutto. Attaccarsi all’ immaginario collettivo del sistema, e non saper vedere piu’ una realta, che chiede di essere controllata, a servizio, autosufficente, reale, di e e per tutti, e a misura della vita che serve. Graduatamente e sopratutto in uno stato.

  • myone

    Quando uno stato non garantisce questo, con tutte le sue anomalie interne e le anomalie derivate del globale a cui sei condizionato, io allora credo nel federalismo come autonomia, non come la interpretano e la usano, ma come realta’ dove ricreare un sistema autosufficente e a misura di vita, su un territorio ridotto. Se non e’ cosi, e’ solo una parola sfruttata per altro.

  • A_M_Z

    Ma non è possibile che pure in questo sito Il Socialismo Sovietico sia chiamato Comunismo!
    Capitalismo di Stato è la definizione corretta.
    Io ci rinunco, non ho più speranze.

    Siamo vittime del cretinismo indemico; è quasi inutile spiegare che il capitalismo applicato all’agricoltura sostituisce, per dirla con poche parole spicce che piaciono al contadino, 100 lavoratori con un mezzo. 100 lavoratori che per non morir di fame diventano operai nelle città.
    Operai o schiavi.

    Carl Marx non ha tutti i torti a considerare sacchi di patate i contadini, soprattutto quando vogliono fare gli intellettuali.

  • WONGA

    Finalmente un buon articolo che dice la verità

  • nessuno

    Allora secondo te l’articolista è obiettivo,uno giusto .
    Allora croata vergine(si fa per dire..) dopo esserti fatta gonfiare dall’extracomunitario di turno che paghi profumatamente … leggiti questo e rosica
    ==========================================
    fonte:
    http://www.network54.com/Forum/13093/message/935138172/Far+emergere+i+limiti+di+fondo+del+leghismo

    Far emergere i limiti di fondo del leghismo
    by Michele Corti

    Gli ultimi mesi hanno segnato l’accelerazione di un trend di contrazione del consenso elettorale leghista e conseguentemente innescato reazioni a catena sia nel vertice che nella base. Di qui la perdita della roccaforte bergamasca, le randellate, i comizi deserti.
    Il fideismo e la mancanza di dialettica interna, che potevano “funzionare” con il vento in poppa, hanno agito da amplificatori della crisi nel momento della verità quando quel che resta di una militanza credulona si è reso conto che nessuna delle iniziative lanciate dalla “leadership” è mai andata in porto per il semplice motivo che servivano solo per attirare i riflettori, compiacenti, dei media italiani e gonfiare e quindi conservare una rendita elettorale parassitaria. Parassitaria? Si perché basata sullo sfruttamento del disagio, del malessere sociale con lo scopo di catalizzare nell’ambiguità e nella fluidità dell’enunciazione politica le spinte contraddittorie che vengono da una società sazia (e quindi poco propensa alla rivoluzione) ma afflitta nel profondo da “mali” che derivano da un patologico rapporto con le istituzioni, con il potere con una “cultura nazionale” che fa a pugni con quel che rimane dell’identità sociale e culturale delle nostre genti. Disagio civile, vergogna di “essere italiani” ma adeguamento alle compromissioni clientelari, ripiegamento individualista nel “conto in Svizzera” e nell’evasione fiscale. La Lega non ha voluto uscire dall’ambiguità del rapporto tra le società alpino-padano-venete e il sistema italiano. Con l’antifiscalismo e la lotta alla “partitocrazia” in nome del Nord “sano” era facile raccogliere consensi ma con il tempo, costretta a battere strade nuove per recuperare credibilità, “istituzionalizzata” all’interno del sistema politico-rappresentativo e sempre meno “altra”, la Lega è stata costretta a scoprire il fianco, ad operare scelte che le hanno alienato i facili consensi protestatari dei tempi fortunati. La mancanza di ispirazioni coerenti, l’elusione di una critica radicale alle basi ideologiche dell’italianità l’hanno sospinta ad un radicalismo parolaio a forme di estremismo letali per un movimento autonomista -quello che la Lega non è mai stata!
    Compito della Lega è stato quello di interpretare una protesta chiassosa apparentemente anti-Roma ma sostanzialmente inoffensiva per il sistema. Coerentemente con il ruolo di “parafulmine” la Lega non ha mai “morso sul vivo” l’ideologia italiana. Ha immesso nel circuito politico soggetti sociali che ne erano al di fuori solo per propinargli una vulgata ribollita di “storia patria”. Esaltazione dell’età comunale e della Lega Lombarda nella scia della mitologia risorgimentalista (dimenticando i limiti campanilisti e bottegai del comune, dimenticando la frattura tra città e campagna), con il Papato e con Roma (ma sì!) contro l’Impero che rappresentava il federalismo. Invece di esaltare la Signoria come espressione di una precoce formazione di stati regionali moderni si resta al comunalismo. Ma non fa comodo a Roma dimostrare che i Principati, anziché stati all’avanguardia del processo di formazione dello stato, moderno in Europa erano solo teatri di congiure, assassinii, in balia di bande mercenarie? Solo storia di “staterelli” litigiosi e “asserviti allo straniero”. Questa è la storia d’Italia tra Comuni e Risorgimento? Ad un italianismo intriso di menzogna fa comodo continuare a far credere che sia così. La Lega si guarda bene di esaltare lo stato visconteo-sforzesco un esempio all’avanguardia in Europa nella creazione dillo stato moderno. I primati del Ducato sono innumerevoli ma sottaciuti. Il primo ospedale moderno, il primo parco di concezione moderna, una rete di navigazione e irrigazione all’avanguardia, la biblioteca più ricca d’Europa (nel castello di Pavia poi saccheggiata dai francesi). Il Ducato dura dal 1385 al 1796, più di quattro secoli di storia con una notevole continuità di istituzioni (vedi il Senato). Ma secondo la vulgata non è indipendente. Ma cosa significa indipendente prima del XVIII sec? Gli Asburgo di Spagna e d’Austria erano nel solco di una concezione da una parte patrimoniale e personalista, dall’altra universalista dell’Impero. Il principe non era “straniero” per definizione. Applicare al XV-XVII sec. i concetti del nazionalismo e dello stato nazionale è pura imbecillità. Ma questo è il risorgimentalismo. E tra Austria da una parte e aristocrazia milanese + savoia con chi si schiera la Lega? Ma con i risorgimentalisti, ovviamente. Morte ai tudesch! Le cose non migliorano, anzi peggiorano arrivando all’oggi. La Lega fascistoide che in un congresso prende a randellate i “dissidenti” aderisce in pieno ai gaudiosi dogmi antifascisti e resistenziali. W il 25 aprile. Oggi la parte più pensante della sinista (vedi Ernesto Galli della Loggia) ammette che l’invenzione della “resistenza” (la patente di antifascisti a quelli che erano fascistissimi qualche mese prima della “conversione”, il negare l’assoluta ininfluenza militare della resistenza -un fatto di sporca guerra civile e basta!-) e la “congiura” tra partiti italiani per far finta di credere tutti a queste menzogne è stata esiziale per la “democrazia italiana”. L’omertà tra chi si era proposto di far credere agli italiani quello che gli italiani sapevano essere falso (chiedete ai nonni) ha portato a un sistema che alla gestione clientelare ha aggiunto qualcosa di peggio che è sconfinato nella trasformazione dei partiti in cose simili alle associazioni a delinquere.
    Ma la Lega è nei fatti nell’ ARCO COSTITUZIONALE, fa parte della banda. W le 5 giornate, W il 25 aprile, tedeschi brutti e cattivi non volete la Padania perché temete la concorrenza (ma siamo seri!).
    Poi si fa finta di fare l’antimondialismo e l’antiamericanismo, ma a questo punto la spregiudicatezza ha un limite e il prezzo da pagare è salato.

    Vi interessa discutere liberamente e approfondire questi temi? Siete stufi di discussioni a livello poco più che goliardico? visitate il sito

    http://www.freeweb.org/varie/ForumPadanAlpino

    e dite la vostra

  • Andrea_Komunist

    Questo articolo è puro ciarpame intellettuale, frutto di una pessima analisi, fatta tra l’altro di luoghi comuni senza un minimo riferimento alla fonte, tranne la sconnessa citazione di qualche frase di qua e di là dal Capitale o altro per dimostrare una tesi preconfezionata, cioè l’odio dei sovietici e dei comunisti per i contadini arretrati. Ma forse non ci si rende conto di quanto vasta sia l’opera di Marx e di Engels (e di Gramsci), di quanto sia problematico lo stesso Capitale. Va bene, ma queste sono quisquilie.
    Veniamo all’Holodomor, la tragedia della carestia degli ucraini e porgiamo ai lettori un punto di vista alternativo a così tanta faciloneria: innanzitutto, le tesi dell’autore sono state sostenute da Robert Conquest, agente a servizio della disinformazione presso i servizi segreti britannici, un veterano riconosciuto della Guerra Fredda. A ridimensionare tale evento furono addirittura Edouard Herriot, primo ministro francese e i rapporti diplomatici dell’Italia fascista (fonti, come vedete, certamente non comuniste), con la segnalazione della “valorizzazione dei caratteri nazionali ucraini”: fine di Stalin doveva essere l’attrazione degli ucraini in Polonia, certo non poteva farlo provocando la morte di una popolazione per fame!! Lo stesso Trockij, ucraino, mai rimproverò a Stalin una pianificazione di tale olocausto. Tale documentazione fu frutto della propaganda nazista, dei collaborazionisti dell’invasione tedesca. Poi si parla di un altro problema, mescolato al precedente per affermare la tesi: quello della dekulakizzazione dell’URSS. Bene, anche qui bisognerebbe analizzare con un pò più di accuratezza la storia dell’epoca sovietica e magari sarebbe utile fare qualche comparazione con i sistemi capitalisti in quell’epoca. Quello che posso fare, per non cadere nell’errore di Corti, è quello di consigliare la lettura di un saggio scritto da uno storico, professore universitario e Direttore dell’Istituto di Scienze filosofiche e pedagogiche dell’ Università di Urbino, Domenico Losurdo:
    Stalin “Storia e critica di una leggenda nera”, Carocci Editore, 2008.
    Il testo, assolutamente non revisionista e molto serio, è corredato da una vasta bibliografia per approfondire i vari temi.

  • TitusI

    Scommetto che tu non saresti in grado di coltivarla una patata, per questo “ti senti intellettuale”…ed invece sei un sacco di patate…;)

  • Franky_Ramone

    stai cercando di screditare un giornalista di fronte a 6 milioni di morti. Non mi sembra una ganzata

  • TitusI

    Andrea_Komunist

    Giusto per chiarire subito che sei super partes…

    “dekulakizzazione” termine fantastico, scometto che non significa sterminare i contadini per fame, esatto?

    Sai nulla della “Katynizzazione”? La disinformazione dei reazionari dice che siano stai i russi, ma certo tutti sanno che sono stati i tedeschi…(o dice che sono stati i Comunisti e invece sono stati i nazisti, non saprei..)…comunque ora sta avvenendo la “depalestinizzazione” fra un po (credo) diranno che sono stati gli iraniani (anzi i mussulmani…meglio).

    Io trovo l’anialisi fatta da Corti non particolarmente approfondita, ma in sostanza corretta, e almeno ci ricorda un evento di cui si parla troppo poco.

  • Eli

    L’ignoranza di Michele Corti è pari solo alla sua confusione ed al suo ideologismo viscerale. Marx studiò il capitalismo e l’industrializzazione dell’Inghilterra dei suoi tempi. Occorre ricordare che la violenza del capitalismo inglese di fine ‘700 e di metà ‘800 è pari solo alla violenza perpetrata dal cattolicesimo nel corso dei secoli. Le condizioni di vita e di lavoro erano spaventose. E soprattutto Marx creò una TEORIA ECONOMICA, dunque non può essere incolpato del modo in cui tale teoria fu applicata, prima da Lenin e poi da Stalin. Inoltre la sua teoria era studiata per un paese industriale a capitalismo avanzato, mentre fu applicata in Russia, che era un paese prevalentemente agricolo, con poche fabbriche e molto latifondo, dove si compravano e vendevano gli uomini come bestie, e dove la maggioranza della popolazione viveva nella più nera miseria. Leggetevi almeno Tolstoi! Marx prevedette addirittura la globalizzazione, la crisi e la fine del capitalismo, che per la sua stessa natura egoistica, basata sull’accumulo delle risorse, è destinato ad implodere. Che è ciò che sta accadendo oggi, tanto è vero che in Germania, attualmente, “Il Capitale” è il libro più venduto. Gli errori di applicazione e la violenza di Stalin non sono dovuti alla teoria economica, ma al suo Ego. Spesso piccoli uomini possiedono un Ego smisurato (basta vedere Berlusconi, Brunetta, ecc.). Lenin non aveva in simpatia i contadini, perchè, tenuti nell’isolamento e nell’ignoranza, erano la parte più arretrata e conservatrice della popolazione. Tuttavia mise la Falce (agricola) a braccetto con il Martello (operaio) nel simbolo della Russia.
    Quanto ai Kulaki, non erano poveracci con una mucca ed un orticello, bensì contadini ricchi, bene armati, che non ne volevano sapere di condividere con altri le loro proprietà. L’uomo nasce egoista, e solo con uno sforzo successivo, personale e spirituale, può evolversi in un Essere Umano generoso e pronto a condividere. Non giustifico con ciò la violenza con cui sono stati sterminati, dico solo che questo fu il modo che Stalin scelse per attuare i suoi piani di dominio: ma questo è trapassato remoto. Credo che dovremmo piuttosto occuparci dei PIANI DI DOMINIO attuali, portati avanti dagli omuncoli che ci governano adesso, qui in Italia. E prima di parlare di Storia od Economia, almeno approfondire un po’questi argomenti. Il Nostro non lo ha fatto, le sue parole grondano sangue e saliva come la bocca di Ezechiele Lupo. Beata ignoranza! “Nessuno”, condivido spesso le tue osservazioni.

  • emid

    questo articolo è forzato al massimo..tale da rendere inoffensive tante giuste critiche contenute in esso!

    si sa che il comunismo si è macchiato di orrori indicibili…

    ma l’autore crede di aver fatto la scoperta del secolo quando dice che il comunismo si basava sull’industrializzazione, sul progresso economico proprio come il capitalismo…

    l’anticapitalismo come lo intendiamo oggi…compreso l’AMBIENTALISMO, l’ANIMALISMO, L’AGRICOLTURA BIOLOGICA che tanto piace al giornalista sono frutto di altre correnti socio/economiche…che erroneamente vengono reindirizzate all’anticapitalismo socialista!

    se vogliamo ridicolizzare la cosa: Marx direbbe che mangiare frutta biologica è uno sfizio borghese di nessuna utilità al progresso economico e all’operaio!

    non ha scoperto niente di nuovo..ma nn credo che lui voglia tornare in un mondo senza industrializzazione…come un contadino che mangia i suoi ortaggi e beve il latte della sua pecora preferita!

    se invece è cosi…passi al sua vita su una montagna, rifiutando il progresso e buttando quel pc che rappresenta l’apoteosi dell’industrialismo e del libero mercato capitalista…MA ANCHE COMUNISTA (alla Veltroni! ahahah)!

  • lupomartino

    Ottimo articolo!!!

  • Franky_Ramone

    sono contento che CdC abbia pubblicato questo articolo, a riprova di quello che possano fare le idee e gli uomini che non rispettano l’essere umano. Ai miei occhi 6 milioni di morti non si possono giustificare in alcun modo. Meglio stare zitti e magari dire una preghiera

  • Franky_Ramone

    scusa ma non ho capito dove vuoi arrivare. Nel granaio d’europa sono morte milioni di persone per fame e Stalin non c’entrava niente in tutto questo?
    Un pò come quei tizi che si cucivano la stella di Davide sul petto, uscivano di casa e prendevano il primo treno per Auschwitz

  • Eli

    Complimenti per lo spessore delle tue argomentazioni!

  • fingal

    Non potevo esprimermi meglio.
    Grotteschi i commenti che cercano di giustificare ideologie davanti alla storia,
    da una parte e dall’altra.. idiozia da pseudo intellettuali.

  • Eli

    A_M_Z, hai perfettamente ragione sul nome di Capitalismo di Stato. Ma lo sai che i cretini aprono bocca e danno fiato. E la loro mamma, che svolge notevole attività sessuale remunerata, è sempre incinta.

  • Mangudai

    E’ possibile sapere da dove c…o provengono le informazioni del Sig.Michele Corti, riguardo l’olocausto Ucraino?

  • nautilus55

    L’articolo è decisamente brutto, non per l’argomento trattato (interessante), ma è sconclusionato e senza citazione di fatti e fonti riguardanti quel periodo storico (non quelle teoriche marxiste). La persecuzione dei kulaki avvenne in parallelo con il fallimento della NEP e con le difficoltà dei piani quinquennali. Non si può affrontare un argomento così complesso con quattro righe: di là delle opinioni politiche espresse – condivise da qualcuno, non da altri – viene meno proprio la struttura necessaria, lo stilema, per affrontare argomenti così complessi. D’altro canto, se fosse stato un articolo di dieci pagine, quanti l’avrebbero letto? Non si fa cultura in questo modo, né informazione: meglio rimandare ad un testo. Poi, ciascuno eserciterà (a quel punto) il sacrosanto diritto di critica.

  • antoniona

    L’agricoltura nuova sarà il tramite fra l’uomo e la natura, anzi, sarà la nuova fusione dell’uomo con la natura di cui fa parte. Ma per giungere a tanto è necessario lo stadio che stiamo ancora attraversando, che ha permesso, tramite il Capitale, di legare terra, industria e scienza.

    http://www.quinterna.org/pubblicazioni/rivista/05/lavoro_delsole.htm

  • nessuno

    Io non sto screditando nessuno anzi…..
    Se è valido l’articolo sui comunisti ibidem e valido per la lega oppure adattiamo i giudizi alla bisogna?
    Also io non conosco l’entità dei crimini comessi da stalin che sicuramente sono forse superiori a quelli elencati nell’articolo .
    Per par condicio voglio sottolineare che alcuni decenni prima nell’altro emisfero una giovane e osannata nascente nazione”democratica” sterminava milioni di nativi con gli stessi mezzi.
    O facciamo due pesi e due misure?
    Gli indiani d’america non sono uomini con pari dignità e diritti degli ucraini?

  • nessuno

    Tanto per essere precisini l’articolista asserisce che
    ——————————————————————————-
    Nel 1932-33 venne perpetrato dai sovietici uno dei peggiori genocidi ed etnocidi della storia dell’umanità. Milioni di contadini vennero fatti morire di stenti
    ——————————————————-
    Ora in un solo anno i sovietici sono riusciti a fare quello che i nazisti hanno fatto in parecchi anni?

  • adriano_53

    gli scopi di tale tale publicazione su cdc?
    guardate ai genocidi passati che quelli attuali(Gaza) sono poca cosa?
    quanto sono cattivi i comunisti ed in particolare quelli russi che prima affamavano gli ucraini e adesso gli fanno pagare il gas?
    la generazione del 68 non smette di rompere i coglioni?

    ricordo che questo sito è politica e informazione: per la disinformazione si può sempre leggere un giornale o qualche altra cosa!

  • adriano_53

    ho un genocidio da 10 mlioni. che ne dici? congo belga!
    posso sparare le più grandi cazzate che mi girano per la testa in loro nome?
    sessualmente non è che sei un pò necrofilo?

  • TitusI

    cattivo ragionamento il tuo 😉
    Riusci’ a fare quel che i nazisti NON sono riusciti a fare…
    Comunque, l’idea di base e’ questa, quanto impiega un uomo a morire di fame?Un anno basta?Allora un anno senza amngiare basta a sterminare al popolazione mondiale.
    Per i nazisti si sono inventati camere a gas e altri meccanismi arzicocolati, bastava rinchiuderli e non dar loro da mangiare, in un anno avrebbero ottenuto una mortalita’ del 100% spendendo molto meno risorse, forse i nazisti erano piu’ umani, non so….

    A buon intenditor poche parole, oppure “l’uomo saggio ascolta una parola e ne capisce due”

  • mazzi

    Ed eccoci alle solite, articolo ad hoc con coro di sottofondo, a ricordarci che il comunismo e’ il peggiore di tutti i mali ed essendo tale giustifica tutte le possibile schifezze di sempre, passate e presenti: Hiroshima, Vietnam, i colonnelli – dai greci ai cileni passando per l’Argentina, jugoslavia, Afganistan, Iraq, Guantanamo, torture, Gaza ecc.
    Tutto va bene perche’ “in fondo il comunismo non era meglio”, la solita merda di sempre cucinata sempre nela stessa maniera. Dimenticando, come gli idioti fanno o vogliono fare, che il marxismo non e’ il comunismo russo e soprattutto non e’ Stalin. Ma poco importa, quello che importa e’ che il marxismo deve morire, perche’ dove muore non c’e’ piu’ una alternativa di sinistra che si possa chiamare tale – continuiamo a vederlo giorno per giorno – e c’e’ invece una pletora di venduti e opportunisti che si schierano a parole dalla parte del popolo mentre a fatti si appanzacchiano alla tavola dei potenti. In un vecchio film Giannini li definiva puttane socliademocratiche.
    L’articolo e’ stantio; il coro di accompagnamento quanto mai poco immaginativo.

  • Franky_Ramone

    Per questo hai ragione, non ha riportato neppure un riferimento. Io personalmente ho sempre sentito parlare dei contadini ucraini massacrati dai soldati dell’armata rossa, privati del grano e lasciati morire di fame all’inizio degli anni trenta. Così come ho sempre sentito parlare della resistenza baltica, delle purghe ai quadri dell’armata rossa prima della seconda guerra e dell’omicidio di Trotsky. Ho digitato holomodor su google e ho trovato decine di siti che ne parlano, anche su wikipedia c’è un buon pezzo con riferimenti e bibliografia. Però forse non ho capito la tua domanda.

  • A_M_Z

    In tutta sincerità non scrivo articoli perchè so di non essere intelettualmente all’altezza e di non avere la padronanza linguistica necessaria però ho gli occhi per osservare e le orecchie per ascoltare e la storia parla chiaro e parla con un dizionario definito; il termine “comunismo” che usate per criticare la russia sovietica non è corretto ; Stalin è il primo anticomunista autore della controrivoluzione.

    Marx è un filosofo economista che ha analizzato il sistema nella sua evoluzione e Lenin è colui che ha guidato dei disperati AGRICOLTORI(!!!) a controllare le istituzioni.
    La russia del ’17 non era fortemente industrializzata ma molto molto povera.

    A cesare quel che è di Cesare.

    I morti del socialismo sovietico non sono imputabili al comunismo inteso come filosofia.

  • flespa

    Il breve articolo di Michele Corti ha il merito non solo di dire in modo chiaro una verità dalla “sinistra” sinistramente rimossa (proprio così: il genocidio per fame coatta, compiuto in Ucraina e nel Kuban dai bolscevicostalinisti nell’arco di nove mesi contro il loro stesso popolo lavoratore e durante un periodo di pace internazionale, è il crimine di massa più mostruoso di tutta la storia dell’occidente – lo sarebbe pure a livello mondiale se non fosse superato dagli orrori dei despoti maoisti, cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57082), ma anche di andare al nocciolo della questione, ovvero di crtitcare alla radice il “marxismo” in quanto ideologia industrialista statal-tirannica, apologetica del capitalismo e anti-contadina (e anti-natura). Per quanto attiene alla più recente e fondata messa a punto sull’Holodomor cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57472, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57477, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57489.

    Joe Fallisi

  • mazzi

    Vorrei ricordare alla bassa manovalanza dell’opinion making machine, che stasera suona un po’ bolsa, il fatto che i russi mangiavano i bambini. Come mai non e’ saltata ancora fuori?

  • virgo_sine_macula

    Te ne accorgerai alle prossime europee della contrazione dei voti leghisti:intanto rosica tu che sei fuori dal parlamento e mai piu’ ci tornerai,gli italiani vi hanno spazzati via senza pieta’ perche’ siete
    preistoria con le vostre anacronistiche teorie.Continua a sognare la rivoluzione proletaria e la coscienza di classe tanto il nord la sua rivoluzione l’ha gia’ fatta.Padania uber alles

  • virgo_sine_macula

    Hai scritto la sacrosanta verita’,per questo ora ti bolleranno come agente del Mossad nazisionista e lacche’ del capitalismo reazionario e fascista.Eh gia’,i compagni usano ancora parole cosi’ ridicole

  • virgo_sine_macula

    Erano e sono i cinesi a mangiare i bambini non i russi:sempre di comunisti trattasi invero

  • Mangudai

    Visto e considerato, la fama di storico indiscusso del nostro Corti rupestre Michele,(mi chiedo perche mai finora non abbiano mai pubblicato un suo saggio su Lancet), e le ineguagliabili verità e dogmi incrollabili dei soliti (…che quando si tratta di confrontarsi glissano dicendo “ottimo articolo” o “sacrosanta verità”),mi piacerebbe sapere come e dove hanno avuto o letto tutte queste Rivelazioni, ne sarei grato se qualcuno di questi Illuminati (oltre al nostro Corti Alpeggio Michele), in quanto geloso di non appartenere a questa “Chaste de historiens de la societè d’Histoire”, desse al sottoscritto “qualche dritta”.

  • Mangudai

    Non é vero niente ciò che affermi;-)altrimenti a questo punto metà della popolazione mondiale sarebbe già deceduta da mò.
    A Morir di fame ci si mette un pò tanto di più.Se vuoi te lo posso spiegare in termini scientifici.

  • Mangudai

    Sbagliato! Russi solo russi mangiavano i bambini. A (piccola divagazione) proposito anche gli ebrei per il Reich mangiavano i bambini…….Vedi com’é facile la gastronomia.

  • virgo_sine_macula

    Ti ricordo che di recente quel pseudo storico di Domenico Losurdo
    ha avuto la sfrontatezza di scrivere che Stalin non fu un mostro.
    Stalin,il comunista Stalin,fu il piu’ grande assassino di tutti i tempi e a dirlo furono i suoi stessi compagni di partito che ne traslarono la salma
    dal cimitero degli eroi al cimitero degli “scomodi”.
    Per la Russia la memoria di Stalin e’ ingombrante tanto quanto quella di Hitler per la Germania

  • virgo_sine_macula

    Verissimo,nessuno dice il contrario

  • Mangudai

    se non erro nel tuo precedente sostieni parli di cinesi……

  • flespa

    Da: [email protected]
    Oggetto: “Si tratta di un’enorme incoerenza.” No, è perfettamente coerente con l’ideologia giudaico-talmudica, la più razzista e suprematista mai concepita dall’uomo
    Data: 26 gennaio 2009 12:27:06 GMT+01:00
    A: [email protected]

    http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57472
    http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57477
    http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57489
    http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57504

    °°°°°°°°°

    VENERDÌ 23 GENNAIO 2009

    La vergogna asimmetrica dell’Occidente

    L’OLOCAUSTO EBRAICO E L’ORGOGLIO EBRAICO

    Di Charles Dodgson, 25 Novembre 2008[1]

    Il 22 Novembre del 2007 è caduto il 75° anniversario dello sterminio degli ucraini da parte della polizia politica di Stalin – il temuto NKVD [Commissariato del Popolo per gli Affari Interni] – le cui vittime vengono stimate fino a 10 milioni. Questa burocrazia rappresentò il culmine della “correttezza politica”, avendo ucciso decine di migliaia di agricoltori e di paesani perchè la regione presa di mira aveva resistito alla collettivizzazione. La pratica dello sterminio politico venne iniziata da Lenin subito dopo che Trotsky lo aveva portato al potere. Stalin ereditò e sviluppò la pratica e il suo apparato.

    Fino agli anni successivi alla seconda guerra mondiale, i ranghi superiori del NKVD erano rappresentati soprattutto da ebrei. Si trattava di ebrei secolarizzati i quali, da buoni comunisti rifiutavano le differenze etniche e razziali, poiché le consideravano un prodotto della società borghese. Ma conservarono la propria identità ebraica;[2] conoscevano i loro antenati.

    Gli ebrei non provano rimorsi per la carestia ucraina. Non chiedono scusa per questo evento. Non la indicano come una manchevolezza del carattere o della cultura ebraica. Si tratta di un’enorme incoerenza. Da un lato gli ebrei si sentono orgogliosi per le conquiste positive conseguite da altri ebrei, sia religiose che civili. Ma come può l’orgoglio essere etnico e incondizionato quando la vergogna è condizionata e parcellizata? Non è un segno di incoerenza che qualcuno si senta orgoglioso per le conquiste del proprio gruppo etnico ma non provi vergogna per le sue manchevolezze?

    Alexander Solgenitsin ha fatto un ragionamento simile nel suo ultimo libro, Duemila anni insieme. L’orgoglio di gruppo procede di pari passo con la vergogna. Egli ha scritto: “Gli ebrei dovrebbero sentirsi offesi dal proprio ruolo nelle purghe allo stesso modo in cui lo sono verso il potere sovietico che li ha perseguitati”.[3] Riguardo alla vergogna dei bianchi, il nostro collega Michael J. Polignano ha sostenuto in modo stringente che quelli che condannano i bianchi per il comportamento di altri bianchi ammettono implicitamente la legittimità dell’orgoglio dei bianchi per le conquiste dell’Occidente (Occidental Quarterly, primavera 2008, pp. 3-6).[4]

    Ritengo che l’incoerenza sia una delle prerogative della condizione umana. Ma in questo caso l’incoerenza è più grande di un semplice difetto della natura umana, perché ad altri gruppi etnici e ad altre nazioni non è permesso di dimenticare i propri peccati, almeno nei casi in cui i peccati sono stati commessi contro gli ebrei. Ai tedeschi viene insegnato dai propri media e nelle scuole a provare vergogna per le azioni di un servizio segreto pagano che uccise milioni di ebrei e di zingari durante la seconda guerra mondiale [Non è vero, qui l’autore prende un granchio, come ben sa chi conosce la letteratura revisionista – N. d. T.]. La responsabilità viene estesa ai tedeschi in generale, non solo ai pagani o a quelli che sostennero la politica di sterminio di Hitler.[5] La vergogna è etnica e incondizionata. Solo l’orgoglio, quando riguarda i tedeschi, deve essere condizionato e parcellizzato. Lo stesso tipo di vergogna etnica generalizzata viene insegnato ai bianchi in molte nazioni. Sembra che abbiamo fatto tutti qualcosa di terribile, nel corso della storia, sia che si tratti del colonialismo, che dello sfruttamento, della discriminazione, della segregazione, ecc. E si sa che quando diciamo “noi” intendiamo la nostra comunanza etnica. Il crimine varia ma la vergogna rimane la stessa.

    C’è una buona dose di verità in molte di queste accuse. Lo stato tedesco ha commesso l’Olocausto [Idem come sopra – N. d. T.]. Gli inglesi, gli spagnoli, i portoghesi, i russi, gli olandesi, e i francesi hanno soppiantato le popolazioni native nelle Americhe, in Africa e in Australasia.[6] I neri hanno subìto la discriminazione negli Stati Uniti. Il colonialismo e l’espansione etnica hanno i loro lati oscuri.

    Nelle accuse c’è anche una certa verità morale, anche se sono indiscriminate. Ma è una morale confezionata in modo tale che l’identità di gruppo, quando sia associata ad un residuo di orgoglio, renda ipocrita il sentirsi orgogliosi ma non vergognosi per il comportamento del proprio gruppo. Una storia della Germania che non menzionasse la seconda guerra mondiale o l’Olocausto sarebbe giustamente liquidata come propaganda. Qualcuno riesce a immaginare una storia degli Stati Uniti che non ammetta le nefandezze dello schiavismo o di Jim Crow?[7]

    Ma non abbiamo bisogno di immaginare una storia degli ebrei che ometta di menzionare il ruolo ebraico nella rivoluzione russa o nei regimi comunisti dell’Europa orientale del periodo successivo alla seconda guerra mondiale, o nei tentativi rivoluzionari bolscevici in Germania dopo la prima guerra mondiale o nello spionaggio sovietico. Basta consultare un libro qualsiasi nella sfilata apparentemente senza fine di testi di storia ebraica, molti dei quali prodotti dai dipartimenti di studi ebraici in università pagate dai contribuenti.

    L’incoerenza va anche oltre. Le organizzazioni ebraiche condannano all’unisono le società occidentali, le tradizioni occidentali, e lo stesso cristianesimo, per i passati crimini contro gli ebrei. Ma non parlano mai dei crimini ebraici.

    E’ difficile dire quale effetto abbia avuto sulla capacità dell’Occidente di difendere i propri interessi nelle guerre culturali questa vergogna asimmetrica; a parte il fatto che l’effetto è stato sicuramente negativo. Un terreno di competizione uniforme non verrà raggiunto fino a quando i testi di storia ebraica, i musei dell’Olocausto, e i dipartimenti di studi ebraici non compieranno lo stesso sforzo di autoconoscenza e di autocritica che gli ebrei hanno sollecitato presso le nazioni non ebraiche.

    Charles Dogson è lo pseudonimo di un sociologo che vive in Inghilterra

    [1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.theoccidentalobserver.com/authors/Dodgson-Ukraine.html
    [2] http://www.theoccidentalobserver.com/authors/Dodgson-Ukraine.html
    [3] http://www.guardian.co.uk/world/2003/jan/25/russia.books
    [4] http://theoccidentalquarterly.com/
    [5] http://www.amazon.com/Hitlers-Willing-Executioners-Ordinary-Holocaust/dp/0679772685
    [6] http://it.wikipedia.org/wiki/Australasia
    [7] http://it.wikipedia.org/wiki/Jim_Crow

    PUBBLICATO DA ANDREA CARANCINI A 7.47

    ————

    (http://andreacarancini.blogspot.com/2009/01/la-vergogna-asimmetrica-delloccidente.html)

  • TitusI

    Caro A_M_Z,

    innanzitutto la mia critica al tuo post era dovuta al modo in cui parli degli agricoltori che vogliono fare gli intellettuali, non mi e piaciuto lo stile.
    Passando poi al problema delle definizioni, non ignoro quel che dici, ma purtroppo ci sono regole da rispettare, in Italia abbiamo avuto un partito comunista molto forte,anche quando in Russia c’era Stalin, che aspettava che i cosacchi abbeverassero i loro cavalli a piazza S. Pietro, quando si e’ scoperto quel che aveva combinato il bel soggetto si e’ passati dal chiamarlo comunismo al chiamarlo stalinismo, e capirai che questo infastidisce un po di gente (di certo non me) cosi’ come in Cina c’e’ stato il maoismo, insomma sembra che nel mondo ovunque il popolo abbia voluto applicare il comunismo si sia giunti in realta’ ad altro, il che sia chiaro e’ possibilisimo, ma sorge il dubbio che cio’ sia dovuto non ad un caso, ma al fatto che quando un popolo ha cercato di portare avanti quella ideologia nel suo paese alla fine si e’ trovato qualcosa di ben diverso e non gradito.

    Ti faccio notare che il “capitalismo” (per dire un nome chiamala pure demoscaria se ti va) non prevede la violazione di ogni norma, legge, dignita’ e vita umana, ma sta di fatto che porta inevitabilmente a questo,
    e mi infastidirebbe se qualcuno fra 30 anni mi dicesse:
    “Nooo, tu non capisci un cxxxo quello non e’ “capitalismo” quello e’ corpatrocrazia…” perche’ sarebbe poi noioso per me spiegargli che forse e’ inevitabile perseguendo certe logiche giungere a certe inevitabili conclusioni.

    TitusI

  • TitusI

    Cavolo, mi interessa, ma forse non ci siamo capiti, io non parlavo di mangiar poco, ma di NON MANGIARE per un anno…quasi quasi ti sfido…:P

    Comunque mi interessa sapere quel che hai da dire, aspetto 😀

  • flespa

    Da: [email protected]
    Oggetto: “come dappertutto”
    Data: 26 gennaio 2009 13:55:44 GMT+01:00
    A: [email protected]

    http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57472
    http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57477
    http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57489
    http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57504
    http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57532

    °°°°°°°°°

    Qual è il motivo del silenzio ufficiale, dell’oscuramento a 360°, in Ucraina, relativo al ruolo giudaico nell’Holodomor? Semplicissimo: né “comunisti”, né “arancioni” possono far opera di verità perché quest’ultima causerebbe la loro stessa rovina. I secondi sono una delle emanazioni di USraele e della Lobby, i primi devono continuare a mentire per salvare l’icona staliniana, il loro marchio di fabbrica (senza poi contare che anche in Ucraina si è stabilmente insediata in gangli fondamentali del potere una mafia di kosheroligarchi). La gente del popolo sa bene, RICORDA (non ha mai dimenticato) chi furono e sono i peggiori succhiasangue dei contadini. Ma, come dappertutto, non ha voce.

    Joe

  • virgo_sine_macula

    Si ma non solo il cannibalismo e’ ancora diffuso,principalmente nei paesi comunisti,ma anche altrove.Il piu’ grande serial killer cannibale non a caso fu scoperto in Russia una decina di anni or sono.

  • Tetris1917

    Michele Corti, ma ti sei mai letto qualcosa (a scelta) tra Marx, Engels, Lenin, Gramsci (solo perche’ l’hai citato)?

    Allora se hai letto qualcosa e sei giunto a tale aborto, significa che invece di coltivarti l’orto, ti conviene concimare un po’ la zucca.
    Se non hai letto nulla, allora fallo e poi ne riparli.

    La vedo dura, troppi suonatori di pifferi qua’ sopra.

  • fucik

    Sì, peccato che questo articolo di fatto inzozza il sito e non l’autore, che non aggiunge niente di nuovo (a parte il contenuto spicciolo e dozzinale) a quello che già la propaganda nazista (che si proponeva di “liberare” l’Ucraina dal giogo assassino dei bolscevichi) prima e americana (di Reagan e del suo apparato di controinformazione per distruggere “l’impero del male”) poi hanno prodotto su questo argomento, attingendo a provocatori, agenti nazisti (tedeschi e ucraini) e fornendo solamente notizie e dati falsi su una carestia che effettivamente c’è stata, ma non per le cause, e con i numeri, che diffonde la controinformazione alimentata dagli imperialisti. La questione è stata ovviamente ripresa recentemente per fornire un supporto “ideologico” alla rivoluzione colorata di Kiev, orchestrata per trascinare l’Ucraina nella NATO, in funzione anti russa. La questione del gas e la disputa tra i due paesi conferma il ruolo nefasto esercitato da Washington. Tutto è stato già minuziosamente smontato da tempo. Da ultimo la pregevole opera del Prof. Losurdo.

  • Mangudai

    Audace…molto audace!!!
    Non pensavo che i giovini virgulti padani fossero cosi perspicaci.
    Quindi serial killer cannibale:comunisti cannibali=Bossi cerebroleso: padani….?

  • virgo_sine_macula

    Quando si parla di morti provocati dai comunisti l’articolista o il blogger di turno vengono definiti agenti della controinformazione,quando si parla dei morti palestinesi le uniche cifre attendibili vengono ritenute quelle fornite dagli pseudo pacifisti che si sa benissimo sotto che bandiera militano.

  • Truman

    Non ho riscontri sul cosiddetto olocausto ucraino, ma ho riscontri sul fatto che gli ucraini non sopportano la Russia. Ciò è visibile anche dai recenti avvenimenti dove l’Ucraina fa di tutto per spostarsi ad occidente e la Russia fa di tutto per tenerla sotto il suo controllo. Indicativamente direi che qualcosa di vero nell’articolo c’è.

  • Truman

    Strano, ho sempre pensato che il cannibalismo fosse tipico degli ambienti cattolici, quegli ambienti dove ad ogni messa mangiano “il corpo di Cristo”.

  • geopardy

    Secondo me, entrambe le filosofie sono figlie del nuovo modo di produzione industriale, in pratica, il lavoro individuale non è più inteso come finalizzato ad una fascia più o meno ristretta di fruizione, ma diluita in un contesto di gran lunga più ampio e spersonlizzato, pensate ad una qualsiasi catena di montaggio ed al target degli usufruitori di massa possibili.
    Fine dei mestieri come componete primaria della società, tramandati quasi sempre di padre in figlio, fine, cioè, della capacità umana di creare individualmente per propria abilità, con il consequenziale inizio di un “uomo nuovo” svolgente la mansione di semplice connettore di macchine concepite da altre e pochissime menti, in uno spersonalizzato lavoro produttivo ed inoltre, in molti casi, anche impossibilitato ad usufruirne direttamente.
    Il sopravvento dell’idea industriale è stato esteso anche a quello agricolo, una società agricolo-patriarcale non è tollerabile per entrambe le ideologie.
    Il femminismo, secondo me, è anch’esso una delle conseguenze prodotte delle mutate condizioni dei mezzi di produzione, dalle mutate condizioni di collettivizzazione del lavoro, oltre che dall’avvento di una crescente laicizzazione della società.
    L’unirsi in associazioni (sindacati e varie) è tipico di realtà lavorative uniformanti ed estremamente livellanti (oltre che nella qualità e quantità del lavoro, anche nel salario percepito, con minime differenze) come quella industriale, la finanza, inoltre, capì limportanza estensiva e speculativa di questa nuova realtà.
    Il problema, secondo me, non sorge se, ad esempio, la collettività che ne usufruisca sia quella locale e direttamente a contatto umano tra i suoi componenti (anche in caso di decine di migliaia di individui), sorge quando la produzione non è più finalizzata al terrirorio, ma esce dal contesto locale e si inoltra verso realtà regolate non più da contatti più o meno diretti tra produttori-consumatori e consumatori, ma si inoltra in una dimensione in cui i grafici diventano ineluttabilmente i regolatori tra gli scambi produttore-consumatore (o usufruitore per non far entrare il termine direttamente nella categoria di sgnificato ideologico che oggi gli si dà); il grafico produttivo del comunismo è quello guidato dal fine di una perfetta ed equa distribuzione, mentre quello produttivo capitalista è regolato dalla dicotomia della massima forbice tra costi e benefici.
    In entrambi i casi la cosa non ha funzionato, visto che il sistema centralistico dell’URSS è fallito e quello capitalista è al capolinea, ma anche se non fosse, ha già generato e sta generando la sua insostenibilità a livello globale.
    In definitiva, non scorgendo un modo produttivo che non sia figlio del concetto industriale, collocherei entrambe le ideologie in una stessa faccia della medaglia, magari divise da un linea collocata perfettamente nel mezzo.

    Ciao
    Geo