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HOLLYWOOD E LA MANIPOLAZIONE DEI MERCATI FINANZIARI

DI ELLEN BROWN
webofdebt.com/

Le scommesse sui profitti lordi dei film in uscita

Come se non bastassero gli attacchi dei paparazzi e dei fan impazziti, le stelle di Hollywood potrebbero avere presto sulla testa un prezzo di listino affibbiatogli dagli investitori di Cantor Exchange, una piattaforma di trading con soldi veri dove è possibile scommettere sui profitti lordi dei film in uscita. Le vendite de Il Cavaliere Oscuro sono andate alle stelle dopo la morte improvvisa di Heath Ledger, così come è accaduto dopo le scomparse di Michael Jackson, Elvis Presley e Marilyn Monroe. Gli investitori spinti dall’avidità rimarranno ora in attesa pronti ad aggredire le stelle dei film che hanno venduto allo scoperto?

Cantor Exchange (CE) è basato su una piattaforma di trading virtuale chiamata Hollywood Stock Exchange (HSX), una simulazione multigiocatore basata sul web nella quale i giocatori acquistano e vendono “azioni” di attori, registi, film in uscita e altre opzioni relative all’industria cinematografica. La differenza è che HSX utilizza denaro virtuale ma CE trasformerà il gioco in una vero casinò utilizzando dollari veri.

Il 21 aprile Cantor Exchange ha annunciato di avere appena ricevuto l’approvazione normativa dalla Commodity Futures Tranding Commission (CFTC) che sovrintende gli scambi sui futures. “Questo è un significativo passo in avanti verso il nostro obiettivo finale”, viene scritto in una lettera “che è quello di lanciare un mercato di contratti sulle entrate al botteghino nazionale”.

Contratti stipulati su film e stelle del cinema – a quanto parte la Motion Picture Association of America (MPAA) non sembra aver gradito. La lettera di Cantor sostiene che la data provvisoria per il lancio del 22 aprile è stata posticipata perché l’MPAA ed altri “hanno sollevato delle preoccupazioni sullo scopo economico di questo mercato e la sua utilità come strumento di hedging”.

I legittimi hedger (operatori in copertura), i produttori cinematografici e chi detiene capitali con un interesse finanziario reale da proteggere non lo vogliono. Ma Cantor sta andando avanti perché il gioco d’azzardo è diventato un grosso business e c’è da guadagnare un sacco di soldi.

I critici sono preoccupati del fatto che il nuovo mercato trasformi Hollywood in un altro casinò dei derivati, vulnerabile all’insider trading. Anche se i venditori allo scoperto non si stanno nascondendo dietro ad un cespuglio per poi fare lo sgambetto alle star, il mercato potrebbe creare degli strani incentivi per i produttori cinematografici per manipolare e distorcere il mercato per il loro prodotto, forse sabotando di proposito i film che sanno essere perdenti.

In un mercato dei “derivati” l’interesse degli investitori è “derivato” da un bene sottostante ma gli investitori non devono possedere il bene per giocare. Come gli scommettitori in una corsa di cavalli, possono effettuare scommesse senza possedere per forza un cavallo. I derivati sono ormai giunti ad essere un’industria da 610.000 miliardi di dollari, circa dieci volte il prodotto interno lordo di tutti i paesi del mondo messi assieme. Questo denaro non va nella crescita dell’economia reale contribuendo al capitale per le imprese. Va semplicemente nelle scommesse. Ancor peggio, metà di quelle scommesse sono negative: i giocatori vogliono che la cosa non abbia successo. Warren Buffet definisce i derivati “armi finanziarie di distruzione di massa”. Possono essere utilizzati per sabotare non solo aziende ma intere economie, dal crollo del mercato azionario in Giappone nel 1987 alla crisi asiatica del 1998 fino al recente crollo dell’economia in Grecia.

Max Keiser, che ha fondato HSX, il precursore virtuale di CE, ha informazioni di prima mano su come il sistema può essere manipolato. Quando era amministratore delegato di HSX dal 1996 al 1998, dice, era stato messo sotto pressione dagli altri membri del consiglio di amministrazione per cedere ai dirigenti delle case di produzione che stavano offrendo denaro contante e altre lusinghe per manipolare i prezzi dei progetti, sia verso l’alto (per legittimare altri dollari provenienti dal marketing) o verso il basso (per sabotare i progetti concorrenti). “Questi signori, tra cui i miei consiglieri d’amministrazione, non conoscevano la differenza tra marketing e manipolazione del mercato”.

L’aumento o la diminuzione del prezzo azionario di un film è considerato come un presagio del successo futuro del film stesso. Ma Keiser mette in guardia sul fatto che in questa nuova epoca di manipolazione istituzionalizzata del mercato, il valore previsto del prezzo di mercato è un grosso imbroglio. “L’unica differenza tra i nuovi contratti futures sul botteghino che vengono manipolati e fatti esplodere e le azioni di società come Lehman Brothers che vengono manipolate e fatte esplodere è che la gente che perde i propri soldi può immaginare di essere stata fregata da Scarlett Johansson invece che da Dick Fuld”.

Keiser prevede che la sua tecnologia informatica HSX alterata, se venisse approvata dalla CFTC per essere utilizzata in un mercato con soldi veri, rappresenterebbe un paradiso per l’insider trader, con Hollywood che seguirebbe la strada di Enron e di Lehman Brothers nell’arco di due anni, o anche meno.

“E’ tutta una questione di capitalismo del mercato manipolato”, sostiene Keiser. “Non si tratta in realtà di economia. E’ un incendio doloso. Scommettono contro una società o contro un paese e poi gli danno fuoco”.

Ellen Brown
Fonte: www.globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=18968
3.05.2010

Traduzione a cura di JJULES per www.comedonchisciotte.org

Pubblicato da Davide

  • maristaurru

    E così muore il cinema americano

  • Tonguessy

    “Questi signori, tra cui i miei consiglieri d’amministrazione, non conoscevano la differenza tra marketing e manipolazione del mercato”.
    Se qualcuno (di Hollywood o anche no) mi volesse gentilmente spiegare la differenza…..

  • sandrez

    beh non è che sia mai stato “vivo”…lo si chiama “industria cinematografica” dopo tutto…segue solo la logica del “fare soldi, non importa come”.
    da un bel po’ si fanno film solo per “riempire i cinema” (leggi “incassare”)…l’arte dovrebbe centrare poco col dio danaro…condizionale d’obbligo visti i tempi 😀