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HO VISTO UNA SCENA IERI

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Ho visto una scena in piscina ieri che ha fermato il mondo. Ha fermato il mio mondo e, per me, tutto il resto del mondo. In piscina vengono anche i disabili, fisici e mentali. Ci sono gli accompagnatori, o più raramente i familiari che li portano. Le carrozzine, l’argano per calarli in acqua, ecc. Nella piscina dove vado io c’è un corridoio in piastrelle azzurre che porta dagli spogliatoi alle vasche, e che fa un angolo retto vicino ai bagni. Lo si percorre per forza, ma il segmento più lungo è quello che parte dagli spogliatoi, così chi si spoglia davanti agli armadietti lo vede tutto. Ieri ero appena arrivato, non c’era quasi nessuno, molto silenzio, ma quel silenzio che comunque fa rimbombo in piscina, non so se mi capite. Ero in piedi davanti a un armadietto e mi ero appena tolto la felpa, quando noto un ragazzo su una carrozzina fermo a metà del corridoio, come parcheggiato lì, da solo, rasente alla parete destra. Era in costume ed era non solo fisicamente disabile, braccia e gambe distorte, ma anche mentalmente disabile, lo sguardo non lasciava dubbi. Era fermo lì, leggermente ricurvo in avanti coi gomiti appoggiati ai braccioli.

Io ho continuato a spogliarmi, di tanto in tanto lo intravvedevo con la coda dell’occhio, poi non ho potuto non notare che la sua testa si era piegata ancor di più, non tanto, un poco, e dava dei piccoli sobbalzi. In un attimo mi è apparso chiaro, piangeva. Ma piano. Piano. Piangeva. Il mondo ha smesso di girare per me.

Non c’era nessuno, un corridoio di venti metri di piastrelle blu e quel ragazzo solo lì, che piangeva, da solo. Io immobile in pantaloni e torso nudo a fissarlo. Gli sono entrato dentro, tutto, in lui, nel suo pianto di solitudine. E non ho mai, mai nella mia vita toccato così tanta solitudine.

Non c’è nulla di più solo, di più abbandonato, di una mente schiacciata dall’impossibilità di elaborare ma che sente dolore. Di una mente e di un’anima soffocate dall’impossibilità di muoversi, di fare qualcosa per darsi sollievo, e che cedono alla disperazione. Tutto quell’essere stava così male da dover piangere, e io mi sono chiesto dove poteva quell’anima trovare aiuto, sollievo, soccorso in quei momenti della vita, così da solo. Mi sono chiesto quante volte gli sarà capitato di piangere così totalmente solo. Ho sentito un’incontenibile pietà per quel ragazzo. E lì mi è tornata in mente la favola dei libri del catechismo, con le illustrazioni dove il derelitto abbandonato da tutti piange, ma ignaro che dal cielo la mano di Gesù lo sta avvolgendo. Gesù lo ama. “Gli umili erediteranno la Terra”. E io so che non è vero, che non c’era uno straccio di nessuno ad amare dal cielo quel ragazzo piantato a metà di un corridoio di piastrelle, non c’è mai stato né ci sarà. E’ così orribilmente crudele. Lo è dall’inizio dei tempi, con l’aggiunta disperante che nessuno di noi mai capisce che l’unica mano di Gesù capace di dare salvezza è quella che creiamo noi, qui sulla nostra materiale Terra, quando sappiamo amare e consolare, e che se noi non lo faremo non ci sarà nessun Dio a farlo al posto nostro, né qui né dopo.

Lo dico ai pochissimi di voi che forse capiranno: tutto il mio lavoro vorrebbe arrivare a quel mondo migliore dove ci sia più tempo e benessere per darci di più gli uni agli altri sempre, che nessuno sia solo, lasciato, povero, torturato, angosciato, mai, mai a piangere da solo, anzi, che tutti i mezzi siano per lui.

Di fronte a una solitudine come quella che ho visto ieri il mondo mi si ferma. Diventa meno di niente, tutto il nostro fare e dire e dare importanza a questo e quello. Niente. Non conta più niente. Finché ci sarà una solitudine così, null’altro conterà niente per me.

Paolo Barnard
Fonte: http://paolobarnard.info
Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=533
25.12.2012

Pubblicato da Davide

  • chieppelab

    Caro Paolo, hai lo stesso bisogno di Gesù di quanto ne abbia quel quel ragazzo.

    Non pensare che sia solo, non pensare di esserlo neppure tu !

  • Tanita

    Bel pezzo, cruda realtá senza demagogia che non ha bisogno di troppi commenti.

  • cavalea

    “…l’unica mano di Gesù capace di dare salvezza, è quella che creiamo noi, qui su questa Terra…”

    Hai perfettamente ragione Paolo, siamo tutti strumenti di quel Gesù che si è incarnato ed è morto in croce per la nostra Redenzione.

    La cosa straordinaria però, è che l’amore per Dio e per il prossimo, determineranno il nostro destino eterno.

  • s_riccardo

    Temo che Paolo abbia ragione quando afferma …he se noi non lo faremo non ci sarà nessun Dio a farlo al posto nostro, né qui né dopo…
    Si vede da tutto quello che succede. Se ci fosse un padre, come io lo sono ed altri lo sono, impedirebbe le stragi di esseri umani (i suoi figli).

  • Eshin

    Una mano, una carezza, un gesto, per spezzare …
    Due soli in quel corridoio?
    Un abbraccio a Paolo.

  • Mondart

    Bene. Della serie: “anche gli intellettuali hanno un’ anima” … si spera non sponsorizzabile. Perchè la differenza tra divina provvidenza ( o sincera empatia per i non credenti ) e perversione satanica è tutta lì.

    Ora ( se non è uno spot ) vallo a spiegare a quelle “Cooperative di Solidarietà” ( che conoscerai benissimo, essendone inflazionato il territorio emiliano ) che queste cose le usano PER SPECULARCI. E non parlo di un “ragionevole compenso”, no: si tratta proprio di DUPLICE SFRUTTAMENTO: del nostro buon cuore prima e del nostro buco di culo subito dopo.

    Il fatto è che lanciare un messaggio senza specificare a CHI lo si rivolge è del tutto sterile: che altro può fare chi è già oberato da troppi problemi di sussistenza di fronte a tali filippiche se non alzare mestamente ed impotentemente le spalle ? Quindi spero tu ti rivolga ai benestanti, a quel nuovo ceto di arricchiti, alla “nuova nobiltà” che fa da volano all’ attuale ennesima rivoluzione borghese in atto. Perchè è quella che va cambiata nella testa e nell’ anima, perchè è la sola che in futuro potrà prendersi il carico sociale di questi e altri simili problemi. Inutile parlare tanto per dar aria ai denti.

    Dillo a queste “cooperative” che SI VERGOGNINO del pelo che fieramente portano sullo stomaco in nome dell’ onnigiustificante “business”. Che non si fanno remora alcuna dal trasformare questi problemi ( e l’ esistenza tout-court ) in rendita finanziaria.

    Ora, come dicevo in altri commenti, io SPERO DAVVERO che il volano capitalistico e finanziario fin qui usato per ridisegnare l’ Occidente sotto l’ egida massonica venga ora abbandonato in favore di quel “cambiamento” a parole tanto strombazzato quanto poco perseguito nei fatti. Spero veramente in un “Rinascimento” di questi ottusi, biechi, stupidi signorotti del calcolo che dia loro almeno un solfanello della grande luce che si dice guidi gli architetti sociali. Perchè ormai è ora di farli davvero, in ogni senso, “i conti”.

    Perchè si può anche accettare di inchinarsi ad un “signore” se sostanzialmente equo, capace e intelligente. Perchè si può al limite accettare di essere sfruttati, anche duramente.
    Ma non di essere sfruttati ed essere anche presi solennemente per il culo.

  • RicardoDenner

    In realtà Barnard ha proiettato sul ragazzo il suo mondo interiore..triste e desolato….un muro scrostato poteva sortire lo stesso effetto..anche perché bisogna andarci piano col dolore degli altri..che poi è solo il nostro..

    Il pianto poi dei diversamente abili come dei pazzi..è spesso azione meccanica..come il riso..o l’ira..di un corpo senza più controllo e la coscienza persa tra migliaia di sensazioni e impulsi caotici..

    Pensi Barnard a stare bene lui..poi il mondo sarà meno brutto..soprattutto esisteranno anche cose belle che assieme alla bruttezza faranno quell’armonia che è possibile solo quando nulla è sottratto alla vita..sia il bene che il male..la grandezza sta nel sopportare la compassione sapendo che il dolore esisterà sempre..dalle nostre parti così lontane dalla Comprensione..

  • Simulacres

    La solitudine, il dolore (che non sono di per sè un male, ma anzi), l’ingiustizia nella vita terrena, ossia il male, la perversione c’è ed esiste, e fa parte della nostra sorte umana. Il regno dove tutto è giustizia e bellezza ci è precluso, o meglio, non esiste! Noi, lontani dal reame, nel nostro dolore, pur cercando il bene, in quali orrori non cadiamo?

    Cerchiamo una stella, e copriamo la terra di cicatrici e di stragi. Seguiamo la verità e la conoscenza, e contribuiamo a disgregare gli elementi naturali che tengono in vita il nostro pianeta. Cerchiamo il benessere e il lusso e per averli, uccidiamo o affamiamo bambini, mamme, vedove e popoli interi. Creiamo una chiesa, e subito ci si mette a bruciare quelle che non la pensano come noi.
    L’ideale dell’uomo vorrebbe volare come un angelo, ma quasi sempre si ritrova a strisciare nel fango più sozzo.

    Parlare del male non lo si scusa, non lo giustifica, non lo difende: lo riconosce e basta. Così come bisognerebbe avere il coraggio di vedere il mondo come non si vorrebbe che fosse, ma come è!

    E fa piacere che alcune esplosioni di vecchie verità vengano così a sbattere sul muso ai tanti complimentosi – alla rovescia – dell’umanità, che l’umanità la cullano, l’addormentano e la rincitrulliscono in tutti i modi, in tutti toni possibili ripetendo di continuo come un mantra: “Io sono nato buono, tu sei buono, noi tutti siamo nati buoni!” dimenticando o fingendo di dimenticare, che il male, come l’invidia, l’egoismo ecc. ecc… c’è ed è insito nella natura umana, e che, chi più chi meno, siamo nati tutti marchiati dal male! Poiché, se così non fosse, una enormità di azioni malvagie (le quali fan sì che l’uomo sia sempre, senza tregua e nel medesimo tempo, omicida e suicida, assassino e carnefice) non potrebbero mai essere spiegate.

  • Pai

    Quando non parla di economia è ancora un grande giornalista…

  • Simulacres

    Stavolta sottoscrivo anche le virgole!

    C’è tanta solidarietà a questo mondo quanto banchieri nelle favelas.
    Nulla accade a gratis in ‘sto basso mondo e la “Cooperativa di Solidarietà per gli affari Umanitari” ci mostra quanto sia appagante voler troppo “bene” agli uomini.
    Non ha importanza la forma, è il far “bene” che conta. Poi i conti tornano da soli.

    E’ una vecchia formula che fa sempre “bene” e ci sta.

  • ottavino

    Già in un’altra occasione te l’ho detto, Paolo. Per me sei un prete. Parli da prete, pensi da prete… forse dovevi fare il prete!

  • Compl8

    Caro Paolo, il Signore interviene direttamente nel mondo poche volte, nel resto delle occasioni siamo noi le Sue mani, non so se tu ti sia chinato su quel ragazzo magari accarezzandogli il capo, se lo avessi fatto per lui saresti stato quel Gesù di cui si parla nelle favole del catechismo e del quale chissà quante volte ne ha sentito parlare. Buon Natale.

  • bandy

    @RicardoDener….e poi c’è il pianto dei diversamente umani dalla cui azione meccanica nascono commenti di tale bassezza.

  • bandy

    e se Paolo Barnard fosse semplicemente un uomo intelligente?

  • ottavino

    sarebbe intelligente se capisse di essere solo uno dei tanti stereotipi occidentali…

  • Mondart

    Un discorso simile: “intanto pensiamo a star bene noi, che se stiamo bene noi poi staranno meglio anche gli altri” lo sentii l’ ultima volta in bocca ad un medico, dopo che nel dopocena si era scolato un bel po’ di sgnappa.

    Imbarazzato da una simile dichiarazione, pensai che avesse come scusante il fatto di operare in un pronto soccorso, e di rifarsi con una sbronza da una giornata estremamente stressante … E in tale contesto il suo assunto acquisiva anche una sua coerenza logica.

    Ma tu che scusante hai a fronte di tanto cinismo, parbleu ? O è proprio la tua visione ( edonismo Reaganiano ? Elezione divina ? Aberrazione genica ? Parossismo Calvinista ? ) abituale di vita ?

    Spiegami, che sono curioso …

  • karson

    articolo toccante e pieno di umanità, si può essere in disaccordo con Barnard sul percorso che lui ha in mente x arrivare a quel mondo migliore che lui auspica (infatti io nn solo sono in disaccordo con lui riguardo a questo.. ma nn ho nemmeno capito di preciso cosa propone) ma nn si può nemmeno mettere in discussione il cuore e l’umanità di Barnard che vengono fuori da questo umanissimo e riflessivo articolo

  • oriundo2006

    La reincarnazione di Savonarola, forse. Mi chiedo però che fascino possa ancora esercitare la figura del fondatore del cristianesimo dopo due mila anni di violenze esercitate nel suo nome…nonchè dopo l’esame critico della sua dottrina, specie nei confronti di persone che si ritengono spiriti ‘critici’…Se oggi ci dibattiamo come uccellini nella morsa di un potere gigantesco e totalitario, ebbene questo è in massima parte giudeo-cristiano quanto ai suoi fondamenti ultimi. Pluralità e democrazia sono pagane.

  • Jor-el

    Sono completamente d’accordo.

  • Jor-el

    Ma ha appena parlato di economia.

  • maristaurru

    Quello che esprime Paolo Barnard, è un sentimento che abbiamo dimenticato. Prescinde dal problema delle massonerie bancarie, dalla infame bassezza della politica che ci opprime, dalle camarille mafiose. E’ a mio avviso attinente all’essere umano, che sia ancora umano, e Gesù che Paolo mi sembra invochi, lo ha resuscitato negli uomini, ne è colmo il Vangelo, dimenticato e male raccontato, dai preti. Empatia o compassione, di questo si tratta. Patire insieme, vedere un essere che soffre o prova anche solo disagio e “comprendere”tanto da provare la necessità di andargli incontro. Compassione anche per chi sbagli, compassione per chi ha un qualche bisogno. La provi o non la provi, non te la puoi dare, al massimo parlerai come un pappagallo di solidarietà, e ci anneghiamo in questa parola svuotata di senso. Paolo credo sia diverso, lui prova la compassione,e di persone come lui avremmo bisogno, perchè si possa tornare ad essere umani, esser solidali è poco, è diventato superficiale, forma e non sostanza. La comprensione porterebbe quelle brutte persone prese da se stesse, egocentriche, aride e ottuse ,mediamente , che ci governano , a ricercare equità , giustizia, onestà… sogni! Sappiamo che fanno strada e vengono scelti gli yes man, comodi esecutori di ordini dalla coscienza corazzata, gli arrivisti, le teste vuote . Allora, inutile maledire Banchieri e psicopatici anaffettivi che si susseguono al governo, sono pattume, ma noi non dobbiamo essere pattume, noi dobbiamo ritrovare la nostra umanità, se la abbiamo ancora

  • maristaurru

    Insomma, dovendo cominciare a pulire a dare sostanza a questa società, credo si dovrebbe cominciare dal “vedere” gli invisibili, sono tanti, soffrono. Economia? Certo economia per l’UOMO. Quanto si potrebbe fare e quanto ritorno se ne avrebbe, e non parlo di soldi! Invece questi criminali, la prima cosa che fanno è togliere a chi soffre!

  • Nauseato

    Giusto.

  • FreeDo

    Ricardo, degno di un Guru il Tuo intervento psico-filosofico.
    Sono convinto che Tu abbia in tasca la VERITA’, e per questo Ti eleggo “Faro di Comedonchisciotte”.
    Ossequi,FreeDo.

  • nuvolenelcielo

    Non penso che siano in pochissimi e neanche in pochi ad aver capito che il lavoro di Barnard è tutto proteso a questo mondo migliore ideale…, è piuttosto evidente. Il fatto è che se ci si occupa di economia un idealismo del genere diventa in fretta un demerito che trasforma tutto in ideologia accentratrice. I compassionevoli con le loro teorie del mondo perfetto hanno da sempre fatto un sacco di danni nella storia. Detto questo, questa storia mi sembra anche una rappresentazione simbolica del mondo interiore di B., o almeno mi ha dato questa impressione.

  • Firenze137

    io che non ho mai avuto momenti di disperazione come questi; io che mi “pregio” di definirmi un credente al quale la vita ha regalato molto sopratutto – almeno fino ad oggi – l’elusione della disperazione vera qui descritta e che pure leggo e vedo essere presente nel mondo in quantità e intensità incredibili; io che pur credente non sono neppure un credente serio e osservante, ma caotico, superficiale, e inaffidabile eppure credo fermamente che la mano di Dio esista. Non lo posso ovviamente provare. Ma cito a tale proposito la prima cosa che forse farà ridere ma che mi viene in mente. Molti sanno che il grande Totò era solito “distribuire” regali pecuniari mettendo di nascosto delle banconote sotto il portone di casa dei poveracci. Per quei pochi o parecchi (non so) “fortunati” la mano di Dio esisteva o è esistita. Non so perchè la mano di Dio si debba servire di Totò e non di instillare un po’ di luce nella mente degli uomini corrotti che creano e mantengono le condizioni della disperazione. Quelli che dominavano ai tempi del principe de Curtis ed oggi dominano il mondo e farli essere non dico “buoni” ma meno avidi di fame altrui e distruzione materiale e morale.

    E’ una vecchia disputa quella del Dio che se è buono perchè permette questo. E mi pare che ad oggi rimanga tale quindi un mistero sopratutto per chi crede. Però esiste – a mio vedere – una “forza” come quella dello scritto di Barnard e di tutti quelli che come lui sono “rapiti” dalla disperazione del prossimo che li scuote nel profondo e li fa agire secono le proprie capacità e talenti. Forse sta proprio li, nel profondo, questa forza (io dico Divina, ma anche per chi non crede comunqe una “parte” dell’Anima) che è capace di incidere nelle sorti degli umani secondo disegni quasi sempre sconosciuti.

    Certo mentre scrivo sono io il primo quasi a dubitare di quello che ho appena scritto. Perchè di male, disperazione ed angoscia è davvero strapieno il mondo. Ma proprio per questo “incredibile” livello di tortura e solitudine nel mondo che credo nella microscopica ma intensa e costante forza di reazione che è in tutti i “giusti” e coloro che “hanno sete di giustizia” e che la manifestano secondo le proprie capacità.

    Le presenti consderazioni solo come modestissimo punto di vista, di un credente mediocre e dilettante. Senza la pretesa di voler insegnare niente a nessuno.

  • RicardoDenner

    Sentire su di sé il dolore del mondo..senza avere la necessaria comprensione filosofica o religiosa..porta alla pazzia..alla disintegrazione psichica..

    Sono passati molti anni da quando giovane affrontai questa prova che mi vide soccombere per decenni..e solo la compassione di un Maestro che mi aprì alla comprensione di quel Centro al cui cospetto tutto è sogno..mi fece capire la grandezza dell’accettare tutto..e in questa accettazione sta la maturazione e il passaggio dall’essere giovane all’essere uomo..

    Lottare contro il dolore comunque si manifesti è la regola del gioco della vita..e se lo estirpiamo da noi stessi è comprendere che solo dentro di noi possiamo estinguere la causa..fuori di noi possiamo solo scalfire la superficie del dolore..sicuro che si manifesterà in altri modi..

    Lottare fuori o dentro di noi è determinato dal nostro carattere..dalla nostra storia..e l’uno non nega l’altro..sono posti solo a livelli diversi..ambedue importanti nel loro ambito..le polemiche sono di nuovo il creare terreno per altri dolori..e incomprensioni..

  • Georgejefferson

    Si puo essere anche agnostici senza imbarazzo,io credo?Non lo so,spero magari,immagino,ipotizzo.Secondo alcune riflessioni di Kant,a volte pur non essendo certi di nulla,conviene agire come se lo fossimo,come conviene improntare le scelte sulla realta e verita del libero arbitrio.In verita in fondo al cuore non abbiamo certezze,ma e’ utile per dare un senso,il senso che soggettivamente si cerca,quindi in attesa di risposte che non verranno mai,l’aiuto al mio prossimo che ha bisogno serve a lui magari innanzitutto,senza illusioni di un mondo migliore domani per un gesto che a volte non costa neanche tanto

  • Firenze137

    non so se ho ben compreso. Tu scrivi che è meglio essere agnostici e dare sempre e comunqe aiuto da agnostici al prossimo, senza preoccuparsi d'”altro”.

    Se ho ben compreso il tuo punto di vista, non trovo incompatibilità nel gesto di portare aiuto al prossimo che comunque anche il credente usualmente esercita salvo coloro – e purtroppo ce ne sono – per i quali aiutare è anche un modo di apparire.

    L’aspetto che mi sento di chiarire e che fa un po’ la differenza è un meccanismo interiore nostro per il quale e secondo il quale alle volte agire ” a fondo perduto” anche solo compiere un gesto apparentemente insignificante come scrivere un articolo come quello di PB può avere un senso ed un effetto che noi non possiamo prevedere.

    nella Bibbia c’è un passo nell’Ecclesiaste 11 che è stato tradotto con ‘getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo tu lo ritroverai’ invece che come dice Enri del Luca che conosce l’ebraico (vado a memoria..) ‘getta il tuo pane sulle acque, ed in MOLTI ANNI tu lo ritroverai’. Ecco questa credo sia una verità “indipendente” dal fatto di essere scritta in un testo.. “di parte”. Offrire oltre quello che abbiamo come faceva Totò , anche quello che sappiamo, che conosciamo che sappiamo fare ‘a fondo perduto’ , “in molti anni” lo ritroveremo è parte di noi tutti come aspetto un po’ scomodo per la nostra fida e rassicurante razionalità ad ogni costo. Ma forse..

  • Georgejefferson

    Non sono io quello della razionalita ad ogni costo.Poi quel “meglio essere agnostici”e’una espressione soggettiva,mai impositiva,una opinione,come a dire che ci sono tanti che mettendosi il cuore in pace arrivano a concludere di”non sapere”e farsene una ragione,il discorso su Kant riguarda ragionamenti filosofici piu generali,ma non e’importante,il rispetto nella diversita di opinioni o credenze,quello si.Personalmente il messaggio di “Gesu”lo reputo di una importanza educativa bellissima,al di la del credere o meno,in virtu dell’etica trasmessa di amore pace e benevolenza

  • Stesi

    Penso che moltissimi lettori non abbiano capito il significato dell’articolo postato da P.B.. L’autore vuole spiegare, con una piccola riflessione, a cosa ci sta portando l’austerità imposta dall’EU e la mancanza di una moneta sovrana. La riduzione della spesa per la sanità, l’aumento degli orari di lavoro o la flessibilità e stipendi bassi, si ripercuotono a cascata su tutti i nostri affetti, non è solo una questione di ricchezza monetaria, ma ricchezza nella sua totalità.
    Sarebbe utile che tutti quelli che commentano gli articoli di P.B. abbiano letto almeno parte del, grande, trattato ‘Il più grande crimine’, dopo averlo letto possiamo discutere di tutto, ma senza averlo fatto non dovete proprio commentare.

  • maristaurru

    Scusa, volendo capire razionalmente lo scritto di P.B., non mi sembra che tocchi il problema economico, non ci sta parlando del dolore di un disabile che sia povero o ricco, ci sta parlando del dolore profondo ed insondabile, quello di fronte al quale se possiamo giriamo la testa dall’altra parte, perchè impotenti e lontani in quanto non c’è in noi la forza o la voglia di entrare in contatto “dentro ” mi sembra scriva Paolo, in empatia dico più razionalmente io, con i diversamente abili o addirittutra totalmente disabili come pare in questo caso. Parla di invisibili, non a caso. C’è un mondo nascosto di esseri umani considerati meno che cose, vedere la loro sofferenza, l’immensa solitudine cui spesso sono condannati, lo ha sconvolto. Non sempre sono figli di povera gente, ma non per questo stanno sempre meno peggio dei figli di povera gente. Non ho conoscenza diretta con questo dolore, mi reputo fortunata, perchè i miei.. gente strana, hanno incluso nella mia educazione, tanto tempo fa, anche la conoscenza della esistenza di questa umanità, della necessità di non fingere di non sapere , di non voler non vedere. L’animo dei bambini, dei giovani, è come una tavoletta di cera: se non scrivi che brutture,aridità, diffidenza, paura ed avidità.. avrai dai futuri adulti lo scempio che vediamo e che tanto ci indigna

  • Georgejefferson

    Quando si spera in una societa piu giusta e umana(senza presupporre perfezione)si spera nell’aiuto reciproco,nella solidarieta,ed anche istituzioni che REdistribuiscono parte della vera ricchezza prodotta in aiuto ai piu sfortunati.Anche questo modo di vedere e'”economia”ed essa puo costruirsi distruttiva o virtuosa,per questo si parla di economicidio.Quando di fronte a disgrazie umane sale la retorica del”non ci sono i soldi”sale anche l’inganno che agisce a livello inconscio collettivo del presumere forze maggiori che per “giustizia”del piu forte,perche per “natura”…il mondo sia giusto cosi,fuori dalle reaponsabilita dell’uomo,come l’accozzaglia pseudo new age del”pensa positivo”…”pensa a te stesso”(senza sottolineare che esiste anche la via di mezzo del amare se stessi ma anche gli altru meritevoli)..oppure”il paradiao e’nei cieli”…L’economia centra eccome,dipende pero da cosa uno intende per economia.C’e’ chi pensa che economia uguale consumismo/smania di denaro/materialismo ecc…Non e’quella di economia in esame,non credi?

  • Simulacres

    @Maristaurru,

    Cito: “Paolo credo sia diverso, lui prova la compassione…”

    No, Maristaurru, non credo sia mera compassione (il che sarebbe desolante), il dolore di Paolo – io credo, poiché è il mio sentire – è qualcosa che valica i confini della compassione, è un sentimento molto più potente e nel medesimo tempo devastante, che – in una persona sensibile – non è altra cosa se non la viva percezione PIU’ CHE ORDINARIA di quel che è bello o brutto, giusto o ingiusto; e lo esaspera e lo “innalza” a un punto tale da sentirsi come un dio dell’impotenza. Ma, credimi, un dio dell’impotenza (in carne e ossa) così colossale e così enorme, dall’essere epico!:-))

    ps. parafrasando quanto ho già sopra commentato: “bisognerebbe avere il coraggio di vedere gli uomini non come si vorrebbe che fossero, ma come sono!”

    La verità? fatte alcune eccezioni che confermano la regola, per lo più “bruchi” bavosi e paurosi, profondamente vigliacchi e più ancora immondi, carogne e stronzi, di quel che si crede.

  • Stesi

    C’entra sempre l’economia. se sei costretto a lavorare o stare fuori di casa 12 ore, e devi dormire e devi mangiare ecc.. hai più poco tempo per poter ‘vivere’, hai poco tempo per chi è in difficoltà, hai poco tempo per i parenti anziani, gli amici bisognosi e i figli. Lavori 12 ore non per diventare ricco e per raggiungere chissà quale posizione sociale, lavori per sopravvivere , questo è il crimine. Se ci tassano di altri 100 euro siamo costretti a lavorare per pagare ulteriori tasse a discapito di tutto quanto già scritto sopra. Il malato nel racconto di P.B. potrebbe essere benissimo un ns parente.

  • kenoby

    quoto in pieno ed anche di più!!! Parole fra le più sagge lette in blog negli ultimi anni. Namastè fratello.

  • Georgejefferson

    Infatti.Io lo capisco,ci sono dentro

  • Tetris1917

    Domande:
    1) Il signore sulla sedia a rotelle come e’ arrivato in piscina? Da solo? Sicuramente ci sara’ stato qualcuno che l’accompagnava. E sicuramente, questo qualcuno in quel momento stava svolgendo qualche cosa, per cui si sara’ assentato, tipo si stava spogliando pure lui…..ecc.
    2) Curiosita’ personale: PB si sta allenando per attraversare, come Grillo, lo stretto a nuoto?
    3) Mi compiaccio per i cristiani di CDC, presenti. Mi piacerebbe (per iniziare) una chiesa che paga l’IMU, questo potrebbe aiutarne molti, di quelli apparsi a PB.

    Manchiamo al mondo attuale, ridotti mentalmente come quel signore fisicamente.

  • maristaurru

    Non conosci il significato vero della parola “compassione”, cum patire =patire insieme, entrare nell’altro e comprenetarsi , volendo: empatia… diversa cosa dalla compassione del pretonzolo della domenica che ti spinge a buttare una monetina al povero, per capirsi!!

  • maristaurru

    Chi sa tetris quanti ce ne sono come te.. è inquietante: giusto chiedersi se l’accompagnatore si stava facendo una pizzetta o bevendo un caffè.. certo che questo cambierebbe assai per il disabile disperato, quella disperazione quel dolore si potrebbero prender sottogamba.. e poi si l’Imu della Chiesa, è essenziale al discorso di Barnard, e allora aggiungici quella dei sindacati, dei partiti, delle Banche, e mille e mille altre esenzioni.. che cambiamento per quel dolore!!Ma si, dai che hai capito perfettamente tutto !

    Una cosa è certa, ci sono anche le disabilità dell’anima, e per quelle cari commentatori, non c’è molto da fare, ancor meno che per quelle del corpo. E si arriva alla famosa tavoletta di cera che ambiente sociale e famiglia alla nascita hanno per ogni nato: quello che vi scriveranno sopra resterà indelebile e lo accompagnerà nella sua vita, marcherà il suo futuro di essere sensibile, umano. Ogni regime totalitario infatti per prima cosa curerà di seguira sin dai primi anni nelle sue scuole i bambini, per formarli e forgiarli secondo le sue necessità, e non saranno uomini liberi a meno di poche eccezioni. Ora i banchieri li vogliono abituare al mercato ed alla finanza, infatti, al rigore del pensiero binario che riduce l’uomo a robot… qua e là gia se ne vedono i risultati..poveri schiavi robotizzati… comunque chi sa se l’accompagnatore si è bevuto un caffè o stava in bagno..bastava un attimo di pazienza e Paolo non avrebbe scritto questa pagina in cui evoca Gesù, quindi giusto polemizzare sull’IMU. Se credessi in dio ne uscirei così: “Signore, perdona loro… “

  • Tetris1917

    Perché tanto astio? Comunque ti perdono, sono un santo.

  • mediterraneo

    parolesante, non si ha neanche piu’ il tempo di pensare alla propria vita , Sopravvivere quella sara’ la parola del futuro

  • Simulacres

    Constato a malincuore che non hai inteso quello che ho scritto, ma va bene così,
    e grazie per avermi illuminato: m’hai commosso; mò m’è tutto più chiaro.

  • Teomas

    Ma ce la fai?!

  • grillone

    in un mondo come quello di oggi, dove tutti dobbiamo essere belli, abbronzati, palestrati, sorridenti, e cosi via, quella condizione è probabilmente ancora piu dura che in passato. sarebbe bello spendere meno in armamenti, dare meno soldi alla fiat, ecc ecc, e aiutare(anche moralmente)chi sta peggio di noi; ma finchè ci sarà questa classe politica, non pensiamoci neppure che certe cose possano accadere

  • aNOnymo

    Bravo. Il commento piu’ sensato e maturo!

  • maristaurru

    Astio? Senza esser santa invoco il perdono …

  • sun

    Un umanissimo messaggio in una società sempre più disumanizzante, ma l’elaborazione del dolore non è cosa per tutti, anche tanti “normali” si affidano a psicofarmaci, psicospecialisti, psico-…, anzichè guardare in se stessi.

  • Allarmerosso

    E’ interessante essere in disaccordo con qualcosa che non si ha ancora capito bhà …

  • Allarmerosso

    Mi piacerebbe sapere come possano aver fatto danni nella storia i compassonevoli quando mai hanno avuto potere per cambiare qualcosa. Chi ha fatto danni è chi non ha nemmeno un anima , è cinico ed insensibile
    se me n’è sfuggito qualcuno chiedo scusa

  • Allarmerosso

    non saprei sai , in passato così non avresti potuto coltivare la terra o durante le due guerre non eri perfetto quindi via … diciamo che Sparta non è mai finita. Se da un lato siamo nella società dell’immagine , dall’altra siamo anche in una società in cui pian piano si comprendono altri valori , siamo per la prima volta capaci di comprendere l’intelligenza degli animali come mai è accaduto nella storia dell’uomo.

  • Giovina

    Credo che in sostanza si voglia contestare chi vuol spiegare l’economia senza mettere da parte i sentimenti.

    Fino ad oggi non m’e’ capitato di sentire, di leggere qualcosa in merito che non sia stato “contaminato” da qualche tipo di sentimento, sia esso di compassione, di disprezzo, di sufficienza, di distacco, compresi i grandi firmatari dei capisaldi economici….ci vogliamo mettere, tra i sentimenti anche i vizi? Ossia interessi, connivenze politiche piu’ o meno occulte? Sia di chi ha fatto scuola, sia dei ministri dell’economia, sia degli economisti in genere che abbiamo conosciuto?

    Pero’ posso pure sbagliarmi nell’essermi fatta certe opinioni.
    Barnard l’ho conosciuto qui. Non vedo la tv in genere.

    Ho voluto poi cercare in rete eventuali registrazioni del suo passato lavoro alla rai e quindi a Report.

    Per esempio l’altro giorno ho ascoltato tutto il parassitismo finanziario, l’usura finanziaria fatti al terzo mondo dall’occidente, raccontato bene, da giornalista come si deve.

    Niente male come materiale da raffronto con la malattia diventata prometeica ora in casa nostra.

    Fosse un economista pure pure…potrei tranquillamente accettare certi giudizi ma siccome Barnard e’ un giornalista prima di tutto, e lui non rigetta tale sua professione, allora continua il suo mestiere da freelance, diciamo cosi’, visto che ormai e’ divenuto inviso a chi una volta aveva interesse nei confronti delle sue capacita’ professionali.

    I difetti di Barnard?

    Beh se contestiamo a lui un certo modo di far conoscere l’economia, che poi tra l’altro mi sembra si faccia aiutare da esperti, nel senso che non vuole proporre una sua esclusiva visione, e’ bene che prima in noi si richiami tutta la buona volonta’ possibile a discernere, nelle proposte che il mondo ci invia, il buono dall’inutile, cosi’ che poi non andiamo a fare un pappone di tutte le informazioni che con ingordigia trangugiamo bulinicamente.

    Pure se da qui al futuro Barnard sembrera’ non poter “compiere” nulla di eclatante e risolutivo, a me pare che solo tutto quel che ha fatto fino ad ora e’ ammirevole e potrebbe essere bastante per una vita.

    Direi che il signore e’ ok per me, non fosse altro che per par condicio ( ma non solo ), ossia per le tutte le giustificazioni che si danno ad altri solo perche’ insieme ai loro difetti regalano al mondo la loro ……grande “esperienza”….. di economisti salvastati.

  • Giovina

    E’ una cosa bellissima quella che hai espresso George.

    Fare qualcosa di buono a prescindere…

    Si legge con interesse anche Firenze…..

    Cio’ che ci manca, prima che questa fede cosi’ astratta, tale appare quando ne parliamo, sia pure coi migliori e piu’ sinceri intenti….e’ la fede nell’uomo. Anche in noi stessi.

    La disputa sul dio cattivo, egoista, lontano, vendicatore….e’ tutta umana………..forse potremmo disquisire meglio su quel che dio non e’ piuttosto che su quel che e’.

    Altrimenti dio diviene oggetto e disegnato dall’uomo…….oggetto davanti all’uomo che per poterne cosi’ disquisire dovrebbe essere per logica, superiore a quel dio…..analisi logico razionale la mia, non moralistica, per evidenziare una contraddizione che vizia l’analisi.

    Atei e quanti altri mica sono da condannare……se rifiutano un dio costruito nel laboratorio dei limiti delle speculazioni umane.

    Barnard mi pare che si mette in gioco, ci mette la faccia, non pretende o non si apetta un dio servitore e obbediente ai desideri umani, o comunque ordinatore di giustizia terrena, che’ se cosi’ fosse l’uomo davvero sarebbe un nulla.

    Ateo e’ colui che fermandosi presto di fronte alla realta’ delle sue piu’ immediate percezioni, conclude che Dio non esiste.
    Agnostico e’ chi, dopo piu’ faticosa investigazione dell’uomo e della realta’ in cui e’ inserito, conclude, kantianamente, che l’esistenza di Dio e’ forse possibile ma e’ indimostrabile.

    In un certo senso sarebbe piu’ opportuno considerare la seconda definizione, fluita, sviluppatasi dalla prima piuttosto che opinione a se’ stanteo alternativa.

    Ossia l’uomo ateo, che realisticamente ma in maniera istintiva e primitiva, fidandosi solo della sua percezione esteriore o visibile, dimostrabile materialisticamente, a un certo punto osa portarsi innanzi nella sua ricerca e investigazione e piu’ razionalmente ammette i limiti del materialismo di fronte alla realta’ della interiorita’ umana e al mistero della natura, quando cioe’ il suo realismo e raziocinio non soddisfano piu’ la sua sete di conoscenza e verita’.
    Sarebbe interessante ipotizzare la possibilita’di una ulteriore evoluzione del pensiero umano che decidesse di riprendere, per continuarlo il viaggio interrotto nella posizione kantiana. Non dovrebbe essere pero’ nulla che abbia a che fare con vecchi metodi astratti deduttivi spiritualistici…

    Beh…il discorso e’ troppo ampio…..scusatemi le troppe chiacchiere.
  • Giovina

    Giusto, ci sono anche io dentro…..

    Pero’ se ci penso bene…….fino ad oggi, almeno prima di questa catastrofe che stiamo tutti paventando, che ancora non e’ precipitata, impattata, materialmente parlando, almeno non per tutti ancora, avevamo piu’ tempo.

    Per cosa lo abbiamo impiegato?

    E’ semplicemente una domanda, non un rimprovero.

    E’ interessante cioe’ notare che domande cosi’ profonde e piu’ umane arriviamo a porgercele quando abbiamo paura, quando soffriamo.

    Questo per dire che non e’ la sofferenza e la penuria che puo’ impedire all’uomo di essere “umano” invece che bestia. Piuttosto e’ il contrario.

    Con cio’ non voglio sponsorizzare il masochismo e quindi il sacrificio perenne (materiale nel nostro caso,cioe’ nelle discussioni che qui si fanno spesso) ma semplicemente constatare che ci mettiamo in discussione come essere umani aventi diritto agli affetti e alla vita, – non solo alla comodita’ materiale – quando l’ingiustizia in genere vuole schiavizzarci.

    E’ qui che potrebbe inserirsi il campo di studio e di soluzione al grande dilemma che appare – almeno si minaccia- insolubile.

    Dovremmo divenire capaci, in ogni momento, di lavorare, lottare, credere nella giustizia umana per tutti.

    Dovrebbe essere scopo primario e non assoggettabile a regole macchiavelliche.

    Perche’ e’ a questo livello che si deve assolutamente vietare il compromesso, e’ a questo livello che si insinua la morte, l’assassinio dello Spirito delle Leggi e delle Costituzioni.

    Se anche a parole affermiamo e crediamo nell’esistenza di un giusto metodo, non abbiamo la forza interiore, la volonta’ di applicarlo.

    Alleniamo e sfruttiamo la nostra intelligenza solo per studiare i dati certi e dimostrabili, ritenendo questi superiori per valenza, allo stesso pensiero umano, che subendo incuria, diviene sempre piu’ incapace di individuarsi ed agire, se non in illusoria ed automatica attivita’ associativa.
  • nuvolenelcielo

    ogni -ismo politico che ha ucciso milioni di persone nasce dall’idealismo dei compassionevoli. la compassione è un sentimento molto nobile ma trova il suo posto nell’aiuto al prossimo concreto, diretto. ogni compassionevole che cerchi di piegare la natura dell’uomo a un ideale di mondo perfetto partorisce mostri. credi che i comunisti fossero compassionevoli o rettili? compassionevoli, cretini e assassini come tutti i compassionevoli dei mondi perfetti.

  • schidax

    Buona sera a tutti.

    Commento di rado, ma mi ha colpito la consapevolezza di appartenenza al genere umano di Paolo.

    Non come specie, nemmeno come razza, ma invece come “Essere”.

    L’episodio è uno spunto importante ed il filo da seguire è molto semplice: possiamo parlare finchè vogliamo, spendere fiumi di parole, concetti, cultura, ma se non ci distacchiamo dalle bestie (senza nulla togliere al regno animale), tutte queste belle idee, non valgono la paglia sulla quale dormiamo.

    Auguro a tutti di provare, anche solo per un istante, un esperienza simile, ma non quella di Paolo: quella dell’essere umano che ha pianto.

    Cordiali saluti.
    Dario.

  • ienaplischi59

    Su questa terra possiamo essere “Re Sole” o “Aldo Moro”. Solo la nostra onestà interiore ci può spingere da una parte più che dall’altra.