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HITLER A SPASSO PER L'ARGENTINA ?

HORACIO MOREL

ilsussidiario.net

BUENOS AIRES – Fantasia o realtà? Per ora, solo un mistero. Ma la stampa inglese rimette in discussione questo tema, sulla base dell’archivio riguardante la sorte di Adolf Hitler, desecretato dall’Fbi nel giugno 1998: il genocida nazista e la moglie Eva Braun non sarebbero morti nel loro bunker a Berlino il 30 aprile 1945, dando esecuzione al loro patto suicida, ma sarebbero scappati con un sottomarino verso l’Argentina.

Secondo i documenti dell’Fbi, sui quali si basano le informazioni dei quotidiani Daily Express e Sunday Express, questa pista sarebbe stata indicata a un agente nordamericano da un cittadino argentino residente a Los Angeles, California, che nel settembre del 1945 gli avrebbe riferito che Hitler sarebbe sbarcato sulle coste della Patagonia, più precisamente presso il Golfo San Matias, nel mese di maggio dello stesso anno, un paio di settimane dopo la caduta di Berlino.

Secondo tale testimonianza, due sottomarini lo avrebbero portato alla località nota come Caleta de los Loros, situata nel Golfo di San Matias, sulla costa atlantica argentina. Le due imbarcazioni sarebbero state affondate a circa 800 metri dalla costa e avvistate per anni dagli abitanti della zona nei periodi di bassa marea, nei quali erano visibili le sagome parzialmente coperte dalla sabbia; questo secondo la testimonianza di un pilota civile, Mario Chironi, che era solito sorvolare la zona negli anni Cinquanta, pubblicata dal quotidiano La Nación di Buenos Aires il 6 luglio 1998.

Gli archivi, una volta segreti, dell’Fbi riferiscono che, dopo una notte passata in un hotel della città di San Antonio Oeste (piccola città la cui economia all’epoca dipendeva dalla fabbrica tedesca Sassenberg & Cia), Hitler e quelli che erano con lui furono trasferiti verso la Cordigliera delle Ande, stabilendosi per molto tempo nella proprietà di una famiglia tedesca residente a San Carlos de Bariloche, la Hacienda San Ramon.

A partire da quel periodo, i dati sono diventati imprecisi e confusi. Un informatore afferma di aver visto Hitler che camminava per una via di Charlottesville, Virginia (Usa), il 18 luglio 1946. Un altro luogo dove il Führer sarebbe stato avvistato il 16 luglio 1947 è un casinò “tra Buenos Aires e Rio de Janeiro”, città distanti 2.000 km l’una dall’altra, presumibilmente a “Rio Grande del Sur”, che non è una città, bensì uno stato di più di 280.000 kmq.

I rapporti di intelligence presentati al capo dell’Fbi, J. Edgar Hoover (1895-1972), raffigurano Hitler come un turista che passeggia tra il Sudamerica e gli Stati Uniti. Quelli che credono alla versione secondo cui il gerarca tedesco non morì a Berlino, sostengono che egli riuscì a scappare con l’aiuto degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, prima che l’Unione Sovietica prendesse il controllo della capitale tedesca, in cambio di denaro e trasferimento di tecnologie.

Le opinioni divergono, però, sul luogo e sulla data della sua morte: taluni affermano che sarebbe morto in Paraguay nel febbraio 1971, altri a Cordoba (Argentina) nel 1962, altri ancora a Nossa Senhora do Livramento (Brasile) nel 1984, stando alla pubblicazione, da parte di O Globo, con acclusa una foto di un Hitler abbracciato alla sua amante mora!

Se è accertato che l’individuazione di Adolf Eichmann nella zona suburbana di Buenos Aires nel maggio 1960 e il suo sequestro da parte del Mossad sono stati resi possibili dalla soffiata di un vicino, mentre le precedenti operazioni di spionaggio erano fallite, sembra invece poco credibile che, se Hitler si muoveva veramente con tanta libertà su e giù per il continente americano, non venisse individuato dai servizi di intelligence israeliani per catturarlo e condurlo davanti alla corte marziale. Tuttavia, anche i corpi trovati nel bunker di Berlino, parzialmente calcinati, non poterono mai esser veramente identificati, secondo quanto riferito da Stalin a Churchill.

Gli archivi segreti dell’Fbi che danno spazio a tutte queste congetture furono declassificati nel 1998. Ma cosa c’è di nuovo?

Abel Basti, giornalista argentino residente dal 1978 a Bariloche, che ha anche lavorato come guarda forestale nella zona dove si dice che Hitler abbia vissuto almeno tra il 1945 e il 1955, ha finito di pubblicare la sua ricerca sulle tracce del Führer in Argentina (Tras los pasos de Hitler, Editorial Planeta, 2014), quinto libro di una saga iniziata con Bariloche Nazi (2004), Hitler en la Argentina (2006), El exilio de Hitler (2010) e Los secretos de Hitler (2011). Basti mette direttamente in relazione l’arrivo di Hitler in Argentina con l’esistenza dei due sottomarini affondati nel Golfo di San Matias, alla cui ricerca ha partecipato. Finora i tentativi di recupero delle due imbarcazioni non hanno avuto successo, anche perché, secondo il giornalista, la mancanza di coordinate esatte rende difficoltosa la loro individuazione; comunque, la ricerca continua ancora oggi mediante l’impiego di magnetografi. Basti sostiene che questi due sottomarini facevano parte di una dozzina di “U-Boote” che salparono dall’Europa alla fine della seconda guerra mondiale per portare in salvo ufficiali, beni, denaro e documentazione nazista, parte dell’operazione Paper Clip patteggiata tra tedeschi e alleati, e che gli altri due sottomarini che si recarono il 17 agosto 1945 a Mar del Plata (Argentina) facevano parte della stessa flotta che aveva condotto Hitler in Patagonia.

Nel suo ultimo libro, Basti afferma che Hitler si mosse in totale libertà in diversi paesi del Sudamerica sotto false identità, come Adolf Schütelmayor o Kurt Bruno Kirchner (sì, Kirchner!), raccogliendo le supposte testimonianze della sua assaggiatrice di cibi, Eloisa Lujan, e della nipote della sua cuoca, Carmen Torrentegui, che sarebbero state sempre vicine al genocida tedesco.

L’opera di Basti è contestata, accusata di plagio. Si dice sul web che sia una brutta copia di precedenti titoli (Gestapo Chief di Gregory Douglas, Hitler’s escape di Ron. T. Hansic, Escape from the bunker di Harry Cooper e El escape de Hitler de Patrick Burnside), tutti libri carenti di rigore storico e documentale. A sua volta, Basti ha accusato di plagio Simon Dunstan e Gerrard Williams, autori di The Grey Wolf: The escape of Adolf, con i quali afferma di aver firmato un contratto per la pubblicazione del suo libro in Inghilterra e ricavarne anche un film. Gli inglesi sono però spariti, per poi pubblicare il suo libro presso la casa editrice Sterling Publishing, anch’essa querelata da Basti.

Misteri ancora irrisolti, dati da confermare e accuse incrociate continuano ad aleggiare sopra di noi, proiettando l’ombra del demone nazista.

Horacio Morel
Fonte: www.ilsussidiario.net
Link: http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2014/5/3/IL-CASO-Hitler-a-spasso-in-Argentina-cosa-c-e-di-vero-nella-leggenda-nera-/2/494157/
3.05.2014

Titolo originale Hitler a spasso in Argentina: cosa c’è di vero nella leggenda “nera”?

Pubblicato da Davide

8 Commenti

  1. ma certo, ed è stato anche clonato. Poi, una volta clonato, ai cloni è stato modificato il viso per infiltrarsi nei più alti vertici delle società.

    iIva Bankenstein, viva la democrazia!
  2. "Misteri ancora irrisolti, dati da confermare e accuse incrociate continuano ad aleggiare sopra di noi, proiettando l’ombra del demone nazista."


    certo, figurati se 70anni dopo emerge la verità. Intanto Eisenhower ha assassinato civili tedeschi indiscriminatamente, ma certo la versione ufficiale non si discute.
    Si finge di trovare nuovi scoop e brutalità perpretate allora.
    Tanto chi può verificare e soprattutto, chi può mettere in discussione?

  3. Il 10 Febbraio 2014 fu postato un articolo che aveva grosso modo lo stesso soggetto, ovvero la presunta permanenza di Hitler in Argentina ed in Antartide. Si trova qui: https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12920, ed era intitolato "Hitler On Ice".

  4. "I ragazzi venuti dal Brasile", l’ho visto anch’io una quarantina di anni fa

  5. L’ex Fuhrer e’ in realta’ ancora vivo: con gli illuuminati (che ricordiamolo hanno origini bavaresi) e i rettiliani e’ a capo di un progetto per la dominazione del mondo che prevede il graduale annientamento delle razze e i popoli inferiori mediante le scie chimiche, che sono in realta’ sostanza tossiche come tutti sappiamo, per la precisione lo stesso zyklon  usato dai nazisti (forse) ad Auschwitz. A questo coplotto ovviamente prendono parte anche Cia, Fbi, la mafia, il vaticano, il mossad, Licio Gelli, la p2, i servizi segreti deviati e ovviamente Silvio Berlusconi che presto verra’ liberato dalla sua prigionia da un commando di paracadutisti tedeschi. Napolitano pare abbia dato l’ok all’audace operazione, Renzi invece ha fatto l’ennesima promessa: trovero’ le risorse per fermare questo folle progetto.

  6. Perché tanto impegno su Hitler ormai giá morto comunque sia, se ci sono tanti
    nazisti dappertutto nel mondo, cominciando dagli Stati Uniti?
    Di "pulizie
    etniche" ce ne sono, da raccontarne, e criminali da cercare! Assassini e
     torturatori ed esperimentatori con bambini e vite umane, costruttori di
    campi di concentrazione (per dirne uno, Guantánamo)… Guerrafondai…
    Ladri urbi et orbi…
    A trovarli poi non si fa tanta fática, poiché sono
    noti e s’incontrano spesso nei diversi Davos, ecc…

  7. " Robba " vecchia di anni….

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