Habemus Prevost: un americano a Roma

Il nuovo Papa si è presentato con un lungo discorso scritto, a differenza dei suoi predecessori che avevano parlato "a braccio", in cui la parola "Pace" è stata pronunciata almeno dieci volte, seguita dal termine "Ponte",del resto Pontefice significa letteralmente "colui che costruisce ponti", e soprattutto nominando p

Habemus Prevost: un americano a Roma

Riceviamo e pubblichiamo da Fabrizio Bertolami

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Giovedì 8 Maggio, al quinto scrutinio, il Conclave ha eletto il nuovo successore di Pietro: Leone XIV.

La Provvidenza, che agisce spesso per vie misteriose, ha voluto che fosse statunitense, il primo nella storia della Chiesa e il secondo proveniente dal continente americano dopo Papa Francesco.
E' questa la più grande novità e alcuni la leggono come una decisione presa sotto la pressione del Presidente americano Trump, che nei giorni scorsi aveva pubblicato una sua immagine (generata dall'IA) assiso sul trono di Pietro nelle vesti di Papa.

Col senno di poi, sembra essere stato un segnale preciso e voluto. Inoltre non sarà sfuggito ai più, che nei giorni immediatamente antecedenti la scomparsa di Bergoglio, sia il Presidente che il suo Vice hanno indossato una cravatta gialla e non di un giallo qualsiasi, ma quello della bandiera dello Stato della Città del Vaticano (che è appunto bianca e gialla).

Trump non è stato l'unico ad interessarsi alla nomina petrina, considerato che anche il francese Macron aveva convocato i Cardinali francesi prima del Conclave, forse per spingere su una nomina a lui gradita.

Non c'è da stupirsi di questa intromissione del potere mondano nelle vicende della Chiesa, una pressione spesso avvenuta nei secoli passati, con il precedente eccezionale della Cattività Avignonese (1309-1377) allorchè il Sovrano francese Filippo il Bello non solo impose il "suo" Papa, ma spostò addirittura la sede Vaticana da Roma ad Avignone, nel territorio di quella che fu il Contado Venassino (oggi parte della Provenza), territorio allora feudo pontificio.

Il nuovo Papa si è presentato con un lungo discorso scritto (a differenza dei suoi predecessori che avevano parlato "a braccio"), in cui la parola "Pace" è stata pronunciata almeno dieci volte, seguita dal termine "Ponte" (del resto Pontefice significa letteralmente "colui che costruisce ponti") e soprattutto nominando più volte il nome di Cristo e affermando fermamente che il Male non prevarrà (Non praevalebunt). Non è mancata una invocazione alla Madonna e la recita dell'Ave Maria in tutta Piazza san Pietro.
Anche la data di elezione è piuttosto significativa. Se Francesco è morto il giorno di Pasqua, Leone XIV sale al soglio nel giorno della fine della Seconda Guerra Mondiale. Nulla nelle vicende vaticane è per caso e tutto è simbolo.

Molti si chiedono già se questo pontificato sarà in continuità con quello precedente e questo discorso lascia presagire che Leone XIV agirà nel solco tracciato da Francesco I, ma senza dimenticare l'eredità di Benedetto XVI. Un Papa di compromesso, quindi, tra le diverse "correnti" della Curia (quella progressista e quella tradizionalista), che dovrà smussare certe prese di posizione del predecessore, in particolare rispetto all'avvicinamento al mondo omosessuale o alla comunione ai divorziati, senza perdere quella "presa" che Bergoglio ha avuto sull'America latina e sui non-cattolici (in specie quelli politicamente a sinistra), allontanando lo spettro di uno Scisma, agitato in particolare dal clero di area germanica.

Un Papa "yankee" , quindi, ma anche in possesso del passaporto del Perù, Nazione nella quale ha vissuto vent'anni, il che lo rende il trait d'union ideale tra l'occidente euro-americano e l'area di maggior presenza cattolica nel mondo, quella sudamericana.

La Chiesa sceglie quindi l'ottica del consolidamento della propria "area di influenza", smentendo chi pensava ad un Papa asiatico, capace di portare il cattolicesimo nell'area del mondo a più alta crescita economica, ma in cui la sua presenza è ancora marginale.

La Geopolitica vaticana, che è per sua natura una "Geopolitica del Tutto", ne esce rafforzata e conferma la crescita di influenza negli Stati Uniti, territorio già "conquistato" da Francesco, con il primo storico discorso alla camera dei rappresentanti americani, l'elezione di un Presidente Cattolico (Biden è stato il secondo , dopo JFK) e la possibile elezione del prossimo (l'attuale Vicepresidente Vance). D'altronde il peso dei cattolici in USA cresce in concomitanza con l'aumento di "latinos" tra i cittadini americani, che si aggiungono ai cattolici di origine italiana, irlandese e polacca (tra gli altri) e oggi supera il 20% della popolazione (superiore a quella nelle maggiori Nazioni cattoliche europee).

La domanda che molti si pongono è quindi: sarà questo Papa un ulteriore strumento nelle mani degli USA per imporre la loro agenda ed il proprio potere?
E' possibile, anche se presentarsi al mondo con un discorso tutto incentrato sul concetto di Pace e attenzione agli ultimi e poi virare verso il ben noto atteggiamento bellicista e oligarchico americano sarebbe un suicidio. Se il cattolicesimo ha conquistato l'America, l'elezione di un Papa nel giorno in cui si celebra la fine della Seconda Guerra Mondiale potrebbe dare l'idea della definitiva conquista americana dell'Europa, che oggi dipende economicamente (per il suo export), energeticamente (grazie al GNL made in USA e alla rinuncia la gas russo) e culturalmente (grazie ad Hollywood e al predominio dei Social Media americani) dalla sua ex colonia.

Ma potrebbe anche esser vera l'ipotesi secondo la quale due debolezze, quella americana in declino di fronte all'ascesa cinese e del "Sud del Mondo" e quella cristiana, in crisi di vocazioni, con i suoi fedeli oggetto di violenza in diverse parti del mondo e oggetto dell'attacco da parte della secolarizzazione, possano unirsi per rafforzarsi vicendevolmente.

Infine è doveroso notare che tutti i leader mondiali, incluso quel Nethanyahu che sgarbatamente si era rifiutato di porgere le sue condoglianze per la morte di Bergoglio, si sono congratulati per l'elezione del nuovo Papa.
Il Presidente russo Vladimir Vladimorovich Putin è stato uno dei primi, con un messaggio che recita:

“Sono sicuro che il dialogo costruttivo e l’interazione stabiliti tra la Russia e il Vaticano si svilupperanno ancora di più sulla base dei valori cristiani che ci uniscono"

ed è proprio la convergenza verso questi valori a cui dovrà puntare il nuovo Papa, per continuare quel dialogo intra-cristiano iniziato da Giovanni Paolo II, che porti le diverse "forme" di cristianesimo verso la Sostanza fondamentale: la diffusione e l'affermazione del messaggio del Cristo, in opposizione al "vuoto riempito del nulla" proposto dal capitalismo finanziario oggi dominante.

Questa ricerca di convergenza passa obbligatoriamente verso una ripresa ed una crescita del dialogo con il mondo ortodosso, con il quale è stato aperto un solco a causa dell'intransigenza dei diversi governi ucraini succedutisi dal 2014 in poi, atteggiamento nemmeno tanto sgradito all'attuale classe politica di stanza a Bruxelles, ben lieta di sradicare, insieme all'Ortodossia cristiana anche il secolare rapporto con la Russia.
Per fare ciò è necessario fare un grande passo, atteso da secoli dopo il "piccolo" passo fatto da Papa Francesco I con il suo incontro con il Patriarca Kiril all'Avana (Cuba) nel 2016 a cui è seguita una dichiarazione congiunta, in cui hanno affermato che:

"Nonostante questa Tradizione comune dei primi dieci secoli, per quasi mille anni cattolici e ortodossi sono stati privati ​​della comunione nell'Eucaristia. Siamo stati divisi da ferite causate da conflitti antichi e recenti, da differenze ereditate dai nostri antenati, nella comprensione e nell'espressione della nostra fede in Dio, uno in tre Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo. Siamo addolorati per la perdita di unità, frutto della debolezza umana e del peccato, avvenuta nonostante la preghiera sacerdotale di Cristo Salvatore."

Aspettiamo, con grande speranza, che Leone XIV faccia questo importante passo, o almeno ponga le condizione affinche il suo successore possa farlo, verso una riconciliazione tra Cattolici e Ortodossi, questi sì, veri Fratelli Maggiori, andando a Mosca.

"A Mosca il prossimo anno", non più una bestemmia ma un orizzonte concreto. Dio lo vuole, l'umanità lo necessita.

di Fabrizio Bertolami per Comedonchisciotte.org

09.08.2025

Fonti:

https://www.pewresearch.org/short-reads/2025/03/04/10-facts-about-us-catholics/
https://www.vaticannews.va/en/vatican-city/news/2025-03/pontifical-yearbook-2025-priests-religious-statistics.html
https://www.catholicworldreport.com/2024/04/08/the-catholic-church-by-the-numbers-more-catholics-but-fewer-vocations/
https://www.fides.org/en/news/75542-VATICAN_CATHOLIC_CHURCH_STATISTICS_2024
https://www.ilmessaggero.it/en/shifting_catholic_demographics_worldwide-8727627.html#
https://www.fides.org/en/attachments/view/file/APPENDIX2024.pdf
https://www.avvenire.it/papa/pagine/perche-il-nome-leone-xiv
https://www.ansa.it/english/news/vatican/2025/05/09/china-congratulates-pope-leo-xiv-on-his-election_c6bc7548-470f-4519-846e-335e8cfbae3d.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Contado_Venassino
https://laterrazzamongardino.it/tutte-le-notizie/putin-si-congratula-con-papa-leo-xiv-e-dice-di-fidarsi-di-dialoghi-costruttivi
https://www.catholicnewsagency.com/news/33401/full-text-of-joint-declaration-signed-by-pope-francis-and-patriarch-kirill

Commenti (25)

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    1. mago 10 maggio 2025

      Peccato mi aspettavo un papà di colore quello della profezia,abbiamo ancora tanti anni davanti per alcuni buoni per taluni bui..

    1. www.maglietteitalia.it 10 maggio 2025

      L’elezione di questo Papa americano, salutata con entusiasmo da molti, si potrebbe rivelare una tragedia assoluta per la Chiesa e per l'Europa. Se guiderà come Ursula von der Leyen ha guidato l’Europa, verso il baratro, questo Pontefice porterà la Chiesa cattolica sull’orlo della distruzione.

      Un leone non guida con dolcezza: uccide e divora. E mentre il mondo brucia, mentre l’Europa affonda nella guerra e nella miseria, mentre la Chiesa si fa nemica di milioni di musulmani, il futuro appare più oscuro che mai. La fede, potrebbe pagare il prezzo di scelte sbagliate, come l'Europa sta pagando il prezzo di scelte di leader che hanno messo il potere e l’ideologia al di sopra del bene comune. E noi, impotenti, possiamo solo guardare, sperando che il ruggito del leone non ci travolga tutti.

      IL LEONE SANGUINARIO: UN GIOVANE PAPA AMERICANO PER IL DECLINO DELLA CHIESA

      Introduzione: Un Papa Americano e il simbolismo scelto.

      Il leone non è un simbolo di pace. È un predatore spietato, un cacciatore sanguinario che sbrana le sue prede senza un briciolo di misericordia. L'entusiasmo ipocrita dei media per l'elezione di un Papa americano, giovane e ambizioso, è solo un'occasione per i giornalisti di mettersi in mostra, con il nuovo capo della Chiesa e attrarre i consensi dei fedeli accecati dall'emozione. D'altra parte, chi osa parlare male di un Papa? Nessuno, o quasi. Eppure, uno sguardo lucido rivela la verità: un Pontefice proveniente da una nazione fondata sul genocidio dei nativi americani, non può essere sterilizzato da quello stesso spirito di conquista e distruzione che ha macchiato la storia degli Stati Uniti sin dalle sue origini ed ancora oggi è ben presente nella popolazione statunitense. La scelta del nome, aggressiva e tutt’altro che casuale, è un monito della sua natura bellicosa, e se avesse potuto avrebbe scelto Rambo.E la sua giovinezza non è un segno di freschezza, ma la possibilità quasi certa di una lunga presa di potere, svincolata da conferme parlamentari a scadenze fisse, che gli permetterà di plasmare la Chiesa a suo piacimento.In un mondo dilaniato da tensioni geopolitiche, alcuni ingenui esultano per questo Papa americano, illudendosi che la sua elezione sia un colpo contro Putin e la Russia. Che follia! Questo Papa è un simbolo della stessa logica di dominio che alimenta conflitti globali. Certamente sarà una spina nel fianco di Putin, fino a quando servirà per spronare l'Europa fino al sacrificio estremo trascinando anche i protestanti o gli anglicani che non potranno "girarsi dall'altra parte" e rendendo l'intera Chiesa cristiana un’appendice sionista degli interessi americani anziché un faro di unità.In un momento di crisi globale, l’elezione di un Papa capace di costruire ponti sarebbe stata una svolta cruciale. Immaginate un Pontefice che riavvicinasse l’Italia e l’Europa alla Russia, promuovendo un dialogo con altre nazioni e avviando un riavvicinamento storico tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa. Un leader del genere avrebbe potuto sanare divisioni, favorire la pace e ridare centralità spirituale all’Europa. Invece, con un Papa americano, giovane e legato a una potenza che prospera sul conflitto, questa opportunità è stata soffocata, lasciando il mondo a contemplare un futuro di divisioni ancora più profonde.

      E non è tutto: un Papa americano inevitabilmente avvicinerà la Chiesa a Israele ed all'ebraismo, assecondando la sua guerra spietata e lo sterminio dei palestinesi. Con una mossa del genere, la Chiesa non solo si allineerà a un’agenda di oppressione, ma si farà nemica di milioni di musulmani, alimentando l’ostilità e scavando un solco ancora più profondo tra le fedi. In Italia, dove le comunità musulmane sono una realtà crescente, questa ostilità potrebbe trasformarsi in una minaccia letale: il Vaticano, situato al centro di Roma, diventerebbe un bersaglio ideale per terroristi infuriati. Un attacco al cuore della cristianità potrebbe scatenare una guerra santa, con nazioni che si mobilitano a difesa del Papa, trascinando il mondo in un conflitto globale senza ritorno. Allineandosi a politiche genocidarie, questo Pontefice non solo macchia l’autorità morale della Chiesa, ma mette a rischio la sicurezza di milioni di persone.

      Mi sbaglio? Forse. Ma, come dicono in Turchia: un turco lo freghi solo una volta.I segnali sono inquietanti ed il precedente dell UE di aver sottovalutato la nomina della Von der Leyen dovrebbe far rabbrividire tutti.Chi avrebbe mai immaginato che l’Europa si sarebbe trovata in guerra contro la Russia, con gli Stati Uniti a gettare benzina sul fuoco di un conflitto che sembra non avere fine? Chi avrebbe previsto che l’euro, un tempo addirittura in deflazione, sarebbe crollato sotto un’inflazione mai vista prima, strangolando il potere d’acquisto dei cittadini e gettando l’economia nel caos? Chi avrebbe pensato che avremmo rinunciato all’energia a basso costo, impoverendo famiglie già allo stremo e lasciandole al freddo, o che il settore automobilistico, pilastro trainante dell’industria europea, sarebbe stato distrutto da politiche suicide, sacrificato sull’altare di ideologie lontane dalla realtà? Proprio come l’ascesa di Ursula von der Leyen ha segnato l’inizio di una crisi che sta sgretolando l’Europa sotto politiche divisive e autoritarie, l’elezione di questo Papa potrebbe essere il primo passo verso la distruzione della Chiesa cattolica come la conosciamo. Un leone non guida con dolcezza: divora. E il futuro della fede, come quello del nostro continente, potrebbe pagarne il prezzo più alto.

      Contesto Geopolitico: Un’Europa in Guerra e un Papa Divisivo

      L’Europa del 2025 è un continente in fiamme. La guerra con la Russia, che pochi avrebbero previsto all’inizio del decennio, è ormai una realtà devastante. Dopo anni di tensioni, sanzioni e provocazioni, il conflitto è esploso, con gli Stati Uniti che non solo appoggiano l’Europa, ma alimentano l’escalation fornendo armi e supporto logistico, trasformando il continente in un campo di battaglia. In questo scenario, l’elezione di un Papa americano non è un segnale di speranza, ma un ulteriore chiodo nella bara della pace. Invece di mediare tra le parti, come fece Giovanni Paolo II durante la Guerra Fredda, questo Pontefice si schiera con l’Occidente, assecondando la narrativa di un’Europa che deve “resistere” alla Russia a ogni costo. Ma a quale prezzo?

      L’idea che un Papa americano possa “fare dispetto” a Putin, come alcuni scioccamente credono, è un’illusione pericolosa. La Chiesa non è un’arma geopolitica, o almeno non dovrebbe esserlo. Eppure, sotto questo Pontefice, il Vaticano sembra sempre più un’estensione degli interessi americani, un alleato nella crociata contro Mosca. E mentre l’Europa brucia, il Papa tace, incapace o riluttante a promuovere un dialogo che potrebbe salvare milioni di vite. L’opportunità di un riavvicinamento con la Chiesa ortodossa, che avrebbe potuto aprire un canale di comunicazione con la Russia, è stata sacrificata sull’altare di una fedeltà atlantista che non lascia spazio alla diplomazia.

      Crisi Economica: Il Crollo dell’Europa sotto Politiche Suicide

      Parallelamente al disastro geopolitico, l’Europa affronta una crisi economica senza precedenti. L’euro, che per anni ha vissuto in un regime di deflazione, è ora schiacciato da un’inflazione galoppante, mai vista dalla nascita della moneta unica. I prezzi di beni di prima necessità sono alle stelle: pane, latte, carburante—tutto è diventato un lusso per le famiglie europee. La decisione di rinunciare all’energia a basso costo, in gran parte proveniente dalla Russia, ha avuto conseguenze catastrofiche. Le bollette sono triplicate, lasciando milioni di cittadini al freddo durante gli inverni più rigidi degli ultimi decenni. Fabbriche hanno chiuso, famiglie si sono impoverite, e la povertà energetica è diventata una piaga che nessuno sembra in grado di fermare.A peggiorare la situazione, il settore automobilistico—un tempo pilastro dell’industria europea—è in ginocchio. La transizione forzata verso i veicoli elettrici, imposta da politiche verdi scollegate dalla realtà, ha distrutto un intero comparto. Aziende storiche come Volkswagen e Stellantis hanno tagliato decine di migliaia di posti di lavoro, incapaci di competere con i costi proibitivi delle nuove tecnologie e la concorrenza asiatica. Le “politiche suicide” di Ursula von der Leyen, come le hanno definite molti critici, hanno sacrificato l’economia reale sull’altare di un’ideologia ecologista che non tiene conto delle esigenze dei cittadini. E mentre l’Europa affonda, il Papa americano guarda altrove, troppo occupato a consolidare il suo potere per occuparsi delle sofferenze dei fedeli.Impatto sulla Chiesa: Da Faro di Pace a Strumento di ConflittoLa Chiesa cattolica, per secoli simbolo di unità e pace, sta perdendo la sua anima sotto la guida di questo Papa americano. La sua vicinanza agli Stati Uniti lo porterà a schierarsi con Israele, avallando una guerra che ha causato decine di migliaia di morti palestinesi. I bombardamenti su Gaza, le immagini di bambini sepolti sotto le macerie, non sembrano scuotere il Vaticano, che preferisce un silenzio complice a una condanna chiara. Questo non è solo un tradimento della missione di pace della Chiesa, ma un atto che la rende complice di un’agenda di oppressione. E i musulmani, che vedono in questo Papa un alleato dei loro oppressori, si allontanano sempre di più, alimentando un’ostilità che potrebbe avere conseguenze devastanti.In Italia, dove le comunità musulmane sono ormai parte integrante del tessuto sociale, questa tensione è una bomba a orologeria. Il Vaticano, situato nel cuore di Roma, è vulnerabile. Un attacco terroristico, motivato dall’ira per il sostegno della Chiesa a Israele, non è un’ipotesi remota. E se ciò accadesse, le conseguenze sarebbero inimmaginabili: una guerra santa, con nazioni cristiane che si mobilitano per difendere il Papa, potrebbe trascinare il mondo in un conflitto globale. Questo Papa, invece di costruire ponti tra le fedi, sta scavando un abisso che potrebbe inghiottire la Chiesa stessa.Rischi Globali: Verso un Futuro di Guerra e DistruzioneIl mondo che ci attende è un mondo di guerra e distruzione. La Chiesa, sotto la guida di un Papa americano, non è più un baluardo di pace, ma un catalizzatore di conflitti. La sua incapacità di mediare tra Europa e Russia, il suo allineamento con Israele, e la sua ostilità verso i musulmani stanno creando le condizioni per un’escalation senza precedenti. Se il Vaticano dovesse diventare un bersaglio, come molti temono, il rischio di una guerra santa non è più una fantasia, ma una possibilità concreta. E in un mondo già devastato da conflitti, inflazione e povertà, un tale evento potrebbe essere la scintilla che fa crollare tutto.Nel frattempo, l’Europa continua a sprofondare. La guerra con la Russia non accenna a fermarsi, e gli Stati Uniti, lungi dall’essere un alleato disinteressato, stanno usando il conflitto per rafforzare la loro egemonia globale. L’euro si sta valutando sempre più, le famiglie sono impoverite, e l’industria automobilistica è un ricordo del passato. In questo scenario, la Chiesa avrebbe dovuto essere una voce di speranza, un faro per i fedeli. Invece, sotto la guida di un Papa leone, si sta trasformando in un’arma di divisione, un simbolo di conquista anziché di pace.

      .

    1. Giudice Holden 10 maggio 2025

      Io, se fossi Dio, cantava Gaber nella canzone più censurata della storia musicale italiana. Ecco, io se fossi Dio, sarei sceso da tempo dall'alto dei cieli per prendere a calci nel culo questi personaggi che da due millenni millantano il titolo di vicario.

    1. galb65 9 maggio 2025

      Ahia...https://www.youtube.com/watch?v=pHgXDBofgoE

    2. Moderatore 10 maggio 2025

      La invitiamo ad inserire sempre la descrizione del link che intende condividere, come da regole del sito.
      La ringraziamo della collaborazione.

    3. galb65 10 maggio 2025

      Bene grazie, questa regola mi era sfuggita. La prossima volta sarà fatto. Saluti

    1. maghi 9 maggio 2025

      "Dio lo vuole"? Mi suona tanto di arroganza crociata. Arrogarsi il volere di Dio. E' peggio che bestemmiare. La smettessero di fare i prepotenti, i superbi e gli ipocriti, sarebbe meglio, ma finiranno solo con la parusia. Poi la foto di Trump col copricapo papale è oscena, oltre che di cattivo gusto. Uno scimmiottamento indegno.

    1. Arthur 9 maggio 2025

      Sia chiaro.
      Io non sono anti-progressista perché odio il progresso.
      Anzi.
      Occorre però capire cosa sia progresso vero e cosa no.
      E soprattutto bisogna avere l'intelligenza di saper conservare ciò che di buono si eredita dal passato.
      Orbene, i cosiddetti progressisti, sia nel mondo civile che nella Chiesa, non hanno capito nulla o forse sono in malafede.
      Pensano solo a distruggere e dissacrare.
      Ma non gli basta.
      Mi pare evidente una cosa: il mondo che mostrano di voler costruire fa orrendamente schifo, un mondo dominato dal caos, dall'immoralità, dalla mediocrità, da brutture che fino a decenni fa erano inimmaginabili ai più.
      Una cosa è riformare, altra cosa è distruggere.
      In questo frangente storico la civiltà umana è difesa dai conservatori, che, a conti fatti, cercano di salvare il salvabile e in non pochi casi promuovono un progresso più autentico, anche se qualche problemino ce l'hanno pure loro.

    1. Arthur 9 maggio 2025

      Guardate che dello scisma agitato da quella parte di clero della Chiesa Cattolica tedesca progressista (che vuole le donne prete e i matrimoni gay) ai cardinali non gliene frega una beata fava.

      In Germania ogni anno vengono ordinati 25-30 preti cattolici.
      Negli USA 500.

      I preti tedeschi vengono principalmente da famiglie cattoliche abbastanza tradizionali.
      Qual è dunque la percentuale di preti tedeschi progressisti che la Chiesa perderebbe in caso di un mini scisma teutonico?
      2-3 preti l'anno? 4-5?

      Ce ne sono 500 ogni anno dagli USA e anche questi vengono principalmente da famiglie autenticamente cattoliche.
      I progressisti sono una sparuta minoranza (forse il 10%) che ha preso il potere con un colpo di mano con il vergognoso Postribolo Vaticano II.

      I progressisti sono ultra rappresentati nella gerarchia, ma nella Chiesa e tra i fedeli sono una minoranza miserabile e cialtronesca.

      Ormai siamo alla resa dei conti.

    1. Arthur 9 maggio 2025

      Dubito fortemente che i cardinali abbiano eletto un americano per i milioni versati da Trump nelle casse presumibilmente disastrate del Vaticano.
      Casse disastrate?
      Mah, io lascerei perdere.
      La Chiesa possiede una quantità di ricchezze da far impallidire chiunque.

      A quanto pare la Chiesa controlla poco più di 60.000 tonnellate di oro.
      Attenzione, non le riserve auree del Vaticano, che nessuno conosce.
      Si tratta dell'oro posseduto dalla Chiesa, ossia dal Vaticano, sommato a quello di tutte le diocesi del mondo e di tutti gli ordini religiosi, monastici, conventi, scuole, università, musei, biblioteche, etc.

      Le riserve auree di tutti i paesi del mondo sono circa 30.000 tonnellate.
      Chiaro?
      La Chiesa possiede una quantità di oro che è il doppio di tutte le riserve auree (sommate) di tutti i paesi dell'orbe terrestre.

      Oggi l'oro vale quasi 100 euro al grammo.
      Quindi 1 kg = 100.000 €.
      1 tonnellata = 100 milioni di €.
      Per saldare il presunto debito di 70 milioni alla Chiesa basta vendere 700 kg del suo oro, meno di una tonnellata.
      Gliene restano circa 60.000 o poco meno, 59.500 oppure 59.300.

      E secondo voi Trump con la sua elemosina ha comprato l'elezione del Papa?
      Ma dai...

      Poi ci sono altre ricchezze: azioni, denaro, terreni, palazzi, scuole, conventi, monasteri, materiale librario, opere d'arte di valore incalcolabile sparse dappertutto.

      Statene certi: i 14 milioni di Trump sono come 14 euro donati a una parrocchia...

      La Chiesa accumula da 2000 anni.
      Ha iniziato prima che cadesse l'Impero Romano.
      Può bastare o devo andare avanti?

    2. BrunoWald 9 maggio 2025

      Poi dicono che il crimine non paga.

    3. Arthur 9 maggio 2025

      "Crimine" mi pare un po' esagerato.
      Diciamo che sono un filino incoerenti.
      Ad ogni modo, la Chiesa nei secoli ha accumulato per garantirsi autonomia rispetto al potere civile.

    4. lazarovici 10 maggio 2025

      è una bufala pazzesca, il Vaticano non possiede neanche l'1% di quell'oro, quando ne parlai a mio zio (prelato della Curia Romana) mi disse che questa bufala era troppo ridicola per essere smentita

    5. lazarovici 10 maggio 2025

      dimenticavo: l'oro del vaticano è depositato negli USA...

    1. indipendente 9 maggio 2025

      Papa nativo di Chicago, enclave di Osama Obama. Quest'ultimo, tralaltro, non troppe settimane fa se la rideva bellamente con Trump, al funerale di non so chi, dove c'erano pure i Clintons e compagnia bella.
      Il genocidio continua ed il suo peso su questo mondo è direttamente proporzionale al potere della Distrazione.
      Tutto è Maya, e questi Demoni sono maestri nel dispensarla a piene mani come foraggio nel mondo "reale".

      Al Bene e al Male basta il pareggio.

      Questi maledetti non hanno bisogno di vincere, a loro basta tenerti impegnato nel Gioco.

      Israele è morto.

    2. ric 9 maggio 2025

      il giudeo satana non e' ancora morto..anzi....

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      In Israele aumentano gli attacchi contro i cristiani - YouTube

    1. BrunoWald 9 maggio 2025

      "Non c’è da stupirsi di questa intromissione del potere mondano nelle vicende della Chiesa"...

      Per non parlare delle intromissioni della Chiesa nelle vicende mondane, una storia lunga quasi venti secoli.

      "La domanda che molti si pongono è quindi: sarà questo Papa un ulteriore strumento nelle mani degli USA per imporre la loro agenda ed il proprio potere?"

      Ma no, cosa vai a pensare? I papi li sceglie lo Spirito santo, mica la CIA.

    2. lazarovici 9 maggio 2025

      se esiste, lo spirito santo si tiene ben lontano dalla cloaca massima d'Oltretevere...

    3. Arthur 9 maggio 2025

      L'establishment USA repubblicano ha deciso di allearsi con la Chiesa di Roma.
      E lo ha fatto per diverse ragioni.

      1.
      Fermare la sinistra con tutte le sue idiozie woke, lgbtq, gender, green, polcor, etc.

      2.
      Ridimensionare ed esautorare gradatamente la massoneria, che è troppo anti-cristiana e soprattutto collusa con la sinistra liberal e la nota lobby.
      Se non vengono fermati, gli USA saranno distrutti.
      L'establishment repubblicano, in maggioranza WASP, lo ha capito, anche se un po' in ritardo, anzi, probabilmente lo ha sempre saputo e ha fatto agire gli sprovveduti per poi liquidarli a tempo debito come capri espiatori, intrappolandoli in un vicolo cieco.

      3.
      I cattolici USA hanno votato in massa per i Repubblicani perché traditi ormai dai democratici, quelli del punto 1.
      C'è un'alleanza di fatto tra GOP e Chiesa Cattolica.

      4.
      La Chiesa statunitense è ricca di soldi e vocazioni.

    4. BrunoWald 9 maggio 2025

      Non si è colta l'ironia? 😄

    1. omega 9 maggio 2025

      Come già scritto prima, gli Usa si prendono il Vaticano e condannano ancora di più l'Italia all'irrilevanza politica internazionale.

    1. lazarovici 9 maggio 2025

      simonia in Vaticano? Secondo il QN l'elezione del papUSA è stata pagata da Trump: Città del Vaticano, 8 maggio 2025 – Dollari, dollari e ancora dollari. Sembra quasi un déjà-vu rispetto al Conclave del 1922 quando furono proprio i dollari americani a salvare la realizzazione dell’elezione del Papa. In quel caso, dopo quattordici scrutini, venne eletto papa il cardinale Achille Ratti, che prese il nome di Pio XI.
      Che il Vaticano sia in deficit non è una novità ma certo è stato ben accolto l’assegno di 14 milioni di dollari staccato da Donald Trump in occasione del funerale di Papa Francesco, quando ha avuto il colloquio a quattr’occhi con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
      Una donazione molto generosa per un Vaticano che ha un deficit di circa 70 milioni di euro e che tira la volata a qualche candidato gradito proprio al presidente americano che è pur sempre impegnato in un grande sforzo di pacificazione mondiale. Il vero padrone del vaticano è Trump, questi sono fatti, resto sono solo parole vuote, anzi, Parolin

    2. maghi 9 maggio 2025

      14 mln di dollari non sono nulla al confronto del quasi mld dell'8 per mille.

    3. lazarovici 10 maggio 2025

      attenzione, le cose non stanno così, non c'è questa erogazione, ma solo pezzetti. Cito dal Sole/24 ore " Per la Chiesa cattolica, a differenza delle altre confessioni, il meccanismo prevede l’erogazione di un acconto e di un conguaglio (riferito al terzo anno precedente), che per il 2024 ammonta a circa 80 milioni di euro." Quindi i 17 milioni sono molto importanti e sicuramente hanno fatto pendere la bilancia a favore del papUSA. Trump, quando in rete ha vestito l'abito da papa, non è stato presago, ha semplicemente mandato un messaggio del tipo: "sto per prendermi il Vaticano". Amen. Qualcuno sostiene che la scelta del nome è stata suggerita (o imposta) da Trump. Sappiamo che il tycoon ha più volte parlato della preghiera creata da papa Pecci e citato san Michele Arcangelo, in cui Trump si identifica. MVGA, Make Vatican Great again...

    4. maghi 10 maggio 2025

      cifre errate e fantasie spirituali, tranne che il Vaticano è in mano al potere civile da 1700 anni e anche di più, perchè anche allora c'erano magistrati imperiali che amnistiavano i cristiani. Va bene così.

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