Guerra in Ucraina, invio di armi e propaganda. L'intervista del Generale Fabio Mini a l'AntiDiplomatico

Guerra in Ucraina, invio di armi e propaganda. L'intervista del Generale Fabio Mini a l'AntiDiplomatico

Redazione de L'AntiDiplomatico

lantidiplomatico.it

Negoziare, finirla con il pensiero unico e la propaganda, aiutare l’Ucraina a ritrovare la ragione e la Russia ad uscire dal tunnel della sindrome da accerchiamento non con le chiacchiere ma con atti concreti.

E' il pensiero di Fabio Mini, generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano, già Capo di Stato Maggiore del Comando NATO del Sud Europa e comandante della missione internazionale in Kosovo.

"E quando la crisi sarà superata, sperando di essere ancora vivi, Italia ed Europa dovranno impegnarsi seriamente a conquistare quella autonomia, dignità e indipendenza strategica che garantisca la sicurezza europea a prescindere dagli interessi altrui", dichiara a l'AntiDiplomatico.

E' stato scritto correttamente come le voci più sensate nel panorama della propaganda a senso unico siano quelle dei generali, di coloro che conoscono bene come pesare le parole in momenti come questi. Come l'AntiDiplomatico abbiamo avuto l'onore di poter intervistare uno dei più autorevoli.

L'INTERVISTA

Dal Golfo di Tonchino alle armi di distruzione di massa in Iraq - e tornando anche molto indietro nella storia - Generale nel suo libro “Perché siamo così ipocriti sulla guerra?” Lei riesce brillantemente a ricostruire i falsi che hanno determinato il pretesto per lo scoppio di diverse guerre. Qual è l’ipocrisia e il falso che si cela dietro il conflitto in corso in Ucraina?

Il falso è che la guerra sia cominciata con l’invasione russa dell’Ucraina. Questo in realtà è un atto nemmeno finale di una guerra tra Russia e Ucraina cominciata nel 2014 con l’insurrezione delle provincie del Donbas poi dichiaratesi indipendenti. Da allora le forze ucraine hanno martoriato la popolazione russofona ai limiti del massacro e nessuno ha detto niente. Per quella popolazione in rivolta contro il regime ucraino non è stata neppure usata la parola guerra di liberazione o di autodeterminazione così care a certi osservatori internazionali. E’ bastato dire che la “Russia di Putin” voleva tornare all’impero zarista per liquidare la questione. L’ipocrisia è l’atteggiamento della propaganda occidentale pro-Ucraina che, prendendo atto che esiste una guerra, finge di non sapere chi e che cosa l’ha causata e si stupisce che qualcuno spari, qualcun altro muoia e molti siano costretti a fuggire. Ipocrisia ancor più grave della propaganda è il silenzio omertoso di coloro che tacciono sul fatto che dal 2014 Stati Uniti e Nato hanno riversato miliardi in aiuti quasi interamente destinati ad armare l’Ucraina e migliaia di professionisti della guerra per addestrare e arricchire i gruppi estremisti e neo- nazisti.

Nella stampa occidentale si tende a definire Putin come "un pazzo che ha scioccato il mondo con la sua iniziativa". Eppure in un video del 1997 l’attuale presidente americano Biden dichiarava come l’allargamento ai paesi baltici (non all'Ucraina!) della Nato sarebbe stato in grado di generare una risposta militare della Russia. Non crede che dal 2014 l'Europa abbia sottovalutato la questione ucraina?

Non credo sia stata sottovalutata, ma è stata volutamente indirizzata verso la trasformazione graduale del paese in un avamposto contro la Russia, a prescindere dalla sua ammissione alla Nato. Di qui la pseudo rivoluzione arancione “ (2004), il sabotaggio interno ed esterno di ogni tentativo di stabilizzazione, l’alternanza di governi corrotti, la pseudo rivolta di Euromaidan, il colpo di stato contro il presidente Yanukovich (2014) fino alla elezione di Zelensky. Quest’ultimo è passato da un programma elettorale contro gli oligarchi, contro la corruzione politica e la promessa di “servire il popolo” ad una politica dichiaratamente provocatoria nei confronti della Russia. E questo era esattamente ciò che volevano gli Stati Uniti e quindi la Nato dal 1997.

Il tema dell'espansione Nato però è sempre stato tabù da noi...

L’espansione della Nato a est iniziata in quell’anno dopo una serie di prove di coinvolgere nella “cooperazione militare “i paesi dell’Europa orientale ( programma “Partnership for peace”) è stata una provocazione continua per 24 anni. Per oltre un decennio la Russia non ha potuto opporsi e la Nato, sollecitata in particolare da Gran Bretagna, Polonia e repubbliche baltiche ha pensato di poter chiudere il cerchio attorno ad essa “attivando” sia Georgia sia Ucraina. La Russia è intervenuta militarmente in Georgia e questo ha dato un segnale forte agli Usa e alla Nato, che non hanno voluto intervenire. Durante la crisi siriana del 2011 la Russia si è schierata con il governo di Bashar Assad e successivamente con la guerra all’Isis è intervenuta militarmente dando un contributo sostanziale alla sua neutralizzazione. Bashar Assad è ancora lì. Le operazioni russe in Siria ancorchè concordate e coordinate sul campo con la coalizione a guida americana, hanno disturbato i piani di chi voleva approfittare dell’Isis e delle bande collegate per destabilizzare l’intero medioriente. Un altro segnale del mutato umore russo è stata l’annessione della Crimea subito dopo il colpo di stato contro Yanukovic sostenuto dagli Stati Uniti e in particolare dall’inviata del Dipartimento di Stato Victoria Nuland e dall’allora vice presidente Biden. Dal 2014 in poi l’Ucraina con il sostegno degli Stati Uniti e della Nato ha assunto una linea ancora più ostile nei confronti della Russia e iniziato ad integrare nelle forze armate e nella polizia i gruppi neonazisti che si erano “distinti” negli scontri di Maidan. Gli stessi che ora organizzano la “resistenza ucraina” e coordinano i circa 16000 mercenari sparsi per il paese. Per tutto questo mi sento di dire che la Nato non ha trascurato l’Ucraina, anzi l’ha spinta con forza in un’avventura pericolosa per entrambi e soprattutto per noi europei.

In una recente apparizione in TV Lei ha detto di aver avuto modo di conoscere in prima persona i generali russi e ha definito quella russa “una guerra limitata per scopi limitati”. Quali sono gli obiettivi che i russi si sono posti sul territorio secondo lei?

In Kosovo avevo alle dipendenze anche il contingente russo di cui una parte garantiva sicurezza dell’aeroporto militare/civile di Pristina e un’altra schierata nel settore montano al confine con la Serbia. I rapporti con i generali russi erano quasi giornalieri e sempre molto corretti soprattutto nei miei confronti (in quanto italiano). Parlavamo di sicurezza collettiva e di futuro del Kosovo, una cosa alla quale nessuno nella Nato aveva pensato prima di andare in guerra. Parlavamo anche di operazioni militari e di dottrina. Vent’anni fa. La guerra limitata è una categoria prevista anche da Clausewitz e i russi sono sempre stati clausewitziani. All’inizio dell’invasione ho cominciato a vedere i segni non di una operazione speciale come l’ha definita Putin, ma di una serie di operazioni ad obiettivi limitati, unite dallo scopo strategico di impedire all’Ucraina di diventare il fulcro della minaccia militare alla Russia , ma tatticamente indipendenti. Le operazioni riguardavano la messa in sicurezza di territori del Donbass, la fascia costiera del mare d’Azov e del Mar Nero fino a Odessa e, se necessario, fino al confine con la Moldavia neutrale. L’avanzata su Kiev doveva essere l’operazione principalmente politica di pressione per i negoziati e l’eventuale instaurazione di un governo favorevole alla linea russa. Questa operazione non vincolata né al tempo né agli obiettivi: dipende dagli eventi. Se quelli diplomatici, politici e operativi evolvono in maniera soddisfacente l’operazione può essere interrotta. In caso contrario, dalla marcia d’afflusso le forze possono passare allo schieramento attorno alla città, e se ancora gli eventi sono negativi possono passare alla “preparazione” di fuoco poi al fuoco aereo e poi se e quando la città è allo stremo potrà iniziare la presa vera e propria della città. Questo tipo di operazioni con la tecnica del carciofo ha spiazzato tutti gli analisti della domenica che si aspettavano e forse cinicamente si auguravano di vedere la tempesta di fuoco alla quale ci hanno abituato gli americani in tutte le loro guerre. Ovviamente questa incredulità ha alimentato le speculazioni sull’effettiva potenza dell’apparato russo e sulla eroica resistenza ucraina che avrebbe arrestato l’invasione. L’apparato che vediamo in televisione dice però una cosa diversa: l’operazione è ancora intenzionalmente alla prima fase, in attesa di eventi. In questa situazione i vantaggi vengono soltanto dall’efficacia e credibilità della pressione. Gli svantaggi riguardano sia le provocazioni esterne (da parte della Nato) sia il rafforzamento della resistenza interna che non muterebbe il risultato dell’operazione ma farebbe molti più danni.

Ritiene che le armi che l’Italia invierà e i mercenari che stanno influendo potranno incidere sulle sorti del conflitto? E se comunque possono essere causa di ulteriori rischi…

Credo proprio di no. Lo renderanno più sanguinoso e anche di livello operativo più elevato. In caso di squilibrio di forze tattiche , si tende a passare a quello strategico e allora potranno essere impiegate armi di livello strategico come bombardieri, missili e perfino armi nucleari tattiche: tutte cose che porterebbero ad uno scontro diretto fra Nato e Russia.

Ritiene che il pericolo che i jihadisti-mercenari possano affluire dalla Siria in Ucraina in gran numero? E che complicanze si creerebbero nel conflitto?

I Jihadisti mercenari saranno pochi e potranno influire sul livello di barbarie, alzandolo. Di mercenari ce ne sono tanti e sono anche ben pagati. Quelli per l’Ucraina con i soldi nostri e quelli per la Russia con i soldi russi. L’afflusso di mercenari ha però un lato interessante: smonta completamente la tesi dei volontari combattenti per la patria. Inoltre, le compagnie di mercenari o contractors non si accontentano mai della semplice paga per i soldati ma pretendono sempre grandi cose dagli stati che li assoldano. Vogliono anche potere, assetti nazionali importanti come miniere, industrie, infrastrutture sensibili. Non sono mai soddisfatti e sono caduti dei regni per mercenari insoddisfatti.

Sui negoziati in Bielorussia. La Francia e Germania sembrano orientate ad un approccio di maggior mediazione mentre il nostro paese, assente nel vertice franco-tedesco-cinese, sembra preferire una visione più oltranzista. Giudica le richieste della Russia una base di partenza valida per l’Europa e cosa si rischia prolungando l’attesa di un vero confronto?

Le richieste russe, come in qualsiasi negoziato sono la base di una discussione. Se non è soddisfacente, ciascuna parte deve finirla di dire cosa vuole e cominciare a pensare cosa può cedere. In genere il più forte è quello più disponibile a cedere perché ritiene di “concedere” e quindi mantiene il prestigio intatto. La parte più debole deve solo ridimensionare il livello di ambizione. In questo caso ogni minima riduzione dell’ambizione ucraina porterebbe una grande concessione: la salvezza del paese. Il nostro paese ha decretato unilateralmente, come se parlasse per tutti, la fine dei negoziati, fra l’altro con un atteggiamento bullistico. L’atteggiamento degli altri è molto meno arrogante. E questo li rende in sintonia. Ma anche nel bullismo non siamo fra i migliori. La Gran Bretagna e la Polonia ci battono.

Il governo polacco ha dichiarato di voler fornire i propri Mig alle forze ucraine, ma facendoli partire dalle basi tedesche. Gli Stati Uniti hanno poi frenato l’iniziativa polacca. Quanto è reale l’opzione di una No fly zone in Ucraina e quanto è probabile un futuro coinvolgimento militare della NATO?

La dichiarazione di No fly zone dei cieli dell’Ucraina sarebbe un modo per accelerare il disastro. Chi la sta chiedendo a gran voce vuole il disastro e dimostra la propria incapacità di controllare il proprio spazio aereo. Vuole un pretesto per trascinare in guerra tutta l’Europa. Non dobbiamo cedere a questa tentazione perversa, soprattutto nei momenti come questi quando un attacco aereo finisce per colpire un padiglione di ospedale e l’emozione soffoca la razionalità.

La narrativa occidentale cerca oggi di minimizzare (o censurare del tutto) la presenza di neo-nazisti nei battaglioni incorporati alle forze ucraine, nonostante decine di reportage (dalla Bbc al Time al Guardian) in passato avessero fatto luce sulla vicenda con toni giustamente inorriditi. Ritiene credibile Putin quando parla di denazificare l’Ucraina come uno degli obiettivi?

La denazificazione a cui si riferisce Putin non riguarda l’Ucraina, ma il suo apparato governativo in cui tali elementi si trovano anche in posizione di vertice. I reportage hanno tutti ragione e comunque non rendono l’esatto conto della presenza e dell’influenza di questi gruppi. Sono state proprio le forze di polizia e dell’intelligence ucraina ad opporsi all’inserimento di tali elementi nei loro ranghi. Hanno dovuto subire ma oggi la caccia al russo (o filorusso) potrà mutare in caccia al nazi e visti i numeri e la frenesia degli interessati non mi stupirei se domani l’Ucraina cadesse dalla padella della guerra contro la Russia nella brace di una guerra civile .

Cosa dovrebbe fare il governo italiano in questo contesto e più in generale l’Europa?

Negoziare, finirla con il pensiero unico e la propaganda, aiutare l’Ucraina a ritrovare la ragione e la Russia ad uscire dal tunnel della sindrome da accerchiamento non con le chiacchiere ma con atti concreti. E quando la crisi sarà superata, sperando di essere ancora vivi, Italia ed Europa dovranno impegnarsi seriamente a conquistare quella autonomia, dignità e indipendenza strategica che garantisca la sicurezza europea a prescindere dagli interessi altrui.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

FONTE: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-guerra_in_ucraina_invio_di_armi_e_propaganda_lintervista_del_generale_fabio_mini_a_lantidiplomatico/5496_45535/

Commenti (21)

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    1. carlo antonioli 13 marzo 2022

      Sta passando il concetto che un generale in pensione, che non ha mai seguito la russia nella sua vita che non è aggiornato perché non ha più accesso alle informazioni, possa dare giudizi su cosa sta avvenendo. Il dilettantismo italico non finirà mai di stupirmi. Se anche l'idea che propone vi dovesse piacere, riflettete gente, questo è un altro che non ne sa nulla e dice la sua come potete dirla voi, non sa nulla degli ultimi 10 anni e di cosa ha fatto la Russia e pontifica

    1. Eugiorso 12 marzo 2022

      Belle parole, ma c'è poco da fare o da dire, visto che l'Italia è un paese completamente occupato e sarà usato, contro gli interessi della popolazione, nella campagna anti-russa e come base dei criminali statunitoidi-nato, da qui le sanzioni che hanno portato la benziana a 2,30 euro al litro e alla chiusura dei riscaldamenti a metano nelle case e in molti uffici ...
      Finché ci saranno il cuore nero dell'impero del male occidentalodie, cioè gli usa con pretese egemoni nel mondo e, soprattutto in Europa, finché ci sarà il loro braccio criminale armato, cioè la nato, noi saremo condannati.
      La soluzione del problema che potrà portarci all'estinzione non è in Europa, come appare chiaro.
      Solo l'ìimplosione benefica degli usa e il conseguente scioglimento della nato potranno salvarci e metterci al sicuro, ma purtroppo questo non si sta verificando, non ci sono ancora segnali consistenti in tal senso ...
      Piuttosto, molto sembra essere nelle mani della Cina, che dovrebbe supportare attivamente la Russia nella sua battaglia per la civiltà, a questo punto, ma non lo fa, assumendo un atteggiamento ambiguo da mercante ...

      Cari saluti

    1. absitiniuriaverbis 12 marzo 2022

      Quando si arriva al : 'non proclami e parole ma cose concrete' mi sento di condividere pienamente.
      Valutare sulla base delle azioni, comportamenti e non sulle intenzioni ed i proclami.

      Ma: quali sono le cose concrete?
      Dipende dal momento (temporale) a partire dal quale vogliamo inquadrare gli avvenimenti. E parliamo di lustri, almeno.
      E questo scopre gli altarini di tanti e forse di troppi e troppo in vista perché sia fattibile.

      Non ho fiducia nel genere umano.

    2. sbregaverse 12 marzo 2022

      Ma nel generale umano sì !

    1. omega 12 marzo 2022

      Spero che sia solo ipocrita sceneggiata strappalacrime, sebbene comincio a preoccuparmi: Da un paio di giorni sulle televisioni italiane di regime (quasi tutte) ci si è parecchio soffermati sui bambini morti, sugli anziani sotto le bombe, sulle case sventrate e altre amenità della sceneggiata del dolore, parimenti, su rai 3, sono si è rievocata la vicenda dell'assedio di Sarajevo e della pulizia etnica in Bosnia, con opportuno corredo di immagini di civili morti ammazzati. Mia impressione è che si voglia preparare l'opinione pubblica italiana ad un intervento armato, giustificato dalla necessità di fermare " Putin il criminale". D'altro canto, l'Orso non sta facendo niente per silenziare le comunicazioni in Ucraina, bloccando così la propaganda locale e dei giornalisti occidentali; anzi, il Comico continua a calcare il palcoscenico sempre di più.

    1. sbregaverse 12 marzo 2022

      E che cazzzzzz...
      SONO o NON SONO eoni che vo' predicando :
      LIBERA ITALIA NEUTRALE ?!?!?!
      P.S. Ci voleva un mini generalone a darmi un tanticchio di ratio?

    1. Papaconscio 12 marzo 2022

      Un generale con un QI superiore alla temperatura ambiente, direbbe martyanov

    2. oxalidaceae 12 marzo 2022

      Diversamente da altri, magari sommersi da medaglieri (con onoreficenze anche un pochino strane come quella per "salvamento nuoto" per dire), che tra croci d'oro, nastrini commemorativi o per anzianità di servizio o legati a missioni poco eroiche, trovano anche il tempo per darci lezioni di vita. L'orgoglio nazionale!

      ...e one e two e one two three.. dai la siringa, togli la siringa, dai la siringa, togli la siringa.
      https://graffidamato.files.wordpress.com/2021/04/il-generale-figiuolo.jpeg?w=546

      Confesso che ogni volta che vedo sta foto mi sento molto, ma molto orgogliona del Paese in cui vivo.

    3. Balabiott 12 marzo 2022

      Aghah!!..il general Siringa pare una macchietta prelevata direttamente dalle sexy commedie degli anni 70..

    1. Rnamessaggero 12 marzo 2022

      Bravino il soldatino, deve essere uno che legge molto e ragiona di conseguenza. Bellissima la parte finale, non pensavo potessimo avere tra i nostri militari uomini di tale livello.

    2. mago 12 marzo 2022

      Il Gen.Mini é un Generale di tutto rispetto,mica quello che si è pronato ultimamente con tanto di baciamano,non abbiamo mai vinto una guerra ma oggi abbiamo tanti esperti di strategia che tutto il mondo ci invidia.

    3. sbregaverse 12 marzo 2022

      E' più facile, in un pagliaio, trovare un mago che un ago!

    4. LuxIgnis 12 marzo 2022

      E' da tempo che l'ex generale dice cose sensate e non solo sull'Ucraina. Ad esempio, se non sbaglio, è stato uno dei primi almeno in Italia a parlare della guerra climatica.
      Un personaggio di tutto rispetto.

    5. mago 12 marzo 2022

      Lo seguo da tempo volevo accennare che è un esperto di guerra climatica ma non volevo tirarmi addosso qualche saracca di troppo.

    6. mago 12 marzo 2022

      caro sbregaverse io sono presente da tanto,mi piaceva seguirvi ma ora sento l esigenza di contribuire al forum.

    7. sbregaverse 12 marzo 2022

      Anch'io sono stato lontano per un certo,molto, tempo perchè bannato in saecula saeculorum; ma affetto e simpatia,per te, restano intatte.

    1. Hospiton 12 marzo 2022

      Cosa dovrebbe fare il governo italiano in questo contesto e più in generale l’Europa?
      Negoziare, finirla con il pensiero unico e la propaganda

      Ma chi controlla l'Europa (che sia qui o sull'altra sponda dell'Atlantico) non vuol negoziare, è sufficiente osservare l'indefesso lavoro di criminalizzazione della figura di Putin svolto dai media...24 ore su 24 a reti unificate, tutti gli opinionisti spostati dai vaccini mrna alla geopolitica ucraina, identico dispiegamento di forze utilizzato per il covid (anche se per ora mancano Burioni e la Scienza, assenze pesanti).
      Pensiero unico e propaganda in dosi massicce, chiunque abbia un minimo di dimestichezza con le tecniche di manipolazione dell'opinione pubblica si rende conto della situazione in 2 minuti: la crisi è stata cercata con provocazioni mirate ai danni dei russi, ed ora tentano di inasprirla con ogni mezzo a loro disposizione, altro che negoziazione.
      "La guerra cambierà l'Europa più della pandemia", parole di Macron e soci, tutto già previsto, se c'è qualcuno che può aver la volontà di lavorare attraverso vie diplomatiche (come farebbe una UE in buonafede, senza demonizzare o sanzionare pretestuosamente) temo non si trovi a Bruxelles, Strasburgo o Francoforte.

    2. Primadellesabbie 12 marzo 2022

      "...finirla con il pensiero unico..."

      Una parola!

      Quanti tra gli italiani e chi li governa è in grado di sviluppare pensieri, a proposito di qualsiasi questione venga considerata, che siano oltre il "pensiero unico"?

      Sono stati addestrati a questa modalità fin da piccoli, e stanno proprio lì i nostri guai.

    3. Hospiton 12 marzo 2022

      La situazione italiana è sconvolgente, non posso far paragoni con quella inglese, francese o tedesca ma qui è impressionante notare la facilità con cui stanno spostando l'attenzione di milioni di persone da un'emergenza all'altra, persone che in un attimo fanno proprie opinioni preconfezionate su qualsiasi argomento, la tv sballotta dai vaccini alle politiche di Zelensky, dalla virologia alle bombe termobariche e loro seguono, magari in affanno ma seguono.
      In parte me l'aspettavo* ma non fino a questo punto.

      *seguendo il calcio, non uno sport qualsiasi bensì un importantissimo fattore socio-culturale dell'Italia del Dopoguerra, sapevo bene quanto fosse manipolabile una massa di persone non in grado di discutere serenamente di una partita (e il buon Churchill se n'era accorto in tempi non sospetti, come sappiamo)

      • ingiustizie sbattute in faccia con arroganza -grandi squadre che calpestano squadre medie, medie che calpestano piccole, piccole che diventano prepotenti in serie B e così via- insomma una gerarchia che permette ogni genere di soprusi e la possibilità di sfogarsi con chi è posizionato più in basso;
      • fanatismo, mancanza di obiettività, 99% di tifosi mai in grado di ammettere favoritismi arbitrali per la propria squadra (ed ecco la mentalità da curva che appesta il Paese)
      • scandali di ogni tipo, di proporzioni senza eguali nel calcio europeo e forse mondiale;
      • stampa sensazionalistica, priva di professionalità e serietà, con pochissime eccezioni.

      La mera analisi del caro vecchio calcio era sufficiente per comprendere come qui ci fosse un terreno perfetto per darci dentro a 360°.
      Credo che ogni punto indicato si possa applicare a quel che stiamo vivendo in questo momento. Ero consapevole di tutto ciò, delle nostre debolezze, eppure son rimasto ugualmente sorpreso dai risultati raggiunti dall'operazione Covid (cui ora si aggiunge l'operazione Kiev) in così breve tempo.

    4. Bertozzi 12 marzo 2022

      E soprattutto, il giorno dopo la partita, in ufficio o al bar l'uomo medio che ripete pari pari le opinioni e considerazioni dei telecronisti ed inviati, senza una minima idea propria.

    5. Hospiton 12 marzo 2022

      Mamma mia, si son standardizzati anche lì...fino agli anni '90 nei bar vecchio stile trovavi ancora qualche figura analoga al Tecnico di benniana memoria ("Janich, il vecchio baluastro della difesa rossoblu", "Fiat lux=Faccia lei", "Sine qua non=Siamo qua noi", la prima volta che lessi quel libro stetti male dalle risate). Con la graduale scomparsa di quel tipo di bar (e ormai forse proprio del bar in generale) salutiamo anche gli ultimi "tecnici", certo sparavano fesserie allucinanti e citazioni latine alla cazzum ma c'era una fantasia, un tocco personale non contaminato da Sky sport e salotti affini. Il modello (irraggiungibile) magari era Beppe Viola, oggi è Massimo Mauro o chi per lui.

      A proposito di salotti, il giornalista Federico Buffa nel 2011 partecipò a una puntata di Sky calcio show e raccontò che la sera, dopo alcuni suoi interventi critici nei confronti della campagna acquisti di alcune grosse società, ricevette una telefonata anonima: "attento a quello che dici, calcio=voti/politica".
      Ecco, appunto: calcio italiano specchio della società.

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