GUERRA CIVILE ? NO, MA UNO PSICOLABILE NE HA COLTO IL CLIMA

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003


DI MASSIMO FINI

gazzettino.it/

Qualche mese fa di fronte ai ripetuti, violenti attacchi di Berlusconi alla Magistratura ogni volta che viene raggiunto da un provvedimento giudiziario, scrivevo su questo giornale: "La Magistratura è come l’arbitro di una partita di calcio. Dell’arbitro si può dire che sbaglia, che è impreparato, che non ci vede, ma se alcuni giocatori sostengono che è corrotto e non accettano i suoi fischi quando sono contro ma d’altro canto pretendono che siano validi quando sono a favore, la partita finisce rapidamente in una zuffa perchè, prima o poi, anche tutti gli altri giocatori si comporteranno allo stesso modo. Fuor di metafora: si rompe il patto sociale che ci tiene e si scende la ripidissima china dell’anarchia e della guerra civile".


In Italia non siamo ancora alla guerra civile perchè uno psicolabile, con un’aggressione che va condannata senza se e senza ma, ha maciullato il volto del premier riducendolo a una maschera tragica e grottesca. Ma l’episodio non va sottovalutato. Uno psicolabile, proprio perchè gli mancano i freni inibitori, coglie più acutamente il clima di un’epoca. Non siamo alla guerra civile, ma in un clima da guerra civile. E, a mio avviso, la responsabilità maggiore, anche se certo non esclusiva, è di chi ha delegittimato l’arbitro. Non più tardi di due settimane fa, un una sede europea, Berlusconi aveva dichiarato "il Parlamento è stato occupato dal partito dei giudici di sinistra, la Consulta ormai non è più un organo di garanzia, ma politico". Affermazioni così gravi che avevano costretto il pur prudentissimo Napolitano a non fare il solito ammonimento "urbi et orbi" ma a dirigerlo al Presidente del Consiglio, parlando di "violento attacco contro fondamentali istituzioni di garanzia volute dalla Costituzione Italiana". E il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, aveva ricordato al premier il primo articolo della Costituzione "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione" (altrimenti il popolo sarebbe legittimato a decidere a maggioranza, putacaso, che tutti quelli che hanno i capelli rossi vanno fucilati).

Ma l’analisi più profonda l’ha fatta Pier Ferdinando Casini che, legando le affermazioni di Berlusconi al no della Camera alla richiesta di arresto del sottosegretario Cosentino, ha detto: "La prima Repubblica non è stata uccisa dai giudici di Mani Pulite. Era già morta molto prima, quando si era chiusa in una difesa cieca della propria classe politica. Nel clima tempestoso di questi giorni una difesa assoluta e corporativa di tutto e di tutti ci metterà, prima o poi, in una situazione insostenibile nei confronti dell’opinione pubblica". Da politico di lungo corso Casini ha colto che, al di là degli "opposti estremismi" dei fan fanatici di Berlusconi e di una parte altrettando fanatica dei suoi oppositori, un’esasperazione dell’opinione pubblica moderata per la pretesa di impunità che la classe dirigente, Berlusconi in testa, avanza per sè e che vuole rafforzare ulteriormente: un un nuovo "lodo Alfano", "legittimi impedimento", la truffa del "processo breve", il divieto delle intercettazioni telefoniche per i crimini di "lorsignori", l’abolizione del reato di "concorso esterno in associazione mafiosa", che, a mio parere, è giusta in sè ma che verrebbe limitata ai politici e agli amministratori pubblici. Parole sagge, moderate e lungimiranti quelle di Casini. Speriamo che siano raccolte dalla maggioranza dei suoi colleghi. Sulla moderazione di Berlusconi, temo, c’è poco da contare.



Massimo Fini

Fonte: http://www.massimofini.it/

Uscito su "Il gazzettino" il 18/12/2009

Commenti (47)

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    1. myone 28 dicembre 2009



      Mah, guarda che sanmarino lussenburgo linkestain monaco andorra e via di questo passo, sono paradisi fiscali e ci vivono con lo stipendio delle banche.

      E nelle banche, corrono i soldi di tutti gli europei italiani compresi, che la vita se la scontano qui, bene o male che sia, e se la proteggono la'.

      Ma fanno bene alla fine. Perche' versare il 40 50 % a chi se lo gioca, se lo giocano da soli, e al risparmio.

      Vedo nella vita quanto sia difficile vivere con poco, e non avrei mai pensato, conti alla mano, che a forza di dai e dai, l' euro mangiasse fino a questo modo.

      Sapete perche' qui non ci si lamenta, perche' la poverta' affatica e fiacca.

      Io, vedo pure dove il limite delle possibilita' crea sufficenza e sicurezza, e sono i distributtori del vivere, che sono sull' orlo di una poverta' pure loro. O chiudono o stentano. Magari chiudessero, cosi l' insoddisfazione sarebbe piu' tangibile, e la condizione piu' reale.

      A meno che, come so' e sapete, non vivano e sussistano, perche' eludono quello che sarebbe il dovere fiscale.

      Non c'e' altra soluzione. Vedo posti come negozi, supermercati, e via di questo passo, che no so' come fanno ad arrivare a fine mese, fra spese, dipendenti, e mole di presenze, eppure continuano.

      E' scandaloso, quando si debba evadere il disco, e quando il fisco sia cosi ladro. Quando le risorse si accumulano sempre di piu' in chi le ha e le gestisce, e di risorse per i comuni mortali, da poter viverci, sono contate sulle unghie, quando ti va bene.

    1. castigo 21 dicembre 2009

      Drachen:

      rispetto, onestà e giustizia sono concetti relativi e non assoluti. chi stabilisce come vanno interpretati?

      interessante.

      forse dovresti parlarne con qualcuno che ha visto gli assassini di un parente in libertà dopo qualche anno di "galera".

      e non è solo la giustizia in questo caso, ma anche il rispetto della vita umana (ma tanto sono cittadini comuni, sì??), e l'onestà dei giudici che emettono certe sentenze.

      alcune idee anarchiche sono condivisibili, ma la loro inapplicabilità in un contesto nazionale è evidente.

      e se è evidente per te, allora sarà CERTAMENTE così, sì??

      l'utilizzo della parola Anarchia dipende dal contesto del discorso,

      sciocchezze.

      Anarchia NON significa assenza di regole, come l'estensore di questo "articolo" chiaramente sottintende.

      anche questa si può chiamare mancanza di onestà o è concetto relativo??

      attaccarsi ad una parola per smontare una tesi è puro sofismo.

      figliuolo, i "democratici" sono decenni che si attaccano al FALSO significato di Anarchia per giustificare ogni genere di porcata.....

    1. fengtofu 21 dicembre 2009

      articolo ruffiano? no, ma uno psicolabile comincia a vomitare minacce. c.d.d.

    1. Biribissi 21 dicembre 2009

      Ecco forse hai centrato il punto ci si lamenta forse perchè si patisce la fame, non per coscienza critica, perchè dai miei filtri qualcosa passa mentre qualcosa non può proprio passare.Qui passano cani e porci e non esiste nel paese nessun tipo di opposizione forte a quello che stiamo vivendo grandi movimenti che spostano il baricentro delle scelte politiche non esistono più e ci vorranno anni per rivederli.La democrazia che regge qui è la democrazia retta dalla colonizzazione americana, dalle stragi di stato, retta dalla mafia, dai servizi "deviati" per modo dire, retta dagli inciuci, da tangentopoli.Io non critico Fini solo perchè è un democratico ma lo critico perchè questa non è una democrazia difendibile, non Berlusca, figuriamoci, ma la nostra (italiana e non) situazione ha dal surreale se ci fermiamo a guardarla e tu non credi che compito di un intellettuale sia analizzare criticamente, Fini descrive la situazione e poi dice speriamo che si ravvedano e che tornino sulla retta via come di dice Casini..ma qual'è questa retta via??Detto questo del suo pregresso io non consco niente e parlo solo per l'articolo che commento e pochi altri che mi hanno sempre deluso.
      Per il discorso Anarchia nessuno sa se una socità anarchica regge o non regge perchè nessuno o quasi l'ha sperimentata e a mio avviso stesso discorso vale per il comunismo, non so se è associata alla sinistra politica perchè non so cosa sia la sinistra politica, ma l'uguaglianza è un principio fondamentale, mentre non so cosa intendi per indipendenza dall'autorità quanto al rifiuto di ogni tipo di autorità da quella patriarcale e quella di stato, il concetto poi è universalista in riferimento ai principi ma non la sua applicazione rispetto ai bisogni e le possibilità di ognuno..questo non porta a ruoli imposti quanto la mancanza di coscienza ci porta ora a subire le iposizioni capitalistiche, religiose, istituzionali, per una libera gestione della nostra vita.C'entra l'anarchismo come c'entra Marx ti potrà non piacere, di sicuro questa democrazia che ha generato questo stato a me non piace e non soddisfa, forse tutti quelli che hanno diritto di essere democratici e coerenti sì, resta il fatto che secondo me sono solo pecore belanti.vedi M.Fini.

    1. Drachen 21 dicembre 2009

      i dati di fatto sono che gli italiani si lamentano e non fanno niente fino a quando non patiscono la fame. in quel caso allora si uniscono contro un capro espiatorio (a ragione o a torto che sia).
      quando dico che la democrazia funziona, non significa che è bella e brava e buona e non ha difetti. dico che semplicemente "regge" (o "si regge"). cosa che non si può dire per un'organizzazione anarchica.
      la rappresentanza è uno dei limiti della democrazia liberale. cosa che M.Fini ha sempre detto e non capisco come si possa contestare in due righe un suo articolo dimostrando di non conoscere un'acca del suo pensiero pregresso. va bein.
      l'anarchismo ha una sua valenza solo garantisce la piena libertà individuale (è libertaria tranne che in campo economico). è quindi storicamente associata alla sinistra politica proprio perchè ha un'idea di uguaglianza e di "indipendenza" nei confronti dell'autorità (di qualsiasi autorità, anche culturale-identitaria) ed è quella la differenza più evidente con comunitarismo che invece mette in secondo piano l'individuo rispetto al gruppo e che ha un'idea di società fondata più su ruoli non necessariamente scelti, ma anche imposti.
      inoltre l'anarchismo ha una matrice universalista e non relativista.
      sono assolutamente d'accordo coi 21 pezzetti messi vicini, per questo urge un ritorno a realtà politiche meno centraliste e più locali.
      il fatto che bisogna sempre considerare che una visione mia o tua non necessariamente corrisponde a quella degli altri che hanno il diritto, se si sentono democratici e liberali, ad avere coerenza istituzionale.
      quello è il tema dell'articolo e che io condivido.

    1. Biribissi 21 dicembre 2009

      La democrazia funziona benissimo..è un tuo personale pensiero, nel mio dna non ci sono lamentele ma critica sui dati di fatto, rispetto a quello che vedo e vivo.Spiegami poi chi subisce i tali "presupposti" e chi ne beneficia..io vedo autoritarismo e repressione, razzismo e emarginazione, speculazione e capitalismo, consumismo e televisione..cosa di tutto questo funziona?
      Nessuno vuol ricordare Marx, e si può serenamente parlare di descrescita e "federalismo", credo invece che la crisi della rappresentanza muoia con il personalismo di Berlusconi e quindi quando si parla di anarchia si può parlare di "non delega"..di una ricerca della gestione della vita del territorio, presa su base di decisioni comuni e non basate su logiche di profitto.sto parlando arabo, credo che queste valutazioni le può fare chiunque e non vedo cosa ci sia di non anarchico in una comunità che deve garantirsi la sopravvivenza, la ricerca è di un approccio diverso alla vita basato su ideale che può prendere molteplici forme ma l'archismo non è gestione soltanto è teorizzazione di pricipi etici riconosciuti, ugulianza, solidarietà, libertà..Riuguardo al fatto che non si possa così gestire una nazione a ti sembra che questa nazione sia gestita da qualcuno?cioè non senti che siamo 21 pezzetti messi vicino..le eterne diatribe sud centro nord..tutto funziona??lavoro a nord ladri a roma mafiosi a palermo..tutto funziona??Gli stati nazione non sono di iposizione divina..e da tutto questo ti senti rappresentato??..vivi sicuramente meglio di me a me manca l'aria.

    1. Drachen 21 dicembre 2009

      stavo parlando di anarchia, mi sembra, non di democrazia.
      la democrazia funziona benissimo, può non piacere, ma funziona.
      è chiaro che, nel momento in cui si adotta tale sistema bisogna rispettarne i presupposti. altrimenti è vuota ipocrisia.
      la lamentela poi è qualcosa che fa parte del dna italiano, facile a scaricare la colpa sugli altri e mai ad assumere un ruolo attivo.
      autodeterminazione e autogestione?
      funzionano localmente, e tutto ciò mi ricorda molto poco Marx e molto di più Bossi (provocazione voluta). non so se rendo l'idea. qui si parla di anarchia, senza parlare di decrescita, localismo, federalismo, ecc.
      l'anarchia, per sua stessa natura, non può funzionare che in una micro-comunità e per sua stessa natura diventa anti-libertaria per garantirsi la sopravvivenze (quindi l'anarchia in sè scompare, diventa comunitarismo).
      prendiamo i kibbutz: la religiosità e l'inquadramento culturale sono molto forti per sostenere una visione non privatistica dei beni.
      i desideri e le aspirazioni personali cedono il passo alle esigenze della comunità.
      se non ragioniamo su questo, è tutta teoria intellettuale (ahahahaha.... scusate) senza un minimo di pratica.

    1. Biribissi 21 dicembre 2009

      Mi spieghi se è evidente anche per lei la inapplicabilità della democrazia in un contesto nazionale..perchè qui ce la prendiamo con gli ultimi presidenti del consiglio dal '48 a oggi,spiegami caro dobbiamo fare un passo in un altra direzione o come il ribelle qualsiasi altra direzione e follia e caos.. per chi dice che fini conosce il concetto della parola anarchia, io credo che fini non riesca ad allacciarsi le scarpe..perlomeno la mistifica il concetto e questo per un intellettuale(aahahahahahhah..scusate) non è accettabile..Anarchia non è caos..ma autodeterminazione e autogestione..etica ti dice nulla..

    1. Drachen 21 dicembre 2009

      rispetto, onestà e giustizia sono concetti relativi e non assoluti.
      chi stabilisce come vanno interpretati?
      alcune idee anarchiche sono condivisibili, ma la loro inapplicabilità in un contesto nazionale è evidente.
      l'utilizzo della parola Anarchia dipende dal contesto del discorso, attaccarsi ad una parola per smontare una tesi è puro sofismo.

    1. Drachen 21 dicembre 2009

      vero. secondo me c'è almeno un mezzo complotto alieno dietro tutto questo...........................................................
      così è abbastanza complesso da essere credibile. lol.

    1. Drachen 21 dicembre 2009

      .....sarei proprio curioso di sapere quali giornalisti apprezzi.

    1. Drachen 21 dicembre 2009

      ma sempre meglio oserei dire.
      si fa del complottismo spicciolo, si parla di destra e sinistra (nel 2009 ha molto senso sisi...), si fa dell'ironia su M.Fini per una coerenza di principio (si, si può aprire un gruppo "Uccidiamo M.Fini" se non viene usata suggestione e proselitismo tali da farlo diventare apologia di reato), c'è gente che ha nostalgia di Marx, ecc ecc.
      mi rendo conto che a volte i Berluscones fan meno danno ideologico di certi commenti qui sopra....
      quando uno prende un dritto contro qualcuno (stessa sorta subita da altri autori su queste pagine) non c'è niente da fare.
      bah.

    1. cardisem 20 dicembre 2009

      Non sono convinto che la parte “...nei limiti..." si riferisca al popolo stesso, che assai raramente o mai si esprime nella forma della democrazia diretta. Se poi il popolo si manifestasse come “potere costituente” niente potrebbe resistergli nel bene o nel male. Credo che l’espressione si riferisca invece agli stessi rappresentanti eletti, i quali spesso e volentieri violano loro stessi il contenuto della costituzione formale, scritta, spesso – come per il finanziamento pubblico dei partito – in barba al popolo elettore e sovrano. In questo senso credo che Berlusconi abbia detto il vero quando dice che la corte costituzionale è in realtà una corte politica, come è un soggetto politico il presidente della Repubblica e tutti gli altri soggetti nominati: ma quale garanzia? Garanzia di che? Forse il più democratico di tutti è lo stesso Berkusconi, che però è un re travicello e dice candidamente di non contare nulla o quasi: ha detto la verità! Che esista una vera e propria cesura fra la gran massa dei cittadini, che a stento si può chiamare popolo, e la classe di rappresentanti eletti è cosa di cui sono convinto. Mi chiedo fino a che punto e fino a quando il sistema possa resistere: imploderà? La disgrazia è che noi tutti poveri disgraziati non abbiamo un santo, un Capo, a cui votarci. Da un ceto politico che è abbarbicato ai suoi interessi come una qualsiasi altra corporazione, ma con più privilegi, non possiamo aspettarci nulla di buono. La democrazia non è questioni di regole, di garanzie, ma ha senso se è sostanza: diritti, lavoro, libertà, protezione della propria vita e delle proprie condizioni di vita. Delle “regole”, che cambiano e si interpretano a piacimento di un’altra corporazione, non si campa...

    1. anonimomatremendo 19 dicembre 2009

      Massimo Fini:il ribelle degli elzeviri!

    1. cesare52 19 dicembre 2009

      @gimmiendrix. Bravo ed opportuno. Per il resto noto il solito giochetto da lavandaia di cortile che addebbita all'opposizione le leggi che fa passare con la richiesta di fiducia, quindi blindando il voto, la maggioranza. Che vuol dire? Che siamo ad un qualcosa che si chiama provocazione. Non si difende più la maggioranza, anche perchè sull'argomento trattato è indifendibile, ma si rovescia la frittata: è colpa dell'opposizione che è sbrindellata, divisa, etc etc. Una delle più grosse porcherie, anche culturalmente parlando, viene addosswata a chi ha votato contro. Con tanta demagogia, riempiendosi la boca della parola poveri. Insinuando, di chi sa quali nomi che ci sono dietro, De Benedetti non è stato nominato ma insinuato si, quando l'ennesima porcheria voluta da questa legge imposta per forza con il voto di fiducia, è proprio la segretezza imposta a chi richiede il condono. Oltre naturalmente al misero 5 per %. Si parla di futuri guadagni del fisco, quando la prima coswa che è stata smantellata, ed infatti il gettito è sprofondato, è stata la sezione con i super ispetori etc etc. Naturalmente la lavandaia nel cortile ha una indubbia efficacia, parla strepita e fa la proletaria incazzata . Maè una provocatrice al soldo del Padrone. Non bisogna seguirla sulla demagogia. Ecco come fa lei: cifre, è molto efficace.

    1. Jack-Ben 19 dicembre 2009

      Purtroppo dalla sciagura dei Savoia in avanti in Italia non e' che si puo' farla grassa.... forse gli unici stati che potrebbero insegnarci qualcosa
      sono il Lussemburgo o San Marino ma purtroppo ormai siamo alle porte di un 2010 piuttosto inquieto, tu hai perfettamente ragione ma purtroppo la situazione e' questa per molti le due dita saranno un lusso.... in Usa che erano abituati a esportare Democrazia in sud america o africa adesso che non hanno più indigeni da schiacciare a casa e nord africani da mandare a lavorare gratis... si devono accontentare di guerre in giro per il mondo per un pochino di oro nero (facendo tornare i propri eroi in sacchi di plastica neri) e avere a casa i parenti senza casa che vivono in tende e roulotte.
      Nella vita bisogna in alcuni casi accontentarsi.... perché il capitalismo ha solo creato schiavitù per molti e benessere per pochi... quindi... fai un po tu..

    1. gimmiendrix 19 dicembre 2009

      il problema di fondo è prorio questo,mi spiego meglio:ti metto 2 dita nel culo(senza lubrificanti) e tu pensi_bè sempre meglio che un braccio intero_il problema è che non ti rendi conto che il culo è il tuo.

    1. myone 19 dicembre 2009



      E' come dire " spezzare il giogo, e rompere le funi d' iniquita'.

      L' anarchia, ha le sue leggi, dove l' individuo ha il rispetto, l' onesta', e la giustizia,

      senza che questo sia imposto da un sistema o da una legge.

      Se non l' abbiamo, e' perche' non ci sono le qualita', e il sistema rispecchia sia l' uomo che il sistema dell' uomo.

    1. castigo 19 dicembre 2009

      MASSIMO FINI:

      Fuor di metafora: si rompe il patto sociale che ci tiene e si scende la ripidissima china dell’anarchia e della guerra civile".

      ma magari si arrivasse all'Anarchia.

      considerando che non ritengo il caro fini un ignorante, così ignorante da non sapere il vero significato di Anarchia, penso di poter affermare che anche questa volta, con questa cazzata, dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, da che parte sta questo cosiddetto "ribelle".

    1. Jack-Ben 19 dicembre 2009

      hai mai letto nulla di Chomsky ... forse lui può dare una risposta equilibrata e qualificata.
      Molti forse non se ne sono accorti ma sta arrivando un 2010 con forti scossoni...

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