DI PEPE ESCOBAR
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No comment. Ovviamente. È tutto nella foto. Questo è un tweet di Michel Onfray - l'unico filosofo francese figo degli ultimi anni. Ai bei vecchi tempi in cui parlavo di cultura post-moderna negli anni '80 mi sarei divertito distruggendo i neoliberali del partito "socialista" francese, i quali odiano Onfray. Il Normanno filosofeggia a tweet - il remix postumo della filosofia a martellate di Nietzsche - e questi sono "oltraggiati". Cazzate.
Onfray almeno castiga quella patetica faccia da sionista conservatore, con la sua bella camicia bianca, di Bernhard Henry Levy. Prendiamo questo tweet: "La crudele verità è che la nostra civilizzazione sta crollando. È durata 1500 anni. È già troppo. Trovandomi di fronte alla situazione, mi trovo in una posizione spinoziana: non ridere, non piangere, capire. Nessuno può fermare la caduta di una pietra". Tweetta anche "News dal Basso Impero".
Come per la caduta dell'impero romano, nel remix della quale ci stiamo crogiolando. A chi non piace?
Pepe Escobar
Fonte: www.facebook.com
29.11.2015
rossland 1 dicembre 2015
Concordo, ma temo che la direzione sia oggi quella di forzare verso una "fruibilità del bene culturale" (già come definiscono le cose dice che idee hanno in testa) proponendolo come "bene" dal quale trarre il maggior profitto possibile.
Il marketing "culturale" sta facendo disastri a tutti i livelli, in questo settore.
Al punto che le scolaresche sono utili ai bilanci e forzano i numeri degli ingressi, così da giustificare scelte che fanno dei musei (o delle biblioteche pubbliche, dei teatri, ecc.) dei meri prodotti da vendere e comprare sul "mercato" del turismo culturale.
Su questo si investe e su questo si spinge.
Finiremo a invadere di orde di turisti mordi e fuggi non solo città, grandi e piccole, perché oggi ogni paesello rivendica come "culturale" anche le sagre della zucca o le bancarelle di Natale, che infatti oggi allestiscono ovunque, ma strade citadine, piazze dove ci sia un inqualificabile monumento che andrebbe invece tirato giù tanto è inutilemnte orrendo.
Tutti vogliono solo vendere, vendersi, entrare nel grande circuito del business turistico planetario.
Temo non ci si salverà nemmeno scappando nei boschi, ché pure quelli sono sfruttabili come risorsa turistica da valorizzare e vendere nei pacchetti dei tour operators...