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GRILLO, TRA POLVERI SOTTILI, CAUSE USA E GETTA E SILENZI

DI STEFANO MONTANARI
stefanomontanari.net

Credo di aver raccontato per iscritto non meno di un centinaio di volte la triste storia che mi ha visto coinvolto con il ragionier Giuseppe Piero Grillo, in arte Beppe, erede dell’impresa di famiglia, da anni comico di successo ed ora “uomo politico” emergente.

Ne ho scritto almeno cento volte, eppure sono pronto a scommettere che il 99,9% degl’italiani non ne sa nulla. E, allora, se si vuole capire ciò che seguirà, dovrò riassumere le vicende.

Come dettagliatamente raccontato nel mio libro divulgativo Il Girone delle Polveri Sottili (Macroedizioni) circolato in maniera quasi carbonara, tra il 1990 e il 1998 io fui protagonista insieme con mia moglie Antonietta Gatti – che fu molto più protagonista di me – di una scoperta destinata ad aprire un mondo per la Medicina. Diversi articoli scientifici ne parlano e così il libro, pure scientifico, di mia moglie e mio, intitolato Nanopathology (edito da Pan Stanford Publishing, introvabile in Italia ma disponibile presso le biblioteche delle maggiori università del mondo), eppure il grande pubblico non ne sa niente. Non sanno nemmeno che la scoperta, sempre che sappiano della sua esistenza, è opera di italiani.

In soldoni, ciò che scoprimmo allora – e che ormai è confermato al di là di ogni dubbio da anni di ricerca e da oltre mille casi clinici studiati – è che le polveri sottili e ultrasottili vengono inalate ed ingerite dal soggetto restano imprigionate vita natural durante nel suo organismo e sono capaci d’innescare una lunga serie di malattie che noi battezzammo “nanopatologie” proprio per la loro origine da granelli nanometrici.

Ciò di cui parliamo sono polveri che vanno da qualche micron di diametro giù fino ai nanometri, vale a dire i millesimi di micron, e quelle di cui ci occupiamo hanno la particolarità di non essere né biodegradabili né biocompatibili.

Fino a che noi non dimostrammo il contrario, si era sempre dato per scontato, peraltro senza prove ma come atto di fede che di scientifico non ha nulla, che quelle polveri entrassero sì ma venissero in qualche modo eliminate. In che modo, pare che nessuno se lo fosse mai chiesto.

Quella che, all’apparenza, sembrava una scoperta scientifica e basta, si rivelò invece subito una bomba. Le polveri di cui ci occupiamo, infatti, piccolissime e di composizione tanto insolita, sono prodotte principalmente dai motori a scoppio, dall’incenerimento dei rifiuti o delle cosiddette biomasse, dai cementifici (che spessissimo bruciano l’immondizia più immonda), dalle fonderie e, in genere da ogni combustione. Ad aggravare le cose c’è il fatto che polveri analoghe prodotte in laboratorio per le caratteristiche interessantissime che sono loro peculiari vengono aggiunte ad alimenti (dove polveri tossiche si trovano anche come inquinanti casuali) e a farmaci, vaccini compresi.

E, almeno da un certo punto di vista, forse ancora peggio, quelle polveri sono prodotte dalle esplosioni di ordigni bellici come, ad esempio, i proiettili all’uranio impoverito il cui uso era allora, una decina d’anni fa, negato dalle autorità militari.

Insomma, il coperchio che quella scoperta sollevò si rivelò immediatamente a dir poco imbarazzante per chi conduce affari miliardari a livello planetario.

E, allora, l’accademia italiana che sopravvive al suo sfacelo anche perché si presta disinvoltamente a coprire le mille e una porcheria perpetrata dai personaggi di cui sopra si difese trattandoci da cialtroni e negando l’evidenza della nostra scoperta.

Questo fino al 2002, quando la Comunità Europea si accorse che i cialtroni erano altri e mise mia moglie a capo di un progetto di ricerca da lei stessa ideato intitolato Nanopathology, un progetto che includeva anche le Università di Mainz in Germania e di Cambridge in Gran Bretagna.

In parte con i soldi della Comunità e in parte con fondi nostri, acquistammo allora il microscopio elettronico indispensabile per i nostri studi (fino ad allora avevamo lavorato con quello dell’Università di Modena, ormai diventato insufficiente per prestazioni e per disponibilità) e i risultati fioccavano. Fioccavano tanto che si manovrò con successo per portarci via l’apparecchio, e chi è interessato al come può leggersi il mio libro Il Girone delle Polveri Sottili prima citato.

Fu in quel momento – e si era a fine febbraio del 2006 – che, per riparare al guaio, si aggiunsero altri guai.

Parlando con Beppe Grillo che conoscevo da oltre un anno perché lui si era fatto introdurre a me da uno scienziato italiano che lavora al Politecnico di Zurigo, gli raccontai della disavventura, e lui colse la palla al balzo: mi propose d’iniziare una raccolta fondi che lui stesso avrebbe pubblicizzato per comprarci un nuovo microscopio. Il costo dell’oggetto? Ammontava a 378mila euro. Una bazzecola, mi assicurò lui.

Per una mia imperdonabile ingenuità, per evitare che qualcuno pensasse che io volessi impadronirmi di un apparecchio di quel pregio, proposi allora d’intestarne la proprietà ad una fondazione o ad una onlus e, per un disgraziato incrocio di circostanze rivelatesi poi catastrofiche, la scelta cadde su tale Associazione Onlus Carlo Bortolani di Reggio Emilia presieduta da tale avvocatessa Marina Bortolani di cui non mi risultano, però, iscrizioni ad alcun ordine degli avvocati.

Grillo iniziò subito a parlare dell’iniziativa nei suoi spettacoli, cui avevo già saltuariamente partecipato e ai quali, da quel momento, io intervenivo molto più assiduamente per una decina di minuti o un quarto d’ora al massimo spiegando che diavolo fossero le nanopatologie.

Per informazione: tra le nanopatologie si contano ictus, infarti cardiaci, tromboembolie polmonari, diverse forme di cancro, malformazioni fetali, aborti, malattie neurologiche, malattie endocrine, sterilità maschile, stanchezza cronica, ecc.

Per Grillo il nostro problema era una piccola manna dal cielo: aveva qualcosa di nuovo da dire, si ammantava di eroismo personale e, cosa per lui tutt’altro che trascurabile, io ero gratis.

Sull’onda di questi spettacoli e delle conferenze che io tenevo in tutta Italia (ne tenni oltre 200 in un anno a mia cura e spese), il denaro cominciò ad arrivare, confluendo in un conto corrente cui la signora Bortolani aveva acceso presso la Banca Etica a nome della sua onlus.

Mia moglie ed io cominciammo presto ad insospettirci per il comportamento della sullodata Bortolani: a dispetto delle nostre insistenze, non ci fu permesso né allora né poi di vedere i conti della banca. Perché? Quanto stava entrando? Non stava, per caso, uscendo indebitamente denaro? Perché un giorno il denaro fu trasferito da Banca Etica ad Unipol? Per i movimenti, qualunque questi fossero, dovevamo fidarci della parola della presidentessa della Onlus senza possibilità di riscontro. Dunque, impedendoci qualunque controllo, noi fummo messi in condizione da non avere alcuna prova esibibile di eventuali scorrettezze. Certo, però, che ci pareva difficile giustificare l’inaccessibilità del conto se tutto si svolgeva correttamente.

Un anno dopo, comunque, i fatidici 378mila euro furono raggiunti e si poté pagare il nuovo microscopio che, intanto, ci era già stato anticipato dal costruttore.

A quel punto, io cessai di partecipare agli spettacoli di Grillo, un po’ perché non ne vedevo più la ragione, un po’ perché non mi andava di essere usato come fenomeno da baraccone, e un po’ perché sentire il comico relazionare di fatti scientifici di cui lui non aveva la minima competenza – e la cosa era fin troppo palese – mi metteva in imbarazzo.

Se fino ad allora il fine, ossia poter continuare le ricerche, aveva giustificato il mezzo, cioè la raccolta fondi reclamizzata da Grillo, ora, a fine raggiunto, si doveva chiudere in fretta quella sorta di collaborazione.

Così, piano piano i rapporti con il comico diventarono sempre più rari. Ma, se Grillo lo sentivo poco, con la signora Bortolani persi ogni contatto. Questa, inspiegabilmente, pur invitata innumerevoli volte non solo non venne mai a trovarci benché abiti a mezz’ora di strada dal laboratorio, ma non rispondeva più né alle nostre telefonate, né alle lettere, né alle e-mail.

Nel frattempo, le ricerche continuavano a dare frutti eccezionali, tanto che la Comunità Europea mise mia moglie a capo di un altro progetto, ancora una volta ideato da lei, chiamato DIPNA, notevolmente più grande del primo. Questo per approfondire un’altra nostra scoperta, cioè la capacità delle polveri di penetrare nel nucleo delle cellule interferendo con il DNA. Addirittura la Camera dei Lord di Londra c’invitò a relazionare sulle nostre scoperte, soprattutto per quanto riguardava l’aspetto dell’inquinamento causato dalle esplosioni ad alta temperatura che si usano in guerra.

Anche il Ministero della Difesa italiano si mosse in seguito ai nostri studi sulle armi all’uranio impoverito che dimostravano come le malattie dei soldati e dei civili esposti all’inquinamento bellico fossero dovute alle polveri generate dalle esplosioni. E per il Ministero lavorammo e continuiamo a lavorare.

Non saranno in tanti, ma forse qualcuno ricorderà che nel febbraio del 2008 io mi candidai alla Camera dei Deputati con la lista civica chiamata Per il Bene Comune, venendo indicato come candidato alla presidenza del consiglio. Naturalmente, non serve nemmeno sottolinearlo, era chiaro a tutti che non sarei mai riuscito a battere Prodi o Berlusconi e, a dire il vero, a me era altrettanto chiaro che non avrei mai ottenuto il minimo dei voti per arrivare a Roma. E così fu, anche per il boicottaggio solidale di tutti i mezzi d’informazione, con i giornali silenziosi, la RAI che mi riservò lo 0,3% del tempo dedicato ai candidati e Mediaset che si limitò a farmi partecipare ad una trasmissione chiamata Matrix a fine maggio, quando le elezioni si erano svolte ad aprile.

Se il boicottaggio dei media non fu per me una sorpresa, ciò di cui non mi ero reso conto era che la mia “discesa in campo” disturbava Beppe Grillo o, meglio, il suo gestore Gianroberto Casaleggio che aveva partorito le famose Liste Cinque Stelle.

E nemmeno piaceva ad Antonio Di Pietro, che fa parte della scuderia di Casaleggio e che, a Grillo pensionato, vedrà confluire sul suo partito – un partito di cui lui è, come si suol dire, padre padrone – gli orfani del comico trasformato tanto incredibilmente quanto provvisoriamente in maestro di pensiero.

Nella mia cecità, io non fui capace di leggere qualche segnale evidente: improvvisamente Grillo prese a non rispondere alle mie telefonate né alle mie e-mail e, in aggiunta, si rese protagonista di un episodio che quasi nessuno conosce, e chi lo conosce ben si guarda dal renderlo pubblico.

Nella tarda primavera del 2008 un gruppo di grillini di Firenze mi propose di mettere in atto una raccolta fondi per aiutare la nostra ricerca. Si trattava di un’iniziativa minima, ma non per questo disprezzabile, perché per chi fa ricerca ogni centesimo significa un sia pur piccolo passo avanti verso un risultato scientifico. I ragazzi fiorentini iniziarono a darsi da fare ma poco dopo, ad inizio estate, io mi vidi recapitare una raccomandata firmata da tale avvocato Maurizio Grillo, nipote del comico, con la quale venivo diffidato dal raccogliere fondi attraverso i grillini, come se questi costituissero una proprietà privata in una sorta di riesumata schiavitù. Va da sé che, dal punto di vista legale, la mossa era nient’altro che grottesca, palesemente infondata com’era, ma ottenne l’effetto voluto: i grillini cessarono subito di raccattare denaro, arrivato appena ad una manciata di euro.

Se allora mi era difficile decifrare un’azione così apparentemente assurda ed immotivata, per di più senza aver ricevuto nemmeno una telefonata da Grillo, la cosa mi diventò chiarissima un anno più tardi, il 30 giugno del 2009.

Quel giorno mi arrivò, infatti, una lettera raccomandata firmata dall’avvocatessa Bortolani con la quale mi si comunicava che il microscopio, legalmente di proprietà della Onlus, era stato “donato” all’Università di Urbino ma che noi, mia moglie ed io, avremmo potuto usarlo “almeno una volta la settimana”.

Improvvisamente cominciai ad aprire gli occhi.

Chi ha voglia di leggere quanto la Bortolani aveva scritto sul suo sito Internet in tempi non sospetti vada all’indirizzo http://www.bortolanionlus.it/2007/04/02/parte-il-progetto-di-ricerca-sui-possibili-effetti-che-l%e2%80%99inquinamento-da-polveri-puo-avere-sui-bambini-gia-dallo-stato-fetale/ e confronti con quanto stava accadendo.

Perché ci portavano via il microscopio in disprezzo di tutto ciò che si era promesso ai donatori (http://www.oltrelacoltre.com/?p=4485)? Perché nessuno aveva mai discusso con noi la cosa? Perché, volendocelo proprio portare via, invece di “donarlo” al Centro dei Biomateriali dell’Università di Modena diretto da mia moglie lo portavano a Urbino?

Venni a sapere quasi subito che dall’inizio della primavera del 2008, in coincidenza con la mia candidatura politica, Grillo e la Bortolani si erano messi a trattare con l’Università di Urbino per sottrarci l’apparecchio.

Il tutto, inutile dirlo, a mia insaputa, esattamente come si fa quando si combina qualcosa di non propriamente onorevole e, alla fine, la trattativa andò in porto.

Se sia corso denaro, io non posso saperlo, ma la mia opinione personale è che il motivo della sottrazione fosse altro che intascare qualche euro sottobanco.

La verità è che quelle nostre ricerche diventavano ogni giorno più scottanti e che gl’interessi reali di Grillo, o di chi gli sta alle spalle, ne venivano pesantemente toccati.

Questo spiega anche la scelta di Urbino, un’università che occupa una classifica a livello internazionale non proprio lusinghiera, dove nessuno si è mai occupato di nanopatologie.

A illustrare meglio quella scelta va tenuto in conto come in un passato allora recente io fossi stato chiamato a difendere un Comune della provincia di Pesaro e Urbino dalla minaccia di un inceneritore a cosiddette biomasse che un’azienda intendeva costruire in una località chiamata Schieppe.

Allora fu l’Università di Urbino a scagliarmisi contro per difendere gl’interessi della ditta ma, alla fine, vinsi io.

A margine, il Comune di Montemaggiore mi concesse la cittadinanza onoraria per il “salvataggio”.

Salvataggio, peraltro, che ho ripetuto più volte in altri luoghi. Tutto considerato, allora, quale ubicazione migliore per il microscopio? Ad Urbino le ricerche di nanopatologia sarebbero certamente morte e, in aggiunta, si sarebbe fornito il nostro strumento di ricerca proprio a chi mi aveva combattuto.

Inutile dire che mia moglie ed io lottammo con tutte le nostre forze per opporci al trasferimento del microscopio, ma non ci fu nulla da fare: l’oggetto apparteneva di diritto alla Onlus Bortolani e la donazione appariva legittima. I donatori? Le bugie che si erano raccontate loro per spillare quattrini? Il fatto che Grillo mi avesse sfruttato facendomi lavorare a mie spese per un anno sfruttando il mio nome e la mia faccia nei suoi spettacoli? Ma mi faccia il piacere! Fatta la festa, gabbato lo santo.

Qualcuno tra i donatori si mosse scrivendo alla Onlus Bortolani e tentando anche, senza successo, d’iscriversi all’associazione, obbligata per legge ad accettare chiunque. Il risultato fu un muro di gomma. Molti scrissero all’Università di Urbino, compreso il Sottosegretario alla Difesa, per scongiurare la sottrazione. Di nuovo un muro di gomma fu il risultato. Moltissimi mandarono commenti al blog di Grillo chiedendo spiegazioni riguardo ad un atto così apparentemente inspiegabile. Il risultato, una volta di più, fu un muro di gomma insieme a una censura ferrea che impediva e tuttora impedisce la pubblicazione di qualsiasi cosa disturbi il personaggio (io ci ho provato varie volte, se non altro per divertimento). Il che da solo dimostra tutta la debolezza del comico trasformato in uomo politico.

Nel frattempo avevamo fondato una onlus chiamata “Ricerca è Vita” con la finalità di far conoscere al grande pubblico i risultati delle nostre ricerche. Come c’era da aspettarsi, i soliti noti riuscirono a farla chiudere asserendo che quella Onlus fa ricerca, cosa vietata in Italia a quel tipo di associazione.

Certo, l’accusa è a dir poco grottesca: Ricerca è Vita non disponeva di laboratori, di personale né di apparecchiature e, dunque, la ricerca sarebbe stata comunque impossibile, ma che importa?

Intanto si è riusciti a fermare il pericolo che trapeli l’informazione e la nostra opposizione avviata presso gli organi burocratici competenti potrebbe avere tempi biblici.

Ma di episodi da raccontare ce ne sarebbe una lista lunghissima, tutti a conferma di quanto credo ormai sia evidente.

Ora, io mi trovo in condizione di non poter più dare una mano a nessuno dei tanti che continuano a chiedermi aiuto: ci costruiscono un inceneritore dietro casa, il cementificio qui vicino brucia rifiuti tossici e ci avvelena, ci piovono materiali oleosi corrosivi sul davanzale, c’è una moria di bambini per leucemia tutti nella stessa scuola…

A me non resta che dire di rivolgersi a Grillo, alla Bortolani o ad Urbino e la reazione è quasi sempre indispettita.

Ma che posso farci io? Dove eravate quando mi spogliavano dello strumento? Chi di voi si è mai chiesto quanto mi costano le ricerche? Lo sapete che io lavoro non solo gratis ma a mie spese dal 2004?

La forza di Grillo travestito da uomo politico è quella di disporre di uno zoccolo duro di fedelissimi che vedono la messa in discussione del loro maestro di pensiero come un atto blasfemo.

È sufficiente leggere le loro reazioni in parecchi siti che circolano in rete: mai una discussione basata sui fatti ma solo insensatezze in nessun caso supportate da uno straccio di documento, e sempre il concetto religioso «se Beppe l’ha fatto, avrà avuto le sue ragioni.»

Al mio invito a Grillo costantemente ripetuto di un confronto pubblico tra lui e me (un esempio tra i tantissimi: http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2033-caro-beppe.html) è sempre stato risposto con un silenzio terrorizzato. Che potrebbe mai ribattermi il comico? Come potrebbe giustificare azioni la cui portata – temo – lui stesso magari non ha compreso? Come potrebbe giustificare, proprio lui, la sua censura? Quali argomenti potrebbe estrarre dal cilindro per spiegare il suo imbavagliamento della ricerca? Come potrebbe guardare negli occhi le persone che hanno avuto bisogno di noi e continuano a chiederci aiuto? Con che faccia potrebbe spiegare le sue fughe davanti al pericolo di un confronto? Come potrebbe spiegare il comportamento dell’Università di Urbino che, dal 22 gennaio scorso, quando si è portata via lo strumento, non l’ha mai usato e non ci ha nemmeno mai permesso di vederlo (vedi QUI e QUI)?

A tutto questo non esiste una sola risposta né da parte del comico né da parte del suo staff né da parte dei suoi fedelissimi. Solo i soliti saggi da osteria ripetono «bisogna ascoltare tutte e due le campane» con la certezza che una delle due non suonerà mai.

Se di tutto questo ben pochi sono al corrente è perché i mezzi di cosiddetta informazione, tutti, nessuno escluso, ne tacciono cocciutamente. E ne tacciono perché dalle fonti inquinanti, in particolare dagl’inceneritori (chiamati grottescamente “termovalorizzatori”), tutta la politica italiana ricava denaro. E tanto. E da quegl’impianti succhiano quattrini, e tanti, grandi imprenditori che fanno impresa con i soldi altrui.

Così i giornali e le TV, che vivono di pubblicità e quella pubblicità arriva proprio dai grandi gruppi di pseudoimprenditori di cui sopra, se ne stanno prudentemente zitti, complici di malefatte di cui paradossalmente ignorano di essere vittime come tutto il resto del mondo. Basti osservare la reazione di quel giornale che si presenta in veste di paladino della verità chiamato «Il Fatto Quotidiano» alle numerose lettere dei lettori che chiedono informazioni sulle prodezze di Grillo raccontate in sunto sopra: zero, esattamente come tutti gli altri giornali. Tengono anche loro famiglia.

Malauguratamente il mondo ha perso il concetto di politica, dimenticando che questa è la conduzione virtuosa della casa comune e non ha ragione di esistere per altro.

Certo la politica non è quella bolgia infernale che noi supinamente accettiamo d’intrighi, di compromessi, d’ipocrisie, di affari giocati a spese dei borsellini e, quel che è peggio, della salute di chi la politica dovrebbe istituzionalmente servire e della salute delle generazioni future. Da noi si contrabbandano per politica le baruffe tra Fini e Berlusconi, le ridicole enormità delle nostre veline assurte alle vette della politica nostrana, le esternazioni sul mondo ideale ottocentesco della cosiddetta sinistra che non ha un’idea che sia una, o le follie dei sindacati che mobilitano milioni di lavoratori per quattro soldi da aggiungere in busta paga e s’infischiano bellamente della loro salute di cui non vogliono nemmeno sentir parlare.

E, a corollario della politica, da noi si conserva in vita una pletora del tutto inutile quando non dannosa d’istituzioni che dovrebbero salvaguardare l’ambiente. Tra queste l’ARPA, che viene mantenuta a spese pubbliche e che, invece, non fa altro che mentire sulle reali condizioni ecologiche. Forse qualcuno ricorda un’intervista: «Quando ero presidente del Consorzio dei rifiuti a Caserta ho chiesto la tracciabilità della diossina e degli altri inquinanti. Ho subìto minacce, mi hanno lasciato solo e mi sono dovuto dimettere. Le Arpa italiane lavorano malissimo, le analisi si contano con il contagocce. Il motivo? Sono carrozzoni politici, senza alcuna indipendenza scientifica. Pubblicare dati negativi turberebbe il consenso politico, e il direttore di turno perderebbe la poltrona.» (Vincenzo Pepe, intervistato da «L’Espresso» del 29 novembre 2007 – pag. 72).

Chi ha seguito, tra le altre prodezze, le vicende legate all’incendio DeLonghi di Treviso – a seguito del quale l’ARPA veneta “rassicurò” la popolazione dicendo che non erano state generate diossine (quando, di fatto, non aveva eseguito alcuna indagine) – sa di che cosa sto parlando.

Ma di episodi analoghi si potrebbe riempire un volume ponderoso, un volume che, invece, resta desolatamente con le pagine bianche perché di queste cose non c’è chi voglia parlare.

Chi ne intascherebbe qualcosa parlandone?

Nessuno pare rendersi conto che non esiste nulla di più importante della conservazione dell’ambiente. Lo si voglia o no, il Pianeta è piccolissimo e l’inquinamento sempre più omogeneamente distribuito con cui lo stiamo avvelenando colpisce inevitabilmente ognuno di noi senza possibilità di privilegio.

E quel che è più allarmante è l’accumularsi inesorabile di quei veleni per i quali non esiste degradabilità (quando si parla di “bonifiche” non so se ridere o piangere) e la loro capacità di passare da madre a feto provocando non solo aborti e malformazioni ma modifiche del DNA con un genoma umano che va mutando in tempi rapidissimi e non muta certo per il meglio.

È questo il nemico contro cui si deve assolutamente combattere. Qualche euro in più in busta paga, una legge elettorale meno farsesca di quella odierna, un premier meno imbarazzante… Tutte cose bellissime, ma, se schiatteremo come cani, a che ci servirà tutto questo? E, se non sapremo che cosa rispondere quando, inevitabilmente, la generazione futura ci accuserà di aver saputo e di non avere agito, non saremo altro che dei volgari assassini per pigrizia. Qualcuno venga a trovarmi nel mio laboratorio e gli mostrerò come stanno le cose. Venga, e gli farò vedere ciò che i politici e i sedicenti scienziati che si prostituiscono per quattro soldi o per un gradino di carriera non vogliono vedere e non vogliono sia mostrato.

Ma la cosa che mi spaventa di più è ciò che costituisce la causa e la conseguenza ad un tempo di tutto questo: lo stato di anestesia in cui vegetiamo.

Ormai beviamo qualunque fandonia, meglio se rassicurante, purché sia pronunciata tre volte per farla diventare pirandellianamente vera, o se la fandonia è strepitata in piazza da qualche guru abborracciato apposta per l’impresa.

Il fenomeno del grillismo, così funzionale al sistema, ne è la riprova più evidente e sconsolante. Migliaia di ragazzotti rassicurati dalla forza del branco e dal darsi reciprocamente ragione fino ad esserne intontiti sono pronti a portare il loro obolo di denaro e il loro lavoro a un personaggio senza alcuna qualifica politica o culturale. E dei suoi scheletri nell’armadio, vedi la non certo onorevole vicenda del microscopio, è peccato mortale fare anche solo menzione.

Questi giovani alla ricerca disperata di un ideale hanno riposto la loro fede in un uomo di spettacolo che si serve di loro per mantenere vivo il suo personaggio e continuare così a riempire i palasport. In quell’ambito lo spirito critico non deve esistere, va soffocato sul nascere con una censura ferrea ed impenetrabile, e la minima obiezione è bollata con una sorta di fatwa morale.

I transfughi sono rarissimi (http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2035-senza-commento.html) e di loro non si parla.

Già a livello locale, per esempio in Emilia Romagna, questi ragazzi hanno dato una prova desolante del loro spessore sbranandosi tra loro, facendosi beffe di tutto quanto di etico sostengono pubblicamente, per un posto al parlamento regionale andato poi a chi non spettava. Dovessero costoro davvero arrivare ad ottenere qualche posizione di potere, se non ci sarà un nuovo 1922 è solo per l’inconsistenza e la pochezza dei protagonisti.

Ma, se tutto quello che ho chiamato grillismo servisse solo ad attirare pubblico e denaro per il comico, forse potremmo annoverarlo tra le manovre pubblicitarie riuscite, magari un po’ ai confini estremi della correttezza, ma, via, transeat!

Il problema vero sta, invece, nel fatto di manovrare tutta questa torma di giovani per far funzionare il sistema che vige ora. La sottrazione del microscopio che combatteva l’incenerimento dei rifiuti con tutta la corruzione e le ruberie (miliardi di euro) che gli vanno appresso ne illustra l’evidenza.

Come continuerò a dire gridando nel deserto come un pazzo qualunque, se non ci riapproprieremo del nostro intelletto, della nostra dignità, del nostro buon senso e delle chiavi di casa nostra, vale a dire dello Stato come consorzio di cittadini uguali per diritti e per doveri, per noi non ci sarà scampo. Né ci sarà per i nostri figli.

Stefano Montanari
Fonte: www.stefanomontanari.net
14.10.2010

via www.megachipdue.info

Pubblicato da Davide

  • Barambano

    Beh Beppe Grillo ha sempre tessuto sperticate lodi per Obama al limite dell’idolatria. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro, caro Montanari.

  • eumeo

    Insomma, ha fatto intestare tutta la raccolta fondi a una ONLUS di cui non sapeva neanche bene chi fosse il presidente. Grillo sarà pure un furbo, ma certo che questo qui è un tipo davvero sveglio. Su tutto quello che segue, c’è Barnard che ha già argomentato a dovere.

  • GIGIOTTONE

    Beh, solidarietà a Montanari. Di Grillo, Travaglio e carrozzone annesso, chi non è stupido si è già fatto un’idea chiara. Da una parte fanno i moralisti ma guai a toccare certi temi perchè si cade nella censura più oscura.
    Ormai il sistema è collaudato: avere in mano sia la maggioranza che l’opposizione in modo da dare l’impressione che ci sia un’alternativa.
    Ma la vera alternativa non ha ne soldi ne tv o giornali per farsi sentire.

  • daveross

    Al di la’ del comportamento scorretto della ONLUS e di Grillo, anche il Montanari dovrebbe ammettere il grossolano errore di aver affidato l’oggetto della sua raccolta fondi a degli sconosciuti…

    Come si dice a Roma: t’hanno tirato ‘a sola.

  • paolocogorno

    Finalmente ho capito.
    Con gli spettacoli Grillo ha aiutato Montanari a comprare il microscopio.
    Preso il microscopio Montanari ha smesso di andare agli spettacoli di Grillo.
    Grillo allora si è incazzato e glielo ha tolto.

    Bene, questo è quello che penso io

    1) affari vostri
    2) Grillo non ha tolto nulla a Montanari di quello che aveva prima di consocerlo, anzi grazie a lui ha avuto in dotazione per un periodo uno strumento che sennò non avrebbe mai potuto avere.
    3 ) Grillo poteva anche essere meno vendicativo, facendo magari un articolo sul suo blog e chiudendo li la questione.

    Detto questo Montanari fino a quando ci tedierà con questa filastrocca ???

  • Barambano

    Tu non sei in buona fede come la maggior parte dei grillini del resto. Io penso questo.

  • marco76

    Quoto…Parrocchie e mafie mi ricordo diceva qualcuno…
    Il problema sta tutto qui.

  • GIGIOTTONE

    Paolocogorno, hai capito proprio tutto di questa storia. Ma se anche fosse così, uno che toglie gli strumenti di ricerca a un ricercatore solo per ripicca, a casa mia si chiama gran bastardo. In confronto le lobby del petrolio e delle ami agiscono per motivi meno futili, insomma vicino a Grillo fanno un figurone…

  • stefanodandrea

    Eppure c’è del vero in quello che dice Paolocogorno. Nel mio campo professionale, anche io, come Montanari, ho “pagato” la presunzione di credere che tutto mi fosse dovuto. Poi ho capito come funziona il mondo. Nella vita bisogna essere riconoscenti e furbi.
    Se voi per qualche ragione aiutate notevolmente una persona e questa poi non vi si fila più o dimostra che si avvicinava a voi soltanto per realizzare un obiettivo proprio e raggiuntolo non si fa più vedere, voi la disprezzereste o no? Vi sentireste utilizzati o no? E se avete modo di vendicarvi, magari perché quella medesima persona è stata ingenua e in realtà non ha ottenuto in via definitiva ciò che voleva, gliela fate pagare o no questa mancanza di riconoscenza?
    Mi sembra maliziosa (e egocentrica) anche l’accusa di aver donato il microscopio all’Università di Urbino, perché si era schierata contro Montanari. E’ più probabile che in quella Università c’erano degli scienziati che avevano richiesto il microscopio o che conoscevano Grillo. Infine non mi sembra che l’episodio riveli che Grillo sia contro la ricerca importante o che parli male e razzoli bene. Sembrerebbe semplicemente che Grillo abbia creduto, a torto o a ragione ( ma ciò che conta è soltanto il punto di vista di Grillo), che Montanari si sia comportato come uno stronzo opportunista e perciò si è vendicato.
    Insomma, sembrerebbe che Montanari non sia stato riconoscente né furbo. E ha pagato, come sempre accade in questi casi. Niente di male. Succede. L’importante è che capisca quale sia stato il suo errore. Continuare a scrivere contro Grillo senza riconoscere i propri errori è grave ed è segno di mancanza di intelligenza o di presunzione. La vita, caro Montanari, è innanzitutto una lotta contro noi stessi.

  • stefanodandrea

    Questa volta non sono d’accordo con te. Rinvio al commento a Paolocogorno

  • falconelvento

    Grillo mi era simpatico, anche se mi lasciavano perplesso alcuni suoi atteggiamenti (e il tipo di persone che attirava), ma dopo quello che ho letto ho qualche difficoltà a pensare di votare il suo movimento.
    Come cazzo si fa a dire che non è stato riconoscente e che quindi grillo si è giustamente vendicato….ma se grillo ha lanciato la raccolta fondi per comprare il microscopio…micca lo ha fatto per ottenere eterna gratitudine…nessuno credo si fosse impegnato per tutta la vita a sostenere i suoi spettacoli…giustamente ottenuto lo scopo si ringrazia e si torna a fare il proprio lavoro, ognuno per la sua strada o no?

  • consulfin

    Condivido il giudizio sul problema della ricerca (nel Mondo e non solo in Italia: non dimentichiamo che bigpharma, grande “indirizzatrice” della ricerca mondiale, in Italia è presente a stento) ma sulle avventure del dottor Montanari e del microscopio mi sorgono alcuni dubbi:
    ad un certo punto egli scrive: >, al che io mi domando: ma quanto costa organizzare “a proprie spese” una CONFERENZA? uno che può permettersi di organizzare a propria cura (tempo per l’organizzazione sottratto all’attività produttiva) e spese OLTRE 200 conferenze, ha davvero difficoltà a trovare una cifra tutto sommato ridotta (350.000 euro) per l’acquisto di uno strumento così importante?
    altro dubbio: a che titolo sul sito della fondazione linkata dallo stesso autore si legge:

    To: (il nome del richiedente è stato omesso per ovvi motivi di privacy)
    Subject: RE: (Fwd) Re: DIPNA {REF RTD REG/G.4(2008)D/579365}]{REF RTD
    REG/E.3(2008)D/593026} Date sent: Wed, 3 Dec 2008 15:30:59 +0100
    Il Dr Montanari non ha alcun titolo a vantarsi di aver partecipato ai 2 progetti finanziati…>>
    Inoltre la fondazione attribuisce al dottor Montanari la grave colpa di aver usato per scopi personali il microscopio acquistato coi soldi donati al fine di condurre ricerche utili alla collettività (realizzare ricerca sulle nanoparticelle) per la collettività.
    Certamente solo loro sanno come stanno le cose (eventuali pronunciamenti giudiziari serviranno solo ad indicare una verità processuale, che sarà favorevole a chi avrà assoldato gli avvocati più bravi). Per quanto mi riguarda, mi preoccupo del fatto che migliaia di ricercatori debbano mendicare coi cartelli in mano la cancellazione del disegno di legge del governo

  • consulfin

    scusate, a causa del copia e incolla non sono visibili alcune parti del mio commento. La prima è:
    “Sull’onda di questi spettacoli e delle conferenze che io tenevo in tutta Italia (ne tenni oltre 200 in un anno a mia cura e spese)”.
    La seconda si riferisce ad una citazione dal sito della fondazione Bortolani Onlus:
    “Si aggiunga che Stefano Montanari, in alcune occasioni, millantò partecipazioni a progetti che in realtà non l’avevano affatto visto tra i protagonisti. Per esempio nella sua biografia su “consulente del progetto Nanopathology” della CE, circostanza smentita dall’ufficio stampa della stessa Comunità Europea, consultato da una docente universitaria in chimica:

    From: “ALEXANDRESCU Laura”
    To: (il nome del richiedente è stato omesso per ovvi motivi di privacy)
    Subject: RE: (Fwd) Re: DIPNA {REF RTD REG/G.4(2008)D/579365}]{REF RTD
    REG/E.3(2008)D/593026}
    Date sent: Wed, 3 Dec 2008 15:30:59 +0100
    Il Dr Montanari non ha alcun titolo a vantarsi di aver partecipato ai 2 progetti finanziati…”

  • bentsnah

    Io,una volta ho aiutato una vecchietta ad attraversare la via,poi mi ha ringraziato una sola volta e se n’è andata per la sua strada……
    Ora che ho letto il tuo commento,ho capito che ho diritto ad avere eterna riconoscenza,e visto che ella non sembra interessata a ciò,vado e le sequestro la pensione!O forse le frego la dentiera….
    Gliela faccio vedere io alla vecchietta che vuol dire mancanza di riconoscenza eterna…

  • stefanodandrea

    Per carità, si può essere signori e comportarsi come dici tu e come farei io (anche se le persone come me e te, non casualmente, non si trovano nelle condizioni di potere). Tuttavia, se Grillo voleva “vendere”, negli spettacoli o nel sito, l’azione compiuta e Montanari si è rifiutato, ciò che è successo è la regola nei rapporti di potere. Credo che per uno strumento così vitale e costoso dieci comparse, anche nel giorno del compleanno del figlio, anche a costo di litigare con la moglie e dieci articoli li si possa considerare DOVUTI.
    Ci tengo a ripetere che questa è una mentalità a me estranea, che ho rifiutato pagando a caro prezzo. Però il mondo funziona così. Per fare un esempio, se tu sei un professionista e un dirigente di un’azienda ti stima e ti dà gli incarichi, se poi non dai una assoluta disponibilità se ha bisogno di uno o due o tre o quattro piaceri, puoi stare certo che 1000 volte su 1000 gli incarichi non ti saranno più affidati. Si ho capito, tu sei bravo e quello gli incarichi te li dava perché eri bravo. Vorrà dire che troverà un altro bravo. E’ triste per un giovane (io ci soffrivo – ma in fondo ero presuntuoso e non furbo); per una persona matura diventa un fatto.
    Quando di aiutano diventi DEBITORE. Non è soltanto la mentalità della mafia, della massoneria e delle Università. E’ la logica del potere, senza la quale il potere non si acquista e non si esercita. Come esci dalla provincia e entri in una struttura di potere (partiti, sindacati, accademia, consigli di amministrazione, associazioni di carattere nazionale, organi di vertice che gestiscono uno o altro sport, vertici di un ministero) ti accorgi che nel migliore dei casi la riconoscenza è essenziale (UN VALORE ASSOLUTO, IL PIU’ IMPORTANTRE). Nel peggiore pretendono che tu sia un vero e proprio cliente. Crescendo ho capito che io non sono nato per essere cliente. Ma che se qualcuno mi aiuta veramente (mi stima e mi fa vincere un concorso; mi stima e mi dà degli incarichi; mi stima e mi fa pubblicare su una importante casa editrice; mi stima e mi fa nominare in una importante carica) IO DEVO ESSERGLI RICONOSCENTE A VITA (senza mai compiere, ovviamente, illegalità e immoralità, ma questo è un altro discorso).

  • stefanodandrea

    ho spiegato il mio pensiero nel secondo commento. E ho cercato di chiarire che le cose funzionano così in ogni ambiente di potere (perciò l’esempio della vecchietta non calza). Uno può anche non starci e tirarsi dietro come in linea di principio faccio io. Ma non bisogna avvelenarsi se poi non ci aiutano più, o se alcuni si vendicano, né prendersela come il mondo. L’intelligenza serve a capire il mondo. Il criterio morale a dire che le cose non sono come desidereremmo.

  • kitiaram

    Fermo restando che sono solidale completamente con Montanari e che penso che il microscopio non andasse tolto a lui e alla Dott.sa Gatti che è più brava di lui, ma Grillo ha dato una mano ad acquistare il microscopio però NON E’ SUO!!! E’ la onlus che se l’è fregato! Grillo mica può avere voce in capitolo su una proprietà altrui…

    Cosa si pretende che vada per strada stracciandosi le vesti? Ma per piacere!!!

    Detto ciò se il Dottor Montanari, che è un grande, andasse avanti e non guardasse più indietro sarebbe meglio.
    Coraggio e in bocca al lupo ^_^

  • michail

    Come mai Grillo non ha fiatato sull'”espropriazione” del microscopio? Si dice silenzio assenso…

  • cortesia

    Ma povero Montanari, come lo maltrattate!
    è il comportamento di Grillo ad essere vergognoso, punto. Siate più gentili (al limite più cortesi).

  • Tonguessy

    “Quando di aiutano diventi DEBITORE…. E’ la logica del potere”
    Caro Stefano mi spiace ma non sono d’accordo. Il potere è servizio reso alla comunità, quindi se si aiuta o si viene aiutati è per il bene collettivo. Quello che invece succede (ma che dovemmo tutti noi alacremente combattere) è quello che denunci: una sorta di do ut des detrminato non da logiche di Potere (che, ripeto è SERVIZIO RESO) ma da logiche di ABUSO.
    Se aiuto una vecchietta ad attraversare la strada lo faccio perchè E’ GIUSTO e non mi aspetto nessun riconoscimento che non sia la mia coscienza in pace per aver fatto il bene della COLLETTIVITA’ (che nella fattispecie è rappresentata da un singolo individuo).
    Per tornare a Grillo: se ha fatto una GIUSTA opera raccogliend i soldi per dotare un esperto di strumenti di lavoro che produce grossi risultati PER LA COLLETTIVITA’ non capisco il voltafaccia di riprendeglielo PER MOTIVI ASSOLUTAMENTE PERSONALI. Qui ritorniamo al bivio: Potere o Abuso?

    Sul fatto poi che la ARPA (o qualsiasi altra terza parte) che ha in custodia il costoso microscopio non abbia prodotto alcun dato sensibile su cui ragionare mi pare dia un taglio definitivo alla questione.

  • mikaela

    Allora fu l’Università di Urbino a scagliarmisi contro per difendere gl’interessi della ditta.

    quello che mi stupisce di più di questa storia non è tanto il comportamento di Grillo e dei vari soggetti ma il fatto che il Microscopio sia finito proprio all’Università di Urbino.

    Strano che il professore non abbia capito prima che razza d’individuo è Grillo.

    Potrebbe sempre provare con All Gore , lui ha detto che darà spazio nella sua televisione a tutti quelli che non hanno voce,e il professore tratto proprio la materia che sta’ portando All Gore in giro per il mondo,(in Italia si è confrontato con Saviano)naturalmente scherzo e faccio i miei migliori auguri al Professore con la speranza che venda tanti libri affinchè possa comprare un microscopio.

  • RINOGAETANO

    eh, detto veramente tutto .;)

  • RINOGAETANO

    no ma che sarebbe stato contro producente. Ammesso e non concesso Grillo ha barattato una parte della sua liberta’ d’espressione(vedi temi signoraggio, banche, scandalo di cibi pieni d’ormoni che avevano appoggi propio nel capo della commissione di vigilanza europea, Polli gonfiati, inchiesta di curretn). Grillo ha semplicemente fatto quello che gli hanno ordinato di fare per continuare a fare quello che fa. Grillo ha rinunciato a parlare di temi che romponi i coglioni, anzi, le punte della piramide e ha cominciata a martellare, inutilmente, alla base, grazie propio ai costruttori delle punte… Logico no? Meglio che mi fai il solletico ai piedi anziche’ prendermi a cazzotti in testa… ti pago anche se mi solletichi… godo

  • RINOGAETANO

    che Grillo stia sotto ai casaleggio e’ ovvio… ma vendicarsi di una cosa cosi’ mi puzza un po’… no ma che sarebbe stato contro producente. Ammesso e non concesso Grillo ha barattato una parte della sua liberta’ d’espressione(vedi temi signoraggio, banche, scandalo di cibi pieni d’ormoni che avevano appoggi propio nel capo della commissione di vigilanza europea, Polli gonfiati, inchiesta di curretn). Grillo ha semplicemente fatto quello che gli hanno ordinato di fare per continuare a fare quello che fa. Grillo ha rinunciato a parlare di temi che romponi i coglioni, anzi, le punte della piramide e ha cominciata a martellare, inutilmente, alla base, grazie propio ai costruttori delle punte… Logico no? Meglio che mi fai il solletico ai piedi anziche’ prendermi a cazzotti in testa… ti pago anche se mi solletichi… godo

  • Gubeipo

    Qualcuno tra i donatori si mosse scrivendo alla Onlus Bortolani e tentando anche, senza successo, d’iscriversi all’associazione, obbligata per legge ad accettare chiunque. Il risultato fu un muro di gomma.

    Questa cosa mi giunge nuova, quando mai una associazione è obbligata per legge ad accettare chiunque?

    Comunque a mio parere il fatto che Montanari e la moglie si siano affidati ad una ONLUS senza verificarne le credenziali, non è una colpa, ma solo un atto di grande ingenuità.

  • sandman972

    Fatto sta che io quando io ed i miei amici abbbiamo sottoscritto e sovvenzionato con i NOSTRI soldi (pochi, se vogliamo, ma sempre soldi) l’acquisto del microscopio l’abbiamo fatto con la convinzione che il microscopio sarebbe finito nelle possibilità d’uso di Montanari e della di lui consorte dottoressa Gatti (lei è la ricercatrice, lui è solo un divulgatore) per proseguire le indagini, che erano loro state rese impossibili in ambito universitario, sulle nanopolveri.

    Noi, come credo tanti altri, abbiamo dato i nostri soldi PER QUELLO SCOPO. Ed a me questo modo di agire fa girare parecchio le palle, non mi pare molto diverso da quel che fanno i fregadenaro delle raccolte fondi televisive.

    Che lo scopo del microscopio avrebbe dovuto essere quello Grillo l’ha affermato chiaramente (ero allo spettacolo di Modena con Grillo e Montanari, quindi lo so), non ha detto: “ovviamente dopo darò il microscopio ad altri amici che ho all’università”.

    Mi baso quindi sulle dichiarazioni pubbliche, ovvero:

    – Grillo che dice che il microscopio andrà ai coniugi Montanari per proseguire le loro ricerche ostracizzate, tira su i dindi ed effettivamente compra il microscopio

    – Montanari & consorte che non ricevono una mazza

    – Montanari che si incazza e protesta

    – Grillo che non si degna di rispondere.

    Se Grillo ha seri motivi per aver tolto il microscopio ai due Montanari lo dica, perchè tace? Questo silenzio lo squalifica più di ogni altra cosa. Cosa gli costa dire: “Ragazzi, sono stato fregato anche io!”, oppure, “Montanari è un disonesto, non sono andate cosi le cose”?

    Io credo lo faccia solo per “far pagare uno sgarro” al Montanari; questo sgarro è evidentemente il movimento “Per il Bene Comune” di Montanari, che si è presentato con un programma praticamente ricalcato sulle idee portate avanti dal Grillo, e dal nostro affossato e non supportato perchè non lo controllava direttamente e pestava i piedi ai suoi piani per il movimento 5 stelle; uniamo a questo il fatto di essere sponsorizzato dalla Casaleggio, ed abbiamo il quadro completo.

    Ragazzi, in teoria noi dovremmo essere i “buoni”, no? Non vi basta questo per misurare la correttezza di una persona?

  • AlbertoConti

    Le riforme in italia? Ma mi faccia il piacere! Più facile raddrizzare le gambe ai cani.

  • GIGIOTTONE

    Vabbè da quete storie si capisce come a Grillo interessa la libertà di ricerca o la libertà di pensiero. Un pò come il castigatore Travaglio, che da 10 anni ci rompe le balle con il Mangano di berlusconi e le sue società off-shore ma che poi difende a spada tratta la compravendita occulta di Fini che vende un bene del partito praticamente a se stesso sicuramente con lauto sconto passando da un paradiso fiscale.
    Queste persone che ci fanno la morale ma si conportano da bastardi mi fanno ancora più schifo di berlusconi &co.

  • Bigrex

    Credo che in ogni questione prima di avventurarsi ad esprimere giudizi si dovrebbero ascoltare entrambe le parti.
    Non voglio quindi dare io giudizi in merito non conoscendo a fondo la vicenda ma vorrei inserire qualche dichiarazione di parte avversa per aiutare a far chiarezza:

    notizie attuali sulla ONLUS di Montanari e sulla gestione della stessa da parte del dottore:
    http://www.savonaeponente.com/2010/05/21/le-anomalie-della-onlus-di-montanari/

    risposta della ONLUS Bortolani alle accuse del dott. Montanari:
    http://www.savonaeponente.com/2009/09/22/caso-montanari-grillo-microscopio-elettronico-le-attese-precisazioni-della-bortolani-onlus/

    testimonianza di un ex dipendente della “nanodiagnostic S.r.L.”:
    http://www.savonaeponente.com/2009/09/08/ho-lavorato-alla-nanodiagnostics-la-testimonianza-di-chi-ha-visto-da-vicino/

    riepilogo generale della vicenda:
    http://www.disinformazione.it/stefano_montanari.htm

  • alecale

    a grillo l’hanno microchippato ,,

  • GIGIOTTONE

    Il terzo dio della trinità Grillo, Travaglio e Di Pietro è proprio quest’ultimo. Ovvero il personaggio che chiama il suo partito come la sua associazione e mette la moglie a capo della gestione patrimoniale.
    E guarda caso molti immobilili passano dal partito al proprio movimento con strane transazioni….forse che fini è andato a scuola da Di Pietro?

  • Earth

    Fare un bene alla collettivita’ non paga, perche’ quando avrai bisogno tu di un aiuto non e’ detto che la collettivita’ ci sia a rendertelo, dipendera’ dal caso.
    Se invece hai scambi reciproci di aiuto con una persona e’ molto piu’ facile che ti aiuta, e’ possibile che si tiri indietro, ma decisamente in minor percentuale e comunque puoi dare la colpa a qualcuno.
    Io penso che tutti, anche colui che dice che ha fatto attraversare la vecchietta, lo ha fatto per egoismo, il giorno che sara’ vecchio e trovera’ dei giovani cafoni che non lo aiuteranno, lo rinfaccera’ “Io ai miei tempi…” o comunque ci rimarra’ male, non tanto per il gesto di questi, ma perche’ lui l’ha fatto e non ha ricevuto niente in cambio.

    Quindi la domanda in se e’ questa, ti piace fare qualcosa senza riceverne assolutamente niente in cambio?

  • sovranidade

    Se un ricercatore è costretto ad organizzare una colletta pubblica per acquistare uno strumento indispensabile per la sua ricerca e, per di più deve avvalersi della collaborazione della “Vanna Marchi” di turno per ottenerlo, questo la dice lunga sullo stato di degrado e decomposizione a cui è giunta la nostra povera Italia.
    Dice bene Montanari:

    “se non ci riapproprieremo del nostro intelletto, della nostra dignità, del nostro buon senso e delle chiavi di casa nostra, vale a dire dello Stato come consorzio di cittadini uguali per diritti e per doveri, per noi non ci sarà scampo. Né ci sarà per i nostri figli.”

    Qui non si parla solo della sottrazione di un “microscopio” ma della perdita ben più grave della nostra fantomatica “Sovranità Popolare”.

    Questo patetico episodio di malcostume di cui è protagonista il comico della Casaleggio & C. mi fa pensare ad Alberto Sordi…io sono io e tu (Popolo) non sei un cazzo !!!

  • bstrnt

    Esatto! è la dignità che manca in questa Italia infestata da quisling e prosseneti e … non solo in politica!
    Poi manca completamente un minimo di cultura, il che fa sì che gli Italiani possano essere presi per i fondelli dal primo ebete che passa per la strada.
    L’italia è stata svenduta dai quisling e dai gauleiter della finanza angloamericana (Andreatta, Prodi, Monti, Draghi … per finire a un Berlusconi che poi pensa prima a se che ai suoi padroni), ma avete mai sentito qualche politico affermare che l’Italia deve uscire dalla NATO?
    Avete mai sentito qualche politico affermare agli USA è l’ora che le proprie basi militari se le tengano a casa o per lo meno che permettano una base italiana nel loro territorio con le stesse prerogative che le loro hanno qui in Italia?
    No! Tutti, politici e meno, leccano, si prostrano, si mettono a 90 gradi di fronte a coloro che per oltre 65 anni hanno continuato ad umiliarci, ad attaccarci col terrorismo e a deriderci.
    Si ci sono i cialtroni della lega che inveiscono contro gli extracomunitari, quelli poveri, quelli che non possono difendersi, ma si guardano bene dal pronunciare una sola sillaba contro gli extracomunitari a stelle e strisce e adesso anche contro gli extracomunitari con la stella rossa che stanno comprando il nostro debito pubblico(l’Italia era il ventre molle dell’asse, sarà il ventre molle d’Europa).
    Craxi sarebbe da riabilitare, non perché era un ladro come quasi tutti gli altri sodali in parlamento, ma perché fu l’unico italiano d opporsi, e di brutto, a un bovaro, attore fallito con il cervello devastato dall’Alzheimer; rispetto agli attuali “escort” e prosseneti tutto si erge, dalla cintola in su come Farinata.

  • telethont

    Condivido quasi integralmente il Suo commento, ma la piroetta finale… su Craxi… 🙂 suvvia…:-)) …certo bisogna riconoscergli che, almeno in quell’episodio, ebbe un sussulto di dignità ben superiore a troppi politici della nostra repubblica/protettorato delle banane mediterranee…
    Gliela hanno anche fatta pagare alla prima occasione… Come un monito per tutti gli italiani colonizzati e contenti… il baffetto delle vele, nel 1999, se ne è guardato bene infatti dall’opporsi ai bombardamenti “buoni e giusti” sulla Serbia…
    “ma avete mai sentito qualche politico affermare che l’Italia deve uscire dalla NATO?” No, da almeno 30anni non se ne sente più parlare… come se fosse un tema di secondaria importanza e obsoleto… invece è una questione dirimente, basilare… in assenza di una chiara posizione antiamericana e italosovrana, nessun suino di politico italiano (quisling, ascaro, kapò) potrà mai avere un briciolo della mia considerazione… Quante volte si è parlato (non senza qualche buona ragione) di “boycott israel”?… Si volesse fare qualcosa di veramente efficace bisognerebbe cominciare con uno stretto “boycott USA” generalizzato… improbabilissimo che lo si riesca a capire…

  • bstrnt

    Quella su Craxi, politico estremamente negativo, non è una piroetta, ma un modo per dire che il peggio non è mai morto.
    Adesso abbiamo schiere di Craxi, più ladri, meno colti, e per di più, senza dignità, quelli che io definisco “culattoni” modificando di fatto il significato del vocabolario italiano che definisce i culattoni: omosessuali passivi.
    I “nostri culattoni” invece, sono individui senza dignità, miopi, disposti a vendere, per qualche misera prebenda, il sedere loro, ma possibilmente quello degli altri.
    Comunque non mi identifico in atteggiamenti italosovrani, da questo pensiero nasce il patriottismo foriero di eventi funesti; ritengo più reale cercare di non fare agli altri ciò che non vorremmo fosse fatto a noi stessi.
    Boicottare gli USA (come Israele per altri versi) diviene, poi, in questo consesso orgiastico del libero mercato, dove di fatto esistono multinazionali troppo grandi per morire (ma non per essere nazionalizzate), un’impresa inattuabile.
    Magari si potessero boicottare efficacemente le nazioni o anche le sole aziende con carenza di etica e di civiltà (in pratica il 95% o più) in un mercato che è un kamasutra incestuoso tra “finanza” e produzione.

  • sheridan

    Sta faccenda del miscospopio sta spaccando i maroni a tutto l’universo mondo da almeno 3 anni. Ma insomma, supponendo anche che Grillo abbia fatto qualche scorrettezza, ma e’ mai possibile che se dalle sue scoperte dipendono le sorti dell’universo montanari non riesce a farsi comprare un cesso di microscopio visto che, a quanto dice lui, la moglie e’ a capo di grandi progetti di ricerca???? Cosa sia successo cerdo che chiunque l’abbia capito: Grillo non gradi’ che il montanari si candidasse alle elezioni politiche e di conseguenza lo scarico’. La faccenda poi che Grillo avesse bisogno di Montanari nei suoi spettacoli fa solo ridere: credo che in questo casi i ruoli si invertono: Montanari fa il comico e Grillo lo scienziato.

  • pantos

    ecco perchè grillo non ha mai spiegato nulla.
    la chiarezza l’ha fa proprio montanari, da solo.

    s’è fatto un po’ di pubblicità negli show di grillo.
    poi si è messo in politica.
    e poi s’è messo ad usare il microscopio pagato con i soldi della gente per le consulenze al ministero della difesa!!!

    magari ha scoperto che anzichè l’uranio impoverito, nelle bombe è meglio mettere il fosforo
    brucia subito i corpi, senza rilasciare nanoparticelle pericolose per i soldati.

  • Gis

    Salve, mi chiamo Gisella Orsini e scrivo questo commento come Relata Refero per conto di Stefano Montanari che mi ha detto che ha provato varie volte a iscriversi, ma il tentativo gli viene perennemente respinto perché pare che esista già. Ma non l’ha fatta lui. Ha provato a farsi reinviare la psw, ma non ha avuto successo. Insomma, questioni tecniche non gli permettono di inserire il suo commento. Lo faccio io per lui.

    “Aspettando che finisse una certa procedura, ho letto con interesse i commenti. Devo dire che non c’è niente di nuovo. Per la precisione, è vero: mia moglie è molto più brava di me ma temo che relegarmi al povero ruolo di “divulgatore” sia un po’ riduttivo. Se qualcuno avesse idea diquello che ho fatto per la Medicina dal ’72 ai giorni nostri, magari sulla filtrazione cavale che è stata poi l’origine della scoperta, forse non molto, ma un punticino in più me lo riserverebbe. Ma devo confessare che questo nanodisprezzo non mi tocca. Continuando, è vero: sono stato un ingenuo a fidarmi di Grillo e della signora Bortolani, cosa che ho sempre ammesso. A mia discolpa, che non mi scusa, però, ci sta il fatto che c’è gente che ha innate dentro di sé le tecniche per fregarti e, come si può vedere, è riuscita a fregare anche qualche “critico” d’occasione. Splendido, per esempio, il concetto che “bisogna sentire anche l’altra campana”, senza aver capito che è proprio il silenzio cocciuto dell’altra campana e la fuga non proprio coraggiosa di Grillo e Bortolani a reggere ancora in equilibrio,per traballante che sia, una porcata che si sta sgretolando vistosamente,se non altro davanti a prove impossibili da confutare. E splendido pure il riportare le diffamazioni nei miei confronti senza chiedersi se esista anche una sola prova a supporto e se quelle non siano state smentite,prove e non chiacchiere alla mano. Lo hanno ripetuto tre volte, dunque è vero. La tecnica funziona da millenni, e funziona presso la maggioranza degli esseri umani, sempre disposti a prestare fede a chiunque spari fango, pur grossolanamente fasulli siano gli assunti. Basterebbe dare un’occhiata a come il povero “Gianni” (al secolo Andrea Dall’Olio)si spacci per exdipendente della Nanodiagnostics (a nessuno è passato per la testa dichiedergli di provarlo). Nei fatti, l’individuo fu solo mandato da noi dall’Università di Modena percercare d’imparare a fare il microscopista che aveva asserito di essere,senza, però, riuscirci ed è stato gentilmente invitato dopo un tempo brevissimoa togliere il disturbo. Così, forse per vendetta, questo racconta cose non solo al di là di qualsiasi assurdità per un addetto ai lavori (ma forse credibili per un estraneo disposto a bersi qualsiasi cosa a patto che sia un pettegolezzo), ma smentite pubblicamente da chi lo ha, ahimè, conosciuto. Perciò, chi mi accusa, e giustamente, d’ingenuità, forse farebbe bene a darsi un’occhiata allo specchio. Passando a Grillo che non mi avrebbe tolto niente, èi ndispensabile correggere un’idea pubblicizzata per suo interesse da Grillo stesso: è del tutto falso che il microscopio l’abbia comprato lui. Con il mio lavoro gratuito lui si è fatto una grande pubblicità usando il mio nome e la mia faccia, ed ha spalleggiato la Bortolani (basta leggere il blog della Onlus in proposito, una Onlus che rifiuta illegittimamentele affiliazioni, e chi vuole può informarsene) quando, manovrando per oltre un anno di nascosto, mi si è sottratto l’apparecchio che, lo ripeto senza tema di smentita, è inutilizzato ad Urbino dal 22 gennaio scorso. Quanto alle conferenze, io ho scritto che le tenevo a mia cura e spese,vale a dire preparavo le presentazioni e viaggiavo a mia cura e spese. Grazie a Dio, la sala mi era messa a disposizione da chi m’invitava. Ci sarebbe mancato anche il contrario! Ma rispondere alle stravaganze che leggo non m’interessa più. L’ho fatto decine, forse centinaia di volte, ho messo a disposizione le prove, ho invitato i vigliacchi a confrontarsi pubblicamente con me… Il tutto con un risultato pari a zero. E, allora,non posso altro che dare un consiglio di cui ognuno farà ciò che crede perché, in fondo, ognuno è padrone della sua faccia, sempre che abbia il coraggio di mostrarla: prima di scrivere certe cose, magari è utile informarsi e ragionare, se non altro per non fare la figura degl’ingenui”

    Stefano Montanari

  • Gis

    Scusatemi se la lettura non è delle più agevoli, avevo diviso tutto per paragrafi, ma la pubblicazione ha accorpato automaticamente i blocchi. Non so….

  • nomorelie

    evidentemente Grillo si comporta in perfetto stile massonico, seguendo per filo e per segno quanto è nella loro mentalità.
    prova ne è uno scritto di Paulo Coelho (noto massone) tratto dal romanzo Lo Zahir:

    “Che cos’è la Banca dei Favori?”

    “Lo sai sicuramente. Ogni essere umano la conosce”.

    “E’ possibile. Tuttavia non riesco ancora a capire di che tu stia parlando”.

    “Era citata in un libro di uno scrittore americano. E’ la banca più potente del mondo. E opera in tutti i campi”.

    “Io vengo da un paese senza tradizioni letterarie. Non potrei fare favori a nessuno”.

    “Questo non ha importanza. Posso farti un esempio: io so che tu sei un personaggio destinato ad affermarsi, ad avere molta influenza, un giorno. Lo so perché, un tempo, ero come te: ambizioso, indipendente, onesto. Oggi non ho più l’energia di allora, ma intendo aiutarti perché non posso o non voglio sentirmi inerte: il mio sogno non è la pensione, bensì la lotta intrigante rappresentata dalla vita, dal potere, dalla gloria. Così comincio a fare versamenti sul tuo conto – depositi che non sono in denaro, ma in contatti. Ti presento a questa e a quella persona, facilito determinate trattative, purchè siano lecite. Tu sai che mi devi qualcosa, anche se io non chiedo mai niente”.

    “E un giorno…”

    “Proprio così. Un giorno, ti chiedo qualcosa: tu potrai rifiutarmelo, ma saprai di essermi debitore. Se farai ciò che domando, io continuerò ad aiutarti. Gli altri sapranno che sei una persona leale, effettueranno versamenti sul tuo conto – saranno sempre dei contatti, perchè questo ambiente vive di essi, soltanto di essi. Un giorno, chiederanno anche a te qualcosa, tu ascolterai e ricambierai chi ti ha aiutato. Con il passare del tempo, la tua rete si estenderà nel mondo, conoscerai quelli che avrai bisogno di conoscere, e la tua influenza aumenterà sempre di più.”

    “Oppure potrò non fare ciò che mi chiedi…”

    “Certo. La Banca dei Favori è un investimento a rischio, come qualsiasi altro. Potrai rifiutarti di farmi il favore che ti chiedo, pensando che ti ho aiutato perché lo meritavi, perché tu sei il migliore, e tutti abbiamo il dovere di riconoscere il tuo talento. Bene, allora io ti ringrazierò e chiederò a qualcun altro, sul conto del quale ho effettuato dei depositi. Ma, da quel momento, senza che ci sia bisogno di dire niente, tutti sapranno che non meriti alcuna fiducia. Potrai crescere ancora, sì, ma non fino al punto che vorresti. A un certo momento, la tua vità comincerà a declinare: sarai arrivato a metà, non alla fine, sarai mezzo contento e mezzo triste – non sarai né un uomo frustrato né un uomo realizzato. Non sarai né freddo né caldo: sarai tiepido, e, come dice un evangelista in uno dei libro sacri, le cose tiepide non colpiscono il palato.”

    e sicuramente, in certi ambienti, questo viene applicato a tutti indistintamente che siano o meno destinati ad affermarsi.

  • consulfin

    “Ma rispondere alle stravaganze che leggo non m’interessa più. L’ho fatto decine, forse centinaia di volte, ho messo a disposizione le prove, ho invitato i vigliacchi a confrontarsi pubblicamente con me… Il tutto con un risultato pari a zero. E, allora,non posso altro che dare un consiglio di cui ognuno farà ciò che crede perché, in fondo, ognuno è padrone della sua faccia, sempre che abbia il coraggio di mostrarla: prima di scrivere certe cose, magari è utile informarsi e ragionare, se non altro per non fare la figura degl’ingenui” Stefano Montanari”
    Mi scusi ma, citando lei un passo del mio intervento, mi sento chiamato in causa.
    Non voglio annoiarla a lungo. Voglio solo farle notare che è proprio per non fare la figura dell’ingenuo che ho scritto quel commento. Lei scrive un articolo che poi finisce per essere inserito in un sito che permette l’inserimento di commenti e, dato che qualcuno dei lettori potrebbe non conoscerla o comunque non conoscere alla perfezione i fatti che la riguardano, non mi sembra strano che, nel pieno rispetto delle sue posizioni, si sollevino perplessità. Per quanto mi riguarda, leggere che uno organizza a proprie spese 200 conferenze mi fa capire che questo qualcuno ha la potenzialità di organizzare a proprie spese 200 conferenze! Non posso capire, non avendo la sfera di cristallo del chiaroveggente, che in realtà quelle conferenze non sono state fonte di spesa, o comunque non di spese ingenti (io avrei scritto che le conferenze le ho organizzate con l’aiuto di qualcuno che mi ha messo a disposizione la sala, ad esempio, in modo da non indurre il lettore in errore).
    Dato che ho anche copiato ed incollato una parte di uno scritto tuttora presente sul sito della fondazione, cui probabilmente lei si riferisce quando cita le diffamazioni subite, scrivendo “senza chiedersi se esista anche una sola prova a supporto e se quelle non siano state smentite,prove e non chiacchiere alla mano” è come se sostenesse che io, umile lettore di un sito internet, dopo essermi preso la briga di andare a riscontrare quanto da lei affermato sui supporti da lei stesso indicati nel suo articolo, e avendo trovato qualche passo che mette in dubbio alcune sue affermazioni, avrei dovuto, prima di manifestare i miei dubbi, andare in giro per tribunali e università, nonché presso amministrazioni di società. Scusi ma … come, con quali mezzi e a che titolo? Io non ho voluto fare altro che esercitare la mia capacità di analisi – limitata, me ne rendo conto – e metterne i risultati a disposizione degli altri lettori. Che c’è di male?
    Detto questo, non mi sembra che il mio intervento sia particolarmente offensivo nei suoi confronti. Mai mi sarei permesso e, se lei intravede una seppur minima ombra di offesa, la prego di scusarmi: non la conosco, quindi non ho motivo per offenderla (ma, dal mio punto di vista, credendo a lei darei del bugiardo a Grillo ed ai responsabili della fondazione e… non conosco neanche loro!). Io semplicemente mi trovo davanti ad un caso che, questo me lo consentirà, non è chiaro: non me la sento di essere un manicheo o un ultrà di Grillo o di Montanari. Vederla bianca o nera non porta da nessuna parte. Personalmente non mi arricchirebbe (dal punto di vista della conoscenza, ovviamente) e credo non arricchirebbe neanche lei, perché mi auguro, per esempio, che nel prossimo articolo che scriverà, terrà conto della cultura e della conoscenza dei fatti in oggetto possedute dai lettori cui si rivolgerà, senza sconvolgersi se dovesse ricevere un commento critico.
    Con stima
    Michele D’Onofrio