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GRILLO E IL REFERENDUM SULL’EURO. OK, MA CI SPIEGHI IL PERCHE’

DI VALERIO LO MONACO
il.ribelle.com

Tra i tanti – e miscelati, e qualche volta confusi – temi affrontati da Beppe Grillo nel corso del comizio di Parma tenuto il 22 settembre scorso, ve ne è uno che va estrapolato. O meglio, va estrapolato il contenuto stesso del tema. Se solo vi fosse. Sì, perché almeno in merito all’argomento che più degli altri ha guadagnato le cronache dei giornali, ovvero quello del referendum sull’Euro, il contenuto è difficile a trovarsi. Almeno dalle parole di Beppe Grillo stesso. Il che è doppiamente deprimente.

Prima i fatti. A Parma, Grillo ha detto chiaramente di non voler «uscire dall’Euro». Ma altrettanto chiaramente ha detto che vorrebbe un «referendum propositivo, senza quorum, per lasciar decidere agli italiani se stare dentro o fuori dall’Euro».

Ora, al di là del fatto che arringare una folla che pende dalle sue labbra, esortandola a richiedere un referendum per decidere una cosa sulla quale egli stesso già dichiara il proprio punto di vista (“non voglio uscire dall’euro”) è una cosa ridicola, c’è però un fatto ulteriore, che è ancora più importante.

Dire di voler fare un referendum per scegliere se uscire o meno dall’euro, soprattutto nel momento in cui i sentimenti a favore dell’euro sono ai minimi storici, oltre alla cosa buona in sé – la via referendaria è in ogni caso una delle poche pratiche pseudo-democratiche rimaste – e al tempo stesso non spiegare né perché si dovrebbe indire un referendum del genere né cosa si propone in caso di uscita dall’euro è, purtroppo, vero e proprio populismo. E questa volta – questa volta almeno – nel senso più deteriore del termine.

Da una forza politica che inizia a essere di un certo spessore numerico, e che si propone con argomenti certamente tabù per la stragrande maggioranza delle altre forze politiche in circolazione nel nostro Paese, lanciare un tema del genere impone – ripetiamo: impone – che lo si argomenti a dovere. E per due motivi. Intanto perché si tratta con tutta evidenza di un tema fondamentale che inizia a essere sulla bocca, e forse nei pensieri, di molti, e che dunque, per portare qualcosa di serio al dibattito, deve essere affrontato con cognizione di causa. In secondo luogo perché visto che tutte le altre forze politiche, mediatiche, finanziarie e amministrative lanciano strali al solo pronunciare i termini “uscita dall’euro” e non perdono momento per innescare del terrorismo gratuito sulle conseguenze dannose di tale azione, ebbene è certamente il caso che chi abbia da dire qualcosa in tal senso lo faccia in termini chiari. E soprattutto con una visione dei perché di tale opzione e di cosa si potrebbe fare una volta presa tale decisione. In altra parole: a un movimento come quello di Grillo, che vive di suggestioni e di proposte, non possiamo perdonare il fatto di non avere una idea chiara, e una proposta altrettanto lucida come invece ha in altri casi, su uno dei temi cardine della nostra modernità (e della nostra crisi economica e sociale).

Grillo dice di voler fare un referendum ma non spiega perché è necessario farlo né come si potrebbe fare una volta usciti dall’euro. Sia chiaro, seguiamo il Movimento 5 Stelle con curiosità e in qualche caso anche con sincere aspettative, visto che si tratta di una tra le cose veramente importanti, dal punto di vista politico, dell’ultimo decennio (il che è tutto dire ma questo sarebbe un altro discorso). E proprio per questo non possiamo tacere sull’argomento.

Grillo in tal senso, e da tempo, non si esprime. Si trovano su internet dei video in cui in tempi non sospetti (anni addietro), durante alcuni suoi spettacoli, iniziava ad affrontare anche i temi della moneta debito e del signoraggio. Ma poi sull’argomento è calato il (suo) silenzio. 

Ancora oggi, e nei suoi post e discorsi recenti, si trovano diverse cose interessanti e in un modo o nell’altro collegato all’argomento madre cui ruota attorno l’euro e tutto il baraccone a esso collegato.

Ad esempio in un post recentissimo, del 21 aprile scorso, che riportiamo interamente, scriveva in modo inequivocabile:

Viviamo ormai per pagare gli interessi sul debito pubblico. E’ una fornace in
cui via via inceneriamo servizi sociali, nuove tasse, risparmi, case, diritti.
Mentre alimentiamo questo roveto ardente ci impoveriamo. Più ci impoveriamo,
più il debito aumenta e più aumentano gli interessi sul debito. Dopo sei mesi
della cura Monti il debito pubblico è cresciuto e si avvicina ai 2.000
miliardi mentre l’occupazione è scesa e per questo, inevitabilmente, nel 2012
diminuirà bruscamente il gettito fiscale. Nel 2013 dovremo pagare oltre 100
miliardi di euro di interesse sul debito, circa un quarto dei 420 miliardi di
tasse annuali. Ci stiamo avvitando come un aereo in picchiata per sostenere
l’euro e pagare gli interessi accumulati dal Pdl e dal Pdmenoelle durante uno
sciagurato ventennio.

A chi paghiamo gli interessi? Il debito pubblico è detenuto soltanto per il
14,3% da famiglie italiane. L’85,7% da banche, fondi e assicurazioni e altri
investitori. Il 46,2% all’estero, in prevalenza banche francesi, tedesche,
inglesi. Le banche sono i nuovi padroni, per nulla disponibili a rinunciare
alla loro libbra di carne. A diminuire gli interessi, ad esempio, o a diluire
nel tempo la restituzione del capitale. L’Italia non dispone di sovranità
monetaria, non è possibile una svalutazione della lira e un riallineamento
conseguente dei titoli alla nostra economia che vale molto meno rispetto al
momento della loro emissione. Svalutare la lira equivaleva svalutare i titoli.
Oggi non è più così. Abbiamo un cappio al collo che non possiamo toglierci e
che stringerà sempre di più se non ristrutturiamo il valore dei titoli che
valgono il 20/30% in meno del loro valore iniziale. Senza il prestito di mille
miliardi della BCE alle banche al tasso dell’1% ,usati per comprare nuovi
titoli al 5/6%, l’Italia sarebbe in pre default.
Rimandare il problema non serve. Diminuire gli interessi sul debito nel medio
termine e la contemporanea emissione di nuovi titoli di Stato a basso/medio
rendimento sono una “mission impossible”. Il ricatto è sempre il solito, se
non si prosegue su questa strada si esce dall’euro. Ma dall’euro siamo già
usciti, l’euro non rispecchia più il valore della nostra economia, al massimo
il 60%. Uscire dall’euro non deve essere un tabù. Gran Bretagna e Danimarca
sono parte della UE e hanno mantenuto le loro monete. Si può fare, bisogna
iniziare a discuterne. Non è mai troppo tardi per tornare indietro da una
strada lastricata per l’inferno.

E ancora, il 27 aprile:

Per rimanere nell’euro stiamo affamando il Paese, strangolando le aziende,
trasferendo la ricchezza privata a copertura degli interessi sul debito
pubblico che è (purtroppo) in euro. Se fosse in lire potremmo risolvere il
problema del debito con la svalutazione della nostra moneta. (…) Se per
rimanere nell’euro e pagare gli interessi sul debito alle banche, in
prevalenza tedesche e francesi, dobbiamo uccidere l’economia del nostro Paese
forse è il caso di fermarsi a riflettere. In particolare se il debito pubblico
e lo spread aumentano comunque mentre veniamo strangolati. L’euro non può
essere un tabù.

E infine ancora prima, a fine 2011, quando scriveva:

È stato demoniaco e certamente tafazziano legare il valore dei NOSTRI titoli
pubblici al valore dell’euro sul quale non abbiamo alcun controllo e che
prescinde dalla nostra economia reale.

Insomma, Beppe Grillo sul tema c’è. Ma gli gira attorno. Evita accuratamente di prenderlo di petto spiegando la motivazione principale di tutte le sciagure che l’Euro porta con sé per chi lo adotta.

I punti cardine, almeno su queste pagine non sono novità, risiedono infatti non tanto o non solo sull’euro, ma su chi lo detiene. Ovvero su chi può coniarlo. Su chi può batterlo e può deciderne i tassi di interesse. Insomma sul padrone della moneta, la Banca Centrale Europea, rispetto ai suoi sudditi-schiavi, cioè tutti noi che siamo costretti a usarlo perché unica moneta in corso legale.

Ora, un discorso serio sull’euro, o si affronta partendo dal punto principale oppure si deve tacere. O si spiega in tutti i modi possibili perché dovremmo uscirne, e perché dovremmo tornare a una moneta nazionale, non privata, ma pubblica, di proprietà unicamente dello Stato e dunque di noi cittadini, oppure parlare di ritorno alla Lira è irrilevante. E fa avere, anzi, presagi dannosi: svalutazioni, iper inflazione, acquisto di merci estere impossibile e via dicendo. Sortendo l’effetto di infondere paura, anziché speranza, in chi ha pur capito che attorno a questo tema è doveroso riflettere.

È, questo esempio in merito al discorso dell’euro, uno dei motivi che non ci hanno permesso di abbracciare mai per intero il Movimento di Grillo. Certo, lo seguiamo costantemente, che di materia ce ne è certamente di più rispetto a quella presente nella altre forze politiche, ma sino a che una forza che si vuole rivoluzionaria (parola usata da Grillo, sia chiaro) come questa non riesce a entrare in modo deciso su questioni vitali, tutto il resto si riduce a mera amministrazione dell’esistente. Come abbiamo detto altre volte: è come fare di tutto per sistemare l’impianto elettrico della propria abitazione, facendolo fare a norma, senza imbrogli, senza giri di mazzette per prendere la commessa, mentre però è il palazzo stesso che sta venendo giù.

Valerio Lo Monaco
www.ilribelle.com
23.09 2012

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Pubblicato da Davide

  • cardisem

    Paro dal concetto che la prima, piu importante e piu urgente di tutte le riforme sia quella di sbarazzarsi di tutta questa classe politica che ci ha condotto alla rovina. Ben vengano tutti i Grilli di Italia se possono fare questo…. di tutto il resto si vedra poi… il mondo non e stato fatto in un solo giorno… Io diffido di quelli che criticano Grillo… anche se non credo che Grillo abbia la bacchetta magica, ma sara molto se riuscira a liberarci di tutto l arco costituzionale del malaffare… Confido poi che la intelligenza collettiva sapra trovare le migliori soluzioni possibile… ma per prima cosa INDIPENDENZA, SOVRANITA’. LIBERTA… PACE

  • Ercole

    E un film gia visto mi ricorda FOURIER , OWEN, SAINT SIMON, i socialisti utopisti che credevano che il problema era quello di cambiare i soggetti chiamati a gestire il parlamento borghese ,riformare il capitalismo e dargli un volto umano ,e una migliore distribuzione, senza intaccare minimamente la legge del profitto.Non facciamoci illusioni, e anche lui figlio del neo riformismo con qualche riverniciata. L,unica strada che dobbiamo ripercorrere e quella del materialismo storico e dialettico tracciata dal marxismo,per mettere fine allo stato di cose esistenti,e liberare l,umanita dalle catene delle leggi del capitale.Le altre STRADE portano solo alla confusione e non fanno altro che morfinare le coscienze di ideologia borghese,GRILLO e un degno esemplare ,perla di opportunismo nostrano.P. S. ciascuno e libero di illudersi.

  • Ercole

    Svegliati figlio del cemento ,che arriva il giorno del combattimento,sei infarcito di democrazia borghese, come il movimento che sostieni ,i soliti movimenti interclassisti utopici.

  • Earth

    1. Non so dove Lo Monaco ha sentito dire a Grillo che lui personalmente non vuole uscire dall’euro, io invece ho sempre sentito dirgli: Non e’ importante quello che penso io, si fara’ un referendum e qualsiasi sia l’esito lo accettero’.

    2. Grillo ha anche tirato fuori l’esempio dell’ Ecuador che ha dichiarato il debito immorale e nonostante ora ha addosso il FMI ed e’ sotto embargo comunque sia non e’ rimasto escluso dal mondo perche’ aiutato dall’ argentina, brasile, bolivia e venezuela.

    3. Ricopio il commento di un lettore del forum di grillo che per me e’ stato molto interessante.

    Repetita iuvant…forse…

    Allora, l’art. 75 della Costituzione (italiana) vieta, tra l’altro, il referendum in materia di trattati internazionali; dunque, niente referendum sull’euro.

    Qualcuno, sotto, mi ha scritto che si può uscire dall’euro in base al trattato di Lisbona e ha citato l’art. specifico.

    Vedo che le idee sono ben confuse: non si può ripudiare una parte, un art. di un trattato e tenersi gli altri. O tutto o niente. Compris?
    Rinunci a tutto il trattato? Bene o male, esci però non solo dall’euro, ma anche dall’unione europea e dal mercato unico. E finisci in nord Africa.
    Quando internet fa più male che bene…

  • gm

    io, invce, non trovo niente di brutto nell’appello fatto da cardisem, anzi, mi sembra molto pragmatico. Obiettivo primo: sbarazzarsi di questa classe politica!

  • Georgejefferson

    Che non dica stupidaggini quel commentatore di grillo,nell’euro.ci sono solo circa 10 paesi…e tutti gli altri partecipano al mercato comune…in africa ci sta mandando con precisa volonta questo euro maledetto,virus impiantato per de induatrializzare e svendere la ricchezza del paese

  • illupodeicieli

    Almeno la velocità del download sarà come quella che c’è in Libia! 🙂
    In effetti come ha detto lui, siamo al 60° posto in tutto, libertà di stampa ecc. Se potessimo far parte dei Brics, però occorre aggiungere un “i” e avere le capacità innovative e morali che sono andate perdute. C’è chi ,uscendo dall’euro e dall’Ue, pensa che attraverso le grosse infrastrutture, quindi anche la rete,aggiornata e resa attuale,possa riprendere a competere, a fare; insieme a ciò va rivista e reinterpretata l’agricoltura ; idem c/s il discorso turismo , territorio, opere d’arte.Dulcis in fundo, la pressione fiscale e la moratoria dei debiti verso lo stato, attualmente decisi e seguiti da Equitalia. In tutto ciò c’è ,a monte, il discorso moneta: avviato a risoluzione , o risolto, il primo, a seguire le altre modifiche, i cambiamenti e tutto il resto, deve essere fatto. Ma se il M5S va all’opposizione, se i referendum di quel genere, come ci hanno insegnato,e lo ricordo bene, durante le lezioni di educazione civica, non si possono indire, come si fa?Perchè non è solo il discorso referendum, ma anche se chi governa è un pinguino come Monti, Berlusconi o Bersani, o chi per loro, ma comunque sempre persone legate,mani e piedi , all’Ue e alla Bce.

  • AlbertoConti

    In ogni caso un referendum a tema è indispensabile per sviluppare un confronto pubblico sul tema, rompendo il muro di omertoso silenzio dei media foraggiati da questo sistema bancario canceroso. Certo che le soluzioni al problema sono importanti, ma molto più importante è porre il problema e far luce quanto basta per coinvolgere la popolazione sul fatto principale che la riguarda in questo difficile momento, spezzando il metodo del “laissez faire” ai “tecnici” che tanti danni ha procurato nell’ultimo ventennio. Del resto pare che vent’anni sia il periodo necessario al nostro popolo per arrivare al disastro e rendersi conto che è stato preso per il culo.

  • Georgejefferson

    il referendum sarebbe un disastro,troppo forte la propaganda,la paura indotta..lo stesso grillo ammetteva(c’e’ il video)che nei suoi fans non conta tanto l’opinione critica individuale.Ma quello che pensa lui delle varie questioni.Senza una sua posizione precisa diventa una ponzio pilato action.Figurarsi la massa inbevuta di terrore dai vari Ballaro..Mincuo ci ricorda che in costituz.sta scritto che l’italia puo cedere sovranita al patto di farlo in parita con gli altri di modo di avere voce in capitolo.Dal trattato di mastrict fu chiaro e palese i parametri di non parita tra noi e gli altri,specia la Bank of England,partecipe nella bce nonostante abbia tenuto la sterlina

  • ROE

    Euro o dollaro o sterlina o yen (ed ora anche yuan) non fa differenza. Si tratta sempre di monete a corso legale che non hanno alcun valore e servono soltanto alla minoranza per dominare la maggioranza. Non importa chi la emette, importa che cos’è ed a che cosa serve. Basta vedere come vanno le cose in USA, UK, Giappone (e Cina) per rendersi conto di questa evidenza. Grillo ed il M5S non hanno (non vogliono avere) un’alternativa e per questo criticano, contestano ma non propongono. Questo è il “riformismo”.

  • AlbertoConti

    1998, parla Monti, estratti:
    p. 40-41 Domanda del giornalista (Federico Rampini)”Perché la Commissione europea ha accettato di diventare il capro espiatorio su cui scaricare l’impopolarità dei sacrifici?”

    Risposta di Monti: “Perché, tutto sommato, alle istituzioni europee interessava che i Paesi facessero politiche di risanamento. E hanno accettato l’onere dell’impopolarità ESSENDO PIU’ LONTANE, PIU’ AL RIPARO, DAL PROCESSO ELETTORALE. Solo che questo un po’ per volta ha reso grigia e poi nera l’immagine dell’Europa presso i cittadini”.

    Mie personali considerazioni: Monti (e non solo, basta leggere le relazioni BCE sul MES) ripete come un disco rotto che il governo dell’economia deve essere “al riparo dal processo elettorale” cioè non democratico. Ora vado a recuperare un altro passaggio in cui dice le stesse cose circa l’indipendenza della Banca Centrale e la costruzione dell’Unione europea.
    In questo passo, p.51, Monti spiega come il motore dell’integrazione europea sia stata la paura (o il terrorismo psicologico per uscire dall’eufemismo):

    “La minaccia esterna di oggi si chiama concorrenza. Questo è un fattore potente di spinta per l’integrazione, anche se l’Europa reagisce troppo lentamente a questa minaccia. […] Un altro fenomeno che viene percepito come minaccia esterna, e che sta spingendo l’Europa verso una maggiore integrazione, è la minaccia immigrazione. […] QUINDI LE PAURE SONO STATE ALL’ORIGINE DELL’INTEGRAZIONE, LE PAURE HANNO CAMBIATO NATURA, PERO’ RIMANGONO TRA I MOTORI DELL’INTEGRAZIONE”.

    Sull’indipendenza della banca centrale (p. 84, fu Monti il relatore del rapporto sull’indipendenza della Banca d’Italia sulla cui base Andreatta decise il divorzio!!):

    “Il rapporto fra democrazia e Banca Centrale è come un deposito che la politica fa in un luogo di lunga durata a cui affida in custodia valori che ritiene importanti. La stessa politica sa che questi valori saranno meglio tutelati, se affidati a qualcuno che può permetterselo trovandosi AL RIPARO DAL PROCESSO ELETTORALE”.

    AL RIPARO DAL PROCESSO ELETTORALE
    AL RIPARO DAL PROCESSO ELETTORALE
    AL RIPARO DAL PROCESSO ELETTORALE

    Monti è un disco rotto, quando si parla di economia, che sia in ballo la commissione europea o lo statuto delle banche centrali, parte il disco rotto…

  • Georgejefferson

    hai dimenticato di dire che parli per opinioni…da mincuo… “Persino la moneta unica, concepita come mero mezzo di scambio economico, e’ neutrale e innocua.” Neutrale e innocua? Ha distrutto le economie di Spagna, Irlanda, Grecia, Portogallo, Italia in 10 anni. Innocua e neutrale? Ha sfasciato l’export Italiano, la nostra forza da sempre. Siamo passati da +40mld a -60mld all’anno di bilancia di c/a. Sono 100mld tra andare e venire all’anno. Innocua e neutrale? Da che c’è l’EUR l’Italia ha smesso di fare PIL. Ha perso quote di mercato a rotta di collo. Sul mercato interno ha perso la protezione di una valuta più debole, adatta, cosicchè ha subito l’invasione di prodotti esteri, cioè importazioni, che sono debiti con l’estero. Cioè invece di consumare prodtti Italiani consuma una maggior quota di quelli esteri, il che significa che ne produce meno internamente, il che significa che le aziende vanno meno bene. Da che c’è l’EUR il debito di famiglie e imprese è costantemente cresciuto, quello delle famiglie è raddoppiato. Innocua e neutrale? La gente guarda al debito pubblico, ma è quello privato che conta altrettanto, e li si forma anche buona parte di quello pubblico o delle sue ragioni. Infine ha perso qualunque capacità di decidere. Ha perso sovranità, è diventata una colonia. Uno Stato fa 4 cose da sempre: provvede alla difesa, fa le leggi, impone le tasse per rendere servizi, stampa la sua moneta. La difesa non ce l’abbiamo dal 1943. Le leggi (quelle importanti, di spesa e di bilancio) ora non ce le ha più, e la moneta nemmeno.Come se votare dx o sx cambiasse, o come se la sx non fosse stata un’artefice di questa condanna, tanto quanto la dx se non di più

  • Georgejefferson

    da istwine…. la moneta è uno strumento fondamentale per uno Stato, anzi, è ciò che differenzia uno Stato da una famiglia e un’azienda. ma ciò non significa che sia la soluzione ultima di ogni male del mondo. è semplicemente uno strumento fondamentale senza il quale non si può fare niente di quello di cui anche in questo sito si discute spesso.Uno strumento puo essere usato bene o male.E’pero ovvio che per usarlo bene,prima lo devi averne il controllo.

  • lunicoelasuaproprieta

    Finalmente su CDC una bella ventata di marxismo-leninismo.

    Saluti Comunisti…

  • jcache

    Inquietante osservazione… Monti è veramente l’esecutore che sembra e di sicuro non un fan della democrazia, ma di un’oligarchia di cui si fa portavoce e mano “armata”.

  • cavalierenero

    “ripercorrere e quella del materialismo storico e dialettico tracciata dal marxismo”

    ahhh il caro vecchio sindacal-politichese tanto caro alla sinistra.

    vabbe è da quel di che aspettiamo l’inesorabile implosione del capitalismo…

  • nigel

    Il trionfo della logica
    Intorno a Grillo, che piaccia o no, si sta coagulando il consenso di chi comprende che ora piu’ che mai e’ opportuno il superamento di vecchi stereotipi.
    Guelfi e Ghibellini hanno fatto il loro tempo, Marine Le Pen, Nigel Farage, Giulietto Chiesa, Landini, il Nostro Barnard, economisti ed intellettuali hanno un comun denominatore ed un comune, micidiale nemico. Molti hanno inoltre perfettamente compreso che l’individualismo elitario, duro e puro, ancorato rigidamente sulle proprie posizioni, non ha alcuna speranza di catalizzare l’attenzione delle masse e sembra nascere piu’ che dal desiderio di portare avanti le proprie idee, dalla necessita’ di rivestire una leadership. E per catturare le masse c’e bisogno di un fine politico come Grillo, che cavalca la maggioranza di temi cari a movimenti di destra, sinistra e verdi… Grillo fa impazzire i suoi critici, che lo paragonano a Goebbels intravedendo in lui il nazista e, contemporaneamente il marxista, fingendo di non vedere che Grillo e’, nel senso piu’ nobile del termine, un anarco_idealista, che immagina una società difficilmente proponibile nella pratica, perché non ci sono società dove “uno e’ uguale a uno” , ne’ e’ ipotizzabile in questo Paese privo di onesta’ e ricco di individualismo bizantino la realizzazione di una democrazia partecipativa come quella proposta dal M5S.
    Ma il nostro potra’ fungere da catalizzatore di un Pensiero di opposizione al Mainstream dominante, trascinando la massa dei meno acculturati verso quei movimenti piu’ elitari e quindi piu’ solitari, per la realizzazione di un vero, completo movimento di opposizione.

  • andyconti

    Onanismo mentale. In ogni caso il sistema euro collassera’, quindi Grillo lancia il tema (magari non fattibile) del referendum per abituare la gente a riflettere e anche stimolare la vera informazione, cosa che risulta sconosciuta ai grandi media. In Italia il tema di un referendum e’ un tabu’, in altri paesi non lo e’ stato nemmeno prima che la moneta fosse introdotta, cosi’ come in Norvegia (paese del terzo mondo, poco civilizzato, disinformato, populista, egoista no?) hanno pensato di non entrare nemmeno nella Comunita’ gia’ nel 1994.

  • giordanocignani

    Grillo non propone perchè non lo può fare. Proporre significa scegliere, decidere quindi da che parte stare. Ciò contraddirebbe uno dei suoi postulati: “non essere nè di destra nè di sinistra”, ovverossia qualunquista. Da buon ciarlatano afferma cose che ormai anche i sassi conoscono e si possono udire un qualunque bar o mercato, così chè tutti possano sentirsi auto-confermati nelle proprie opinioni. Da questo nasce in consenso che raccoglie, ma proporre è una altra cosa! Significa essere di destra o di sinistra, selezionare il consenso ed esporsi ad un dibattito e ad un confronto politico e scegliere altri raggruppamenti ed idee politiche con cui stare o a cui opporsi. Cosa che assolutamente non vuole, in quanto si paleserebbe immediatamente la sua inconsistenza culturale e politica.

  • bencarpenteri

    beppe grillo ha detto:Non e’ importante quello che penso io, si fara’ un referendum e qualsiasi sia l’esito lo accettero’.

    ora ti spiego ,lo monaco:
    proporre un referendum sull’euro oggi è come proporre un referendum sulla figa!
    chiaro?
    cioè, chiunque lo proponga l’esito è scontato, si vince facile ,
    si cavalca il risultato, si ottiene consenso, etc,etc;
    poi si và al governo, lì ” a canzuna cagna” e si vedono le reali intenzioni e la portata del movimento.
    Chiaro?
    Aio!

  • andyconti

    Tutto quello che dice la sinistra e’ giusto? Tutto quello che dice la destra e’ sbagliato? Per fare qualcosa di sinistra abbiamo referenti di sinistra? Per valutare cose di destra possiamo parlare con un partito di vera destra? Eliminare la corruzione e’ di destra o di sinistra? E contestare l’attuale sistema monetario europeo? Parlare di argomenti dove tutti si possano sentire auto-confermati e’ necessariamente sbagliato, se quegli argomenti sono sacrosanti? Visto che finora ha dominato sempre la suddivisione sinistra-destra, siamo soddisfatti dei risultati?

  • grillone

    se non ci eravamo entrati nell’euro, sarebbe stata una cosa(giusta); ma volerne uscire adesso, sarebbe(credo)molto piu tragico chr rimanerci. inoltre, non ho nessuna voglia ti tornare ad un paese in cui l’inflazione galoppa al 20×100!! ho ammirato beppe grillo quando ha fatto partire le liste civiche, e poi anche quando ha contribuito a fondare il M5S. ma se continuerà per questa strada, credo proprio che mi tapperò il naso e voterò PD

  • nigel

    Ancora masturbazioni su destra e sinistra?

  • segretius

    e di tutti i loro schiavi e sostenitori. un buon 78 per cento degli italiani.
    il problema sono le fosse…..

  • Ercole

    il capitalismo non implode e potra regnare in eterno ,ce solo una classe che puo cancellarlo dal pianeta,e la classe operaia se organizzata da un partito rivoluzionario internazionale,per via rivoluzionaria, la storia e dialettica , non meccanicista.lenin docet.

  • Ercole

    la norvegia non e entrata nell,euro perche sono 4 milioni di abitanti, e sono autonomi dalla dipendenza del petrolio, anzi lo vendono.

  • Ercole

    si intende i difensori della destra del capitale ,e la sinistra del capitale.

  • Chigi

    Non è il naso che ti devi chiudere….

  • andyconti

    Solita scusa. Allora ci sara’ una spiegazione anche per la Gran Bretagna (perfida Albione?). E perche’ tutti i paesi adesso vogliono uscirne?

  • andyconti

    Capisco: se ci permettevano di scegliere e non entravamo, andava bene, visto che ci hanno obbligato adesso e’ meglio restarci e Grillo ha torto. Mi prendo qualche giorno per pensare in questa logica. In quanto all’inflazione, l’euro l’ha peggiorata e prima dipendeva da motivi ben diversi in cui la lira c’entrava poco.

  • nigel

    Vorrei aver scritto io questo post…

  • nigel

    Secondo Lei cos’è meglio per la Grecia: fare un salto nel buio con una possibilità di salvezza su 100 o la certezza (100%) di finire comunque, dopo lenta agonia ? Se la seconda soluzione La soddisfa, voti pure per il Partito delle Banche (PD)

  • andyconti

    Appunto. Poi si puo’ parlare di capitale e non capitale, e ancora sono onanismi: non e’ il capitale il problema, ma il profitto ingiustificato.

  • Ercole

    il capitale e basato sul profitto…il profitto non conosce etica , o costruiamo la produzione in base al bisogno , o il capitalismo va per la sua strada,non si possono conciliare entrambe le cose ,e un concetto banale ,leggiti la teoria del valore ,e trai le conclusioni.

  • Ercole

    la G.B. VENDE IL BRENT,per questo puo permettersi di restarne fuori,non e un problema di moneta e, una questione di rapporti di forza economica tutta interna alla logica imperialista,euro si euro no per i lavoratori non cambia nulla bisogna lottare contro il capitalismo ,se non vogliamo pagare il prezzo della crisi,diversamente, la subiremo fino alla guerra.

  • Ercole

    bravo, andiamo al voto per eleggere nuovi parassiti e ladri , cosi il capitalismo regnera in eterno ,avete cancellato dal vocabolario la parola LOTTA ,come fanno tutti i movimenti interclassisti e piccolo borghesi.

  • Kiddo

    Sembra ripreso da un post di Bagnai. 😉

  • Kiddo

    Ti risulta che la Polonia venda brent? Eppure hanno dichiarato che non ci tengono ad aderire all’euro, per ora, poi si vedra’…

  • giordanocignani

    Le parole hanno un senso ed una storia codificata nel linguaggio. Anche “destra” e “sinistra” hanno un preciso significato da quando furono usate in senso politico nel primo parlamento rivoluzionario francese e sono codificate nell’ esperienza di 200 anni di lotte sociali e politiche. Chi pensa di poter prescindere da questo non dimostra intelligenza o di essere un “innovatore”, ma di essere un presuntuoso senza capacità critiche sulla nostra storia e sul presente. questo vale anche per andyconti.