GRECIA: L’EUROPA SI FA DA PARTE …E NIENTE POTRA’ PIU’ FERMARLA

GRECIA: L’EUROPA SI FA DA PARTE …E NIENTE POTRA’ PIU’ FERMARLA

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD

telegraph.co.uk

Il Primo Ministro Alexis Tsipras non si aspettava di vincere il referendum di Domenica scorsa. Ora è intrappolato nel suo stesso successo e si dirige rapidamente verso il Grexit. Il popolo ha finalmente emesso un urlo primordiale, dipingendosi con i colori di guerra e formando di nuovo la falange oplita. Tuttavia, se la Grecia è in subbuglio, lo è anche l'Europa. I tedeschi sono già andati oltre il Grexit, e stanno discutendo i piani per gli aiuti umanitari e per il sostegno alla nuova dracma. Sarebbero immensi i danni apportati al “progetto politico europeo” e alla Nato, se la Grecia fosse gettata ai lupi, contro la strenua opposizione di Francia, Italia e Stati Uniti.

Come una tragedia di Euripide, la lunga lotta tra la Grecia ed i paesi creditori europei sta giungendo ad una fine catastrofica, che nessuno aveva previsto, cui nessuno sembra in grado di poter sfuggire, e che minaccia di distruggere l’ordine europeo.

Il Premier greco Alexis Tsipras non si aspettava di vincere il referendum indetto Domenica scorsa sui termini del bail-out proposto dall’UEM, e tanto meno di dover presiedere ad un’ardente rivolta nazionale contro il controllo straniero.

Aveva indetto alla svelta il referendum, con l'aspettativa e l'intenzione di perderlo. Il piano era quello di dare il via ai combattimenti, salvo accettare un’onorevole sconfitta e consegnare le chiavi di “Palazzo Maximos” [sede del Governo], lasciando ad altri l'attuazione dell’ultimatum del 25 Giugno, denunciandone poi l’obbrobrio.

Questo ultimatum è stato uno shock per i membri del Consiglio dei Ministri greco. Pensavano di essere sul punto di raggiungere un accordo, per quanto brutto esso fosse. Il Sig. Tsipras aveva già deciso di acconsentire alle richieste di austerità, riconoscendo che Syriza non era riuscita a coinvolgere il cartello dei paesi debitori del sud dell'Unione Monetaria, e che aveva gravemente mal giudicato l'umore di tutta l’Eurozona.

Hanno dovuto confrontarsi, invece, con una proposta in cui i creditori avevano alzato la posta, chiedendo un aumento dell'IVA sugli hotels turistici, dal 7 (de facto) al 23% in un colpo solo.

I creditori insistevano per ulteriori tagli alle pensioni, pari all’1% del PIL entro il prossimo anno, e per eliminare l’assistenza sociale [EKAS] per i pensionati più poveri, anche se le pensioni erano già state tagliate del 44%.

Insistevano anche per un’ulteriore stretta fiscale, pari al 2% del PIL, in un'economia afflitta dai sei anni di depressione e da un’isteresi devastante [scolasticamente, la caratteristica di un sistema di reagire in ritardo sia alle sollecitazioni applicate al momento che a quelle precedenti]. Non hanno offerto alcuna riduzione del debito.

Dietro le quinte, gli europei sono intervenuti per eliminare un rapporto del FMI che convalidava l’affermazione della Grecia che il suo debito era "insostenibile", concludendo che il paese aveva bisogno non solo di un haircut del 30% [lo sconto rispetto al valore di un’attività reale o finanziaria data in garanzia, richiesto dal creditore a protezione del rischio di una minusvalenza dell’attività stessa], ma anche di 52 miliardi di denaro fresco per trovare una via d'uscita alla crisi.

Hanno rifiutato il piano proposto dalla Grecia per una collaborazione con l'OCSE sulle riforme del mercato, e con l'”Organizzazione Internazionale del Lavoro” per le leggi sulla contrattazione collettiva. Hanno bloccato rigidamente il loro copione, rifiutando di riconoscere in alcun modo che le loro prescrizioni dickensiane erano state screditate dagli economisti di tutto il mondo.

E così i leaders di Syriza hanno indetto il referendum. Con loro grande costernazione lo hanno vinto, accendendo la grande rivolta greca del 2015, con il popolo che ha finalmente emesso un urlo primordiale, dipingendosi con i colori di guerra e formando di nuovo la falange oplita [https://it.wikipedia.org/wiki/Oplita].

Il Sig. Tsipras è ora intrappolato nel suo stesso successo. "Il referendum ha una sua propria dinamica. La gente si ribellerà, se egli dovesse tornare da Bruxelles con un compromesso scadente", ha detto Costas Lapavitsas, un Ministro di Syriza.

Domenica notte, quella che avrebbe dovuto essere una festa si è trasformata in una veglia funebre. Il Sig. Tsipras era depresso, sezionava tutti gli errori che Syriza aveva fatto da quando aveva assunto il potere, nello scorso mese di Gennaio, ed è andato avanti con quest’analisi fino alle prime ore del mattino.

Il Primo Ministro avrebbe detto, così è stato riferito, che era giunto il momento di scegliere … o farsi forte del voto a valanga e portare la lotta all’interno dell'Eurogruppo, o cedere alle richieste dei creditori – offrendo le dimissioni del volatile Sig. Varoufakis, come segno di buona fede [http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11720907/Greece-creditors-will-gain-nothing-from-toppling-Europe-lover-Yanis-Varoufakis.html].

Tutti sapevano quello che uno scontro a viso aperto avrebbe significato. Il Consiglio dei Ministri ne aveva discusso i dettagli una settimana prima, nell’ambito di una drammatica riunione, dopo che la BCE aveva rifiutato di aumentare la liquidità ELA per il sistema bancario greco, costringendo Syriza ad imporre il controllo dei capitali.

Era un piano impostato su tre livelli.

. Avrebbero "requisito" la Banca di Grecia [BOG] e licenziato il Governatore, nell’ambito della legislazione nazionale di emergenza. Sarebbero stati sequestrati i 17 miliardi di riserve che stimavano fossero ancora nascosti nei vari rami della BOG.

. Avrebbero emesso liquidità in “stile californiano”, ovvero dei pagherò denominati in euro per tenere a galla il sistema bancario, appellandosi alla Corte di giustizia delle Comunità Europea per affermarne la legalità, riaffermando al contempo il pieno diritto della Grecia a far parte dell’Eurozona. Se i creditori, poi, avessero deciso di forzare il Grexit, essi – e non la Grecia – si sarebbero trovati ad aver agito illegalmente, con implicazioni di responsabilità civile [tort contracts] a Londra, New York, e persino Francoforte.

. Avrebbero imposto, infine, un haircut pari a 27 miliardi di euro sui titoli greci detenuti dalla BCE a garanzia dei prestiti, da alcuni ritenuti un “debito odioso” [https://it.wikipedia.org/wiki/Debito_odioso], perché erano stati concessi dalla BCE, in origine, per salvare le banche francesi e tedesche [e non la Grecia], prevenendo in questo modo una ristrutturazione del debito che altrimenti sarebbe stato fatta direttamente dal mercato.

"Stanno cercando di strangolarci per poterci infine sottomettere, e questo è il modo in cui noi reagiremo", ha detto un Ministro. Il Sig. Tsipras ha respinto quel piano, era troppo pericoloso. Ma, una settimana più tardi, è esattamente quello che potrebbe essere costretto a fare, a meno che non preferisca accettare un ritorno forzato alla dracma.

Per 36 ore Syriza si è trovata nel caos più totale. Martedì scorso i greci hanno chiesto di tenere a Bruxelles un vertice al livello di “prendere o lasciare”, senza alcun piano preconfezionato – anche se la Germania e i suoi alleati hanno avvertito, fin dall'inizio, che questa è l’ultima possibilità per evitare l'espulsione.

Il nuovo Ministro delle Finanze, Euclide Tsakalotos, si è vagamente offerto di portare “qualcosa”, Mercoledì prossimo. Quasi certamente una versione “aggiustata” del piano che i creditori hanno già respinto.

Gli eventi sono ormai fuori controllo. Le banche restano chiuse. La BCE ha mantenuto il suo “congelamento della liquidità” e, attraverso la sua inazione, sta asfissiando il sistema bancario.

Le fabbriche stanno chiudendo in tutto il paese, man mano che le scorte di materie prime si esauriscono e che i containers intasano i porti greci, [non vengono scaricati] perché le aziende greche non possono pagare i loro fornitori, conseguentemente al blocco dei pagamenti esterni. Stanno cominciando a comparire delle valute provvisorie private [scrip currency, https://en.wikipedia.org/wiki/Scrip], man mano che le imprese sono costrette a far ricorso a forme di semi-baratto al di fuori del sistema bancario.

Tuttavia, se la Grecia è in subbuglio, lo è anche l'Europa. L'intera leadership dell’Eurozona ha avvertito, prima del referendum, che un “No” avrebbe comportato l'espulsione dall’UME, mai supponendo che avrebbe dovuto affrontare proprio questo.

Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea, ha avuto l'intelligenza, almeno, di ritrattare: "Dobbiamo mettere da parte i nostri piccoli egoismi, che nel mio caso è decisamente grande, e affrontare la situazione che abbiamo di fronte".

Il Primo Ministro francese Manuel Valls ha detto che il più grande imperativo strategico è quello d’impedire il Grexit e la rottura dell'Unione Monetaria: “Non possiamo permettere che la Grecia lasci l’Eurozona. Nessuno può dire, oggi, quali potrebbero essere le conseguenze politiche e le reazioni del popolo greco".

I leaders francesi stanno lavorando di concerto con la Casa Bianca. Washington sta intervenendo con il suo immenso potere diplomatico, chiedendo apertamente che l'Unione Europea “metta il debito greco su un percorso di sostenibilità" e risolva il problema una volta per tutte.

La spinta franco-americana è sostenuta dall’Italia di Matteo Renzi, il quale ha detto che l’Eurozona deve ricominciare da capo e ripensare la sua “dottrina dell’austerità”, dopo la rivolta democratica in Grecia. Anche il Sig. Renzi appoggia, ora, una riduzione del debito greco.

Tuttavia, quindici dei diciotto governi che devono esprimere un giudizio sulla Grecia, o supportano la posizione intransigente della Germania, o spingono per il Grexit. I tedeschi sono già andati oltre, e stanno discutendo i piani per gli aiuti umanitari e per il sostegno alla bilancia dei pagamenti e alla dracma.

Mark Rutte, il premier olandese, parlando a nome di molti altri, ha detto che l’Eurozona deve sostenere la disciplina [di bilancio], quali che siano le conseguenze finanziarie: "Oggi sono qui, su questo tavolo, per garantire che l'integrità, la coesione ed i principi alla base della moneta unica siano protetti. Spetta al Governo greco presentare delle proposte che siano di vasta portata. Se non dovesse farlo, allora penso che questa situazione debba finire in fretta".

Le due parti [UE e Grecia] stanno parlando una accanto all'altra, aggrappandosi a narrazioni molto radicate, non più disposte a mettere in discussione i propri assunti. Il risultato potrebbe essere decisamente costoso. La RBS, come conseguenza di un default greco, ha quantificato in 227 miliardi le perdite finanziarie dell’Eurozona, rispetto ai 140 miliardi di una ristrutturazione del debito in stile FMI.

Ma questo è solo un dettaglio rispetto ai danni che sarebbero apportati al “progetto politico europeo” e alla Nato, se la Grecia fosse gettata ai lupi, contro la strenua opposizione di Francia, Italia e Stati Uniti.

E' difficile immaginare cosa resterebbe del “condominio” franco-tedesco. Washington, disgustata, potrebbe cominciare a voltare le spalle alla Nato, lasciando che la Germania e gli Stati baltici si difendano da soli contro la Russia di Vladimir Putin. Una punizione adeguata per l’incredibile mancanza di visione strategica nei riguardi della Grecia.

Il Sig. Lapavitsas ha detto che è in gioco la sopravvivenza stessa dell'Europa come forza di civilizzazione nel mondo: "L'Europa non ha mostrato molta saggezza nel corso dell'ultimo secolo. Ha lanciato due Guerre Mondiali e ha dovuto essere salvata dagli americani".

E ha concluso: "Con la creazione dell'Unione Monetaria l’Unione Europea ha agito con molta stoltezza, creando un tale disastro da mettere in dubbio la sua stessa esistenza. Ma questa volta non ci sarà salvezza. L’Europa è all'ultimo tiro di dadi".

Ambrose Evans-Pritchard

Fonte: www.telegraph.co.uk

Link: http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans_pritchard/

7.07.2015

Scelto e Tradotto per www.comedonchisciotte.org da FRANCO

Fra parentesi quadra [ … ] le note del Traduttore

Commenti (47)

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    1. giannis 8 luglio 2015

      La Grecia se vuole essere sovrana deve farsi dare dai russi armi nucleari per
      farsi rispettare altrimenti rischia di fare la fine di Iraq , afganistan ,
      libia , Palestina ecc.....

    1. trigone 8 luglio 2015

      Hai ragione!!


      Dal sito del Corriere spunta l'ipotesi di un grosso attacco di vendite questo pomeriggio dalla Cina a Wall Street che hanno mandato in tilt il sistema!!


    1. IVANOE 8 luglio 2015

      Ormail dato è tratto.
      Una vittoria così trionfale del no non se l'aspettava nessuno nemmeno il governo greco.
      Ormai le strade sono tracciate sono finiti i temporeggiamenti, l'allugar il brodo in modo da no decidere mai nulla :
      1) la grecia esce dall'euro e stampa moneta sua
      2) scoppia una guerra civile del tipo jugoslavia ( ovviamente ben bene pilotata dai poteri forti, turchi contro i greci greci contro i macedoni, mussulmani contro ortodossi contro cristiani ).
      Ma la cosa importante è che la grecia è giunta al bivio è uscita dalla palude dove invece resta artificailamente ben impantanata l'italia...
      La grecia a due strade...spero sulla prima...

    1. Tashtego 8 luglio 2015

      E' vero che le bugie hanno le gambe corte... come quella che con l'austerità avrebbero risollevato l'economia. L'austerità serve solo a continuare ad arricchire i ricchi, tenendo il popolo, attraverso il debito, costantemente sotto l'enorme macina che serve a spremerlo. Alla base dello schifoso macchinario ci stanno i mafiosi bancocrati con le loro bocche sgangherate e spalancate a raccogliere il succo, che infine è sangue, senza che questo basti mai a saziarli; dal momento che l'abisso che li divora da dentro non può essere colmato. I Greci sono i 300 alle Termopili e tu mi vieni a dire che verranno massacrati? onore a loro! Prima o poi devi decidere se essere un servo o essere un uomo, anche se essere un servo ti permette di campare, poichè il padrone ti lascia le briciole delle briciole per sfamarti.

    1. FlavioBosio 8 luglio 2015

      Il popolo... fin che ce nè viva il Re, quando non ce nè più viva il buon Gesù diceva mio nonno.

      Il popolo cambierá idea molto rapidamente quando capira d'esser stato preso per i fondelli, quando vedrá che le banche non riapriranno e se lo faranno si renderá conto d'esser stato derubato dei propri risparmi sostituiti da una dracma che varrá la metá.

      Le bugie hanno le gambe corte...
    1. adriano_53 8 luglio 2015

      L'Europa che AMBROSE EVANS-PRITCHARD vede sui fondi della sua tazza di the è sempre l'europa del "rule britannia", aggiornata all'800, quando oltre che dediti al commercio gli inglesi erano dediti al consumo dell'oppio.


      D'altra parte strampalata idea che un governo indica un referendum con la segreta speranza di perderlo, non è solo frutto di un impenitente mangiatore d'oppio, ma anche di spiriti provenienti dal mondo web 2.0.
      Va detto, inoltre, che gli altri piccoli mostri che si agitano nel the di mister AEP -Washington, disgustata, ecc. ecc.-, non sono figli esclusivi dell'oppio, il quale come tutte le droghe non fa altro che shakerare il consumatore, ma sopratutto di quelle quattro misere ideuzze che solitamente stanno nella testa di un conservatore inglese, prima fra tutte che il popolo per esprimersi usa "urla primordiali" e che compito delle "elite" è governarlo.

    1. sickboy 8 luglio 2015

      Capito nulla

    1. sickboy 8 luglio 2015

      Condivido quello che dici Truman, tranne le conclusioni che per me rimangono al momento ineffabili. Le mie previsioni non vanno in là di un'ora al momento, le tue sono le mie speranze.

    1. Tashtego 8 luglio 2015

      Tsipras rappresentava già il popolo greco? Vero, ma se avesse continuato nella sua intransigenza (o meglio ad opporla all'intransigenza della bancocrazia europea), si sarebbe trovato in quattro e quattr'otto una Piazza Maidan in casa, organizzata dai soliti noti per rovesciarlo... L'indizione di un referendum gli dà il pieno appoggio popolare e la forza di reprimere una eventuale sollevazione che rappresenterebbe solo la minoranza del popolo greco. Le mosse degli avversari bisogna prevenirle, non aspettarle... Credo che Tsipras sappia benissimo che andrà a finire verso est, stà solo facendo in modo che sia chiaro che la colpa è della bancocrazia europea; in questo credo che sia anche ben consigliato dai suoi futuri nuovi alleati dei BRICS, in particolare la Russia.

    1. PietroGE 8 luglio 2015

      No, il discorso di AEP non fa una piega quanto a logica. Tsipras sta tra due fuochi da una parte il popolo che vuole, a stragrande maggioranza l'euro e non vuole l'austerità, dall'altra la Troika che vuole l'austerità altrimenti li costringe ad uscire dall'euro.

      La proposizione di un referendum a me è sempre sembrata molto strana. Nessuno aveva mai messo in dubbio il fatto che Tsipras rappresentasse il popolo greco, se lui diceva NO alla proposta della Troika era come se il popolo greco avesse detto NO. Che bisogno c'era allora di indire un referendum? Per rafforzare quale posizione visto che la proposta della controparte era già scaduta?

      Forse AEP ha ragione,con un SI Psipras sarebbe uscito sconfitto ma sempre come un eroe e avrebbe lasciato ad altri, forse un governo di unità nazionale, la patata bollente. Lui e il suo partito però sarebbero rimasti di gran lunga il maggiore partito greco capace di indirizzare la politica greca da dietro le quinte.

    1. Toussaint 8 luglio 2015

      Vuol dire che avremo creato un neologismo. Lei è presuntuoso e arrogante.


      Quando si traduce, senza essere dei professionisti e con il fiato sul collo per anticipare la "concorrenza", senza peraltro usufruire di un servizio di correzione di bozze (CdC non è il Corriere), può starci un'interpretazione che, seppur opinabile, rende comunque bene quello che l'autore voleva dire. Per me AEP intendeva dire 'leggero', e non volubile o irascibile, e questo credo che tutti i lettori abbiano capito.

      Se poi vuol dare un'occhiata al livello generale delle traduzioni che compaiono su internet, vedrebbe allora che forse la traduzione proposta non è la peggiore, considerando che, alla fine del discorso, di un lungo articolo lei contesta solo un aggettivo.

      Se poi non le va bene e, invece di ringraziare un volontario che sacrifica la vita privata per offrire un servizio, preferisce invece fare il saputello, allora potrebbe sempre non leggere l'articolo o tradurre da solo. Non è obbligatorio, sa?
    1. pingus 8 luglio 2015

      Di fronte a tutto quello che sta succedendo, penso che si debba ormai essere in grado di separare le notizie e le dietrologie "zizzania" da quelle realistiche.
      Questa fa il paio con quella che Varoufakis sia stato tolto di mezzo per aver accennato alla creazione di moneta parallela tipo IOU.
      Possibilita' che e' stata invece ribadita pure dal nuovo Ministro delle finanze greche ieri.


    1. FlavioBosio 8 luglio 2015

      Il nocciolo della questione:


      《Avrebbero "requisito" la Banca di Grecia [BOG] e licenziato il Governatore, nell’ambito della legislazione nazionale di emergenza. Sarebbero stati sequestrati i 17 miliardi di riserve che stimavano fossero ancora nascosti nei vari rami della BOG.》

      Che quello fosse il vero obbiettivo da una banda di ladri e farabutti c'era da aspettarselo.

      Le belle parole sulla democrazia e le varie puttanate raccontate servivano solo a nascondere il furto delle riserve "nascoste" della banca centrale, come volevasi dimostrare.
    1. FlavioBosio 8 luglio 2015

      Il caldo fa brutti scherzi...

    1. The_Essay 8 luglio 2015

      Ciao!
      Ragioniamo su alcuni punti già affrontati:

      1)Il discorso di rafforzare la propria posizione
      contrattuale ( di Tsipras),con un referendum dal risultato
      che poteva essere aleatorio, l'avevo accennato in tale post
      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=259377#259377

      2)Il risultato del referendum potesse essere aggiustato da qualche
      manina,era stato considerato

      3)Che contrariamente ai pronostici,il risultato poteva essere ribaltato
      da un qualcosa di imponderabile, andava considerato da chi metteva su un referendum

      4)Che sicuramente qualche sondaggio segreto prima del referendum,ripeto sicuramente, circolava in Grecia,
      tra chi di dovere

      5)Che il sondaggio che abbiamo discusso in tale altro post ,
      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=260126&highlight=#260126
      The_Essay Ven Lug 03, 2015 6:59 pm
      eravamo arrivati alla conclusione che fosse inaffidabile

      Conclusioni a dir poco pazzesche:
      1)la Grecia "mette su " un referendum strano (ve lo ha spiegato mincuo)
      2)faccio il referendum (dichiara Tsipras)per aumentare il mio potere contrattuale
      3)La Merkel di rimando:ok facciamo il referendum e ne riparliamodopo sulle condizioni contrattuali( della serie riprenderà
      la trattativa)

      [b]Fatto il referendum:[/b]

      1)Varoufakis si dimette( "perchè non credeva al risultato del no")
      2)L'Europa dimentica quanto afferma la Merkel al punto [tre 3)]
      3)ora Tsipras, viene affermato, che sarebbe vittima del successo del no dichiarato,ma del sì auspicato.

      Ebbene se tutto ciò fosse vero:
      a)Avevo ragione in un post in cui dicevo che dati tutti i preparativi
      comunicativi,"sondaggi strani",manine eventuali,fosse un discorso complicato e che fosse probabile una vittoria del si( per poco,macomunque vittoria)
      b)Che tale Europa ,come è concepita, definirla strana è eufemistico.
      Quindi il problema non è Junker o Tsipras, ma tale "cosa definita Europa" e chi manovra la cosa

      Bye,Bye The Essay

    1. Whistleblower 8 luglio 2015

      Me lo auguro con tutto il cuore ma non so se riesco ad avere la tua fede.
      E' vero però che Evans Pritchard sotto l'apparenza molto signorile e la discendenza da una famiglia di celebri intellettuali nasconde un caratterino abbastanza carognetta; sulle questioni di principio fa il nobile e disinteressato sostenitore dei buoni sentimenti ma appena si arriva sul pratico comincia a sparare articoli evidentemente al servizio di qualcuno. Come quelli su Putin qualche mese fa quando ci fu la crisi del rublo e altri che oggi non ricordo ma che rivelavano una scorza di conservatore di quelli cattivelli anziché no.
      E devo dire che non ci prende nemmeno moltissimo in quanto a previsioni.

      Diciamo che il brutto è che Tsipras oggi non ha nominato l'hair cut e questo mi insospettisce.
      Meno male che fra quattro giorni finirà sto stress e speriamo bene che già mi era venuto il rodimento per la sconfitta di Grillo alle europee...stavolta dovrò proprio chiudere il becco a vita.

    1. Truman 8 luglio 2015

      Credo che Evans non abbia capito un tubo. Il gioco si svolge su piani al di fuori delle sue possibilità.

      1) Tsipras non mi dava minimamente la sensazione di giocare per perdere. Le parole erano forti, di quelle che ridanno orgoglio ad un popolo. Se ha sbagliato qualcosa era nell'attendersi un ammorbidimento delle posizioni della triade mafiosa. Ma la mafia sa che se perde il controllo del territorio è finita, e cedere alla Grecia significava perdere il controllo del territorio, poteva significare che le armi monetarie (e non) avrebbero dovuto cedere di fronte alla legge.

      2) Le dimissioni di Varoufakis rinforzano la posizione greca, Tsipras ha ceduto su tutto ciò che era possibile e comunque il suo sostituto non sarà più morbido.

      3) Tsipras si aspettava un passo indietro da parte della mafia bancaria e questo non c'è stato. Tutto normale.

      4) A questo punto ognuno deve fare il conto preciso su quali sono i propri alleati più preziosi e quali i nemici più pericolosi. Il popolo greco è oggi per Tsipras il principale alleato, ma anche il nemico più pericoloso, se cede alla mafia.

      L'Europa già non c'è più, ognuno si guarda intorno in cerca di alleati affidabili senza trovarne e gli USA restano sempre il principale pericolo.

      E allora si va verso un irrigidimento delle posizioni in Grecia, che si sposterà certamente ad est. Ci saranno turbolenze, ma un equilibrio si troverà. Le dichiarazioni dei leader europei lasciano il tempo che trovano. Sono fuori tempo massimo e dimostrano che sono degli incapaci.

      Gli USA perdono.

      La NATO perde.

      Quel consorzio di banche solitamente chiamato Europa perde.

      E la Grecia continua a perdere, ma "Siamo impegnati in un gioco in cui non possiamo vincere. Alcuni fallimenti sono migliori di altri, questo è tutto" (Orwell).

    1. Whistleblower 8 luglio 2015

      ...perché ci stanno i guerraffondai ma anche i guerragalleggiai, va detto...

    1. Whistleblower 8 luglio 2015

      Volatile in inglese è esplosivo, facilmente infiammabile, fumantino, se vuoi restare sulle mezze misure poi mettere imprevedibille o mercuriale. In italiano non si usa volatile in quel senso per le persone ma solo per le sostanze.

    1. luis 8 luglio 2015

      COMPLIMENTI per la frase 'lasciando che la Germania e gli Stati baltici si difendano da soli contro la Russia di Vladimir Putin'
      indice di una mente fine !

      I guerraffondai amerikani hanno speso almeno 5 miliardi di dollari (parole loro) per fomentare la guerra civile in Ucraina, stanno tenendo il petrolio basso, hanno fomentato, ma non gli è riuscito, il colpo di stato in Macedonia, stanno impedendo ai russi di portare il petrolio e il gas in europa, fanno di tutto per sbattere giù Putin, e alla fine sembrano pure disposti ad una guerra nucleare contro la Russia e questo qui dice che gli USA alla fine si stancano e lasciano la Germania e gli stati baltici da soli a contenere i cattivi !!!!!!
      Questa non l'avevo ancora sentita !!!!!
      il caldo gioca bruttissimi scherzi ai neuroni dei più deboli !

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