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GRECIA: LA MACELLERIA SOCIALE DEL GOVERNO PAPANDREOU

FONTE: INTER.KKE.GR

Le misure barbare già approvate e quelle previste dalla “versione aggiornata” del Memorandum

Il Memorandum ridefinito e promosso in Grecia dal governo del PASOK, FMI, UE e dalla plutocrazia greca prevede nuove misure antipopolari con l’obiettivo di ridurre ulteriormente il prezzo della forza lavoro:

Contratti di lavoro

– Prevalenza, per legge, degli accordi aziendali sugli accordi di categoria.

– Possibilità di disapplicare i contratti collettivi, sempre per legge, per le imprese non aderenti alle unioni industriali. Fino ad ora i padroni erano obbligati ad applicare i CCNL quando convalidati dal Ministero del Lavoro.

Nella foto, il primo minstro George Papandreou 
– Adeguamento del sistema di negoziazione dei contratti collettivi di lavoro alle esigenze dei capitalisti, venendosi a basare su “competitività, costo del lavoro e creazione di nuova occupazione”.

 
– Abolizione di qualsiasi restrizione al lavoro part-time e ai contratti a tempo determinato, attraverso la legge 3846/2010 approvata dal governo lo scorso maggio.
 

– Estensione del periodo di prova ad un anno (finora era di due mesi). Durante la prova i padroni possono licenziare senza alcun preavviso e risarcimento.

 
– Attuazione della direttiva Bolkestein che prevede l’abolizione del salario minimo per potenziare gli investimenti.

 
– Tagli drastici ai già bassi sussidi di disoccupazione per risparmiare 500 milioni di euro.
 

Previdenza sociale

 
– “Riforma dei parametri di base del sistema pensionistico, come previsto dalla legge 3836/2010”. Ma questo è solo l’inizio. La nuova versione del Memorandum secondo il quale l’aumento della spesa pensionistica pubblica non può superare 2,5 punti percentuali del PIL tra il 2010-60, veicola una nuova offensiva. Nel caso in cui venisse superata tale soglia verranno varate nuove misure per minare il sistema di previdenza sociale.

 
– Abolizione di qualsiasi garanzia concessa dallo Stato per le pensioni integrative. Secondo il Memorandum “il governo attua una radicale revisione del funzionamento dei fondi pensione pubblici integrativi”. L’obiettivo del governo è di non pagare un solo euro del bilancio dello Stato per i fondi pensione complementari. In pratica ciò significa che i fondi integrativi, che riguardano 1.000.000 di pensioni, risultano già in pesante deficit a causa delle politiche del PASOK e ND, e non saranno quindi in grado di garantire le pensioni o solo in minima parte. Inoltre la nuova versione del Memorandum prevede che la spesa per le pensioni resterà stabile anche nel caso in cui il numero dei beneficiari aumenti (oggi 2,8 milioni di lavoratori versano contributi ai fondi pensione integrativi). Ciò porterà alla riduzione drastica delle pensioni.

 
– Revisione della lista dei lavori usuranti per ridurre la copertura a non più del 10% delle forze del lavoro. L’età pensionabile per le professioni e i settori esclusi si innalzerà di 5-7 anni. Il nuovo elenco si applicherà a decorrere dal 1° luglio 2011 per tutti i lavoratori attuali e futuri.

 
– Introduzione di criteri severi per le pensioni di invalidità e riesame di migliaia di pensioni di invalidità per una riduzione o sospensione.

 
Saccheggio dei salari attraverso aumenti fiscali

 
– Ulteriore aumento dell’IVA con l’aliquota dell’11% portata al 23% per una considerevole quantità di beni e servizi (oltre il 30%).

 
– Ampliamento della base imponibile della tassa sugli immobili drenando 400 milioni di euro dai lavoratori.

 
– “Tassa verde” sulle emissioni di CO2.

 
– Congelamento dell’indicizzazione delle pensioni, il che significa che i pensionati perderanno più di 100 milioni di euro.

 
– Tassazione dei professionisti-artigiani sulla base di un reddito presunto, con un maggior gettito di almeno 400 milioni di euro.

 
Ulteriori privatizzazioni dei settori strategici

 
– Ferrovie: nuovi licenziamenti tramite la riduzione del personale del 35%. Aumento delle tariffe, accrescendo i profitti del 55%. Riduzione del salario minimo del 20%. Vendita del patrimonio e concessione delle linee più redditizie ai privati che aumenteranno le tariffe. Chiusura delle linee cosiddette “in perdita”, lasciando molte regioni del paese senza servizio ferroviario.

 
– Trasporti: licenziamenti di massa, riduzione dei salari e abolizione dei diritti dei lavoratori. Aumento dei prezzi dei biglietti del 30-50%. Tagli e chiusura di linee.

 
– Energia: liberalizzazione del mercato dell’energia e dismissione delle infrastrutture di Public Power Corporation (DEI) e delle risorse energetiche ai privati. Drastico aumento delle tariffe per le famiglie e gli agricoltori del 40-100%.

 
– Professioni chiuse: loro liberalizzazione aprendo nuovi sbocchi di investimento per i capitalisti. Sotto la pressione dei grandi gruppi, i lavoratori autonomi in questi settori saranno espulsi dal mercato.

 
Saccheggio del popolo

 
– Ulteriore riduzione delle indennità e della retribuzione per il lavoro straordinario nelle imprese di proprietà statale. Questo obiettivo sarà raggiunto attraverso il disegno di legge sui “pagamenti unificati nel settore pubblico” che impongono tagli alle indennità.

 
– L’applicazione di una gabella di 3 euro per i servizi ambulatoriali negli ospedali pubblici così come il pronto soccorso.

 
– Aumento del 20-30% delle tariffe per i servizi medici ospedalieri e gli esami.

 
– Rivalutazione di tutti i restanti programmi sociali al fine di pianificarne l’abolizione.

 
Il 3 marzo e il 3 maggio 2010 il governo ha varato il peggior pacchetto di misure di austerity dal 1950 e  una serie di riforme antipopolari:

 
– Ha abolito tredicesime e quattordicesime per i dipendenti pubblici e per tutti i pensionati sia del settore pubblico che privato.

 
– Taglio delle indennità salariali per i dipendenti pubblici del 20%.

 
– Riduzione dei salari dei lavoratori nelle imprese di pubblica utilità, quelli che non percepiscono alcuna indennità, del 10%.

 
– Congelamento dei salari e delle pensioni nel settore pubblico e privato per i prossimi tre anni.

 
– Tagli del 3-10% sulle pensioni oltre 1.400 euro.

 
– Annullato il pagamento della seconda rata dell'”assegno di solidarietà” destinato ai segmenti più poveri della popolazione.

 
– Aumento delle aliquote IVA per due volte nel 2010.

 
– Aumento per la terza volta nel 2010, dell’accisa sui carburanti. Di conseguenza, il prezzo della benzina senza piombo è aumentato del 63%.

 
– Aumento sempre per la terza volta nel 2010, dell’accisa sulle bevande alcoliche e il tabacco. Dopo l’attuazione delle misure il prezzo delle sigarette aumenterà del 40% rispetto all’inizio del 2010. Per quanto riguarda le bevande l’aumento è pari a 3 euro a bottiglia.
 

– Ha imposto una tassazione speciale per professionisti-artigiani sulla base delle entrate nel 2009.

 
– Ha aumentato l’età pensionabile a 40 anni di contributi. Ha abolito il pensionamento con 37 anni di contributi indipendentemente dall’età, nonché il pensionamento con 35 anni di anzianità nonostante il possesso dei requisiti di età.

 
– Ha imposto drastici tagli sulle pensioni (più del 35%) per effetto dell’ampliamento degli anni su cui calcolare la base pensionabile, dai primi 5 anni degli ultimi 10 a tutta la vita.
 

– Ha abolito il pensionamento prima dei 60 anni, cancellando il pensionamento anticipato, colpendo soprattutto le madri, in particolare con prole numerosa.

 
– Ha ridotto del 6% all’anno le pensioni di quelli che con 40 anni di contributi hanno “osato” andare in pensione prima dei 65 anni.

 
– Ha demolito il sistema pensionistico dei dipendenti pubblici.

 
– Ha imposto alle donne di lavorare dai 5 ai 17 anni in più, in nome della loro equiparazione agli uomini.

 
– Ha introdotto un meccanismo di adeguamento automatico delle pensioni alla speranza di vita, che costringerà a lavorare fino all’età di 70 anni.

 
– Ha introdotto un meccanismo di verifica della situazione economica prima di concedere la pensione (means-tested pension), che precipita la previdenza sociale al rango di un sussidio, comunque non erogato prima dell’età di 65 anni.
 
– Ha ridotto drasticamente la spesa statale per le pensioni che da ora in poi riguarderà solo le pensioni di base. Viene così abolito il finanziamento tripartito del sistema di previdenza sociale.

– Ha riunito i fondi pensione in tre fondi.

 
– Ha abolito gli accordi collettivi di lavoro e salario minimo. Ha approvato una normativa per una retribuzione di ingresso per i giovani disoccupati di lunga durata. Con il pretesto di creare occupazione per i giovani e i disoccupati di lunga durata ha cancellato il salario minimo (oggi di 740 euro) creando la “generazione dei 500 euro”.
 

– Ha abolito la giornata di 8 ore di lavoro e ridotto la retribuzione per il lavoro straordinario. Ha introdotto “limiti annuali per il calcolo del tempo di lavoro”. Pertanto, i lavoratori sono obbligati a prestare lavoro straordinario in un determinato periodo e poi a essere sottoccupati o godere delle ferie in altri. Per il periodo di lavoro straordinario il lavoratore non riceverà il pagamento supplementare finora applicato.

 
– Ha aumentato la soglia dei licenziamenti di massa nelle imprese che impiegano 21-200 dipendenti.

 
– Ha imposto drastici tagli sulle indennità di licenziamento del 50%.

Versione originale:

Fonte: http://inter.kke.gr br>
Link: http://inter.kke.gr/News/2010news/2010-09-15 br>
15.09.2010

Versione italiana:

Fonte: www.resistenze.org
Link: http://www.resistenze.org/sito/te/po/gr/pograi19-007509.htm
22.09.2010

Traduzione a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Pubblicato da Davide

  • Barambano

    Beh, tra un anno forse meno toccherà roba simile all’Italia. Buon anniversario dell’unificazione! Saluti & Baci.

  • illupodeicieli

    Hai ragione, ma dovendo scegliere meglio morire con il fucile in mano e che … permetta di “portare qualcuno dei colpevoli con me”. Se devo andare all’inferno prima del tempo e per colpa altrui, non voglio andarci da solo. Mi chiedo se ci sono economisti o esperti o persone “normali” che possono o hanno voglia di suggerire strade diverse (praticabili) da quelle indicate nell’articolo: a parte elenchi del genere non ho letto (forse perchè distratto, come molti, dai problemi comuni …bollette, rate e vitto…) cose diverse, ma solo soluzioni drastiche che, mi permetto dire, non è detto che siano efficaci.

  • AlbertoConti

    “Il primo salvataggio bancario nell’antica grecia avviene nel IV secolo avanti cristo a Efeso. Il governante locale anzi che punire il banchiere fallito, come accadeva solitamente, concesse lui una mora, consistente in 10 anni di tempo per rimborsare i depositanti.” (Huerta de Soto). Un secolo prima, nella stessa città, viveva Eraclito, fondatore della cultura occidentale. Venticinque secoli dopo siamo alla frutta. E’ ora che inizi un nuovo ciclo, nel segno della Civiltà.

  • duca

    Bene, si potrebbe fare una cosa del genere: quando i titoli di stato giungono a scadenza, si rimborsano solo quelli detenuti da soggetti stranieri, quelli detenuti da persone o entità residenti vengono convertiti in titoli al portatore di taglio variabile, denominati in euro, non negoziabili in borsa per non far partire speculazione su di essi, con i quali si possono pagare (eventualmente in percentuali da determinare) i debiti verso la pubblica amministrazione. Non sarebbe una vera moneta, potremmo vederli come una sorta di gettoni telefonici o di ticket restaurant emessi dallo stato. Questi titoli al portatore, che se spingiamo la fantasia potrebbero essere anche messi in conti correnti ad hoc etc. essendo liberamente scambiabili ed essendo la loro accettazione incentivata dal fatto che ci si possono pagare le tasse (eventualmente si potrebbe aiutare l’accettazione con qualche manganellata ben assestata, sarebbe certamente più produttiva delle manganellate di Genava, per dire) consentirebbe di emettere stock di nuovo debito inferiore a quello in scadenza, diluirebbe la scadenza e una volta che questi titoli al portatore hanno concluso il loro circuito nell’economia reale e sono tornati allo Stato in pagamento di tasse vengono semplicemente distrutti eliminando così il corrispondente stock di debito. Vincoli importanti a un percorso del genere sarebbe ovviamente il mantenimento di un avanzo primario, cosa che sarebbe facilitata dal fatto che la gente si troverebbe di fatto in mano della liquidità in più che favorirebbe i consumi e quindi il gettito fiscale… sto vaneggiando?

  • stonehenge

    strano che in grecia non abbiano già imbracciato i fucili all’assalto del parlamento..

  • ulrichrudel

    Come volevasi dimostrare il signor Papandreu, sotto dettatura, ha iniziato ad adottare la teoria del sottostante articolo”strategie della manipolazione mediatica” con variante secondo le necessità. Invece di andare a fare pagare gli speculatori e i grandi armatori(anche se hanno la sede alle Caiman) vanno a fare dimagrire i già poveri.Si, forse uguale sorte toccherà ad altre nazioni,poi arriverà il turno x gli italiani ed allora diranno che glialtri Stati stanno risolvendo la crisi tirando la cinghia.ECONOMIA DI GUERRA!

  • nettuno

    Uscire dall’euro ! l grecia non dovevano entrare. Bastava svalutare la dracma e tutto era a posto, ora occorre svalutare lo stipendio e la pensione .. Cosa é meglio ?

  • nettuno

    Non si doveva entrare nell’euro. Prima si svalutava la dracma ora si svalutano le pensioni e gli stipendi . L’€uro e una truffa. I greci usciranno dalla moneta unica con le ossa rotte , alla fine prima di morire dissanguati e derubati dalle privatizzazioni.

  • nettuno

    no! dici cose giuste . Bravo

  • guru2012

    Non sono in grado di giudicare se la tua teoria possa stare in piedi da un punto di vista tecnico, a naso parrebbe cosa sensata e comunque è un’IDEA. Merce rara di questi tempi.

  • duca

    Solo perchè, come in Italia, sono di difficile reperibilità… a meno di non far marciare compatti tutti i cacciatori contro il Parlamento…

  • sandrez

    sarebbe un bell’anniversario..la gente finalmente ri-penserebbe alle balle che gli hanno raccontato e che ancora gli raccontano…magari (sigh)

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